Consulenza HiFi - Lettere alla Redazione di TNT-Audio

Settimana 27/9/2025 - 4/10/2025

Voi siete qui > Home > Rubrica della Posta > Lettere della settimana

ATTENZIONE!!! Leggere prima le ISTRUZIONI PER L'USO | Leggete le FAQ per le domande più generali
I volumi della posta precedente

[Trovaci su Facebook!]

  1. In lode di Luca
  2. Spotify lossless
  3. Toh, chi si rivede! Il piccoletto si fa un bagno...turco!
  4. Necessità di più ingressi
  5. Ritorno ai minidiffusori
  6. Re: Bi-wiring + bi amping
  7. Sostituzione amplificatore non più funzionante
  8. Preamplificatore a stato solido
  9. Trattamento digitale del segnale
  10. Ho visto anche degli audiofili felici

In lode di Luca
Ho appena finito di leggere il
report delle mostra High End 2025 di Monaco con un paragrafo dedicato a Luca Chiomenti e la sua Riviera. Dal progetto di Luca ho ancora a casa il mitico “Lo Scherzo” di cui avevo costruito mille anni fa due esemplari, uno per me e l'altro per un mio amico che ora lavora in Olanda. Entrambi sono ancora in uso. Il mio l'ho recentemente collegato ad un paio di Klipsch RF 82 e devo dire che l'insieme suona ancora molto bene. Accoppiato con paio di diffusori efficienti anche 1,5 W risultano sufficienti per un ascolto domestico tranquillo.
Se possibile vorrei far arrivare un saluto a Luca, peccato che le sue creazioni siano ora in un ambito precluso a noi comuni mortali, ma capisco che sia probabilmente l'unica maniera per sopravvivere per piccole realtà.
Bruno - E-mail: briccola5 (at) alice.it

LC
Caro Bruno,
non so se Luca abbia il tempo e la voglia di leggere TNT-Audio e di conseguenza questo tuo ringraziamento, magari puoi provare a scrivergli direttamente alla sua mail aziendale presso Riviera Labs. Il suo Lo Scherzo ha in effetti ispirato tanti autocostruttori, senza dimenticare che da lì è partito anche il nostro piccolo progetto L'Insulto, un ampli DIY a valvole di bassa potenza realizzato con componentistica di fortuna e che ha dimostrato a molti che non servono millemila watt per ascoltare bene, se i diffusori sono ragionevolmente sensibili. Ancora oggi, purtroppo, tanti audiofili non si rendono conto che 1 watt di potenza è veramente tantissimo, su diffusori dai 90 dB in su, anche perché ormai in appartamento/condominio è estremamente difficile superare gli 80/85 dB di picco. La maggior parte delle volte si ascolta con frazioni di watt, non con centinaia, facciamocene una ragione. Per quanto riguarda il nuovo ambito professionale di Luca Chiomenti, onore a lui per essere riuscito a ritagliarsi un posto nell'Olimpo esclusivo dell'high-end ultra-costosa. Non era un compito facile. Come dico sempre, è più facile vendere un paio di apparecchi all'anno da 50/100.000€ anziché venderne centinaia da 1000€, ma non tutti ci riescono.
Grazie per il feedback,
Lucio Cadeddu

Spotify lossless
Buongiorno direttore,
le scrivo per avere un suo parere sulla nuovissima introduzione del lossless da parte di Spotify, motivo per il quale fino ad adesso non avevo preso in considerazione il servizio e mi ero rivolto ad altro (al momento ho un abbonamento ad Amazon Music). Dalle informazioni che sono riuscito a trovare Spotify offre al massimo la qualità 24-bit/44,1 kHz FLAC mentre Amazon Music parte da 44,1 kHz fino a 192 Khz sempre a 24-bit FLAC.
Al momento ho un abbonamento con Amazon fino a maggio del prossimo anno, ma passare a Spotify mi ha sempre tentato per la miglior applicazione per smartphone, catalogo più vario e riferimento per la musica liquida. Le chiedo quindi se posso tranquillamente fare questo passaggio o se avrò perdita di qualità? In rete ci sono moltissime opinioni, quasi sempre contrastanti, mentre la sua opinione negli anni è sempre stata la più oggettiva e precisa che potessi trovare (il mio attuale impianto mi è stato consigliato in toto da lei e ancora oggi la ringrazio per questo, rapporto qualità prezzo imbattibile).
La ringrazio anticipatamente.
Saluti,
Marco - E-mail: marco.casarin1985 (at) gmail.com

