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Preamplificatore Anatek CM 0.5 & finali mono MB50

Prodotto: Preamplificatore stereo CM 0.5 & finali mono MB50
Produttore: Anatek Acoustics - UK
Costo: preampli 1450 - finali 2650 (la coppia)
Recensore: Maarten van Casteren - TNT UK
Data di pubblicazione: Settembre 2007
Traduzione: Roberto Di Paola

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Introduzione

La mia prima recensione pubblicata da TNT-Audio - oramai vecchia di circa due anni - fu quella dell'ampli integrato Anatek A50. Quell'apparecchio mi piacque tanto che scrissi un articolo su di esso, e ciò fece di me un recensore. Come potete immaginare, il mio interesse per le elettroniche Anatek di fascia più alta era grande, e tale interesse ha prodotto questa recensione.

Anatek Acoustics (precedentemente conosciuta come Anatek Audio) è una piccola azienda inglese con sede a Worthing nell'Inghilterra meridionale. L'A50 era il loro primo apparecchio, ed aveva ricevuto molte recensioni positive oltre alla mia. Quell'ampli è basato su di un circuito brevettato che combina il funzionamento in classe A (ad assorbimento continuo) con un'alta efficienza, pertanto, in funzione, l'ampli scalda come un classe AB; nonostante ciò, il suono è quello di un vero classe A. Mi ha impressionato, possiedo tuttora il mio A50 e lo utilizzo con soddisfazione. L'ho modificato perché sono un inguaribile tweaker e perché l'ampli aveva qualche punto debole. Il problema principale era costituito dal suo scadente potenziometro, e l'ho sostituito con un attenuatore a passi Dact CT2 piuttosto buono. L'intervento ha apportato alcuni miglioramenti, ed ancora di più la mia seconda modifica: ho rimpiazzato i condensatori d'ingresso con dei ClarityCap SA.

Comunque, il tweaking sarà pure divertente, ma bisogna ammettere che è rischioso e richiede un certo impegno in ogni senso - ecco da cosa deriva il mio interesse, in particolare, per i finali MB50. Questi sono costruiti attorno al medesimo circuito dell'A50, ma sono stati realizzati con componenti di alta qualità. Naturalmente, questo ha il suo prezzo: uno solo dei finali costa pressappoco quanto l'A50, e ciò significa che per acquistare i due monofonici dovrete spendere più del doppio, e dovete comprare anche un preampli... La potenza erogata su 8 Ohm è la stessa dell'integrato, mentre su 4 Ohm questi finali erogano qualche Watt in più.

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Il preampli è passivo, ed ha un piccolo alimentatore esterno che serve a fornire energia ai suoi componenti telecomandati. Gli oggetti di questa prova costituiscono, di fatto, una versione in tre telai dell'A50: anche quest'ultimo ha uno stadio pre passivo. I tre contenitori hanno dimensioni identiche e sono ben fatti - insieme fanno certamente una bella impressione.
Le vostre sorgenti dovranno lavorare su un carico da 10 kOhm poiché questa è l'impedenza d'ingresso offerta dal pre. La maggior parte delle sorgenti degne di questo nome non avrà problemi, ma alcune di esse suoneranno meglio se interfacciate con un carico più alto. Come sempre, con i pre passivi bisogna evitare lunghi cavi di interconnessione tra essi ed i finali; i migliori risultati si otterranno con cavi corti a bassa capacità. Io ho utilizzato 60 cm di Shark in argento puro semibilanciati fatti in casa e terminati con connettori WBT Nextgen.

