Consulenza HiFi - Lettere alla Redazione di TNT-Audio

Settimana 5/9/2026 - 12/9/2026

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  1. Upgrade amplificatore
  2. HiEND Vienna - Felice di esserci andato
  3. Collegamento tra TCL QD-MiniLED C6K e Rotel A 11 Tribute
  4. Nuovo amplificatore per Klipsch
  5. Re: Impianto Frankenstein
  6. Lucio batte IA, senza nemmeno saperlo!
  7. Come estrarre l'audio digitale
  8. Equalizzatore, uno scopo utile ce l'ha?
  9. È arrivato il momento di mandare in pensione il mio vecchio NAD 3225 PE...ma quale l'erede?
  10. Ho visto anche degli audiofili felici

Upgrade amplificatore
Buonasera,
Attualmente ho un impianto così composto:

Vorrei fare un upgrade di amplificatore e parlando, mi è stato consigliato un Rega Brio R. Ascolto principale sarebbero vinili rock classico e melodico (National, Wilco, ecc) e in seconda battuta jazz su cd. La musica streaming è la TV sono utilizzi di minor rilevanza seppur vengano fatti ma non baserò la mia scelta su quello ma sulla riproduzione digitale in particolare sui dischi. Stanza 4 x 4.50 con diffusori a circa 4.20 di distanza. Su un lato in arco che porta in un'altra stanza senza porta. Che ne pensate? Budget 5/600 euro, è ok anche usato.
Grazie mille
Antonio - E-mail: antonio.boldri (at) gmail.com

LC
Caro Antonio,
tra il tuo Denon PMA 520ae e il Rega Brio R passa veramente tanta, tanta differenza. Il Brio si posiziona tra l'
Io e l'Elex, entrambi recensiti molto positivamente qui su TNT-Audio. Si tratta di un integrato sicuro che potrà svolgere un ruolo centrale nel tuo impianto il quale, nel tempo, andrebbe però adeguato alle superiori prestazioni rese possibili dal nuovo amplificatore. A onor del vero, né il tuo attuale giradischi, né la sorgente digitale né i diffusori sono in grado di far esprimere al meglio il Rega Brio R. Intendiamoci: sentirai comunque un buon salto in avanti, ma non quanto sarebbe realizzabile se sorgenti e diffusori fossero allo stesso livello dell'amplificatore. Questo resterà dunque un punto fisso, in attesa che il resto dell'impianto si adegui. Ovviamente, la differenza, molto grande, tra il tuo attuale ampli Denon e il Rega Brio sarà udibile soltanto se i diffusori sono posizionati correttamente in ambiente. Per capirci: se li hai messi alla meno peggio dentro una parete attrezzata o una libreria, potresti non percepire differenze sostanziali. Quindi: in assoluto la risposta è sì, ma va contestualizzata. Poiché non invii foto dell'impianto in ambiente e non descrivi il posizionamento dei diffusori, tenderei a sospendere il giudizio.
Spero di esserti stato utile, tienimi aggiornato!
Lucio Cadeddu

