Consulenza HiFi - Lettere alla Redazione di TNT-Audio

Settimana 2/5/2026 - 9/5/2026

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  1. Contro il rumore in casa, arredi fonoassorbenti per ambienti più confortevoli
  2. Accorciare un cavo d'alimentazione
  3. Lonpoo LP42MX e Bose Acoustimass 5: eresia Hi-Fi?
  4. Consiglio amplificatore
  5. Una dose quotidiana di felicità
  6. Upgrade per Elac
  7. Prezzi dell'HiFi
  8. Ancora sulle vendite di vinile
  9. Musica ben incisa
  10. Ho visto anche degli audiofili felici

Contro il rumore in casa, arredi fonoassorbenti per ambienti più confortevoli
Buongiorno Direttore,
forse può essere di qualche interesse:
Contro il rumore in casa, arredi fonoassorbenti per ambienti più confortevoli. In ogni caso, ne approfitto per augurare a Lei e a tutta la redazione di TNT-Audio una buona Pasqua.
Massimo - E-mail: mssm.cogo (at) gmail.com

LC
Caro Massimo,
mi scuso anche con te per il ritardo, dagli auguri di Pasqua si intuisce che c'è ancora un po' di arretrato da smaltire 😊
Grazie per la segnalazione! L'articolo è ben scritto e non fa confusione tra fonoisolamento e e fonoassorbimento, e le soluzioni proposte sono molto interessanti, e anche di facile inserimento in ambiente domestico. Una volta, trattare acusticamente una stanza era proibitivo, a causa del fatto che si era costretti a inserire in ambiente oggetti o pannelli di dubbio gusto, oggi invece ci sono tante soluzioni che non solo trattano l'acustica ma riescono persino ad arredare. Il comfort acustico degli ambienti dove viviamo è importantissimo, e non solo perché vorremmo ascoltare musica come si deve, ma anche semplicemente ascoltare il parlato dei film (quello delle produzioni italiane è di solito disastroso) o dialogare in più di due persone può essere un'impresa se la stanza non è acusticamente adeguata. Personalmente, ho messo una croce sopra alcuni locali (ristoranti) dove - a causa di un'acustica ambientale disastrosa - è impossibile conversare. A peggiorare le cose, poi, in alcuni locali aggiungono il disturbo generato dalla musica di sottofondo, spesso orribile e non sempre a basso volume. C'è ancora molto da fare su questo versante, purtroppo.
Grazie per il feedback,
Lucio Cadeddu

Accorciare un cavo d'alimentazione
Buongiorno Direttore,
non voglio tediarti con il mio impianto, del quale peraltro sono convintamente innamorato e pure da molti anni, vorrei solo una fulminea consulenza sul famoso (felicissimo!) cavo di alimentazione
TNT-TTS. Quando lo realizzai venne fuori con una lunghezza di poco inferiore a 3 mt. Negli anni l'ho mantenuto nel caso mi fosse servito. Adesso, dopo molti anni, siamo arrivati al “mi serve”. Posso accorciarlo rendendolo meno invasivo o la sua generosa lunghezza ha un valore? Ho chiesto anche a ChatGPT, ma, ...chi meglio di te può rispondere... un abbraccio e graziee...😊
Giovanni - E-mail: giopuleo (at) libero.it

LC
Caro Giovanni,
che ne potrà mai sapere ChatGPT di cavi autocostruiti made in TNT-Audio? Ti confesso un segreto, purché non lo riveli a nessuno: ho un TTS in uso che è - se non ricordo male - 1,5 metri. Fa il suo dovere, quindi credo che tu possa accorciarlo senza problema alcuno! Semmai, è curioso che lo abbia realizzato (non è proprio una passeggiata...) e poi non l'abbia mai usato. Magari ne puoi realizzare due da 1,5 metri ciascuno. Sono curioso di sapere come troverai il suo inserimento nella tua catena. A cose fatte, magari, inviami le tue impressioni, meglio se a confronto con un cavo commerciale o con quello che è dotazione di base nei tuoi componenti.
Spero di esserti stato utile, tienimi aggiornato!
Lucio Cadeddu

