[ Home TNT-Audio | Redazione & Contatti | FAQ | HiFi Shows | Ampli | Diffusori | Sorgenti | Autocostruzione & Modifiche | Inter.Viste ]
Prodotto: Parks Audio Waxwing
Produttore: Parks Audio - USA
Costo: $499 (Conversione di valuta)[1]
Recensore: David Hoehl - TNT-Audio USA
Pubblicato: settembre, 2025
Traduttore: Roberto D'Agosta
Da quasi 15 anni, il mio preamplificatore phono per i 78 giri registrati elettricamente e per tutti gli LP è un Graham Slee Jazz Club. In tutto questo tempo, l'ho considerato uno dei due migliori acquisti audio che abbia mai fatto; l'altro, per ragioni che ho delineato in una nostra recensione, è il mio preamplificatore di default per i dischi acustici, il Graham Slee Accession, che ha fatto la sua prima apparizione nel mio impianto circa 8 anni dopo il Jazz Club. Anche quando l'ho acquistato, il Jazz Club non era un modello appena uscito e, allargando lo sguardo al mercato audio in generale, nel corso degli anni successivi, esso e il suo compagno di squadra/successore di fascia alta, il Graham Slee Revelation, hanno regnato come le uniche opzioni, nella produzione mainstream, adatte ai moderni LP stereo, offrendo al contempo opzioni di equalizzazione selezionabili per la riproduzione di 78 giri elettrici e dei primi LP prodotti prima che la RIAA diventasse uno standard.[2]
Una durata sul mercato superiore ai 15 anni è la testimonianza del design solido e delle prestazioni eccellenti del Jazz Club. Tuttavia, quindici anni sono un periodo lungo per un componente audio che rimane sul mercato senza modifiche, e prima o poi è inevitabile che arrivi qualcos'altro. Ed ecco che ora arriva quel qualcos'altro, offrendo al collezionista di registrazioni vintage una scelta. Si tratta del Waxwing Phono DSP della Parks Audio, un piccolo produttore statunitense con una predilezione per i nomi di prodotti derivati dagli uccelli; i predecessori del Waxwing furono il Parks Audio Budgie (pappagallino) e poi il Puffin (pulcinella di mare). Esternamente, come si può vedere dalla foto all'inizio dell'articolo, il Waxwing è una piccola scatola nera anonima e senza pretese, di circa 10 cm per 10 cm per 3,5 cm di altezza, con paracolpi in gomma alle estremità che fungono da supporto e senza controlli meccanici: niente manopole, niente cursori, niente interruttori. All'interno, però, offre un incredibile grado di flessibilità.
Vi sarete accorti che il Waxwing è pubblicizzato come un "DSP phono". In quanto tale, si differenzia notevolmente da un preamplificatore phono tradizionale come il Jazz Club. Nello specifico, il Waxwing digitalizza il segnale analogico in ingresso; da lì, tutto viene elaborato digitalmente tramite un'applicazione Bluetooth scaricabile sullo smartphone Apple o Android dell'utente. L'ingresso avviene tramite una presa RCA standard sul retro. L'uscita può essere analogica tramite presa RCA o digitale tramite connettori coassiali o ottici. A completare la dotazione del pannello posteriore, un robusto terminale di terra. Tra l'ingresso e l'uscita, il Waxwing può svolgere una moltitudine di funzioni oltre all'applicazione di una curva di equalizzazione al segnale proveniente da una testina phono. Alcune di queste funzioni sono utili principalmente o esclusivamente al collezionista di LP, e lascerò la loro discussione alle numerose altre recensioni che questo componente ha ricevuto su Internet. Questa recensione si concentrerà su aspetti del Waxwing utili, o potenzialmente utili, al collezionista di registrazioni pre-LP.