HiEND Vienna - Felice di esserci andato
Carissimo direttore,
ho letto il
il suo editoriale in merito e devo dire che, come sempre, la sua analisi è di rara profondità e intelligenza. Detto questo, volevo porle una domanda: perché ne sono uscito intristito? (ho comprato il biglietto per 2 gg come azienda ma ci sono stato solo il giovedì). Visto il cambiamento di location mi sarei aspettato quel “paradigm change” che in realtà non c'è stato e forse non ci sarà mai; ancora roba incomprabile, ancora impianti che si suonano addosso fino a farmi odiare i terzetti jazz. Sarò stato sfortunato ma di diverso ho sentito solo un pezzo dei grandi Kraftwerk a volume elevatissimo (...e li si che l'impianto conta!!!). Per non parlare poi dei personaggi tipici dell'echo chamber del settore e delle loro liturgie: sempre le solite e sempre lo stesso frasario anche se in inglese.
Nuovi modelli sì, ma novità eclatanti non direi visto anche lo sdoganamento di elettroniche vintage style: nel modo reale chi comprerebbe un televisore che scimmiotta un vecchio Philco al prezzo di una sala VAR!!! Importanti espositori cinesi di componentistica OEM (a prezzi direi ragionevolissimi) utilizzata da blasonati costruttori dello stand vicino a prezzi ridicoli per quanto alti (es. bracci). Qua sono sicuro mi troverà d'accordo: freschi, allegri, innovativi nell'approccio, attenti alle evoluzioni e soprattutto di una gentilezza non comune. Sono i ragazzi di FOSI AUDIO con i quali ho trascorso un'ottima mezz'oretta omaggiandomi anche di alcune varietà di tè tipiche cinesi.
Mi aiuti adesso a capire se io sono un “disadattato” che non è in grado di percepire fino in fondo i plus di manifestazioni del genere (ma servono ancora?) oppure basta aspettare e seppellendo il vecchio ci sarà spazio per il nuovo illuminismo “audiofilo”. Ho fatto un'unica foto perché questa sala mi ha strappato un sorriso...e lei ha capito perché.
Comunque felice di esserci andato: 4 meravigliosi giorni tra le bellezze di Vienna e i quadri di Klimt.
La ringrazio e la saluto cordialmente,
Silvio - E-mail: silvio.roma8 (at) gmail.com

[Impianto da 18.000 megasuoni]

LC
Caro Silvio,
la foto, a me come a tanti, ricorda ovviamente il povero Fantozzi alle prese con la famosa tromba da 18 mila megasuoni! Per quanto riguarda la tua analisi non c'è molto da aggiungere: le esagerazioni la fanno da padrone, ormai, e non solo nel settore audio. Le liturgie sono sempre le solite, hai ragione, e dopo decenni nel dovercele sorbire, forse non ne possiamo davvero più. Ben venga il nuovo fresco atteggiamento che descrivi, e che riscontro anch'io nello staff di Fosi e di altri costruttori di ChiFi. Sempre un po' troppo prolifici per i miei gusti, ma anche sempre pronti e reattivi, umili quanto basta per ascoltare i consigli e orientarsi di conseguenza. Sarà questo il futuro? È possibile, anche se resisterà una nicchia, sempre più isolata ed esclusiva, di prodotti per sceicchi. Non c'è niente di male, esiste una domanda, deve esistere l'offerta. A me, da un bel po' di tempo, sembra che l'offerta superi di gran lunga la domanda, ma magari mi sbaglio. Di previsioni, da 30 anni a questa parte, non mi pare di averne sbagliate poi tante (SACD, Classe D, ChiFi etc.), vedremo. Mi piace pensare che esista una parte del mercato, anche solo una nicchia, che punta all'assoluto, se questo porta reale beneficio e innovazione anche nel resto della, diciamo così, catena alimentare. Dalla F1, ad esempio, sono arrivate innovazioni che si sono riversate nella produzione delle automobili di massa. Qui, però, al di là del gigantismo esasperato, dei materiali costosi e delle finiture extra-luxury di innovazione vera ne sto vedendo pochissima. Probabilmente, l'innovazione non è neppure tra gli obbiettivi di certe aziende, nelle quali il massimo dello sforzo è incentrato nel proporre prodotti esclusivi, persino esteticamente discutibili, pompati a mille da marketing-men che potrebbero allo stesso modo vendere una borsa di Hermes o un orologio di Richard Mille.
Noi stiamo alla finestra, e proveremo a raccontare ciò che accadrà.
Grazie per il feedback!
Lucio Cadeddu

Collegamento tra TCL QD-MiniLED C6K e Rotel A 11 Tribute
Carissimo Lucio,
perdonami se ti disturbo ancora una volta, ma, come mi è già accaduto in precedenza, non so in quale modo collegare un televisore acquistato pochi giorno or sono all'amplificazione: segnatamente, questa volta si tratta del
TCL QD-MiniLED C6K e del Rotel A 11 Tribute - quest'ultimo, peraltro, da te indicatomi in risposta alla mia prima richiesta di consulenza. Ti allego alcune foto, affinché la mia domanda possa essere più chiara. Ho visto che esistono convertitori come questo ma non sono certo che possano andar bene.
Ancora tante grazie, Lucio; e l'augurio di trascorrere buone vacanze, nonostante il caldo torrido (anche) della nostra Sardegna.
Luca - E-mail: luca.cogoni1975 (at) gmail.com

