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Prodotto: Amplificatore DIY SET6080
Produttore: Tu, caro lettore
Fornitore originale dei componenti: World Audio Design
Contatto: Reparto vendite
Prezzo: La spesa PUÒ variare - dipende tutto da voi e dai componenti che sceglierete
Autore: Mark Wheeler - TNT-Audio Scozia
Periodo: Creato, modificato, modificato ancora e ancora, e continuamente revisionato: 1997 - oggi
Traduttore: Roberto D'Agosta
Il fai-da-te audiofilo ci permette di sviluppare le nostre priorità audio invece di doverci adeguare all'idea di qualcun altro su cosa renda migliore la performance di un impianto. Il fai-da-te ci consente di progettare da zero o di adattare un progetto già testato alle nostre particolari esigenze. È improbabile che il fai-da-te ci faccia risparmiare denaro e richiede molto tempo. Ma il fai-da-te audio è assolutamente la parte più gratificante del nostro hobby. Il fai-da-te fa molto bene al nostro cervello: il processo di apprendimento accende nuovi percorsi neurali e la fase di costruzione rafforza quei percorsi.
Questa è la quarta parte della trilogia (e un plauso al precedente di Douglas Adams che ha permesso alla trilogia di estendersi oltre le tradizionali tre parti) in cui ci concentriamo su come viene costruito l'amplificatore. Nella Parte 1 abbiamo introdotto le idee alla base di questo amplificatore. Nella Parte 2 abbiamo esplorato i requisiti, il design e la costruzione dell'alimentatore e nella Parte 3 abbiamo finalmente dato un'occhiata al circuito audio. Lì abbiamo riflettuto sulle priorità del progettista originale e su quanto queste corrispondano alle nostre necessità per questa specifica applicazione. Questo è un vantaggio chiave del fai-da-te.
In questa Parte 4 della trilogia SET6080 (doveva essere una trilogia ma, come Topsy, è cresciuta), esaminiamo la scelta dello chassis, per quanto eccentrica possa sembrare. La Parte 5 sarà un ritorno su questo amplificatore per esplorare alcune delle variabili e riportare le impressioni sonore; ci sarà una sorpresa sotto forma di disaccordo con la valutazione originale della rivista.
Diversi designer piu` "innovativi", come Hiroyasu Kondo, fondatore dell'originale Audio Note, dal Giappone, dopo molte sperimentazioni scelgono il rame per gli chassis dei loro amplificatori. Perfino Leo Fender costru` i primi amplificatori Champ con telai in rame. Diversi autori e designer di Sound Practices raccomandavano anch'essi il rame. Quindi il SET6080 è stato costruito su un foglio di rame montato all'interno della parte superiore di una scatola RATA Torlyte acquistata usata in un saldo. I diversi esperimenti del vostro Vecchio Scriba indicavano chiaramente che lati in acciaio paralleli alle schede elettroniche potevano indurre rumore e che l'assenza di telaio, o un telaio in legno, erano migliori dell'alluminio, che a sua volta era migliore dell'acciaio. La disposizione interna si rivela cruciale per massimizzare la trasparenza sonora.
Come descritto nel mio articolo per TNT-audio, il SET6080 ha tratto beneficio di una scatola RATA Torlyte. Molti anni fa Russ Andrews aveva una vendita di fine serie di scatole e fogli Torlyte che erano stati forati appositamente per dei prototipi. Questi erano perfettamente funzionanti e venivano venduti per una piccola frazione del prezzo di vendita normale, persino a meno rispetto a fogli di balsa o scatole economiche di truciolato/mdf di dimensioni simili. Il vostro Vecchio Scriba li comprò tutti. Questi sono stati ampiamente utilizzati nei vari esperimenti di controllo delle vibrazioni descritti in queste pagine e in molti altri esperimenti.
L'interno del cabinet Torlyte è parzialmente rivestito con lamiera di rame collegata a terra. Hiroyasu Kondo della prima Audio Note sperimentò a lungo con diversi materiali per i cabinet, inclusi alluminio, acciaio e rame. Il leggendario Ongaku fu lanciato nel 1989 con una struttura in rame come risultato di questa ricerca. Si scoprì che un telaio in rame migliora il suono rispetto ad alluminio o acciaio, sostenendo che il rame incrementa la vivacità, riduce la nebbia e estende la chiarezza delle alte frequenze. L'effetto soggettivo di questa scatola non ferrosa, a correnti parassite ridotte e a bassa isteresi rispetto all'acciaio è una maggiore chiarezza in questa applicazione rispetto a un case in acciaio tipo 2U.