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Sotto il cofano degli MB50, la componentistica è al di sopra di ogni sospetto ed anche l'assemblaggio è al top. Il trasformatore è un bel toroidale identico a quello visto nell'integrato stereo, il che si traduce in un dimensionamento effettivamente raddoppiato. I condensatori d'alimentazione sono dei grossi Nichicon 'Gold Tune' da 10.000 uF ognuno. Un'alimentazione più vigorosa si traduce in maggiore potenza d'uscita: mentre l'A50 dà 70 watt su un carico di 4 ohm, sullo stesso carico, gli MB50 ne erogano 100 - esattamente il doppio rispetto a quanto offrono su 8 Ohm. I condensatori d'ingresso sono i ClarityCap SA, proprio quelli che ho installato sul mio A50. In tutta onestà, non saprei proprio cosa potrei modificare in questi finali. In aggiunta, essi hanno lo stesso circuito di protezione presente nell'integrato, che promette di prevenire danni in caso di cortocircuito o sovraccarico, senza intaccare la qualità del suono.

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Il pre è anch'esso ben realizzato, sebbene non ci sia molto di più di un piccolo PCB ed un controllo del volume; l'unico altro componente presente al suo interno è il selettore per gli ingressi. Il pannello posteriore del pre e dei finali ospita connettori WBT Nextgen. Il pre ha 6 ingressi linea - due di essi adottano questi socket mentre gli altri quattro impiegano dei WBT "normali", anche questi ultimi di buona qualità. Ho utilizzato cavi terminati con connettori Nextgen, tuttavia, non sono stato capace di identificare nessuna differenza significativa tra gli ingressi - Per me, suonano tutti ugualmente bene. Il controllo del volume del preampli è affidato ad un potenziometro motorizzato (che sembra essere di alta qualità) con bilanciamento dei canali, il quale dovrebbe eguagliare un attenuatore a passi. Effettivamente non ho riscontrato alcun problema, nemmeno a volume molto basso. Il telecomando che è arrivato con l'esemplare in prova è uno di quelli standard buoni per tutti gli apparecchi. Adesso è stato sostituito con un'unità dedicata (visibile nella foto), ma sia l'uno che l'altro hanno un aspetto decisamente dimesso; per questo prezzo mi sarei aspettato qualcosa di più elegante.

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Purtroppo, uno dei finali è arrivato guasto, e quando mi è stata sostituita l'intera combinazione, il nuovo preampli non rispondeva al telecomando. Fortunatamente, Martyn Hook di Anatek è molto gentile e di grande aiuto, quindi, nel caso in cui foste sfortunati come me, sono certo che eventuali problemi saranno risolti rapidamente. Non mi sono interessato molto al telecomando ed ho usato il preampli senza di esso - nessuna sofferenza per quanto mi riguarda.

Suono

Al fine di studiare il comportamento di ambedue i componenti separatamente, in primo luogo ho inserito i finali nel mio sistema. Questi hanno sostituito il mio Electrocompaniet ECI-2 modificato che uso come finale e che mi piace molto. In ogni caso, la differenza è stata immediatamente evidente e tutt'altro che insignificante. Rispetto all'Electrocompaniet, gli MB50 suonano molto profondi e precisi. Anche se l'ECI-2 suona più grande di quanto ci si aspetterebbe da un ampli da 50 Watt qual è, i finali Anatek hanno un maggiore controllo sui driver e, benché non possano suonare più forte, sembrano esprimere maggiore potenza. Inoltre hanno lo stesso carattere dell'A50, e ciò dà una grande vitalità alla musica - più che dalla riproduzione, la vostra attenzione sarà catturata dall'esecuzione.

Successivamente, ho confrontato questi finali con il mio integrato Anatek e quest'ultimo suonava senza dubbio più esile e leggero. Se dovessi usare una parola per descrivere le qualità degli MB50, questa sarebbe senz'altro "autorità". Tengono sempre tutto sotto controllo e non sembrano mai in difficoltà, qualunque sia il programma musicale che devono gestire. L'A50 ha una chiarezza ed una focalizzazione simile a quella dei suoi parenti più nobili, ma questi hanno davvero una marcia in più. In definitiva, la combinazione in tre telai è di ben altra classe.

