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Amplificatori Opera Audio 300b PSE e PP

La risposta all'Interrogativo Fondamentale: Single-Ended o Push-Pull?

Prodotti: Amplificatori Opera Audio 300b PSE e PP.
Costruttore: Opera Audio - Cina
Costo approx: 9000 Euro la coppia
Recensore: Geoff Husband - TNT France
Pubblicato: Febbraio, 2007
Traduttore: Roberto D'Agosta

opera 300b pse
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Introduzione

Venticinque anni fa gli amplificatori valvolari erano una (minuscola) pozza nel (piccolo) mare dell'Hi-Fi di altà qualità: un'ossessione di pochi collezionisti (specialmente provenienti dall'Estremo Oriente) e di qualche piccolo eccentrico costruttore. In questa nicchia sopravviveva un pugno di collezionisti ancora più ossessionati che inseguivano il Santo Graal delle valvole, il triodo Single Ended (SE).

Al giorno d'oggi, non si può certo dire che gli amplificatori valvolari dominino il mercato, tuttavia sembra che i seri appassionati di Hi-Fi considerino le valvole una valida alternativa a quei a transistor che le hanno quasi cancellate dalla faccia del pianeta: per esempio qui su TNT-Audio c'è un amplificatore valvolare in prova quasi ogni settimana. La valanga di nuovi progetti ha generato una caterva di diffusori ad alta efficienza progettati per ottenere il massimo da questi amplificatori: questo ha reso più pratico l'utilizzo del più debole, anche se probabilmente il più puro della razza tra gli amplificatori valvolari, il SE.

Ma questa battente pubblicità è giustificata? I SE hanno alcuni svantaggi rispetto agli altri amplificatori valvolari, eppure i suoi adepti giurano che la qualità sonora compensa per tutti essi. Ma è proprio vero? Sono gli ampli SE così speciali? Come si giustifica la loro esistenza? Il fatto è che anche selezionando due amplificatori, un push-pull (PP) ed un SE, a parte dire che sono diversi non potete aggiungere molto altro: ci possono essere tanti motivi dietro alle differenze tra i due amplificatori oltre alla intriseca superiorità di una tecnologia rispetto all'altra. Negli anni nella mia sala d'ascolto ho fatto alcuni di questi confronti ma sempre in maniera incostante e senza giungere ad un risultato definitivo, oltre che una certa "sensazione" che gli ampli SE portassero qualcosa di speciale alla musica. Questo però potrebbe essere dovuto a differenze costruttive o a qualche mio desiderio nascosto. Detto questo devo aggiungere che da un paio d'anni il mio sistema è basato su amplificatori SE.

Molti anni fa la AudioNote produsse due amplificatori valvolari economici della serie Zero (mi sembra di ricordare), un SE e un PP. Quest'ultimo, come era generalmente accertato, era più potente, mentre il primo suonava meglio; tuttavia erano diversi in così tante cose e non usavano componenti o valvole allo stato-dell'arte: un risultato quantomeno inconclusivo.

Infine qualcosa è piovuto dal cielo...

Ho testato sia il lettore CD CDP 5.0 che il piatto LP 5.0 della Opera Audio e sono rimasto impressionato da entrambi. Gironzolando per il sito web della Opera ho scoperto che hanno introdotto una serie di amplificatori valvolari hi-end. Tra questi anche un 300b SE che mi avrebbe permesso un bellissimo confronto con i miei AudioNote Quest Silver. Ho quindi fatto la solita richiesta alla Opera Audio e mi hanno risposto che me avrebbero mandato una coppia e due settimane dopo(*) mi sono arrivate due pesanti scatole.

Il contenuto non era quello che mi sarei aspettato: ogni amplificatore infatti ha due valvole 300B; niente meno che un SE 300B parallelo (PSE)!

Ma hanno fatto un errore! Qualche giorno dopo l'Opera mi ha mandato un'email per dire che per sbaglio mi avevano mandato una coppia di 300B PP (push-pull). All'apparenza identici al 300B PSE, usano le stesse valvole e per esserne certo ho dovuto leggere le scritte, ma di certo erano PP. Dannazione! "Non c'è problema -- mi ha detto Mawei dell'Opera -- vuole che le mandiamo una coppia di PSE?"

La lampadina si è accessa folgorante nel cervello di questo scriba di Hi-Fi a tempo perso :-) "Ahem, potrei tenermi anche i PP così posso fare un confronto diretto PSE - PP?"

"Certooo!"

Per cui non solo ho potuto giocare con due sistemi di amplificatori molto belli, ma ho anche avuto la possibilità di rispondere ad una domanda che assilla sia me che molti appassionati di Hi-Fi....