Data la mia visione generalmente negativa di tutto ciò che riguarda gli smartphone, nutrivo qualche dubbio sul fatto che mi sarebbe piaciuto il sistema di controllo integrato nel telefono. Alla fine, tuttavia, sono giunto rapidamente alla conclusione che sia un prodotto ben fatto. Le impostazioni sono ben organizzate e facili da controllare e avere il telefono come telecomando significa che posso sedermi sulla mia solita poltrona d'ascolto per gestirle e valutarne gli effetti. Questo è in realtà un vero vantaggio per il mio impianto, in cui l'apparecchiatura di riproduzione è alloggiata in una nicchia a lato dell'area di ascolto, non in linea diretta con i diffusori: niente più "cambia una regolazione, rientra nella stanza per ascoltarla in asse, torna al sistema, insapona, risciacqua, ripeti". Inoltre, toccando il titolo di qualsiasi opzione si richiama la sezione relativa del manuale dell'utente, direttamente sullo schermo del telefono, che ne spiega il funzionamento, un tocco di classe. Senza ulteriori indugi, secondo il motto "un'immagine vale più di mille parole", ecco le opzioni di controllo e le informazioni visualizzate nell'applicazione telefonica di Waxwing, mostrate nell'ordine in cui appaiono mentre l'utente scorre lo schermo verso il basso: [3]
Quindi, quali di queste regolazioni saranno particolarmente utili per il collezionista di 78 giri? Ecco le mie impressioni:
La caratteristica del Waxwing che per prima ha attirato la mia attenzione è stata la funzione "super mono", accessibile tramite il menu "Mode" (Modalità in italiano, N.d.T.). Per anni ho letto che la riproduzione dei dischi mono in generale, e dei dischi a 78 giri in particolare, può essere migliorata riproducendoli in stereo e alternando i canali per selezionare la parete del solco più silenziosa. Ok, in teoria è un'ottima cosa, ma come si può realizzare questa impresa in pratica con apparecchiature analogiche convenzionali, almeno a livello consumer? Come componente digitale, il Waxwing ci offre finalmente una soluzione pratica. In modalità "super mono", campiona e confronta le due pareti centinaia di volte al secondo, optando ogni volta per la versione più silenziosa. Missione compiuta, come si dice? Beh, non così in fretta. Dopo aver sperimentato un po', ho scoperto che il super mono può migliorare i risultati di riproduzione, ma in generale il miglioramento è piuttosto modesto, non quella differenza netta che i sostenitori della selezione della parete del solco hanno a lungo vantato. Vale la pena averlo, quindi, ma non è necessariamente un motivo valido per acquistare un Waxwing.
A dire il vero, il super mono può effettivamente essere controproducente. Applicato a un trasferimento a un LP dell'era stereo da un 78 giri, il super mono (insieme a un'opzione di riduzione del rumore chiamata "magic") produceva un suono pieno di artefatti/distorsioni digitali. Ho riprovato con il Waxwing impostato per il semplice vecchio mono e ha funzionato bene. Ipotesi: il selettore del lato del solco "super mono" funziona bene con il mono vero e proprio, ovvero con il taglio laterale, ma non necessariamente con registrazioni mono, anche quelle antiche, effettuate con un incisione stereo moderna dei solchi (col sistema) 45/45.
Con mia sorpresa, la selezione della "modalità" che ha fatto una differenza davvero significativa per alcuni dischi è un ritorno ai componenti mainstream di molto tempo fa: un selettore per un segnale mono ottenuto solo dal canale sinistro o solo dal canale destro. Il mio primissimo amplificatore stereo, un vecchio Kenwood KR-77 di fine anni '60 che acquistai da studente universitario indigente intorno al 1980, aveva quella funzionalità, sebbene nel tape monitor e non nella sezione phono, e credo che molti componenti di quell'epoca facessero lo stesso, ma è stato al massimo una rarità nelle apparecchiature più moderne. Facciamo un salto in avanti fino a oggi e al Waxwing. Tra le mie registrazioni preferite degli anni '30 c'è quella di Serge Koussevitzky che dirige la Boston Symphony Orchestra nella Sinfonia n. 102 di Haydn, pubblicata negli Stati Uniti come Victor set M 529, ma la mia copia ha sempre suonato un po' distorta, indipendentemente dallo stilo che usavo. Sperimentando con il Waxwing, ho scoperto che il super mono non faceva molto per ripulire il suono, ma selezionando il mono solo per il canale destro sicuramente sì: tutti, o quasi tutti, i disturbi sembravano essere confinati al canale sinistro. Con il solo canale destro, la riproduzione era pulita quanto si potesse desiderare dai 78 giri degli anni '30. In seguito, ho provato il set Victor 237, con Piero Coppola alla guida dell'Orchestra del Conservatorio di Parigi nella Terza Sinfonia di Schumann. Qui, il super mono ha prodotto risultati molto buoni, silenziosi e puliti, fatta eccezione per il movimento "cattedrale", che era notevolmente più rumoroso e presentava una certa distorsione. Dopo qualche esperimento, ho scoperto che passando al mono, il canale destro eliminava solo la distorsione di quel lato, sebbene, prevedibilmente, non facesse nulla per ridurre il rumore. Di nuovo, ipotesi: danni irregolari ai solchi dovuti alla riproduzione all'inizio della vita del set con puntine in acciaio o di altro tipo dannose su un giradischi senza compensazione antiskating.