Per diversi anni questo cabinet Torlyte rivestito di rame funzionò sufficientemente bene quando il SET6080 serviva come amplificatore a gamma completa mentre il vostro Vecchio Scriba conduceva vari esperimenti con feedback negativo globale (d'ora in avanti 'NFB'). Gli esperimenti furono condotti usando diversi altoparlanti di sensibilità variabile e con crossover passivi di diversa complessità. Prestate attenzione soprattutto a un futuro articolo su un progetto mostruoso con Tuned Quarter Wave Pipe da 97dB/2.83V con caratteristica di impedenza lineare, usando componenti Hammer Dynamics. Potreste avere la possibilità di leggere anche di altri progetti. Quegli esperimenti si estesero anche al SET6080 collegato direttamente ai diffusori, mentre serviva esclusivamente come amplificatore per medi o per alti. I risultati di quegli esperimenti furono molto differenti, dimostrando ancora una volta come il contesto sia tutto.
Trasferendomi in una nuova abitazione, la stessa stanza viene utilizzata sia per il sistema audio principale che come soggiorno. Ora che gli esperimenti NFB sono terminati, il case del SET6080 non deve più essere aperto e chiuso rapidamente, né lasciato aperto durante il funzionamento. Avendo identificato la sinergia con il (ormai obsoleto) ERaudio SpaceHarmoniser, questo divenne parte della nuova versione del case dopo alcuni esperimenti. Una delle grandi tavole da 250€ fu tagliata longitudinalmente per farne due pezzi. Un pezzo ha la larghezza perfetta per creare una base per il gruppo amplificatore-trasformatore, e il pezzo rimanente è perfetto come pannello frontale per nascondere la scatola Torlyte e la sezione del trasformatore di rete. L'accesso all'interruttore generale è comodo. Ulteriori esperimenti furono condotti usando un induttore vicino ai trasformatori di uscita per misurare eventuali campi attorno al trasformatore di rete. Ciò portò a montare il trasformatore di rete a 45°. Il sottoinsieme del trasformatore è montato in modo flessibile sul ERaudio SpaceHarmoniser e il case dell'amplificatore Torlyte è incollato e avvitato al ERaudio SpaceHarmoniser.
La disposizione interna probabilmente conta più delle proprietà di schermatura o isteresi della scatola. Si utilizza un cablaggio punto a punto con sufficiente gioco per la manutenzione e evitando di mettere componenti elettronici in parallelo. La maggior parte dei cavi interni è Kimber o in rame argentato multistrato (entrambi probabilmente isolati in PTFE) avanzati da un altro progetto volto a sperimentare se i cavi producano effetti udibili. I diametri dei fili sono scelti in base alla posizione nel circuito e sono ampiamente sovradimensionati per la corrente.
Il trasformatore di rete (d'ora in avanti "mtx") era originariamente (per oltre un decennio) posizionato esternamente su 4 Brightstar IsoNodes. Il montaggio esterno serve a minimizzare eventuali ronzii. Il montaggio su Isonodes serve a minimizzare gli effetti delle vibrazioni. Il mtx è fissato alla propria piccola scatola in alluminio fuso che include un interruttore con funzione sia di fusibile che di interruttore on/off. La cura nel ridurre il rumore indotto dalla rete è più cruciale in un amplificatore per le alte frequenze in un sistema attivo poichè si trova dopo il crossover e quindi il ronzio a 50Hz/60Hz (e multipli) arriva direttamente ai sottili fili del tweeter. È anche un'opportunità per tenere qualsiasi vibrazione del mtx lontana dai trasformatori di uscita (otx) e dai componenti passivi microfonici; nonostante alcune affermazioni teoriche contrarie, molti componenti passivi sono microfonici.
