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I volumi della posta precedente
Di nuovo classe AB, oppure?
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Upgrade diffusori
Salve direttore,
avevo scritto tempo fa per un consiglio in merito ad un upgrade, per impianto così costituito:
Alla mia richiesta di upgrade per avere un suono più dettagliato, mi aveva indirizzato verso Rotel, Audiolab, oppure verso la classe D, nello specifico il Nuprime IDA 8. A questo punto ho voluto provare, vista l'occasione che mi si era presentata, un Primare I22.
Il suono era si un po' più dettagliato nei medio alti, ma non riusciva a convincermi sui bassi, che trovavo più profondi nel NAD. A questo punto ho venduto il Primare e ho acquistato il Nuprime IDA 8. Al primo ascolto mi ha strappato il famoso WOW, tutt'altra cosa rispetto al Primare. Dopo vari ascolti incrociati con il NAD, ho deciso di vendere sia quest'ultimo che il DAC, vista la notevole differenza di qualità sonora, sia nel dettaglio sui medio alti che nella profondità e il controllo sui bassi. Ora, dopo mesi di ascolto, mi viene però il dubbio se un amplificatore in classe AB, non possa darmi un po' più di musicalità (che forse manca), pur mantenendo il dettaglio al quale ormai mi sono abituato; magari andando su ampli del genere Naim, Exposure (non saprei che modelli) o comunque su questi livelli. In parole povere la “febbre da upgrade” è tornata. Mi viene poi il pensiero di dover invece sostituire i diffusori e rimanere nella classe D.
Mi rimetto alle sue osservazioni/consigli.
Grazie e un caloroso saluto.
Edi - E-mail: edi.gregori (at) libero.it
Caro Edi,
il suono di un amplificatore NON dipende dalla classe di funzionamento. Non tutti i Classe A suonano uguali, non tutti i Classe D suonano uguali e non tutte le valvole suonano uguali. Siamo nel 2026 e ancora dobbiamo combattere contro questi pregiudizi? 😅 Quindi, anziché chiederti se tornare alla Classe AB, chiediti cosa stai cercando esattamente, perché non è chiaro. Volevi il dettaglio, ed è arrivato col NuPrime, adesso non lo vuoi più e cerchi la musicalità (che non si capisce mai bene che razza di cosa sia...). Migliorare il tuo IDA8 non sarà facile né economico. Però...proprio Nuprime adesso realizza amplificatori che consentono di scegliere il tipo di suono preferito. Secondo me è una follia, ma gli audiofili tanto sani di mente non sono. Ad esempio, il modello IA-9XG ha uno switch nel frontale che consente di selezionare il suono più monitor o più relaxed listening. Magari è proprio ciò che serve a te e, tristemente, è la MyFi all'ennesima potenza. È comunque un upgrade rispetto al tuo integrato attuale e ha questo plus che potresti trovare interessante. Certo, per un upgrade ancora più sensibile, prima o poi, dovrai pensare ai diffusori, ma le cifre in ballo salgono notevolmente, per poter ottenere qualcosa di sensibilmente migliore.
Spero di esserti stato utile, tienimi aggiornato!
Lucio Cadeddu
Caro Alfonso,
la differenza tra i due prodotti Cambridge Audio (il tuo e quello che pensavi di acquistare) non è enorme. Il tuo utilizza un DAC con chipset ESS Sabre ES9033Q mentre il CXN100SE utilizza il chipset ESS ES9028Q2M. Paradossalmente il primo DAC è più avanzato del secondo. Ovviamente, non è il solo chipset ad essere responsabile del suono, ma tutto lo stadio d'uscita e, secondo me, le vere differenze tra i due streamer sono quasi tutte relative alla flessibilità d'utilizzo. Il CXN100SE è più completo e flessibile. La meccanica di lettura CXCV2 non ti darà sostanziali vantaggi rispetto all'uscita digitale del tuo lettore DCD800NE. In buona sostanza, prendi pure lo streamer CXN100SE, per usarlo anche come DAC e per una maggiore flessibilità d'utilizzo ma non aspettarti chissà quale passo avanti in termini di prestazioni sonore. La meccanica CD, invece, non la acquisterei affatto. Le uscite digitali del tuo Denon bastano e avanzano per lo scopo. Temo che per fare un salto qualitativo sensibile le cifre da mettere in gioco - per lo streamer/DAC - debbano essere più elevate, tra l'altro.
Spero di esserti stato utile, tienimi aggiornato!
