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I volumi della posta precedente
Cultura ed Economia per l'audio fedele e democratico
La provenienza di questi prodotti ci apre uno scenario indistinto e complesso. Le materie prime hanno spesso una fonte incerta ma sono appetibili anche da coloro che, attraverso estetiche abbellite, immetteranno questi prodotti costosissimi e proibiti ai più.
Quello che preme è una disinformazione costante sulla oggettività della bontà di questi prodotti. L' audiofilo medio è costantemente spiazzato da questi livelli di prodotti inarrivabili ma che creano dubbi e incertezze rispetto a quello che possiedono e ascoltano.
Questa variabile è ben conosciuta dalle aziende audio più attente e, oserei dire, più furbe, tanto da proporre prodotti leggermente meno costosi, ma altrettanto appariscenti, per carpire la buona fede dell'audiofilo, che, il più delle volte abbocca con felicità!
L'approccio delle fiere attuali consolida questo stato di cose che, nell'intento di recuperare una fetta di quegli audiofili suggestionati, produce l'effetto inverso di allontanarli dall'alta fedeltà e soprattutto di non creare una sana e costante filiazione. Un'altra favoletta che ricorre in questo periodo è quella di acquistare prodotti di marchi sconosciuti e non adeguatamente pubblicizzati, perché si tratta di piccole aziende che nascono con dei sani progetti e con tecnici di alto livello. Si, si può anche convenire col pensiero della filosofia del progetto e del prodotto fatto a mano, ma a che prezzo e con quali aspettative di durevolezza?
Il rapporto qualità prezzo, ad esempio, tra un amplificatore Yamaha, un giradischi dell'Audiotechnica con una sua buona testina compresa e dei diffusori Q Acoustic, dovrebbe essere almeno il triplo ma, spesso, si riduce ad un doppio se non addirittura a un pari! Quindi cosa ci siamo raccontati fino adesso? Qual è stato l'apporto vero delle riviste audiofile degli anni 70 e 80 che, a parte casi rarissimi, ha dovuto convivere costantemente con il do ut des delle pressanti aziende hifi. Quali insegnamenti reali hanno fornito per approcciarsi ad una sana passione audiofila?
Qualcuno dirà che ognuno è libero di fare le scelte che può in base alla propria capacità economica, e questo è corretto ma non è il punto focale. Alla luce di quello che è accaduto negli ultimi venti anni, qualche ripensamento ci sarebbe pure dovuto essere. Dalla immissioni di nuovi formati andati male, dopo il cd, allo sbandamento delle case discografiche che vedevano diminuire i propri lauti introiti, dopo che cocciutamente avevano sperato in una ripresa lasciando i prezzi inalterati e dopo la timida e inaspettata rinascita del vinile che oggi rappresenta il nuovo affare e, dopo la caduta definitiva del supporto fisico a favore dello streaming, cosa c'era ancora di perverso da inventarsi? Semplice! La vendita porta a porta di strumenti di ascolto hifi in un contesto più piccolo ma altamente redditizio.
Il target non è più l'audiofilo, ma l'architetto e arredatore di interni, la commistione tra estetica e architettura ha segnato un ulteriore tracollo del concetto di hifi puro. Si vede anche nelle locandine patinate dove imperano impianti improbabili con sedute pompose "laterali" rispetto ai diffusori. Non è più necessario predisporre l'ascolto della stereofonia, occorre solo il sottofondo in un ambiente esteticamente bello.
Ma quale filiazione, ma quale etica, quando si fa ancora fatica ad ammettere, ad esempio, che Tannoy ormai è orientale, che molti brand storici sono finiti nelle mani di fondi fiduciari o addirittura di ambienti industriali che producono cibo per gatti e cani! Hifi era una bella parola, e tuttavia, sarebbe ancora possibile rivalutarla o, quantomeno, ridefinirla. In questo panorama variegato e psicotico, e parlando dell'organizzazione complessiva del comparto dell'audio "fedele", oggi è possibile sì, spendere poco e bene per una ascolto vero in hifi a patto però che cambi radicalmente l'approccio comunicativo, organizzativo, economico e anche logistico di coloro che sono in grado di capire e gestire questi intricati connubi produttivi e distributivi, tali da scardinare questa insana tendenza di "targhettizzare" per pochi l'accumulazione di tonnellate di ferraglia costosissima, invece di ghettizzarla. Un cambio di passo effettivo dove cultura ed economia possano trovare terreno fertile su ampi e recettivi strati della popolazione.
