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Reporter: Carlo Iaccarino
La mostra si è svolta dal 15 al 18 maggio 2025 presso il M.O.C., centro fieristico di Monaco di Baviera, in Germania
Scritto: Agosto, 2025
Sito web ricco di informazioni: High End Society
Beh, dopo le incursioni nel regno del "possibile" delle scorse due puntate, resta l'elefante nella stanza.
La pratica totalità degli apparecchi esposti e delle soluzioni proposte apparteneva ad un livello di prezzo semplicemente alto, quando non altissimo, o, ancora più frequentemente, esagerato.
È un "problema" oramai sentito da molti e denunciato non più solo negli agoni social o nei vari fora, ma anche dai media mainstream, riviste e youtuber.
Ovviamente, anche qui se ne è parlato, e non da ora. Il mio punto di vista è parzialmente confliggente con quello del nostro - democratico - Diretúr.
Per lui - e con lui so che siete in moltissimi - queste esagerazioni sono semplicemente ingiustificabili, sia in assoluto, sia considerando la messe di prodotti decisamente accessibili di cui il mercato orientale ci inonda, molti degni di nota e favorevolmente recensiti anche da questa rivista.
Ora, io non lo nego. Però vi riporto sempre le mie opinioni sincere ed oneste, e non posso evitare di considerare che, tirando le somme alla fine della mostra, ripensando alle - poche - salette dove mi è proprio piaciuto stare e dove mi è proprio piaciuto ciò che ho ascoltato, tanto da tornarci appena mi si liberava un momento e mi trovavo nei loro paraggi, in nessuna di loro erano in funzione apparecchi economici.
Come (quasi) ogni anno, mi è molto piaciuta la saletta di TAD.
Quest'anno facevano suonare un impianto composto dal lettore CD e SACD/DAC/Pre D 1000 TX (€20.000), dal preamplificatore C 1000 (€20.000) e dai finali stereo M 2500 TX, da €37.000 l'uno (qui ne usavano uno per cassa, in biamplificazione passiva). A dar voce alle elettroniche i diffusori a torre Grand Evolution 1, da €58.000.

Un impianto "minore" era invece attestato sui diffusori da supporto Micro Evolution 1 TX, da €17.400, pilotati ancora dal D 1000 TX, stavolta direttamente connesso ad un finale stereo M 1000 TX (perdonatemi se non ho appuntato il prezzo).

Ho ascoltato questi impianti più volte, e con generi diversi. E mi sono sempre piaciuti molto, invogliandomi a restare.
Un'altra saletta che mi è piaciuta molto - anche in questo caso, con ascolti ripetuti e generi diversi - è, stata quella di CONSTELLATION.
L'impianto prevedeva come sorgenti un giradischi Fortissimo S di EAT per l'analogico e un Rossini con il suo Clock di dCS per il digitale; e una coppia di Watt/Puppy di WILSON.
Di seguito una foto che ritrae quasi tutto l'impianto.

Fra sorgenti e diffusori, le elettroniche di amplificazione Constellation, della serie Revelation 2.
In particolare, c'era un pre-phono con alimentazione separata, da $25.000;.

Questo (insieme al Rossini) entrava nel preamplificatore, anche questo con alimentazione separata, da $29.000,

che, a sua volta, pilotava un finale stereo da $30.000.

Oh, volendo, nella serie c'è anche un finale mono, sempre da $30.000.
Oppure si può salire di gamma, e si va nella serie INSPIRATION, pure composta da un integrato, un pre e dei finali mono e stereo; l'estetica si mantiene quella della casa.

Devo ringraziare Mr. Peter Mc Grath, rinomato tecnico del suono e ambasciatore della Wilson, per avermi suggerito questo produttore, indicandomelo anche per la selezione musicale che avrebbe proposto, che comprendeva anche le sue famose registrazioni. Ed in effetti, nella saletta il boss, Irv Gross, oltre a presentare le apparecchiature, sovraintendeva alle funzioni da DJ, proponendo una selezione che ha incontrato molto il mio gusto. È stato un vero piacere ascoltare quell'impianto; e mi è parso che anche a loro facesse piacere vedermi tornare per altri ascolti.
Come ogni anno, anche da FYNE AUDIO ho ascoltato un suono che mi è molto piaciuto.

Questo produttore di diffusori - le cui radici affondano in Tannoy - alternava in funzione due torri: una appartenente alla serie maggiore, lo F 704 SP, da €23.000/coppia; e l'altra appartenente alla serie minore, lo F 502 S, da €2.800/coppia.

La torre maggiore, F 704 SP, monta il loro supertweeter omnidirezionale Supertrax, da €3.500/coppia; per i modelli inferiori, Fyne Audio ha sviluppato un analogo modello, il S-Trax, che prevedono di rendere disponibile per fine anno ad un prezzo di circa €1.200.

Questo costruttore, per far suonare i diffusori più importanti, usa sempre un impianto composto degli apparecchi di punta della nostrana UNISON RESEARCH, e che sono certo abbiano dato un importante contributo al bel suono che ho sentito.