Lucio Cadeddu
Caro Luigi,
posto che, trovato un diffusore che ci piace, passare ad altro è sempre molto rischioso, direi che con una coppia di Sonus Faber, Aliante o di Chario degli stessi anni (parliamo dei primi anni 2000) dovrebbe darti il suono che cerchi. Sto pensando ai vecchi Concerto di Sonus Faber, qualche Chario Academy, Aliante Spazio o analoghi. Non si trovano a prezzi contenuti, ma sarebbero un buon acquisto per il tipo di suono che cerchi. Ovviamente, gli Elac del tuo impianto principale hanno un'impostazione molto diversa. Spero solo che non ti trovi a disagio con due impostazioni sonore così differenti. D'altra parte, ascoltando a volumi bassi, un diffusore tendenzialmente non troppo brillante in gamma medio-alta potrebbe essere un'ottima scelta, se l'ambiente è assorbente. Potresti, comunque, fare un tentativo con i tuoi Elac dell'impianto principale: te li porti nell'altra casa e vedi come vanno coi NAD, magari il suono ti piace e ne prendi una seconda coppia.
Spero di esserti stato utile, tienimi aggiornato!
Lucio Cadeddu
Caro Gabriele,
mi fa piacere che riesca a tornare a utilizzare un impianto HiFi per la tua musica preferita! I componenti scelti non ti faranno rimpiangere l'impianto precedente, soprattutto tenendo conto che i Tesi 2 suonano meglio dei vecchi Elac B5. Sono forse un po' più leggeri in basso, ma globalmente vanno meglio. Il Rega IO è un integratino intelligente e ben suonante, più veloce e ritmato della vecchia coppia Audio Analogue in tuo possesso. Purtroppo non conosco il lettore FiiO DM15, che fa parte della nuova generazione di lettori CD portatili che stanno invadendo il mercato. A proposito, ho uno di questi in prova, a breve pubblicherò la recensione. Immagino che la scelta di un portatile (e del piccolo Io) sia dettata dalla necessità di ridurre gli ingombri dell'impianto. Tornando al DM15, direi che sembra ben realizzato e con un occhio di riguardo al suono, non dovrebbe essere - sulla carta - una cattiva scelta. Ha anche la possibilità di funzionare come unità Bluetooth e come DAC USB, quindi offre molte caratteristiche interessanti in più rispetto a un tradizionale lettore CD da tavolo.
Quindi sì, approvo le tue scelte, vedrai che i Tesi 2, se correttamente posizionati, suoneranno veramente bene per il piccolo prezzo richiesto.
Grazie per il prezioso feedback!
Lucio Cadeddu
Gentile direttore,
Le scrivo di nuovo a proposito del primo upgrade per il mio impianto (che è ancora quello descritto nella mia lettera, pubblicata nel Vol. 1087, con l'unica differenza che la maggior parte degli ascolti è ormai su CD).
La sua considerazione sulle Elac DBR62 (non completamente adatte al mio Denon PMA-520AE) mi ha fatto cambiare rotta. D'altra parte però, a seguito di un'esperienza non proprio felice nel mondo dell'usato, ho deciso di escludere anche la via del vintage (NAD 3120+Chario Delphinus).
Le sottopongo qui altre due possibilità che rientrano nel mio budget:
Ascolto principalmente jazz in una stanza di 38 mq, a una distanza dai diffusori di circa 3 m.
Le rinnovo i complimenti per il progetto e la ringrazio per l'attenzione,
Giacomo- E-mail: giaki.s01 (at) gmail.com
LC
Caro Giacomo,
visto che hai deciso di tenere il tuo amplificatore Denon prova pure con uno dei due diffusori che hai citato, ma consentimi almeno un paio di osservazioni. La prima riguarda la scena musicale dei Triangle Borea. Magari l'intelligenza artificiale ti ha suggerito così, o lo avrai letto da qualche parte, ma questo parametro ha a che fare solo parzialmente coi diffusori. Molto più importante per questi fini è il posizionamento degli stessi e l'ambiente d'ascolto. Se pensi di mettere i Triangle (o qualunque altro diffusore) su uno scaffale o parete attrezzata, magari con PC o TV al centro e, peggio ancora, con una parete posteriore molto vicina, scordati qualunque velleità di scena sonora. Non ci sarà, scusa la brutalità. Ammesso, naturalmente, che sia chiaro cosa si intenda per “scena musicale” (ho qualche lecito dubbio in proposito).