Lonpoo LP42MX e Bose Acoustimass 5: eresia Hi-Fi?
Buonasera Lucio,
mi sono imbattuto nel suo sito e sono rimasto piacevolmente impressionato e per questo motivo, oltre a farle i complimenti, oserei chiedere informazioni circa una sorta di “eresia Hi-Fi”. Premetto che non mi ritengo un purista del settore, ma so cosa e come mi piace ascoltare la musica. Ascolto molti generi anche se il mio preferito rimane il Jazz contemporaneo e quello che si definisce SmoothJazz. In passato ho auto-costruito alcune casse acustiche che tuttavia sono dovute rimanere a casa dei miei genitori per questioni di spazio. Le casse che ho usato di più sono due monitor chiusi a due vie con filtri autocostruiti (progetto Acusys) rinforzate nelle frequenze basse da un “subwoofer” in configurazione push-pull seguendo il principio “Direct Drive”.
Detto questo, sempre per le sopra dette questioni di spazio ho dovuto ripiegare per delle casse acustiche Bose Acoustimass 5 serie 3 che attualmente sono collegate ad un Denon AVR-3805 che ascolto con funzione stereo, direct o pure direct. La sorgente audio è affidata ad un iPhone dedicato collegato in “AirPlay” ad un Apple TV2 collegata al Denon con cavo Toslink (ottico).
Devo dire che per quanti giudizi negativi abbia letto sulle Bose, i bassi che ottengo mi piacciono molto, tuttavia ogni volta che ascolto le mie auto-costruite (a casa dei miei), rimpiango la “cristallinità” dei piatti e del rullante di batteria, dei fiati ecc.
Poi ho letto la recensione sulle
Lonpoo LP42MX ed il tarlo dell'”eresia Hi-Fi” ha preso piede. E se collegassi le LP42MX direttamente al modulo bassi delle Bose, al posto dei cubetti? A livello “elettrico” sarebbe fattibile? Potrei ottenere un miglioramento nelle frequenze medio - alte che tanto mi mancano con i cubetti?
Grazie in anticipo per eventuali consigli che potrà darmi in merito.
Cordiali saluti,
Andrea - E-mail: a.berardi (at) tabaccai.it

LC
Caro Andrea,
il tuo sistema Acoustimass ha un grosso limite, che è la frequenza di crossover tra subwoofer e cubetti. In pratica il subwoofer lavora sino a 200Hz, frequenza alla quale inizia a essere acusticamente individuabile. Non solo, ma far riprodurre i 200Hz a un subwoofer è un azzardo, perché c'è il rischio concreto che certi strumenti siano riprodotti per una parte dal sub (praticamente in mono, quindi) e per una parte dai satelliti stereo. Gran parte delle critiche ricevute dai sistemi Acoustimass vertevano proprio su questi due aspetti. Ciò premesso, collegando le Lonpoo LP42MX al posto dei cubetti Acoustimass il tutto dovrebbe migliorare non poco, con un piccolo caveat: la sensibilità del sistema Acoustimass è indicata in 83dB/w/m, che è un po' meno di quella dei Lonpoo LP42MX (±84dB), ma su questo più o meno si giocherà l'equilibrio tra gamma bassa e gamma medio-alta. Comunque sia, un tentativo si può fare, i valori delle impedenze in gioco sono compatibili. Eresia per eresia, io forse farei lavorare gli LP42MX a banda intera (senza collegarli al sub, cioè) e lascerei il sub collegato a fare il suo dovere da solo, senza fargli tagliare la banda audio sopra i 200Hz. Quel che succederà è che le due emissioni si sovrapporranno ma potrebbe non essere un fatto sgradevole, il sub aggiungerà un po' di corpo ai piccoli LP42MX. Sperimenta entrambe le possibilità e fammi sapere come ti trovi all'ascolto.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Consiglio amplificatore
Ciao,
mi chiamo Raffaele. Vi scrivo perché sono un po' in bilico nella scelta di un amplificatore integrato usato e, onestamente, il vostro è uno dei siti più competenti che ho trovato in rete. Gli articoli che ho letto sono davvero seri e minuziosi nel descrivere le caratteristiche dei dispositivi trattati, per cui mi affido a voi.
Ascolto soprattutto rock e pop in un salotto open space con arredamento e niente insonorizzazione (mansarda con tetto spiovente, abbaino da un lato, quindi un po' assurdo come ambiente d'ascolto, ma è quello che ho). Non sono uno che ossessiona per il suono perfetto, però ascoltando bene mi accorgo subito quando qualcosa "stride" e mi piace godermela davvero.
Le casse che ho sono delle AK P02 vintage (8 ohm, 89 dB di efficienza, 20-50W RMS) belle bestie, onestamente. Almeno per quello che ricordo. Sono anni che non le uso, ma ricordo che erano collegate all'impianto Hi-fi AKAI che ora non ho più e facevano il loro dovere egregiamente.
Quello che cerco dal suono:

Voglio connettere l'ampli al PC e TV. Non uso vinile, non è mio interesse. Solo file digitali. Budget massimo intono ai 250 euro, penso probabilmente usato (ho notato che un vintage decente è infinitamente meglio di un moderno economico). Per quello che cerco (rock/pop, bassi profondissimi, ambiente mansardato), cosa mi consigliate davvero? Quali marchi e modelli secondo voi sono i migliori a questi soldi?
A questi watt e con queste casse, quanto "potente" deve essere davvero l'amplificatore? 50W sono giusti, troppi o troppo pochi? Quando guardo un usato, quali sono le caratteristiche da controllare? Cosa può significare che un ampli vintage "ha problemi"? Quali sono i difetti o problematiche alle quali andrei incontro per ogni modello che mi consigliate?
Conoscete siti o piattaforme specifici dove cercare amplificatori usati affidabili? O mi consigliate di rimanere su annunci locali classici (tipo Subito, Amazon, ecc...)?
Vi ringrazio davvero, so che ricevete mille messaggi, ma la vostra è una delle poche consulenze delle quali mi fido, vista l'accuratezza delle recensioni del vostro sito.
Grazie tante!
Raffaele - E-mail RISERVATO

LC
Caro Raffaele,
i tuoi diffusori dovrebbero essere degli Akai AK P02, diffusori senza infamia né lode, pure piuttosto vecchiotti, tanto che sarebbe un miracolo se funzionassero ancora. Probabilmente le sospensioni dei woofer sono andate, o indurite nel migliore dei casi. In tutta sincerità, li lascerei al loro destino. Così come lascerei al loro destino amplificatori vintage, che prima o poi ti daranno problemi, potenzialmente costosi o impossibili da risolvere, visto che alcuni componenti non si trovano più. Dove hai letto che “un vintage decente è infinitamente meglio di un moderno economico”? È esattamente vero il contrario, un piccolo amplificatore moderno, tra i tanti disponibili in Classe D (penso al Fosi V3, all'Ayima T9 ma anche a tanti altri) si fa beffe di tantissimi amplificatori vintage che puoi acquistare con la cifra che avevi in mente (250€). E risparmieresti pure un bel po'. Abbasserei anche le pretese, per soddisfare tutti i punti che hai elencato temo che servano ben altri budget e una stanza acusticamente adatta.
Che fare dunque? Visto che vuoi collegare PC e TV ti servono almeno due ingressi, immagino. Valuta allora un Aiyima T9 o T9Pro, ha tutto ciò che serve e persino un po' di più. Il PC lo puoi collegare al suo ingresso USB, ad esempio. La TV potresti collegarla a uno degli ingressi digitali. L'Aiyima ha anche una sezione pre a valvole, che soddisferebbe la tua voglia di vintage. Costa, oggi, poco più di 100€, anche meno se lo prendi su Aliexpress. Con la cifra restante - tra i 100 e i 150€ - potresti cercare dei diffusori usati recenti, tipo qualche modello Indiana Line, Dynavoice, Argon, Wharfedale, Elac. Vedi cosa riesci a trovare ed eventualmente sentiamoci di nuovo. Certo, puoi provare a collegarci i tuoi Akai ma non prevedo niente di buono. Suonavano male allora, figuriamoci oggi!
Spero di esserti stato utile, non mancare di tenermi aggiornato!
Lucio Cadeddu