Invece, per pilotare i diffusori minori veniva usato un albionico impianto REGA.

Alla mia domanda sul perché dei fieri Scozzesi si rivolgessero oltremanica per le elettroniche "importanti", il cordialissimo responsabile commerciale di Fyne mi ha semplicemente detto che suonano bene e a loro piacciono. Tenete conto, comunque, che la conversazione si è tenuta in un...perfetto Italiano, con un simpaticissimo accento inglese ;-)
Altra sala dove ho sentito proprio un bel suono è stata quella di BOULDER
.

In realtà è riduttivo indicare solo questo costruttore, perché l'impianto proposto comprendeva molti altri apparecchi.

Fra questi, spiccava la sorgente digitale di MERGING - NADAC.

Mi ha colpito particolarmente il suono che proveniva dall'impianto quando a suonare era il più piccolo dei finali del costruttore del Colorado, il modello 861, da circa €12.000 che pilotava i diffusori Alumine 2 col loro Sub di STENHEIM.

Nonostante le dimensioni (sono i piccoletti in bianco...), la stanza si riempiva di suono, che era anche molto piacevole ed equilibrato. Non sono rimasto ad ascoltare anche l'impianto "grande", perché mi aveva già soddisfatto quello "minimo".
Naturalmente non mi sono lasciato scappare l'opportunità di ascoltare l'impianto monstre allestito da Audio Reference per "salutare" Monaco.

Si tratta di un impianto composto da "pezzi" di assoluto rilievo appartenenti a marchi trattati da questo importantissimo distributore tedesco; se non ho capito male, alcuni anche provenienti dalla sua collezione personale.
Purtroppo sono riuscito a prenotarmi solo per le - necessariamente stringate, per l'enorme affluenza - demo "aperte al pubblico": gli estratti musicali erano decisamente brevi e tutti "ad effetto". Tanto per capirci, ricordo benissimo come siamo tutti saltati sulla sedia con le bordate di grancassa (mi pare fosse la Sagra), a testimonianza non solo della potenza, ma della resa dinamica e, soprattutto, del silenzio.
Tuttavia, il suono di quell'impianto non mi ha "sedotto", come invece hanno fatto gli altri che vi ho sin qui descritto. Meglio così... :-)
Ci sarebbe molto altro da illustrarvi.
EVERSOLO ha prodotto il suo anti-iim: il PLAY, un DAC/lettore di rete/streamer/amplificatore stereo da circa €700, che può essere anche dotato di una meccanica di lettura CD, nel qual caso il nome diventa PLAY CD EDITION e il prezzo sale a circa €800.

La lista delle caratteristiche è quella solita lunga ed impressionante dei tuttinuno; vi segnalo solo che il DAC si basa su un chip Asahi Kasei AK4493 (Velvet Sound) e supporta segnali digitali nativi fino a DSD 512 e PCM 768 kHz/32 bit, che l'apparecchio ha un ingresso HDMI ARC e un ingresso phono MM/MC ed è, ovviamente, Roon-Ready.
Altra novità annunciata era il DAC-Z10.

Per la conversione adotta una doppia coppia Asahi Kasei AK 4191+4499; ha vari ingressi, fa cui un I2S su presa HDMI (se non ho capito male, la piedinatura è programmabile) che accetta segnali fino a DSD 512 e PCM 768 kHz/32 bit e ha anche un ingresso per un clock esterno a 10 MHz. Ha un ingresso analogico e l'uscita analogica è fissa o variabile tramite una rete di resistenze (tipo R-2R).
Eccovene il "lato B", che mostra la versatilità dell'apparecchio.

È chiaramente parte dell'obiettivo di Eversolo di occupare una gamma più alta rispetto a quella sua solita. Al momento della mostra il prezzo era ancora da determinare e mi hanno indicato che il prezzo sarà comunque superiore a €2.000, mentre la commercializzazione è prevista per fine anno.
Nella medesima sala esponeva anche LUXSIN, altro brand cinese appartenente allo stesso gruppo.
Questo costruttore proponeva il modello X 9, un DAC/ampli cuffie da circa € 1.200, capace di elaborare delle curve di correzione del segnale in funzione delle cuffie che si utilizzano; il tutto tramite app proprietaria che permette anche di intervenire sulla curva di calibrazione proposta dal costruttore, per ulteriori personalizzazioni. Dal sito del costruttore si possono comunque scaricare già molte curve per i modelli di cuffia più diffusi. Mi pare di ricordare che una cosa simile la offrisse Devialet per ottimizzare l'interfaccia fra i propri amplificatori e i diffusori utilizzati.

Mi sono poi imbattuto in un costruttore Francese di diffusori acustici, ESPRIT.
Propone tre diffusori, tutti dotati di tweeter AMT (per gli amici, il tweeter di Heil). Nell'impianto suonante adottavano, naturalmente, il modello maggiore, Lisa, da €38.000/coppia.

