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Lehmann Audio Stamp e Linear

Buon suono & piccole scatole

[Finale Lehmann Stamp][Preampli/ampli cuffie Lehmann Linear]
[English version]

Prodotti: 'Stamp' e 'Linear'
Produttore:
Lehmann Made in Germany
Costo approssimativo: 625/675 Euro
Recensore: Geoff Husband - TNT Francia
Recensione: Novembre, 2007
Traduzione: Roberto Di Paola

Introduzione

Tra tutti i produttori di hi-fi esistenti, Lehmann è probabilmente il primo che si è costruito una reputazione, ed ultimamente anche un business, interamente tramite il web. Il primo prodotto Lehmann, lo stadio phono 'Black-Cube' è assurto agli onori della cronaca grazie ai dibattiti generati sul web, nonché per la disponibilità di Norbert Lehmann a fornire degli esemplari alle riviste on line come TNT, quando ancora i grossi nomi ci consideravano insignificanti. Il successo del 'Black-Cube' è assolutamente meritato visto che si è dimostrato un ottimo apparecchio hi-fi, ed anche per il fatto di mantenere basso il suo prezzo di vendita, giacché il costruttore rinunciava ai fronzoli estetici, ed agli investimenti pubblicitari, per promuovere la sua creatura.

L'azienda, fin dalla sua nascita, era rimasta ferma alla produzione di stadi phono di qualità, finché non ha immesso sul mercato il pre/ampli cuffie Black Cube Linear circa tre anni fa, ed il finale Stamp più di recente.

Il contenitore dei due apparecchi è identico; si tratta di due scatole nere ed allungate, il frontale è color argento (o nero). Come per il primo Black-Cube, l'estetica è abbastanza semplice, ma in questo caso la trovo piacevole e la qualità costruttiva è piuttosto elevata. Sono dei componenti compatti ed il produttore offre anche un kit di fissaggio che consente di assicurarli alla faccia inferiore di un tavolo o di una mensola - approfondirò in seguito. In più, si tratta di progetti a singolo case - Lehmann aveva sempre utilizzato alimentatori separati - e ciò rende tutto più conveniente.

Il Linear sfoggia due ingressi cuffie jack sul frontale - uno solo di questi esclude l'uscita per il finale - e due coppie di connettori RCA sul pannello posteriore (un ingresso linea ed un'uscita) e la presa d'alimentazione IEC standard. L'unico altro controllo visibile è la manopola del volume che comanda un potenziometro Alps, ma sul fondo dell'unità c'è anche un interruttore per impostare il guadagno su 0, 10 o 20 db.

[Lehmann Linear - vista interna]

La disposizione dei componenti interni è molto ordinata (in stile Lehmann) su schede a doppia faccia e c'è un buon alimentatore schermato da 30VA che sembra essere dual-mono. I condensatori Vishay personalizzati ed il resto della componentistica lasciano intuire che si tratti di un prodotto di classe.

Lo Stamp è ancor più essenziale: ci sono i due RCA d'ingresso e due coppie di connettori d'uscita da 4mm per i diffusori (notare che non si tratta di morsetti stringenti, pertanto, le banane sono obbligatorie e bisogna che siano sottili). L'ampli è dotato di due interruttori, posti nella parte inferiore, tramite i quali si può configurare in mono; in tal modo è possibile realizzare una biamplificazione con quei diffusori che hanno la doppia morsettiera. Non c'è altro, ingresso IEC a parte.

Lehmann Stamp - vista interna]

Lo Stamp è un ampli 'digitale' che impiega il chip Tripath TA 2020, per cui la potenza dichiarata è di 20 watt su 4 ohm; si consiglia quindi l'abbinamento con diffusori da oltre 87 db. Ancora una volta sarete colpiti dall'estrema cura realizzativa, con la presenza di un trasformatore da 60VA e condensatori Vishay da 15000 uf.

