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Lettere alla Redazione

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Per le domande più generali leggete prima la rubrica Adeste Fideles!

Lettori CD, casse e sedute d'ascolto
Ciao Lucio,
ti ringrazio ancora per i suggerimenti che mi hai dato in risposta alla mia precedente di Dicembre.
Le cose sono un po' cambiate e ti spiego cosa sto cercando di ottenere, chiedendoti anche un consiglio.
Comprerò un compatto semplice, economico e telecomandato per i miei.
Non inorridite, tanto loro ascoltano quattro CD l'anno e non gli interessa molto.
Io invece prenderò il vecchio impianto e lo porterò nella nuova casa dove andrò: salone 6x5 circa.
Se ti ricordi avevo un Thorens TD 104 testina Shure (non so quale), ampli Luxman L 113A, lettore CD rotto da ricomprare, casse Indiana Line 303 SD.
Io avrei pensato, dopo la tua precedente, di acquistare un buon lettore e una buona coppia di casse, lasciando per ora l'ampli, con l'idea di rinnovarlo nel giro di un annetto o due. Che ne dici?
Ho ipotizzato un budget intorno a 1.200.000 lire (non troppo vincolante però, fino a uno e mezzo si può), ho cominciato i miei giretti (sono di Roma, per cui se, anche privatamente, potessi consigliarmi un posto affidabile...) per sentire pareri, ma soprattutto casse, in alcuni negozi.

Per i lettori mi consigliano varie cose, per esempio anche un Teac od un Denon con convertitore alpha (il modello 725) oltre ai Marantz.
Il punto è: quali Marantz, visto che dalle 400 in su ne esistono molti? 57 mkII? Quali altri?
Per le casse ho ascoltato delle Chario Syntar 200 (sulle 650.000) e mi sono parse belle e delle Wharfedale 7.3 anch'esse interessanti, ma in un posto diverso, ma non ho altri paragoni per ora.
Sono anche attratto dalle Concertino, magari risparmiando qualcosa sul lettore, ma comunque vorrei girare molto, mi diverte pure! Ho però paura di non saper giudicare.

Vedremo. Se economicamente ci si arriva, conviene dal punto di vista sonoro andare sulle casse da pavimento (in fondo si risparmia sugli stands)?
Tu che mi dici al riguardo? Può il mio ampli pilotare almeno decorosamente questi tipi di casse o debbo contestualmente cambiare anch'esso?
Io pensavo di poter risparmiare qualcosa prendendo qualcosa usata, ma è meno rischioso comprare usato il CD o le casse?
E che CD portarmi per le prove? Vanno bene quelli che io ascolto di solito (moderna, cantanti femminili, Cranberries, Celine Dion, Dire Straits, Enya) oppure potrebbe essere meglio qualcosa di strumentale o di vocale o un rock impegnativo...
Un negozio mi ha anche detto che le Concertino vanno bene per i quartetti d'archi e che per ascolti di musuca moderna me le sconsigliava.
Io vorrei ascoltare anche classica e jazz oltre alla moderna; come tenerlo presente?

Ti ringrazio della disponibilità e mi complimento ancora per il tuo sito cui una capatina settimanale non manco mai di farla.

Ciao Lucio,
aggiungo qualche precisazione alla mia lettera di venerdì 13/2, visto che ieri (14/2) sono andato un po' in giro a confondermi le idee...:-))
Innanzitutto la testina del Thorens è una Shure HE BU87 (da sostituire?) ed il salone da sonorizzare è precisamente 6,8x4 metri, con metà del lato lungo occupato da una vetrata (problemi di vibrazioni dai vetri?).

Mi hanno fatto sentire delle Suprem Stradivari (1 milione) di cui non so praticamente nulla. Suonavano bene, ad un ascolto veloce, e le davano come sicuramente superiori alle Concertino, ma, si sa, ognuno promuove quel che vende....e, in un altro negozio, delle Opera II (1,2 mil.) che non ho ancora ascoltato.
Mi hanno anche detto che ci sono delle altre Opera a circa 800 mila.
La cosa più interessante di quest'ultimo negozio era la presenza tra l'usato di un lettore CD Rotel 945AX (500 mila, usato) apparentemente in ottime condizioni. Potrebbe essere una buona occasione?