Una dose quotidiana di felicità
Gentile direttore,
Innanzitutto grazie per la sua opera di divulgazione: il progetto TNT-Audio è una sacca di resistenza culturale in un panorama consumistico e narcisista; mi manda in estasi vedere un professionista che mette a disposizione il proprio tempo per aiutare le persone a migliorare il livello di ascolto della musica a prescindere dalla capacità del portamonete. Sono davvero sbalordito: lei è capace di scrivere sia di prodotti che costano poco - per squattrinati cronici come il sottoscritto - che di altri che costano come una Bentley; ed è meraviglioso! Grazie, mille volte grazie.
Le ho già scritto in passato e mi ha dato dritte preziose. Vorrei mettere su un impiantino economico e godurioso per una mia sorella - non di sangue ma di cuore. La stanza da ascolto sarà un salone di circa 35 mq con due divani, qualche mobile, pochi libri (solo per ora), ma senza tappeti. Ascolta prevalentemente Jazz, Bossanova, Classica, Ispanica d'autore e canti gregoriani. Vuole vivere a tutti i costi il magico rituale del giradischi, non le interessano Bluetooth, wifi eccetera, ma vuole solo mettere i vinili sul piatto e spassarsela. Leggendo (attentamente) la sua rivista, e dopo aver ricevuto consigli preziosi negli anni passati ho deciso di scriverle ancora per chiederle aiuto. Sono orientato, anzi, le mie tasche sono orientate verso i seguenti prodotti:

Per favore, mi aiuta a scegliere giradischi e casse che potrebbero andare bene per l'Arylic? E qualora il suddetto amplificatore le facesse storcere il naso mi potrebbe suggerire un amplificatore attorno (sorrido, commosso) ai 100 euro?
Gratitudine e auguri di buona salute in eterno,
con enorme stima,
Nazzareno - E-mail: nenosuriano (at) gmail.com

LC
Caro Nazzareno,
grazie per le belle parole sul nostro operato, speriamo di meritarle sempre! Sacca di resistenza culturale mi piace, rende bene l'idea, perché in questo panorama attuale, si tratta esattamente di resistere. Alla tentazione del vil denaro abbiamo resistito da subito, come mission alla base del nostro progetto. E abbiamo resistito alla tentazione si svendere le nostre idee e la nostra indipendenza, non avendo paura di scontentare operatori e persino gli stessi lettori.
Venendo alla tua domanda, approvo senza dubbio alcuno la scelta dell'Arylic B50, anche e soprattutto perché dotato di ingresso phono e di potenza sufficiente per pilotare i diffusori che stavi pensando di abbinarci. Se trovassi dei
Tesi 2 usati, non esitare a prenderli. In alternativa anche i Lonpoo LP42MX andranno benissimo. Per quanto riguarda il giradischi, io punterei assolutamente sul Rega P1 e in seconda battuta su qualche ProJect entry-level. Il Rega P1 si trova facilmente con testina Rega Carbon (da noi ottimamente recensita!) pre-montata intorno ai 350€. È una macchina solida, con un ottimo braccio e testina, e persino facilmente upgradabile, anche se questo aspetto immagino sia assolutamente secondario visto il contesto.
Grazie per il feedback!
Lucio Cadeddu

