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Lettere alla Redazione

ATTENZIONE!!! Pregasi leggere prima le Istruzioni per l'uso
Per le domande più generali leggete prima la rubrica Adeste Fideles!

In risposta alla lettera della settimana scorsa sugli stabilizzatori per CD
di Stefano Monteferri, autore dell'articolo incriminato.
Marco,
apprezzo sinceramente le lettere come la tua, in quanto non solo esprimono un punto di vista differente, fornendo l'occasione per approfondire e spiegare meglio alcuni concetti, ma lo fanno in maniera un pò provocatoria, e questo non fa altro che aggiungere più sapore alla lettura degli articoli e della posta, arricchendoli di colori spesso assenti.
Tuttavia, è necessario prestare un minimo di attenzione a quanto si afferma ed al modo in cui lo si fa, perchè esiste il rischio concreto di perdere immediatamente di credibilità, vanificando gli sforzi effettuati nel tentativo di disquisire su aspetti che, nella realtà, non risultano affatto banali, ma, anzi, di estremo interesse.

Nel corso della manifestazione Roma Audio Show dello scorso anno, mentre ero intento ad apprezzare i benefici effetti derivanti dall'uso del liquido per CD Shinpy Claro su un impianto che, almeno in teoria, sarebbe stato in grado di estrarre il massimo dai lucenti dischetti (Marantz CD15, pre e finale valvolare di cui non ricordo il nome, cavi Shinpy *liquidi*, nonchè gli osannati diffusori Claravox Euritmica), si presenta un simpatico ragazzo che, armato di alcuni CD da lui masterizzati, dopo aver psicologicamente atterrito (!) gli sprovveduti *ascoltoni* presenti nella saletta in oggetto, dichiarando di operare all'interno di un'azienda che operava nel settore specifico della conversione di segnali analogici e digitali, dotata di laboratorio con strumenti altamente tecnologici, inizia a sentenziare a destra e a manca, sulla superiorità del digitale rispetto all'analogico, sulla superiorità del CD rispetto al DAT (!!!), sul fatto che zero è zero e uno è uno, e così via, insinuando dubbi esistenziali ai poveri presenti.
Per fortuna tutti i dubbi sono stati risolti dallo stesso simpatico ragazzo, il quale, dopo aver perentoriamente intimato al dimostratore di far inghiottire all'incolpevole Marantz alcuni tra i CD masterizzati, ha dovuto subire l'onta di una serie di battute e risolini da parte del pubblico presente, finendo per uscire dalla saletta dimostrativa con (forse) qualche certezza in meno e (certamente) una esperienza di vita in più.
Infatti, ad un suono tendenzialmente asprigno si affiancava una significativa mancanza di profondità.
A conferma che certe informazioni erano ormai andate perdute, neppure l'applicazione del *magico* liquido restituiva la necessaria naturalezza all'ascolto.
Eppure, zero era rimasto zero, ed uno uno!

Fin qui, a parte le apparecchiature, non ho fatto nomi: ora ne faccio.
A poca distanza, nello stand della Marantz, era a disposizione del pubblico nientepopodimenochè Ken Ishiwata!
Nel corso del colloquio che ho immediatamente iniziato con Ken, gli ho chiesto, tra le altre cose, per quale motivo lettori pur eccellenti quali, ad esempio, il CD17, migliorassero le prestazioni musicali utilizzando uno stabilizzatore per CD di buona qualità.
Ken, PUR CONVENENDO SUL FATTO CHE L'USO DI TALE APPARECCHIATURA MODIFICAVA SENSIBILMENTE IL SUONO DEL LETTORE CD, tuttavia riteneva che tale variazione del suono non rappresentasse, di per se, un motivo di miglioramento del suono stesso, ma semplicemente una sopraggiunta differenza, apprezzabile o meno.
Tuttavia, nel caso in cui tale differenza risultasse gradita, come alternativa allo stabilizzatore suggeriva di utilizzare una piccola moneta (!) da inserire nel piccolo incavo superiore presente nella meccanica CDM12, utilizzata dal CD17.
In tal modo, a fronte di un suono mutato, non ci sarebbe stato un aumento eccessivo della massa in rotazione, salvaguardando la meccanica da sforzi eccessivi.
Per chi non lo conoscesse, ricordo che Ken Ishiwata è il PROGETTISTA CAPO della Marantz, azienda ben nota per la qualità delle apparecchiature che produce, e se lui dice che anche l'aumento di massa derivante dall'inserimento di una monetina da cinquanta lire al centro della parte superiore della meccanica di lettura determina variazioni sul suono, forse il beneficio del dubbio è opportuno concederglielo!

Da parte mia, senza tornare a ricordare le condizioni essenziali in assenza delle quali diventa difficile valutare qualsiasi modifica effettuata, senza scomodare i miei oltre sedici anni di esperienza professionale trascorsi tra zero e uno, ma attingendo ai quasi venticinque anni di passione audiofila, posso solo dire che, in queste cose, preferisco seguire un approccio piuttosto pragmatico.

Se vedi delle impronte sulla neve, significa che qualcuno è passato di lì.
Se senti delle variazioni sul suono a fronte di interventi effettuati, e tali variazioni ti piacciono, significa che gli interventi funzionano!
La scala dei colori è quando di più affascinante esista in natura.
Perchè tentare di ridurre tutto esclusivamente al bianco o al nero?
Stefano Monteferri E-mail: Stefano@tnt-audio.com

Marco, prima di poter leggere questa risposta di Stefano, mi aveva già spedito 4 o 5 messaggi tra cui questo, che sintetizza bene il suo pensiero.
Segue una mia risposta e quella di un lettore, tra le varie che ho ricevuto.

Ho sempre avuto l'impressione che il mondo del cosiddetto HIFI sia costellato da apparecchi assolutamente non ad alta fedeltà, non per strane o esoteriche combinazioni ma per un progetto di fondo impostato sulla economicità (di produzione, non di vendita).
Dammi una spiegazione:

  1. Non sapevo che il tasso di errore dei CD fosse cosi alto! Come si può considerarli seriamente? Ergo il tappetino è solo un palliativo per un problema di fondo di progettazione. A riprova di ciò GLI STESSI SUPPORTI utilizzati come CDROM hanno un tasso di errore zero (!) con le stesse meccaniche (!!) Ergo, i costruttori stanno tutti PRENDENDO IN GIRO I COSIDDETTI AUDIOFILI che si abbassano a ascoltare musica ERRATA E CORRETTA IN TEMPO REALE Ugh! :-(
  2. Perche gli stampati sono quasi sempre monofaccia?
  3. Perche invece che usare cavi strani che funzionano più o meno per combinazione (di ambiente/ampli/casse ecc.) non si usano ingressi/uscite con impedenze controllate/cavi coassiali a schermati a impedenza costante ecc. come in alta frequenza.
  4. Perchè non si usano relè ad ampolla reed in atmosfera controllata che eliminano totalmente problemi di contatti? Esistono da anni e non sono particolarmente costosi (L. 1.000 circa il pezzo).
  5. Se tu mi dici che c'è differeza usando cavo coassiale digitale o ottico digitale VUOL DIRE CHE ESISTE UN ERROR RATE DIVERSO DA ZERO nella trasmissione CHE VIENE CONSIDERATO NORMALE. Perchè il protocollo di trasmissione digitale non è a pacchetto e error free?
    Non costa niente di più farlo!
Da tutto questo emerge la volontà chiara dei costruttori di HIFI (o quello che effettivamente è!) di creare i problemi per poi vendere la soluzione (non assoluta ma con tante gradazioni di miglioramento) per sfondarsi le tasche di soldi.
Ditemi se i miei dubbi sono per caso balenati anche a voi!

Poi avete interpretato male le mie parole!
1) Io non ho certezze, parlo per esprimere i miei dubbi. Magari sono polemico, ma è il mio (brutto) carattere.
2) Io STIMO veramente chi parla onestamente e liberamente di questi problemi. Ancora di più chi crea uno spazio come Voi per permettere alla gente di parlarne insieme. Se temevate di entrare in polemica con qualcuno (anche se positiva) non dovevate semplicamente aprire TNT, ma io sono contento che lo abbiate fatto.
Marco, il polemico. E-mail: istituto.istruzione.qus@softcom.it

LC
Caro Marco,
non temiamo di entrare in polemica!!! Tutt'altro! Non sai che il valore di una tribù si misura dal numero dei suoi nemici? (proverbio indiano) :-)
A parte gli scherzi, vedo di risponderti punto per punto.

