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Reporter: Carlo Iaccarino
La mostra si è svolta dal 4 al 7 giugno 2026 presso l'Austria Center Vienna, centro fieristico di Vienna, in Austria
Scritto: Luglio-Agosto 2026
Sito web ricco di informazioni: High End Society
Eccoci all'ultima puntata.
Vi vorrei segnalare cose che, in ordine sparso, mi hanno colpito, non esclusivamente per il profilo sonoro.
Iniziamo con DYNAUDIO.
Quest'anno aveva allestito uno spazio espositivo che a me è piaciuto moltissimo; per me, uno dei più belli. Da una anonima porta - come tutte quelle delle altre sale espositive - si entrava in una lussureggiante foresta tropicale, circondati dai suoni della natura, frusciare di fronde, ruscellamenti di acqua, cinguetti e altri innocui versi amimali, con illuminazione scarsa. In fondo, un bancone e una retrostante saletta di rappresentanza ed ai suoi lati due ambienti chiusi.
In uno si dimostrava la nuova soundBar Opus One, che da sola replicava l'audio multicanale di un adrenalinico film sulle corse automobilistiche. Sicuramente d'effetto, ma la mia sensibilità verso questi aggeggi è minima, e non posso dirvi altro. Non ho neppure provato a scattare una foto, perché l'apparecchio era comunque grande e la sala era piccola a buia, illuminata dallo schermo di proiezione del film. Condizioni pessime per un buon fotografo, figuriamoci per me 😊
Nell'altro ambiente, invece, parlavano dell'aggiornamento della serie CONFIDENCE. Facevano suonare il modello CONFIDENCE 30i, da pavimento, da circa € 25.000.

La presentazione parlava degli inevitabili miglioramenti negli altoparlanti, qualcosa che ci si aspetta da uno dei principali costruttori di driver. Ma, soprattutto, ci hanno mostrato il nuovo tipo di crossover.

Spero la mia foto riesca a mostrare, in primo piano, l'array di resistenze di precisione adottato in luogo delle normali resistenze capaci di assorbire alte potenze. Questo tipo di resistenze è normalmente usato nei circuiti dove servono componenti con un valore esatto, assicurato entro tolleranze molto strette, per avere certezza dei valori letti. Infatti, hanno detto di essersi ispirati alla costruzione interna degli analizzatori audio della Audio Precision (molto diffusi fra i costruttori, ma anche fra le "nostre" riviste). Normalmente, quindi, sono piccole resistenze che si trovano dove transita segnale a basso livello, molto inferiore a quello che va dall'amplificatore ai diffusori. Tuttavia, per numero, tecnologia di realizzazione e tipologia di montaggio dell'array, in Dynaudio dicono di essere riusciti a mantenerle abbastanza fredde da non modificare i loro esatti valori.
A dar voce ai diffusori c'era una coppia pre/streamer/DAC e finale MOON, una sinergia oramai tipica fra i due marchi e ben collaudata.

Devo dire che siamo rimasti per un bel po' ad ascoltare l'impianto, e a me è piaciuto molto, uno dei migliori ascolti che abbia fatto in fiera. Certo, permane l'impostazione tipica di Dynaudio: suono garbato, compassato, mai d'effetto; a volte ho sentito delle critiche che lo definivano un suono asettico. Capisco che per certi generi il suono riprodotto da questi diffusori (e dagli amplificatori, non dimentichiamolo) potrebbe risultare poco adatto, ma a me, ripeto, l'ascolto è molto piaciuto, ed abbiamo spaziato tra musica classica e rock/pop (no, niente Hendrix; per quello vi dirò dopo...).
Il modello in ascolto si trova al centro della serie, che prevede un modello più piccolo, CONFIDENCE 20i da scaffale, da € 15.000, e uno maggiore, CONFIDENCE 50i da pavimento, da € 50.000. Qui di seguito sono ritratti tutti insieme. La commercializzazione è prevista per fine anno.