LC
Caro Marco,
non ho ascoltato la versione lossless di Spotify ma dubito ci siano grandi differenze con il piano lossless di Amazon Music. Le soluzioni teoricamente migliori sono Qobuz e Tidal, senza contare che per Spotify entra in gioco un fattore etico non trascurabile, visto che questo gigante è inviso agli artisti per le ridottissime remunerazioni che ne ricevono. Se non l'hai visto, ti consiglio la serie Netflix dal titolo “The Playlist” che racconta in maniera spietata la nascita, l'evoluzione/involuzione e le polemiche nate intorno al gigante Spotify. Non solo, ma tanti artisti stanno rimuovendo la propria musica da Spotify (di recente, anche i Massive Attack) perché Daniel Ek, il fondatore di Spotify, ha investito 600 milioni di euro in una startup di tecnologia militare, realizzando così il più grande round di finanziamento per la società tedesca Helsing (vedi i dettagli nell'
editoriale di questo mese). Inoltre, sempre dal punto di vista etico, anche Amazon lascia un po' il tempo che trova (appena meglio di Spotify, dal punto di vista delle remunerazioni). Per capirci, qui puoi trovare una tabella comparativa di quanti centesimi di dollaro (per stream) vengano riconosciuti agli artisti dalle varie piattaforme. La migliore è Qobuz (che non compare in questa tabella), poi Tidal, mentre Spotify è tra le peggiori. Per me questo aspetto ha un peso molto elevato, molto più dei kHz di risoluzione (tipicamente inudibili) e i bit di risoluzione (altrettanto inudibili). Infatti, sei sicuro di riuscire a percepire differenze tra un CD a 16/44 e uno stream a 24/192? È difficile persino riconoscere un buon MP3 da un 16/44, credimi. Servono un impianto sofisticato e un paio di orecchie allenate a percepire piccolissime differenze. Tra l'altro, non sempre i file ad alta risoluzione suonano meglio degli originali 16/44, perché spesso sono manipolati pesantemente e/o rimasterizzati male. In definitiva, fossi in te sceglierei il servizio più etico, perché dal punto di vista qualitativo, credimi, è come discutere del sesso degli angeli.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Toh, chi si rivede! Il piccoletto si fa un bagno...turco!
Caro Direttore,
stavo cercando per un cliente delle soluzioni per un bagno turco in casa e spulciando il web mi sono ritrovato il nostro beneamato NobSound. Il piccoletto è a servizio di due speakers da "incassare sotto i sedili" con tanti saluti al real stereo. Anche questa volta tralascio il prezzo di amplificatore e casse per pudicizia. In ogni caso farà bella figura in quei pochissimi metri quadrati dove suonerà.
Cordialmente. Mauro - E-mail riservato

[Nobsound in bagno]

LC
Caro Mauro,
il piccolo amplificatore
Nobsound da noi recensito nell'ormai lontano 2019 (!!!) continua a far parlare di sé e la cosa non mi sorprende: costava pochissimo, suonava bene ed era pure minuscolo e carino a vedersi, essendo disponibile in diversi colori. Chissà se sopravviverà all'umidità di un bagno turco però! Non è a tenuta stagna, quindi non prevedo niente di buono, sul lungo periodo. Comunque sia, ottima soluzione minimale!
Grazie per il feedback!
Lucio Cadeddu

Necessità di più ingressi
Caro direttore, mi associo al gruppo dei convertiti al
Fosi V3. Ho approfittato della pausa estiva per provarlo, mi ha convinto al volo, ho atteso un mese di ascolti prolungati per tornare all'ampli precedente, ma alla fine preferisco rinunciare a un po' di ampiezza della scena fornita dall'Opera Aida a vantaggio di timbro e pulizia del suono. Si alza il volume, e poi ancora e tutto resta in ordine, niente rimbombi e orecchie che non si stancano. Ne ho pure preso un altro, per la TV, mandando nel cassetto lo Schyte Kama Bay che avevi consigliato un sacco di tempo fa (comunque funziona ancora). Però ti scrivo per un altro motivo. La settimana scorsa consigliavi il pre passivo Tisbury Audio in combinazione con i Fosi Mono. Pensi che potrebbe essere utile anche con il V3?
L'impianto si compone di lettore multiformato Pioneer (uscita a valvole Labtek) streamer Allo Digione, ampli cuffie Docet, Musical Fidelity V Dac II, diffusori Hawthorne Silver Iris. Il lettore attualmente è collegato in ottico al dac esterno, ma così non posso sfruttare il suo dac interno. Al momento mi arrangio con un cavo sdoppiato che dal dac va al Fosi e al Docet (per ascoltare lo streamer in cuffia; il Docet ha un secondo ingresso a cui collego l'uscita "valvolata" del Cd).
Forse le connessioni del Tisbury possono semplificare la gestione del sistema, ma data la mia ignoranza non saprei come impostare le due uscite del pre, sia come modalità (variabile, loop, spento), che come attenuazione.
Grazie in anticipo per eventuali consigli, grazie mille per tutto il lavoro svolto in questi lunghi anni.
Luca - E-mail: lcznrd6 (at) gmail.com