  1. Commetti un GROSSO errore a confrontare i lettori CD-ROM con i CD-Audio.
    Infatti la differenza è sostanziale e davvero stavolta sono molto sorpreso che tu ignori queste differenze, tra l'altro molto logiche:
    il CD-ROM, quando legge i dati (non quando riproduce i CD-Audio) non fa uso di un circuito di correzione degli errori!!! Ci mancherebbe altro che interpolasse i dati!
    Infatti un CD-ROM appena un minimo rovinato è perso per sempre.
    Invece il CD-Audio l'hanno voluto eterno (o così ci hanno fatto credere) cioè doveva continuare a suonare anche in condizioni estremamente sfavorevoli...ed ecco la gran trovata del circuito di correzione degli errori, necessario e vitale tra l'altro per consentire la lettura CONTINUA dei dati.
    Per ovviare al problema si sarebbe potuta implementare una sorta di uscita bufferizzata (tipo flash-memory) che immagazzina i dati via via che vengono letti, consentendo al sistema di lettura, qualora ce ne fosse bisogno, di rileggere i dati alterati, sperando in una seconda lettura perfetta.
    Certo che se l'errore persiste, mancando il circuito di correzione, il lettore si blocca.
    Il problema più grosso è che questo tipo di memorie tampone sono ancora costose da realizzare e poco affidabili (o questo è ciò che mi hanno detto alcuni Costruttori).
    L'idea, ripresa nelle sue linee fondamentali è alla base del progetto
    HEPC di Kostas Metaxas, spiegato qui su TNT.
    Quindi in un certo senso hai ragione: gli stabilizzatori servono a porre rimedio, talvolta, ad un sistema ben lungi dall'essere error-free.
    Per maggiori informazioni prova a leggerti l'intervista ai progettisti dell'Audio Analogue sempre qui su TNT. Ti potrebbe chiarire ancora qualche dettaglio. Se necessario chiedi pure a loro ulteriori chiarimenti sul problema.
  2. Non è vero che gli stampati sono quasi sempre monofaccia. E comunque la ragione è il costo, evidentemente.
  3. Il tipo di relè cui tu fai cenno mi risulta sia già impiegato, sebbene, non estensivamente.
    I motivi dovresti chiederli ad un progettista di elettroniche, non a me, misero critico (?) audio.
  4. La differenza tra cavo analogico e ottico: hai mai considerato il jitter?
Non direi che i Costruttori HiFi realizzano male i propri apparecchi per specularci. Mi sembra un'affermazione, scusami, piuttosto grossolana.
Ogni Costruttore ritiene, a torto o a ragione, di aver progettato il meglio.
I problemi sono tanti e si devono fare i conti con tanti parametri: costo, reperibilità dei materiali, affidabilità etc etc.
Se esistesse una formula magica per progettare l'HiFi perfetto non credi che qualcuno l'avrebbe già fatto da tempo? Avrebbe semplicemente distrutto la concorrenza.
Ti consiglio di farlo, diventeresti ricco sfondato :-)

Se così non è significa che le cose non stanno esattamente nella prospettiva un pò semplicistica ed ingenua (stavolta si! :-) ) nella quale tu le vedi (della serie: ...te come la vedi?... :-) )

In chiusura dici di non avere certezze ma di esprimere dubbi.
Bè, scusami tanto, ma ti contraddici palesemente. Fortuna che la tua lettera precedente è ancora disponibile per tutti i lettori.
Ricordo la tua frase di chiusura:
Se notate qualche errore di sorta ditemelo ma....sono CONVINTO di quello che dico visto che col digitale e analogico ci lavoro da circa 7 anni... etc. (parole testuali).
Non mi sembra la proposta di un dubbio quanto l'affermazione di una certezza assoluta avvalorata peraltro dai circa 7 anni di esperienza!!! No?
Dici poi di essere polemico. Secondo me non lo sei.
Sei un pò avventato ed anche un tantinello ingenuo :-) tutto qui. E non ricordi neanche quello che hai scritto un giorno fa.
Se vuoi fare polemica sei il benvenuto però la prossima volta fai più attenzione, hai trovato qualcuno che, a quanto mi dicono gli amici, spacca il capello in otto parti uguali :-) e non si tira indietro davanti a niente ed a nessuno.
Credi che avrei creato TNT altrimenti?
A testimonianza della tua ingenuità, in un altro mail, per dovere di cronaca, affermavi che secondo te la frase di Oscar Wilde, quella che apre TNT, è sbagliata (!!!), solo perchè ammetti di non averne capito il significato.
Se tutte le cose che non capiamo fossero sbagliate!!!
Ma ti pare che andavo a mettere una frase banale in apertura di una rivista che di originale ha tutto? :-)
Credi che sia così sprovveduto da mettere una frase sbagliata?
Per confortarti, la frase l'ho presa proprio da un libro di Oscar Wilde, ben noto per le sue massime tutt'altro che banali ed intuitive e che ti consiglio caldamente di leggere, magari iniziando, qualora non l'avessi già fatto, dal bellissimo Il ritratto di Dorian Grey.

Infine, in un'altro mail dei 10 che mi hai mandato in meno di una settimana, ti proponevi come collaboratore di TNT.
Non vorrei urtare la tua sensibilità però sono costretto a dirti no grazie.
Non mi interessa che i collaboratori siano dei grandi esperti di HiFi ma che almeno meditino un pò prima di scrivere. E' una dote che apprezzo moltissimo nelle persone.
Queste mie risposte alle lettere che ricevo (sull'ordine delle 40 alla settimana, molte multiple dalle stesse persone, come hai fatto tu pensando che forse non ho altro da fare che scaricare 100 e-mails al giorno di cui molti proprio per TNT) non sono buttate lì per caso come vengono ma scritte, rilette almeno DIECI volte, corrette, tagliate, cancellate, riscritte etc etc.
Come ti dicevo nella prima risposta: le parole sono importanti.
Alla prossima (magari con un pò più di attenzione...)
Con stima,
Lucio Cadeddu

Segue la risposta di un lettore di TNT:

Egr. Sig. Marco Ciampa,
non metto sicuramente in discussione le sue conoscenze scientifiche nel campo dell'elaborazione e conversione di segnali digitali e analogici per strumentazione da laboratorio e industriale, ma qui siamo in un campo completamente diverso e leggendo la sua lettera francamente mi sono sorpreso.
Non ci vuole molto orecchio per rendersi conto di quanta influenza possa esserci nel suono al solo inserire sotto il lettore CD dei supporti di diverso materiale.
Sull'ultimo numero di Fedeltà del Suono addirittura esiste una prova completa di una decina di diversi supporti ed ognuno con proprie caratteristiche sonore.
Il mio impianto non è un impianto che supera la decina di milioni, ma ho ritenuto indispensabile per una corretta messa a fuoco dell'insieme investire circa un milione in stabilizzatori di vario tipo.
Posso assicurare che ne vale assolutamente la pena (per un appassionato) e che la differenza è udibile da chiunque.
Addirittura certi supporti influenzano il suono non solo sotto il lettore o le casse ma anche sotto un ampli integrato.
Pertanto prima di fare sparate e dare dell'ingenuo a persone che sicuramente in ambito hi-fi ne sanno più di lei, sarebbe bene documentarsi un pò, o quanto meno provare per conto proprio.

A sua disposizione per una eventuale dimostrazione delle differenze sonore le porgo i migliori saluti Eugenio Fenocchi

Un multiCD? Why not?
Caro Lucio (ti do del tu visto che siamo coetanei),
mi chiamo Francesco Ferrari, sono da due anni residente negli Emirati Arabi ed in procinto di rientrare in Italia a metà marzo.
Siccome qui l'audio-video costa il 35-40% in meno rispetto all'Italia, volevo comprarmi un bel *compattone* prima di rientrare; stavo quindi tranquillamente navigando tra i vari siti delle case produttrici, quando per caso sono approdato nel tuo sito.
E qui mi sono incagliato, nel senso che ho smesso di navigare ed ho cominciato a leggere TUTTA (ma proprio TUTTA)la tua rivista.
Risultato: addio compattone (nonostante le disperate urla del mio portafoglio) ed anche addio alla possibilità di acquistare in loco buona parte dei componenti: come scegliere le casse senza conoscere ancora le dimensioni dell'ambiente nel quale andranno posizionate?
come scegliere l'ampli senza provarlo sulle casse che dovrà gestire?
L'unico componente che mi pare *neutro* rispetto agli altri è forse il lettore CD, e questo vorrei acquistarlo qui per motivi di costo.
A questo punto, quale scotto da pagare per avermi convertito in futuro audiofilo :-) (per ora ricado assolutamente nella categoria degli *ignoranti*) ti chiedo di risolvere un mio dubbio.
Ascolto un pò di tutto, ma prevalentemente classica e (soprattutto) lirica.
E qui sta il problema: un'intera opera è praticamente sempre divisa in 2 od anche 3 CD, ed io amerei poterla *caricare* tutta, in modo da poterla ascoltare in completo relax.

Secondo problema: amo ascoltare musica ovunque, anche in auto, e mi piacerebbe poter registrare dei *medley* dai miei CD su dei un minidiscs, da poter poi ascoltere in auto o su di un portatile.
Per queste esigenze, come puoi capire, un multilettore CD sarebbe davvero comodo.
Ed allora, nonostante la tua conclamata avversione ai multilettori, io ti chiedo ugualmente: non esistono multilettori di qualità che non assomiglino per forza ad astronavi, pieni di led e lucine varie, ma si limitino a suonare bene QUALCHE CD (3 o max 5, non 60)?
Se ci fossero, sarei anche disposto a spendere qualcosa di più a parità di qualità; anzichè un lettore singolo da 7-800.000, un multilettore da 1.000.000.
Oppure ci sono proprio dei motivi tecnici che impediscono ad un multilettore di avere una qualità decente (nel qual caso dovrei *rassegnarmi* al lettore singolo)?
Spero che tu, nonostante i tuoi impegni che immagino numerosi, trovi il tempo per rispondermi entro metà marzo (ritieniti comunque *scusato* in anticipo se non potrai farlo);
ed in ogni caso, complimenti per la tua rivista (che continuerò a seguire fedelmente, per poter imparare il più possibile).
E' davvero bello vedere qualcuno che impiega il proprio tempo libero ed il proprio danaro sì per una sua passione, ma nello stesso tempo aiutando e dando un servizio agli altri.