Scusami del disturbo, mi sa che mi stai contagiando con la tua passione....
Ciao
Alberto Donzelli - E-mail: m.donzelli@flashnet.it

LC
Caro Alberto,
il tuo ampli puoi tenerlo ancora un po', sono sicuro che è in grado di fare il suo dovere pur non essendo l'ultimo grido in fatto di amplificatori.
Più importante per ora dedicarsi a CD e casse.
Meglio un lettore CD usato (ma solo se di un paio d'anni) ed un paio di casse nuove.
Per il Rotel usato, sei sicuro della sigla? A quanto mi risulta quello dovrebbe essere un lettore multiCD a sei dischi. Verifica.
Nuovo, per la cifra stanziata c'è l'imbarazzo della scelta. Oltre ai citati considera anche NAD e, ancora, Rotel.
Per i diffusori il discorso diventa più personale e dovresti riuscire a sceglierli in base al tuo gusto.
Non è vero poi che le Concertino vanno bene solo coi quartetti d'archi, va bene cercare di vendere ciò che si ha ma certo non si fa una buona impressione disprezzando ciò che non si ha in negozio.
Le Opera hanno un rapporto qualità prezzo notevole ed una finitura che i concorrenti possono solo immaginare (vero massello).
Sia le Opera II che le più economiche Duetto sono dei diffusori da prendere seriamente in considerazione.
Niente ti so dire invece delle Suprem.
Se vai a leggerti il mio articolo sui
diffusori a torre troverai la risposta ai tuoi interrogativi circa la loro convenienza e praticità.

La scelta andrà effettuata COI TUOI CD e nient'altro, possibilmente qualcosa che conosci molto bene.
Basta che sia della Musica ben incisa e capace di mettere alla prova tutte le caratteristiche di base di un paio di diffusori: risposta in frequenza (alti, medi, bassi), dinamica (capacità di forti escursioni di volume), immagine virtuale (capacità di ricreare un palcoscenico virtuale), introspezione (capacità di analizzare il messaggio sonoro nelle sue più recondite sfumature) ed, infine, NATURALEZZA.
Il tuo orecchio ti dirà se il suono che stai ascoltando somiglia alla realtà (fai riferimento ala riproduzione delle voci, ad esempio) oppure se è solo semplice HiFi.

Certo che sonorizzare un salone da 30 mq è impresa ardua sia per il tuo ampli che per diffusori tutto sommato piccoli come quelli citati.
Chiedi insistentemente di poter provare tutto nel tuo ambiente. Per fare ciò dovrai alla fine selezionare un solo negozio dove hanno un paio di candidate e magari anche un lettore CD che ti soddisfi e poi chiedi di poter portare tutto *a casa*.
Se ti dimostri seriamente intenzionato ad acquistare lettore e casse, non potranno dirti di no.
L'importante è che il negoziante abbia la certezza dell'acquisto, ferma restando l'incertezza sui componenti prescelti.

Infine la testina: da sostituire se pensi di utilizzare spesso gli LP (oppure se ne hai tanti). Cosa comprare? Spendendo poco non puoi sbagliare con la serie più economica della Grado, sono imbattibili sia per prezzo che per qualità.
Se non l'hai già (ne ho spedito così tante che ricordarmi di tutti è impossibile...) non esitare a chiedermi la dima Protractor per l'allineamento della testina, è un particolare di fondamentale importanza.
Poi ci sono i cavi: o ti autocostruisci qualcosa tra quelli da noi proposti oppure lascia un minimo di budget per la cavetteria.
Se compri tutto nello stesso negozio chiedi, al posto dello sconto, dei buoni cavi di potenza e di segnale.
Ciao!
Lucio Cadeddu

Cambiare casse e cavi
Saluti e complimenti a tutta la redazione per il lavoro svolto a favore di persone che come me amano la musica, ma sono "scarsi" di nozioni di HIFI.
Mi chiamo Franco D'Antonio ed approfitto della Vs. cortesia per porre alcuni quesiti.
Il mio impianto, costituito da un amplificatore Yamaha AX-430 (potenza minima RMS 55 Watt per canale; rapporto segnale/disturbo 86 dB (Nuovo IHF) e 106 dB (rete IHF-A), sorgente digitale Sansui CD-X501i e diffusori ESB Comparagon 3 - II (80 Watt RMS; sensibilità 88 dB; xover 1500 hZ - 7000 hZ), è disposto, come da piantina allegata, in un soggiorno che misura mt.6,70 x 2,90 privo di tappeti con alle pareti circa 20 tra fotografie e quadri con vetri e non; nella piantina ho anche segnato l'attuale punto di ascolto (X) che dista da entrambi i diffusori mt.2,90.