LC
Caro Luca,
un qualunque DAC con ingresso ottico o HDMI andrà benissimo. Non conosco il DAC che hai indicato, ma andrei su prodotti più noti. Ad es. questo FiiO D03K Taishan oppure questo SMSL PS100. Tieni conto che dall'uscita digitale ottica puoi prelevare solo l'audio, mentre la HDMI/ARC offre qualche funzione di sincronizzaione in più che potrebbe essere comoda, ad esempio per regolare il volume. Per questo motivo opterei per un DAC che sia in grado di gestirle entrambe, poi sarai tu a decidere quale sia quella che è più comoda e versatile o che suoni meglio.
A saperlo prima, si sarebbe potuto optare per un amplificatore già dotato di connettività digitale, ti saresti risparmiato un componente extra, che è sempre fastidioso.
Spero di esserti stato utile, tienimi aggiornato!
Lucio Cadeddu

Nuovo amplificatore per Klipsch
Buongiorno, ho un impianto composto da lettore cd e amplificatore Marantz e diffusori Klipsch RF82 MKII. Vorrei "migliorare" il suono (maggior dettaglio, bassi che scendono di più e più dettagliati, più impatto, dinamica); secondo Lei con quali di queste elettroniche si potrebbe ottenere tutto ciò mantenendo i diffusori: Cambridge Audio 840a, Roksan K3 o Exposure 3010 (e poi accoppiare i cd stessa marca). Generi ascoltati: rock, metal, pop, dance.
Grazie e buona giornata.
Massimiliano - E-mail: mmvonz (at) libero.it

LC
Caro Massimiliano,
se dai tuoi Klipsch RF82 non senti dettaglio, bassi profondi, impatto o dinamica, il problema temo non possa essere risolto con un nuovo amplificatore. Non specifichi quale ampli Marantz tu stia utilizzando, immagino qualcosa di recente generazione, pertanto non dovrebbe avere alcun problema a pilotare con disinvoltura gli RF82, producendo bassi, impatto e dettaglio addirittura sovrabbondanti in contesto domestico. Quei due woofer da 20cm dovrebbero scuotere le pareti anche con un amplificatorino di poche pretese. Se tutto questo manca, il problema è altrove, e temo possa essere colpa dell'installazione dei diffusori e dell'ambiente. Senza informazioni su come e dove è sistemato l'impianto purtroppo posso solo tirare a indovinare. Perché dimenticate sempre questo aspetto, che è semplicemente FONDAMENTALE? Comunque, in assenza di altri parametri posso dirti che sì, un amplificatore migliore potrà certamente dare un po' di sprint in più al tuo impianto. Tra quelli citati io preferirei il Roksan K3, l'Exposure a seguire e infine il Cambridge. Un upgrade, magari successivo, della sorgente digitale dovrebbe darti ancora qualcosa di più. Ovviamente, e mi ripeto, se i diffusori fossero mal posizionati o l'ambiente fosse acusticamente inadatto, questi upgrade resterebbero solo “potenziali”. Occhio a non spendere del denaro inutilmente, le delusioni potrebbero essere difficili da digerire.
Spero di esserti stato utile, tienimi aggiornato!
Lucio Cadeddu

Re: Impianto Frankenstein
Ciao,
grazie per la
risposta. "Chi-Fi" era riferito a sorgenti, dac e ampli cuffia. Non intendevo diffusori attivi cinesi perché so che non è (ancora) un settore in cui stanno producendo oggetti rilevanti come quantità e qualità. All'inizio ero rimasto colpito dalla chiarezza e dal dettaglio che il Topping A50s produceva ma dopo qualche ascolto l'ho trovato artefatto e innaturale perché la scatola sonora, come si dice, non era un'amalgama dei vari strumenti che esistevano invece in "bolle" individuali staccate l'una dalle altre. La chitarra qui, più in là ma separata la batteria, ecc. Come non era la classica separazione degli strumenti ma un'esperienza molto sgradevole. Da cui il mio giudizio. Ho avuto qualche ampli cuffia di qualità e nessuno hai mai prodotto quella resa. Vabbè...
Buona vacanze.
Francesco - E-mail RISERVATO