P.S. Sono anch'io, come te, appassionato di auto d'epoca (possiedo un maggiolino cabrio vetro piatto del 71 completamente originale).
Non riuscirai invece mai a convertirmi al ciclismo (troppo sudore!) :-)
Francesco Ferrari - E-mail: sadeauh@emirates.net.ae

LC
Ciao Francesco,
e ben approdato sul porto di TNT!
Già, proprio di porto si tratta visto che nei miei intenti dovrebbe essere il punto di partenza per un viaggio nel mondo della vera HiFi, ed ogni lettore *sbarcato fresco* è per me un turista da indirizzare verso i lidi più piacevoli, quelli della buona Musica riprodotta.
I lettori come te poi sono quelli più preziosi, perchè approdati alla vera HiFi dopo il naufragio nel mare magnum del mercato consumer.
Quel tipo di lettore che le riviste specializzate non avranno mai, nonostante continuino a recensire compattoni :-)
Chi, dovendo acquistare un compatto va in edicola ad acquistare le 4-5 riviste specializzate del settore? Troverà risposte a quel che cerca? Troverà articoli sulle basi dell'HiFi che lo accompagnino in questo lungo e piacevole viaggio?
La risposta è no, ma non perchè le riviste cartacee non facciano anch'esse opera di divulgazione, ma perchè gli articoli divulgativi sono sparsi nei dieci-undici numeri all'anno, e per trovare tutta l'informazione potrebbe essere necessario (ma non sufficiente!!!) acquistare la (le) rivista(e) cartacea per qualche anno.
Qui sta la forza della Rete: tutta l'informazione sempre disponibile e per sempre, 24 ore su 24, 365 giorni all'anno a portata di mouse.

Prima di entrare nei dettagli dei tuoi quesiti mi preme farti osservare una cosa: l'acquisto di un apparecchio all'estero (diciamo fuori dalla Comunità Europea) comporta dei rischi: può darsi che l'apparecchio non sia omologato CE, le nuove norme sulla sicurezza elettrica delle apparecchiature elettroniche e, se fermato alla dogana, potresti non riuscire a farlo passare.
Non solo, ma potresti dover pagare IVA e tasse per farlo entrare in Italia.

Fatte queste doverose precisazioni veniamo al tuo problema del lettore multiCD.
Non è che sono contrario per partito preso è che, a parità di prezzo, logica vuole che un apparecchio con più cose sia di qualità inferiore rispetto ad uno più semplice.
Poi una questione pratica, che, da appassionato di auto, dovresti capire: tutto quello che non c'è non si rompe.
Però, se davvero pensi di non poterne fare a meno prova a vedere i multi CD della NAD, in particolare il modello 523, che qui in Italia costa meno di un milione (ma va bene anche quello che hai trovato a meno di mezzo milione).
In alternativa, per una cifra simile, il Rotel RCC945 o il Marantz CC45 (meno di 700.000 lire).
Poi c'è la produzione standard giapponese, tra i quali mi sentirei di consigliarti la serie PDM della Pioneer (ad esempio il 423), lettori che costano poco ed hanno alcune caratteristiche costruttive interessanti tipo il telaio antivibrazioni.

Per ampli e casse credo che ci sentiremo quando tornerai qui in Patria.
Grazie infine per l'apprezzamento, ma già poter strappare un compattone dalle mani di qualcuno :-) mi riempe sempre di gioia, più di qualunque complimento.
Ah, per quanto riguarda le auto d'epoca: complimenti per il Maggiolone, davvero una bella macchina, anche se io continuo a rimanere fedele ai marchi italiani (come in HiFi, d'altra parte :-) ), Alfa in particolare.
Sto corteggiando una Giulia Ti...ma non so come andrà a finire.
Come per l'HiFi anche per queste cose bisogna avere pazienza...la fretta è sempre una pessima consigliera.
Quanto al ciclismo poi, beh, bisogna provare: secondo me è uno degli sport più belli perchè unisce la Passione per la tecnologia sofisticata (un pò come l'HiFi), i tweakings esasperati (blue-tac per diminuire le vibrazioni del cardiofrequenzimetro!!!!), l'aria aperta, il senso di libertà e l'individualismo agonistico. Ok, ok, fine dello spot :-)

Ultimissima cosa: mi chiedevi di rispondere prima di metà marzo...spero di non essere stato troppo veloce!
Vrrroooooom!
Lucio Cadeddu

Nuovo pre e nuova testina, parte II
Ho letto la posta...ed hai ragione, scusa ma nella fretta di avere una tua opinione non ti ho detto tutto; dunque la testina l'ho potuta avere al prezzo di lit. 700.000 (nuova), ed il pre (usato del 1988) a lit. 100.000.
Di questo EELA AUDIO 804 posso dirti che mi sembra di impostazione professionale (nulla all'estetica, uscite sbilanciate cannon) e mi sembra che funzioni a meraviglia.
Ho tutto già montato a casa e mi sto godendo i miei dischi.
Hai ragione a suggerirmi il cambio della base e del piatto, ma al momento non ho i fondi per tutto e non ho visto in giro nulla di interessante, così ho pensato (dovendola comunque cambiare) a prendere una testina di un certo livello per poi occuparmi - con calma - del resto.
Non ti ho nemmeno spiegato che il pre Sentec sinora utilizzato (PP9 non 100 come ti ho scritto nella fretta) l'avevo ricevuto in prova da un amico che me lo venderebbe anche a prezzo di costo (750.000 lire ca. - ora non è più importato - ma veniva venduto a ca. 2mln.) ma che ho capito avrebbe piacere a tenerselo in quanto possessore anche del pre linea e dei due finali mono della stessa famiglia, ed è per questo motivo che ho cercato un nuovo pre phono.

Spero di essere stato chiaro, e se hai tempo e voglia, spero di avere comunque una tua ulteriore e-mail.
Anzi se hai qualche suggerimento da darmi su piatto e braccio...
Grazie come sempre per l'attenzione
Romano Jeran - E-mail: jeran@isg.it

LC
Caro Romano,
grazie per la precisazione. Così è tutto MOLTO più chiaro.
Come fanno a darti a 700.000 lire una testina che nuova costa 1.250.000 ?????
Sei sicuro che sia nuova?
Il prezzo del pre mi sembra comunque ottimo, 100.000 se non si sta attenti le si spende facilmente in ristorante!!!
Hai ragione, si tratta di un apparecchio pro, la Eela produceva (produce?) anche mixers audio.
Come inizio, a quel prezzo, va benissimo, però la Mission merita MOLTO MOLTO di più, non mortificarla così.
Non ti dico che il pre Eela suona male (come potrei, senza sentirlo?) solo che una testina di quel livello ha bisogno URGENTE di un pre phono di livello corrispondente, pena una perdita sostanziosa della sua raffinata riproduzione.
Certus est, incertus quando, TNT proverà alcuni pre fono dal costo umano, sempre più necessari vista la progressiva scomparsa dell'ingresso fono nei pre e negli integrati.
Per la testina, se non hai già una dima di buon livello, ti consiglio di richiederci la nostra
Protractor, accessorio indispensabile per il corretto montaggio ed allineamento del pick-up.
Sia chiaro che non sto cercando di fare mercatino: la Protractor è GRATIS per tutti i lettori di TNT!

Per il giradischi, se vuoi migliorare davvero, devi rassegnarti a spendere un pò, a meno di non trovare un buon usato di cui ti fidi.
Il salto di qualità lo faresti anche solo cambiando la base e lasciando il braccio.
Un buon vecchio, intramontabile Linn LP 12 ti svelerà i segreti dentro i solchi dei tuoi LP e sicuramente sarà un partner più adatto per la Mission.
La spesa ha un senso solo se hai molti LP o se riesci ad acquistarne ancora, altrimenti puoi tranquillamente andare avanti col tuo Ariston.
Ciao!
Lucio Cadeddu

Ma non sarà tutto soggettivo?
Ciao...
Premetto di non essere un Audiofilo e neanche un Esoterista. Però voglio lo stesso dire la mia...
Ho appena letto sul Web la pagina
Come riconoscere un impianto Hi-Fi e voglio dire:

Tutti i parametri da te citati non sono misurabili e quando un parametro non è misurabile interviene per forza di cose la soggettività.
E la soggettività non può essere discussa minimamente perchè ognuno sente sensazioni che altri non sentono o non sertirne alcune che invece altri sentono.
Questo preambolo è stato scritto per dire che certi particolari di un impianto che influiscono nel suono (nell'eccezione più amplia e completa), sono portati all'estremo e come sai la virtù sta nel mezzo.
Io penso che sborsare 3 milioni per metro di cavo sia una mania più che una necessità.
Oltre ad un certo livello le differenze sono così minime che è quasi impossibile sentirle.
E sentirle non vuol dire che esistano veramente. Il cervello è molto complesso (e questo si sa) e spesso si crede di sentire o vedere cose che altri non sentono o che addirittura non esistono, ma che la suggestione ci fa percepire come vere.
Non fatemi il discorso "Allora ti faccio sentire la differenza tra questi cavi (1000 /m) e questi (100.000 /m)". E grazie così è facile.
E' come confrontare una Punto con una Ferrari. Se si confronta un cavo da 100.000 con uno da 200.000 sfido chiunque a riuscire a dare prova della differenza.