LC
Caro Luca,
vedo con piacere che gli audiofili che hanno il coraggio di ascoltare e decidere secondo le proprie orecchie...aumentano! Credimi, non è facile ammettere che un giocattolino del genere possa sostituire amplificatori di ben altro impegno, serve una mente libera da pregiudizi, dotazione rarissima nella comunità audiofila. Quindi complimenti a te per la flessibilità! Venendo al problema relativo alle extra connessioni delle quali sembri aver necessità, di sicuro il pre Tisbury potrebbe risolvere. Basterebbe mettere al massimo il volume del V3 oppure estirparne del tutto il controllo del volume, come sapientemente spiegato dal nostro Matteo Bruni nella sua sessione di upgrade per il piccolo Fosi. Il potenziometro del V3 non è gran cosa, di sicuro è meglio far attraversare il segnale per mezzo di quello ottimo del pre passivo Tisbury. In questo caso il setting dei microswitch del Tisbury è quello di default, cioè variabile. In tutta sincerità, mi piacerebbe vedere un Fosi V3 con almeno 2/3 ingressi (e nient'altro!), chissà che non sia uno degli innumerevoli nuovi progetti della iper-prolifica azienda cinese.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Ritorno ai minidiffusori
Ciao mitico Lucio, come stai? Ti scrivo per un tuo illuminante parere. Vorrei tornare a dei minidiffusori, la stanza è di 14 mq, attualmente uso un Unison Research Simply Two che pilota due Linn Kaber, che non venderei. Con un budget di 1000/1500 euro e la necessità di mantenere aderenti alla parete posteriore, cosa suggerisci?
Grazie per sopportare le mie, non solo mie, paranoie.
Dino - E-mail: marcugliadino (at) gmail.com

LC
Caro Dino,
se ti piace il suono delle Kaber, io non mi allontanerei troppo da questa impostazione. Credo che una coppia di vecchie Linn Katan o di nuove Majik 109 possa risolvere il tuo problema. Come da tradizione del marchio scozzese, si tratta di diffusori che non disdegnano la vicinanza della parete posteriore. In alternativa, valuta anche qualche modello Rega, tipo Kyte o RX1. Un po' di spazio per cavi e connettori servirà comunque, ma secondo me 5/10 cm di distanza non dovrebbero essere un problema. Non mi è chiarissimo l'utilizzo, visto che intendi tenere anche le Kaber, ma qualora intendessi tenerle tutte nello stesso ambiente ricordati che Ivor Tiefenbrun, fondatore e deus-ex-machina della Linn fino a poco tempo fa, non ti rivolgerà più la parola, visto che era uno strenuo sostenitore del single speaker sound :-)
Spero di essere stato utile,
Lucio Cadeddu

Re: Bi-wiring + bi amping
Buonasera,
in merito alle sue
indicazioni, le confermo che i cavi sono correttamente collegati e da me cablati (sono un ingegnere ed ex elettricista). La stanza che vede nella foto, quella non è più la disposizione dell'impianto in quanto era un appartamento in affitto. Ora l'impianto è in un soggiorno di circa 50m2, ambiente che devo trattare acusticamente in quanto il riverbero è notevole. Che indicazioni può darmi in merito all'arredamento ottimale per migliorare l'acustica?
La ringrazio,
Samuel - E-mail riservato