Certo che è un'operazione difficile perché deve coinvolgere più soggetti, più attori operanti sul campo, dalla comunicazione, alla produzione, alla distribuzione, al dettaglio e noi stessi.Insomma questo mercato ibrido e contraddittorio potrebbe riappropriarsi di una identità perduta e, lavorando ai fianchi, potrebbe rinvigorire e democratizzare un settore culturale indispensabile e necessario per le nostre comunità.
TNT, da tempo, è una delle poche realtà mondiali che ha inciso e incide tutt'ora su questi temi, con coerenza e lungimiranza, perché cedere di fronte alle prime difficoltà è molto semplice ma, proporre idee brillanti e facilmente decodificabili e che, altresì, hanno il potere di determinare una inversione di tendenza, soprattutto in questo contesto storico, è coraggioso, difficilissimo ma illuminante, una guida irrinunciabile. Aspettiamo gli altri!!
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Streamer autocostruito
Sono stato a lungo dibattuto e tra i tanti accrocchi che ho realizzato, ho pensato di proporre qualcosa di semplice, poco costoso ma a mio parere con un'ottima legacy verso DAC puri con ingresso USB.
Componenti:
Con meno di 150,00 € ho realizzato un transport streamer nato dall'esigenza di continuare ad utilizzare come DAC (direi ottimo) il mio TEAC NT-505 (nativamente privo di connessione WiFi e già sostituito dalla casa madre per una difetto alla NIC che poi si è ripresentato!!!). Da un punto di vista di ergonomia, il tutto risulta di dimensioni contenute, solido e il cabling risulta ben sostenuto (non trascurabile il pulsante on/off).
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Ricerca del Nirvana
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Re: Ricerca recensioni
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Abbiamo sempre amato le contaminazioni tra generi musicali: insolita questa collaborazione tra Rosalía (star della musica latina) e Bjork, nel nuovo album dell'artista spagnola, intitolato Lux, dove è presente questo insolito brano intitolato Berghain
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Strana epoca per gli audiofili. Il web è saturo di persone che sconsigliano o consigliano. Chi si considera esperto, chi si considera tecnico, chi semplicemente sputa la sua verità, chi decreta la morte dell"hifi, chi pontifica la sua rinascita. La realtà è molto più stringente e semplice. Il target attuale è riferito a una popolazione audiofila di alto reddito, per forza, meno prodotti più guadagno.
Un saluto a Te e a tutta la Comuinità TNT.
Mario - E-mail: madetentor (at) gmail.com
Caro Mario,
grazie per il lucido invito alla riflessione e la puntuale analisi della situazione. In questi ultimi tempi leggo discorsi analoghi sulle riviste di un altro settore a me caro, quello delle biciclette. Anche là si è superata la soglia del ridicolo, con biciclette che costano più delle moto o di un'utilitaria. E i prezzi sono di difficilissima - se non impossibile - giustificazione. Anche quello degli orologi soffre dello stesso problema. Un Omega Speedmaster, che qualche anno fa si acquistava sotto i 4000€, oggi è arrivato a 8000€ ed è lo stesso orologio di sempre. I prezzi dei Rolex appaiono persino troppo bassi rispetto ad orologi di nicchia che costano uno o persino due zeri in più di un pur costoso Submariner (versione base sui 10.000€). Sembrerebbe dunque che tutto il mercato delle passioni si stia spostando verso l'alto. Le riviste possono incidere poco su questo riposizionamento del mercato, sono le aziende che decidono, in parte solleticate dalla presenza di nuovi ricchi (sempre più ricchi, tra l'altro) e spinte dalla concorrenza cinese a basso costo dall'altra parte. È chiaro che se un Fosi V3 suona bene quanto un amplificatore che costa 4 volte di più, quest'ultimo non ha motivo di esistere e l'azienda produttrice deve spostarsi su un target più elevato. Si può fare qualcosa? Molto poco, sebbene anche le riviste nostrane, con diversi editoriali recenti, stanno provando a dire che si stia esagerando. Cosa potrà mettere fine a questa deriva suicida? Il mercato stesso! Una volta saturato il segmento dei super-ricchi, e defunti i 60-70enni di oggi, ovvero i veri acquirenti di prodotti HiFi, il giocattolo si romperà. Già diverse aziende operanti nell'high-end stanno conoscendo momenti difficili (e MBL salvata dai cinesi è solo la punta dell'iceberg). Resteranno i cocci, ovvero una fascia budget popolata soltanto da prodotti cinesi, una fascia media praticamente ridotta all'osso e, forse, una fascia per sceicchi. Senza ricambio generazionale, però, alla fine chiudono tutti. È, forse, è un segno dei tempi contro il quale è inutile remare contro. L'audio di qualità non interessa più al consumatore medio, che si accontenta di diffusori Bluetooth, soundbar e cuffiette. Non sarebbe la prima volta che una tipologia di prodotto scompaia letteralmente dal mercato: i navigatori per auto sono scomparsi, le autoradio boccheggiano e così pure gli scooter 50cc. Nei primi dieci mesi del 2025 ne sono stati venduti 12.173, con una diminuzione di oltre il 24% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Per capirci, nel 2000, quando le vendite hanno iniziato a crollare, se ne erano venduti ben 311.836. L'anno dopo 175.543, poco più della metà. Oggi, rispetto al 2000, siamo sotto di oltre il 95%. E infatti non se ne vedono più, i ragazzi acquistano i monopattini e le auto senza patente. Il mondo cambia, le esigenze mutano. Se, forse, riviste, operatori e appassionati avessero spinto di più in una certa direzione (lo dico senza falsa modestia, la nostra, quella dell'audio di buon senso) si sarebbe potuto rallentare il crollo, ma ormai è tardi, i buoi sono scappati dalla stalla, chiudere il recinto ora non serve a niente. E, credimi, il poter dire “noi l'avevamo detto” è una ben magra consolazione.
Grazie per il feedback!
Lucio Cadeddu
Caro Sergio,
esistono anche amplificatori a valvole dotati di DAC integrato, come ad esempio il Synthesis Roma 96DC+, che incorpora anche un ingresso USB. Potresti prenderlo in considerazione per pilotare le tue Cornwall. Altrimenti sì, un integrato in Classe D, con ingressi digitali, sarebbe un'ottima soluzione che ti consentirebbe di evitare l'interposizione di un DAC. Preferirei comunque il NuPrime sia al Rotel che al Cambridge. Verifica però se questo amplificatore possa leggere direttamente da penna USB, io credo di no. Può essere collegato via USB a un computer questo sì. Magari ho frainteso la tua frase “ascolto solo liquida via USB” che, in effetti, mi sembra un po' bizzarra, visto che ormai nessuno più ascolta file da penna USB. In tal caso, procedi pure senza remore.
Spero di esserti stato utile, tienimi aggiornato!
Lucio Cadeddu
Caro Giovanni,
come mai vuoi sostituire i tweeter delle tue AR10? Sono rotti o danneggiati in qualche modo? La buona notizia è che quasi certamente si possono riparare e riportare in condizioni pari al nuovo, rivolgendoti ai tanti specialisti in questo settore, come Canini Altoparlanti e AudioKonica. Prova a sentirli, potrebbe anche essere che abbiano dei ricambi originali. Se non fossero riparabili e se su Ebay non dovessi trovarne di originali (ogni tanto qualcuno viene messo in vendita) puoi rivolgerti a MidWest Speaker Repair, che vende ricambi e altoparlanti compatibili per molti diffusori AR del passato. Ovviamente i diffusori così perderebbero parte del loro valore storico ma se lo scopo fosse quello di tenerli e goderseli ancora un po' si tratta di una buona soluzione. È infatti probabile che i tweeter proposti in sostituzione suonino persino meglio degli originali.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu
Caro Enrico,
pubblico questa tua richiesta di assistenza perché magari può essere utile ad altri o magari qualcuno ci è già passato e ha già risolto. Francamente comincio a nutrire qualche dubbio sulla capacità del servizio assistenza dove ti sei rivolto: i finali ZeroZone sono oggetti abbastanza semplici e un bravo riparatore avrebbe già dovuto chiederti di vedere entrambi i finali per dirimere la questione. Il fatto che sembra non sappia che componente installare non depone molto a suo favore, così come il fatto che non si sia accorto che il ricambio che ha ordinato era sostanzialmente inadatto per via della mancanza di isolamento. Non so, su dei finali così elementari un qualunque tecnico bravo non dovrebbe neppure chiedere aiuto al proprietario del componente. Guarda lo schema e risolve. Magari la riparazione ti costa pure di più che ordinarne un altro nuovo, ormai con 142€ + 38€ di spedizione (al mio ultimo controllo cinque minuti fa) te lo porti a casa.