Perchè non usare cavo per satellite al posto di quello da segnale. Se è in grado di sopportare frequenze intorno al GHz, va a nozze con frequenze che sono infinitesimali a confronto...
E si sa l'impedenza cresce al crescere della frequenza.....

Poi non capisco quelli che credono di cambiare suono solo cambiando la porzione di cavo tra presa e apparecchio.
E l'impianto elettrico casalingo o condominiale dove lo mettiamo, quello che porta l'elettricità alla casa e al condominio dove lo mettiamo?
Per essere sicuri facciamoci installare una cabina di derivazione da 15KV in cortile e allacciamoci direttamente ad essa....
Hacker Hobos - E-mail: hackerhobos@tin.it

LC
Caro Hacker(?),
a parte il fatto che normalmente si saluta e ci si firma (sai, dettagli non misurabili...) non mi sembra che qui su TNT si siano mai consigliati cavi da tre milioni. Se l'abbiamo fatto, pregasi dire dove.

Poi c'è il discorso della soggettività.
Spiegami una cosa facile facile: quando vai ad un concerto come giudichi l'esecuzione? Come fai a dire che il concerto ti è piaciuto o meno?
E quando vedi una bella donna? O un quadro? O un bel libro?
Vedi, la vita, per fortuna!, è principalmente fatta di soggettività e tutto ciò che riguarda la sfera delle emozioni non può essere misurato.
Il tuo punto di vista parte dal presupposto che le prestazioni di un impianto HiFi sono in qualche modo riconducibili a misure (mi puoi dire quali?), quando invece non c'è niente di più soggettivo che la riproduzione sonora.
Allora mi diresti: ma se è tutto soggettivo allora chiunque può dire quel che gli pare! Sbagliato.
Da che mondo è mondo esistono riviste di cucina, di vini, critici d'arte, sommeliers, riviste di moda e chissà quanti esempi si potrebbero fare. Dove nessuno si sogna di voler misurare alcunchè!
Credi che i sommeliers, per capire se si tratta di un buon vino, ne facciano l'analisi chimica in laboratorio?
Non ti sembra invece che usino termini come *fruttato*, *profuma di lampone*, *retrogusto vinoso* e tante altre espressioni che al normale consumatore sembrano deliri?
Se non ci hai mai fatto caso prova a leggere l'etichetta di un buon vino. Io spesso ci ho trovato espressioni alle quali neppure la fantasia audiofila più sfrenata è riuscita a dargli senso compiuto...
Eppure l'analisi chimica del vino la puoi fare, tranquillamente. E sicuramente riesci pure a collegare la composizione chimica a qualche caratteristica organolettica ma, chissà perchè, non lo fa nessuno. Curioso, vero?
Però nessuno si sogna di andare a dire ai sommeliers che sono degli imbecilli perchè giudicano in modo soggettivo!!! Dovresti farlo.
E un critico cinematografico? Come vuoi giudicare un film? Misurando la quantità di attori? O il numero di fotogrammi?
Un disco, come lo giudichi? Certo puoi decomporlo in un insieme di note ma non ti aiuterà a capire se è bello oppure no. Tutto è troppo dannatamente soggettivo!!!
Cionostante i giudizi dei critici di suddette pubblicazioni sono tollerati, spesso apprezzati, altre volte presi per Vangelo.
Il ruolo del critico audio, criticabile (!) quanto si vuole, è identico a quello del sommelier, il quale ha normalmente un pò più di esperienza d'assaggi (!) rispetto al pubblico dei lettori e/o più possibilità di assaggiare!!!
Tutto qua. Nessuno ha mai detto che le nostre sono verità oggettive, ci mancherebbe altro! Ma l'hai letta la nostra dichiarazione d'intenti? Mi pare di no. Fallo, prima di spedire un altro e-mail.

Le nostre sono SOLO esperienze, opinioni, basate su tante prove e controprove con tanti apparecchi, in varie combinazioni e, spesso con orecchie e gusti musicali molto diversi.
Spesso, sorprendentemente, persone diverse, con gusti diversi, sentono le stesse cose: questo non garantisce l'oggettività scientifica ma un pò di credibilità si, quella si.
Mi togli una curiosità, ma come scegli (o sceglieresti) gli apparecchi HiFi? Ed il dopobarba? Un paio di jeans?

Tornando al discorso dei cavi: non dire sfido chiunque a sentire la differenza tra un cavo da 100.000 lire ed uno da 200.000, potrebbe esserci qualcuno con un pò di tempo da perdere che raccoglie la sfida ed accetta pure di farsi bendare. Allora ci crederesti? Forse no.
Certe cose bisogna provarle di persona prima di parlare.
E i cavi da tre milioni? E le Ferrari allora? Sono oggetti per chi ha tanta Passione e/o tanti soldi. Ti scandalizzi per così poco?
Io mi scandalizzo di più per un pezzo di stoffa griffato che costa cifre a sei zeri. Pechè lì veramente il materiale non conta (il più delle volte...).
Nei cavi multimilionari ci sono dietro, spesso, anni di ricerche e di brevetti internazionali (hai idea di cosa ci sia dietro ai cavi Shinpy?).

Certo ci sono anche un sacco di stupidaggini, cose che costano più di quello che valgono ma lo stesso si può dire per tantissime altre cose sul mercato (non HiFi, s'intende!).
A che serve un vestito da 50 milioni che basta una goccia di salsa al pomodoro per renderlo inutilizzabile?
O una bottiglia di vino da qualche milione se poi si beve e, scusami la volgarità, finisce dove sappiamo?
Ti prego rispondimi.

Per il cavo da satellite ci stiamo lavorando e ti sapremmo dire. Ma perchè non te lo sei già costruito tu se pensi che funzioni così bene? Magari potresti raccontarci le tue esperienze.
Infine i cavi d'alimentazione. Anche qui, prima di parlare bisogna provare.
Sul perchè funzionano ho provato a dare alcune semplici ed umili spiegazioni in un articolo della rubrica Non mi spezzo ma mi s-piego sotto-rubrica di Adeste Fideles ma tu, evidentemente, non l'hai letto.
Concludendo, caro Hacker, dici di non essere un Audiofilo e neppure un Esoterista (e che vor di'?) ma allora mi spieghi perchè leggi una rivista di HiFi?
Se è tutto soggettivo, che non si può misurare, che te ne interessi a fare?
Non so tu ma io, normalmente, ho altro da fare che scrivere al primo e-mail che mi capita sotto tiro per dire...cose che non mi interessano (non sei un Audiofilo, no? Quindi l'interesse qual'è?)
Sempre più perplesso :-)
Ah, la prossima volta firmati e saluta in chiusura, grazie.
Non so il tuo tempo, ma il mio è dannatamente prezioso e vorrei almeno conoscere il nome del mio interlocutore quando gli rispondo.
Ciao!
Lucio Cadeddu

Cavi, valvolizzatori, pre attivi/passivi etc
Caro Lucio,
mi permetto di darti del Tu, considerato anche che in qualche articolo mi sembra di aver letto la tua età, ed ho scoperto che siamo coetanei.
Ti ho già scritto un paio di settimane fa ed hai gentilmente pubblicato la mia lettera con il titolo "Un audiofilo insoddisfatto".
Il motivo per cui ti riscrivo è: HO COSTRUITO IL FleXy Table, ed ho avuto un miglioramento netto delle prestazioni musicali del mio impianto.
Ti dirò che sto trovando notevole difficoltà a reperire le rondelle in gomma, e così le ho provvisoriamente sostituite con anelli in gomma. I ripiani sono cm 40 x 50 x 2.
Il lettore, situato sul ripiano più alto, poggia su tre punte in ottone.
Le barre filettate sono alte 1 metro, ma considerato che sono presenti 4 ripiani le ridurrò ad 80 cm. Penso che più corte sono più stabilità si dovrebbe ottenere.

Casualmente ho avuto in prestito da un amico una coppia di cavi di potenza (Van De Hul MC D352 Hybrid) e li ho provati sul mio impianto (ti ricordi? I miei sono Van De Hul CS 122).
Bè, ti dico che il risultato è stato per me strabiliante, la gamma bassa è notevolmente migliorata, i medi alti mi sembravano molto più definiti e puliti con un effetto generale di miglioramento del suono decisamente rilevante.
Tanto che sto pensando di acquistarli. Costicchiano un pò (almeno per me) ma forse ne vale la pena.
Cosa ne pensì? Non del mio eventuale acquisto (per te e per i lettori di TNT decisamente poco *stimolante*), ma di questi cavi ibridi, che se non sbaglio sono realizzati con fibre di carbonio. Il carbonio *suona*?