Merita precisare che durante la mia visita non è mai stato detto che la casa stava per chiudere la sua sussidiaria statunitense, notizia oramai di dominio pubblico e commentata anche dal nostro Direttore.
Restiamo nell'Europa settentrionale con la Danese CANVAS HiFi.
Propongono una soundBar che si faceva notare non solo per il progetto tecnico, ma anche per la realizzazione estetica.

La parete frontale è densa di altoparlanti, come oramai tutte le soundbar, ma la particolarità risiede all'interno, dove si trova l'elettronica sia di amplificazione che di elaborazione del segnale, in grado anche di effettuare il processamento immersivo della
BACCH.

Come si vede nella foto che precede, gli apparecchi proposti sono due: oltre al modello CANVAS L, da € 6.000; è disponibile anche il modello CANVAS 2.0, più piccolo, da € 3.300. Entrambi i prezzi sono destinati a salire, a seconda della "griglia frontale" scelta.
Infatti, altro punto di forza è la cura estetica del prodotto, pensato per essere piazzato sotto lo schermo, ma anche per andare oltre la mera "integrazione" con l'arredo, mirando a diventare esso stesso un componente dell'arredo. A tal proposito, vengono proposte molte versioni della parete frontale di copertura degli altoparlanti.

Altra cosa interessante l'ho vista da YAMAHA.
Si tratta del modello NX-70 A, un ennesimo esempio di diffusore con l'impianto dentro, perché oltre ad essere amplificato e dotato di DSP, contiene anche lo streamer, già pronto per accedere direttamente a Spotify, Apple, Tidal e Roon. Si tratta, inoltre, di un diffusore wireless, basato sulla oramai collaudata piattaforma MusiCast della casa, capace anche di gestire impianti multiroom. In fiera gli era stato dedicato un ampio spazio espositivo, devo dire ben riempito di suono nonostante le contenute dimensioni del diffusore.

Come spesso accade, uno dei due è il diffusore principale, con tutti gli ingressi e le uscite; in foto si nota anche il pulsantino "YPAO", altro sistema proprietario Yamaha per la calibrazione automatica dei diffusori in funzione dell'ambiente. Ed è presente anche l'uscita linea per pilotare un subwoofer, nonché la presa HDMI e-ARC, per una connessione con gli apparecchi A/V (in primis, il TV) che ne siano dotati. Insomma, un parco connessioni completo.

L'altro diffusore può essere collegato sia senza fili, sia con un cavo di rete: così era, infatti, utilizzato in fiera. Nella seguente foto si vedono gli unici due collegamenti presenti, il cavo di alimentazione e quello di rete per la connessione con l'altro diffusore. E si vede anche come il piedistallo (accessorio acquistabile separatamente) funga anche da "contenitore" dei cavi, dando maggiore ordine all'installazione.

A parte le caratteristiche funzionali e tecniche, oramai analoghe a quelle di molte altre proposte di diffusori tuttinuno, ci tenevo a segnalarvi questo apparecchio perché verrà proposto a circa € 3.000, un prezzo tutto sommato accessibile per ottenere in un colpo solo un impianto audio ben suonante, semplice, completo e sufficientemente aggiornato da non doversi preoccupare della sua obsolescenza tecnologica, almeno per un po'.
Lasciamo la casa dei tre diapason per - perdonerete l'irresistibile gioco di parole - il solo Italico DIAPASON.
La casa esibiva il suo nuovo modello di punta, il diffusore da pavimento DIDASCALÌA, qui di seguito ritratte insieme all'orgoglioso patrón, Alessandro Schiavi.

La mente tecnica dietro a questo nuovo diffusore è Paolo Tezzon, già in forze a Sonus Faber ed ora approdato ad un altro costruttore dell'Italia settentrionale, pure molto attento all'uso ed all'estetica lignea del mobile dei propri diffusori. Nelle Didascalía, Tezzon ha riversato tutto il suo know-how e, soprattutto, ha potuto lavorare senza doversi (troppo) preoccupare del budget ed utilizzando altoparlanti proprietari, così da realizzare un diffusore che può considerare il suo riferimento. Comunque, già, stanno pensando di ampliare la linea Didascalía con altri modelli.
A pilotare - molto bene - le Didascalía c'erano le elettroniche valvolari spagnole di ARS-SONUM.
Qui l'amplificatore Gran Filarmonía XTC Magnum, che fornisce 2 x 30 W a triodi in classe A, da € 19.000.

