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L'Isolator di "The Cartridge Man" (e la Music Maker mkIII)

L'oggetto delle meraviglie - come perdere tutte quelle vibrazioni negative

Prodotto: Isolator, un isolante per testine fono
Costruttore: The Cartridge Man - UK
Prezzo: 125 Euro circa
Autore: Geoff Husband - TNT France
Pubblicato: Novembre, 2005
Traduttore: Roberto D'Agosta

[L'Isolator di
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Introduzione

Len Gregory (alias The Cartridge Man) non ha bisogno di essere presentato ai regolari lettori di TNT. Il suo scopo nella vita sembra essere quello di tracciare un solco nel vinile in un modo completamente unico e personale. Mentre praticamente tutte le testine hi-end sono a bobina mobile (MC) lui ricostruisce una testina Grado a magnete mobile con una strana puntina e ci regala una delle più dettagliate e neutre sorgenti che io abbia mai avuto modo di ascoltare. Per cui quando Len mi ha telefonato per dirmi che aveva prodotto un upgrade della sua Music Maker, sono stato molto contento di accettare di averla in prova.

Il risultato? Sicuramente la Music Maker III è ancora la stessa testina. Per quelli che non hanno avuto modo di ascoltare la Music Maker vi rimando all'articolo originale di Lucio e vi posso dire che non suona come una testina a bobina mobile. Una buona testina a magnete mobile dà una riproduzione pulita e solida ma che manca dell'aria e dell'"ambiente" di una testina hi-end a bobina mobile. La MM III afferra l'impalpabile natura di una buona testina a magnete mobile e ne espande le possibilità fino ad afferrare molta della "magia" di quelle testine a bobina mobile hi-end ma la precisa ed accurata riproduzione della MM III aggiunge qualcosa di speciale. Posso solo ripetere il commento di Lucio nel dire che le sibilanti che spesso creano problemi a molte testine eppure sono risolte dalla MM con una tale disinvoltura...

Perciò cosa di nuovo ci porta la mkIII? Beh, devo ammettere che non mi sarei accorto della differenza se non mi fosse stato possibile fare un confronto serrato. La differenza è piccola ma significativa: la mia sensazione è che il rumore di fondo della testina sia stato spostato ancora un passo indietro permettendo perciò al trasduttore di tirare fuori dai solchi ancora più dettaglio (già di per se un punto molto importante) e fornire più "suggerimenti" acustici.

Parlandone con Len è venuto fuori che la differenza tra la mkII e la mkIII si riduce all'aggiunta di un particolare materiale smorzante all'interno del corpo della testina. Len non mi ha voluto dire quale materiale fosse con precisione ma la sua origine è di sicuro localizzata nell'industria motoristica. Come dice Len, "non circola abbastanza denaro nel mondo hi-fi per giustificare grandi spese per la ricerca di nuovi materiali, ma quegli stessi soldi sono spiccioli per l'industria motoristica".

Ed ora qualcosa di completamente diverso...

Muoviamo l'orologio in avanti di un paio di mesi fino a quando Len mi ha mandato un'email intitolata "Ho qualche novità per te".

Len aveva giocato un po' con quel suo "materiale delle meraviglie" ed aveva prodotto un isolante per testine e due di questi prodotti erano già in viaggio verso casa mia accompagnati dalla scritta "per favore un commento"...

Potete vedere nelle figure quello che mi è arrivato. Uno strato di "materiale delle meraviglie" infilato tra due placche di acciaio inox spesse 0.2 mm. Una delle due placche alloggia i classici bulloni per fissare la testina al portatestina mentre l'altra ha due piccole sporgenze per posizionare la testina. La testina viene fissata direttamente ad una delle placche tramite della colla (rimuovendo un'apposita striscia di carta protettiva dalla parte inferiore dell'Isolator) e la combinazione è fissata al portatestina usando i bulloni standard. La cosa importante in questo caso è che l'unico materiale che tiene la testina fissata al portatestina è lo strato di "materiale delle meraviglie": nessun bullone connette una placca all'altra.

Quindi prima di andare avanti è meglio se diamo un'occhiata attenta a questo materiale. Len dice che non è schiuma ma un "polimero di etilene che è incondizionatamente stabile, assorbente, resistente ai reagenti chimici e al fuoco e non influenzato dai raggi ultravioletti".

Quindi in un incendio quando tutte le vostre cose saranno completamente abbrustolite quel caro Isolator starà ancora lì :-) Annotatevi che la resistenza ai raggi ultravioletti è importante ;-). Diversamente dalla schiuma in neoprene, questo materiale se viene compresso non ritorna alla vecchia configurazione e la sua efficacia è completamente persa. Il suo lavoro è di isolare la testina dalle vibrazioni come vedremo a breve.

Qualche problemino...

Prima che continui questa mia recensione è importante puntare il dito sul fatto che fissare questo oggetto sul vostro braccio avrà inevitabilmente diverse conseguenze ben oltre l'isolamento dalle vibrazioni per cui è stato progettato. Per molte persone queste conseguenze saranno irrilevanti ma so bene che riceverò molte email di protesta se non le discuto subito qui.