C'è poco da fare, il mio CD player se ne infischia altamente del tappetino per il mouse poggiato sopra!!! O almeno a me così sembra.
Un'ultima cosa, mi consigliavi di collegare il finale con l'uscita attiva del pre anzichè con quella passiva. Non so, certo ho provato a farlo, ma il fatto che basta aumentare di pochissimo la manopola del volume per far allarmare tutti i vicini di casa, mi lascia un pò perplesso.
Ho notato forse un aumento di dinamica, ma a scapito della definizione del suono.
Il problema fondamentale, e qui viene la mia enorme ignoranza, è che non ho ancora capito la vera funzione dell'uscita attiva e di quella passiva.
A proposito, questa mattina ho notato la nuova veste di TNT, complimenti! E' davvero bella.

Dimenticavo, è possibile interporre tra il CD player ed il preampli un *qualcosa*, anche di autocostruito (ho un amico per questo), possibilmente valvolare, in grado di rendere il suono del CD player, come dire, più simile al vinile?
Ciao
Pasquale Marziliano - E-mail: iatf@CESIT1.UNIFI.IT

LC
Ciao Pasquale,
innanzitutto grazie per i complimenti circa la nuova veste grafica di TNT. Ora ci sono solo due immagini e molti più links, il che, in poche parole, significa che la navigazione, come intuitività e velocità, è notevolmente migliorata.

Sono contento che il nostro tavolino FleXy funzioni e produca dei benefici effetti all'ascolto. Certo farlo un pò più basso sarebbe meglio.

I cavi di potenza Van Den Hul: attento a dire che riesci a sentire così tanti miglioramenti, alcuni lettori (???) di TNT potrebbero darti facilmente del visionario!!!
Pare proprio che i nuovi cavi ibridi in fibra di carbonio e metallo funzioni parecchio bene.
Io non ho ancora avuto modo di provarli seriamente ma ne ho sempre sentito parlar bene (tra gli audiofili, non sulle riviste).
Se ti piacciono davvero così tanto ed il costo non è un problema serio perchè non prenderli?

Il tappetino del mouse sopra al lettore CD: non è mica detto che sia un toccasana universale! Dipende dal lettore.
E poi attento! Qualche tecnico esperto svegliatosi male potrebbe dirti che sono tutte...stupidaggini!!!
Molti audiofili usano mettere un pesante libro sopra al lettore, prova così, magari. Almeno non costa niente!

Pre passivo - attivo: il collegamento passivo significa che il segnale del CD passa solo attraverso una manopola del volume prima di arrivare al finale.
Quando il pre è attivo invece il segnale attraversa dei circuiti subendo una prima parziale pre-amplificazione (appunto!) in modo tale che sia in grado di pilotare al meglio il finale.
Anche in questo caso l'esperienza diretta vale più di qualsiasi teoria.

Quanto all'aggeggio da mettere tra lettore e amplificazione evidentemente ti sei perso la prova del Valvolizer che ti invito a leggere.
Non fa miracoli ma in alcuni casi può risolvere più di un problema.
L'ho in prova anch'io da qualche tempo e vedrò di riuscire a capire quando è il caso di usarlo e quando è meglio evitare...
Continua a seguirci!
Lucio Cadeddu

L'ampli per le Sonus Faber Concerto
Caro Lucio,
mi scrivi di avere 31 anni? Mi fa piacere, non siamo distanti, io ne ho 33.

Ho fatto leggere la tua risposta al proprietario di Consonance, ne è rimasto contento e ti ringrazia.

HO COMPRATO LE CONCERTO, ne sono felicissimo. La sera stessa, trovandomele in macchina, sono andato dritto sparato ad Audio Corner (Caserta) a sentirle con il Monrio 100, che, come forse ricordi, è il finale che per il mio budget era risultato più appetibile.
Le persone di Audio Corner, molto disponibili, mi hanno favorito in tutto, mi hanno lasciato tempo, e lì è successo il guaio: ero quasi pronto ad acquistarlo (il Monrio), quando mi è venuta la malsana idea di chiedere di sentire le Concerto con un valvolare, così tanto per fare il confronto....dopo pochi minuti, ho deciso: se non posso averlo ora, allora attenderò, ma il suono di un valvolare lo sento, e le casse suonano in modo diverso...purtroppo, il suono è più fluido, più morbido, più liquido, ma anche meno costruito e più definito.

Quindi niente Monrio 100, e appena possibile un ampli a valvole. Il proprietario di Audio Corner, quando ha intuito le mie intenzioni, forse un pò infastidito, mi ha detto : -ma lei è venuto per comprare o...o che?
Se non andavo per comprare allora potevo anche non andare?
Caro Lucio, avevi ragione quando dicevi -se trovi un rivenditore serio, continua con lui, e fidati.
Non che le persone di Audio Corner non siano serie e competenti, ma forse sono più abituate a gente che, soldi (tanti) alla mano fa poche storie, e fa budget.

OK, ma ora? Audio Corner (Caserta, quelli del Monrio) mi hanno fatto sentire uno Spark, dicunt essere di progettazione inglese ed assemblaggio cinese, per risparmiare.
Consonance (quello che mi ha venduto le Concerto) mi ha fatto sentire uno Jadis, l'Orchestra, appena uscito e bellissimo. Inoltre, quando gli ho chiesto consiglio lui mi ha suggerito di acquistarne uno nuovo, piuttosto che uno di seconda mano, non solo per questioni di usura valvole, ma anche perchè, dice, negli ultimi due-tre anni la tecnologia a valvole per gli ampli entry-level è molto migliorata, e suonano molto meglio.
In particolare, secondo lui, questo Jadis Orchestra è ottimo.
Che ne dici? Sapresti consigliarmi?
Attenderò con piacere (certo, anche con ansia, ma perchè sottolineare solo l'ansia e non il piacere?) la tua risposta, e nel frattempo ti saluto.

Qualche giorno dopo, oltre ad un e-mail ad un collaboratore, Giuseppe aggiunge:

Caro Lucio,
chiedo scusa se continuo a scriverti, ma mi muovo cerco e chiedo, e ti aggiorno, magari ti scoccerai, o magari farai un cut&paste...

Bene, in questi giorni ho ricevuto la risposta ad una mail dalla Jadis, in cui mi dicono che il loro ampli va bene per casse a partire da 89-90 Db...io ho le Concerto (ormai te lo ricoderai), 87Db, siamo al limite e se mi fido del mio giudizio uditivo anche sotto...

Un tipo (tal J.Potis) di cui ho letto una recensione, e al quale ho chiesto via mail consiglio, diceva che le sue Concerto vanno benissimo con i Classè Audio...ma ho visto in giro che i CA sono un pò costosi, per i miei 3,5Mil, e usati non tanto si trovano...

Tanti mi hanno datto bene degli Spark, e, sempre se mi fido della mia opinione acustica, mi piacquero quando li ascoltai...ma tanti mi hanno anche detto: perchè invece del valvolare non ti prendi un ottimo YBA (Integrè)?
Fra l'altro si può fare l'upgrade...

Ecco dunque che, come in ogni struttura vivente, così come il respiro, il moto armonico segna il ritmo: il palloncino si gonfia, il palloncino si sgonfia, le domande crescono in numero, trovano risposta, nuove ne nascono, magari più basilari.
Ti sono grato, anche se non mi rispondi, perchè avendo te lì fuori, e raccontandoti il percorso di ricerca, me lo chiarifico, lo rendo più obiettivo, aggiungo equilibrio.
Beh, ora come ora aspetterò dopo l'esame di Biologia, fra 2 settimane, per andare a sentirli entrambi a Caserta, Audio Corner.

Nel frattempo, ti saluto e ti auguro un buon resto di settimana...
Giuseppe Monno - E-mail: giuseppe.monno@tlsoft.it

LC
Caro Giuseppe,
capisco la tua frenesia di concludere l'odissea per il tuo ampli però ti inviterei a non spedirmi più di un e-mail a settimana.
Non per altro, semplicemente perchè dopo il primo che ricevo ri-edito tutto e rispondo, così da avere tutto pronto per il fine settimana.
Il giorno dopo che ho finito la tua risposta tu mi mandi altri due e-mail...vanificando tutto il lavoro fatto.
Quello che dico a te deve valere anche per gli altri. Prima di premere SEND contate fino a 10 e pensate se per caso non avete anche qualcos'altro da dire e/o da chiedere, così scrivete tutto in un UNICO messaggio per settimana.
Credetemi, io faccio anche l'impossibile per venirvi incontro però vorrei un minimo di rispetto per il mio lavoro. Grazie.

Veniamo al problema coi rivenditori di Audio Corner: che ti aspettavi, il tappeto rosso? Vai da loro con un paio di casse comprate altrove, ascolti un finale al quale sembravi interessato già da audizione precedente, te ne piace un altro e non compri nè l'uno nè l'altro...
Avranno pensato, comprensibilmente, di trovarsi con uno dei tanti audiofili perditempo, in vena di far trascorrere alla meno peggio le proprie giornate, approfittando della disponibilità della gente.