Il controllo "fase" offre quattro impostazioni, una delle quali merita un approfondimento. "Null" è una funzione fantastica per chi colleziona dischi a taglio verticale. Chi non ha familiarità con il taglio verticale e laterale e desidera approfondire l'argomento può leggere un articolo che ho scritto per TNT diversi anni fa. In poche parole, durante l'era acustica e appena entrati nell'era elettrica, la maggior parte dei dischi veniva incisa con un solco che modulava da un lato all'altro ("taglio laterale"), ma alcuni produttori utilizzavano un solco che modulava verso l'alto e verso il basso ("taglio verticale", noto anche come "hill-and-dale"). Il taglio laterale è ciò che oggi chiamiamo "mono". Sebbene entrambi i tipi fossero registrazioni monofoniche. I principali esponenti dei solchi a taglio verticale sui dischi furono Edison e il colosso francese della registrazione Pathé Frères; ognuno richiedeva per i suoi dischi uno stilo con pietra speciale e incompatibile con i concorrenti : diamante per Edison e zaffiro per Pathé. Altre aziende che adottarono il taglio verticale per un periodo più o meno lungo copiarono il profilo del solco Pathé o si affidarono alle stesse puntine in acciaio monouso universali per i dischi a taglio laterale. Pertanto, i dischi a taglio verticale traggono vantaggio dalla disponibilità di stili di diverse dimensioni, proprio come i dischi a taglio laterale.
Riprodurre un disco a taglio laterale in "mono" elimina la componente verticale di un segnale stereo e con essa una quantità significativa di rumore di superficie. Riprodurre un disco a taglio verticale in questo modo, tuttavia, eliminerà il segnale musicale e non produrrà altro che rumore di superficie. Il modo più comune per risolvere questo dilemma è cablare male una seconda testina invertendo i cavi di fase e di massa di un canale; selezionando "mono" si otterrà quindi un segnale a taglio verticale. L'impostazione Null del Waxwing ottiene lo stesso risultato senza dover ricablare. Quindi, è una manna per chi ha una sola testina per tutti i dischi, LP e 78 giri, e semplifica la sostituzione degli stili per tenere conto dei diversi solchi Edison, Pathé e Needle Cut per chi ha una collezione di stili di varie dimensioni e preferisce tenere ogni stilo montato su una propria testina separata in un portatestina dedicato.
Come avrete ormai capito, credo che il Waxwing rubi gran parte della scena al Graham Slee Jazz Club per i dischi registrati elettricamente. Tuttavia, non sostituisce in alcun modo il Graham Slee Accession per i dischi acustici, quelli registrati con il metodo meccanico originale a tromba e diaframma. Come ho ampiamente discusso nella mia recensione citata sopra, considero l'Accession IL preamplificatore per questo tipo di dischi, poiché include un'impostazione "true flat" che compensa in modo unico l'aumento di uscita delle testine magnetiche con la frequenza. D'altra parte, con curve di equalizzazione preimpostate limitate e specifiche per gli LP, non è la scelta migliore per i 78 giri registrati elettricamente. All'epoca, osservai: "Osiamo sperare in qualcosa di simile a una 'Jazz-cession' un giorno, un preamplificatore che incorpori sia l'opzione 'true flat' dell'Accession per i dischi acustici sia la flessibilità del Jazz Club per quelli elettrici? Sarebbe una soluzione da sogno per i dischi di ogni epoca". Graham Slee non ha mai proposto nulla del genere, ma con qualche piccolo ritocco si può combinare un Waxwing e un Accession per ottenere un risultato simile. Il mio approccio consiste nel collegare tutto tramite una patch bay, mostrata qui configurata per dischi acustici a taglio verticale, l'iterazione più complessa. Non è mostrato un ponticello tra i morsetti di massa del Waxwing e dell'Accession, che ho trovato necessario per eliminare un debolissimo ronzio di massa.