Primo e probabilmente più significativo punto è che l'Isolator incrementerà l'altezza della testina di circa 5 mm. Se avete un braccio senza regolazione del VTA (vertical tracking angle, regolazione dell'angolo della puntina rispetto al disco, n.d.t.) come per esempio con i Rega, dovrete inserire degli spaziatori. Avrà anche un effetto sulla geometria del braccio, cambiando il rapporto tra il braccio e l'altezza dello stilo. In teoria questo incrementa il movimento oscillante avanti/indietro della testina (anche se con alcuni bracci in cui il punto di rotazione è sotto lo stilo potrebbe in realtà portare dei benefici) aumentando le oscillazioni del segnale dovute alle increspature del vinile. Sul Dynavector 507 c'è una qualche ombra di queste oscillazioni dovute al punto di rotazione alto e al corto braccio portatestina, ma non ho potuto accorgermi della differenza introdotta dall'Isolator.

Secondo, l'Isolator aggiunge massa al braccio. Circa due grammi se considerate il fatto che l'Isolator include anche i bulloncini per fissarlo. Dovete tenerne conto, ma la massa effettiva dovrebbe incrementarsi giusto di una frazione. Questo sicuramente avrà un effetto, ma se sia veramente ascoltabile è molto discutibile. Tuttavia in un mondo dove c'è gente che afferma di aver ascoltato le cose più pazze ho pensato di dovermi coprire le spalle.

Infine non abbellirà di certo il vostro braccio! Se la Clearaudio l'avesse fabbricato avremmo adesso un bellissimo pezzo di scultorea fattura progettato per accentuare l'esperienza visiva di possedere uno dei loro piatti (ed ovviamente dovreste pagare parecchio per averlo). Len voleva solo qualcosa che funzionasse...

Ma cosa dovrebbe fare?

Un giradischi quando suona produce tutto un insieme di vibrazioni. Quelle del perno e del motore sono solo due classici esempi, ma lo stesso atto fondamentale di suonare il disco genera vibrazioni secondo lo schema tipico disco - puntina - braccio - supporto del braccio - telaio - perno - supporto del disco - disco e quindi di nuovo sulla puntina. In effetti questo è un classico ciclo di feedback e quelle vibrazioni che chiudono il giro saranno molto attenuate (a seconda del piatto) ma anche fuori fase e con alcune frequenze molto in risalto. Qualsiasi vibrazione esterna (dal motore, trasportate dall'aria o dal supporto del piatto, ecc.) entrerà in questo loop andando in giro a rovinare tono e fase. L'idea quindi è di tagliare quel loop da qualche parte e Len pensa che il miglior punto per farlo sia alla fonte principale, la testina.

Quelli di voi che hanno letto la mia modifica con il blu-tac all'Orbe hanno visto che l'aggiunta di un piccolo spessore di blu-tac sotto la base del braccio dell'Orbe ha prodotto una gran differenza nella chiarezza e nel controllo del basso del mio piatto. In passato ho giocato un po' con del blu-tac tra la testina ed il portatestina ma con un considerevole rischio (il blu-tac può incollarsi permanentemente) e con dei risultati abbastanza contraddittori. Potete ben capire che quando Len mi ha spiegato quello che voleva fare stava entrando in una porta già aperta: era questo infatti un problema che avevo già identificato ed ora c'è anche una possibile soluzione già realizzata.

Fatte queste premesse, permettetemi di ricordare che l'Isolator si deve confrontare con l'accettato dogma che l'insieme trasporto/supporto del disco/braccio/testina deve essere il più rigido possibile almeno per le frequenze udibili. Ne segue quindi che quello che fa l'Isolator è quanto meno controverso... Tuttavia la frase fondamentale in questo caso è "per le frequenze udibili". Nessuno può sostenere che i bracci unipivot sono rigidi per vibrazioni di frequenza al di fuori dello spettro audio eppure funzionano così bene... per cui non cadiamo nell'eresia, ci stiamo solo andando molto vicini... :-)

In uso

L'Isolator ha una parte adesiva a cui attaccate la testina mentre dall'altra parte ci sono i soliti bulloncini. Il pezzo è pensato per funzionare con qualsiasi testina, ma mi sembra giusto provarlo con i suoi partner naturali, la MM III e il braccio Hadcock.

Mi ci sono voluti circa 10 minuti per sistemare il braccio prima che lo stilo lineare della MM III si tuffasse nel primo solco di "Sheherizade" (un meraviglioso vecchio disco della Decca diretto da Ernest Ansermat). Scavando un po' nei rimasugli di linguaggio hi-fi che mi è rimasto ho tirato fuori le due espressioni "spazi aperti" e "nero sfondo"... e questo dovrebbe completare la recensione... La MM III e l'Hadcock sul mio Orbe sono già una combinazione hi-end ma aggiungere l'Isolator ha sortito un effetto ben più che estetico.