La serie prevede anche una torre più piccola, Amelia, da €19.800.

E, infine, un diffusore da supporto, Stella, da €6.800.

Altra novità, almeno per me, è stata GAIT, che propone altoparlanti con diaframma in vetro.

Possono avere varie forme e possono anche essere retroilluminati, così colorandosi.

Sono driver pensati soprattutto in funzione di applicazioni esterne, ad esempio in auto o in barca o in giardino (dove, immagino, si facciano numeri importanti rispetto alla produzione per le casse domestiche); comunque, il costruttore mostrava anche tradizionali diffusori finiti che montavano quegli altoparlanti.

Ancora una curiosità: anche SCANSPEAK esponeva la sua schiera di altoparlanti.

L'ultimo della fila, quello con la corolla di pasticche magnetiche in bella vista, riesce a fornire un campo magnetico forte come quello dei modelli che usano magneti in terre rare (come il neodimio), pur utilizzando magneti in Iron Nitride prodotti dalla NIRON MAGNETICS, che ne sono totalmente privi. La spinta verso lo sviluppo di questa soluzione è dichiaratamente ecologista, per evitare il pesante impatto che l'estrazione di quei materiali comporta, ma indirettamente contribuisce a svincolarsi dalle beghe geopolitiche che purtroppo stanno interessando quelle poche nazioni ricche di tali materiali (tralasciando le implicazioni etico-sociali relative alla manodopera che quei paesi impiegano per queste estrazioni).
Altre cose "al volo":
PRO-JECT, con il Peanuts Turntable, da €600, con pre-phono, trasmettitore Bluetooth e testina Ortofon OM-10 premontata.

E anche con l'aggiornamento del suo Travel Set che già vi illustrai l'anno scorso, questa volta prevedendo anche un flight case/trolley dedicato: più comodo di così...

O, ancora, IFI, col suo UP TRAVEL.

Si tratta di un trasmettitore Bluetooth bidirezionale, che può connettersi tanto all'ingresso di un impianto (a casa o in auto) per ricevere il segnale wireless da una sorgente (ad esempio, lo smartphone connesso ad un servizio di streaming), quanto ad un'uscita audio, come quella dei sistemi di intrattenimento di bordo degli aerei (un po' datati, per vero), e proprio così era pubblicizzato con molta enfasi alla mostra,

E che dire di KLAUDIO, che proponeva il giradischi MAGNEZAR, da $50.000, con piatto a levitazione magnetica e clamp serradisco automatico incorporato, esibito con il braccio KD-ARM-AP12, da $18.000, definito pivoting tangential tonearm, con controllo elettronico di sollevamento, anche automatico a fine disco.

La particolarità maggiore credo stia dentro al piatto. Quella che nella foto appare come una sua gradevole colorazione azzurra, cela un sistema che non avevo ancora incontrato: il piatto è in vetro e contiene una camera, nella quale è presente un fluido azzurro. Come il piatto inizia a ruotare, la forza centrifuga spinge il fluido verso l'esterno della camera, così facendolo addensare lungo il bordo del piatto, incrementandone la massa perimetrale e, con essa, la stabilizzazione della rotazione per l'effetto volano.
Ecco una foto che mostra il piatto in rotazione e asciutto al centro. Nella foto si vede anche come il braccio si muova lungo il raggio del disco sfruttando la particolare articolazione per mantenersi perpendicolare ad esso (per non farsi mancare nulla, c'è anche un laser verde di riferimento...).

Sicuramente d'effetto, e sicuramente efficace, anche se a me ha dato molto l'idea di un prodotto dell'Ufficio Complicazione Affari Semplici :-)
Ancora, il ritorno di ONKYO, che proponeva dei componenti di stampo tradizionale: un pre/streamer, un finale stereo e un lettore di CD, ognuno per un prezzo previsto intorno a €1.600.

L'esposizione prevedeva elettroniche Onkyo che amplificavano diffusori KLIPSCH, visto che entrambi i marchi appartengono allo stesso gruppo.

In definitiva, come ogni anno, è stata una bella mostra, piacevole da visitare, con cose interessanti da vedere e da ascoltare e tante persone da incontrare o da rivedere.
Mi spiace un po' che dovremo abbandonare Monaco. In questi anni avevo imparato ad apprezzare questa città, i suoi abitanti, lontani da ogni stereotipo teutonico, e, non ultima, la sua gastronomia: oramai avevo i miei riferimenti e mi pregustavo la visita anche per questi aspetti ;-)
Vorrà dire che ci dovrò tornare come semplice turista, magari anche in una stagione diversa. Fino ad allora, non posso che unirmi ai saluti della H.E.S., ricordandovi che per i prossimi tre anni (almeno), la mostra si terrà a Vienna, al ACV (Austria Center Vienna): le prossime date saranno dal 4 al 7 giugno 2026.

Di seguito il link alla prima parte ed link alla seconda parte del mio resoconto.
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