In uso

Il Linear è un apparecchio 'strano'. Offre un solo ingresso linea ed un'uscita per pilotare un finale di potenza - avrebbe pertanto la funzione di un preampli a singolo ingresso. In aggiunta, esso può pilotare delle cuffie. Ad essere onesto, sono rimasto un po' spiazzato - che mercato potrà avere? Molti audiofili hanno una sola sorgente? Perché allora non produrre un semplice ampli per cuffie da collegare ad un normale preamplificatore? Mi sembrava tutto molto insensato, l'impressione era che si trattasse di un prodotto rivolto ad un'utenza molto ristretta, persone che possiedono una sola sorgente ed utilizzano anche delle cuffie.

Poi ho capito. La maggior parte degli acquirenti del Linear è da ricercare tra coloro che utilizzano un PC come sorgente audio principale (un numero di utenti in continua crescita), e/o tra chi vuole musica di qualità dove lavora. Vuoi vedere che Norbert Lehmann sta giocando d'anticipo ancora una volta? Per tutte quelle persone che usano connessioni ad alta velocità per scaricare musica sempre meno compressa, la scarsa qualità dei componenti audio a valle del computer può rappresentare un collo di bottiglia. Ora quel sistema di fissaggio per gli amplificatori comincia ad avere senso: per quell'utilizzo può davvero fare la differenza...

Io, purtroppo, non sto cercando nulla di tutto ciò e mi servono tutti gli ingressi che potrei usare, quindi non sono un potenziale acquirente, almeno per ora! Nel mio caso l'accoppiata sarà utilizzata per scopi assolutamente hi-fi - questo è il mio proposito attuale.

Per quanto riguarda questo paragrafo non resta molto altro da dire: collegate i due apparecchi, si accende la lucina blu e funzionano...

Il suono

La prova d'ascolto è stata effettuata utilizzando due sistemi di diffusori. Il primo è rappresentato dalle mie trombe Loth-x Polaris, con il lettore Opera Droplet a pilotare il tutto; il secondo sistema di diffusori è una coppia di Trivox Pure S. Quest'ultimo costruttore - per dimostrare il proprio prodotto - attualmente utilizza lo Stamp ed il consiglio di adottare le Trivox mi è stato dato proprio da Norbert Lehmann, così, per una volta, non mi devo preoccupare di eventuali idiosincrasie. Qualcuno ha già fatto il lavoro sporco al mio posto.

Chiaramente non possiamo esimerci dal porci il quesito riguardante il confronto tra lo Stamp ed il temibile T-amp da $ 30. Si tratta di un test duro per qualunque ampli, ma il T-amp di punti deboli ne ha: sotto i 200 Hz, la risposta in basso inizia a calare, ed il suono sembra affetto da una certa sterilità. Non si tratta di durezza, è solo un po' freddo.

Lo Stamp suona in modo totalmente diverso. Non mi aspettavo affatto quel suono potente e 'pieno'. Non ha il calore di certi ampli valvolari o di un Musical Fidelity in classe A degli anni '80, ma possiede un peso ed una grinta che il T-amp proprio non ha. In parte ciò si deve al differente chip: il T-amp impiega il 2024 (meno potente). Tuttavia, una rapida occhiata all'interno dei due componenti mostra che il finale Stamp è un progetto di ben altro livello realizzativo, sia per quanto riguarda la qualità della componentistica, sia per l'ingegnerizzazione. Non è detto che tanta cura progettuale dia sempre risultati degni, in questo caso però gli sforzi sono stati più che premiati. Personalmente, pur essendo stato letteralmente rapito dal livello prestazionale del T-amp in relazione al suo prezzo d'acquisto, non potrei conviverci a lungo avendo un sistema altamente rivelatore. La combinazione Linear/Stamp, invece, è fatta di tutt'altra pasta...