Seconda osservazione: Wharfedale non è inglese già da un bel po' di tempo. Fa infatti parte del gruppo cinese IAG e la produzione dei diffusori è stata spostata a Ji'an in Cina. La progettazione è, a quanto dicono, ancora inglese, gestita da Peter Comeau, che funge da direttore del design per la società madre del marchio (IAG). Parlare di “suono inglese”, ammesso che si capisca bene a quali caratteristiche si faccia riferimento (cosa intendi tu per “suono inglese”? Tutti i prodotti inglesi suonano allo stesso modo? Spoiler: NO!), è pertanto molto azzardato. Ciò che ti consiglio, quindi, è di ascoltare sia questi diffusori citati che altri nella stessa fascia di prezzo, senza scartare a priori gli Elac di cui alla precedente lettera, a questo punto. Inserisci nel lotto anche gli italiani Indiana Line Tesi 2 e i KEF Q1 Meta. Osservo, infine, che in 38 mq di ambiente tutti questi piccoli diffusori citati saranno un po' a disagio. Ci avrei visto meglio dei generosi diffusori da pavimento.
Spero di esserti stato utile, tienimi aggiornato!
Lucio Cadeddu
Re: Trattamento acustico vincente
Buonasera Lucio,
[in risposta a “Trattamento acustico vincente”]
sì ovviamente il WAF è basso ma ho la fortuna che è una stanza totalmente dedicata.
Farò anche il check di spostare il mobile allungando i cavi potenza. La TV è già fissata a parete.
Ti aggiungo la lista dei materiali usati per realizzare il pannelli:
![[Sala d'ascolto]](../jpg/sala_carmelo10.jpg)
LC
Caro Carmelo,
grazie per le precisazioni, magari qualche altro lettore si convince a intervenire in modo analogo. Certo, avere una stanza dedicata aiuta moltissimo! Nessun(a) convivente credo sopporterebbe un soggiorno di questo tipo. Fammi sapere le tue impressioni sullo spostamento del mobile e relativo impianto su parete laterale. Secondo me qualcosa dovrebbe migliorare ancora. Non si capisce dalla foto, c'è un tappeto tra diffusori e punto d'ascolto? Se manca, potrebbe essere un altro esperimento utile, un tentativo lo farei.
Grazie per il feedback!
Lucio Cadeddu
LC
Caro Ferruccio,
credo proprio che il passaggio dalla sezione finale del tuo ampli integrato a una coppia di finali mono ZeroZone si rivelerà positivo e sensibile, un po' su tutti i parametri audio. Dovrebbero migliorare i bassi, il controllo, la tenuta in potenza, la dinamica e la trasparenza in generale. Diversi appassionati (ci sono le lettere su questa rubrica, negli scorsi volumi della posta) li hanno preferiti ad amplificazioni ben più impegnative e blasonate. La presenza del pre Conrad Johnson a monte, poi, dovrebbe garantirti un suono equilibrato, senza sottolineare il carattere di questi finali in Classe D. Non conosco i tuoi diffusori autocostruiti ma credo che gradiranno il polso e la vivacità degli ZeroZone, capaci di dare vita anche a diffusori un po' addormentati. Non li stravolgono, certo, ma un'iniezione di vitalità è assicurata. La cifra richiesta, poi, è talmente bassa che il rischio è estremamente contenuto.
Spero di esserti stato utile, non mancare di tenermi aggiornato!
Lucio Cadeddu
Accoppiata Rotel + B&W
LC
L'importante è il software...
LC
Ho visto anche degli audiofili felici
LC
Nuovo album per il cantautore statunitense Kevin Morby, intitolato Little Wide Open. Evidenti echi di Lloyd Cole and the Commotions in questo bellissimo album. Questa è Die Young. Chi non ha bisogno di belle canzoni?
Ciao Lucio, spero tutto bene. Sono Bruno e ti avevo chiesto qualche
settimana fa un consiglio su tre lettori (Marantz, Denon e Rotel) per
sostituire un ultra-economico pioneer. Alla fine ho scelto il Rotel
CD11mk2 per fare l'accoppiata con l'ampli A11, un po' per una questione
estetica (vero che si ascolta con le orecchie ma anche l'occhio...) ma
sopratutto per la comodità di usare un solo telecomando. Inutile dire
che rispetto al Pioneer la situazione è nettamente migliorata sia in
dettaglio che piacere generale di ascolto. E veniamo al punto: avevi dei
dubbi sul fatto che a dar voce a tutto fossero due B&W 685: sarà per i
miei gusti personali o forse per l'ambiente (un normale soggiorno) che
effettua una naturale equalizzazione ma io non ho riscontrato una enfasi
delle alte frequenze e l'equilibrio tonale ottenuto mi soddisfa
abbastanza. Tuttavia non voglio neanche ignorare i tuoi consigli.