Si alternava all'altro integrato Gran Filarmonía XF Universum Magnum, che fornisce 2 x 60 W a pentodi, polarizzati in classe A fino a 40W, da € 15.000.

La casa produce anche altri due integrati, il modello Filarmonía XP Universum, da 2 x 32 Watt configurato a pentodo, per € 5.500; ed il modello Filarmonía XP, da 2 x 12 Watt configurato a triodo, per € 8.000 circa.
Infine, Ars-Sonum produce anche il pre-phono MC Fonía da € 9.500 circa; si intravede sulla prima mensola in basso a sinistra nell'impianto utilizzato per le dimostrazioni.

Ho avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere col deus ex machina di Ars-Sonum, Jaime Herbada, che ha tenuto a sottolineare la natura artigianale dei suoi prodotti, assemblati a mano, trasformatori inclusi e realizzati secondo circuitazioni proprietarie. Consentitemi di ricordare anche l'ottima accoglienza iberica riservata ai visitatori "after hours", quando sono stati patriotticamente offerti jamón e un ottimo rosso, mi pare da uve Tempranillo, di cui non ho purtroppo appuntato il nome.
La mostra è stata, come al solito, molto vasta, e non ci provo neppure a parlarvi di tutto ciò che ho visto (e sentito). Preferisco lasciarvi qualche immagine con un minimo commento, così, giusto per passeggiare insieme per le varie esposizioni.
Mostruoso spiegamento di forze del distributore tedesco Audio Reference, che ha occupato praticamente un terzo del Livello 1, allestendo diversi ambienti con diversi impianti.
Qui il salone principale con il megaimpianto composto da elettroniche VTL e D'AGOSTINO, sorgente digitale di dCS, sorgente analogica di VPI e diffusori WILSON.

Al di là dell'impiantone, ho trovato molto interessante l'allestimento.
Un'amplissima sala, con le sedute scalate in altezza, così da avere minime ostruzioni davanti.

Le pareti erano trattate con varie soluzioni della UNIVICOUSTIC, a cominciare dai pannelli MULTIFUSER DC4 (da € 324 per confezione da 4, IVA esclusa) intervallati con pannelli CINEMA Round Premium (da € 478 per confezione da 8, IVA esclusa) alle pareti laterali.

Mentre sulla parete posteriore erano applicati pannelli VicPattern Ultra Wavewood MkII (da € 334 per confezione da 3, IVA esclusa), pure intervallati con i su visti pannelli CINEMA Round Premium.

Un altro ambiente ospitava apparecchi degli stessi marchi, ma meno "estremi". Qui corredati dal condizionatore di rete STROMTANK.

La zona era denominata Lounge, ma dubito che una tale profusione di macchine potrebbe trovarsi in un qualsiasi soggiorno terreno al quale normalmente accediamo...
Un'ulteriore istallazione era dedicata al multicanale A/V, con diffusori PERLISTEN.

Perdonerete la seguente pessima foto, il mio miglior tentativo per farvi vedere anche i vari diffusori "alti" per la codifica Atmos.

A pilotare tutta questa roba c'era un armadio di elettroniche, con decodifiche, allineamento temporale, ecc. e amplificazioni affidati alla TRINNOV,

pilotati dalla nuovissima sorgente (solo transport) a due telai ULTIMA di MAGNETAR, da circa € 15.000.

Ve ne mostro pruriginosamente anche il "lato B", col cordone ombelicale che lega la meccanica vera e propria all'alimentatore che, sostanzialmente, funziona come una batteria, quindi scollegando completamente l'apparecchio dalla rete, dai suoi disturbi e dalle sue fluttuazioni.

Altre istantanee da sale dove pure mi è molto piaciuto ciò che ho sentito.
Ecco la sala di LUXMAN, che festeggiava il suo primo secolo.