Cosa ne è uscito fuori? Il disco è abbastanza rumoroso (esattamente una delle ragioni per cui l'ho scelto) e in questo campo c'è un stato un miglioramento rilevabile. Non solo i "pops" e "crack" si sono ridotti, diventando in qualche modo più "soffici", ma il rumore tipico del vinile e tutto quell'incasinato fondo generale si sono ritirati nel più scuro sfondo di menzionato sopra. Le mie esperienze con i alcuni prodotti smorzanti (il tappetino Deflex per esempio) dicono che questi prodotti generalmente assorbono il suono: tutto suona più smorzato e più "soffice"; la diminuzione del rumore di fondo si accoppia con una minore definizione. L'Isolator ha fatto esattamente l'opposto. Spingendo il rumore di fondo ancora più indietro ha permesso all'usuale brillante performance dell'Hadcock di risaltare ancora di più con tutti quei piccoli dettagli spinti in avanti e divenuti più ovvi. Sheherizade ha una bellissima sezione di assolo di violino che soffre parecchio del rumore della mia vecchia copia. Con l'Isolator il rumore è ridotto ma gli attacchi degli archi sulle corde sono sempre lì e le riflessioni della sala ancora più ovvie.

Un deciso miglioramento, senza ombra di dubbio! Ho provato altri dischi fino alle registrazioni più "rudi" ("Bondage - up Yours" di Polly Styrene) e non ho riscontrato nessun "arrotondamento" o "disinfettazione" del suono con la dinamica che è rimasta sempre eccellente. Avevo paura che quando il suono si fa pieno e impegnato si iniziassero a perdere colpi perché l'Isolator permette alla testina di muoversi rispetto al solco. Invece sembra chiaro da quanto detto che per quanto riguarda l'informazione musicale nulla viene perso.

E' tempo di provare l'Isolator con il mio SME 4. Anche in questo caso si ha un miglioramento ma abbastanza diverso rispetto all'Hadcock. Vi ho detto durante i miei test di giradischi che lo SME suona un po' "sporco" con la MM. Il problema è semplicemente svanito con l'Isolator. C'era forse qualche incomprensione nella gestione delle risonanze tra la MM e lo SME che l'Isolator ha chiarito? Chi lo sa? Ma di certo ha fatto suonare una combinazione che prima avevo sempre scartato in maniera meravigliosa. Continuo a preferire la combinazione Hadcock/MM III per la velocità e l'apertura ma lo SME ha lavorato molto bene.

Ed ora sul Dynavector 507. Qui le cose sono state meno chiare. Con una sezione ad U estremamente massiva non ci sono risonanze tubolari e con una massa efficace bassa che rende la vita molto semplice alla testina, questo è sicuramente il mio braccio preferito per la MM III. Ritengo che parte dell'efficienza del 507 sia legata alla sua gigantesca massa rispetto a molti altri bracci (non pensate minimamente di provarlo su un piatto sospeso!) e penso che da sola questa massa renda il loop di feedback di cui abbiamo discusso sopra un problema meno serio. Solo un test A/B mi ha fatto preferire l'Isolator ma stiamo parlando di differenze molto meno marcate che con lo SME o l'Hadcock. Il punto importante in questo caso è che non c'è realmente nessuna controindicazione alla riduzione (questa volta minore) del rumore di fondo.

Conclusioni

L'Isolator costa 85 (circa 125 Euro, n.d.t.). Il mio primo istinto quando vedo qualcosa di simile a questo oggettino è di tentare di ottenere lo stesso effetto per un costo minore. Sembra semplice, così semplice, ma quando iniziate a pensarci più attentamente vi rendete conto che, anche se aveste accesso al "materiale delle meraviglie", sarebbe molto difficile riuscirne a fare una copia. Io sinceramente non saprei da dove partire. Ma dalla considerazione che dovrebbe essere facile riprodurlo, sembra che il suo costo sia un po' eccessivo. Ma il punto fondamentale è che fa una differenza completamente sproporzionata rispetto al suo aspetto o costo. Con l'Hadcock è come se avessi speso un sacco di soldi sul braccio o sulla testina. Ma anche senza alcuna modifica l'Hadcock frigge alcuni bracci costossisimi, quindi a che livello lo porta l'Isolator? Anche per lo SME e in certa misura per il 507 dovrete ammettere che è un upgrade che vale il suo costo. Ho provato l'Isolator anche con un paio di testine Dynavector MC e anche qui c'è stato un miglioramento ma in questo caso stiamo iniziando a considerare un sacco di variabili (e questo darebbe luogo ad un lunghissssssima recensione). Tuttavia mi spingerò fino a sostenere che l'Isolator merita una prova con qualsiasi combinazione: devo ancora trovarne una che suoni peggio anche se alcune vanno classificate come "differenti". Se avessi molto ma molto più tempo e una pila di piatti sarebbe interessante scoprire se l'Isolator può ridurre le risonanze del Garrard 401 o la brillantezza del LP12. E' una panacea per tutti i piatti malati? Ne dubito ma potrebbe valere la pena provare ;-)

Ottenendo un punteggio di 10 su 10 nel parametro della bizzarria e distruggendo un intero battaglione di "mostri sacri", l'Isolator si iscrive di diritto nel ristretto club di "tweak" che funzionano.

sistema usato

© Copyright 2005 Geoff Husband - www.tnt-audio.com

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