300b PP interno

Teoria

Sapete bene che la mia conoscenza di elettronica potrebbe essere incisa sulla punta di uno spillo usando un trapano pneumatico, per cui non vi aspettate di ricevere una descrizione dettagliata delle differenze tra un SE e un PP. Semplicemente fate una piccola ricerca in rete e sono certo che troverete tutto quello che vi interessa sapere. Le differenze cui siamo interessati sono quelle che possono avere influenze sul suono e sulla compatibilità con i diffusori.
In particolare l'ultimo parametro vedrebbe vincente il PP, in quanto ha più potenza, in genere circa il doppio del SE con le stesse valvole complementari, migliore potenza in carichi a bassa impedenza e in teoria una banda più larga perché un SE crolla agli estremi dello spettro. Un PP inoltre usa meno corrente quando non c'è segnale (e quindi più economico da gestire) e più economico da comprare perché i trasformatori non devono essere troppo particolari. Il SE non rifiuta il rumore della alimentazione e quindi richiede un più completo filtro dei cavi di alimentazione ed ha più distorsione generale, anche se quest'ultima è solitamente di ordine pari quindi relativamente benigna.

Il SE è quindi così cattivo? Be' hanno ancora un asso nella loro manica, sono direttamente connessi a quel costoso trasformatore d'uscita e usano di continuo metà della corrente: questo significa che variazioni in corrente causate del segnale sono seguite molto rapidamente e con poca distorsione. Sembra buono, ma cosa significa?

Costruzione

Qualcuno alla Opera Audio (sembra che si chiami Liu) è un designer industriale che fa in modo che le sue creazioni siano così belle da poter essere definite opere d'arte. La linea "Droplet" ed ora questi amplificatori hanno un aspetto molto superiore alla loro fascia di prezzo. La bellezza è negli occhi del proprietario, ma questi amplificatori, non solo appaiono stilisticamente perfetti e con una qualità costruttiva oltre qualsiasi commento, ma sono anche originali nel progetto e nella praticità. Sollevare amplificatori da 30 Kg non è uno scherzo, ma quelle due lunghe maniglie sul coperchio superiore facilitano il lavoro e offrono la protezione necessaria da quelle potenzialmente letali (e costose) valvole. Il mix di legno, alluminio anodizzato e acrilico appare perfetto; le valvole e la copertura del trasformatore si integrano bene e la scelta delle TJ Mesh-Plate (le più belle tra le 300B!) è ispirata. Vedere questi oggetti significa anche desiderare di averli...
L'unica mia piccola lamentela è che l'interruttore di accensione si trova nascosto sul retro ed è impossibile da raggiungere senza bruciarsi un braccio sulle valvole: quindi la scelta è o lo lasciate sempre acceso o tirate via il fusibile dei cavi di alimentazione ogni volta che terminate una sessione di ascolto...

E sono identici... Non c'è modo di distinguerli, usano lo stesso chassis e valvole e all'interno potete vedere la stessa qualità dei componenti. La differenza è puramente nei circuiti e nei trasformatori, i quali anche se della stessa qualità devono essere differenti. E a proposito dei trasformatori, la Opera mi ha detto che il laminato dei trasformatori viene da vecchi carri armati. Pensate, negli anni '50 e '60 questi carri armati cinesi devono avere avuto gigantesche radio a valvole con dei trasformatori proporzionati. A parte (io immagino) il loro basso costo questi laminati devono anche essere "invecchiati", una qualità che ogni "aficionado" di trasformatori vi definirà come "molto buona". Molto probabilmente questi trasformatori sono fatti da ferro puro piuttosto che riciclato: oggigiorno sembra che sia impossibile trovare del ferro puro, e gli elementi contaminanti nel ferro riciclato ne riducono le prestazioni. Chi lo sa??? Quello che vi posso dire è che i trasformatori sono grossi... Specialmente quello del 300B SE che è il più puro della razza, zero feedback, riscaldato direttamente...

Bugie, maledette bugie e incompatibilità....

Le specifiche di entrambi gli amplificatori costituiscono un'interessante lettura. Il sito web della Opera è uno di quelli meno ingannevoli che mi sia capitato di navigare: tutti quelli che sono alla ricerca di un corso di filosofia audio dovranno cercare altrove. Quella stessa mancanza di proclami sembra estendersi anche alle specifiche di questi amplificatori. Come regola empirica, i costruttori sembrano dichiarare tra i 10 e i 12 Watts per una valvola 300B SE singola e 18-20 per una coppia in parallelo. In linea di principio è possibile giustificare queste affermazioni, ma solo se associate con una distorsione molto più alta del normale e con misure prese intorno a 1 kHz.