L'uscita del giradischi va prima all'Accession, che applica l'equalizzazione "true flat". Da lì passa al Waxwing, che applica la fase "Null" per ottenere un taglio verticale mono. Da lì, passa all'amplificatore. Due importanti regolazioni, che operano in armonia, sono (1) abbassare molto l'uscita dell'Accession per evitare di sovraccaricare gli ingressi del Waxwing e (2) impostare l'equalizzazione del Waxwing su "line in" per neutralizzare qualsiasi equalizzazione sul Waxwing, lasciando gli effetti di offset della testina true flat dell'Accession come unica equalizzazione applicata. L'impostazione "line in" è ciò che rende possibile questa soluzione, e la sua assenza nel Jazz Club è il motivo per cui nulla del genere era possibile prima.
La riproduzione di altri tipi di dischi è più semplice. Per le registrazioni acustiche laterali, l'uscita del giradischi va all'Accession impostato su true flat, e l'uscita dell'Accession va direttamente all'amplificatore. La sua uscita dovrebbe essere impostata su un livello adeguatamente alto, e il Waxwing viene completamente escluso dalla catena. Per i 78 giri elettrici, l'Accession viene completamente escluso dalla catena, con l'uscita del giradischi che va direttamente al Waxwing e da lì all'amplificatore. In questo caso, l'impostazione di fase del Waxwing sarà "normal" per i dischi con taglio laterale e "Null" per i dischi con taglio laterale. In quei rari casi, principalmente alcuni Pathé di transizione e i dischi in diamante di Edison degli ultimi anni, in cui un disco elettrico è inciso verticalmente; la sua modalità sarà una delle varianti del mono e la sua equalizzazione sarà una delle preimpostazioni del 78 o un'impostazione personalizzata creata dall'utente. Per gli LP, l'utente può scegliere tra l'Accession o il Waxwing, escludendo l'altro dalla catena; il Waxwing potrebbe essere una scelta migliore per i primi LP, data la sua più ampia gamma di opzioni di curve di equalizzazione specifiche per LP, ma ovviamente l'equalizzazione non è una base su cui scegliere per coloro che seguiranno l'adozione universale della curva RIAA.
Il Parks Waxwing offre un'enorme flessibilità a chi ne ha bisogno per riprodurre i primi dischi elettrici. Pur riconoscendo brevemente il proverbiale elefante nella stanza, tuttavia, va detto che il Waxwing non piacerà a chi è allergico allo stato solido in generale o alla tecnologia digitale in particolare, e sarà probabilmente un anatema per coloro che preferiscono solo le valvole. In effetti, quando il Waxwing è stato annunciato, ho letto numerosi post nei forum di discussione in cui i membri più accaniti di quelle fazioni, ripensando al Budgie a valvole, gridavano "pollo" - ehm, "folle" - in termini che possono essere descritti solo come accuse di tradimento. Beh, per chi ama le valvole, suppongo che l'unica soluzione sia ricorrere al mercato delle apparecchiature vintage; il Waxwing ha un'impostazione nel suo menu "FX" che afferma di emulare il suono valvolare, ma in qualche modo dubito che questo conquisterà molti veri sostenitori. Per i digifobi che tuttavia accettano lo stato solido, continuerei a consigliare il Graham Slee Jazz Club e il Revelation, che, se non versatili come il Waxwing, coprono comunque le necessità di base con sicurezza e rimangono gli stessi eccellenti e collaudati componenti di sempre. Per quanto riguarda le registrazioni acustiche, a mio parere il Graham Slee Accession rimane l'unica opzione in circolazione.