Upgrade per Elac
Gentile dott. Cadeddu,
anzitutto grazie per la competenza, la passione (e la pazienza) che ci mettete a disposizione. Le vorrei chiedere che investimento dovrei prevedere nel caso volessi sostituire le mie Elac DBR 6.2 Reference e ottenere un salto (non credo ci sia parola più adatta) qualitativo analogo a quello che comportò il passare da un Rotel A10 all'attuale coppia di Zerozone + Tisbury.
L'ambiente misura circa 3,30x3,60 m, e ho una certa libertà di posizionamento. Non ho preferenze tra bookshelf o tower. Glielo chiedo per capire se un reale upgrade è a portata (e allora al momento opportuno ci risentiremo per qualche consiglio più specifico), altrimenti continuerò a godermi le Elac.
La ringrazio,
Paolo - E-mail: p.terno (at) icloud.com

LC
Caro Paolo,
la distanza tra il pur buon Rotel A10 e la coppia Tisbury + ZeroZone è siderale, difficile replicare la stessa differenza coi diffusori, senza dover spendere cifre importanti, anche perché i tuoi Elac DBR 62 suonano già molto, molto bene nonostante il basso costo. Mi chiedi se un reale upgrade è possibile...certo che lo è, ma bisogna vedere di quale budget stiamo parlando. La stanza non è enorme (circa 11 mq) e potrà ospitare al massimo degli snelli diffusori a torre da pavimento (tipo i Totem, per capirci). Ti consiglierei, se il budget non è consistente, di cercare qualcosa nell'usato recente. Fai una rapida ricognizione nel mercato delle occasioni di seconda mano e sentiamoci di nuovo per una cernita finale. L'accoppiata Tisbury + ZeroZone merita senz'altro qualcosa di meglio dei pur ottimi Elac.
Spero di esserti stato utile, tienimi aggiornato!
Lucio Cadeddu

Prezzi dell'HiFi
Spettabile direttore, leggo sempre con molto interesse le pubblicazione della sua rivista e in particolare i suoi editoriali. Mi è piaciuto molto il parallelo fra il
mercato delle biciclette e quello dell'hifi. Penso che non sia necessario considerare apparecchi del costo di una utilitaria, per capire che i prezzi sono lievitati in maniera esagerata e ingiustificata. Ma anche banalmente, la cifra richiesta per l'ultimo Volumio primo plus secondo me è eccessiva, considerando quale è lo stipendio medio di un impiegato e quanto ne rimane a fine mese. Anche l'hifi, non solo high end, sta diventando progressivamente un hobby sempre più difficile da coltivare se non ricorrendo ad un buon usato o prodotti cinesi.
Cordiali saluti,
Sergio - E-mail: sergiobalducci60 (at) gmail.com

LC
Caro Sergio,
grazie per l'apprezzamento. Purtroppo hai ragione, la distanza tra questo mercato e le reali possibilità di un lavoratore medio si sta ampliando sempre di più, ma per fortuna arriva dal basso l'ondata ChiFi che consente l'accesso a qualità sonora elevata con costi veramente molto bassi, almeno fintanto che anche le aziende cinesi non mangiano la foglia (e qualcuno l'ha già fatto).
Il Volumio Primo Plus che abbiamo recensito costa 1200€: è uno streamer e anche un DAC. Non è economico, certo, ma è un due-in-uno molto versatile, ben realizzato e ben suonante. Rispetto a certe esagerazioni può persino sembrare economico, se consideri che Volumio è un'azienda italiana. Quando lo stipendio medio di un lavoratore era intorno al milione e cinquecento mila lire, non è che si trovassero chissà quanti apparecchi HiFi abbordabili. Oggi con la stessa cifra equivalente in euro (facciamo 800€?) ci si può portare a casa un impiantino completo (sorgente, ampli e diffusori) che suona meglio di qualsiasi rack dell'epoca. Quella che sta sparendo, in realtà, è la classe media, sotto attacco dal basso per via della ChiFi, che ne rende l'esistenza sempre meno giustificabile, e soffocata dall'alto dai prodotti top sempre più costosi che la fanno apparire come un ripiego, quasi un vorrei ma non posso. È qui, sulla classe media, che si dovrebbe giocare la vera partita, perché se da un lato la ChiFi consente l'ingresso nel mercato anche dei più giovani o dei meno abbienti, dall'altro manca lo step intermedio per fare l'upgrade, la distanza tra primo e secondo gradino è eccessiva. In questo modo si rischia di perdere quei pochi nuovi appassionati che entrano in punta di piedi e poi però non possono crescere, spaventati dai costi dei prodotti di classe superiore. Servirebbe un cambio di visione, ma in questo mercato è un si salvi chi può, e l'unica soluzione che tanti produttori hanno trovato è quella di spostarsi verso il lusso, gonfiando a dismisura i listini. È una scommessa molto, molto pericolosa.
Grazie per il feedback!
Lucio Cadeddu

