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Suono che gracchia
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Re: Sbilanciamento tra i canali
Buonasera da Danilo. Spesso il suono in uscita dai diffusori gracchia, altre volte è perfetto. Il problema è randomico su un unico brano, ma se una sessione di ascolti parte male c'è poco da fare. Potrebbe essere un problema di tensione di rete sporca. Mi hanno consigliato, quindi, uno stabilizzatore/condizionatore di rete che non sono proprio regalati. Il problema lo trovo sui picchi (di pianoforte ad esempio).
Ma non sarebbe meglio prima capire qual è il problema (se è di quel tipo) con un analizzatore dei parametri elettrici e che permetta di registrarli per poter fare per bene una diagnosi? A questo punto si acquista un componente adatto per quel problema. Giusto?
Che esperienza hai?
L'impianto è questo:
Ciò che mi fa impazzire è la randomicità del gracchiamento che appare sui passaggi difficili come il martellare di un pianoforte.
Ora va tutto bene ma l'altro ieri era un disastro...
Il costruttore dell'ampli mi ha detto che il problema è la rete, ma credo che devo prima analizzare la tensione (ma come???) e poi intervenire sapendo quale è il problema.
Buone vacanze!
Danilo - E-mail: astrodany (at) gmail.com
Caro Danilo,
per verificare se sussistano problemi nella rete elettrica, prima di ricorrere a scatole magiche (spesso inutili e quasi sempre insensatamente costose) devi eseguire vari controlli. Un oggetto che può monitorare tensione, collegamenti e altre cosette che non vanno bene è questo analizzatore che abbiamo recensito oppure quest'altro tester di rete. Li abbiamo recensiti entrambi e fanno il loro dovere per una cifra compresa tra i 10 e i 20€.
Tuttavia, ho più di un dubbio che la colpa sia la rete. La rete non può causare problemi così evidenti come quelli che hai descritto. Il suono potrebbe non essere ottimale in certi giorni, ma da qui a gracchiare sulle note del pianoforte ce ne passa. Prova un altro amplificatore, anche uno in classe D da 50 euro e vediamo che succede. I miei sospetti, infatti, si concentrano tutti sull'amplificatore. Non conosco l'oggetto specifico, ma le realizzazioni più o meno amatoriali spesso lasciano molto a desiderare in termini di affidabilità.
Spero di esserti stato utile, tienimi aggiornato!
Lucio Cadeddu
Caro Francesco,
integro la risposta privata (veloce, perché eravamo in pausa estiva) con qualche altra considerazione. I giradischi citati si equivalgono, in buona sostanza. L'unica vera differenza la fa la testina montata, in questa classe di prezzo. Tuttavia, in questa situazione specifica, temo che neppure una testina diversa possa produrre una differenza udibile all'ascolto, stante la conversione in digitale compresso seguita da trasmissione Bluetooth a una soundbar! Ogni possibile differenza sarebbe mascherata sia dal processo di conversione e di trasmissione del segnale, sia dalla qualità della soundbar che, immagino, sia di una classe di prezzo analoga a quella dei giradischi in oggetto. Inoltre, consentimi di far davvero fatica a capire il senso di tutto ciò: perché complicarsi la vita coi vinili se poi il suono analogico passa attraverso componenti, a valle, assolutamente inadeguati (e digitali, tra l'altro)? Tanto vale fare un abbonamento a Spotify (o Tidal, Qobuz etc.), ascoltare tutta la musica possibile e immaginabile con un click. Il giradischi, in questo contesto, lo vedo non solo sprecato, ma un'assolutamente inutile complicazione tecnologica. Per capirci ancora meglio: uno smartphone con Spotify collegato a delle piccole casse attive suona sicuramente meglio.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu
Buonasera dott. Cadeddu,
La aggiorno in merito annunciando che ho risolto alla grande!
Ho sostituito la testina Rega Exact con una Grado Gold 3 nuova che avevo, beh tutto un altro pianeta!
Intanto ancora grazie per i suggerimenti sempre utilissimi.