L'impianto centenario era composto da "piatto" PD-191-A, da circa €13.000, Pre-phono E 07, da circa € 6.500, lettore di rete NT 07, da circa € 8.000, lettore di dischi ottici (CD e SACD) e DAC D 100, da circa € 20.000, preamplificatore C 10 X, da circa € 20.000 e due finali mono B 100 Centennial, da € 52.000 la coppia.
Ho ascoltato una selezione di musica classica su LP davvero piacevolmente riprodotta, senza effetti speciali o eccessi da iperdefinizione. Un ascolto tranquillo e, ripeto, piacevole, come dovrebbe essere, in fondo, questo nostro strano hobby.
Altro ascolto molto piacevole nella sala di INNUOS.
Questo costruttore aveva allestito un impianto che presentava come sorgente i suoi streamer della serie NAZARÉ, con DAC, pre e finali della EMM LABS e diffusori della MARTEN.

Qui l'ascolto è stato non solo piacevole, ma anche interessante, quando hanno mostrato le differenze ottenibili passando o meno per lo switch audiofilo Nazaré NET o il reclocker Nazaré FLOW.

Che vi devo dire: il miglioramento c'era senz'altro, ma a queste poco audiofile ed allenate orecchie pareva davvero sottile. Già nella versione "liscia" era un gran bel sentire.
Lo so, lo so, siete curiosi; va bene: per il front-end ci vogliono poco meno di € 90.000 (ma vi potete fermare a 46.000 per il Nazaré "base"), per il DAC DAC2i, il preamplificatore PREi ed i finali MTRX2 occorrono circa € 160.000, e più o meno la stessa cifra per i diffusori Coltrane Quintet. Poi, per replicare quell'impianto, occorrono altri € 40.000 circa per cavi, tavolino e altri complementi 😄.
Altro ascolto molto piacevole nella saletta della FRANCO SERBLIN, dove il cortesissimo Massimiliano Favella aveva allestito un impianto che faceva suonare le sue ACCORDO GOLDBERG con la sorgente ACCUPHASE, e l'amplificazione NAGRA.

Altro esempio di suono corretto, compassato, mai urlato o sguaiato; in una parola, piacevole. Certamente avrà contribuito anche l'allestimento e, non ultimo, la sguardo paternalistico, ma vigile, del mai dimenticato fondatore.

B&W aveva allestito un grosso spazio espositivo con DENON, tutto incentrato sulla presentazione della nuovissima 801 D5, da € 50.000 la coppia, che troneggiava al centro della sala.

Naturalmente se ne prevedeva anche un'esibizione suonante, a valle di sorgente liquida INNUOS e pre e finali mono MARK LEVINSON. Ciò mi fornito un dato al quale non avevo fatto (ancora) caso: nel "gruppo", oltre a Denon c'è anche MARANTZ, ma nessuno di questi due storici marchi di amplificazione ora ha a catalogo neppure una coppia di pre e finale stereo.

Per quanto gradevole la finitura del modello esposto staticamente, quella scura del modello suonante a me è piaciuta di più in effetti, si tratta di diffusori abbastanza grossi, e si sa che... il nero sfina 😄.

AVANTGARDE presentava con orgoglio il loro OPUS 1, un diffusore amplificato da pavimento da circa € 13.000.

