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Lettere alla Redazione

ATTENZIONE!!! Pregasi leggere prima le Istruzioni per l'uso
Per le domande più generali leggete prima la rubrica Adeste Fideles!

Masterizzatori per CD
Ti ringrazio innanzitutto per la risposta alla mia lettera sui cavi e sui mammuth.
Vorrei sottoporti una provocazione... :-) Da qualche parte ho letto che sei contrario all'utilizzo e quindi alla prova dei registratori di CD perchè utilizzati sostanzialmente per scopi illegali.
Vorrei sottoporti alcuni scenari di vita vissuta, in cui il registratore potrebbe tornare utile.

Scenario 1 (legale): Posseggo molti LP di alcune decine di anni fa dei quali non è stata fatta la stampa in CD, e altri dei quali la stampa in CD è introvabile (anche su internet).
In viaggio (auto, treno) ascolto la musica da CD e non potrò mai ascoltare qualcuno di questi miei dischi a meno di non registrarli su una cassetta audio (orrore! bisogna distruggerle tutte!).

Scenario 2 (illegale?): Un mio amico possiede molti LP non stampati su CD o introvabili su CD. Alcuni di questi sono dei miei cantanti preferiti, e il mio amico, chiaramente, non vuole assolutamente vendermeli.
Fino ad oggi ho registrato queste rarità su una bella cassetta al cromo (ancora, ci risiamo!), ma registrarli su CD sarebbe un'altra cosa.

Scenario 3 (legale): Vado in vacanza al mare con amici non audiofili. Uno di questi porta uno di quei radio-registratore-lettoreCD da mare, e mi chiede, visto che ho tanti CD, di provvedere a portarne qualcuno.
Comincia così l'odissea di chi vede i propri CD, curati con tanto amore a casa propria, afferrati nel peggiore dei modi dal proprio migliore amico con mani unte (nella migliore delle ipotesi), oppure abbandonati fuori dalla custodia su un tavolo, o in bocca ad un bambino che lo morde pensando che sia buono da mangiare, o scivolato nella sabbia la sera di S. Lorenzo quando si osservano le stelle cadenti col sottofondo musicale.
Ecco allora che ci si trasforma in un guardiano feroce, innervosendosi per cose totalmente incomprensibili agli altri e rovinando la vacanza. La cosa si risolve non portando i propri CD, anche se ciò potrebbe apparire antipatico verso gli altri che li portano, e implica l'ascolto per tutta la vacanza di musica non di proprio gradimento.
Sarebbe comodo duplicare un po' di CD, in modo da portarsi le copie al mare e godersi la vacanza e la musica. Al ritorno si potrebbero incenerire le copie sopravvissute (forse nessuna).
Oppure si potrebbero usare delle cassette (no! mai!).

Scenario 4 (legale, ma non audiofilo): Capita a tutti di dover registrare una lezione o una conferenza. Può essere comodo riversare il tutto su CD per poter dividere la lezione in parti e accedervi in maniera diretta, non sequenziale come avviene sulla cassetta, e conservarlo per consultazioni future.

Questi sono alcuni esempi di vita vissuta, ma penso possano essercene altri ad indicare che il registratore di CD può tornare utile per attività legali. Tutto questo per cercare di convincerti a provarne qualcuno.
Ciao, e grazie ancora.
Alberto Botte - E-mail: Alberto.Botte@tlsoft.it

LC
Caro Alberto,
mi permetterai di commentare solo sugli *scenari* legali, tralasciando per ragioni ovvie quelli illegali.
Da tutti gli scenari emerge un fatto evidente: l'uso dei CD masterizzati non richiede, in nesssuna delle situazioni menzionate, la qualità di una riproduzione audio al di sopra di ogni sospetto.
L'uso al mare nel mega portatilone, l'ascolto in auto (salvo rarissimi casi...) o la registrazione di conferenze/lezioni.
Per questi scopi ogni masterizzatore degno di questo nome svolge più che onestamente il suo dovere e non c'è ragione di dannarsi a ricercare la qualità assoluta. Anche perchè, se tutto il resto della catena (scheda audio, meccanica CD-ROM etc.) non è di livello adeguato a poco serve un masterizzatore di elevata qualità, almeno dal punto di vista audiofilo.
Con questo non voglio dire che per principio non proverò mai masterizzatori, solo che è proprio un argomento che non mi stimola per niente.
L'ho detto più volte: facciamo solo ciò che ci diverte di più, non appena subentra la nausea o il *dovere* di fare qualcosa, si stacca e si fa altro.
Provare masterizzatori non è uno dei miei sogni proibiti, non saprei per gli altri collaboratori ma posso chiedere.
Werner mi sembra piuttosto indicato ma ama troppo il vinile per perder tempo dietro a questi gingilli digitali :-)
E poi tieni conto che i miei amici, conoscendomi, non solo girano alla larga dai miei CD ma anche a qualche metro di distanza da apparecchi, cavi e quant'altro...sotto la minaccia che in caso di danni sarebbero costretti a ripagare tutto...ed in certi caso alcune cifre bastano a dissuadere anche i più coraggiosi :-)
Ciao!
Lucio Cadeddu