Ora la separazione stereo è perfetta, inoltre facendo un confronto con dei brani che ho in
vinile con altri in streaming devo dire che non c'è differenza.
Oltretutto ho poi scovato in rete su un forum estero credo americano Reddit, un povero disgraziato con il mio identico problema.
Lui alla fine aveva risolto quasi del tutto mettendo uno spessore di carta nella parte destra della testina! :-D Viene da ridere ma è proprio strano, sopratutto considerando che l'alloggiamento della testina Rega sul braccio proprietario è con tre viti che in teoria non dovrebbe creare problemi di allineamento...
Mi scuso per la prolissità e le punteggiature!
Grazie di nuovo,
Maurizio - E-mail: maurizio.zanoncelli (at) live.com
![[Rega 25]](../jpg/rega25.jpg)
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Caro Maurizio,
potrebbe essere un lotto di quelle testine Rega con un difetto congenito, chissà! Sono felice che alla fine abbia individuato il problema. Per questo motivo consiglio sempre di tenere in casa una testina, anche economica, con la quale fare eventuali esperimenti. Quando si acquista una testina nuova, è buona norma tenere per un po' di tempo a disposizione quella vecchia (o una nuova da battaglia) per fare confronti e smascherare più facilmente eventuali colpevoli o errori di montaggio. L'analogico è sempre un campo minato, con mille variabili in gioco che possono causare problemi. Infine, rifletto su un fatto abbastanza curioso: la differenza di prezzo tra Rega Exact e Grado Gold 3 non è affatto piccola, costando la prima quasi il doppio della seconda. Tu sembri molto soddisfatto del risultato con la Grado quindi o la Rega era davvero un esemplare nato male oppure a te piace di più il suono Grado. A questo punto, chissà quanto migliorerebbe ancora il suono con una Grado di pari costo con la Exact!
Grazie per il feedback!
Lucio Cadeddu
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Caro Paolo,
auguri per il prossimo pensionamento, intanto! Avrai più tempo per goderti il tuo impianto e i tuoi dischi. Francamente, non ritengo gli 8000€ necessari per l'acquisto del CD player Accuphase DP-450 una spesa sensata nell'economia del tuo impianto. Meglio, molto meglio il Norma Revo DS-2, sorgente di costo più idoneo e dalla maggiore flessibilità operativa. Una possibile alternativa potrebbe essere quella di utilizzare il tuo CD4000 come meccanica, visto che è dotato di uscita digitale coassiale, e collegarci un DAC/streamer già pronto per connettersi in rete. Una possibilità, che permetterebbe anche un discreto risparmio senza compromettere le prestazioni, potrebbe essere il Gold Note DS-10 EVO. Ovviamente ci sono tantissime altre soluzioni equivalenti, quasi ogni produttore realizza streamer di rete che sono anche DAC, o viceversa, se preferisci.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu
Voglia di upgrade
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Ho visto anche degli audiofili felici
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È la volta di Alice Cooper, che rientra con questo suo nuovo The Revenge Of Alice Cooper, inciso con i componenti sopravvissuti dai tempi dell'album Muscle of love del 1973. Questa è One Night Stand ed è subito, di nuovo, rock'n'roll!
Gentilissimo Direttore,
questa è la mia seconda lettera per una redazione che si occupa di alta fedeltà. La prima la scrissi nel 1975 (o 76, non ricordo bene) alla posta Hi-Fi del giornale Ciao 2001 (all'interno di ogni numero vi era una rubrichetta di 2/3 pagine dedicata agli impianti e ai quesiti dei lettori). Dovevo scegliere le mie prime apparecchiature ed ero, legittimamente, indeciso.
Diciamo che è trascorso qualche anno e, considerata la crescente passione per la musica e la sua riproducibilità (evito accuratamente di usare i termini melomania e audiofilia), così mi sono passati per le mani (e per le orecchie) molti vinili, tantissimi cd e innumerevoli impianti. Senza scendere nei dettagli delle scelte dettate da giovanili (e neanche tanto) pulsioni e, soprattutto, da alterne possibilità finanziarie (sono arrivato a possedere un giradischi che, senza braccio e fonorivelatore, valeva 20 volte almeno tutto il mio attuale impianto), passo ad elencare la mia catena odierna, per poi chiederle un paio di consigli.