Naturalmente suonava bene, ma la cosa mi ha destato qualche dubbio: visto che insistevano molto sul fatto che con questo modello garantiscono bassi potenti, come gli altri, ma con un ingombro minore, perché non inserirli in uno spazio maggiore rispetto a quello allestito e di cui potete farvi un'idea dalla mia foto? Non dico gli spazi enormi occupati a Monaco per il sistemone, però...
Inoltre, visto che uno dei punti di forza dei sistemi di altoparlanti della casa è sempre stato quello della alta efficienza (l'Opus One è dato per 103 dB), che senso ha fornire già l'amplificazione, così eliminando l'atout tipico dei diffusori ad alta efficienza, se vogliamo, anche il "gioco", di cercare il proprio amplificatorino, magari a valvole, per aggiustare sartorialmente la voce ai propri gusti?
Vabbé almeno il prezzo è contenuto, considerando, per un verso, le "abitudini" di questo costruttore e, per altro verso, che, comunque, con il diffusore arrivano anche due amplificatori. Uno è in classe AB da 10 W (passianamente, il primo watt è in classe A) per pilotare il grosso del segnale (da 700 Hz a 20 kHz) affidato all'altoparlante caricato con la tipica tromba sferica Avantgarde. L'altro è da 250 W, e copre il resto della gamma audio verso il basso. Per quest'ultimo amplificatore non dichiarano la classe di funzionamento, ma per potenza, dimensioni e assenza di elementi di raffreddamento, immagino che sia un modulo a commutazione, non esplicitato per non correre il rischio di spaventare la clientela audiofila tradizionalista con troppe novità.
In ogni caso, effettivamente le dimensioni di questo diffusore sono contenute e la sua estetica mi pare facilmente inseribile in ambiente domestico. Avantgarde, così fornisce, per un prezzo non astronomico, una soluzione "plug-and-play" senza perdere la sua identità, tenendosi anche lontana dai "catafalchi" tanto invisi al nostro Diretúr 😁.

Altra esposizione dove, come mi accadeva spesso anche a Monaco, ho sentito un bel suono è stata quella di CONSTELLATION, che esibiva i suoi nuovi modelli top per l'amplificazione, i finali mono Statement, da circa USD 400.000 la coppia.

L'impianto prevedeva come sorgente digitale le macchine di dCS e come sorgente analogica un mastodontico giradischi (e braccio, e testina) di EAT. Il resto dell'amplificazione Constellation era costituito dal pre-phono PERFORMANCE 2, e dal preamplificatore ALTAIR 2, altra loro novità, da circa USD 100.000.

D'accordo, si tratta di cifre così alte da non avere alcun possibile senso. E allora perché ve ne parlo? Perché è stato uno dei pochi impianti dove la musica ha comunque attirato le persone. Qui una foto scattata "after hours": peccato non sia un video, altrimenti avreste notato anche il nodding di alcuni, mentre la sala era riempita da Hendrix...

Torniamo a livelli terreni, con INDIANA LINE, nome storico dell'HiFi Italiana, ora stabilita in Polonia, dove avviene la progettazione, mentre la costruzione è delocalizzata in Cina.
A Vienna esibiva la sua nuova linea di diffusori Lira, composta da due diffusori da piedistallo, Lira 2 e Lira 5, ed uno da pavimento, Lira 6, da circa € 2.500, premiato con lo IF Design Award per il 2026, ritratto qui di seguito.

Immancabili i nostri amici di KACSA AUDIO, con la loro oramai tradizionale (potrei sbagliarmi, ma io me li ricordo già ad uno degli ultimi Top Audio...) postazione per realizzare sul posto i propri cavi personalizzandoli su richiesta per lunghezza e connettori.

Nello spazio espositivo di KLIPSCH, ampio risalto veniva dato alla leggendaria Klipschorn, proposta nella versione celebrativa dell'ottantesimo compleanno, al prezzo di circa € 30.000 la coppia; per l'occasione, le elettroniche erano Onkyo, marchio rinato dopo essere stato acquisito nel medesimo gruppo.

Anche questo storico costruttore proponeva un diffusore con l'impianto dentro, anzi ne aveva una serie composta da tre modelli, tutti da supporto.