Concertino, cavi, piastra ed ascolti consapevoli
Carissimo Lucio,
sono Danilo di Roma. Non mi ero spiegato chiaramente:
le Concertino ora sono mie!!
Grazie per il suggerimento sul CD player.
Questo il mio futuro impianto: Teac 1100 (o simili); Luxman L113a; Sonus Faber Concertino.
Ma non è finita qui: ho ancora bisogno dei cavi!! Ho letto e stampato gran parte di
Adeste Fideles e della sezione Tweaking, e sono rimasto negativamente sorpreso su quanto è necessario spendere per i cavi; dato che in materia non ho assolutamente esperienza, puoi consigliarmi i modelli più indicati sui quali effettuare la scelta?
Ammesso che riesca a individuare la differenza tra un cavo e un altro, cosa che non credo affatto!! E' inutile dirti che la componente prezzo è fondamentale.
Passiamo ad altro: la piastra (eresia!). Le caratteristiche che ho individuato sono: piastra singola e no autoreverse per scuotere il meno possibile la testina (giusto?).
Puoi dirmi qual'è la differenza tra due e tre testine? E a cosa serve quella in più?
Vorrei spendere il meno possibile, cosa mi consigli di provare?

Passo ad altro ancora: sulle pagine di TNT trovo spesso termini quali: basso articolato, focalizzazione, l'immagine è così e cosà ecc...
Non sempre è chiaro cosa vuoi dire (per me), allora l'ideale sarebbe quella di organizzare incontri di ascolto consapevole, cioè si ascolta un brano e tu (o un audiofilo esperto) dice: attenti a questo, notate quest'altro, basso articolato vuol dire questo, sentite?
Immagine a fuoco significa quest'altro, chiaro?
E così via. Questo non è possibile dato che viviamo in città diverse.
Allora perchè non prendere in considerazione alcuni dischi popolari o di facile reperibilità e fare delle lezioni di *ascolto consapevole* a distanza?
Non so se sono stato chiaro o se l'idea ti piace. Non rispondermi che quello che conta è solo il nostro orecchio perchè dopo una visita guidata in un museo, il nostro occhio e il nostro cervello (da soli!) colgono molte più cose rispetto a prima di essere educati.
Fammi sapere che ne pensi,
Ciao,
Danilo Marangio - E-mail: Danilo.Marangio@enidata.it

