Consulenza HiFi - Lettere alla Redazione di TNT-Audio

Settimana 9/5/2026 - 16/5/2026

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  1. Cambio giradischi
  2. Celestion Ditton 11 e Jap
  3. Impianto secondario e accessori
  4. Revisione lettore CD
  5. Evoluzione impianto
  6. Riparazione Sansui
  7. Un saluto cordiale, un ringraziamento e qualche condivisione
  8. Collegamento e posizionamento diffusori
  9. Differenze di livello
  10. Ho visto anche degli audiofili felici

Cambio giradischi
Buongiorno Direttore, leggendo la sua
Vol. 1140 ho pensato di rientrare dai miei propositi, ho quindi deciso di tenere il mio giradischi ed optare per un upgrade di testina e di pre-phono ho quindi acquistato una Gold Note Donatello Red ed un Gold Note ph 5, la testina una ex-demo del negozio, mentre invece il pre phono era una rimanenza dato che ora viene venduto il 5.2. L'upgrade è stato sensibile ed ho praticamente dimezzato l'esborso relativo al Denon dp3000. Ora però ho un nuovo tarlo, vorrei acquistare il "fratello" del ph5, l'hp 5.2 sempre Goldnote, dato che ho anche delle cuffie Denon 9200, Lo utilizzerei come pre in luogo del Wimm che verrebbe usato solo come streamer-dac e correttore ambientale (l'uscita cuffie del Wiim è molto deludente). Cosa ne pensa? Potrebbe essere un upgrade sensibile?
Grazie per la risposta.
Maurizio - E-mail: maurizio.dallara (at) gmail.com

LC
Caro Maurizio,
sono felice che il mio consiglio abbia portato buoni frutti sia per l'ascolto che per il portafoglio! Credo che il HP 5.2 di Gold Note potrà farti fare un altro passo in avanti, sia come pre che come ampli cuffia. Il Wiim è un ottimo componente ma, ovviamente, non può fare tutto al meglio. Le tue cuffie meritano senz'altro un'amplificazione degna del loro livello. Anche la sezione pre del tuo impianto ne trarrà beneficio, specie considerando la presenza della funzione bypass nell'ampli Gold Note, che consente di lasciare invariato il cablaggio del sistema ed eventualmente utilizzare un altro preamplificatore, in caso di ulteriore upgrade. Ha al suo interno anche un DAC, basato su chip SABRE ES9023, che consente di utilizzare un ingresso USB-C, se ascolti musica da una sorgente digitale che dialoga con questo tipo di connessione. In più, il che non guasta, è anche presente un buon ingresso Bluetooth, per connessioni veloci e senza fili.
Spero di esserti stato utile, tienimi aggiornato!
Lucio Cadeddu

Celestion Ditton 11 e Jap
Buongiorno Direttore,
Ho recentemente acquistato un paio di Celestion Ditton 11 (vintage) in eccellenti condizioni e devo dire che suonano molto bene, hanno dei medi veramente notevoli e delle voci profonde e vive, suonano con un vecchio ma restaurato Proton 455 Pro.
Ho temporaneamente parcheggiato le Kef LS50. Adesso mi piacerebbe valorizzare questi medi e voci delle Ditton mantenendo però il loro carattere con un amplificatore più ad hoc del Proton (che per me è un buon integrato). Non vorrei spendere cifre astronomiche sul vintage anche perché poi magari va sistemato, quindi mi ero orientato su un bel giapponesone (non ne ho) tipo Pioneer SA8100.
Ascolto vinili a medio volume non sono quindi interessato a potenze impressionanti. Di altra pasta e prezzo avevo adocchiato un ARCAM SA 30 che ha i primi 12 watt in classe A ma per motivi collezionistici mi sarebbe piaciuto avere un giapponesone "decente" nella mia collezione dell'epoca d'oro dell'HI-Fi...
La ringrazio anticipatamente del supporto.
Lorenzo - E-mail: lorenzo.verni (at) hotmail.it

LC
Caro Lorenzo,
faccio moltissima fatica a credere che tu possa preferire i vecchi Ditton 11 ai nuovi KEF LS50. Se ti sembra che abbiano dei medi notevoli è solo perché non hanno né bassi né frequenze altissime. Ricollega i KEF e riparliamone. La risposta dei Celestion Ditton 11 comincia a calare impietosa (vedi grafico sotto) già a partire dai 150Hz e i 50 Hz sono sotto di quasi 10dB!!! Per non parlare del crollo poco sopra i 10 kHz!

