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Auricolari Bluetooth
Buonasera, molto gentilmente saprebbe indicarmi degli auricolari con un rapporto qualità/prezzo simile ai Venture Electronics Monk Plus? Ho dovuto cambiare cellulare e il modello che ho ora non ha il mini jack, purtroppo. Grazie e mi permetta di fargli i complimenti per il suo lavoro di divulgazione hi-fi davvero prezioso e unico oramai nel panorama internazionale.
Francesco - E-mail: granpasso72 (at) virgilio.it
LC
Caro Francesco,
il problema lo risolvi facilmente senza rinunciare alle Monk Plus utilizzando un dongle DAC/ampli cuffia, da collegare alla USB del tuo telefono. In questo modo migliori anche la qualità dell'ascolto perché il segnale salta il modulo d'uscita cuffia del telefono, tipicamente non di grande qualità. Non solo, ma eviti di utilizzare auricolari Bluetooth, che in genere - specie con budget ridotto - suonano peggio delle cuffie cablate. Di dongle DAC ne abbiamo recensito diversi, e al momento quello più economico e meno ingombrante è il 7Hz 71, che si trova intorno ai 30€. Ne esistono di più piccoli ed economici, che comunque suonano forte e per niente male. Ne abbiamo in prova qualcuno, ma se hai fretta e non puoi aspettare la recensione, cercane uno come l'Hi-Max CB1200AU su AliExpress o, un po' più costoso, il FiiO Jade Audio JA11, che si trova un po' ovunque. Anche Venture realizza diversi dongle, li ho chiesti in prova, ma è impossibile interagire in maniera decente con il loro settore marketing (non è una novità, purtroppo). Questi minuscoli DAC/ampli puoi tenerli collegati permanentemente al minijack delle Venture Monk Plus e quando devi ascoltare basta infilare la spina USB del dongle nel tuo telefono. Nel peggiore dei casi dovrai attivare nelle impostazione del telefono l'uscita OTG, come spiegato nella nostra guida al collegamento OTG.
Spero di esserti stato utile, tienimi aggiornato!
Lucio Cadeddu
Piacevoli esperimenti
Ciao Lucio,
prima di tutti voglio ringraziarti per l'enorme lavoro fatto per mandare
avanti TNT-Audio. Ho scoperto il sito quest'estate ed è stato come
trovare un tesoro di informazioni utilissime.
Un paio di mesi fa ho comprato una coppia di casse Lonpoo LP42X Mk2.
L'idea era di collegarle alla televisione tramite HDMI Arc, ma ben
presto mi sono accorto che erano troppo buone così sono finite collegate
al computer, montate si due stand autocostruiti. Per collegarle ho usato
questo DAC: che è
veramente ben fatto, costruito interamente in metallo (tra l'altro,
sarebbe bello se qualcuno con le giuste competenze lo provasse per
sapere quanto va bene...).
Questo è già stato un bel passo avanti rispetto agli altoparlanti
precedenti poi, l'altro giorno, mi sono deciso a provare a rendere
passive le casse secondo le indicazioni di un tuo articolo del giugno
scorso (modifica alle Lonpoo LP42M). Per pilotarle ho comprato un economicissimo (meno di 30 euro) Nobsound
NS-01G Pro, successore esternamente identico a quello provato da te nel
2019. Sono rimasto senza parole, non mi aspettavo che la differenza fosse così
enorme! Usando i Focal Tools (a proposito: grazie!) prima riuscivo a
malapena a sentire il segnale a 80 Hz, al di sotto niente. Dopo la modifica si sentono anche i 40 Hz, e anche in gamma alta c'è una
estensione analoga. Il suono è fantastico, ad esempio con la traccia "Walking Cello" sempre dei Focal Tools.
Visto il costo del Nobsound viene da chiedersi che razza di
amplificatore siano riusciti a trovare alla Lonpoo per metterlo nelle
casse. Non sarà stato facile trovare qualcosa di così scarso, e viene da
chiedersi se nessuno, sempre alla Lonpoo, abbia le orecchie funzionanti.
Comunque, in sostanza, con una spesa ridottissima adesso posso ascoltare
musica come si deve mentre lavoro al computer, e tutto grazie a voi.