LC
Ciao Danilo,
e complimenti per la scelta.
Argomento cavi
Con un impianto budget come il tuo non è necessario spendere tanto nei cavi però non bisogna partire col piede sbagliato.
Oltre a consigliarti le soluzioni più economiche possibili che sono quelle della nostra piccola autocostruzione che produce risultati parecchio interessanti, soprattutto in relazione al prezzo, posso darti qualche indicazione di massima.
Partiamo dai cavi di segnale (lettore CD/ampli): i cataloghi Monster Cable e AudioQuest hanno vari modelli piuttosto economici che suonano certamente meglio del cavo in dotazione.
Per fare qualche esempio pratico: l'Interlink 200 della Monster lo trovi a circa 50/60.000 ed è già un cavo in configurazione semibilanciata, niente di che, ma anni luce distante dal classico cavettino standard.
Un po' più su trovi, sempre in casa Monster, l'Interlink CD, o il 300. Sta alle tue tasche decidere.
Nel catalogo Audioquest trovi invece i Turquoise ed i Jade, intorno alle 100.000.
Una alternativa, di cui potrai leggere la prova spero già la settimana prossima è il Silver Tef mkII, un cavo di segnale in rame argentato e teflon venduto dalla rivista Fedeltà del Suono, per corrispondenza, a 85.000 lire.
Per i cavi di potenza il discorso non è molto diverso: puoi partire dalle 5000/7000 lire al metro. Tieni conto che la lunghezza deve essere uguale per i due canali e doppia se vorrai collegare in biwiring.
Per cavi economici non sempre la soluzione del bi-wiring è consigliabile perchè spesso è meglio un cavo singolo che costa il doppio che due che costano la metà.
Diciamo che per i cavi di segnale e di potenza te la potresti anche cavare con una spesa totale di meno di 200.000 lire.
Lo so, sembra tanto, ma sono soldi ben spesi. Proprio stasera nel passaggio da un cavo di circa 1 milione al metro ad un altro da 1.300.000 ci siamo guardati sbigottiti.
Una differenza così evidente che non si può neanche più parlare di sfumature ma di vero e proprio salto di qualità.
Certo, l'impianto in prova era di livello molto alto ed i diffusori estremamente rivelatori (per la cronaca, dei bellissimi Merlin), ma le differenze ci sono e si sentono.
O, meglio, gli ascoltatori esperti le sentono, gli altri meno.
E qui mi aggancio all'ultimo punto della tua missiva: gli ascolti consapevoli.
La tua idea mi sembra molto buona ed è sicuramente realizzabile in occasione delle mostre di HiFi. Per quanto riguarda quella a *distanza* è da un po' che penso di spiegare in un articolo ad hoc un po' dei termini che ogni tanto vengo usati nelle prove d'ascolto.
Ma è difficile senza l'esempio *sonoro* presente. Io cerco di riferire dei dischi usati in prova giusto per dare un'idea però spesso si tratta di dischi *per audiofili* particolarmente ben incisi e che quindi ben si prestano a rilevare le differenze. E non si può pretendere che la gente si compri i dischi solo per capire l'HiFi.
I recensori sono pressochè obbligati, ma il normale audiofilo dovrebbe solo ascoltare i dischi per la Musica che contengono e nient'altro.
Prometto comunque che farò tutti gli sforzi possibili per rendere più comprensibile ciò che trovate scritto nelle prove d'ascolto.
Il problema è che spesso si crede di utilizzare un linguaggio universale, un errore *didattico* imperdonabile.

Passando al problema della piastra:
se puoi prendila con tre testine e, giustamente, senza autoreverse (tutto quello che non c'è non si paga e non si rompe).
La terza testina serve per ascoltare in tempo reale il risultato della registrazione, così da poter verificare se le calibrazioni (di livello e di bias) stanno producendo i risulati ottimali oppure no.
Marche? Teac e Technics, giusto per nominarne due di buona reputazione.
Le cose da guardare sono quindi: le tre testine, le possibilità di regolazione (manuale e/o automatica) del livello di registrazione e del bias, che serve per meglio adattare il registratore alle caratteristiche del nastro che si sta usando.
Fammi sapere!
Lucio Cadeddu

Re: Calcolo Numerico, cavi, Bebo Moroni ed altre cose... :-)
Caro Lucio
Ciao. Ebbene sì, sono proprio io, Roberto.
Ti scrivo dopo aver letto la tua interessantissima Posta ed esattamente mi riferisco a Calcolo Numerico, Cavi, Bebo Moroni ed altre cose.
Sono rammaricato dalle parole scritte dal mittente la lettera ed anche un pochino mortificato, ma mi hanno rinfrancato le tue parole di risposta che delineano esattamente ciò che mi è sembrato di intuire di te e della tua personalità.
Avevo ragione ed erano esatte le mie prime impressioni che mi spingevano a pensarti un uomo preparato e corretto nei confronti degli altri esseri umani.
Mi mortifica l'involontaria incapacità da parte di chi legge le recensioni di discernere il giusto dall'ingiusto, il buono dal cattivo, l'onesto dal disonesto.
Mi mortifica il fatto che descrivere il proprio impianto nei minimi particolari possa essere scambiato per mera pubblicità.
Qualcuno, spero, si sarà anche immaginato che l'impianto è il frutto di un lento e meditato lavoro di infinite prove, cambi, aggiustamenti ed ottimizzazioni?
Qualcuno si sarà immaginato che, per amore della musica ascoltata nel migliore dei modi, la catena audio di un recensore possa essere qualcosa di davvero buono e non una semplice accozzaglia di componenti suggeriti dai vari distributori?
Qualcuno si sarà chiesto se sia giusto o no fare una generalizzazione indiscriminata di tutti coloro collaborano con le riviste o, comunque, lavorano nel settore?
Personalmente conosco rivenditori che non solo sono preparati, ma sono anche onesti e corretti. Perchè allora affermare in modo generico che tutti i rivenditori sono dei commercianti che pensano solo a rifilarti ciò che più gli conviene?
Ecco, ho sempre pensato con la mia testa ed ho sempre ascoltato con le mie orecchie e se spesso ho sbagliato sono riuscito a sbagliare da solo senza l'aiuto di nessuno.
Hai detto una cosa fantastica: *amo il mio mestiere (e tutte le cose che faccio) e cerco di farle nel miglior modo che posso dedicandoci gran parte delle mie energie vitali...*
Mi definisco un amante di tutto ciò che faccio e lo faccio con slancio e passione, qualche volta forse anche sbagliando, ma mettendo un amore vero in ogni piccolo gesto ed in ogni piccola ed insignificante parola.
Tutto questo mi dovrebbe bastare e sovente è così, ma alcune volte ho bisogno anch'io di un...piccolo sfogo.
Mi piace pensare che ci sia qualche lettore che abbia il tempo e la voglia di prestare un po' più di attenzione alle parole che scriviamo, mi piace pensarlo perchè è proprio per quel lettore che io scrivo dimostrando così il mio profondo rispetto nei suoi confronti senza pensare al rivenditore, al distributore, alla pubblicità o a quant'altro possa danneggiare la rivista per la quale ho l'onore di scrivere o di chi ci lavora e, bene o male, ci campa.
Non voglio alimentare diatribe o accendere dispute tra me ed i miei e tuoi lettori, anche perchè spesso tra botte e risposte si scade nello squallore e nel ridicolo, e vorrei sottolineare che rispetto e comprendo anche le parole di chi ti ha scritto descrivendo, comunque, una possibile realtà e/o verità.
Capisco che tutto ciò faccia parte del *gioco*, ma la mia intenzione è quella di far capire che c'è anche gente che lavora correttamente in barba a tutte le leggi di mercato ed agli egoistici e furbi interessi altrui.
Ti ringrazio e ti saluto cordialmente.
Roberto Rocchi - E-mail: rocchir@etrurianet.it