Inizialmente il trasformatore e l'amplificatore erano completamente separati ma cablati insieme. La recente ricostruzione ha permesso di montare permanentemente le due sezioni su una grande tavola ERAudio SpaceHarmoniser. Ciò facilita lo spostamento senza effetti percepibili sulla qualità del suono. È anche meno sgradevole esteticamente, sebbene ancora non sia una bellezza degna del Bauhaus.
![[Cleverer boxing]](../jpg/set6080_boxed_cleverer.jpg)
La maggior parte delle sessioni di ascolto è stata condotta sulla gamma audio completa durante tutti gli esperimenti di Ricerca e Sviluppo e ci saranno ulteriori dettagli su come suona il SET6080 nella Parte 5 di questa trilogia.
“Parte 5 di una trilogia?!?” strilla, incredulo, il coro della plebe, dalla sinistra del palco, “Il vecchio pazzo ha la minima idea di cosa significhi “trilogia&dquo;?”
Il fatto che la trilogia originale si espanda fino a comprendere cinque parti è una perfetta metafora per tutto il fai-da-te audiofilo. Qualunque sia il costo previsto, dovremmo raddoppiare la spesa. Qualunque sia il tempo di progettazione e costruzione previsto, dovremmo quadruplicare le ore.
Sono stati anche effettuati test specifici per lo spettro delle alte frequenze. Basandosi sulla curva di impedenza del driver, è stata scelta la connessione del trasformatore di uscita del SET6080 (4Ω) e l'NFB (circa 6dB) è stato regolato per adattarsi ai tweeter Focal TD120TDX (versione non schermata) utilizzati nel sistema Euterpe (da 2.4kHz in su). Queste impostazioni funzionano altrettanto bene anche con i ESS Heil Air Motion Transformers, che meritano un utilizzo regolare sempre da 2.4kHz in su. Gli ESS hanno una caratteristica di impedenza abbastanza permissiva rispetto alle cupole tipiche e possono funzionare senza alcun NFB. Il Focal è un dispositivo nominale da 6Ω che non scende mai sotto i 5Ω durante tutta la banda utile e ci sono molti dispositivi nominali da 8Ω che scendono molto più in impedenza. Sceglite sempre la connessione dell'impedenza di uscita che corrisponde più strettamente all'impedenza minima, non all'impedenza nominale, del driver.
Dalla scheda di montaggio all'iterazione finale non c'è stata alcuna perdita di qualità del suono. Spesso l'esperienza del costruttore è che il circuito sulla scheda di montaggio suonava meglio (sempre andando a memoria, ovviamente) rispetto al case completamente assemblato. Ciò accade spesso perchè pannelli in acciaio o alluminio interagiscono direttamente o indirettamente con le schede del circuito e con la disposizione più ravvicinata dei componenti. Tutti i componenti possono essere influenzati, inclusi trasformatori/induttori, e tutto può influenzare tutto il resto. La maggiore vicinanza dei componenti in una scatola compatta e piccola può anche contribuire a ridurre la qualità del suono.
“Questa è spazzatura soggettivista!” sfida il coro della plebe, dalla sinistra del palco, “Quali prove ci sono di questo tipo di fenomeno?”
Ci sono questi esperimenti condotti dal vostro Vecchio Scriba, tutti pubblicati sul nostro sito, tra molti altri:
Nella Parte 3 abbiamo esaminato il circuito audio, che tende ad essere il punto che la maggior parte dei produttori mette in evidenza nella loro pubblicità. Nella Parte 2 abbiamo riflettuto sull'alimentatore e sul suo contributo unico in un amplificatore per medi/alti e ora abbiamo considerato come tenere tutto insieme in una scatola. Nella Parte 5 di questa trilogia ascolteremo questo amplificatore in numerosi contesti nell'arco di 30 anni!
Lo confronteremo con ogni amplificatore che sia mai stato recensito dal vostro Vecchio Scriba. In termini monetari, questo va dal T-Amp ad altri amplificatori DIY i cui componenti costano molte volte più del SET6080.
Prenderemo nota di come suonano le varie modifiche.
Esploreremo come i diversi contesti influenzano il valore della prestazione.
Sono stato informato da World Audio Design che il loro sito web è www.world-designs.co.uk. Confermano anche che è obsoleto, ma che si attengono ai prezzi pubblicati eccetto per le valvole (alcune delle quali sono comunque esaurite).
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