Colgo l'occasione per parlare dell'impianto principale, formato da
componenti che avevo comprato all'inizio degli anni '80 e che negli
ultimi decenni era rimasto inutilizzato per mancanza di un locale
adatto. In seguito ad una recente ristrutturazione lo ho rimesso al
lavoro: amplificatore NAD 3020 e casse B&W DM11. C'è anche un giradischi
Thorens TD104 che funziona, ma non credo proprio che lo userò mai: per
quanto mi riguarda non vedo motivi per usare dischi in vinile. Anche i
CD sono stati trasformati in file musicali. Per suonare questi files ho seguito un vostro consiglio e uso un
Raspberry Pi 5 con montato un DAC HAT InnoMaker PCM 5122 che si monta
sul Raspberry. InnoMaker produce anche un ottimo case in metallo per
contenere il tutto. Ho installato MoOde e ora ho una scatoletta che si
controlla dal cellulare e che va benissimo, per una spesa totale di
circa 120 euro. Ho usato un DAC InnoMaker invece di un più noto
HiFiBerry perché quest'ultimo viene spedito dalla Svizzera con tutti i
relativi problemi di dogana, mentre l'HinnoMaker si trova su Amazon.
Anche qui sarebbe bello se la qualità sonora fosse testata da qualcuno
di competente, anche se mi rendo conto che questo è un prodotto di
nicchia, non alla portata di tutti per le competenze necessarie
all'installazione del sistema operativo.
Il 3020 ha avuto bisogno di una ripulita ai contatti, adesso suona bene.
Anche al momento dell'acquisto si sapeva che era un ottimo amplificatore
per il suo prezzo, quindi era stato un acquisto quasi obbligato. Invece mi piace l'idea di raccontarti come fossi arrivato alle casse. Al
tempo avevo in mente di comprare un paio di cassoni a tre vie della RCF
che andavano per la maggiore. Per capirci, erano sull'ultima di
copertina di non so più quale rivista. Un acquisto molto più "macho", se
possiamo dire, con un woofer bello grosso.
Ricordo che le stavo ascoltando in negozio di Torino insieme al commesso
(un ragazzo giovane come me e visibilmente appassionato) e abbiamo messo
Tubular Bells per sentirlo a confronto su diverse casse. C'è un pezzo
del disco dove suona un flauto (o qualcosa di simile) in primo piano:
bene, con le RCF il flauto non si sentiva proprio! Siamo rimasti
entrambi senza parole, si vede che il flauto cadeva proprio sopra un
buco della risposta in frequenza delle casse. Abbandonate le RCF ci
siamo messi a sentire un po' di altre casse, poi il commesso mi ha
spinto ad ascoltare queste DM11: mingherline, a due vie (un'eresia a
quei tempi), woofer piccolino e veramente brutte se si toglie la griglia
frontale. Ebbene, quelle casse saranno pure state brutte ma suonavano
benissimo! Siamo stati ad ascoltarle con vari dischi e abbiamo perso la
cognizione del tempo, al punto che quella sera ho perso il treno per
tornare a casa. Inutile dire che le ho comprate di corsa.
Quella sera ho imparato che che per delle casse economiche sono meglio
solo due altoparlanti che tre più scarsi. Ed è meglio una risposta in
frequenza più ridotta sui bassi, ma con un miglior controllo.
Fine della storiella, ti ringrazio ancora per il grande lavoro svolto.
Fulvio - E-mail: info (at) fsoft.it
LC
Caro Fulvio,
grazie per le belle parole sul nostro operato! Nonostante ti sia perso trent'anni di nostri articoli e recensioni, vedo che hai subito messo a frutto qualche buon consiglio, come quello della modifica alle Lonpoo attive. Sì, concordo con te, non so cosa abbiano combinato con quell'amplificazione interna ma di sicuro non hanno ascoltato come si deve il suono che ne veniva fuori prima e dopo. Non può essere che le abbiano ascoltate, altrimenti si sarebbero resi conto del disastro sonoro, che non è una differenza percepibile solo da audiofili pignoli, ma evidentissima a chiunque. Come hai detto tu: zero bassi, zero alti e, in più, un volume sonoro riproducibile semplicemente ridicolo. L'input lo abbiamo inviato, per ora hanno risposto positivamente rilasciando una versione passiva delle LP42M, la LP42 MX appena recensite. Speriamo che si decidano a dotare le LP42M e le LP42X di una sezione elettronica all'altezza degli altoparlanti.
