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Le mie esperienze con i dischi in vinile - Conclusione

I risultati di un principiante dell'analogico

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Autore: Arvind Kohli - TNT USA
Pubblicato: Settembre, 2007
Traduttore: Roberto D'Agosta

Premessa

Mi sono interessato all'hobby audiofilo quando già il Compact Disc aveva definitivamente ucciso il supporto LP e assunto la posizione di supporto dominante per la musica registrata. Che vi piaccia o no, il CD ha ancora ragione di detenere questo primato, anche se di tanto in tanto sembra che possa essere detronizzato dall'MP3 (ed ora potete anche spararmi).

Per questa ragione non ho mai avuto modo di provare il vinile come supporto audiofilo e ogni volta che ne ho avuto l'occasione... l'ho lasciata svanire. Ero convinto per qualche recondito motivo che non ne valesse la pena. Devo ammettere che nella mia gioventù (quando le mie convinzioni, anche se infondate, erano più ferme) apostrofavo tutti quelli legati ai loro giradischi come persone che non potevano accettare il cambiamento. Dopo tutto il maggiore problema del giradischi, il rumore di fondo, è particolarmente ovvio fin dal primo ascolto: come può un supporto con un problema così grosso essere migliore del CD, quando questo è così evidentemente più silenzioso?

L'avanzare degli anni ha portato nella mia vita un po' di buon senso ed apertura mentale ed ho iniziato ad accettare il concetto che possano esistere almeno due motivi per rimanere fedeli al supporto analogico:
1) il vinile è di fatto inferiore al CD, ma qualcuno non è in grado di accettare il cambiamento e non ha il coraggio di buttare l'ingente investimento fatto per il setup analogico per cui continua ad illudersi che il vinile sia superiore;
2) il vinile è superiore al CD ma non è facile dire perchè e l'ascolto con una mente aperta ed onesta è l'unico modo per tentare di capire.

Il secondo punto viene ripreso continuamente dalle riviste cartacee specializzate, ma negli anni ho sviluppato un certo scetticismo in quello che è scritto in quelle pagine, per cui non ho mai preso troppo in considerazione i loro articoli. Solo quando gli elogi per questo supporto sono iniziati ad arrivare da persone la cui opinione ho imparato ad apprezzare, mi sono interessato al problema e deciso ad investigare un po' da solo. Alcuni tra coloro che hanno avuto questa influenza sono Kavi Alexander di Water Lily Acoustics, Pierre Sprey di Mapleshade Records, Greg Singh di Jupiter Audio Europa, mio cognato Orlando Sampat ed un eccellente articolo di Christine Tham (in inglese).

Facciamo un salto in avanti nel tempo fino al Maggio 2006 quando finalmente mi sono trovato nel giusto stato mentale ed in condizioni favorevoli per iniziare ad intaccare la superficie di questo problema. Andatevi a leggere l'introduzione a questa serie di articoli per capire le motivazioni e i criteri di giudizio.

I pacchetti recensiti

Nello svolgersi di questi miei esperimenti ho recensito solo tre setup analogici:
MusicHall mmf2.1SE/Bellari VP129 - Prezzo 650 $.
MusicHall mmf9/Creek OBH15 - Prezzo 2.149 $.
KAB-Ortofon S30/KAB-Technics SL1200 MK2/Creek OBH18 - Prezzo 1.172 $

All'inizio pensavo di recensire almeno cinque sistemi. Ma già alla seconda recensione avevo le risposte alle mie domande. Il terzo pacchetto era già in mio possesso per cui ho deciso di includerlo in questa serie. Ed ho fatto bene, perché questo ha permesso di trovare una risposta ad un'altra domanda, una di quelle che non ero intenzionato a fare ma di cui sono contento di avere la risposta.

I risultati

La mia prima impressione non è stata positiva: ho notato immediatamente il rumore, male endemico di questo supporto anche se può essere ridotto in molti modi. Quel rumore mi ha deluso, ma allo stesso tempo non ha mitigato la mia voglia di ascoltare altri LP. C'era qualcosa di indescrivibile nel suono del vinile e la mia impossibilità di descriverlo mi faceva diventare matto. L'unico attributo reale che potevo chiaramente descrivere era negativo eppure c'era qualcosa di così irresistibile nell'ascoltare i dischi ed io non trovato le parole per descriverlo! Come scrittore non mi sono mai trovato in una situazione simile: senza parole per catturare quello che ascoltavo o provavo. Adesso capisco il continuo riferimento ad espressioni del tipo "... suono caldo..." o "... musicalmente coinvolgente..." che sono spesso usate per descrivere il suono del vinile. Eviterò di usare le stesse espressioni perché mi sembra che esse implichino una presentazione eufonicamente colorata e neanche questo mi sembra sia accurato.

Con il secondo sistema mi sono trovato preso e perso. Come avevo notato con i miei vinil-mentori, la forza di questo supporto è l'unione di qualità e livello di attenzione in ogni aspetto, cioè qualità/condizione del vinile, forma della puntina, peso/rigidità del braccio, ecc. Il secondo sistema probabilmente innalzava molti di questi aspetti risultando in un suono molto superiore. La mia semplice curiosità è diventata dipendenza...

Il terzo sistema è stata solo la ciliegina sulla torta. Questo è un setup con un costo pari a circa la metà del secondo sistema, e con una performance migliorata per alcuni aspetti. Ho quindi comprato questo giradischi per me e uso una testina Goldring Elite MC mentre devo ancora scegliere il preamplificatore.

Negli scorsi sei mesi sono passato dall'essere scettico ad essere credente; la mia collezione di dischi è già intorno ai 100 pezzi. Non posso impedirmi di ascoltare il mio giradischi il più spesso possibile mentre il mio lettore digitale se ne sta lì inusato. Ricordate il mio è un lettore universale, costa circa 3.000 dollari ed ha una performance impressionante. Per essere sinceri ho sviluppato una certa avversione per il suono sterile ed asettico del formato digitale (anche quelli ad alta definizione). Mi chiedo se e quando mi passerà.

Gli ultimi mesi mi hanno visto alla febbrile ricerca di vinile e sorprendemente in questa mia caccia di materiale da ascoltare ho scoperto un nuovo mondo a me completamente sconosciuto: capolavori che furono registrati su vinile e che sembra non siano mai stati trasferiti su digitale e probabilmente mai lo saranno. Cosa importante, il prezzo medio che ho pagato per questi tesori -- usati ovviamente -- è ben al di sotto di 5 dollari.

Alla fine non so come altro esprimere la mia nuova estasi e se ancora non l'avete fatto muovetevi e andate ad ascoltare il vinile.

Copyright 2007 Arvind Kohli - www.tnt-audio.com

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