Devo ammettere che con una certa casualità e tanta fortuna ho scoperto la straordinaria sinergia tra il Pioneer SA 500 e le Royal Device Legend e da questa constatazione scaturisce la mia prima domanda.
Se, come in molti sostengono, il piccolo Pioneer suona come una specie di valvolare, di quanto potrebbe migliorare la mia esperienza di ascolto se inserissi un vero valvolare (magari mini, tipo l'italianissimo Sotis Horus) al posto del SA 500? Naturalmente accetto consigli sia su modelli vintage che più recenti, purché si rimanga su cifre umane.
L'altra domanda riguarda la sorgente analogica. Pur essendo consapevole del fatto che la coppia Luxman/Nagaoka non rappresenti nulla di speciale, non vorrei comunque privarmene per meri motivi affettivi. Piuttosto mi piacerebbe affiancare loro un altro giradischi. Inseguo da tempo il Pioneer PL 71, su cui monterei una Denon DL 103 (l'unica MC che posso permettermi). Occorrerebbe a questo punto un pre phono con doppio ingresso. Quale?
Grazie,
Rino - E-mail: morbidamacchina (at) gmail.com
![[Sala d'ascolto]](../jpg/sala_rino.jpg)
Caro Rino,
il Pioneer SA500 suona valvolare ma nella peggiore accezione del termine: moscio, lento e arrotondato, più o meno come tutti gli amplificatori coevi. Un amplificatore valvolare moderno, secondo me, potrebbe far suonare molto meglio i tuoi diffusori, a patto che sia il realismo ciò che cerchi e non un'artefatta interpretazione della realtà musicale. Il Sotis Horus, da noi recensito 23 anni fa, credo non esista più o, almeno, non sono stato in grado di trovare il sito ufficiale dell'azienda. Per un costo analogo, oggi potresti valutare l'Opera Consonance M100Plus con le EL34 oppure l'eccellente PrimaLuna Evo 100, entrambi anni luce distanti dal suono del tuo SA500, che meriterebbe di andare definitivamente in pensione. Starei attento nell'avventurarmi in integrati a valvole usati, francamente, per questo ti ho consigliato il nuovo.
Se puoi, ascoltali prima nel tuo impianto, perché potresti essere messo in difficoltà da un suono un bel po' distante da quello cui sei abituato. E per distante intendo realistico e preciso, meno artefatto.
Per quanto riguarda il secondo giradischi la risposta è no. Non ti serve, basta migliorare il buon Luxman in tuo possesso, magari proprio con la Denon DL103, anche se non sono sicuro sarebbe un evidente upgrade rispetto all'ottima testina Nagaoka montata attualmente (praticamente stessa classe di prezzo). Semmai, dirotta il budget per il secondo giradischi tutto sulla nuova testina per il Luxman, magari con una MC di classe più elevata, se proprio desideri provare il suono delle MC.
In chiusura, consentimi però qualche osservazione generale: in primis, il giradischi è troppo vicino alla cassa di destra la quale, a sua volta, è troppo vicina all'angolo della stanza. Anzi, è proprio in angolo. In secondo luogo, anche l'altezza da terra dei due diffusori mi sembra eccessiva, se ascolti da seduto. A occhio direi che si trovano a oltre un metro d'altezza, correggimi se sbaglio, e questo non va bene. Prima di pensare a un eventuale upgrade di componenti o all'acquisto di un secondo giradischi (!!!), prova a valutare se riesci a evitare questi due errori grossolani che compromettono pesantemente le prestazioni di tutto l'impianto. La stanza è piccola, ma sono sicuro che una sistemazione migliore possa essere studiata, almeno per l'altezza e la posizione dei diffusori rispetto alle pareti e al giradischi.