Per quanto riguarda gli apparecchi che hai segnalato, li metto nei miei segnalibri del browser, magari riesco a fare qualcosa per recensirli ma non voglio alimentare troppe speranze, non amo recensire DAC!
Grazie infine per il feedback sul tuo percorso che ti ha portato verso le B&W DM11: capire che i cm e i kg non sono tutto in HiFi è un traguardo ancora molto lontano da raggiungere per tantissimi appassionati, purtroppo, che giudicano i diffusori da quanto grandi sono i woofer e gli amplificatori da quanti kg pesano. Sono passati decenni e siamo ancora al punto di partenza (quello degli anni '70, sic!).
Grazie per il feedback!
Lucio Cadeddu
La mia esperienza nell'upgrade della sezione digitale
Ciao Lucio! Ogni tanto torno a scrivere ma seguo TNT-Audio costantemente e ho cominciato a contribuire alla causa anche se con un minimo investimento. Fate (fai?) un lavoro enorme e preziosissimo. Grazie infinite.
Volevo condividere una mia esperienza, magari è utile ad altri, e alla fine anche chiedere un consiglio in relazione ad essa.
Per anni il mio sistema analogico (Thorens TD160 con Lehmann Audio Black Cube Statement e testine Shure M97HE, Grado F-1+, Grado 8MX è stato superiore alla sezione digitale: CD Cambridge Audio D500SE connesso tramite coassiale a un Dac ProJect DacBox E (occasionalmente anche streaming Tidal da vecchio MacBook via toslink). A valle di tutto ciò un amplificatore Unison Research Unico (prima serie circa 2012) e delle TDL Studio 0.5.
La follia dei prezzi di tutto ciò che riguarda l'analogico mi ha fatto riconsiderare l'uso del CD e ho cominciato a pensare a come migliorare la sezione digitale. Avevo dubbi sul funzionamento della meccanica del vecchio Cambridge. L'avevo pagato 50 euro perché l'uscita analogica non funziona, ed avevo dovuto cambiare la cinghia e il cassetto cannibalizzandoli da un lettore simile. Così un giorno ho colto un'occasione e ho preso un Pioneer ricondizionato con meccanica Stable Platter a poco prezzo. Ha solo uscita digitale ottica ma sembrava suonare abbastanza meglio del Cambridge attraverso il DacBox. La mia grande sorpresa è stata che dalle sue uscite analogiche il Pioneer suonasse perfino meglio! Ma come? Un Dac anni 2000 battuto da quello interno di un CD anni 90?
Dopo qualche tempo mi sono imbattuto in un'altra buona occasione: un Dac Schiit Modius, di cui avevo letto la molto positiva recensione qui su TNT-Audio. Un miglioramento era percepibile, ma il Pioneer da solo ancora non sfigurava troppo. Incuriosito ho tirato fuori il Cambridge dal ripostiglio; sorpresa: attraverso il Modius suonava meglio del Pioneer! Sfumature, come previsto, ma percepibili. Il Cambridge ha anche uscita ottica: connettendo anch'esso al Modius con cavo Toslink suonava identico al Pioneer: le differenze che sentivo erano quelle tra le uscite digitali toslink e coassiale, quest'ultima superiore ma forse anche gestita molto meglio dal Modius rispetto al ProJect.
Così ho fatto controllare il Cambridge da un tecnico che ha trovato la meccanica a posto e il laser correttamente allineato.