Quando costruite un 300B PP, questi problemi si riducono perché la potenza è solitamente doppia di quello di un progetto SE con le stesse valvole e più tollerante al carico. La potenza accettata per una 300B PP sembra essere intorno ai 30 Watts.

Un rapido sguardo al sito della Opera, mostra che loro invece dichiarano solo 15 Watts per il 300B SE e 20 Watts per il 300B PP. Entrambi questi valori sono più realistici del normale, ma i 5 Watts in più del PP sono minimali; significa che il PP ha 1 db in potenza d'uscita... inascoltabile... Mi viene quasi da suggerire che per una volta tanto quelle cifre siano sottostimate.

Beh, ascoltiamoli... prima il PP

Ed ora andiamo al confronto.... Due amplificatori della stessa marca, nello stesso chassis, con la stessa qualità componentistica con l'unica differenza che uno è un push-pull e l'altro è un triodo single-ended. Lo scopo di questa recensione è di trovare la differenza nella qualità sonora fondamentale tra i PP e i SE, per cui ho sempre usato i miei Loth-X Polaris, dichiarati a 104 dB/w/m (più verosimilmente intorno ai 100 dB) e progettati specificatamente per accoppiarsi a amplificatori 300B SE. Con questi diffusori non testerò molto oltre il primo Watt. Nessun amplificatore verrà mai messo sotto stress e quindi il discrimante sarà la sola qualità sonora. Tuttavia, i Polaris sono molto rivelatori e con quella efficienza ogni più piccolo rumore residuo dagli amplificatori verrà immediatamente messo in evidenza. Questo può sembrare un punto secondario, ma quando testai un ampli SE un paio di anni fa, dovetti rimandarne indietro due senza testarli perché i cavi di alimentazione producevano un rumore così alto da renderli inutilizzabili. In questo caso non mi sono dovuto preoccupare troppo, il PP è molto silenzioso ma anche il leggero "hum" del PSE è anche lui non obiettabile. Riguardo a questo punto il PSE è anche più silenzioso del mio Audio Note, anche se la ragione principale è che gli Audio Note sono più sensibili e quindi con un paragone automobilistico, il loro "minimo" è più alto...

Poiché sono arrivati per primi i 300B PP sono anche saliti per primi sul palcoscenico. In realtà la prima volta che li ho ascoltati avevo ancora l'impressione che erano i SE e li avevo giudicati tali... una salutare lezione!

Sono particolarmente suscettibile alle belle cose e quindi mi ero già innamorato di questi amplificatori. Il loro notevole peso (30 Kg) era rassicuramente anche se bisognerebbe notare che i Quest sono quasi altrettanto pesanti per cui egualmente validi nell'equazione "costo per peso" (qui è intraducibile il gioco di parole "pound for pound", dove in un caso "pound" si riferisce alla sterlina inglese e nell'altro l'unità di misura del peso in uso nei paesi anglosassoni, n.d.t.)

E di certo non sono rimasto deluso. Solitamente non mi piace staccare i miei Quest dall'impianto principale per delle recensioni, poiché (quasi) inevitabilmente si tratta di un degradamento, ma in questo caso non ne ero così certo. Il bilanciamento generale era abbastanza simile, eccellenti il dettaglio e il palcoscenico mentre l'evento musicale appare coerente e ben presentato. In un confronto diretto con i Quest pensai che fossero un pochino "duri", "rumorosi" e meccanici anche se non proprio ad un livello di lamentela. L'ho giudicato un difetto di gioventù e mi aspettavo dei miglioramenti nei mesi successivi.

Queste erano le prime impressioni iniziali e nel mese successivo ho vissuto con questi amplificatori ogni giorno. Dopo qualche giorno scoprii la confusione fatta nella consegna e realizzato che avevo tra le mani un impostore :-)
E tutto ciò con mia massima sorpresa, e questo ha incrementato il mio rispetto per il progetto. Questo era un PP che poteva certamente trarmi in inganno e farsi passare per un SE: dava quell'amabile dettaglio a basso livello, la coerenza e quella banda media trasparentissima...