Per coloro che sono disposti a provare un nuovo modo di riprodurre registrazioni elettriche vintage, d'altra parte, il Waxwing offre, a circa la metà del prezzo di un Jazz Club, una versatilità ben oltre quella che è stata facilmente accessibile al collezionista privato. Sono rimasto colpito dalla cura con cui è stato progettato e dal modo accurato in cui soddisfa le molteplici esigenze dei dischi vintage. In particolare, considerando che la stragrande maggioranza di queste sono registrazioni acustiche, l'impostazione di fase Null è di grande aiuto per i dischi a taglio verticale, e la capacità del Waxwing di fornire segnali di linea non equalizzati ne facilita l'abbinamento con altri preamplificatori supplementari, se necessario. La possibilità di derivare un segnale mono da un canale è una preziosa aggiunta al nostro arsenale di strumenti per la riproduzione di dischi a 78 giri, sia per dischi acustici che per quelli elettrici. Per questi ultimi, la gamma di curve di equalizzazione personalizzabili è ampia. Le apparecchiature destinate al mercato audiofilo generico raramente prestano attenzione, anche solo a parole, ai problemi dei vecchi dischi, ma la Parks li ha praticamente centrati a un livello che dubito vedremo migliorare presto, se non mai, in un componente destinato al mercato audio generico. Con uno sguardo affettuoso e sentimentale al Jazz Club che mi ha servito così bene per così tanto tempo, quindi, una calda raccomandazione per il Waxwing da parte di questo scrittore passatista.
[2] - Oltre al Jazz Club e al Revelation, altri dispositivi per l'equalizzazione dei dischi d'epoca sono comparsi e scomparsi nel corso del periodo, ma tendevano a essere prodotti specialistici d'archivio molto più costosi, senza distribuzione generale, molto probabilmente solo mono, oppure aggiunte a livello hobbistico. Un esempio ben noto di quest'ultimo tipo applica un'equalizzazione aggiuntiva all'uscita RIAA di un preamplificatore phono convenzionale, una soluzione praticabile ma tutt'altro che "audiofila". Nessun altro ha mai replicato ciò che l'Accession può fare per le registrazioni acustiche.
[3] - Aggiornamento: nel periodo intercorso tra la stesura di questo articolo e la sua pubblicazione, durante il quale TNT-Audio si è presa la sua annuale pausa estiva, Parks ha rilasciato versioni beta di applicazioni di controllo aggiornate per Apple e Android. Il riepilogo più recente delle revisioni, in genere estensioni e correzioni di bug per funzionalità esistenti, ma alcune specificamente pertinenti ai collezionisti di dischi a 78 giri, può essere consultato qui.
DISCLAIMER. TNT-Audio non è né un negozio, né un azienda HiFi, né un laboratorio di riparazione di componenti HiFi. Non vendiamo nulla. È una rivista di divulgazione tecnico-scientifica 100% indipendente che non accetta pubblicità, banner o richiede abbonamenti e registrazioni a pagamento ai propri lettori. Potete sostenere la nostra indipendenza tramite una piccola e volontaria donazione PayPal. Dopo la pubblicazione di una recensione, gli autori non trattengono per sé i componenti in prova, se non per una valutazione a lungo termine che includa il confronto con prodotti simili in prova a breve distanza di tempo. Di conseguenza, tutti i contenuti delle recensioni sono prodotti senza alcuna influenza né editoriale né pubblicitaria. Le recensioni, positive o negative, riflettono le opinioni indipendenti degli autori. TNT-Audio pubblica eventuali repliche delle Aziende, condizionatamente al diritto di controreplica dell'autore stesso.
© Copyright 2025 David Hoehl - drh@tnt-audio.com - www.tnt-audio.com
[ Home TNT-Audio | Redazione & Editoriali | FAQ | HiFi Shows | Ampli | Diffusori | Sorgenti | Autocostruzione & Modifiche | Inter.Viste ]