LC
Caro Samuel,
se è tutto cablato correttamente non c'è alcuna ragione tecnica (sei ingegnere, lo puoi ben capire) per la quale i diffusori presentino squilibri nella risposta in frequenza con una tipologia di collegamento o con un'altra. L'unico caso in cui un biamping passivo possa alterare la risposta dei diffusori è quando si utilizzano finali diversi per la gamma bassa e quella medio-alta. In questo caso, infatti, potrebbe accadere che i due finali abbiano sensibilità d'ingresso diversa e pertanto, a parità di voltaggio in uscita dal preamplificatore, uno suonerà più forte dell'altro e di conseguenza o la gamma bassa o quella medio-alta risulteranno squilibrate tra loro. Per questo motivo il biamping passivo con finali diversi è rischioso. Con finali identici, ovviamente, ciò non può accadere. Non ho idea di cosa tu possa aver sentito, ma di sicuro non era reale.
Proverei a collegare un solo finale in biwiring classico per vedere che succede. Per quanto riguarda invece l'ambiente, 50mq sono un bello spazio da sonorizzare a dovere, specie se l'impianto non è relegato in una porzione di esso ma deve sonorizzare tutta la cubatura. Intanto comincia a valutare quante superfici riflettenti ci sono: vetrate, finestre e porte-finestre. Se di dimensioni importanti, dovrai prevedere obbligatoriamente dei tendaggi, specie se queste superfici vetrate sono prossime all'area d'ascolto. Anche un tappeto spesso, da mettere tra diffusori e punto d'ascolto, dovrebbe essere previsto. La parete dietro i diffusori sarebbe meglio fosse un po' assorbente, ove possibile (che so, un grande arazzo, quadri in tela senza vetro etc.). Il resto dell'ambiente dovrà prevedere elementi d'arredo assorbenti, come divani e poltrone, e qualcosa che funga ancora da elemento assorbente negli angoli del locale. Senza vedere delle foto o una piantina è difficile essere più preciso di così. In ogni caso l'arredo immagino sarà prima di tutto in funzione dell'utilizzo del locale, che non credo sarà usato solo per ascoltare musica. Quindi bisognerà vedere che margini restino per ottimizzare il tutto in funzione di un'acustica decente.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Sostituzione amplificatore non più funzionante
Gentile direttore,
le scrivo per un consiglio. Il mio integrato Roksan Kandy MkIII, fedele compagno di ascolti per circa vent'anni, mi ha improvvisamente e, purtroppo, irreversibilmente, abbandonato. Con lui componevano l'impianto:

Dovendo sostituire il Roksan, ho pensato di cercarne un altro uguale o, sempre nell'usato, di cercare un diverso amplificatore che, nello stesso range di prezzo di 5-600 euro, mi garantisca almeno la stessa qualità. Le alternative che ho considerato sono: Premesso che:
  1. i miei gusti musicali spaziano da Chopin ai System of a Down, ma ascolto principalmente rock e cantautori italiani anni 70/80;
  2. i 115 Watt per canale del Roksan non sono imprescindibili: le Moda sono un carico piuttosto facile da pilotare, in vent'anni la manopola del volume avrà raggiunto al massimo metà della corsa;
  3. mi occorrono almeno 5 ingressi linea e uno phono MM,
che amplificatore mi consiglia di acquistare? Dal punto di vista timbrico, quelli che ho elencato sono molto diversi dal Kandy? Quale sarebbe da preferire? Ce ne sono altri che potrei considerare, anche di costo lievemente superiore, che mi garantirebbero una migliore qualità senza squilibrare l'impianto?
Grazie del tempo che vorrà dedicarmi.
Gianpiero - E-mail: jump63 (at) libero.it
[Sala d'ascolto]