Ma sapendo che era un PP ho tirato fuori i miei vecchi diffusori IPL S3MTL a linea di trasmissione (87 db ed un carico facile da gestire). I miei Quest piloterebbero abbastanza felicemente questi diffusori a livelli d'ascolto moderati ma mai con quel controllo in basso che i miei vecchi Audion EL34 PP avevano (30 Watt per canale) e tirando su il volume inizierebbero a distorcere molto rapidamente. Gli Opera 300B PP hanno fatto cantare questi diffusori: di certo non avevano quella presa d'acciaio che la coppia di Korato aveva su di loro, ma era ancora qualcosa di impressionante e han portato i diffusori a suonare forte come mi ricordo facevano gli Audion (e cioè troppo forte...).
Questo è un punto interessante perché la piccola differenza di potenza dichiarata del PP sul PSE non dovrebbe permettere tutto ciò: continuo a sospettare che i PP spingano più intorno ai 30 Watt che intorno ai 20. Certamente non possiamo dimenticare che dal punto di vista musicale non c'è paragone tra gli IPL e i Polaris, ma al tempo stesso è stato un esperimento interessante. Questo ha dimostrato che se i Quest hanno un certo margine sugli Opera con diffusori ideali, se gli date in pasto dei diffusori più convenzionali la magia che li rende così speciali sparisce e gli Opera PP vincono anche con un discreto margine. Come sempre gli SE hanno bisogno di molta cura nella scelta del partner ideale.

PP o SE?

Ed ora veniamo ad uno degli scopi principali di questa recensione. Andiamo ad aprire quell'altro paio di scatole identiche, infiliamo tutte le valvole e scopriamo cosa può dare un 300B PSE.

Primo - "giù il cappello" per l'Opera Audio: due amplificatori che usano due diversi circuiti ma con esattamente lo stesso bilanciamento tonale! E dimostra che il progettista ha scelto un certo tipo di suono ed è riuscito ad ottenerlo.

Avendo convissuto e veramente amato i PP per circa un mese, questo era il momento della verità. Ed in verità vi dico che c'è poco, ma quel poco è importante. Prima di tutto distruggiamo i miti: il controllo del basso e l'estensione erano entrambe buone. Se proprio dovessi dire qualcosa il SE suona un pochino più veloce e più intonato nella ottava più bassa, con il PP un po' più asciutto e controllato (potrei dire "seduto" ma è negativo e non è quello che voglio dire): un buon basso ma un po' più (troppo) smorzato mentre il SE sembrava respirare un po' di più. Con imponenti e fragorosi bassi come in "Ray of Light" di Madonna quello smorzamento extra era utile, ma per avere strumenti più realistici (specialmente acustici) il SE sembra migliore.

Questa facilità in basso sembra dare alla musica un po' più di spazio fisico in cui generare un'acustica. Per fare un esempio dello spesso citato effetto "back-wall" in "Take 5": era come se ci fosse dell'ampia aria tra il set della batteria e quel muro, ed il PP la rendeva un pochino "nebbiosa". Voglio enfatizzare ancora che stiamo parlando di piccole differenze, qualcosa che difficilmente vi faranno scegliere di comprare uno invece dell'altro.

Ma la forza riconosciuta del SE dovrebbe essere la banda media, e bisogna dire che se c'è stato un singolo momento in cui il SE ha dimostrato la sua superiorità è stato proprio qui. Di certo non quel tipo di differenze che vi colpiscono come una sberla in faccia, ma più semplicemente una sottile presenza di dettagli e forma degli strumenti, in particolare la chiarezza delle voci specialmente nelle armoniche. Con delle registrazioni molto ben fatte questo effetto vi risucchia nella musica: non che il PP faccia qualcosa di sbagliato, devo dire che suona meglio di alcuni SE 300B che ho avuto da queste parti; semplicemente, al confronto, suona sempre leggermente freddo e analitico, "ristretto" forse. Il PP suona come se stesse ascoltando una versione di un master tape precedente l'originale. Anche con registrazioni di livello inferiore il PSE suona con facilità e con un flusso musicale che fanno sì che la musica sia facile da ascoltare anche ad alto volume. Heavy metal su un SE? Perché no? Non sono un grande amante di frasi del tipo "potete capire perché questo fosse il pezzo preferito del compositore in X" ma mancandomi un vocabolario migliore, vorrei dire che la banda media era come un chiaro fresco fiume di montagna comparato ad un bicchiere d'acqua di rubinetto. Forse un miglior paragone sarebbe con il modo in cui il vinile batte il CD: neanche a dannarvi sapreste dire perché, infatti quando ascoltate i dettagli e il palcoscenico sono praticamente indistinguibili. Semplicemente volete ascoltare il vinile più a lungo: lo stesso succede con il SE.

