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Ancora in merito alla realizzazione pratica di cavi di segnale autocostruiti

The X-Cables (La Verità è là fuori)

[English version]

Da quando ho scritto gli ultimi due articoli sui cavi di segnale non solo ho avuto molte reazioni da voi Lettori, ma ho anche realizzato in proprio alcuni altri cavi.
Tutti tranne uno adottano una variante della geometria XLO, e perciò ho deciso di chiamarli gli X-Cables (per via degli incroci fra i conduttori che disegnano moltissime X lungo tutto il cavo).

Ora ho definito due versioni base di questo cavo. Si chiamano X-1.5 e X-3. La cifra indica la distanza fra l'inizio e la fine di un giro completo attorno al nucleo. Per cui l'X-1.5 presenta un giro completo (un attorcigliamento) ogni 1.5 cm. Nella figura sotto si vede un X-1.5. Sto misurando la capacità del cavo. Il blob nero sul lato sinistro del cavo è un pezzo di ferrite anti-interferenze a radiofrequenza.

Il cavo X-1.5 presenta una capacità di circa 200 pF/m ed una resistenza ad anello chiuso di circa 0.2 Ohm/m. L'induttanza è abbastanza bassa, circa 1 mH/m, sebbene io non riesca a misurare valori di induttanza così bassi.

Il cavo X-1.5 impiega circa 1.5 - 1.6 m di "wire-wrap" per ciascuno dei 12 singoli conduttori. Personalmente trovo che questo cavo suoni molto naturale, con un raffinato bilanciamento tonale ed un'eccellente capacità di ricreare l'immagine e la spazialità . Il tutto, però , si paga con dei valori di capacità piuttosto elevati. Il che potrebbe proprio non andare nel caso di cavi molto lunghi (come quelli da 5 m che mi serviranno in futuro per connettere il mio pre ai miei finali monofonici (in via di sviluppo). In casi del genere, l'X-3 è un cavo più adatto.
In questo cavo un completo attorcigliamento si compie solo ogni 3 cm, grosso modo con ciò dimezzando sia l'area di contatto fra i due conduttori separati, sia la capacità , che scende a 100 pF/m. Questo cavo impiega, inoltre, solo 1.2 - 1.3 m di "wire-wrap" per ciascun singolo conduttore, e, conseguentemente, presenta valori minori di resistenza.

Se raffrontato all'X-1.5, l'X-3 suona leggermente troppo brillante, caratteristica che probabilmente si stempererà con il naturale arretramento del limite estremo della banda riprodotta dovuta all'invecchiamento del cavo. Qui sotto potete vedere un cavo X-3 vicino all'X-1.5.

X-cables X-3]

Il Cavo UBYTE-I - un grande Byte?

Ispirato dal "Superconductor" di Joe Skubinski, ultimamente ho provato a realizzare qualcosa di simile. Poichè adopera lo stesso cavo-base del mio cavo di potenza UBYTE (denominazione coniata da Pat dell'Analog Research e sta per "la tua terribile ingegneria come al solito sconfigge"), ho deciso di chiamare questo cavo UBYTE-I (cavo di segnale UBYTE: I sta per "Interconnect" n.d.t.).

Ho usato per intero il cavo per satellite a bassa perdita del quale normalmente utilizzo solo il nucleo con camere d'aria. Questo cavo presenta un conduttore centrale solido di rame, una lamina di rame come schermo, attorno alla quale ci sono una treccia schermo di rame e una guaina in PVC.
Ho rimosso sia la guaina in PVC (che schifo!), sia la treccia schermo. Il PVC perchè è proprio una porcheria, e la treccia schermo perchè si comporta come un conduttore multifilare, elemento che non c'è verso che io introduca sul percorso del segnale.

Quindi tutto ciò che ci rimane è il conduttore centrale solido di rame, l'isolante interno a camere d'aria in polietilene, e la lamina esterna in rame. Il cavo ora si può re-inguainare nella guaina termorestringente (non dimenticate di farla restringere...) in Poliolefine (meglio in Kynar) e semplicemente terminare con dei buoni spinotti RCA.
Gli spinotti di Maplin che consiglio nella resource-guide sembrano fatti apposta per terminare questo cavo.
Realizzare un paio di cavi di questo tipo richiede circa 20 minuti. Il costo dei materiali (inclusi gli spinotti) per una coppia da un metro è di circa 16 sterline inglesi / 26 dollari americani (se si usa la guaina in poliolefine).

Il cavo di segnale UBYTE-I non è una via di mezzo. I valori di capacità (65 pF/m), di resistenza (0.04 Ohm/m) e di induttanza (0.4 mH/m) sono tutti molto bassi, il che rende questo cavo tecnicamente molto vicino al cavo ideale.
Il cavo "base" dichiara una banda passante estesa fino ai 1.000 MHz, ed anche questo è un valore che promette bene per i nostri scopi. Probabilmente sarebbe anche un ottimo cavo digitale, ma, come sapete, credo che l'interfaccia S/PDIF è talmente inaccettabile da vanificare ogni possibile beneficio di un'unità di conversione digitale / analogico esterna che se ne servisse.

In merito al giudizio soggettivo sul suono, l'UBYTE-I perde un po' di trasparenza nei confronti dell'X-1.5 e dell'X-3.0. Comunque, nessun altro fra i cavi a mia disposizione (c'è anche roba commerciale piuttosto costosetta) gli si avvicina. In considerazione del minimo lavoro da dedicargli (se si fa un paragone con gli X-Cables) e dell'eccellente performance di questo cavo, lo raccomando senza riserve per ogni applicazione, tranne i casi molto esigenti.