Spero di essere stato utile,
Lucio Cadeddu
Caro Roberto,
gli altoparlanti che non si trovano più come ricambio originale è meglio farli riparare. Non esistono altoparlanti “compatibili” perché i parametri in gioco sono tanti e quasi sempre diversi tra loro. Il rischio di una simile operazione è duplice: un risultato molto lontano dalle specifiche di progetto e quindi un suono tipicamente squilibrato, e l'azzeramento dell'eventuale valore residuo dei diffusori. Per fortuna esistono tanti professionisti in grado di risolvere il problema, qualunque esso sia. Dei tuoi tweeter dovrebbero essere ancora reperibili le cupole originali, se le tue fossero danneggiate. Se il danno fosse interno (bobina danneggiata) un qualunque riparatore potrebbe sistemarlo. Non specifichi da dove scrivi, ma una rapida ricerca con Google (“riparazione altoparlanti”) ti fornirà senz'altro qualche professionista vicino a dove abiti. Alla peggio gli altoparlanti si possono spedire, alcuni nomi molto noti sono Canini Altoparlanti e AudioKonica. Ovviamente, meglio aver chiaro in mente l'ordine di grandezza della spesa da affrontare, perché i tuoi diffusori sul mercato dell'usato non valgono moltissimo e oggi, per cifre modeste, si riesce di sicuro ad acquistare di meglio. I tuoi, qualora il preventivo dovesse superare il valore dei diffusori (150€, più o meno), potrebbero essere venduti così come sono, quasi certamente trovi qualcuno che li potrebbe utilizzare come donatori d'organi per un diffusore simile.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu
Caro Maurizio,
grazie per la condivisione del tuo pensiero sull'attuale situazione del mondo HiFi. Viviamo tempi realmente difficili, peggiorati dall'incertezza globale causata dalle guerre in ogni angolo del pianeta. Leggevo proprio in questi giorni che tutto il settore dell'home entertainment a livello globale sta soffrendo a causa di questa incertezza geopolitica che, evidentemente, si trascina a ruota un'incertezza economica da non sottovalutare. In quest'ottica, poi, ci mancavano soltanto le spallate di Trump al sistema degli scambi commerciali.
Vengo al tuo quesito. Per quanto riguarda la tua voglia di MC, il tuo braccio predilige testine di cedevolezza da media a medio-alta, come qualche modello Hana al quale stavi pensando oppure qualcosa come la Goldring Eroica LX e l'Ortofon Quintet Black S (data come ottimo match per il tuo braccio dalla stessa Ortofon). Le alternative sono tantissime, naturalmente. Capisco la tua curiosità per le testine MC ma, a mio parere, per la cifra che hai stanziato le MM possono essere una scelta migliore. Mi spiego: se sommi ai 1000€ della testina il costo di uno stadio phono MC (o di uno step-up) arrivi facilmente a un budget che, investito in una MM, fa impallidire tutte le testine MC da 1000€. Non solo: avresti meno cavi in giro, un impianto più semplice e non altereresti la personalità sonora del tuo attuale ingresso phono. Quindi: la scelta più razionale e che darebbe a mio parere un risultato sonoro superiore è quella di una MM da acquistare con il budget dell'insieme testina MC + phono MC/Step up. Tuttavia, se proprio desiderassi una MC (ma perché poi?) quelle che ti ho indicato sarebbero delle buone soluzioni. Bene a quel punto lo Stageline S, magari alimentato direttamente dal tuo Supernait 3, per ora.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu
Caro Francesco,
non conosco questi Roxel, è diventato impossibile star dietro all'invasione di prodotti entry-level che compaiono sul mercato! Apparentemente è un marchio UK, infatti il sito è www.roxel.co.uk. Purtroppo non spiegano molto circa le caratteristiche del diffusore, ad esempio tipo di crossover e frequenza dell'accordo reflex. Comunque, il fatto che il tweeter sembri meno aggressivo, realisticamente, non dipende dalla frequenza di taglio ma da una possibile sua attenuazione di livello, per mezzo di una resistenza. Controlla (basta smontare il tweeter) e verifica che, oltre al condensatore di taglio non ci sia anche una resistenza d'attenuazione. Se il tweeter è attenuato, è normale che tu senta più basse frequenze, è facilissimo ingannare l'orecchio in questo modo! I bassi, se il woofer e il litraggio del cabinet sono gli stessi delle LP42, dovrebbero essere sostanzialmente identici. È chiaro che se il tweeter suona più piano, i bassi vengono fuori con maggiore presenza. Non mi spiego invece il problema della difficoltà di posizionamento. Fai un po' di prove e riferisci non appena ci hai capito qualcosa di più. In tutta sincerità, io attendo che Lonpoo si decida, come promesso, a commercializzare le LP42M in coppia passiva, a un prezzo simile a quello delle LP42. Sarebbe un passo avanti non enorme, ma udibile, che potrebbe relegare le vecchie LP42 al loro destino di obsolescenza.