Ancora sulle vendite di vinile
Salve Lucio,
proprio un attimo fa, saltando su Rai3, m'è apparso Fabio Volo sulla cima della Torre Branca di Milano che, tra una facezia e l'altra, ha sfilato un 33 giri dalla busta e ha appoggiato estasiato la puntina...
È un po' che reagisco con fastidio a questa mania, volevo solo condividere un punto di vista irritato. Ad ogni modo, AI "oracola":

"Nel 2025, il mercato dei vinili negli Stati Uniti ha raggiunto un traguardo storico superando per la prima volta in questo secolo il miliardo di dollari di fatturato ($1,04 miliardi), con un totale di 46,8 milioni di copie (unità) vendute. Questi dati, pubblicati ufficialmente dalla RIAA (Recording Industry Association of America) nel suo rapporto annuale del marzo 2026, evidenziano una crescita costante per il diciannovesimo anno consecutivo: Unità vendute: 46,8 milioni di copie (un aumento del 7,9% rispetto ai 43,4 milioni del 2024). Fatturato: 1,04 miliardi di dollari (crescita del 9,3% rispetto ai 954 milioni dell'anno precedente). Prezzo medio: Il costo di un vinile nuovo nel 2025 si è attestato intorno ai 37,22 dollari, segnando un aumento del 24% rispetto al 2020. Best-seller: Il formato è stato trainato da grandi successi pop, in particolare l'album The Life of a Showgirl di Taylor Swift, che da solo ha venduto 1,6 milioni di copie nel corso dell'anno. Il vinile rappresenta oggi circa il 75% dei ricavi totali della musica in formato fisico negli USA, superando nettamente i CD, le cui vendite sono scese a 312,4 milioni di dollari nello stesso periodo."
tutto questo senza la minima intenzione polemica...
Saluti, Mauro (un 74enne attrezzato per l'hi fi grazie alla tua capacità di condivisione)
Mauro - E-mail: pontesp (at) libero.it

LC
Caro Mauro,
sorvolo - scusa il gioco di parole - su Fabio Volo, e passo oltre. Quel che dice l'IA è curioso, perché ricava i volumi di vendita da un articolo del Washington Post, che cita i dati RIAA, proprio quelli da me esaminati nell'ultimo
editoriale. Personalmente, non so dove il WP abbia preso questi numeri, perché io non sono riuscito a trovarli e nel report della RIAA che ho linkato non ci sono. Ammetto di non aver cercato a fondo, perché dopo aver visto il gioco di prestigio della RIAA per far vedere che il bicchiere è mezzo pieno, facendo riferimento ai soli dati del fatturato, mi è passata la voglia di spendere ancora tempo su quel sito ingannevole. Comunque sia, ammettiamo pure che il WP abbia accesso a dati veritieri e cioè che non solo il fatturato del vinile sia aumentato, ma anche le vendite dei pezzi lo siano (unità vendute +7,9%). Stiamo ancora parlando di una nicchia risicata, perché è pur sempre all'interno del 9% della musica totale ascoltata (e pagata). Poi: siamo sicuri che questo vinile in più sia effettivamente suonato? E già, perché da altra indagine di qualche anno fa (vedi qui) sembra che il 50% (dico il 50%!!!) degli acquirenti statunitensi di vinile non possegga un giradischi! Possibile che siano tutti acquisti per fare un regalo a chi possiede un giradischi? Ne dubito. E quanti di quel milione e seicento LP di Taylor Swift saranno effettivamente suonati? Li vedo proprio male i fan di quest'artista ad armeggiare con braccio, testina e antiskating. La gente acquista vinile come un feticcio, non perché contiene musica ma perché è trendy e collectible. C'è poco da stare allegri, direi. Mi ricorda le tante biciclette acquistate e rimaste ferme a prendere polvere perché pedalare è maledettamente faticoso, anche con una bici da 15k€. Anche suonare bene un vinile è scomodo e faticoso, vuoi vedere che il mio parallelo tra ciclismo e audio continua a mostrare somiglianze sempre più evidenti? 😊
Già che ci siamo, proviamo a dare una lettura anche a questo recentissimo articolo che ridimensiona e non di poco i festeggiamenti per la crescita del vinile.
Quindi sì, bene, ma non benissimo, con buona pace di Fabio Volo.
Grazie per il feedback!
Lucio Cadeddu