Girando in rete avrei trovato una coppia di Indiana Line Diva 3 che
rientrano nel badge e a quanto si dice sarebbe un buon abbinamento con
ampli rotel. Tu cosa ne pensi? Avrei un ulteriore miglioramento?
Purtroppo non ho possibilità di fare ascolti e dovrei fare un acquisto
al buio. Grazie in anticipo per la tua eventuale consulenza (e pazienza).
Bruno - E-mail: bruno.siri59 (at) alice.it
Caro Bruno,
sono felice che il nuovo lettore CD ti soddisfi! Per quanto riguarda la mia osservazione, prendila per quel che è, una considerazione astratta senza conoscere né i tuoi gusti, né l'acustica della tua stanza, né le tue abitudini d'ascolto. Infatti, un conto è ascoltare a basso volume per brevi periodi di tempo, e un altro completamente diverso ascoltare ad alto volume per tante ore. Nel primo caso un suono vivace e brillante aiuta molto, nel secondo può diventare una tortura per le orecchie.
Se tu sei soddisfatto del suono attuale, con l'accoppiata elettroniche Rotel + diffusori B&W, non esiste ragione alcuna per cambiarla! Il rischio concreto è che, passando a diffusori dall'impostazione molto diversa, il suono non ti piaccia più. I tuoi B&W 685 hanno una risposta in gamma altissima molto caratterizzata, con un boost evidente oltre i 10kHz (+3dB). Magari a te piace così o la tua stanza lo richiede. Pertanto, non farei esperimenti con diffusori aventi una gamma alta meno in evidenza. In più, eviterei troppi cambiamenti in breve tempo. Secondo me devi ancora metabolizzare il nuovo suono dell'impianto, che è cambiato rispetto a prima. Ti ci vorranno settimane, se non mesi. A bocce ferme, ci si potrà ragionare meglio, ma per ora ascolta e basta.
Stai tranquillo che il cervello, se c'è qualcosa che non quadra, prima o poi te lo farà notare!
Spero di esserti stato utile, tienimi aggiornato!
Lucio Cadeddu
...buona giornata Direttore e buon ascolto: Benny Rivers - Step by Step In Time
Roberto - E-mail: robdario.tv (at) gmail.com
Caro Roberto,
hai proprio ragione, è una questione di...software! Perché l'artista Benny Rivers non esiste, è un software, anzi un cantante inventato dall'intelligenza artificiale. Ciò non toglie che la “sua” musica non sia piacevole e interessante. Certo, si apre un dibattito senza fine su cosa sia reale e cosa no ma, in fondo, quanta arte è finta per definizione? Lo stesso cinema è finzione allo stato puro, ancor prima dell'avvento degli effetti digitali e dei CGI. Quindi...ascoltiamo pure Benny Rivers, anche se non esiste ma è il prodotto di una macchina, abilmente programmata da umani ma sempre AI generativa è. Immagino lo sapessi già (magari hai provato a prendermi in castagna, vero?) altrimenti dev'essere una bella doccia fredda per te 😉
Buon ascolto generativo!
Lucio Cadeddu
Ciao Lucio mi chiamo Davide. Ti ho disturbato alcune volte, l'ultima della quali quando hai pubblicato la recensione degli ZeroZone. Oggi ti disturbo perché ti vorrei segnalare, qualora non lo conoscessi, l'ascolto dell'album QUEENDOMS Unplugged di AGADEZ. Su Qobuz lo trovi al seguente indirizzo.
Volevo dirti che a me è molto piaciuta l'ultima traccia.
Buona serata.
Davide - E-mail: davidetoni56 (at) gmail.com
Caro Davide,
dopo una segnalazione musicale finta, quella che ti ha preceduto, arriva la tua...vera! Bravissima Agadez, raffinata artista mediterranea che in passato collaborò anche con Battiato. Il suo vero nome è Giada Colagrande e “Queendoms” è il suo primo disco solista, del 2024, cui ha fatto seguito quello unplugged che hai segnalato tu, frutto della collaborazione con Antonio Forcione, compositore e chitarrista di fama internazionale e...audiophile. Sono molto famosi nel nostro settore gli album di Forcione per la Naim Records. Se non li conosci, te li consiglio caldamente, in particolare “Meet me in London”, con Sabina Sciubba. Lo puoi trovare in versione integrale anche qui su YouTube. Qualche anno fa vidi Forcione live in un teatro, fu un bel concerto. Questo di Agadez è un bel disco, grazie anche a te per la segnalazione!
Lucio Cadeddu
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