[Pianta del soggiorno - 4 Kb]

Ascoltando musica strumentale (new-age; elettronica e fusion), classica e pop-rock (poco) non riesco a essere soddisfatto di ciò che ascolto in quanto secondo il mio orecchio mancano tutte le caratteristiche di una riproduzione ad alta fedeltà.
Posizionando il diffusore destro alla sinistra del tavolo ho ottenuto un miglioramento della scena acustica, ma se dovessi scegliere questa posizione ho il problema della lunghezza dei cavi di potenza che aumenterebbe dagli attuali mt. 5 + 5 a mt. 10 + 10 (!!!!!).

Visto tutto ciò cosa mi consigli? (scusa il tu).
Ho anche pensato di sostituire i diffusori; al Roma Audio Show del 1997 ho ascoltato, utilizzando CD di mia proprietà, diffusori KEF (a proposito, complimenti alla KEF per la gentilezza degli espositori) pilotati da amplificatore Audiolab e sorgente digitale Meridian e diffusori Mordaunt Short per i quali non ricordo l'impianto pilota.
Entrambe le soluzioni mi hanno affascinato per il "calore" del suono riprodotto.
Considerando che il mio attuale budget è di L.1.500.000 cosa mi consigli?.

Il secondo quesito riguarda il cavo di segnale e quello di potenza. Per quest'ultimo ho già letto l'articolo nel Tempio del Tweakings, ma per quello di segnale sono completamente al buio. In un negozio ad Ostia - RM ho trovato cavi di segnale della Monster Cable intorno alle 100.000 lire e cavi di potenza, stessa marca, a partire da .5.000. Cosa mi consigli?.
Infine vorrei costruire il tavolino porta elettroniche proposto nel Tempio; vanno bene barre filettate, in acciaio inox o zincato, da 12 mm. di diametro? Più grandi non riesco a trovarne.

Scusami per la lunghezza della lettera, ma tutti i problemi che ho esposto mi "tormentano" da svariato tempo e non ho mai trovato nessuno che, senza scopo di lucro, mi desse delle risposte.
Ringrazio anticipatamente per l'attenzione che vorrai dedicarmi e faccio di nuovo a te e a tutti i tuoi collaboratori i complimenti per il lavoro svolto finora e un in bocca al lupo per il futuro.
Franco D'Antonio - E-mail: franco_dantonio@hotmail.com

LC
Ciao Franco,
per quanto riguarda i diffusori si, potrebbe essere un'idea sostituirli, però prima bisogna cercare di risolvere il problema del posizionamento in ambiente.
Infatti il grosso problema è la posizione delle casse che, così come sono disposte, non consentono neppure un minimo di ascolto HiFi.
Le casse intanto devono stare sulla stessa parete, non c'è scampo.
Quindi, tenuto conto del punto d'ascolto e della posizione del tavolino dell'HiFi la posizione più sensata e quella che vede il diffusore di destra davanti al mobile a vetri simmetrico rispetto al punto d'ascolto (ferma restando la posizione di quello di sinistra).
I diffusori devono stare ben lontani dal mobile retrostante e andrebbero leggermente angolati verso il punto d'ascolto.
Non è affatto necessario che stiano sempre lì in mezzo ai piedi: basta metterli ai lati del mobile e spostarli in posizione d'ascolto ogni volta che accendi l'impianto.
E' molto meno faticoso di quanto sembri. Io stesso lo faccio nel mio ambiente.
Un diffusore da pavimento aiuta in questa operazione, il bookshelf su stand è un po' più critico da spostare.
La vivibilità dell'ambiente è salva e l'HiFi pure.
Poi, tra divano e mobile a vetri (e diffusori, quindi) un bel tappeto grande a pelo lungo, è semplicemente indispensabile.
Qualora non dovesse piacere lo si può utilizzare solo per l'ascolto.
Considera anche qualche tenda e qualche quadro a vetri in meno :-)
Con questa soluzione risolvi anche il problema della lunghezza dei cavi. Cosa desiderare di più dalla vita, oltre a un Lucano? :-)

E veniamo alle casse: per un milione e mezzo puoi anche pensare a dei diffusori da pavimento tipo i nuovi Opera Platea, belli, ben rifiniti e dalla timbrica molto naturale.
Anche KEF ha delle valide alternative per cifre simili (un po' inferiori in realtà). Ancora qualche marchio che commercializza ottimi diffusori da pavimento per quella cifra: Mission, Monitor Audio e Chario.
Vedi cosa riesci a reperire.