Quindi sì, senti meglio le voci ma perché di fatto non c'è molto altro e il tuo orecchio si concentra su ciò che gli sembra di sentire in evidenza. Se i KEF LS50 sono sistemati a dovere si fanno beffe dei Ditton 11 su tutti i parametri, fidati, stai prendendo un grosso, enorme, epocale abbaglio. Tuttavia, non vorrei rovinarti troppo la luna di miele con questi suoni vintage e passo a provare a rispondere al tuo quesito. Purtroppo, però, non troverai un vecchio giapponesone vintage che faccia suonare meglio i Ditton 11 di quanto già non faccia l'eccellente Proton 455 Pro. Tuttavia, sempre per questioni di luna di miele, non voglio tarpare la tua voglia di vintage a tutti i costi e ti lascio continuare a sbagliare serenamente. In ogni caso, qualunque cosa ti dicessi, non servirebbe a farti cambiare idea, come quelle persone che si sposano accecate dall'amore (???) e non si accorgono di essersi messi in casa partner improponibili. In questo caso, non essendo fortunatamente un contratto a vita - l'ampli vintage giapponese si può rivendere, se non lo paghi troppo caro - vai pure dove ti porta il cuore. Un vecchio Sansui o Pioneer faranno al caso tuo. Poi, un giorno, aprirai occhi e orecchie e tornerai alla coppia KEF + Proton.
Spero di esserti stato utile (francamente ne dubito) e tienimi aggiornato!
Lucio Cadeddu

Impianto secondario e accessori
Caro Lucio,
ti dovevo un aggiornamento al mio quesito di qualche mese fa (
Vol. 1130) e provvedo ora, con colpevole ritardo. Prima, però, consentimi di condividere la grande soddisfazione che ho provato nel leggere il numero 600 di Suono dello scorso febbraio. A pag. 4 l'articolo di Paolo Corciulo inizia così: i 50 anni di Repubblica, i 30 di TNT Audio, i 600 numeri di Suono. L'autore rivolge poi sinceri auguri e complimenti a TNT-Audio soprattutto per la capacità di svolgere un ruolo di watchdog del settore in cui opera e l'attenzione e la modalità di trasmissione del messaggio ai lettori, con tanto di virgolettato relativo a tue affermazioni. Non so tu, ma al tuo posto avrei provato grande emozione e soddisfazione nel vedere che l'articolo di apertura del numero celebrativo di una storica rivista coinvolgeva TNT-Audio nei festeggiamenti!
Per quanto riguarda invece il mio basico impianto per la casa di campagna, cogliendo un'ottima opportunità, ho poi acquistato un Rotel A10 (40 watt): i miei timori sulla possibili difficoltà nella resa del basso profondo nella sala di 30 mq erano infondati, come già avevi intuito tu. Ora ne sono quasi certo, sarebbero stati sufficienti anche i 30 watt dell'A8, eppure molti recensori, anche autorevoli, continuano a ritenere gli integrati inferiori ai 50 watt adatti a diffusori da stand, in sale medio-piccole. Comunque, l'abbinamento tra le elettroniche Rotel e le Nota 550X alle mie orecchie è risultato altamente sinergico: l'A10 ha migliorato la definizione e il dettaglio dell'intero messaggio sonoro, specie nelle note alte: ora sono decisamente soddisfatto del suono, che non sarà raffinato come quello dell'accoppiata Naim-Totem dell'impianto principale (per fortuna, aggiungo, visto il costo n-volte superiore di quest'ultima), ma ha un rapporto qualità-prezzo per me eccezionale.
Mi sto ora dedicando agli accessori e, incuriosito dalla tua recensione, ho cominciato a fornire i diffusori di punte sul pavimento in cotto, anche se il progetto non le prevede, come mi ha riferito Marco Visonà, il quale mi ha tuttavia invitato a sperimentare con quelle adesive: secondo me ora il basso è più teso e controllato, ma forse tu ti riferivi anche a qualcos'altro (maggior controllo delle vibrazioni)? Ho appena finito di dedicarmi ai cavi (ho puntato sugli entry level di marche note) e volevo ora provare un set di Vibrapods (magari sul lettore CD11 Tribute), ma ho qualche riserva a smontare i piedini originali ed abbassare l'altezza voluta dal costruttore: tu che ne dici?
Grazie e viva sempre TNT Audio!
Massimo - E-mail: massgast (at) gmail.com