Il Cambridge ha uscita coassiale BNC, leggo che è ritenuta superiore alla RCA. Io utilizzavo un connettore BNC-RCA qualunque. Ho letto che l'ideale per le connessioni digitali è un cavo da 75 Ohm come quelli per il video. Ne ho preso uno Mogami con connettori dorati Canare e mi sono assicurato che il Cambridge fosse perfettamente orizzontale aggiungendo spessori ove necessario: fantastico! Dettaglio superiore, scena sonora apertissima, bassi profondi e controllati, uno spettacolo! Morale: come si sa, per migliorare il suono in ambito digitale si deve migliorare il Dac. È che non mi sarei aspettato una differenza così tangibile tra un Dac da 90e ed uno che ho preso usato a 140. Ora la mia sezione digitale è superiore (di poco) a quella analogica...
Mi viene da pensare, visto il rinnovato entusiasmo per i CD (con budget di 4-500 euro):
LC
Caro Pasquale,
intanto permettimi di ringraziarti per le donazioni, pian piano stiamo arrivando a qualcosa che dovrebbe consentirci di rivedere un po' di cose nel sito. Per quanto riguarda il “fai/facciamo” ti devo dar ragione: in questi ultimi anni la collaborazione degli altri redattori è abbastanza...sottile, per usare un termine elegante. D'altra parte, essendo un labour of love, non retribuito, non si può certo pretendere che tutti ci mettano lo stesso entusiasmo che ci metto io. In fondo TNT-Audio è una mia creatura e mi piace vederla viva e attiva settimana dopo settimana, pur con tanta fatica.
Per quanto riguarda i tuoi interessantissimi esperimenti digitali, credo che tutte le differenze che hai sentito risiedano sostanzialmente nell'interfaccia tra meccaniche e DAC: se i due sistemi dialogano bene, in generale l'uscita coassiale ha qualche piccolo vantaggio in più rispetto a quella ottica. L'impedenza caratteristica a 75Ω è richiesta anche dalla connessione S/PDIF via RCA, non solo via BNC. Che fare dunque? Personalmente non amo molto le sorgenti digitali sdoppiate (meccanica + DAC) in questa fascia di costo, un lettore integrato secondo me ha dei vantaggi rispetto alla soluzione separata. Io proverei un buon lettore CD usato, ma recente. Con 500€ cominci a prendere qualcosa di serio! Forse il Meridian 506 è troppo vecchio e potresti avere problemi per l'assistenza eventuale, guarda qualcosa di Rega, Naim, Musical Fidelity, Cyrus ma anche NAD e Rotel. Tenendo conto del dimezzamento del valore dell'usato rispetto al nuovo, con 500€ riesci a mettere le mani su lettori recenti intorno ai 1000€. Guarda un po' in giro e sentiamoci di nuovo!
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu
Secondo impianto da migliorare
Ciao Lucio,
Ti chiedo cortesemente un parere per un piccolo impianto da posizionare in una casa di campagna, in una sala acusticamente buona, di m. 7.20 x 4.15. Ero partito con le Lonpoo LP42, abbinate ad un ampli Auna CD508 e a un vecchio lettore Jvc.
Visti i maggiori utilizzi di casa e impianto, un anno fa ho venduto le povere Lonpoo, messe a dura prova dalle dimensioni della sala e dal volume spesso sostenuto (prima suonavano in un piccolo studio di 10 mq.) e acquistato un paio di Indiana Line Nota 550X. Dopo un minimo rodaggio, sono stato compensato con il basso che cercavo ed un suono per nulla stancante, ritrovandomi perfettamente con la tua recensione.
La settimana scorsa, approfittando di un'offerta nel Black Friday, ho acquistato il Rotel CD11 Tribute (nuovo a 299 euro), che ho provvisoriamente testato con grande soddisfazione nel mio impianto principale (con l'integrato Naim Nait 5Si e diffusori Totem Sttaf) e che andrà a sostituire il vecchio JVC.
Ora il collo di bottiglia mi pare l'Auna e pensavo di acquistare un nuovo integrato, investendo una cifra simile a quella del lettore CD: se restassi in casa Rotel con l'A8 per mantenere una certa coerenza timbrica e comodità d'uso?
Ho però un dubbio: sono pienamente d'accordo con te quando dici che i watt che si utilizzano normalmente sono una frazione di quelli che normalmente fornisce anche un piccolo integrato, tanto più che le Indiana Line hanno una buona efficienza. Tuttavia ho qualche timore che il Rotel A8 venga messo in difficoltà dalle dimensioni della sala e dai volumi di ascolto piuttosto alti (la casa è isolata) e che mostri poi qualche limite nel basso profondo e nella dinamica (ascolto pop, r&b e rock).