Per il discorso cavi, intanto puoi provare a costruirti il nostro Shield, cavo di segnale semi-bilanciato.
In alternativa i Monster di fascia bassa sono realizzazioni piuttosto convenienti, in particolare dall'Interlink 300 in sù, compreso l'Interlink CD.

Per quanto riguarda il tavolino Flexy, certo che puoi usare un diametro inferiore, però la stabilità sarà un po' compromessa. Cerca di realizzarlo il più basso e compatto possibile.
E facci sapere...
Ciao!
Lucio Cadeddu

Resuscitare un vecchio impianto invece di un coordinato? Siiii!!!!
Caro Lucio,
un mio caro amico, tale Giancarlo Forti, ben 21 anni fa, comprò con non pochi sacrifici un impianto che al tempo era sicuramente quanto di meglio, a costi terreni, offriva il mercato.
Facendo un rapporto al costo attuale abbiamo calcolato una spesa di circa 5 milioni.
Si trattava di amplificatore Yamaha CA810, Casse Canton GLE 70, giradischi Pioneer non ricordo la sigla, testina Stanton 681 EEE, deck Sony TCK81, sintonizzatore Technics.
Poi una collocazione in ambiente non ideale, una casa un po' rumorosa per il traffico esterno ed un WAF particolarmente critico fecero ben presto cadere la passione lasciando l'impianto costantemente spento ed inutilizzato.
In questo fine settimana il caro Giancarlo era intenzionato a sostituire il tutto con un mini o micro impianto coordinato che forse meglio si collocava nell'estetica casalinga. Naturalmente i suoi componenti, praticamente quasi nuovi, venivano valutati sull'ordine delle 100.000 a componente ed al pensiero dei sacrifici fatti a suo tempo ciò lasciava dell'amaro in bocca.

Ho cercato di convincerlo ad evitare l'errore di sostituire l'impianto con un coordinato e per dimostrargli che il suo impianto anche attualmente ha ancora qualche qualità abbiamo collegato le vecchie Canton al mio sistema e ti dirò che è stata una sorpresa anche per me.
Abbiamo ascoltato le varie fasi del disco prova Chesky ed il suono che usciva da quelle vecchie casse era sempre in linea con quanto annunciato dal commentatore; sempre precise dettagliate, riuscivano a creare una buona riproduzione di ogni strumento ed una buona collocazione spaziale di essi.
Giancarlo è rimasto incredulo di quanta qualità riuscissero ancora ad esprimere quelle casse ben interfacciate con il resto dell'impianto e ben collocate in ambiente e sicuramente ha cambiato idea, anzichè passare al compattone, incurante di ogni WAF, è deciso ora ad acquistare due stands, dei buoni cavi e un lettore CD di degna qualità (gli ho consigliato Marantz oppure Rotel sulla spesa di circa 6/700.000).

E veniamo ora al dunque, pensi che l'ampli Yamaha sia ancora in grado di esprimere qualcosa di buono? Può essere ancora all'altezza della situazione paragonandolo ad un attuale ampli della stessa cifra del lettore?
Ti ringrazio per la consulenza, ormai non possiamo più fare a meno di TNT!
Eugenio Fenocchi - E-mail: andrea01@telware.telware.it