LC
Caro Massimo,
ti vedo distratto! Dell'editoriale del numero 600 di Suono ne avevo dato notizia appena uscito, anche perché ne ero stato cortesemente e preventivamente informato dal direttore Paolo Corciulo. Puoi trovare la notizia e i commenti nel mio editoriale di gennaio scorso.
Sono felice che abbia potuto toccare con mano quante sciocchezze - prive di qualsiasi fondatezza tecnica - si scrivano e si raccontino sul web a proposito degli amplificatori. Come ho sempre detto, un amplificatore da 50 watt reali, con un diffusore di sensibilità media (88-89 dB) consente pressioni sonore da festa da ballo, in ambienti anche di dimensioni medio-grandi. Con diffusori da 89dB e 10 watt (dieci!!!) si producono ben oltre i 100dB (le riflessioni delle pareti aggiungono almeno +3dB alla sensibilità dei diffusori) a un metro di distanza. 100 dB sono una pressione sonora intollerabile nella maggior parte degli ambienti domestici e pericolosi per l'udito a lungo andare. Certo, più ci si allontana dai diffusori e più questa pressione diminuisce, ma resta molto alta anche a 3 metri di distanza (segue la legge 1/d, dove d è la distanza dalla sorgente sonora). Perché un recensore sostenga che 50 watt vadano bene solo con diffusori da stand è un mistero veramente insondabile. Secondo me i 50 watt non li hanno mai ascoltati tutti questi bizzarri recensori. Tra l'altro, tipicamente, è proprio vero l'esatto contrario: più il diffusore è grande e più è sensibile, quindi sono proprio i diffusori piccoli ad aver bisogno di amplificatori potenti. Queste cose sono note da sempre, ma i recensori (???) moderni le ignorano tranquillamente. Ciò che mi stupisce è che esistano persone che prendano ancora per oro colato queste stupidaggini. Non è questione di opinioni, ma di fisica di base del primo anno di università ma immagino che con la sola terza media in tasca e la tessera Conad si faccia fatica ad arrivarci. Persino una semplice domanda alla più sgarrupata IA fornirebbe la risposta corretta. Un'altra cosa che vorrei capire però è: perché gli audiofili si rifiutano di investire 20/30 euro in un fonometro? Capirebbero molto, molto di più sulle reali potenze necessarie in ambiente domestico. Basta la quinta elementare per usarlo e capire come stanno effettivamente le cose.
Comunque, hai fatto bene a verificare direttamente i miei consigli. Per quanto riguarda gli accessori da provare, benissimo le punte sotto ai diffusori, anche se il risultato dipende molto sia dal tipo di pavimento che dal gusto personale, e bene anche l'idea di provare dei piedini migliori sotto alle elettroniche. Non vedo alcun problema a sostituire i (miseri) piedini originali con altri più isolanti, in ogni caso puoi sempre tornare alla situazione di partenza. L'altezza non è particolarmente rilevante, specie in un CD player che, tipicamente, non ha necessità di smaltire calore di funzionamento. Naturalmente, non aspettarti chissà quali differenze eclatanti.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Revisione lettore CD
Caro Lucio,
ti scrissi qualche mese fa (
Vol. 1126) per chiederti consiglio su prodotti di correzione ambientale. Alla fine, pur cercando la massima semplificazione (obiettivo primario alla soglia dei miei 68 anni), ho deciso di procedere per gradi per risolvere quei problemi di bassi rimbombanti e stanchezza d'ascolto che affliggevano il mio salone. Il mio impianto attuale:

Ascoltando prevalentemente musica in streaming, la prima mossa è stata abbandonare Amazon Music per passare a Tidal. La compatibilità nativa con il mio Cambridge e la superiore qualità sonora hanno generato un salto abissale: il suono è ora trasparente, definito e finalmente dotato di quell' "anima" che avevo smarrito.
In seconda battuta, ho sostituito i cavi di potenza Van den Hul CS-122 con i D-352. Grazie a questo cambio, ho finalmente trovato la "matericità" che le Duevel Venus sembravano attendere da tempo. Questi due interventi hanno rivoluzionato il mio approccio: ora, da pensionato, passo gran parte della giornata esplorando nuovi ascolti. A questo proposito, mi permetto di consigliarti un album che mi ha catturato per calma e qualità sonora: Relaxing Jazz #2 di Hiromi (come riferimento si può ascoltare la canzone “Under the quiet moon” anche se sono tutte gradevoli).
Naturalmente, non potevo scriverti senza una piccola richiesta tecnica. Non voglio separarmi dal mio lettore CEC, così ho provveduto personalmente a sostituire la cinghia (acquistata su ebay ma che fatica a trovarla), che tra l'altro si era ovalizzata per il poco utilizzo. Inizialmente tutto sembrava perfetto, ma dopo circa 4 ore di funzionamento (forse per il calore?) il lettore ha iniziato a "saltellare" e a produrre un rumore meccanico legato proprio alla cinghia. Dopo averlo lasciato raffreddare sembra funzionare, ma non mi sento tranquillo.
Cosa ne pensi? Potrebbe trattarsi di una cinghia non perfettamente compatibile o di un problema di tensionamento? Nel caso fosse necessaria una revisione professionale, sapresti indicarmi qualcuno di davvero affidabile su Roma?
Grazie di esistere!!
Valter - E-mail: valter.ramacciani58 (at) gmail.com

LC
Caro Valter,
grazie anche a te per il feedback circa i consigli ricevuti su questa rubrica, sono felice che tutto sia andato per il verso giusto. Sei stato molto azzardato nella riparazione fai-da-te del tuo lettore CEC, sulla cui trazione a cinghia io non avrei messo mano così serenamente, senza avere la certezza che il ricambio fosse perfettamente compatibile. A questo punto, posto che i rumori in funzionamento sono tutto tranne che rassicuranti, porterei la macchina in un centro assistenza. A Roma prova a sentire il Laboratorio Bernardini o StereoImmagine. Si tratta di una meccanica CD particolare che non tutti i tecnici conoscono, ma con un po' di esperienza se ne dovrebbe venire a capo. Mi preoccupa il fatto che il problema si presenti dopo un certo numero di ore di funzionamento, magari il calore fa allentare la cinghia e il sistema non riesce più a leggere correttamente. Oppure, potrebbero essere anche cose indipendenti, magari simultaneamente qualche altro componente della meccanica (o della sua gestione) sta per passare a miglior vita (laser, chip di controllo, condensatori...). Di sicuro ti sconsiglio di continuare a farla funzionare così.
Spero di esserti stato utile, non mancare di tenermi aggiornato!
Lucio Cadeddu

Evoluzione impianto
Dott. Cadeddu, le scrivo nuovamente per un Suo consiglio. La sala di ascolto 540x700x250h è stata invasa da un tv da 75 pollici, al centro delle casse, distanti tra loro 230 cm e 90 cm dal fondo. Questo mi ha portato a rimuovere le Mg 1.7 e installare temporaneamente le DBR62; il divano, con il punto di ascolto e visione tv è a 300 cm, con minimo incrocio delle Elac. L'ambiente è diffondente nella parete di fondo, e trattato con assorbente nella distante parete posteriore al punto di ascolto. Da due anni l'impianto è stabile: Maggies, Nuprime dac10, finali Zero Zone con sorgenti digitali (Daphile, Qobuz) e analogiche (Rega p3, installato lateralmente e non in foto). Mi chiedo: il tv al centro dei diffusori influenza la scena sonora? Cosa utilizzare, che sia compatibile con il WAF? E poi, come casse, cosa pensa delle Dynaudio Emit 50 in questo contesto? Quali alternative valutare intorno ai 2000€?
La ringrazio nuovamente per tutti i suggerimenti settimanali, augurandole di continuare a lungo la sua opera di SANA diffusione audiophile. Per supportare il sito, invio il mio piccolo contributo con Paypal.
Giovanni - E-mail: gditucci68 (at) gmail.com