Non mancare di tenermi aggiornato!
Lucio Cadeddu
Carissimo direttore,
la ringrazio per avermi rasserenato. In riferimento a quanto lei mi ha suggerito, ho sempre pensato che alla fine le dimensioni contassero (parliamo di diffusori!): le mie B&W 705 sono adesso sui loro piedistalli a 20 cm dalla parete e, tutto sommato, dei diffusori a pavimento contenuti possono essere facilmente posizionati (giusto per inventarsi un bisogno impellente!). Tra quelli da lei menzionati, ProAC Response D20 Ribbon e Spendor A4 rientrano perfettamente nel mio immaginario sonoro anche se mi solletica l'idea conservativa di ascoltare anche le B&W 703 S3.
Mi lusinga tantissimo il fatto che mi abbia chiesto di condividere qualcosa che dal mio punto di vista non avrei mai proposto a nessuno. Con un po' di pudore proviamoci comunque!
Per quanto riguarda le varie piattaforme, senza problemi utilizzo Qobuz direttamente dalla sua App. Cavo USB ed eventualmente cavo LAN per il collegamento diretto al router (cosa che suggerisco se possibile).
Per qualcosa di più performante si potrebbe utilizzare come SBC una ASUS Tinker Board. Non suggerisco, in prima battuta, di buttare il cuore oltre l'ostacolo poiché non sono 2 SBC propriamente identiche e non escludo che il pannellino posteriore del case non sia esattamente adeguato al FF della Tinker Board (happy problem: con una stampantina laser si fa in fretta). Ebbene sì: ho ordinato una ASUS TB e staremo a vedere.
Il case in questione permette di configurare la distro per il controllo della temperatura tramite ventola. Io ho evitato di farlo per una serie di motivi (configurazione macchinosa, possibili FAN error, motorino e parti in movimento...); tenuto anche conto che il dissipatore ICE tower a corredo è più che sufficiente visto che i processi attivi sono veramente ridotti all'essenziale. Per i file personali, io utilizzo senza problemi una “chiavetta USB” da 500Gb (per provare ho usato anche un SSD da 1T).
In questo caso ho preferito usare un software già fatto per risparmiare tempo e avere subito qualcosa di stabile e testato (è un fork del quale conosco le origini e la serietà dei partecipanti).
Conclusioni e considerazioni:
In definitiva, basta solo un minimo di pratica e seguire le istruzioni disponibili per ogni componente: ritengo che la realizzazione può essere alla portata di tutti (e nel caso, ben felice di fornire supporto).
Relativamente allo streamer CLAST direi che siamo su qualcosa di ancora sperimentale e sw continuamente in evoluzione (alimentazione lineare, processori Onion Omega, display intelligente Nextion controllato tramite internal bus seriale, case in alluminio progettato ad-hoc...). Essendo qualcosa che ritengo al momento un “laboratorio” con il limite principale che per utilizzarlo bisogna far patire routine sw da riga di comando, non ritengo la realizzazione degna di essere proposta in questa fase.
La ringrazio per la sua consueta disponibilità e la saluto cordialmente.
Silvio - E-mail: silvio.roma8 (at) gmail.com
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Caro Silvio,
per quanto riguarda la scelta dei diffusori, solo il tuo orecchio potrà meglio orientarti nella scelta, quindi armati di pazienza e prova a cercare tutte le occasioni dove ascoltare in condizioni il più possibile controllate sia quelle B&W da pavimento che le alternative che ti ho consigliato. Mi preoccupano un po' quei 20 cm di distanza dalla parete posteriore: un diffusore da pavimento con una buona gamma bassa potrebbe suonare un po' gonfio. Vedi se hai la possibilità di allontanare dalla parete i diffusori, almeno durante l'ascolto. Per quanto riguarda il tuo progetto di streamer, ti ringrazio di aver accolto il mio invito e lo giro volentieri ai lettori. Capisco la deformazione da informatico e di conseguenza l'uso di alcuni termini tecnici e acronimi, quindi non lamentarti se qualcuno ti scriverà chiedendo maggiori delucidazioni :-)
Quando avrai terminato la realizzazione del CLAST, scrivici di nuovo!