Prendiamo ad esempio l'album 'Last of the Independents' dei Pretenders. Quest'album, oltremodo sottovalutato, su CD suona troppo brillante e in avanti; in particolare la prima traccia con quella chitarra in apertura e la batteria thrash vi può far rabbrividire. Anch'io, con certi impianti, salto questa traccia o abbasso il volume, tanto suona male. La coppia Lehmann ha avuto il merito di mantenere intatta tutta la "potenza" ed il mordente del brano, riuscendo però a renderlo senza dubbio ascoltabile. Dopo quella traccia, l'album sembra "calmarsi" un po', forse perché le orecchie si abituano, ed a quel punto l'incisione mostra un dettaglio ed un'apertura immensi, assieme ad un sound stage eccellente. Quest'amplificazione presenta la caratteristica scena acustica del chip Tripath con un palco virtuale molto esteso in larghezza, ma riesce anche a riprodurre una profondità sconosciuta agli altri ampli 'digitali' che ho ascoltato. Essendo la larghezza più ampia rispetto a quella ricreata persino tramite dei finali monofonici single-ended di 300b e la profondità simile, il rischio è che la musica possa risultare 'disconnessa', con una spazialità ed un posizionamento degli strumenti innaturali. Qui non accade nulla di tutto ciò perché questi Lehmann danno agli esecutori una solidità fino ad ora mai sperimentata con gli altri amplificatori digitali che ho provato - l'esecuzione è presentata come un'insieme coeso. Non sarà il miglior sound stage in assoluto, migliore in assoluto non significa nulla, ma il progettista ha fatto un ottimo lavoro; un lavoro con cui potrei convivere felicemente.

Il recupero del dettaglio è eccellente, senza bisogno di esagerare tirando fuori cose come i respiri o il rumore delle meccaniche del sax. Avrete la musica con tutte le sue sfumature, ma non aspettatevi di sentire 'lo schiocco delle sue labbra che si aprono'. Capisco che c'è chi aspira a questo genere di dettagli, tuttavia, tale obiettivo spesso si raggiunge enfatizzando la gamma media a spese dell'equilibrio tonale e, direi, della buona musica...

Il basso è controllato ma non 'anoressico' - il compromesso raggiunto dal costruttore mi piace. Con certi abbinamenti potreste desiderare maggior peso in gamma bassa, comunque tutto dipende dai partner con cui utilizzerete quest'amplificazione, nonché dai vostri gusti. I 16 Hz dell'organo a canne all'inizio della colonna sonora del film 2001 sicuramente facevano tremare tutta la stanza, la grancassa quasi subsonica dell'intro di 'American in Paris' scuoteva il diaframma, ma questo genere di cose non sono fondamentali per la musica in generale... E' ben più importante, per la musica, riuscire a gestire bene i 42 Hz del basso e le sfumature ambientali in 'I Love New York' di Madonna durante la scena della strada.

Con ambedue le coppie di diffusori, le escursioni dinamiche non hanno mai messo in crisi il sistema, ma in entrambi i casi si tratta di carichi facili con eccellenti capacità dinamiche (quelle delle Loth-x sono semplicemente imbarazzanti). Bisogna però sottolineare che con questo genere di diffusori, alcuni ampli tendono a suonare freddi; il merito dei nostri è quello di aver trattato i climax orchestrali e simili con autorità e dolcezza. Brevemente, provando il sistema con i miei diffusori in linea di trasmissione - i quali hanno una sensibilità al limite per la potenza di questo finale - è stato evidente già nel mio ambiente d'ascolto che qualcosa mancava. In sale più grandi il limite dei 20 Watt si raggiunge ben prima che i livelli d'ascolto diventino decenti, ma a questo punto sono un po' crudele: ogni ampli ha delle debolezze, ed in questo caso sto facendo di tutto per evidenziare quelle dello Stamp.

Bisogna sottolineare, a favore di questo finale, che i diffusori con i quali è stato provato hanno un costo 10 volte superiore al suo, e non ha avuto difficoltà a pilotarli.

Infine, il palco virtuale ha quella che potrei definire la 'forma T', ovvero è profondo al centro e tanto largo. L'ampli non è setoso né dolce come certi monotriodi costosi, ma per quanto ne so, questo è uno dei pochissimi ampli a transistor che si avvicina ai sopracitati valvolari con qualche vantaggio dalla sua: il prezzo d'acquisto, i costi di esercizio (sia in termini energetici che di sostituzione dei tubi) ed un posizionamento decisamente meno problematico.