LC
Caro Giovanni,
grazie per il
supporto via Paypal, speriamo di continuare a meritare sempre il benevolo e volontario sostegno dei nostri lettori!
Purtroppo la presenza di un grande schermo televisivo tra i diffusori è sempre un problema, perché è una superficie molto riflettente, che non solo potenzialmente altera la timbrica percepita (più superfici riflettenti = maggiore presenza di frequenze medio-alte) ma blocca parzialmente la creazione di una scena sonora profonda e ampia. Non si può fare molto, qualcuno copre temporaneamente lo schermo con un plaid o un rivestimento in stoffa pesante, ma l'ostacolo resta comunque là. Potresti cercare un paravento di altezza opportuna, in tessuto, da posizionare davanti allo schermo quando ascolti l'impianto. Ne esistono di pieghevoli che potresti riporre dietro ai diffusori quando non serve. D'altra parte lo schermo non lo si può eliminare, quindi accettiamo il compromesso. Ti chiedo...piuttosto che un 75" non sarebbe stato meglio un proiettore? In ogni caso, non mi è chiaro però se la presenza degli Elac al posto delle Maggies sia stata significativamente peggiorativa. Sembrerebbe di sì, visto che stai cercando dei diffusori di qualità più elevata. E allora bene i Dynaudio che hai individuato cui aggiungerei, per il budget stanziato, anche qualche torre da pavimento tipo Monitor Audio (Silver 200), B&W (603 S3), Martin Logan (Foundation 1) o qualche modello Totem (usato). Non disdegnerei la possibilità di valutare una coppa di Duevel Planets. Vedi se ti riesce di ascoltare qualcosa tra questi diffusori.
Hai valutato la fattibilità di riposizionare correttamente i tuoi pannelli Magneplanar ogni volta che ascolti l'impianto? Sono leggeri e facili da spostare, in fondo, e mi pare tu abbia sufficienti spazi di manovra.
Spero di esserti stato utile, tienimi aggiornato!
Lucio Cadeddu

Riparazione Sansui
Buongiorno Direttore,
cercando informazioni per riparare il mio amplificatore (Sansui AU9900), ho trovato un suo scritto nel quale esprime la sua passione per il pezzo in oggetto. Lei ha sicuramente una grande esperienza e desidererei un consiglio su quale riparatore fare affidamento poiché qualche anno fa rimasi deluso. Ci tengo molto a questo e non vorrei finire in pessime mani. Ha qualche nome da consigliare, abito a Padova ma se serve mi posso spostare.
La ringrazio veramente se può aiutarmi.
Carlo - E-mail: bragagnolocarlo (at) gmail.com

LC
Caro Carlo,
bel pezzo il Sansui AU9900, sta anche avendo una discreta rivalutazione storica. Io ho un AU11000 nella mia collezione di glorie del passato e ho visto che le quotazioni sono ormai stratosferiche. Per quanto riguarda l'assistenza tecnica a Padova consiglio spesso
OTL HiFi, io stesso tanti anni fa spedì loro un mio finale Mark Levinson che ripararono perfettamente. Ho visto che hanno aggiornato il sito la settimana scorsa, quindi sono ancora perfettamente operativi. Spero non sia questo il laboratorio presso il quale ti sei servito in precedenza, ma sarebbe strano. Un altro buon laboratorio a Padova è New Audio Service, mentre un laboratorio specializzato in HiFi vintage, ma a Stra (VE), non a Padova, è Riel di Paolo Miazzi (non ho trovato pagina web). Fai un po' di telefonate o manda qualche mail e valuta tempi e costi dei preventivi. Ovviamente l'apparecchio dovranno prima visionarlo, per poterti dire che c'è da fare.
Spero di esserti stato utile, tienimi aggiornato!
Lucio Cadeddu