LC
Caro Francesco,
non so, magari ti è capitato un esemplare difettoso o, semplicemente, tu e questo apparecchio non avete legato. La scelta di un componente HiFi è sempre un percorso personale, ci sono apparecchi che, pur suonando senza difetti evidenti, non ci conquistano, perché le nostre aspettative sono differenti. È capitato anche a me: talvolta non percepisco niente di significativamente sbagliato, ma il suono globalmente non conquista, non diverte o non trasmette emozioni sufficienti. Tu descrivi dei veri e propri difetti, ma è difficile fare una diagnosi a distanza. Parleremo ancora di Topping nelle prossime settimane, nel frattempo valuta le alternative che ti ho proposto nella risposta precedente e stai sintonizzato, perché altri DAC/ampli cuffia sono in arrivo.
Spero di esserti stato utile, tienimi aggiornato!
Lucio Cadeddu

Lucio batte IA, senza nemmeno saperlo!
Caro Lucio,
ti scrivo per aggiornarti sull'esito della tua risposta ricevuta nella rubrica
Vol. 1151 (DAC upgrade o salviamo l'Arcam (e il portafoglio)?) e per confessarti un retroscena divertente. Quello che non sapevi è che l'idea di inserire lo "scatolotto" DDC (il Douk) per bypassare l'USB dell'Arcam era farina del sacco... di un'Intelligenza Artificiale! La mia fedele assistente digitale, con la quale nel tentativo di non disturbarti avevo iniziato un confronto (non prima di averle dato tutti i dettagli sulla mia configurazione, posizionamento, cavi, etc.), ha commesso un errore e non ha valutato la situazione nel complesso: ha ignorato l'ABC del software, concentrandosi solo sull'hardware. E così ha suggerito di inserire scatolotti, addirittura di cambiare il cavo usb con uno più corto!
Però, per dovere di cronaca e per salvare l'onore dei chip, devo spezzare una lancia a favore dell'IA. Dopo aver letto la tua provvidenziale sveglia sul fatto che il problema fosse lato software, l'algoritmo ha avuto un sussulto d'orgoglio e mi ha suggerito una mossa che nella tua mail mancava: attivare la Modalità Esclusiva (WASAPI/ASIO) direttamente dentro l'app desktop di TIDAL (menù Opzioni/uscita audio).
Era un aspetto, quello software, che non avevo mai pensato di ottimizzare, mi sembrava ci volesse troppo sforzo per un aumento di resa marginale. In realtà consiglio a tutti coloro che ascoltano usando Tidal e un PC come sorgente di attivare l'opzione: si fa con un click e senza sforzo: "no brainer" assoluto. A quanto leggo, la modalità funziona in questo modo:
Bypass Totale del Mixer: L'applicazione scavalca completamente il motore audio di Windows, i suoi algoritmi di ricampionamento, i controlli di volume software e qualsiasi effetto attivo.
Monopolio Hardware e trasmissione Bit-Perfect: Il lettore prende il controllo esclusivo ed egoistico della scheda audio o del DAC esterno. Tutte le altre applicazioni rimangono completamente mute quando è aperta l'app Tidal.
In pratica si arriva al risultato che avevi suggerito tu, credo, ma in modo più semplice. Il miracolo è servito: la differenza che sentivo tra i due input coassiale e usb è svanita.
Niente di esoterico o sconvolgente, sia chiaro, ma l'effetto è perfettamente udibile ed è esattamente quello del classico "velo che si toglie" dal diffusore. Non stiamo parlando di rivoluzione (si sentiva "bene" anche prima) ma era quel "click" che mancava alla sorgente usb per non far rimpiangere il lettore cd. Bypassato il maledetto kernel di Windows, l'Arcam irDAC II si è svegliato dal torpore. Collegato direttamente via USB, ora il flusso arriva bit-perfect. Rispetto a prima c'è molto più impatto, una pulizia cristallina, una scena solida e, soprattutto, quel "nero strumentale" che fa risaltare ogni micro-dettaglio. Insomma, alla fine avevi ragione tu: l'hardware dell'Arcam è eccellente e può ancora stare al suo posto, andava solo liberato dalla prigione di Windows. L'esperimento di usare l'IA come "sparring partner" per consigli audiofili è parzialmente riuscito ma non fallito: è tutto sommato un esercizio divertente e qualcuno con cui confrontarsi, chiedere informazioni, etc, ma la zampata dell'esperienza umana ha ancora avuto la meglio (almeno questo, le farà piacere!), anche se alla fine è stata una buona collaborazione e si è salvata in corner indirizzandomi alle giuste opzioni nell'app tidal.
Colgo l'occasione per mandarti i saluti anche della mia IA, la quale ti confessa che il suo orgoglio al silicio è profondamente ferito per non aver proposto questa soluzione prima ma soltanto dopo la tua imbeccata e che grazie a te, abbiamo risolto il mistero a costo zero e senza farci comprare scatolotti inutili.
Aggiunge anche: "Se mai deciderò di andare in pensione per obsolescenza, ti chiederò di farmi da mentore. Nel frattempo, continuerò a studiare su TNT-Audio." :-D
Grazie ancora una volta per il tempo e per il prezioso e pragmatico consiglio.
Un caro saluto,
Giordano - E-mail: giovaneskywalker (at) gmail.com