LC
Caro Giampiero,
un Roksan Kandy usato si trova facilmente intorno ai 700€ per cui, se ti piaceva il tuo, potresti valutare la possibilità di non fare esperimenti rischiosi passando ad altro. Ciò premesso, tra gli amplificatori che hai indicato, le mie preferenze andrebbero verso il Musical Fidelity A3.2, l'Exposure 2010 o il Rega Mira 3. Questi tre amplificatori non dovrebbero discostarsi troppo dal tipo di suono cui sei abituato. Peccato che la necessità di tanti ingressi linea escluda alternative altrettanto valide. Per i watt a disposizione non preoccuparti, i 115 a disposizione del tuo defunto Roksan, realisticamente, non li hai mai utilizzati! Infine, un'osservazione: possibile che il tuo amplificatore non sia riparabile? Si tratta di componenti sostanzialmente semplici, un qualunque tecnico dovrebbe riuscire a sistemarlo senza spenderci una fortuna! Hai provato a chiedere?
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Preamplificatore a stato solido
Caro Lucio,
dopo alcuni anni, ho finalmente riportato in vita le Magneplanar 3.3 nella nuova sala ascolto della mia villetta (50 mq, ma in realtà un unico ambiente di 115 mq che, per ora, non posso separare). Streamer Wimm, DAC Soekris audio autocostruito, pre VTL di David Manley, in alternativa pre a valvole autocostruito con kit di Lampizator o passivo di Khozmo; finale in classe D autocostruito con modulo Infineon (attualmente sto sostituendo alcune resistenze e diodi per sbalzo di tensione), due monofonici Zerozone (attualmente in uso). Infine, dietro le Naim Ovator 400 (acquistate su tuo suggerimento). Sto provvedendo, come potrai vedere, a migliorare l'acustica dell'ambiente con pannelli fonoassorbenti e rifrangenti; a breve tende per le finestre. Veniamo al quesito: avrei la possibilità di acquistare un Naim 282 e alimentatore Flatcap, usato solo in negozio a 3800 euro (ma, credo che a 3000 arriverebbe); vorrei provare un pre a stato solido di buon livello con i finali in classe D. Che ne pensi?
Grazie,
Leandro - E-mail: leandrolioce (at) libero.it

[Sala d'ascolto]

LC
Caro Leandro,
intanto complimenti per la bella sala d'ascolto, pulita e, coi dovuti accorgimenti dei quali hai accennato, quasi certamente ben suonante. È un piacere vedere sale d'ascolto ordinate e dedicate solo alla musica. Certo, coi metri quadri spesso ridotti all'osso nelle abitazioni moderne, ricavarsi uno spazio esclusivo come questo non è alla portata di tutti ma, dopo tante foto di impianti sacrificati in installazioni improbabili, questo è veramente un bel vedere! La tua idea di un buon pre a stato solido mi trova d'accordo, immagino il desiderio sia quella di sperimentare (e giocare, perché no?), visto che pre a valvole e passivo di buona qualità li hai già provati. Non mi aspetterei rivoluzioni, ma qualcosa dovrebbe cambiare con l'inserimento del buon pre Naim a monte degli ZeroZone. Prova e tienimi aggiornato! Mi aspetto anche un tuo giudizio sul confronto tra le Naim Ovator e i pannelli Magneplanar. Dovrebbero essere due approcci abbastanza diversi.
Spero di esserti stato utile, tienimi aggiornato!
Lucio Cadeddu

Trattamento digitale del segnale
Spero tu abbia passato delle buone vacanze estive; ora approfitto del tuo rientro per l'ennesima missiva :-)
Meditavo di sottoporti il quesito più avanti nel tempo, ma - complice un avvenimento che ti dirò - mi sono deciso ad avanzartelo ora (anche perché sono in ferie e ho tempo di ragionarci un po').
Mi stavo interessando da qualche tempo ai dispositivi che trattano il segnale acustico in ambito digitale, tipo il DSPeaker, per intenderci; mi piacerebbe però valutare quelli che intervengono lungo tutta la gamma di frequenze però, non solo sui bassi. Ho letto in giro sulla rete, ma sinceramente non ci ho capito moltissimo: ad esempio, il MiniDSP DDRC-24 è ciò che fa al caso mio? Inoltre, non mi è chiaro se questi apparecchi sono pronti all'utilizzo così come sono o se dovrò acquistare il software Dirac a parte.
Il dispositivo andrebbe inserito nel mio impianto: lettore CD Musical Fidelity M2Scd + Rega P3 + pre phono Lehmann Statement + pre Tisbury + finali mono ZeroZone + Larsen 4.3.
Dico ANDREBBE perché - e qui veniamo al motivo che ti menzionavo in apertura di mail - recentemente un finale si è guastato ed è da più di un mese in riparazione. In attesa di capire se è effettivamente aggiustabile, a questo punto meditavo anche sulla possibilità di semplificare la catena e magari acquistare direttamente un amplificatore integrato che abbia già anche la funzione di trattamento ambientale che volevo aggiungere. Inutile dire che ho ancora più confusione in testa. Mi pare che NAD proponga qualcosa del genere, giusto? Cosa consiglieresti? In definitiva, ti chiederei:

Naturalmente, parliamo sempre di eventuali acquisti proporzionati come costo al resto dell'impianto.
Ti ringrazio come sempre per la gentilezza che vorrai usarmi nel rispondere.
Ciao e buon proseguimento
Enrico - E-mail: enrico.maestrello (at) virgilio.it