A tuo avviso posso stare tranquillo o è preferibile una scelta diversa? In ogni caso hai qualche suggerimento da darmi nella stessa fascia di prezzo? Tieni presente che non mi serve ingresso phono (ascolto vinili solo nell'impianto principale).
Grazie per l'attenzione!
Massimo - E-mail: massgast (at) gmail.com
LC
Caro Massimo,
concordo con te sul fatto che effettivamente l'Auna è l'attuale collo di bottiglia del tuo impianto. Il Rotel A8 sarebbe un passo avanti notevole, da tutti i punti di vista. In più, si sposerebbe benissimo con il lettore CD11 Tribute. La potenza è di 30 watt per canale, che diventano 40 su 4Ω. Le Nota 550X hanno una sensibilità inferiore a quella dichiarata, ma comunque sia con 30 buoni watt ce n'è d'avanzo per ascoltare a volumi molto alti. Anche in questo caso bisogna sempre intendersi sui numeri e, come in una lettera della settimana scorsa, un fonometro avrebbe aiutato a capire meglio. Anche se la stanza è grande, secondo me nel punto d'ascolto dovresti superare tranquillamente i 95dB, che è tanta roba. Purtroppo, senza un dato numerico su cosa intenda tu per volume alto, non riesco a essere più specifico. Per fugare ogni dubbio, valuta un amplificatore più potente. Un A11 Tribute, ad esempio, è 50 watt per canale, sufficiente per qualunque esigenza, anche la più bellicosa. Io però prima investirei 15/20€ in un fonometro, per capire veramente di quanta potenza reale necessiti.
Non mancare di tenermi aggiornato!
Lucio Cadeddu
Upgrade diffusori da stand (2.000€) per "nuovo" impianto principale
LC
LC
TNT FleXy su Etsy
Caro Lucio, torno a scriverti per un consiglio: per me i tuoi suggerimenti sono preziosi ed unici e disinteressati. Il contesto: il mio impianto secondario, situato nel mio piccolo studio al piano di sopra, è diventato di fatto il mio impianto principale: è l'unico luogo dove riesco a rilassarmi e ascoltare musica la sera senza disturbare mia figlia che studia. La stanza è rettangolare (5 x 4 m) e mi permette un posizionamento dei diffusori privilegiato: 1 metro abbondante dalla parete di fondo, 2,2 m tra loro e circa 2,4 m dal punto d'ascolto.
L'impianto attuale: ho recentemente aggiornato la catena a causa della rottura del vecchio lettore. La configurazione attuale è:
Il risultato attuale mi piace molto: suono chiaro, aperto, dinamico ma mai affaticante. Tuttavia, sento che le oneste Debut B6 sono diventate l'anello debole di una catena che ora "vola" più in alto.
La richiesta: vorrei fare un salto di qualità definitivo sui diffusori, restando su modelli da stand. Il budget è di circa 2.000 euro (valuto volentieri anche l'usato recente). Considerando che apprezzo il "family sound" attuale, stavo valutando le Elac Vela BS 404, che però non ho mai ascoltato. Tu cosa ne pensi? Hai alternative che si sposerebbero bene con i miei Zerozone e il W4S in questo ambiente? Come musica ascolto davvero di tutto.
Un ultimo dubbio: la meccanica attuale è, come dicevo, un semplice lettore Blu-ray Sony. Pur essendo trattato con cura (tavolino Solidsteel, condizionatore di rete, cavo digitale Wireworld), credi che con diffusori di questo livello diventerà un "collo di bottiglia" tale da giustificare un upgrade, o posso vivere felice così?
Grazie come sempre per la disponibilità e per il servizio che offri a noi appassionati.