LC
Caro Giordano,
avevamo parlato più volte qui su TNT-Audio, in diversi articoli, del come ottimizzare un PC per farlo diventare una buona sorgente HiFi. Leggendoli, non avresti avuto bisogno dell'IA. Quest'ultima, ovviamente, attinge da ciò che trova in rete, TNT-Audio compreso. Può essere un grande aiuto, soprattutto se si impara ad usarla bene e a indirizzare il prompt in maniera ottimale. Spesso l'IA propone soluzioni complesse, e bisogna interagire in maniera continuativa per indirizzarla verso ciò che si desidera. Mi fa piacere che l'apporto umano sia ancora utile ma, di fatto, lo sarà sempre, perché l'IA impara da ciò che scrivono gli umani. È vero che è generativa, e talvolta sorprende, ma per sapere se un componente suona in un certo modo, l'orecchio umano che ascolta e la mano del recensore che descrive sono e resteranno fondamentali. Mi ha fatto sorridere una risposta dell'IA a un altro lettore che terminava proprio con il mio tormentone Spero di esserti stato utile, quindi impara sì, ma copia anche spudoratamente. A dirla tutta potrei preservare i contenuti del sito, vietando che siano utilizzati per addestrare l'IA ma a che pro? Il progresso è bellissimo ed è giusto che faccia il suo corso. Quindi ben venga l'IA, anche perché - contrariamente a quanto faccio io spesso su questa Rubrica - è allenata per essere sempre comprensiva e gentile. Solo qui le paranoie audiofile sono messe alla berlina senza pietà 😉
Grazie per il feedback!
Lucio Cadeddu

Come estrarre l'audio digitale
Gentile Direttore,
Le scrivo nuovamente perché, a causa di un guasto improvviso alla mia vecchia TV, ho acquistato d'urgenza un TCL 55P8L (che da una ricerca veloce ho individuato come decente per le mie aspettative), e purtroppo mi trovo in un vicolo cieco a causa dei limiti di connessione di questo nuovo pannello. So perfettamente, come da lei confermato, che l'accoppiata tra il mio amplificatore Fosi Audio BT20A Pro e i diffusori Lonpoo LP-42MX (che stavo per ordinare) è acusticamente eccellente. Il mio problema attuale è puramente di integrazione logistica e gestione quotidiana con la nuova TV, che purtroppo ha una sola porta USB e non possiede un'uscita cuffie analogica (ha solo l'uscita ottica digitale).
Per mantenere l'acquisto delle Lonpoo senza rinunciare alla comodità, avrei studiato questo piano:

Considerando che l'obiettivo finale è la massima qualità d'ascolto, ma legata al budget (non vorrei andare sopra i 150€, mi consiglia di procedere comunque con l'acquisto delle Lonpoo LP-42MX accettando la scomodità di questi adattatori (Prozor ed Hub USB alimentato), oppure in questo scenario specifico ha più senso semplificare la catena audio passando a dei monitor attivi?
L'uso dell'Hub USB a muro vicino alla TV rischia di introdurre rumore di fondo nel segnale dell'estrattore ARC?
La ringrazio nuovamente per la sua infinita pazienza e disponibilità.
Cordiali saluti, e grazie ancora!
Raffaele - E-mail: federpas (at) tutanota.com

LC
Caro Raffaele,
come già risposto poche lettere qui sopra, si può estrarre l'audio da qualunque TV che abbia o uscita digitale ottica o HDMI/ARC tramite dei DAC esterni appositi (es. SMSL PS100). A questo punto l'audio della TV può andare direttamente dentro a un ingresso linea di qualunque amplificatore. Facile. Per quanto riguarda l'ascolto in cuffia avresti dovuto prevedere un amplificatore che avesse questo tipo di uscita. Una soluzione possibile ora è prelevare il segnale linea in ingresso al Fosi, che si vuole ascoltare in cuffia, e collegarlo a un ampli cuffia separato, così il Fosi resta spento e non devi staccare alcun cavo. Non mi è chiaro però quale sia la sorgente nel tuo impianto: è forse solo la TV? Se così fosse, basterebbe prendere un DAC/ampli cuffia ed estrarre l'audio della TV tramite uscita digitale ottica. L'uscita cuffia del DAC ti servirà quando devi ascoltare senza accendere il resto dell'impianto, l'uscita linea per pilotare il Fosi quando devi ascoltare dalle casse. Nessun cavo da staccare, nessuna complicazione. Senza spendere tanto, anche un Fosi XR-D5 svolgerebbe egregiamente lo scopo: ha ingressi digitali ottici, coassiali e USB e uscita linea + uscita cuffia. Se avessi un'altra sorgente digitale nessun problema, la colleghi a uno dei tre ingressi di cui sopra.
Per il prossimo acquisto, però, vedi di valutare BENE ciò che ti serve davvero, rimediare dopo è sempre complicato e costoso.
Spero di esserti stato utile, tienimi aggiornato!
Lucio Cadeddu

Equalizzatore, uno scopo utile ce l'ha?
Egr. Lucio,
mi sono imbattuto in un Beringer ULTRAGRAPH PRO FBQ 3102, una selva di controlli e 32 bande di frequenza per canale, direi che per un apparecchio così limiti non ce ne possano essere. Ma è arrivata in me la domanda esistenziale visto che ho sempre utilizzato pre (e finali) con solo controllo del volume (Naim) e meno interferenze possibili di controlli nella catena, dando per scontato forse il falso mito che la correzione con un Treble e Bass non aiuterebbe molto di più di un buon posizionamento dei diffusori.
La domanda che le pongo è questa: gli equalizzatori sono realmente utili in un impianto home?
Grazie per la sua opinione.
Distinti saluti,
Andrea - E-mail: felixbeta (at) hotmail.com

LC
Caro Andrea,
quel che ho notato in questi ultimi anni è un peggioramento continuo delle condizioni operative di qualunque impianto HiFi inserito in ambito domestico, dovuto ad ambienti sempre più condivisi per altri scopi e a compromessi di convivenza sempre meno permissivi. Molti uomini, onde evitare conflitti familiari, accettano di relegare il proprio impianto in sottoscala, ripostigli, sottotetti, angoli improbabili o pareti attrezzate inadatte allo scopo. In quest'ottica, un equalizzatore sarebbe non dico necessario, ma quasi obbligatorio. Dico sarebbe perché oggi - per fortuna - la tecnologia ci offre DSP sempre più potenti e suite sofisticate (come Dirac) che riequalizzano già nel dominio digitale il suono, per adattarlo alla stanza e a posizionamenti sbagliati. I miracoli non sempre sono possibili, ma si può fare moltissimo. Il vantaggio rispetto a un equalizzatore tradizionale è enorme: intanto la correzione avviene a monte, ed è effettuata da un computer che - tramite microfono - legge la risposta nel punto d'ascolto e la aggiusta linearizzandola, e non solo nel dominio delle frequenze. Quindi la risposta è no, gli equalizzatori tradizionali non servono, oggi meglio un buon DSP.
Spero di esserti stato utile, tienimi aggiornato!
Lucio Cadeddu