Ho riscontrato che la lieve perdita di trasparenza è di aiuto con i lettori di CD. Posto fra il mio lettore ed il mio preamplificatore, provoca una smussatura di certi CD registrati con molta enfasi sugli estremi banda che li rende più ascoltabili senza apprezzabile perdita di informazioni. Se usato fra preamplificatore e finale mentre si suonano dei dischi analogici, l'UBYTE-I si comporta meno bene. In questo caso diventa evidente la lieve perdita nella ricostruzione della larghezza e della profondità della scena acustica, così come una certa perdita di fini dettagli interni. Ma si tratta sempre di un'eccezionale performance, il che ancora dimostra che i cavi sono (almeno per la maggior parte) scienza, e non magia...

Ho prestato questo cavo al mio capo al lavoro, insieme ad un cavo X-3.0. Lui ha un impianto "tutto CD", composto da un amplificatore integrato Audiolab, un lettore di Cd Arcam, e diffusori Heybrook.

Mi ha reso l'X-3.0, decidendo di pagarmi l'UBYTE-I (no, non vi dirò quanto l'ho fatto pagare :-P ). Se questa non è una buona raccomandazione...

Ancora consigli dalla cucina dei cavi

Per realizzare gli X-Cables ora faccio un segno sul cavo centrale ogni circa 1.5 cm (o 3 cm) con una matita, così posso facilmente cancellarli. Ciò dà un'idea di quanto spazio ci debba essere tra una spira e l'altra ed assicura che i vostri cavi abbiano una consistenza pari a quella di qualunque prodotto commerciale.

Poichè un tipo mi ha recentemente mostrato vari cavi realizzati seguendo la mia "ricetta", mi sono reso conto di non avere abbastanza insistito su quanto sia importante tendere bene ogni conduttore circa ogni dieci giri. Sebbene le prestazioni di questo cavo non diminuiscono molto se il cavo resta un po' lasco, in tali condizioni non avrà un bell'aspetto.

Costui mi ha anche suggerito come migliorare il mio cavo sul versante delle terminazioni. Gli spinotti RCA che ora adopero non suonano tanto bene (sebbene la differenza sia davvero minima) quanto quelli economici che abitualmente usavo prima. Però al prezzo di questa lieve caduta di prestazioni si guadagnano sia un blocco anti-tensione del cavo, sia una maggiore facilità di saldatura degli spinotti alla massa. Inoltre hanno anche un aspetto migliore (il che è importante se li volete vendere ;-) ). Attualmente io serro il blocco anti-tensione direttamente sul cavo: il Kynar è abbastanza robusto da sopportarlo senza danneggiarsi.

Beh, il tipo ha deciso di avvolgere il punto dove avrebbe serrato il blocco anti-tensione col nastro PTFE (quello per idraulici). Mossa astuta. Credo che occorra più nastro della piccola quantità da lui usata, ma l'idea è ottima.
Perciò , comprate il nastro da mummia (il nastro PTFE) ed avvolgetene un bel po' attorno al punto dove serrerete il blocco anti-tensione. E' un'operazione che provoca un tale miglioramento del suono da riallineare il giudizio sulle nuove terminazioni al livello di quelle precedentemente usate...

C'è qualcuno che ha avuto problemi a reperire il cavo per satellite a bassa perdita da me raccomandato. Ho deciso di fornire in un altro articolo una completa lista di fonti di approvvigionamento dove acquistare le parti che compongono i cavi. Comunque, potete usare un qualunque altro cavo che adotti un isolante interno a camere d'aria dal diametro di circa 5mm. Se questo cavo presentasse una calza schermo multifilare o a treccia (nel caso si debba usare per realizzarne una coppia in linea), rimuovetela, assieme alla guaina (solitamente di PVC).

Qualcun altro ha trovato problematico tirar via il conduttore centrale da cavi diversi da quello da me segnalato. Fino a poco tempo fa ne ero quasi compiaciuto: dopo tutto non stavano usando il cavo giusto!
Beh, vi chiedo scusa. Di ritorno da Maplin, con altro cavo per realizzare qualche altro esemplare di X-1.5, mi sono accorto che questo cavo era diverso da quello che avevo avuto precedentemente, e debbo senz'altro ammettere che è impossibile tirarne via il conduttore centrale.

Ecco come ho fatto. Ho serrato il conduttore ad un morsetto ed ho iniziato a ruotare l'isolante attorno al conduttore. Ciò ha permesso la rottura del legame tra conduttore ed isolante, consentendo così di tirarlo via. Se pensate che è un lavoro troppo grosso per voi, lasciate il conduttore al suo posto e collegatelo a massa solo ad un capo.

Se desiderate un cavo di segnale bilanciato, potete usare il conduttore centrale come conduttore di massa: certo, senza quel conduttore il cavo è molto più flessibile...

Un altro problema è stato "come tiro via quel @&^%$ di isolante in Kynar senza tagliare il conduttore?" Bene, io faccio così . Non è molto igienico (e non ditelo a chi acquisterà i cavi, OK?), ma gli unici sfilatori affidabili che ho reperito sono i miei denti. Perciò , se qualcuno è a conoscenza di un'affidabile sfilatore di cavi che sfili via le guaine di Kynar e teflon, mi scriva due righe....

© Copyright 1998 Thorsten Loesch
Traduzione: Carlo Iaccarino

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