Si tratta dei modelli THE FIVES II (quelli bianchi), da € 1.400, THE SEVENS II, da € 2.000 e THE NINES II, da € 2.500.
Anche qui abbiamo diffusori amplificati (con moduli Onkyo, naturalmente) e con capacità di streamer, connettività WiFi, ecc. Via via che si sale di modello si acquistano maggiore potenza di amplificazione, nonché funzioni aggiuntive, come la correzione acustica ambientale di DIRAC, la certificazione THX, ecc.
Mi rammarico di essere arrivato in quella saletta a mostra praticamente finita e, quindi, ad impianto silente; ma sono certo che queste soluzioni meritino lo stesso plauso più su tributato a Yamaha.
Eccoci ora ad una sala affidata alla sapiente conduzione del veterano Massimo La Vigna, dove era esposto un impianto composto da apparecchi di tanti marchi diversi sapientemente assemblati. Il piatto era di AMG, con fonorivelatore ottico e relativo "pre-phono" DS AUDIO, lo streamer (mi perdonerete se non ho ben capito come era stato creato) forniva il segnale digitale al nuovo DAC OPAL della vicentina PATHOS, che forniva anche l'amplificatore integrato INPOL Legacy, che, a sua volta, pilotava i diffusori da pavimento Modena di MARCO SERRI DESIGN, con sezione medioalta "ibrida" (usa un driver conico e uno planare) ad emissione bipolare.

Sulle casse si intravedono due "cappucci". Si tratta di accessori della ANTINOISE TECHNOLOGIES, un altro produttore che, a discapito del nome, è italiano e che ha fornito tutti i cavi dell'impianto, nonché varie soluzioni per combattere rumori ed interferenze: i dischetti sulle casse, ma anche una specie di cuscini su cui poggiare gli apparecchi. In particolare, i dischetti sono come delle "spugne magnetiche" che mirano ad assorbire le interferenze elettromagnetiche: qui sotto vediamo la giungla dei cavi e vari dischetti strategicamente posti su diversi apparecchi (anche sullo switch/router) per combattere le insidiose EMI/RFI.

Alla mostra esibiva anche URR AUDIO, un costruttore norvegese che ha recentemente interessato molto la stampa, tanto che Stereophile gli ha dedicato una copertina. Si identifica col simbolo runico che, per noi mediterranei, ricorda un po' una PHI maiuscola. In ascolto c'era il modello ICON 12 (forse: ho perso i miei appunti...), vichinghianamente accompagnato da un'ascia...

Qui un dettaglio dell'altoparlante montato a radiazione diretta e, in basso, del crossover: magari la foto non lo mostra bene, ma erano entrambi "belli grossi".

Chiuderei con l'esibizione di VTL.
A Vienna occupavano un salone al livello dell'ingresso, una postazione quasi defilata, direi molto in linea con l'understatement di Luke Manley e Bea Lam, che hanno sempre allestito un'esibizione minimale, curata, facendo a meno di sensazionalismi e stratagemmi per attirare il pubblico.
Trucchi inutili, perché il pubblico arrivava da solo, cercando VTL fra gli esibitori.
Quest'anno la novità di rilevo era la versione definitivamente entrata in produzione del finale monofonico LOHENGRIN, da circa € 120.000 la coppia, che pilotava per l'occasione gli ALEXX VFX di WILSON.

Il resto dell'impianto era composto da giradischi 3 S di SME, con testina ETNA SC LAMBDA di LYRA, front-end digitale ROSSINI di dCS, e amplificazioni di VTL: il pre-phono TP 6.5 ed il preamplificatore T 7.5.

Come sempre, ci sarebbe moltissimo altro da farvi vedere, ma penso di essermi dilungato già abbastanza.
L'anno prossimo la mostra resterà a Vienna, e le date sono già fissate (e non ci sarà l'Eurovision Song Contest a farle slittare...): dal 6 al 9 maggio 2027.
Vienna è una splendida città, che offre molto anche a chi non sia interessato a rinchiudersi tutto il giorno in un centro congressi. Non è un posto economico, ma direi che, organizzandosi in anticipo, si possano scovare anche buone soluzioni, anche considerando i suoi ottimi trasporti pubblici.
Persino il Diretúr potrebbe trovarsi bene, perché la città è molto bike-friendly. Vi basti questa foto, di una postazione pubblica con attrezzi per gonfiaggio gomme, aggiusti e registrazioni "on the fly", e sullo sfondo un affollato parcheggio per le due ruote. Ah, la foto è presa nelle immediate vicinanze di una stazione della metro, sulla linea che collega direttamente il centro congressi col centro cittadino...
Di seguito il link alla prima parte e il quello alla seconda parte del mio resoconto.
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