Grazie per il prezioso feedback!
Lucio Cadeddu
Carissimo dott. Cadeddu, in merito alle mie mail precedenti, Le chiedo scusa se sono stato ansiogeno, comunque alla fine ho preso le Wharfedale 12.3, il motivo è molto semplice trovate nuove a prezzo di poco superiore ai 500 euro quindi non potevo farmi lasciare questa occasione. Bene veniamo all'ascolto, per i soldi pagati è sicuramente un best buy, ma tanti anni di ascolto con cuffia Stax Lambda hanno fatto sì che bene o male non mi accontento. Ora la domanda che le pongo è molto semplice, se ho voglio fare un vero step, cioè avere un diffusore che mi dia una qualità superiore che non sia solo una piccola sfumatura, che cosa mi consiglia? Delle Wharfedale mi piace che hanno un suono neutro e non affaticante. Nell'usato si trovano diffusori stranoti a prezzi abbordabili, per esempio le Thiel di cui Le parlai a 1100 euro o le Proac D15 a 1300. A suo modesto parere sarebbe un grosso passo avanti rispetto alle Wharfedale?
Oppure mi dica quale per Lei sia un diffusore spendendo massimo 1500 euro mi può dare molto per fare questo step importante, ovviamente pescando anche nel mercato dell'usato. Non trovo parole per Ringraziarla, di Lei mi fido perchè dice pane al pane e vino al vino, senza giri di parole. Aspetto la sua risposta, so bene che Lei mi dirà che in questo campo gli step sono infiniti , ma passettino alla volta voglio fare un impianto che faccia bene il suo sporco lavoro.
Grazie mille.
Roberto - E-mail: Robertocosta32 (at) proton.me
Caro Roberto,
se il tuo riferimento è una cuffia come la Stax Lambda è normale che non riesca a trovare soddisfacenti questi Wharfedale 12.3 che hai acquistato. Specie in gamma medio-alta una buona cuffia è un pessimo cliente per tanti diffusori. Che fare quindi? Stanziare un budget più alto e non restare invischiati nella girandola di acquisti inutili che differiscono tra loro per poche centinaia di euro. O, come hai fatto tu, solo perché era un occasione. Si comprano le cose non perché costano poco, ma perché effettivamente suonano come vorremmo. Quindi ti consiglierei di riflettere bene sul prossimo step, valutando soltanto diffusori che puoi ascoltare di persona, magari a confronto con le tue cuffie, onde non prendere altre...delusioni. A mio parere sia le Thiel che le ProAC D15 che hai menzionato suonano un po' meglio delle Wharfedale che hai acquistato, ma il quanto meglio lo puoi valutare soltanto tu. Non si tratta di differenze dalla notte al giorno, questo è sicuro. È vero che questi diffusori costavano parecchio di più, quando nuovi, ma sono passati tanti anni e nel campo dei diffusori qualche progresso nei materiali è stato fatto, senza contare che la produzione made in China della stragrande maggioranza dei diffusori attuali consente un abbattimento dei costi notevole, tale da far competere diffusori moderni intorno ai 1000€ con diffusori del passato che costavano più del doppio.
Quindi: acquista solo ciò che puoi ascoltare oppure attendi tempi e budget migliori che possano farti fare un salto qualitativo veramente sensibile.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu
Caro Raffaele,
il TCC TC-754 può essere una buona ed economica soluzione, a patto che lo utilizzi con uno dei due controlli di volume al massimo: o quello suo o quello del Fosi V3. Per comodità metterei quello del Fosi al massimo - oppure lo estirperei del tutto, come consigliato nella nostra sessione di modifiche a questo amplificatore - e regolerei il livello di entrambe le sorgenti col volume del T-Preamp. Dal punto di vista della qualità sonora non dovresti avere nessun problema, ma in questo modo elimineresti l'ingombrante integrato Denon usato solo per il 10% delle sue funzionalità (e venderlo!).