Non è il tuo caso, ovviamente, e le tue richieste erano più che lecite, però mettiti nei loro panni....sai quanta gente entra nei negozi HiFi, impegna la sala d'ascolto per pomeriggi interi, sentenzia sugli apparecchi (parlandone male, tipicamente) e poi esce senza comprare nulla?
E la settimana dopo la scena si ripete e poi ancora fino ad esaurire la pazienza di ogni essere umano.
Io frequento qualche negozio HiFi così per tastare il polso all'audiofilo medio e ti giuro che non potrei mai fare il rivenditore.
L'altro giorno, mentre si ascoltava un pò di Musica, un cliente che stazionava IN PIEDI DIETRO LE CASSE (!!!!!!!!!!!!) ha pronunciato la fatidica frase: la scena mi sembra troppo dilatata. Ed è uscito.
L'avrei rincorso e preso a calci sulle gengive :-)
Dico io, ma come si fa a valutare l'ampiezza della scena acustica stando in piedi DIETRO alle casse???????
Moltiplica situazioni come queste per N volte al giorno e per 26 giorni al mese e capirai che i rivenditori spesso hanno i nervi a fior di pelle, visto che comunque quella gente lì se la devono pur tener buona, il loro mestiere è vendere.
Fortunatamente TNT non fa reddito onde per cui certi personaggi di quello stile posso permettermi di trattarli a mio modo, senza troppa diplomazia. Che passino pure alla concorrenza, non me ne può importar di meno :-)

Quindi, i signori di Audio Corner fossi in te non li colpevolizzerei più di tanto.
Io però ti avevo avvertito: Consonance si è mostrato serio e disponibile, affidati a lui, non potrai pentirtene.
In alternativa potevi affidarti da subito ad Audio Corner, il trattamento sarebbe stato diverso. Fine della predica :-)

Allora, lo Jadis Orchestra: se ti piace perchè non prenderlo?
Lascia perdere queste stupidaggini della sensibilità e dei watt, se al tuo orecchio sembra che l'ampli sia in grado di far cantare le Concerto al meglio, basta, dovrebbe esserti sufficiente.
Bello anche l'YBA Integrè, un bell'integrato a stato solido.
Da sentire con le Concerto, obviously.
Io l'ho sentito con vari diffusori e ho sempre avuto l'impressione che non avesse problemi di pilotaggio...sarebbe da verificare l'accoppiamento timbrico.
Degli Spark, infine, non ti so dire assolutamente nulla.
Non trascurare gli italiani Graaf o i Synthesis (tra i valvolari, dico).
Ciao!
Lucio Cadeddu

Ad una successiva e-mail (!!!) di Giuseppe risponde il nostro esperto di valvole Giorgio Pozzoli:

La procedura utilizzata per scegliere il rivenditore è correttissima: ed è anche verissimo che scegliere è difficile.
Non solo: spesso DOPO aver scelto si incomincia a dire: ma forse l'altro era meglio...

Inutile nascondersi: ci sono due fattori che comandano su tutto:

Perciò parlare di sistema definitivo, tenendo anche conto del progresso tecnologico, ma soprattutto delle mode più o meno passeggere, non è una cosa così semplice...

Tutti gli amplificatori citati hanno una ottima nomea, con differenze abbastanza spinte.
Ne ho ascoltati alcuni, ma troppo poco per poterne parlare con cognizione di causa.

La potenza. Se un amplificatore è effettivamente in grado di fornire una certa potenza, significa che è in grado di raggiungere un certo livello di uscita ben definito; cioè in linea teorica la potenza massima di uscita è un dato assoluto e direttamente confrontabile.

Ora, non so a che livelli tu sia abituato ad ascoltare, nè a che livello suonasse il Jadis con il volume a metà con le Concerto.
Tieni comunque presente che in un ascolto tranquillo la potenza effettivamente utilizzata non supera spesso 1 watt.
La regolazione del volume dipende in realtà NON dalla potenza erogata, ma dalla sensibilità di ingresso dell'amplificatore e dal livello di uscita della sorgente.
Ad esempio l'amplificatore A può essere in grado di raggingere la massima potenza di 50W con un segnale di ingresso di 1V RMS, mentre il B solo con un segnale di 2V RMS; utilizzando la stessa sorgente nei due casi chiaramente per ottenere lo stesso livello di uscita il controllo del volume del B deve essere ruotato molto più a destra, e ciò indipendentemente dal livello massimo ottenibile in teoria dall'amplificatore.
E' però vero che con il B si deve scegliere una sorgente che ha un livllo di uscita siperiore a 2V per ottenere la massima potenza.

Ma siamo sicuri che tutta questa potenza serva veramente? Perchè se no è del tutto ragionevole ridurre la sensibilità dell'amplificatore, in modo da centrare l'utilizzo del controllo del volume nel range di attenuazione di comune utilizzo.
Si deve anche tener presente che chi ascolta sistemi a valvole di solito non è certo un "fracassone...".

Se il livello di pressione ottenuto era il massimo livello di ascolto normalmente ammissibile, ad esempio, non vedo assolutamente problemi; se invece era un livello medio basso, può essere effettivamente un problema di:

Non ho capito quale fosse il *nervosismo della situazione*. Di certo posso anche accettare che un rivenditore mi cerchi di vendere quello che ha in casa (in primo luogo non sto più di tanto ad ascoltare quello che dicono, in secondo luogo possono dare qualche spunto interessante, possono far notare caratteristiche su cui non ci si stava concentrando, e infine sono commercianti e non solo audiofili, DEVONO fare anche i loro interessi...tanto mi sembra che si stiano rendendo conto che i loro interessi sono anche i nostri...) ma non che mi stressano quando sto cercando di decidere come spendere certe cifre...

Usura delle valvole: sì le valvole si usurano, non scoppiano ma funzionano sempre peggio fino a estinguersi (difficile arrivarci, comunque).
Si parla di alcune migliaia di ore di accensione; per quelle di segnale anche una decina di migliaia di ore.
I tempi dipendono molto dal tipo di valvola, da quanto la valvola è stata *tirata* e se è stata tirata in maniera corretta, entro i reali limiti di potenza per la tipologia e la marca delle valvole, oppure senza criterio, solo per ottenere una potenza massima di facciata...
Perciò se ci sono due amplificatori con le stesse finali, è meglio scegliere il MENO potente...
Attenzione però: non è detto che cambiando marca (e non tipo!) di valvole la potenza ammissibile non vari anche di parecchio; è però anche vero che valvole che a parità di tipo forniscono più potenza sono più rare, ricercate e certamente molto più costose.

Poichè i tubi si usurano, conviene stare attenti ad un altro *dettaglio*.
Ci sono in giro valvole di estremo pregio e costo, con suono considerato assolutamente eccezionale, dette NOS, che significa New Old Stock: sono valvole nuove, mai utilizzate, ma non più in produzione: praticamente ANTIQUARIATO.
Funzionante molto bene, si intende. Però le valvole NOS non sono più in produzione, sono RARE, hanno costi altissimi destinati a crescere sempre più perchè sono in ESAURIMENTO!!!

Acquistare oggi un amplificatore tarato su valvole NOS può significare non poterne in futuro ripristinare il set di valvole originale e quindi doverlo modificare in maniera più o meno pesante. Ma se l'ampli è stato progettato bene ogni componente, trasformatori inclusi, è ottimizzato, e quindi il risultato non sarà probabilmente migliorativo...

...e qui veniamo all'ultima domanda.
Il bias è in pratica un termine con cui si definisce la polarizzazione della valvola.
In ogni elemento attivo circola a riposo una corrente continua che viene denominata corrente di polarizzazione; la corrente è notevolmente elevata negli stadi in classe A, più bassa negli stadi in classe B o push pull.
Negli amplificatori a valvole la corrente viene spesso regolata intervenendo su appositi controlli, normalmente interni all'amplificatore, che possono dover essere ritarati a seguito della sostituzione del tubo, anche a parità di tubo e di marca.
Esistono però tecniche da un lato meno sofisticate e dall'altro più pratiche (bias automatico) che evitano il problema della taratura, in quanto c'è una specie di meccanismo di autoregolazione del bias, che rende non necessaria la regolazione talvolta addirittura cambiando tubo.
E' però anche vero che in questi casi il bias dipende dal tubo, cioè il tubo funziona certamente, ma non è certo che si posizioni esattamente nel punto di lavoro desiderato, il che in amplificatori di gran pregio è da considerarsi ovviamente un difetto.

Per quanto riguarda la scelta dell'amplificatore, purtroppo, come non ci stanchiamo di ripetere nelle nostre risposte su TNT, non posso fare altro che augurarti buona caccia: solo tu puoi sapere esattamente cosa ti aspetti da un amplificatore di quel livello!
Giorgio Pozzoli -
Termoionica Applicata

Biamplificare delle Infinity Kappa?
Caro Direttore,
Sono finito per caso qualche tempo fa sul vostro sito e subito è entrato nei miei bookmarks.
Inutile dilungarsi sui complimenti, basta leggere gli articoli per capire che siete una voce indipendente e competente.
Bella anche la costruzione del sito, pochi immagini e rapidità di consultazione.
Ci sono finito sopra da Alta Vista, mentre cercavo di trovare il sito della Galactron (che probabilmente non esiste).
Ecco un piccolo consiglio che potete valutare: perchè non aggiungere una pagina di link alle case costruttici?
Molte case infatti hanno ottimi siti dove reperire informazioni oppure chiedere assistenza (Linn ad esempio).