LC
Caro Roberto,
ti ringrazio per questa tua replica perchè mi fornisce lo spunto per ampliare il discorso iniziato nella lettera in questione la settimana scorsa.
Il problema è che gli audiofli italiani sono sempre a caccia di certezze e di persone in cui credere ciecamente. Questo per due motivi sostanziali:
il primo perchè è oggettivamente difficile *fare esperienza* sul campo, non tutti hanno a propria disposizione negozi forniti e disponibili.
In secondo luogo perchè la pigrizia impera ed è molto più facile leggere i giudizi sugli apparecchi direttamente dalle pagine delle riviste che andare ad ascoltare, provare, confrontare e...perdere tempo.
In una società che di preconfezionato offre ormai tutto ci servono anche le emozioni sotto cellophan, in blister o tetrapak, pronte per essere aperte e *consumate*, possibilmente prima della data di ...scadenza ovvero l'uscita del migliore acquisto del mese prossimo.
Ed allora, con la stessa facilità, si creano i miti e poi si distruggono, per crearne di nuovi.
Ed è successo così con tanti redattori HiFi, in particolare per quella generazione post-Bebo Moroni che hanno fatto dell'ascolto il parametro principale di giudizio, rischiando, attirandosi le ire dell'ala tecnocratica più oltranzista ma conquistando altresì moltissimi consensi, consensi che poi gli si sono rivoltati contro.
Per citare una frase di un paroliere che mi piace molto: il successo è come l'acqua che prima di disseta e poi ti annega.
C'è una soluzione? Forse no. Però non voglio dire che gli audiofili hanno tutta la colpa. In alcuni casi anche la (forse pur legittima) voglia di *sfondare* ha portato a scelte discutibili e che hanno finito col mettere in cattiva luce l'operato di tutta una categoria, fortunatamente variegata ed eterogenea, composta anche da tantissime persone serie, coscienziose e che amano davvero il proprio mestiere, come dici giustamente tu.
Fare di tutta l'erba un fascio è tuttavia inevitabile ed è un rischio che si deve correre.
Pensa che qualche lettore di TNT ci considera alla stregua delle altre riviste *vere*, con tanto di introiti e magari anche commistioni, ammanicamenti e chissà cos'altro.
Ai soliti malpensanti non c'è rimedio: puoi pure fargli vedere il tuo 730 (il modulo IRPEF non la BMW :-) ) che tanto continueranno a non crederci. A non credere che ci possano essere in circolazione delle persone che fanno tutto per il solo gusto di farlo, per divertirsi e/o per cercare di rendersi utili.
Ci sarà sempre chi vede il marcio ovunque, in un delirio di dietrologia all'italiana dove ad ogni piè sospinto spuntano fuori tangenti, servizi segreti e chissà cos'altro.
E normalmente questo genere di attacchi arrivano proprio da persone che vivono una vita squallida, incolore ed inodore, senza Passioni, aspettando a fatica il 27 di ogni mese per dare un senso alla propria misera, strascicata ed inutile, per se' e per gli altri, esistenza.
Sono quelli che lavorano il meno possibile, ottenendo, come dico spesso, il minimo del risultato col minimo sforzo, sono quelli che cercano tutte le possibili scappatoie per lavorare meno degli altri, per pagare meno tasse degli altri etc.
E quindi, non riescono neppure a concepire che possano esistere delle persone che fanno tutto per il solo piacere di farlo, senza pensare ai soldi, al successo o al vantaggio personale.