LC
Ciao Eugenio,
vedo con piacere che si continua a strappare compattoni dalle mani di audiofili vecchi e nuovi. Bene!!!
C'è ancora speranza, quindi :-)
Quell'ampli in particolare non lo ricordo, io ho in casa uno Yamaha CA 500, niente di che ma un prodotto molto ben realizzato.
Il suono non fa gridare al miracolo ma è in linea con quello che c'era nel consumer di quei tempi.
Il CA 810 dovrebbe essere un modello superiore, sui 60 watts per canale (ma sto tirando ad indovinare o quasi) e quindi un modello di alta gamma.
Molti giapponesi dell'epoca -e non solo- avevano una capacità di pilotare carichi difficili da non far gridare al miracolo però bisognerebbe vedere se le Canton sono facili oppure no.
Poi, certo che gli amplificatori moderni sono di ben altro livello...ci mancherebbe! Capacità dinamiche, velocità, capacità di pilotare carichi difficili sono tutte caratteristiche pressochè d'obbligo in ogni ampli moderno che si rispetti.
L'amplificazione hifi ha fatto grossi passi avanti nelle ultime due decadi e gli esempi di amplificatori anni '70 che possono reggere il confronto con la produzione attuale sono pochini.
Però io direi di aspettare a cambiarlo. Intanto per evitare un brutto mischione di apparecchi moderni con altri d'epoca: così com'è composto ora quell'impianto ha un senso, altrimenti diventa un ibrido senza significato. Meglio provare a tirarne fuori il max possibile poi si vedrà.
Benissimo quindi una buona sistemazione in ambiente, dei buoni cavi ed un buon lettore CD.
Buon ascolto!
Lucio Cadeddu

Cambiare casse o cambiare ampli?

Gentile Direttore,
desidero in tutta sincerità chiederLe un consiglio. Spero che abbia qualche minuto da dedicarmi.

Questa la situazione:

Ascolto musica barocca, classica e acustica in generale.

La domanda è questa:
Le Cizek 1 (ancora in buono stato di conservazione, pur essendo state acquistate nel lontano 1979 (sic...)) sono grosse e ingombranti.
Vanno bene ma dopo quasi vent'anni forse si potrebbero cambiare. Allora:

  1. E' veramente come dico io, vanno cioè cambiate, oppure è meglio tenersi le Cizek fino a che non si rompono?
    Sono superate nel suono rispetto ai modelli oggi in circolazione? E cosa possono valere, ancora? Hanno soltanto un valore affettivo o poco più?
  2. Ho scremato dalle centinaia di diffusori in commercio alcuni tipi in modo da stare intorno ai 3,0 milioni di Lire: B&W CDM7, Chario Hyper 2000T, Chario Academy 1, KEF Reference 1.
    Desiderando un suono poco affaticante e per ascolti prolungati nel tempo cosa mi potrebbe consigliare?
  3. Sono consapevole che anche l'amplificatore non sia il massimo: forse sarebbe meglio tenersi le Cizek e cambiare l'Onkyo?
Spero che Lei possa essermi di aiuto: capisco che saranno anche troppe le richieste di questo tipo e che le informazioni fornite (anche da me) non siano sufficienti per farsi un'idea del problema.
Però Lei nella mia situazione cosa farebbe: le Cizek 1 le terrebbe o le regalerebbe per 300-400 mila Lire per comprare un paio di diffusori nuovi?
Oppure imposterebbe tutto l'impianto partendo da un altro punto di vista?

La ringrazio in anticipo almeno per la cortesia di avermi letto e Le auguro tanta soddisfazione con la sua utilissima rivista di alta fedeltà.
Paolo Fox - E-mail: Paolo.Fox@provinz.bz.it

LC
Caro Paolo,
intanto benvenuto su TNT. Il numero dei nuovi lettori aumenta di settimana in settimana.
Veniamo ai tuoi dubbi:

  1. Le Cizek sono effettivamente un po' datate ed un cambiamento prima o poi è d'obbligo.
    Però secondo me è meglio tenerle per un secondo impianto (tutti ne abbiamo bisogno, no?) o per un prossimo venturo audio-video.
    Darle via per 3-400.000 lire, ammesso che ci riesca, non vale neppure la pena. Meglio tenerle ed acquistare comunque delle casse nuove.
    Il loro valore è principalmente affettivo e da neo-collezionismo HiFi, intendendo con questo termine tutta l'HiFi degli anni '70.
  2. Ottima idea quella delle B&W CDM1 ma non trascurare la produzione italiana che oltre a Chario ha dei rappresentanti di tutto rispetto: Sonus Faber, Opera e Aliante.
    Sono certo che uno di questi diffusori nostrani potrà soddisfare appieno le tue esigenze.
    Considera nel budget un paio di buoni stands. In alternativa pensa a dei diffusori da pavimento della tipologia a torre.
  3. L'Onkyo, se non puoi (vuoi) cambiarlo subito puoi tranquillamente tenerlo in vista di un futuro upgrade. Le casse, in questa situazione, fanno certamente la differenza più sensibile.
Infine un giudizio sull'impianto che mi sembra costituito da apparecchi validi e ben curato anche lato cablaggio.
Per il giradischi, se non hai già una dima di precisione in tuo possesso, ti consiglio di far richiesta del nostro
Protractor, è gratis per tutti i lettori di TNT.
Buon ascolto e fammi sapere!
Lucio Cadeddu