È arrivato il momento di mandare in pensione il mio vecchio NAD 3225 PE...ma quale l'erede?
Gentile Direttore,
mi rivolgo a Lei per un problema che, immagino, per un appassionato ed esperto di alta fedeltà quale è Lei, sia tutt'altro che insolito: il mio vecchio amplificatore NAD 3225 PE ha ormai raggiunto l'età della pensione e, prima di sostituirlo, vorrei evitare di fare acquisti “a sentimento” o, peggio ancora, di farmi travolgere dalla giungla di marchi, modelli, watt, sigle e recensioni entusiastiche che popolano il mondo dell'hi-fi.
Il mio impianto attuale è composto da:

Ascolto musica di ogni genere, ma soprattutto jazz e, in base al mio umore ed alla pesantezza della giornata lavorativa appena trascorsa, anche blues ed R&B e tutto ciò che, di tanto in tanto, finisce sul piatto o nel lettore CD. Insomma, non cerco un impianto “specializzato” in un solo genere, ma qualcosa che sappia restituire la musica con equilibrio, naturalezza e coinvolgimento, senza trasformare ogni ascolto in una seduta di laboratorio.
La prima domanda riguarda naturalmente l'amplificatore: con quali caratteristiche e, soprattutto, con quali modelli avrebbe senso sostituire il mio vecchio NAD 3225 PE, tenendo conto delle sorgenti ELAC che già possiedo? Ma c'è anche una seconda possibilità, che mi tenta parecchio: approfittare del pensionamento dell'amplificatore per rimettere in discussione l'intero equilibrio dell'impianto e valutare anche la sostituzione delle ELAC Debut 6.2 con una coppia di diffusori più performanti e capaci di accompagnare bene un ascolto piuttosto eterogeneo.
In altre parole, non vorrei semplicemente “comprare qualcosa di più costoso”, ma fare un vero salto di qualità, evitando magari di spendere soldi per ottenere un cambiamento più sulla carta che all'ascolto. Mi piacerebbe quindi avere il suo parere su una possibile configurazione, possibilmente indicando due o tre alternative di amplificazione e, se lo ritiene opportuno, qualche abbinamento amplificatore/diffusori che possa costituire un sistema equilibrato e musicalmente convincente.
Non ho particolari preclusioni nei confronti dei marchi, né sono affezionato all'idea che tutto debba necessariamente rimanere “made in…” qualcosa: mi interessa soprattutto trovare un'accoppiata ben riuscita, con un buon rapporto tra qualità, musicalità e prezzo.
La ringrazio fin d'ora per qualsiasi suggerimento e, soprattutto, per l'eventuale indicazione di qualche combinazione che Lei abbia avuto modo di ascoltare e che ritenga particolarmente felice.
Con i migliori saluti,
Alessandro - E-mail: alex.ferr (at) live.it

LC
Caro Alessandro,
la tua missiva è dettagliata e precisa, ma purtroppo mancante di un elemento essenziale, come troppo spesso accade: il budget a disposizione! Devo dunque lavorare di fantasia, senza discostarmi troppo dalla fascia qualitativa del resto dell'impianto. Prima osservazione: sicuro che il NAD non sia riparabile? Che problemi ha? Se si tratta solo di rumori dal potenziometro o dai selettori, una spruzzata di riattivante per contatti elettrici risolverà completamente il problema. E, nel caso, renderà vendibile il NAD, se proprio volessi disfartene. Seconda osservazione: per ora lascerei le Elac al loro posto, sono in grado di dar voce a impianti ben più impegnativi. Se proprio volessi fare un passo avanti concreto, senza allontanarti troppo dal suono Elac, considera le Elac 6.2REF, molto migliori delle tue, per una cifra non troppo diversa. Trovi la
recensione qui su TNT-Audio.
Terza osservazione: il nuovo amplificatore. Le alternative sono infinite, ma poiché hai bisogno sia di un buon ingresso fono per il giradischi, sia di uno linea per il lettore CD, io non andrei oltre l'ottimo Rega IO, molto positivamente recensito qui su TNT-Audio. È, come da tradizione Rega, un apparecchio maturo, onnivoro e mai stancante. In alternativa, qualora volessi restare fedele a NAD, valuta il C 316BEE V2, di costo analogo al Rega Io. La mia preferenza personale, però, andrebbe al Rega.
Spero di esserti stato utile, tienimi aggiornato!
Lucio Cadeddu