Scrivo perchè sono in cerca di informazioni, e forse voi le avete. Possiedo un paio di Infinity Kappa 7.1 i di cui sono molto contento. A mio parere suonano molto bene e quando mi capita di andare in qualche negozio ad ascoltare impianti, non sempre ne sento di migliori.
Sarà anche l'abitudine...
Quello che mi lascia perplesso però è la totale mancanza di dati tecnici nel libretto delle istruzioni.
Probabilmente è voluto, ma nel libretto si trovano moltissimi suggerimenti su come posizionare le casse, su come predisporre il bi-wiring o la biamplificazione, di come sistemare l'ambiente etc... ma l'unica indicazione tecnica disponibile è "collegate le casse all' amplificatore più potente possibile".
Ho cercato il sito infinity ma è assolutamente desolante.
Ora magari voi potete dirmi qualcosa a riguardo, quantomeno l'efficenza e l'impedenza.
Dietro a tutto questo c'è il fatto che vorrei capire se biamplificando otterei qualche miglioramento sensibile.
Fose valutando efficenza e impedenza delle casse con riguardo all'amplificatore potrei trarne una indicazione.
Grazie.
Saluti
Luca Giani - E-mail: luca.giani@tlt.alcatel.it

LC
Ciao Luca e benvenuto.
Grazie per i complimenti, anche relativamente alla parte grafica, che qualcuno giudica un pò troppo spoglia, senza pensare che la semplicità di TNT nell'approccio alle tematiche HiFi deve trasparire anche dall'aspetto del sito stesso.
Poi come surplus di tale semplicità c'è la velocità di download, non appesantita da chissà quanta grafica o, peggio ancora, frames e applets di Java.
Non a caso un sito americano ha giudicato il nostro HTML come excellent, così come il download time. Di questo parleremo nell'editoriale del prossimo mese.

Grazie anche per il consiglio però vedi, la politica di TNT è quella di non avere links esterni ad altri siti, commerciali e non.
L'unica cosa consentita è avere links verso coloro che accettano di farsi intervistare (proprio come
Ivor Tiefenbrun della Linn, infatti il link al sito Linn c'è...basta essere lettori attenti :-) ) oppure verso quei produttori/distributori che ci fanno avere i propri apparecchi in prova.

E veniamo al quesito sulle tue Infinity Kappa 7.1.
La sensibilità dichiarata è di 89 dB, diciamo medio-alta e l'impedenza dichiarata intorno ai 6 Ohm.
E' questo il fatto che dovrebbe far meditare di più. In realtà i diffusori della serie Kappa della Infinity hanno sempre avuto fama di carichi piuttosto ostici, vuoi per il modulo dell'impedenza, bassino (scende allegramente anche a meno di 4, in certe porzioni dello spettro audio) vuoi anche per l'argomento, piuttosto tormentato.
Ecco perchè, giustamente la Infinity consiglia amplificatori molto potenti, non tanto perchè l'efficienza è bassa (infatti non lo è affatto) quanto per essere certi che i diffusori siano sempre pilotati correttamente.
Certo potresti avere dei benefici dalla biamplicazione (passiva, immagino) ma io penserei anche a provare un semplice biwiring magari con un ampli molto dotato in termini di erogazione in corrente.
Non è detto che due ampli in bi-amping passivo vadano meglio di un unico finale di prezzo doppio collegato in bi-wiring.
Non hai che da provare almeno un paio di configurazioni.
Però, però. Mi sembra, da quel che dici, che tu sia particolaremte soddisfatto del tuo impianto e allora perchè non spendere -invece- i milioni per un eventuale bi-amping dai risultati incerti per arricchire la propria collezione di dischi? Di quelli si, non se ne ha mai abbastanza! :-)
Ciao!
Lucio Cadeddu

Riviste HiFi, preamplificatori e...colpi della strega :-)
Gentile Signor Cadeddu,
il colpo della strega (ahi!) mi costringe a casa, e mi consente di apprezzare la sua bella iniziativa: complimenti davvero.
Leggo che sarà presente all'Audio Show di Roma: spero in quella occasione di poterLa salutare personalmente.
Vengo al dunque. Dopo tanti anni di audiofilia anche io mi sono stancato di pagare cifre folli per apparecchi a volte francamente malsuonanti.
In quanto poi alle riviste italiane del settore, meglio davvero lasciar perdere: di alcuni degli ogggetti migliori che conosco non ho mai letto una recensione e, per contro, le recensioni che si continuano a leggere sono ... mah!

Perchè siamo preda di questi pirati? Il motivo fondamentale, io ritengo, è quello della mancanza dello scambio delle esperienze personali, l'unica vera merce pregiata dell'hi-fi: per questo, più di tutto, mi entusiasma l'idea di questa Rivista.
Ecco quindi il mio contributo allo scambio di informazioni: in tanti anni, non ho mai sentito nulla di paragonabile, per rapporto suono/prezzo ai preamplificatori Croft Micro e SuperMicro (il Micro A che ho adesso -è il secondo- è costato 750.000 lire) e credo che non ci sia nessun pre nuovo o usato che gli sia pari entro il triplo di quella cifra, tranne forse l'Audio Research SP8 -mi dicono-).
Se lo sanno tutti, come non detto, altrimenti ho certamente fatto un favore a qualcuno.

La domanda: conosce un pre degno di sostituirlo, che suoni meglio (ma molto meglio: bassi più fermi, il triplo di aria intorno agli strumenti e agli interpreti, il doppio della scena e della dinamica) e non costi una fortuna (anche se necessariamente molto di più)?
L'impianto? Sintetizzo: Sondek, Akito, Benz Glider H; Micro A e Chord SPM 800; Ruark Crusader.
Se fra i Suoi Lettori c'è qualcuno che vuole darmi il suo parere o chiedermi chiarimenti, ne sarò lieto.
Non le rubo altro tempo: se vuole, avremo occasione di risentirci. In bocca al lupo per la Rivista.
Valerio Maria Bonavia - E-mail: bonavia@isa.it

LC
Caro Valerio,
auguroni, tanto per cominciare, per il colpo della strega!
In secondo luogo benvenuto su TNT e scusami per il TU ma tra appassionati preferisco così.

Il discorso delle riviste specializzate è lungo e complesso.
Certo è che molti personaggi hanno approfittato della situazione, facendo da grancassa per promuovere apparecchi di distributori compiacenti e...generosi (basterebbe guardare la provenienza degli apparecchi degli impianti di riferimento di qualche anno fa per capire molte cose, ad esempio).
Però, senza fare la solita dietrologia all'italiana, cerchiamo di darci da fare per smuovere un pò le acque. E' questo che mi sono detto qualche anno fa, anche se l'idea mi frullava in testa da tanto tempo.
Invece che scrivere lettere alla redazione delle suddette riviste scatenando polemiche infinite sugli argomenti più disparati ho preferito un approccio più costruttivo: proporre io in prima persona qualcosa di diverso e di alternativo, esponendomi io stesso a critiche più o meno feroci.
E' facile criticare quello che fanno gli altri, molto più difficile realizzare e/o proporre alternative.
Questo è lo stile che preferisco di più, sia per gli hobbies che al lavoro. C'è qualcosa che non mi va bene? Cerco di costruire una alternativa, invece di criticare e basta.

Nel nostro piccolo, crediamo di fare qualcosa, non è molto, è fatto nei ritagli di tempo e con innumerevoli difficoltà ed...ostacoli, ma ci proviamo, senza chiedere niente a nessuno, nè abbonamenti, nè finanziamenti, nè tantomeno pubblicità.

Il vostro apprezzamento, al di là di alcuni invidiosi (ai quali verrà prima o poi un travaso di bile... :-) ) e di pochi perditempo, ci ripaga di tutta la fatica che TNT ci costa.
Siamo anche consci che non si può piacere a tutti però consiglio, al posto delle critiche fini a se stesse, delle proposte costruttive o, in alternativa, di provare a realizzare qualcosa di simile.

Per venire al tuo consiglio: conosco il Micro e devo dire che qualche anno fa avevo pure pensato di inserirlo nel mio impianto poi, per ragioni diverse, non legate alla qualità del prodotto avevo desistito.
Per migliorare, come chiedi, dovresti spendere molto. Io ti consiglierei di aspettare che TNT provi alcuni pre phono dell'ultima generazione, non si parla di tempi brevi, però.
Il problema non sono i nostri tempi quanto quelli dei Produttori/Distributori i quali, dalla promessa all'effettiva spedizione, spesso fanno trascorrere mesi e mesi, tempi tecnici, immagino.

Se ne sei così soddisfatto però lascia tutto così com'è e pensa ad acquistare dischi.
Non so voi ma io non riesco mai a comprare tutto il software che vorrei e fare dei *tagli* è sempre molto doloroso.
In alternativa, lasciando inalterato l'equilibrio raggiunto, proverei ad alcune modifiche *al contorno*, partendo dai cavi (segnale, potenza, alimentazione) per finire coi condizionatori di rete.
Non si stravolge il sistema, si cerca solo di ottimizzarlo.

Contando di annoverarti sempre tra i lettori di TNT ti auguro una prontissima guarigione!
Lucio Cadeddu

Dove lo provo il giradischi analogico?
Caro Lucio,
sono un assiduo (sarebbe meglio dire giornaliero) lettore della tua "rivista" (questo ti basti per capire quanto apprezzo il tuo lavoro), non mi dilungherò quindi in tante lodi (che comunque meriti ampiamente).