Scatolette

Ho tralasciato il fatto che il Linear, oltre ad essere un preampli, è anche un ampli per cuffie. Ammetto nuovamente d'ignorare quest'argomento. Avendo ascoltato soltanto un ampli per cuffie di qualità (il Graham Slee Solo) non possiedo sufficienti termini di paragone, e benché quel progetto mi abbia impressionato molto positivamente, non intendo mettermi a fare il tuttologo per forza. Dirò semplicemente che il Linear, di per sé, rappresenta un eccellente esecutore in quest'ambito. Rispetto al Solo, il Lehmann è più aperto ed incisivo, mentre lo Slee è più caldo e potente. In nessun caso si avverte fatica d'ascolto e le differenze sono tutte 'caratteriali'; non si può dire che un ampli sia migliore dell'altro. Ciò che fa la differenza è il modo in cui i due prodotti si interfacciano al resto del sistema. Lo Slee ha due ingressi linea, quindi potete connettergli due sorgenti come un lettore CD ed uno stadio phono contemporaneamente, ed avere così un sistema cuffie con sorgente digitale ed analogica. Potete anche scegliere di connettere una sola sorgente direttamente al Solo ed utilizzare l'altro ingresso alimentandolo tramite un preampli. Il Linear è un preampli anch'esso, ma avendo un unico ingresso diventa un prodotto meno interessante: nel caso abbiate più di una sorgente vi servirà un pre a parte, per cui il suo stadio preamplificatore diventa superfluo.

Conclusioni

Non ho dubbi, lo Stamp è un prodotto da consigliare. Se abbinato a diffusori adeguati e se utilizzato in ambienti adatti, esso vi regalerà un vero suono hi-fi e visto che si può usare in biamplificazione, la potenza e la versatilità aumentano, offrendovi la possibilità di upgradare l'impianto. E' piccolo, semplice e ben realizzato - per quel che vale non si può certo dire che abbia un costo elevato. Infine, si tratta di un apparecchio che posso consigliare senza timore a chiunque poiché è semplicissimo da usare ed ha un carattere tutt'altro che difficile.

Il Linear, d'altro canto, mi sembra piuttosto limitante. Dal mio punto di vista, esso è un ottimo preamplificatore ma con un solo ingresso. Sì, l'uscita per le cuffie sembra essere abbastanza buona da pilotare correttamente anche le migliori, ma per la maggior parte di coloro che leggeranno quest'articolo (e per me stesso), l'impossibilità di connettere il CD player ed il giradischi assieme è frustrante. Se utilizzate una sola sorgente, e so che alcuni ne hanno una sola, allora il prodotto è di quelli che meritano la vostra attenzione, ma in futuro potrebbe limitare l'evoluzione dell'impianto. Avendone discusso con Norbert, so che dal suo punto di vista il Linear è principalmente un ampli per cuffie. Ma siccome era facile farlo e lo spazio c'era, egli ha pensato di aggiungere un ingresso linea. Detto questo, sembra ingiusto che mi sia fissato proprio su questa storia del singolo ingresso, ma il motivo della mia frustrazione è dovuto al fatto che quel dannato stadio pre è troppo buono!

E ora cominciate pure ad inondarmi di lettere - 'il futuro della musica è sul PC' e sì, quasi certamente avete ragione. Con sempre più banda a disposizione, non c'è motivo per cui la qualità della musica scaricata non possa superare quella del CD e ovviamente anche i PC hanno le unità ottiche.

Quindi, in un certo senso, il Linear ha fatto emergere la mia ignoranza circa l'evoluzione della riproduzione musicale - ho proprio bisogno di un corso intensivo su DAC USB, schede audio di buon livello, computer portatili high end, software di registrazione e compagnia. Allora, un po' in imbarazzo per la mia ignoranza sul tema, nel prossimo dei miei articoli della saga 'Nuove avventure in hi-fi' prenderò in esame le capacità dei PC di ultima generazione nella riproduzione stereofonica.

Adesso la vera buona notizia - Norbert Lehmann mi ha detto che la sua prossima creatura sarà un preamplificatore multi-ingresso, tra poco!

Sistemi usati

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