Musica ben incisa
Buongiorno, ascolto musica elettronica (Kraftwerk, The Rockets, Melancholia ecc), classica (J.S. Bach, Wagner ecc ) ed un minimo di celtica. Ora le chiedo: sa indicarmi dei dischi (indicandomi se si riferisce a versione vinile, file ad alta risoluzione o soluzione meno preferita da me: CD) belli sia come musica che come incisione?
Cordiali saluti,
Lamberto - E-mail RISERVATO

LC
Caro Lamberto,
ti rispondo pubblicamente per lanciare un messaggio ormai disperato a tutti. Ultimamente, e prima succedeva di rado, ricevo molte richieste in questo senso: appassionati di un certo genere musicale chiedono quali siano i dischi meglio incisi, e si arriva all'assurdo di pretendere di sapere quali siano quelli con master analogico e non digitale. Se avessi questa conoscenza enciclopedica della modalità con la quale sono stati registrati tutti i dischi della storia della musica farei un altro mestiere, probabilmente l'IA umana. Tra l'altro, personalmente l'argomento (la distinzione) non mi ha mai appassionato più di tanto: ci sono ottimi dischi registrati col master digitale e altri col master analogico, ottimi LP e ottimi CD, e ottimi file HD. Quindi, per favore, non chiedetemi l'impossibile. Tra l'altro, a dirla tutta, un elenco di dischi ben incisi, quelli che noi di TNT-Audio spesso usiamo per le nostre prove, si trova già in questa
sezione del nostro sito. Oltre alle scelte personali dei redattori ci sono tantissime recensioni di dischi scelti proprio perché ben incisi. Attingete da questo database! Osservazione finale: scelgo i dischi ben incisi solo come strumento per le prove e le recensioni, ma per ascoltare musica scelgo quella che mi piace, senza troppe fisime. Questo dovrebbe essere l'atteggiamento sano per chiunque ascolti musica.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Ho visto anche degli audiofili felici
Grande Lucio,
ringraziarti e farti i complimenti sarebbe ripetitivo ma sono dell'idea che il tuo/vostro lavoro debba perlomeno essere rinnovato ogni volta che ti scriviamo. Penso di parlare per tutti noi che ti leggiamo e che godiamo del nostro sano hobby dicendoti che TNT-Audio sia la birra che ci tiene su ogni settimana.
Non amo definirmi autocostruttore perché costruisco copiando e imparando da chi ne sa più di me, diciamo che sono un appassionato sperimentatore: fin dal mio primo ampli autocostruito (il vostro sempreverde
Insulto) ho continuato a costruire prendendoci gusto, ma senza sapere come suonasse quel qualcosa prima di farlo. Quindi ho sempre sperimentato a mie spese la curiosità di quel che leggevo...e così dopo l'Insulto ho fatto il Musicale (S.E. di EL34), il Triodino 300B col suo Triopre 6SN7, fino ad arrivare ad un clone del famoso Zen Triode. Come diffusori autocostruiti ho iniziato con le bellissime Limes, poi i diffusori a tromba posteriore Coral con i Goodmans Axiom 301 per arrivare infine alle bellissime Endorphine P17 di Lampizator, impieganti come medio alti i famosi altoparlanti a cono verde e magnete in alnico Saba e come woofer da 38 cm una coppia di HH anni 70 al posto dei (per me) costosi Altec 416 che richiederebbe il progetto; particolare anche il loro crossover, privo di resistenze.