Leggo mensilmente tutte o quasi le riviste italiane che escono sull'alta fedeltà anche se sarebbe meglio spendessi quei soldi in altro modo...
Fino a poco tempo fa convivevo felicemente con un piccolo impianto così composto: giradischi Thorens 105mkII, testina A&R Cambridge E77, CD player Philips (non ricordo il modello), ampli Yamaha 550, casse ESB 75LD.
Terribilmente influenzato dalle riviste del settore, e dal disgraziato bisogno di dover cambiare stilo alla testina, (per non parlare del fattore W.A. che mi ha costretto a cambiare casse...), mi sono lanciato in una serie di sconvolgimenti (che volevano essere migliorativi...) e che mi hanno fatto peregrinare (e spendere un sacco di soldi...) da un Teac CD3 ad un Audiolab 8000 per passare alle Suono Riferimento, alle ProAc Studio 100, a una testina Grado... per arrivare all'attuale configurazione: Rega Planar 3, Sumiko Blue Point, Rega Planet, Puccini SE, Harbeth HL-P3ES, cavi segnale Tara Lab.

Lasciamo perdere che ora riesco ad ascoltare l'impianto al massimo 10 minuti consecutivi (te questa la chiameresti fatica d'ascolto?), per non parlare degli acuti (ogni qualvolta un cantante pronuncia una sibilante si ottiene un effetto stile ghiaccio su dente cariato...), tant'è che siamo arrivati al punto che è una gioia per gli orecchi il calore sprigionato dalla mia radiolina Sony...
Devo comunque ammettere che per la classica i miglioramenti sono stati notevoli, ma per il rock o musica leggera il danno è notevole... (spero comunque riparabile...).

Non mi venire a raccontare che la colpa di tutto è delle mini-casse, visto che come vedi ne o cambiate abbastanza, ma sempre avendo gli stessi problemi... (può comunque essere un accoppiamento infelice quello fra il Puccini e le HL-P3ES?).
Il fronte dal quale provengono le dolenti note sono comunque quelle dell'analogico.
Avevo acquistato il Planar sperando di trovarmi di fronte al piatto definitivo (per le mie magre finanze), ma la delusione è stata tremenda.
Ho fatto vari tentativi con ripiani antivibrazioni vari (ora sto realizzando il vostro economicissimo), e altre testine, ma il suono è sempre terribilmente aspro (terribili le 's' e le 't' tutte in evidenza...) e privo sia di calore che di basso e medio-basso.
Penso quindi di tornare al Thorens (consigliami un modello, e meglio il 166 con il Cyrus o il 318 con il braccio Thorens? Il 105 purtroppo l'ho venduto...), o e meglio l'Audio Note... (maledette riviste...) (come vedi sono recidivo...).
Abbandono l'RB300? Non mi venire a dire che dovrei ascoltarli prima, ti sfido a trovarne un modello in tutta Firenze, e francamente spendere a caso incomincia a scocciarmi un pò (anche se ho trovato un ottimo venditore molto paziente...).
Per la testina mi consigli un passaggio alla Blue Point Special? (o alla Goldring da voi provata?).
Anche in questo caso non la posso ascoltare prima... Farò un tentativo anche con il Protractor (ti manderò a breve la busta affrancata).

Mi piacerebbe sapere una tua opinione sulla faccenda, specialmente sul fatto che ormai pochi tengano un giradischi in negozio, e quindi sul dover andare un pò a casaccio nella ricerca del componente ottimale, cosa questa che si verifica anche per la scelta della testina.
Grazie per la pazienza e per la perdita di tempo.
Ciao
Andrea Fioravanti - E-mail: andrea_f@wsunix5.osm.sie.alcatel.it

LC
Carissimo Andrea,
il tuo problema ha due possibili soluzioni (e cause relative):

1) Il front-end analogico non è settato a dovere: allineamento della testina, altezza del braccio, messa a bolla dell'insieme, antiskating e forza d'appoggio. Per la dimatura mi dici di aver già pensato al nostro Protractor, benissimo.
Fatte tutte le debite regolazioni si passa al punto
2) Il Rega Planar 3 insieme col suo RB300 è una combinazione pressochè imbattibile nella sua fascia di prezzo e anche oltre, in particolare l'RB300 è un capolavoro (ogni tanto mi sbilancio) di semplicità ed intelligenza, apprezzato dagli audiofili di tutto il mondo e assurto agli onori di essere marchiato Audio Note dopo un ricablaggio.
Quindi lascia il giradischi dov'è. Lo conosco pure abbastanza bene (ne ha uno mio fratello, uguale al tuo) e suona con una musicalità strepitosa. Ha un suo carattere: è tendenzialmente asciutto, il che non significa che sia privo di bassi. E' la sua personalità, pur sempre nell'ambito di una sostanziale correttezza timbrica.
Il problema, quindi, può essere la testina e la tua tentazione di provare la BPS ti avrebbe portato nella direzione sbagliata: la BPS, come anche la BP in tuo possesso, è una testina tendenzialmente spietata, molti audiofili inglesi miei amici la definiscono overbright cioè troppo brillante.
Accoppiata con un Planar 3 il risultato è proprio quello che ci si potrebbe aspettare.
Mi dicevi di aver provato una Grado, che modello era? Il suono era simile? Quand'è che è peggiorato?
Infatti Grado ha un suono opposto a quello Sumiko, più scuro e caldo, che potrebbe essere d'aiuto per riequilibrare un eccesso di gamma medio-alta. Goldring va più sul neutro.

In definitiva: per ora non comprare niente. Cerca di fare tutto il possibile con quello che hai.
Per quanto riguarda il ripiano, io eviterei le punte.
Controlla attentamente l'allineamento della testina, può fare veri miracoli, l'eccesso di sibilanti sembrerebbe dovuto ad un mistracking della testina.
Controlla anche il peso di lettura ed eventualmente aumentalo a poco a poco di qualche decimo di grammo. Controlla l'antiskating e regolalo un pò ad orecchio. Verifica l'altezza del braccio: potrebbero servirti dei distanziali perchè l'RB300 non è regolabile in altezza.
Se hai mano ferma controlla che il perno sia effettivamente in bagno d'olio. Regola la messa a livello con pazienza da orologiaio...è importantissima!
E, infine, tienimi al corrente degli sviluppi!
Lucio Cadeddu

Come regolare il bias
Gentilissimo direttore,
spero che tu abbia il tempo e la voglia di rispondere a questa mia missiva.
Posseggo una doppia piastra di registrazione AIWA mod. AD-WX888 il cui manuale fornisce una scarna descrizione su come regolare il BIAS delle cassette, oltretutto gli esempi con valori già definiti di BIAS si riferiscono a cassette che sono oramai fuori produzione.
Ti sarei grato se potessi fornirmi una spiegazione su come regolare i valori di BIAS.
Approfitto dell'occasione per esprimerti i miei complimenti per questa rivista telematica, spero abbiate la forza e la volontà di continuare.
Io e molti appassionati di HI-FI siamo con voi.
Ti ringrazio anticipatamente
Francesco Muzzi - E-mail: framuzzi@tin.it

LC
Ciao Francesco,
e benvenuto.
Grazie per i complimenti, fa piacere che siate in tanti ad apprezzare questo piccolo servizio che cerchiamo con tanta Passione di portare avanti.
Il bias, al di là di procedure complicate ti consiglio di regolarlo ad orecchio: o ti fidi di un brano che conosci molto bene oppure ti cerchi un disco test con delle frequenze pure che servono proprio per questi scopi.
Dopo aver ascoltato un paio di volte il brano prescelto, possibilmente ricco di alte frequenze e dal buon contenuto *energetico* (non so se ti piace il genere ma io ti consiglio il disco dei
Prodigy, testato proprio su TNT), passa a registrarlo variando di volta in volta il livello di bias.
Segnati le varie posizioni del controllo di regolazione del bias ogni volta che incidi il suddetto brano, magari segnandoti la posizione esatta nel nastro con l'aiuto del counter.
Es.: da 120 a 150 bias al max, da 150 a 180 bias al minimo e via di seguito con posizioni intermedie. Se avessi una piastra a tre testine potresti addirittura vagliare l'effetto del bias *in tempo reale*. Senza tre testine sei costretto a riascoltare il nastro più volte, facendo sempre il confronto con l'originale.
Scegli la posizione che ti sembra più vicina alla copia fedele e segnatela per quel tipo di nastro.
Ripeti la procedura con i vari nastri di uso più frequente e con diversi dischi...alla fine avrai una casistica completa ed un riferimento certo.
I dischi test con le frequenze pure potrebbe aiutare ma può essere snervante...meglio ascoltare Musica anche mentre si fanno queste prove, secondo me.
E questo è tutto. Ti ci vorrà un pò di pazienza ma alla fine riuscirai ad ottenere il meglio dai tuoi nastri.
Buon ascolto!
Lucio Cadeddu

ATTENZIONE!!! Pregasi leggere prima le Istruzioni per l'uso
Per le domande più generali leggete prima la rubrica Adeste Fideles!

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