Un cordiale saluto,
Raffaele - E-mail: raffaele.fierro (at) gmail.com
Caro Raffaele,
in effetti le piccole Debut B6 sono un po' fuori luogo nell'impianto attuale, vista la qualità del pre/DAC e dei finali. Non so quanto del family sound cui sei abituato sarà disponibile nelle Elac Vela BS404. Provai qualche tempo fa le Elac Uni-Fi6.2 Reference che in teoria avrebbero dovuto suonare molto meglio delle Debut REF6.2 e ne sono rimasto sostanzialmente deluso. Le UniFi suonavano sostanzialmente peggio. Di conseguenza, niente può darti risposte definitive più di una prova diretta: sentirei direttamente il distributore (LP Audio) o qualche negozio che tratta questo marchio.
Ho ascoltato le Vela e mi pare suonassero bene, ma fuori dal contesto del mio impianto preferisco andarci cauto coi giudizi. Per questa cifra io proverei anche ad ascoltare altro, l'offerta non manca di certo. Ad esempio: Dynaudio Evoke 10 o 20, Spendor A1, Sonus Faber Sonetto I G2, KEF R3, ProAC Tablette 10. Per quanto riguarda la meccanica attualmente in uso, potresti provare qualcosa di meglio, giusto perché il lettore BluRay è un po' fuori luogo. Ci sono adesso ottime meccaniche (es. Cambridge, Audiolab e NuPrime) che costano una cifra sensata e che possono essere delle degne partner del tuo DAC Wyred4Sound.
Spero di esserti stato utile, tienimi aggiornato!
Lucio Cadeddu
Caro Antonio,
belle le Tympani, sempre desiderate, mai avute. Complimenti! Sì il basso è quel che è, quindi se le vuoi ascoltare come si deve, forse devi fare un torto alla storia e affiancar loro un bel subwoofer moderno. Io direi di cercare in casa REL o Velodyne, ci sono modelli per tutte le tasche e le dimensioni. Puoi regolare frequenza di taglio, fase e livello, fino a trovare il perfetto match per i pannelli. Non sarà un sistema filologicamente corretto ma funziona e ti farà godere meglio queste Tympani.
Per quanto riguarda la Rubrica della Posta hai ragione, qualche mese fa ho saltato l'appuntamento. Il motivo è semplice: non sono arrivate lettere sufficientemente interessanti. E anche il numero di queste è diminuito, come hanno notato tanti gestori di siti web di consulenza: lo stesso Aranzulla ha lamentato un calo del 25% degli accessi. La causa? Il fatto che adesso a rispondere alle query dei navigatori è l'intelligenza artificiale di Google o direttamente ChatGPT: molti si fermano a quella risposta e non vanno più a visitare i siti web dai quali quella risposta è stata estrapolata! Forse è un fenomeno passeggero, forse definitivo. Certo è che l'intelligenza artificiale basa le sue risposte sul lavoro degli umani...quando questi smetteranno di scrivere e di recensire vorrò vedere dove si attaccherà! :-)
Proprio ieri mi è arrivato un delirante comunicato stampa di un'azienda HiFi che si vantava del fatto che Gemini e ChatGPT per la prima volta “recensivano” entrambe positivamente il loro prodotto. Siamo alla follia. L'IA non può recensire proprio niente! Comunque sia, a parte qualche settimana di assenza di posta qui su TNT-Audio, le richieste di consulenza interessanti continuano ad arrivare. E i follower sulla pagina Facebook aumentano, quindi l'interesse c'è ancora. Quando non ci sarà più decideremo il da farsi, le passioni non ci mancano ;-)
Spero di esserti stato utile, e grazie per il feedback!
Lucio Cadeddu
Buongiorno. Volevo fare una piccola segnalazione, ho visto sul sito Etsy un tavolino per le elettroniche copiato spudoratamente dal vostro Flexi table progettato a loro dire da tal Industyledesign, che fra l'altro viene proposto a prezzi esagerati. Grazie per la vostra rivista on line che seguo con piacere.