Grazie per il prezioso spunto, tienimi aggiornato!
Lucio Cadeddu
Caro Antonio,
come ti ho già anticipato in risposta privata, i due diffusori sono di difficile confronto perché hanno un'impostazione timbrica completamente diversa. Inoltre, uno è a radiazione diretta e l'altro è omnidirezionale, un'altra differenza non di poco conto, che va vista anche in funzione dell'ambiente e del posizionamento. Come avrai letto dalle mie recensioni qui su TNT-Audio, a me i due diffusori sono piaciuti molto entrambi, ognuno nella propria specificità. Per mio gusto personale, che conta molto relativamente, forse avrei scelto le Planets, più affascinanti e forse meno HiFi, se mi si passa la forzatura. Non le avrei usate come riferimenti per fare recensioni (più adatte per questo le Elac DBR62) ma di sicuro per ascoltarci tanta musica senza pormi troppe domande. Le Duevel, da questo punto di vista, non si battono. Quindi, in sostanza, molto dipende da che tipo di audiofilo sei tu: quello sempre alla ricerca del pelo nell'uovo, del particolare da mettere in evidenza, dell'immagine a taglio laser oppure sei uno sereno che mette dischi su dischi e se li gode senza patemi d'animo? La risposta a questa domanda orienta la scelta tra i due diffusori in maniera inequivocabile.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu
Caro direttore, scrivo per riportare la mia esperienza relativa all'utilizzo del Fosi V3. Lo avrei comprato a prescindere in tempi relativamente brevi ma, una promozione su Aliexpress tedesco mi ha fatto propendere per un acquisto immediato. 76 euro con alimentazione da 48 volt e spedizione gratuita, che fai, non ti ci butti a capofitto? Detto fatto. Premetto che non ho una grandissima esperienza in termini di quantità di amplificatori ascoltati; devo dire che di amplificatori che facessero male il loro lavoro ne avrò sentiti forse uno o due. Parlo ovviamente di amplificatori dal costo contenuto ma pur sempre di un costo molto più alto di quello di un Fosi V3. Aggiungo inoltre che i diffusori in mio possesso sono delle Stirling Ls3/5a, sicuramente poco sensibili ma che non richiedono centrali elettriche per essere pilotate. Ecco, prima ancora di scrivere delle mie impressioni di ascolto di questo piccolo miracolo, sarebbe il caso di chiarire o spiegare il motivo per cui un amplificatore può essere per tanti un miracolo e per altri una ciofeca. è ovvio, lo sanno anche le pietre, che se ti innamori di un paio di diffusori da pavimento e che scendono a 2 ohm, non puoi pensare di poterle pilotare con un Fosi V3. Ma questo non è un buon motivo per bollare un qualsiasi ampli come nulla di buono. Ed è vero anche il contrario: se hai diffusori facilmente pilotabili, che senso ha spendere migliaia di euro per un ampli costruito per altri scopi?
E veniamo al dunque.