Un pre phono, parte III
Ciao Lucio,
grazie per la tempestiva replica, mi rendo conto che ricevere così tante richieste e riuscire ad evaderle è sempre e solo frutto di una grandissima passione e perciò ti ringrazio ancora una volta.
Rispondo alle tue domande:

  1. Il mio fornitore abituale è un'analogo :-)) appassionato "trafficone" - sul mercato milanese e non - da 20 anni circa (ho comprato da lui molte cose in passato, fà conto che le AUDIO PRO le presi da lui ca. 17 anni fa) e la testina mi risulta l'abbia ritirata a prezzo di costo da un rivenditore che l'aveva nel cassetto (o meglio sul gobbo) da diverso tempo, e che quindi nel cedergliela ha sicuramente "calato le brache", visto che lui comunque ha realizzato il suo guadagno.
  2. Per il pre, oltre a restare in attesa di una qualche tua prova dedicata, sono in parola con il mio altro amico a cui devo ancora rendere il SENTEC perchè mi ha promesso in prova a giorni un preamplificatore a stato solido costruito da un altro comune amico (credo copiato di sana pianta da qualche progetto di chiara fama) che dispone di ingresso phono con scheda dedicata MM o MC (e che quindi metterò a confronto sia con le funzioni linea del ROTEL che con l'EELA)
  3. Per l'allineamento della testina ti avevo gia richiesto la scorsa estate (con successo) la Protractor e l'ho utilizzata con soddisfazione, grazie
  4. Per il resto resto in attesa di trovare qualche buona occasione (oltre al LINN, vanno bene anche PINK TRIANGLE o altri di scuola inglese a cinghia e controtelaio...?), e nel frattempo continuo a cercare dei buoni LP (ho ordinato giusto oggi qualche cosa di Jarrett e Metheny della ECM)
  5. Ad oggi dispongo di ca. 250 LP, credi siano sufficienti a giustificare l'ulteriore spesa.....!?
Non ti stresso più, e rimango in attesa
Un grosso saluto
Romano Jeran - E-mail: jeran@isg.it

LC
Ciao Romano,
e grazie per le ulteriori precisazioni.
Certo che se hai pazienza e capacità di autocostruttore abbiamo in serbo qualche sorpresa, proprio adatta al tuo caso: un pre phono ad alta risoluzione promesso, ma non a breve, dal nostro corrispondente dall'Inghilterra.
Altri pre phono di produzione commerciale dovrebbero apparire su TNT da un momento all'altro.
Per il giradischi certo che va benissimo anche un Pink o un Gyrodec, a patto di trovarli in perfette condizioni...Quanto a valerne la pena be', il numero di LP mi sembra buono, bisogna poi vedere il tuo budget.
Buon ascolto e fammi sapere!
Lucio Cadeddu

Ancora sui CD-Audio ed i CD-ROM
Amico Direttore,
leggo la tua (giusta) risposta sulle differenze tra CD-ROM e CD-Audio e devo dire che tocca un argomento su cui da un po' di tempo ho cominciato ad interrogarmi.

Ti ho già scritto - ti ricordi? sono quello del PHILIPS CD-880 che ti chiedeva se era il caso di fare un po' di tweaking sulla meccanica - ma non ho seguito il consiglio contenuto nella tua risposta.
Ho sostituito il PHILIPS CD-880 con una meccanica CALIFORNIA AUDIO LABS DELTA collegata all'inossidabile convertitore AUDIO ALCHEMY DDE 1.0. Bene, ho avuto la conferma che il denaro speso nella qualità della sorgente ripaga (quasi) sempre.
A dir la verità, colto da improvvisa sindrome da upgrade, ho sostituito anche il NAIM NAIT 2 con una coppia LINN MAJIK/LK100 che adesso pilotano in bi-amplificazione le TUKAN. Ragazzi che suono !