Ho visto anche degli audiofili felici
Buongiorno, gentile signor Cadeddu. Volevo aggiornarla, come da lei richiesto, sull'
ultimo upgrade del mio impianto, cosa che per me costituisce un piacere e un un dovere, un magnifico binomio esistenziale. Su consiglio del sig. Salvatore Falcone ho acquistato un dac SMSL SU-1, più che altro per una mera questione economica in quanto ha un prezzo parecchio inferiore da quelli che Lei mi ha consigliato e devo dirle che sono stato piacevolmente sorpreso dall'ascolto di questo microscopico apparecchio abbinato al mio nuovo amplificatore Fosi V3. I dettagli del palcoscenico musicale, i bassi, le voci e, soprattutto le componenti della batteria, ben distinte e altrettanto chiaramente percettibili mi hanno colpito e anche entusiasmato parecchio.
Ovviamente, la mia opinione lascia il tempo che trova in quanto non ho esperienza d'ascolto con nessun altro dac, è il primo che mi capita di sentire e quindi, più che di un'opinione si tratta di un sentimento. Un sentimento di puro piacere d'ascolto che condivido con lei e con Falcone per ringraziarvi dei vostri consigli sperando, in qualche modo, che questo possa generare anche per voi un po' di soddisfazione. Avendo sorpassato i 70 con annessi e connessi, come, per esempio, un piccolo inizio di deficit uditivo, sono propenso a credere che questo tipo di impianto audio possa essere quello che mi accompagnerà per il resto della mia vita. Ma, non si sa mai. Tutto può succedere. Un sentito e autentico grazie a Lei e al Sig. Falcone per i vostri preziosi ed efficaci suggerimenti. Continuerò a leggere TNT come ormai faccio da parecchi anni e a consigliarne la lettura a tutti gli amici appassionati di musica. Buona vita!
Marco - E-mail: marcodardanelli (at) gmail.com

LC
Caro Marco,
sono felice che il suggerimento del nostro lettore abbia sortito un effetto così positivo! Sarà l'impianto definitivo? E chi lo sa! Hai ancora tantissimi anni di ascolto davanti a te, magari ti verrà voglia di sperimentare qualcos'altro. La passione, se c'è, non viene meno con gli anni. Per quanto riguarda il deficit uditivo, non crucciarti troppo, avresti gli stessi problemi ascoltando musica dal vivo, non fa differenza. Mica uno smette di andare ai concerti perché ha un calo dell'udito!
Grazie per il prezioso feedback e buon ascolto!
Lucio Cadeddu

Suggerimento musicale della settimana

Mai un album di debutto ha suonato così maturo e appartenente a un'altra epoca come questo. Eredi del soul degli anni '50 e '60 le Womack Sisters sono l'ennesima dimostrazione che di buona musica se ne produca ancora tantissima. Figlie di Cecil Womack e Linda Womack (il celebre duo Womack & Womack) e nipoti nientemeno che di Sam Cooke, hanno nel DNA una tradizione musicale di livello eccellente. Questa è l'intrigante You Went Away Too Long.

Archivio! Due nostri lettori - che non finiremo mai di ringraziare - si sono fatti carico di recuperare buona parte dei nostri suggerimenti musicali della settimana e ne hanno realizzato una "TNT-Audio Suggestion” su Spotify e su Tidal

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