Giuseppe - E-mail: beppissimo (at) hotmail.com
![[Etsy Flexy]](../jpg/etsy_flexy.jpg)
LC
Caro Giuseppe,
grazie per la segnalazione! Dal 1997 - data di prima pubblicazione del nostro progetto d'autocostruzione TNT Flexy - a oggi ne abbiamo visto diversi di cloni, anche per mano di nomi noti nel settore dell'accessoristica audio. Questo però è il più spudorato di tutti. Ci impegniamo a segnalare l'abuso della nostra idea, anche se - in assenza di brevetto - temo che ben poco si possa fare. L'unica, magra, consolazione è quella che evidentemente l'idea originale era molto buona, se così tanti si sono apprestati a copiarla. Siamo sempre stati molto orgogliosi della nostra funzione, ovvero quella di fornire agli appassionati non solo recensioni e consulenze gratuite e non condizionate dalla pubblicità, ma anche tanti progetti gratuiti d'autocostruzione, dagli accessori più semplici a componenti veri e propri, sia analogici, che digitali, sia a stato solido che a valvole. E non abbiamo mai venduto neppure una vite! Ne approfitto quindi per segnalare la nostra sezione dei progetti d'autocostruzione ai nuovi lettori che, nonostante la nostra presenza sul web ormai trentennale, continuano a scoprirci ancora oggi.
Grazie per il preziosissimo feedback!
Lucio Cadeddu
Upgrade amplificazione o diffusori?
LC
LC
Ho visto anche degli audiofili felici
LC
In uscita un album, interamente dal vivo, di Slash, ex chitarrista dei Guns N'Roses. Live at the S.E.R.P.E.N.T Festival è un doppio album, vigoroso inno al blues più sanguigno. Questa è la trascinante Crossoroads, Play it absolutely loud e provate a star fermi, se ci riuscite!
Salve, vorrei migliorare il dettaglio e avere un suono più aperto...non so se cambiare ampli o diffusori. Tra gli ampli sono indeciso tra Musical Fidelity M2si (480 €) e M3si (700€). O altro...
Piloterebbero delle ESB Gold One per ascolto a basso volume in ambiente da 15 mq. Musica cantautorale o jazz...niente rock tirato.
Andrebbe a sostituire un NAD 312...ma non trovo in giro per ascoltarli...vale la pena?
Lo stesso progettista dei diffusori ritiene che per ascolti a bassi volumi la differenza potrebbe essere minima. Per quanto riguarda i diffusori sto valutando diffusori un po' più grandi delle Gold One tipo ATC scm7, ProAC Response sc...
Grazie,
Paolo - E-mail: tommasobo (at) tiscali.it
Caro Paolo,
parto dalla scelta dell'amplificatore: per ascolti a basso volume la potenza in più non fa alcuna differenza. Anche ad alto volume, in 15mq e con diffusori di sensibilità media, bastano tranquillamente 20-30 watt. L'unica differenza è nella qualità del suono, non nella quantità. Nelson Pass - uno dei migliori progettisti di amplificatori di sempre - dice che il watt più importante in un amplificatore è il primo, perché è quello che si usa e si sente di più. Purtroppo all'audiofilo medio questo interessa poco, quel che conta è avere più watt possibili, anche se non verranno mai usati. Quindi, nel tuo caso, dubito ci sia molta differenza di qualità sonora tra il Musical Fidelity M2si e il suo fratello maggiore. Diciamo che quest'ultimo, potenza maggiore a parte, è più ricco di altre caratteristiche, mentre l'M2si è un ampli stereo essenziale con ingressi solo linea. Se a te non serve altro, prendi pure il piccolino, rispetto a un vecchio NAD 312 dovrebbe darti qualche sfumatura in più con maggiore raffinatezza e realismo, ma non aspettarti miracoli, perché il 312 è un ampli dannatamente buono per il costo. Quando avrai avuto modo di confrontarli nel tuo impianto (Musical Fidelity M2si e NAD 312) mi piacerebbe conoscere le tue sensazioni. Ovviamente, confrontali alla cieca, senza sapere quale dei due sta suonando, altrimenti è troppo facile ;-)
Il cambiamento più sensibile sarebbe comunque quello dei diffusori, qui potresti veramente fare la differenza. Le ProAC Response SC sono una certezza, così come le DB3. In alternativa potresti valutare una coppia di Focal Jm-lab Aria Evo X N1, di Triangle Serie 40th Anniversary Comete Ez 40 o di Dynaudio Evoke 10. Vedi se riesci a sentire qualcuna di queste. Rispetto alle tue Gold One, che hanno fatto decisamente il loro tempo, dovrebbero tutte essere un bel passo avanti, più sensibile di quello che faresti con il nuovo amplificatore. Certo, la spesa è abbastanza diversa.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu
Caro Roberto,
io starei sereno e attenderei che le tue Wharfedale terminino il rodaggio e che tu finalmente capisca cosa vorresti migliorare. E già, perché questa tua voglia di acquistare dell'altro DEVE essere motivata da un'insoddisfazione relativa a parametri ben precisi. Cosa vorresti migliorare esattamente? Cosa non ti piace del suono attuale? Sei sicuro che la colpa dell'insoddisfazione sia da ricercare nei diffusori e non, invece, in un'acustica ambientale non ottimale o in un'installazione imperfetta? Perché se così fosse non c'è cifra che tu potresti spendere per avere i risultati che cerchi. Infine: cosa intendi quando dici “ben lungi da un suono di alto livello”? Quale sarebbe questo livello? Lo hai sentito? Se sì, con quali diffusori? Facciamo così: chiariscimi questi punti rispondendo alle mie domande e, contemporaneamente, inviami un paio di foto dell'ambiente e dell'impianto, così posso cominciare a capirci qualcosa di più. Non vorrei fosse la solita frenesia audiofila del cambiare “tanto per cambiare”, spendendo soldi in acquisti inconcludenti, in una pericolosa spirale autolesionista.
Spero di esserti stato utile, attendo tue precisazioni (e foto).
Lucio Cadeddu
Buongiorno Lucio, grazie per la tua risposta alla precedente Vol. 1114.
Rispondo solo ora alla tua richiesta di aggiornamento, giustificato dal dover affrontare in questi mesi problemi, molto più seri e concreti, che se non ancora tutti scomparsi, pare che si avviino, verso una soluzione.
Parto dalla tua frase “Bisogna dunque capire meglio quali siano le vere motivazioni del downgrade.” Avevo ormai trovato l'acquirente e venduto le Liuto, ad un certo punto mi sono chiesto più volte, il perché stavo facendo questa scelta.
In tutti questi anni, con un po' di esperienza e con i tuoi consigli, ero riuscito ad allestire una stanza dedicata solo alla riproduzione della Musica. Non ho avuto ostacoli da mia moglie, che anzi mi ha sempre appoggiato, e pur non utilizzando l'impianto ne apprezza il suono, ed è affascinata dalla bellezza delle casse, casse che riproducono il suono in modo appagante, utilizzando tutti gli accorgimenti e consigli sulla posizione in ambiente; nessun problema di bassi rimbombanti, alti squillanti o medi assenti, avevo da poco fatto un esperimento con i cavi autocostruiti sostituendo The TNT TripleT con i cavi TNT STAR, trovando con questi ultimi un equilibrio generale molto più soddisfacente.
L'audiofilo, è un "animale" a volte particolare, come nel mio caso, può indirizzare dei periodi di frustrazione, sulla passione che più ama.
Alla fine sono andato alla base del mio problema: spostare agevolmente le casse, di 10 cm in avanti quando in estate il tappeto viene tolto: i Glisdome.
Ti ringrazio ancora una volta per avermi fatto "riflettere", ed approfitto per farti i miei più sinceri Auguri di Buone Feste a te e alle persone più care.
Salvatore - E-mail: vsalvio (at) yahoo.it
Caro Salvatore,
sono felice che alla fine abbia trovato una soluzione a costo quasi zero leggendo le nostre pagine. I GlisDome li uso ancora per spostare i miei diffusori principali quando devo provarne altri: essendo molto pesanti è più semplice farli scivolare via dalla stanza che sollevarli di peso, col rischio di procurarsi un'ernia :-)
La soluzione è ottimale anche per chi non riesce a tenere fissi in posizione d'ascolto i propri diffusori, perché diventano un intralcio nella vita quotidiana. Una piccola spintarella e tac! tornano vicini alla parete, dove danno meno fastidio, preservando allo stesso tempo anche i pavimenti e la schiena.
Grazie per gli auguri, che ricambiamo, e buon ascolto!
Lucio Cadeddu
Suggerimento musicale della settimana
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