Quando ho inserito il preampli CM 0.5 nel mio impianto al posto del mio pre linea a trasformatori Django non ho notato differenze. So bene che il Django è un preampli eccellente, e questo significa che lo è anche il CM 0.5. Tuttavia, non posso fare a meno di osservare che l'Anatek costa il doppio rispetto al Django - per quel che mi riguarda questo non gli fa onore. Se volete ad ogni costo un pre che si abbini perfettamente ai monofonici Anatek, o se apprezzate particolarmente il telecomando, potreste anche non far caso alla cifra che dovete sborsare... Io, comunque, sono contento del mio Django ed il Cm 0.5 - a prescindere dalle sue grandi qualità audio - non mi ha colpito. Sono tornato al mio preampli dopo diverse settimane di utilizzo del pre Anatek ed anche in questo caso non ho notato grosse differenze tra i due - se non che, forse, il Django suona appena un po' più aperto.

D'altronde, i finali hanno continuato ad impressionarmi. Nell'arco di tempo che ho trascorso con loro, sono passati da qui diversi lettori CD, preamplificatori e diffusori, ma questi MB50 sono sempre rimasti al loro posto ed al servizio dell'impianto. Hanno fornito una prestazione tale da farmi quasi dimenticare della loro presenza. Non è che non si facessero notare: la loro energia era sempre lì, le debolezze erano inezie ed hanno sempre funzionato con qualunque cosa abbia dato loro in pasto, sia hardware che software. Il loro controllo sulla musica consente al messaggio di fluire liberamente, senza che la catena di riproduzione attiri su di sé la vostra attenzione - i diffusori devono semplicemente fare il loro dovere. Uno dei punti di forza degli MB50 è la loro capacità di mettere a fuoco ogni elemento nel "sound stage" alla giusta distanza, e scolpire un'immagine solida qualunque cosa accada. Le voci assumono una presenza ed una localizzazione assolutamente realistiche, e non perdono il loro impatto e potenza neanche quando entra in scena un contrabbasso ben ripreso. Ciò che questi piccoli amplificatori riescono a fare è davvero notevole. E' un po' come montare delle buone sospenzioni su un'auto - maggiore controllo, minori rischi, maggiore divertimento. Aggiungete a quanto già detto una gamma alta molto raffinata, dettagliata e setosa ed avrete un quadro completo del carattere di questi MB50. Vorrei soltanto potermeli permettere...

Ho cercato di prolungare il più possibile il periodo di permanenza dei finali Anatek nel mio sistema; alla fine, tuttavia, è giunto il momento di separarmi da essi e di tornare al mio Electrocompaniet. Non posso dire di essere deluso visto che anch'esso è un ottimo ampli, ma le differenze sono palesi. L'ECI-2 suona un po' più caldo, ma gli manca la precisione e la potenza degli MB50 nella regione delle basse frequenze. Inoltre, l'Electrocompaniet ha una gamma media significativamente più arrotondata, assieme ad una gamma alta più morbida e meno raffinata. Il prezzo da pagare in termini economici è più che giustificato tenuto conto delle differenze prestazionali tra i due prodotti, sebbene per portare a casa i due monofonici qui recensiti si debba sborsare più del doppio rispetto a quanto costerebbe l'Electrocompaniet. Devo aggiungere che lo stesso discorso vale se confrontiamo i finali con l'integrato A50. Per quanto il piccolo di casa Anatek suoni bene, gli MB50 sono indubbiamente superiori in tutto.

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Conclusioni

Per quanto concerne il preamplificatore, sarò breve: anche se la qualità del suono è decisamente alta, io penso che costi troppo per quel che dà. Sul mercato ci sono preamplificatori passivi che suonano altrettanto bene e costano decisamente meno - il Django è solo un esempio. I finali sono tutt'altra cosa: non sono certo a buon mercato, ma secondo me valgono i soldi che costano fino all'ultimo centesimo. In qualunque contesto di impianto essi sono capaci di dare sempre il meglio - vi trasportano nell'esecuzione senza che la vostra attenzione si concentri su di loro. Se avete bisogno di più potenza chiaramente non faranno per voi, ma se 50 Watt vi bastassero, allora questa coppia di finali sono probabilmente quello che state cercando, in questa fascia di prezzo...

Copyright 2007 Maarten van Casteren - www.tnt-audio.com

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