Un saluto cordiale, un ringraziamento e qualche condivisione
Caro Lucio,
esilarante, intelligente e certamente travolgente la performance degli Angine (pubblicati la settimana scorsa come suggerimento musicale)! E ben vengano ogni nuovi stimoli. Negli anni tanti, ne abbiamo avuti tanti.
Vengo prima al mio RA980BX, di cui ringrazio tanto le tue prime considerazioni. Allora, Sicuro è morto ma vediamo forse di essere più precisi quanto a sintomi e precedenti:

  1. Sono vergine di clipping, mai sentito prima. A livello di ascolto normale casalingo, nessuna anomalia né distorsione. Tutto normale. La volta che ho voluto vivacizzare la potenza (+3 - +6 dB?) ecco interruzioni nette e ricorrenti di qualche frazione di secondo o secondo. Come se staccassi e rimettessi i connettori di uscita alle casse. Diminuito il volume, tutto di nuovo in ordine.
  2. La cosa era bilaterale, ovvero su entrambi i canali.
  3. Propendo a scartare problemi di diffusori. Ca. 5 anni fa le mie KEF 103/4 Reference, causa sospensioni malandate, sono state rimesse a posto, ricontrollate in toto. Rimaste perfette. Ne ho parlato con te a suo tempo e seguito i tuoi consigli.
  4. Senza casse, cuffie a parte, difficile ascoltar musica. Quindi il RA980BX, contestualmente alle KEF, le ha accompagnate per la solita revisione generale (potenziometri, manopole, non cambio condensatori). Tieni conto che avrà qualcosa dell'ordine di oltre 25 anni di onorato servizio.
  5. Il fenomeno segnalato si verifica contemporaneamente bilaterale su entrambi i canali. Transistori finali cotti DX e SX? Entrambi i diffusori rifatti da poco? E tutto funziona ok a livelli di ascolto più che medio in un salotto senza distorsioni?
Il che mi ha portato a pensare alla questione di alimentazione (condensatori) che ti avevo posto. Che si debba andare al pronto soccorso, non credo che ci piova. Ma se con queste ulteriori info riesci a cavarne qualcosa, sempre grato di avere i tuoi saggi consigli.
E grazie ancora.
Mi scuso per il ritardo della risposta.
Salutoni,
Roberto - E-mail: rode52 (at) yahoo.com.ar

LC
Caro Roberto,
da come descrivi il fenomeno sembrerebbe più un problema di protezioni dell'amplificatore. Il tuo Rotel RA980BX ha quattro tipi di protezioni, che trovi elencate in questa tabella:

In sostanza:
  1. fusibili sull'uscita altoparlanti, situati vicino ai transistor di potenza. Se questi fusibili saltano, però, il suono non si ripristina abbassando il volume. Quindi li escluderei.
  2. Relè di protezione che scollega gli altoparlanti se viene rilevata la tensione DC all'uscita, che aiuta a prevenire danni agli altoparlanti. È quello che nel manuale di servizio viene indicato come RY601: RELAY RY‑24W‑KJ
  3. Protezioni termiche che monitorano lo stato di funzionamento dei finali.
È quindi possibile che il problema sia in questo tipo di protezioni. Se esiste corrente continua (DC) all'uscita - magari per avaria dei transistor finali - il relè interviene e ammutolisce l'amplificazione per qualche secondo, fintanto che non si ripristina il funzionamento corretto. Andrebbe verificato quindi lo stadio di potenza (transistor e affini) e, già che ci sei, anche il trasformatore d'alimentazione. Un qualunque tecnico decente sa fare queste cose a occhi chiusi. Ovviamente, a questo punto, dati anche i 25 anni di anzianità, un recap sarebbe benefico, il suono di sicuro ne guadagna un po'. Tutto questo, naturalmente, va sottoposto a preventivo, perché la spesa potrebbe superare il valore dell'amplificatore stesso. Dovesse servire,
qui trovi il service manual, cioè quello che serve al tecnico per riparare l'amplificatore a colpo sicuro.
Questo che accade al tuo amplificatore, pertanto, non è clipping. Quest'ultimo è semplicemente il raggiungimento/superamento della zona di sicurezza dell'amplificatore: oltre una certa potenza d'uscita l'ampli non riesce più a riprodurre correttamente l'onda e inizia a tosare le creste. Quindi distorce il suono, e specie su un ampli a transistor ciò può essere brutale e molto fastidioso (per l'orecchio).
I valvolari distorcono in modo più gradevole, tipicamente.
Spero di esserti stato utile, tienimi aggiornato!
Lucio Cadeddu