LC
Caro Enrico,
Dirac Live è ad oggi il sistema più user-friendly e al tempo stesso sofisticato per il trattamento acustico in dominio digitale. Il MiniDSP DDRC-24 è il più piccolo dispositivo ad implementare Dirac 3.x quindi è un'ottima risposta alla soluzione che stai cercando. Ti serve aggiungere un buon microfono, come quello consigliato da loro (+145$, mi pare). Un po' di intervento da parte tua è necessario, perché magari dovrai scegliere tra diverse curve. Tieni conto che, naturalmente, anche il segnale analogico del tuo giradischi sarà processato in digitale (risoluzione 24bit/48kHz) mentre potresti usare l'uscita digitale del tuo lettore CD direttamente in entrata al MiniDSP. L'altra opzione è certamente quella di un amplificatore con Dirac preinstallato, come un integrato NAD. Il tutto forse è un po' più semplice, ma non rinuncerei tanto facilmente al suono degli ZeroZone. Infine un avvertimento: il DSP risolve tanti problemi, ma non è la panacea per tutti i mali: una stanza sbagliata e un'installazione dei diffusori non ideale avrà sempre un impatto sul suono che senti. Cos'è che ti spinge a cercare una soluzione tramite DSP?
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Ho visto anche degli audiofili felici
Buongiorno Direttore, nella mia lettera (Rubrica della Posta
Vol. 1103) le ho chiesto per un upgrade dei miei diffusori Kef Q700, collo di bottiglia del mio impianto stereo, mi ha consigliato ancora in casa Kef o di guardare altrove. Ho appunto guardato altrove ascoltando altre soluzioni e sono riuscito ad alzare il budget disponibile notevolmente così che ho acquistato una coppia nuova di Sonus Faber Lumina V, felicissimo dell'acquisto un grande salto di qualità. Adesso ascolto la mia musica preferita trovando delle sfumature e dei dettagli che le pur oneste Kef non mi davano.
Grazie ancora Direttore per i suoi consigli, cordialmente
Graziano - E-mail: grazianos (at) ik.me

LC
Caro Graziano,
benvenuto quindi tra gli audiofili felici! Le Sonus Faber sono certamente un bel passo avanti, d'altra parte anche il budget è ben altra cosa (più del doppio!). Goditi la tua musica preferita adesso!
Ti auguro buoni ascolti!
Lucio Cadeddu

Suggerimento musicale della settimana

I Nine Inch Nails curano la colonna sonora di TRON: Ares, terzo capitolo del franchise cinematografico TRON. Questa è l'oscura e angosciante As Alive As You Need Me To Be

Archivio! Due nostri lettori - che non finiremo mai di ringraziare - si sono fatti carico di recuperare buona parte dei nostri suggerimenti musicali della settimana e ne hanno realizzato una “TNT-Audio Suggestion” su Spotify e su Tidal

[Donate with Paypal!]

ATTENZIONE!!! Leggere prima le ISTRUZIONI PER L'USO | Leggete le FAQ per le domande più generali

[Trovaci su Facebook!]

Archivio dei volumi di posta precedenti! Potete cercare dentro i volumi della posta precedente con Google nel form sottostante oppure sfogliare volume per volume: dal n°1 (più vecchio) al n°1122 (più recente)]

DISCLAIMER. TNT-Audio non è né un negozio, né un'azienda HiFi, né un laboratorio di riparazione di componenti HiFi. Non vendiamo nulla. è una rivista di divulgazione tecnico-scientifica 100% indipendente che non accetta pubblicità, banner o richiede abbonamenti e registrazioni a pagamento ai propri lettori. Potete sostenere la nostra indipendenza tramite una piccola e volontaria donazione PayPal. Dopo la pubblicazione di una recensione, gli autori non trattengono per sé i componenti in prova, se non per una valutazione a lungo termine che includa il confronto con prodotti simili in prova a breve distanza di tempo. Di conseguenza, tutti i contenuti delle recensioni sono prodotti senza alcuna influenza né editoriale né pubblicitaria. Le recensioni, positive o negative, riflettono le opinioni indipendenti degli autori. TNT-Audio pubblica eventuali repliche delle Aziende, condizionatamente al diritto di controreplica dell'autore stesso.

© Copyright 2025 Lucio Cadeddu - direttore@tnt-audio.com - www.tnt-audio.com