Che ci vogliamo fare? Rinunciare a tutto per questo? Non sia mai.
Io mi diverto troppo per mollare tutto e, comunque, posso sempre permettermi il lusso di dare il benservito come e quando voglio, senza paura di averne un qualche svantaggio.
Basta che non mi si chieda troppo spesso di non pubblicare la lettera per evitare la berlina (o la spider, fate un po' voi :-))
Questa è una rivista pubblica e le lettere *private* si mandano agli amici, non alle riviste. Non siamo il Giornalino parrocchiale.
Io non ho segreti per nessuno e non vorrei che ce ne fossero tra persone che hanno la stessa Passione.
Oltrettutto il tempo impiegato per risposte *private* è tutto tempo sottratto alla rivista, che in cambio non riceve il vantaggio di veder pubblicata una discussione magari interessante.
E con questo mi riallaccio all'ultima parte della tua lettera: che a far polemica si finisce per cadere nello squallido.
Non sono d'accordo: la polemica, pure divertente basta che non sia fine a se stessa, è molto utile ed istruttiva e, secondo me, la foga e lo slancio che ci si impiega (e che credo traspaia da molte delle risposte proprio su questa rubrica) testimoniano che è tutto dannatamente vero e che solo la Passione vera, quella con la P maiuscola, può giustificare una difesa delle proprie idee a tratti aggressiva si, ma sempre molto, molto sincera.
TNT non è una rivista per signorine *bene*, ne' per un'elite di signori raffinati e dalla erre moscia. No, è un luogo dove la Passione per la Musica e per l'HiFi devono esplodere da ogni riga che scriviamo.
Altrimenti l'avrei chiamata Famiglia...Audiofila e non TNT, ti pare? :-)
A presto!
Lucio Cadeddu

Chiarimenti sul Merlino
Caro Lucio,
sto preparando per il nuovo pre e finale il cavo Merlino by TNT utilizzando il cavo a 3 poli schermato che con fatica sono riuscito a trovare da un rivenditore industriale di materiale elettrico.
Sul Tempio si legge che la calza va collegata alla massa solo lato presa, ma la stessa massa (cavo giallo) va collegata all'apparecchio, oppure consigli di lasciarla libera.
Al momento io l'ho collegata al polo centrale della spina (tipo pc per intenderci) che entra nella vaschetta sia del pre che del finale perchè penso sia meglio collegare una massa agli apparecchi. Ho fatto bene?
Ti ringrazio per la risposta
Eugenio Fenocchi - E-mail: andrea01@telware.telware.it

LC
Caro Eugenio,
In generale, per evitare loop di massa e quindi possibili ronzii, rientri etc è meglio collegare a terra un solo apparecchio dell'impianto, o il pre oppure il finale. Quindi il cavo giallo-verde va collegato solo al polo centrale di uno dei due apparecchi e conseguentemente la calza ad esso solo dal lato presa a muro.
Per l'altro apparecchio sarebbe meglio lasciare la calza completamente scollegata, da una parte e dall'altra, per evitare che faccia da antenna. Il suo effetto schermante è comunque, anche se parzialmente, assicurato.
Tuttavia non c'è una regola fissa, ogni apparecchio ed ogni impianto elettrico fanno storia a se'. Magari fai qualche altra prova e poi decidi.
Per questa ragione sto sperimentando un cavo d'alimentazione specifico per questi usi, ove non sia presente o non prevista la messa a terra dell'apparecchio, come in molti lettori CD, ad esempio.
Per questo motivo avevo deciso di chiamarlo Merlino CD e ne saprete presto qualcosa visto che si tratta di una delle modifiche Stage 2 al lettore economico
Teac CD-P1100.
A presto!
Lucio Cadeddu

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