Per quanto riguarda il lettore CD, visto che reagisce male alle numerose riparazioni, forse è davvero il caso di abbandonarlo al suo destino. Nel nuovo, potresti acquistare il nuovo Pro-ject CD BOX E, l'entry-level di Denon (DCD-600NE) o il Cambridge AXC25. Tutti sono reperibili intorno ai 300€ e potrebbero persino suonare meglio del tuo attuale. Se le finanze dovessero permettertelo, valuta qualcosa di meglio, come il Rotel CD11 Tribute. Con un po' di fortuna si trova sotto i 400€.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu
Salve Direttore, ho letto la sua gentile risposta e la ringrazio, le chiedo quindi quale/i marca/e e modello/i di fascia medio alta a sua diretta esperienza vale la pena orientarsi per l'acquisto, rimanendo sempre nel vintage di quell'epoca?
Grazie,
Antonio - E-mail: cavinr (at) libero.it
Caro Antonio,
se proprio vintage ha da essere, meglio rivolgersi a marche e modelli con una maggiore attrattiva e qualità sonora, come ad esempio qualche Marantz, tipo il 1060, un Sansui AU, tipo dal 5500 o dal 6600 a salire, oppure un Pioneer a partire dal SA 6800. Ancora, valuta un Sony TA3650 o modelli superiori. Costano di più degli amplificatori che hai citato la volta scorsa, ma sono di qualità e potenza più elevata, oltre che di sicura rivendibilità nel caso volessi fare un upgrade o decidere di passare a qualche buon amplificatore moderno. Il problema è che quelli veramente belli costano molto, e in più ci devi aggiungere il costo di una quasi certamente obbligatoria revisione. Naturalmente, il Re dei piccoli amplificatori vintage resta sempre il NAD 3020 nelle sue varie incarnazioni, anche se l'estetica è ormai più anni '80 che '70, come mi sembra che tu preferisca, in realtà.
In tutta sincerità, io prenderei questo (o, ancora meglio, un 3120) oppure trovandolo, un bellissimo A&R Cambridge A60.
Spero di esserti stato utile, tienimi aggiornato!
Lucio Cadeddu
Caro Nicola,
ritengo ottimale la tempista dei diversi upgrade per il tuo sistema analogico. Il pre fono (eccellente!) sarà quello che realisticamente avrà un impatto maggiore. A seguire la testina, che tu hai correttamente individuato nella Ania, ed eventualmente il braccio. Il Rega RB202 è un buon braccio che può gestire anche testine più impegnative, secondo me. Semmai, anziché sostituire il braccio, in futuro penserei a sostituire tutto, ovvero base e braccio, magari con un bel Gyrodec, per restare in casa Michell. Non fissarti sulla provenienza geografica degli apparecchi, ha poca importanza. Quel che conta è che la sinergia sia di tuo gusto. Tuttavia se, come dici, la stanza non è ottimale, anche l'effetto degli upgrade immaginati sarà compromesso, almeno in parte. Eventualmente valuta la possibilità di inserire un minimo di trattamento acustico per migliorare le cose.
Grazie per il feedback,
Lucio Cadeddu
Caro Carlo,
nessun disturbo, anzi! Mi fa piacere averti fatto scoprire i Bar Italia (in realtà si dovrebbe scrivere tutto minuscolo), meritano davvero. Per il tuffo nella nostalgia, con The The e gli Smiths sfondi una porta aperta, visto che - se non ricordo male - dovrei avere tutti i loro dischi, pure in vinile! Johnny Marr è altra cosa, oggi, rispetto agli Smiths di un tempo, ma mi piace comunque, ha saputo seguire la sua strada, senza per forza restare legato alla storia degli Smiths (vedi ad es. l'esperienza degli Electronic con Bernard Sumner). Tra l'altro non mi pare si siano lasciati in buoni rapporti con Morrissey. Magari l'hai già fatto ma ascolta più volte il nuovo disco dei The Charlatans che ho suggerito la settimana scorsa, è veramente molto, molto bello, alcuni brani sono vere perle di BritPop di altissimo livello.
Grazie per il feedback,
Lucio Cadeddu
Suggerimento musicale della settimana
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