Difficilmente separate dalla banda media dalla banda alta, perché la banda media si innalza uniformemente per fondersi con essa. Quelli di voi che hanno dei diffusori con un crossover e differenti altoparlanti per ogni range di frequenza potranno non capirmi ma gli altoparlanti full-range sono uniformi in un modo che solo un altro progetto senza crossover può essere. align="justify">Sia i PP che i PSE sfruttano questo aspetto, ma il PSE è così dolce, con i cimbali che realmente risplendono quando colpiti. So bene che i critici punteranno il dito ai carichi di armoniche pari che addolciscono il suono e anche se questo fosse vero... ho una bocca dolce!

Quando li ho provati entrambi con le IPL, il PP ha vinto. Qui il PSE infatti ha iniziato a suonare un po' grasso sul basso, specialmente quando il volume iniziava ad alzarsi e il diffusore, meno rivelatore, lasciava poco spazio alla superiore banda media per risplendere. In questo caso il PP è un facile vincente.

In conclusione, dati i miei diffusori ed il mio sistema, il PSE vince. Ma è ora di metterlo a confronto con i miei, altrettanto costosi, AudioNote. Beh, ad essere completamente sincero, dovrei essere veramente forzato per scegliere uno invece dell'altro. Gli AudioNote sono un pochino più caldi, ma con un giorno per abituarsi, alla cieca, non sarei mai in grado di riconoscere uno dall'altro, anche dopo un lungo periodo di ascolto. Qualche volta le differenze tra un amplificatore ed un altro diventano evidenti quando mi ritrovo a metter su ancora un altro disco perché suona così bene... In questo confronto ero egualmente contento con entrambi! L'AudioNote è stata a lungo il punto di riferimento per gli amplificatori SE e molti produttori usano i loro trasformatori, quindi bisogna congratularsi con l'Opera Audio per essere stata capace di produrre un amplificatore di pari livello!

Ovviamente in questo confronto l'Opera ha il vantaggio di avere il doppio della potenza. Questo significa che quando dico che gli AN hanno bisogno di diffusori con 95 dB di efficienza, gli Opera darebbero lo stesso livello di suono e spaziosità con diffusori da 92 dB. Questo fa si che lo spettro di possibili diffusori sia maledettamente più ampio! L'equivalente PSE dell'AudioNote, il Conquest, potrebbe confrontarsi con l'Opera, ed è anche più economico, ma non avrebbe le specifiche 'Silver' dei miei Quest e quindi dovrebbe barattare la potenza con un'inferiore qualità complessiva del suono. Il Conquest Silver, che penso potrebbe essere un buon antagonista, costa di più -- spero abbiate capito il punto...

Conclusioni

Quindi torniano alla domanda fondamentale: "SE o PP?". Il test per me è conclusivo: la versione SE di questo amplificatore è superiore - punto. Il PP è eccellente e con altre compagnie, anche a confronto con altri amplificatori SE avrebbe brillato, ma in questo confronto è sempre stato messo in ombra dal PSE. Si dice spesso come alcune persone preferiscano il suono del PP rispetto a quello del SE. Be' non sono d'accordo. Dati due amplificatori praticamente identici, il SE produce costantemente la musica migliore: la differenza non è gigantesca ma dovreste avere una perversa serie di priorità musicali per preferire il PP.

Il PSE vince ma solo in condizioni ideali. E quel caveat "condizioni ideali" è importante. Amo i miei diffusori a tromba ad alta efficienza, ma ci sono certamente molti compromessi da fare, una bassa estensione dei bassi (uso un grosso sub REL...), risposta non uniforme in frequenza, grosse dimensioni. Se le vostre necessità sono soddisfatte da diffusori differenti allora il PP potrebbe risultare vincente.

La seconda questione riguarda quanto buono sia ciascun amplificatore in un mercato più generale. A questo prezzo (non basso) c'è un sacco di competizione, sia a valvole che a transistor, ma anche qui il PSE ha un sacco di buone argomenti. Ha un aspetto favoloso e vi darà tutto quello che vi aspettate da un amplificatore valvolare di qualità e con una ragionevole potenza.

La versione PSE di questo amplificatore è equivalente ai miei AudioNote nelle qualità sonore, costruttive (e devo ammettere che è più bello) e continua ad avere un certo vantaggio di potenza. Poiché gli AudioNote sono stati la mia scelta tra Loth-x, Audion e Wavac, gli Opera PSE si pongono di certo nella prima fascia d'ascolto e qualità.

(*) "Alla Opera Audio consegnano gli oggetti per le recensioni esattamente quando dicono che lo faranno: questo è il motivo per cui mi piace recensire i loro prodotti. Gli ALTRI costruttori prendano nota..."

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