Mi sono anche cimentato nella trasformazione di un lettore CD Sony impiegante il famoso TDA1541 escludendo l'uscita ad operazionali impiegando uno stadio a valvole: strepitoso. Adesso sto lavorando alla costruzione del Greendac sempre di Lampizator. Nel frattempo 7 anni fa sono diventato babbo e quindi ho dovuto togliere dal salotto l'impianto principale che avevo (CD MHZS, Triopre e finale Audio Research D70, diffusori Magneplanar MG12) trasferendo i miei giocattoli in una taverna piccola e bassa, ma per lo meno al sicuro dalle manine di mio figlio. Le mie amate MG12 in taverna suonavano sacrificate, quindi ecco perché nel tempo mi sono ripiegato all'autocostruzione; oltre che per divertimento anche per necessità. Quando potrò rispostare l'impianto in salone mi piacerebbe sperimentare la costruzione dei VOTT con tromba di cartapesta ma non perché le P17 siano mediocri, anzi. Credo fermamente che le P17 siano un bellissimo esempio di diffusore completo, un po' costoso da costruire (ci vogliono almeno 800 euro) ma ha tutto: efficienza (95dB/W/m), dinamica, velocità, bassi naturali, gran voce, dettaglio non esasperato, bella immagine alta e gran profondità.
Io attualmente ascolto la mia catena molto minimal: CD con tda1541 a valvole, ampli integrato clone Zen triode (2Wrms per canale) e diffusori Endorphin P17. Nella mia stanzetta angusta godo come un pitone, e proprio questo mi ha spinto a scriverti per farti una richiesta. Visto che non ne parla mai nessuno nella rubrica della posta, ti è mai capitato di ascoltare un P17? Attualmente Lucas Fikus ha costruito un piccolo impero e il P17 lo stanno costruendo con altoparlanti moderni (il tweeter è il costosissimo REEL a nastro), mi piacerebbe tanto leggerne un tuo parere se hai mai avuto l'occasione di "assaggiarle".
Leggendo le mie righe verrebbe voglia di inserirmi in "Ho visto anche degli audiofili felici" ma io mi definirei piuttosto "sperimentatore spendaccione mai sazio di conoscenza". Oh, del resto a noi uomini ci vuole sempre qualche giocattolo per tenerci buoni...e io mi sento di essere nel paese dei balocchi. Del resto abito a Collodi... ^__^
Un saluto e buona Musica a tutti.
Enrico - E-mail: buonamicienrico (at) libero.it

LC
Caro Enrico,
intanto complimenti per i tuoi progressi da autocostruttore e le tue realizzazioni. Purtroppo no, non ho mai ascoltato gli Endorphine P17, spero di poter colmare questa lacuna prima o poi. Pubblico il link al progetto originale se qualcuno fosse curioso di vedere esattamente di che si tratta. Una nota a margine: con un figlio di sette anni direi che sarebbe tempo di rimettere l'impianto principale al suo posto! Ma che avete allevato...dei piccoli Attila? 😅
Grazie per il feedback, ti auguro buon ascolto!
Lucio Cadeddu

Suggerimento musicale della settimana

Esce il nuovo, attesissimo disco dei Foo Fighters, intitolato Your Favorite Toy. Ascoltiamo la title track, eseguita live al The Graham Norton Show pochi giorni fa.

Archivio! Due nostri lettori - che non finiremo mai di ringraziare - si sono fatti carico di recuperare buona parte dei nostri suggerimenti musicali della settimana e ne hanno realizzato una "TNT-Audio Suggestion” su Spotify e su Tidal

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