Collegamento e posizionamento diffusori
Gentile direttore,
sono un lettore sognatore e molto profano a livello tecnico. Circa 30 anni fa acquistai un Marantz usato, e questa è ancora la base del mio ascolto, con le piccole Lonpoo passive. Ora: volevo pulire un po' di polvere dall'apparecchio e sono rimasto con un connettore di una scheda in mano, stavo per buttare tutto, ma nonostante facesse anche del fumo (magari per via del pulitore a secco) l'amplificatore funziona. Mi chiedo come è possibile che funzioni ancora. Approfittando della situazione ho deciso di dare via un quasi altrettanto vecchio lettore CD JVC e collegare il tutto a una TV.
Le allego una foto per sapere se ho disposto così malamente i diffusori altoparlanti.
La ringrazio e approfitto per fare i complimenti per la competenza e la passione con cui porta avanti il progetto.
Paolo - E-mail: paolo.liut (at) gmail.com

LC
Caro Paolo,
non ho idea di cosa possa essere successo all'amplificatore, magari il connettore non era di vitale importanza per il funzionamento (che so, la scheda phono) ma senza vedere foto di cosa è successo è impossibile fare una diagnosi. Se l'amplificatore funziona, non mi preoccuperei troppo. Un modo abbastanza sicuro per eliminare la polvere all'interno di un apparecchio è un pennellino morbido seguito da (o simultaneamente a) un'aspirazione. Esistono dei piccoli aspirapolvere portatili che svolgono bene il compito ma, con un po' di attenzione e delicatezza, evitando di toccare i componenti, anche un aspirapolvere standard va benissimo. Poi si spruzza un po' di riattivante per contatti elettrici su selettori e potenziometri, svolgendo contemporaneamente un po' di movimenti manuali degli stessi. Per quanto riguarda il collegamento alla TV ti confesso che non è il massimo, immagino abbia usato un'uscita analogica, se l'amplificatore è datato. Se avesse un ingresso digitale (l'ampli) e un'uscita digitale (la TV) sarebbe molto meglio. Non mi è chiaro come possa ascoltare i dischi tramite la TV, però. Infine, i poveri Lonpoo! Sistemati così rendono al 20% di quanto possono, ma immagino sia una posizione obbligata. Purtroppo molti li usano in questo modo, affiancati a un monitor (PC, immagino). E magari si lanciano pure in azzardati giudizi sul suono di questi diffusori! Mi preoccupa un po' quel termosifone così vicino, tra l'altro, perché cuoceranno a fuoco lento! L'ideale sarebbe disporli in campo libero, un po' distanti tra loro e vicini a una parete retrostante.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Differenze di livello
Buonasera Lucio,
Non riesco a capire la differenza di pressione musicale tra l'utilizzo del lettore CD e lo streamer. Il lettore cd è un Audiolab 6000 CDT collegato ad un dac Chord Qutest, a cui è collegato anche lo streamer Primare Np5 Mk2. A sua volta il dac è collegato ad un Naim Supernait 2. Ora quando è collegato il cd il volume del ampli è di norma a ore 10, mentre quando è collegato lo streamer devo mettere il volume del Naim a ore 13. Mi sai spiegare come mai?
P.S. ho provato a cambiare il tipo di collegamento dello streamer verso il dac ma senza ottenere nessun cambiamento.
Sergio - E-mail: serserafin (at) tiscali.it