Ma torniamo alla questione principale.
Il lettore di CD-ROM non ha il circuito di correzione degli errori e non potrebbe averlo: vero, non si possono interpolare i programmi per PC o i dati contenuti in un Data Base.
Un CD-ROM rovinato è perso per sempre: vero anche questo. Però io lavoro con i computers e tutto il software che vendo sta su CD-ROM.
Negli ultimi 5 anni ho utilizzato moltissimi CD-ROM e non ho praticamente mai incontrato errori di lettura del supporto.
Ergo: il lettore CD-ROM, che non ha il circuito di correzione degli errori, legge perfettamente i dischetti, quegli stessi dischetti che noi audiofili trattiamo con molta (troppa?) cura: liquidi, panni, Fabello, pennarello sul bordo, ecc.
Ti lascio immaginare come i CD-ROM che utilizzo al lavoro non vengano curati con la stessa dedizione, eppure continuano a funzionare egregiamente.

E qui, permettimi, dissento leggermente dalla tua posizione quando dici che i CD-Audio li hanno voluti eterni e quindi ecco la trovata del circuito di correzione degli errori. Forse che i CD-ROM non dovrebbero essere eterni?
Secondo me non è un problema di eternità. E la qualità dei CD-ROM forse conferma che questo supporto è intrinsecamente eterno.
Il problema è un altro:
perchè ci sono CD-Player che costano decine di milioni?

Una meccanica per CD-ROM, che non ha il circuito di correzione degli errori, costa dalle 200.000 lire alle 400.000 lire. L'audiofilo esigente rifiuta anche solo l'idea di acquistare un CD-Player per la stessa cifra.
Eppure la differenza tra il vecchio PHILIPS e la meccanica CALIFORNIA AUDIO LABS la sentirebbe anche un sordo.
Ergo: la meccanica migliore - come tutti i vari stabilizzatori - permette al laser di leggere meglio e quindi al circuito di correzione degli errori di intervenire il meno possibile.
Ma attenzione: se il circuito di correzione degli errori deve intervenire significa che la meccanica non legge bene.
Se la meccanica non legge bene significa che non è di buona qualità.

Allora come si spiega che una meccanica per CD-ROM, che non ha il circuito di correzione degli errori, i CD-ROM continua a leggerli perfettamente?

Aiuto! Sono entrato in un loop auto-referenziante!
Chiudo scusandomi per la lunghezza della missiva, ma non sono riuscito ad accorciarla di più.
Cordiali saluti
Loris Arrigucci - E-mail: larrigucci@Italy.Sun.COM

LC
Ciao Loris,
è un piacere risentirti.
La tua analisi, giustissima in tutti i particolari, dimentica un piccolo dettaglio: i CD-ROM non hanno bisogno del flusso CONTINUO di dati del CD-Audio ma, eventualmente, il dato letto male si può rileggere senza causare problemi.
Non così il CD-Audio che, diciamo un po' grossolanamente, legge come viene viene cioè o è buona la prima oppure si corregge. Non è prevista la possibilità di rilettura che comporterebbe un'interruzione della riproduzione.
La settimana scorsa dicevo che si potrebbe ovviare tutto con dei buffer RAM. Vero, però, affinchè questa sia una soluzione realistica, bisogna consentire al CD-Audio la rilettura del dato, cosa non prevista perchè ai tempi in cui fu lanciato le memorie buffer RAM costavano un'enormità.
Oggi le troviamo in alcuni lettori portatili che consentono circa 5 secondi di riproduzione dopo un urto che fa saltare la traccia ma, ovviamente, hanno il solo scopo di salvare la riproduzione dai salti di traccia, non dagli errori di lettura!
Quindi non è la meccanica dei CD-ROM ad essere superiore, è il sistema di lettura dei dati ad essere intrinsecamente diverso, perchè nato con scopi diversi.
Infine lasciami esprimere alcune perplessità sulla durata eterna dei CD-ROM: ho un amico che produce software su CD-ROM, quindi coi dischetti eterni ci lavora dalla mattina alla sera.
E mi ha conferamto che di dischi rovinati per sempre gliene capitano molti e che in certi casi è bastato un minimo graffietto per buttare via tutto!
E, nel mio piccolo, mi sono capitati più CD-ROM rovinati ed inutilizzabili che CD-Audio illeggibili...
Per non parlare dei masterizzati in casa: alcuni basta lasciarli al sole o al caldo in macchina per qualche ora per rovinarli irrimediabilmente.

Mi consola che anche tu confermi le differenze enormi tra meccaniche CD diverse. I visionari sono più di quanti si pensi, allora! Ciao!
Lucio Cadeddu

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