Il Fosi V3 è andato a sostituire nel mio impianto un Gainclone costruito in maniera eccellente. La sorgente, solo digitale, è costituita da un Raspberry come streamer e un DAC Topping E30 (altro piccolo miracolo, 79 euro nuovo) e dai suddetti diffusori Stirling Ls3/5a. Avevo già letto le recensioni, vostre e di altri, relative al Fosi V3 e per certi aspetti sapevo già cosa aspettarmi. Appena collegato ho impostato immediatamente la manopola del volume ad ore 15-16. Il volume lo gestisco dall'app dello streamer. Ed ho cominciato ad ascoltare ovviamente i dischi che meglio conosco. La prima cosa che salta subito all'orecchio è la mancanza assoluta della cosiddetta fatica di ascolto. Continuo ad alzare il volume, (il disco è impegnativo “Fanfare for the common Man” di Aaron Copland, le grancasse sullo sfondo del palco sonoro) temendo di mandarlo in crisi e nel frattempo come Totò pensavo: voglio vedere proprio questo dove vuole arrivare. Fantastico, non si è scomposto per niente fino al massimo del volume. Quando dico che non si è scomposto intendo dire non solo mancanza di distorsione ma soprattutto nessun indurimento delle alte frequenze e nessuna sfocatura della scena sonora. Ed allora vado con un disco molto più facile ma inciso in maniera superba per quanto riguarda la resa della voce maschile, 5:15 A.M. dall'album Shangri-La di Mark Knopfler. Finalmente ho potuto vedere Mark cantare ad altezza uomo e la chitarra posta 50 cm al di sotto della sua voce, una sensazione fantastica, come se lui fosse veramente lì. Il basso? Una nota positiva: molti potrebbero pensare che il basso sia poco impattante. Ho capito invece che è talmente pulito e privo di distorsione che passa quasi inosservato. E le sibilanti? Metto su il brano Both Side Now di Joni Mitchell dell'omonimo album del 2000, disco composto dai suoi migliori brani. “L'album ripercorre l'evoluzione della relazione moderna attraverso le interpretazioni orchestrali di classici jazz di Mitchell” (fonte Wikipedia). Una prova eccellente per verificare la presenza o meno di sibilanti. Anche con questo brano il risultato è stato più che soddisfacente, non solo per la mancanza di sibilanti ma anche per una ricostruzione della scena sonora degna di questo nome (ad onor del vero il disco è inciso veramente bene oltre ad essere validissimo dal punto di vista artistico).
Veniamo all'epilogo: se mi chiedessero, compreresti un Jeff Rowland, un Audio Research io risponderei sicuramente sì avendo la possibilità economica. Possedere un blasone fa sempre piacere. è vero anche che se mi dovessero chiedere ora “cambieresti qualcosa nel tuo impianto per miglioralo” risponderei di no, va benissimo. Questo è quanto. Un caro saluto.
Francesco - E-mail: dileonutrizione (at) gmail.com
Caro Francesco,
grazie per aver condiviso questa tua positiva esperienza con il sorprendente Fosi V3. Come hai visto, anche con diffusori che molti considererebbero vietati per un piccolo ed economico amplificatore in Classe D, il nanerottolo fa la voce grossa, da tutti i punti di vista. Il basso, poi, è capace di ben altre prestazioni se collegato a diffusori meno avari degli LS3/5A, che certo proprio in questa gamma di frequenze hanno il loro vero tallone d'Achille. E non si è fatto spaventare neppure dalla bassa sensibilità, perché di potenza (vera) ne ha tanta. Prova a lasciare il potenziometro del volume del V3 al massimo o, meglio ancora, estirpalo del tutto, se non ti serve, seguendo il tutorial che abbiamo pubblicato poco tempo fa, a cura di Matteo Bruni. A questo punto, se la manopola del volume non ti servisse, potresti anche valutare la possibilità di acquistare due V3 Mono, che globalmente suonano meglio del V3 integrato. Esiste di meglio? Certamente sì, ma a ben altri prezzi. Se ti capita, fai un confronto con un integrato tradizionale moderno di media potenza, tipo Rotel, NAD etc. e comunicaci la tua esperienza. Credo potrebbe essere utile per tanti appassionati che ancora pensano che il V3 sia poco più che un giocattolino. È un amplificatore serissimo, oserei dire persino definitivo in impianti di prezzo contenuto. Se fa suonare così bene le LS3/5A un motivo ci sarà.
Ti auguro buoni ascolti!
Lucio Cadeddu
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