LC
Caro Sergio,
cerchiamo di capire: la meccanica di lettura Audiolab ha due uscite digitali, quella ottica e quella coassiale, così come lo streamer Primare NP5. mentre il DAC Chord Qutest ha ingressi digitali su BNC (che non puoi usare a meno di adattatori) e ingresso ottico. Come hai fatto a collegare entrambe le sorgenti, simultaneamente, a questo DAC? Io proverei a collegarle entrambe in ottico (una alla volta) per vedere se il livello resta identico, così dovrebbe essere. Oppure collegale entrambe ai due ingressi BNC, tramite cavo digitale che sia RCA da una parte e BNC dall'altra. Se, per qualche ragione, le due sorgenti dialogano in modo diverso col DAC (e sarebbe strano!) temo non possa farci niente: regola il volume come ti viene più comodo e basta. Controlla però che, per qualche motivo, quando colleghi una delle due sorgenti non si vada a modificare il voltaggio in uscita dal DAC, che è selezionabile tra 1V, 2V e 3V. Trovi tutto nel
manuale utente.
Spero di esserti stato utile, tienimi aggiornato!
Lucio Cadeddu

Ho visto anche degli audiofili felici
Gentile Direttore,
volevo aggiornarla sulla mia richiesta di consulenza Strani comportamenti dell'ingresso phono pubblicata nel
volume 1136 del 14/02/2026, le dico subito che ho risolto: premesso che tutti i collegamenti erano stati fatti correttamente e che c'era compatibilità fra ingresso phono e testina (MM entrambi), seguendo le sue indicazioni ho effettuato la prova con un Behringer PP400, e, visto che tutto funzionava perfettamente, evidentemente, come da lei anticipato, il problema era da ricercare nello stadio phono del Cocktail Audio o nel settaggio della sensibilità in ingresso dello stesso. Dalla lettura delle caratteristiche tecniche del Cocktail A. risultava che si potesse modificare l'impostazione di fabbrica di detta sensibilità, ma, pur con tutto l'impegno possibile non mi è riuscito di trovare il modo; e qui vorrei fare un elogio pubblico a Di Prinzio HI-FI, dove ho acquistato il Cocktail A., nella persona di Carmine Di Prinzio che ha risposto subito alla mia richiesta di assistenza e, oltre a mandarmi le istruzioni per settare correttamente la sensibilità dell'ingresso Phono, si è reso disponibile, se non ci fossi riuscito, a sentirci telefonicamente e procedere in modalità diretta...un sentito Grazie! Dunque, sistemata la sensibilità dell'ingresso phono, tutto è tornato a posto!
Voglio ancora ringraziarla Direttore, per il fondamentale aiuto che ha dato a me e che, grazie anche al suo Staff, settimanalmente si rinnova verso tanti appassionati della riproduzione fedele della Musica!
Cordialmente,
Luigi - E-mail: 75bruces (at) gmail.com

LC
Caro Luigi,
sono felice di essere stato almeno parzialmente responsabile della soluzione al tuo problema. Come dico sempre, tenere in casa dei muletti per fare delle veloci verifiche di funzionamento sul proprio impianto è sempre una buona idea, che aiuta a individuare facilmente i veri colpevoli. Un pre fono super-economico come il PP400 (o uno dei suoi cloni), un piccolo ampli in classe D da poche decine di euro, magari con ingresso digitale, una testina da battaglia, un paio di diffusori economici sotto i 100€ la coppia e un CD player, persino uno portatile, potranno essere preziosissimi nel capire cosa ci sia che non va nell'impianto, a fronte di una spesa minima. Non parlo solo della veloce individuazione di guasti, ma anche per capire quale componente sia responsabile del suono che non ci piace. È infatti molto frequente che un appassionato incolpi il componente sbagliato se il suono non è di suo gradimento. Tipicamente si dice che sia l'amplificatore che non ce la fa con le casse, che nella mente degli audiofili sono sempre incolpevoli, chissà perché. A breve pubblicherò un articolo proprio su questi argomenti. Un plauso infine ai Di Prinzio, da sempre colonne portanti del mercato dell'HiFi in Italia.
Grazie per il feedback, ti auguro buon ascolto!
Lucio Cadeddu

Suggerimento musicale della settimana

Esce il nuovo album di Tori Amos, cantautrice e pianista statunitense, intitolato In Times of Dragons, dal quale ascoltiamo l'ispirata Flood.

Archivio! Due nostri lettori - che non finiremo mai di ringraziare - si sono fatti carico di recuperare buona parte dei nostri suggerimenti musicali della settimana e ne hanno realizzato una "TNT-Audio Suggestion” su Spotify e su Tidal

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