[ Home | Redazione | FAQ | HiFi Shows | Ampli | Diffusori | Sorgenti | Tweakings | Inter.Viste ]

KingRex Pre-Amp

Ma non era già perfetto?

[English version]

Prodotto: Kingrex Pre-Amp
Produttore: KingRex - Taiwan
Costo approssimativo: $399 (variabile in funzione della destinazione)
Recensione di: Geoff Husband - TNT France
Data di pubblicazione: ottobre, 2008
Traduzione: Roberto Di Paola

[Preamplificatore KingRex]

[English Version]

Introduzione

Qualche tempo fa ho avuto il piacere di giocare un po' con l'amplificatore di potenza KingRex T20, uno dei prodotti meglio suonanti, e di sicuro quello costruito meglio, tra la pletora delle realizzazioni basate sugli integrati Tripath. Esso - unito ai piacevolissimi diffusori JB3 - ha portato la vera hi-fi nel mio studio. Tuttavia, chiunque legga le mie impressioni sul T20 vedrà che, nonostante il suo impressionante rapporto prezzo/prestazioni e il fatto che possa senz'altro piacere a molti, esso non è propriamente il mio ampli preferito.

A parte questo, l'unico inconveniente del T20, e di alcuni altri ampli simili, è che si tratta di un finale di potenza con volume variabile e un solo ingresso linea. Ora, se ciò può bastare a tutti coloro che usano il computer come sorgente (io l'ho fatto per la maggior parte del tempo), non si può tacere che, per chi intende impiegare l'ampli in un impianto hi-fi, un solo ingresso certamente non basta.

E allora potete immaginare come mi sia sentito quando mi hanno spedito l'ultimo nato in casa KingRex: un piccolo preampli da abbinare al T20. Mi aspettavo di ricevere una scatoletta con un potenziometro e un selettore d'ingressi, beh, mi sbagliavo...

Progetto e costruzione

Prima di cominciare a parlare di un qualunque componente serio bisogna dare un'occhiata alla qualità della sua realizzazione.

Anche in questo caso si tratta di un vero gioiellino. Pensate a un micro "Cello" che incontra la 47 Labs e vi farete un'idea. La manopola del volume ruota liscia come seta, il contenitore è ottimamente rifinito, i morsetti sono di buona qualità come il resto. Piccoli componenti come questi, se ben fatti, sono davvero eleganti e una combinazione pre/T20 con alimentatore, ben mimetizzata, ha un aspetto piuttosto attraente: nessun partner, sia pur di gusti difficili, potrà evitare di innamorarsene.

[KingRex preamp - vista interna]

A tanta comodità si deve aggiungere il fatto che non c'è alcun alimentatore esterno; l'apparecchio ha, infatti, un trasformatore toroidale con un regolatore LM317 in uscita e una vaschetta IEC standard in ingresso.

La bella sorpresa è però la sua tecnologia. Come già detto, il T20 è un amplificatore completamente "autosufficiente", pertanto mi aspettavo che il preampli fosse un dispositivo con appena un potenziometro migliore e un selettore d'ingressi. Si tratta, invece, di un'unità attiva basata su operazionali; inoltre, al posto del solito interruttore di selezione dei due ingressi, il preampli è capace di attivare quello da cui arriva il segnale tramite un sistema "autosensing". Senza dubbio la soluzione darà benefici prestazionali, giova alla nettezza del frontale, ma ci sono anche svantaggi di cui si dirà in seguito.

[Kingrex preamp - vista interna - dettagli]

In uso

La connessione di questa creaturina alla corrente e al suo complemento naturale è, come ci si dovrebbe attendere, un'operazione semplicissima. Non c'è nulla da regolare, non si può desiderare nulla di più facile. Bisogna solo collegare la sorgente e accendere tutto. Splendido...

Rimane sempre piuttosto freddo, quindi si può celare alla vista sistemandolo in una libreria (magari assieme a un paio di magnifici JB3); in tal modo si potrà comporre quello che forse è l'impianto hi-fi più piccolo e meno invasivo che si possa acquistare. In più potrei desiderare soltanto (e ammetto di averlo chiesto ripetutamente) che KingRex producesse un piccolo lettore tipo "Micromega Micro".

Ma al momento ci sono altre priorità: bisogna pensare a un problema relativo all'utilizzo di sorgenti analogiche. Si tratta del rumore residuo prodotto dalle testine e dagli stadi analogici che causa l'attivazione del canale al quale sono collegati. Mentre si ascolta un CD, quando il pezzo sfuma e comincia il silenzio alla fine della traccia, a un certo punto, si presenta il buon vecchio hiss/hum delle testine. Perciò, o si connettono esclusivamente delle sorgenti digitali - le quali sono effettivamente silenziose - o si deve spegnere qualunque componente che non sia in uso (ovviamente i sintonizzatori dovranno essere zittiti). E tutto questo non solo rende inutile la comodità di avere la selezione automatica degli ingressi: tutti gli utenti che ascoltano seriamente il vinile saranno costretti ad avere uno stadio fono non in temperatura tutte le volte che metteranno su un disco. La maggior parte degli audiofili analogisti lascia sempre acceso il pre fono; con il preampli KingRex ciò non si può fare.

[Kingrex preamp - vista posteriore]

Se il KingRex è utilizzato con i suoi partner naturali, come lettori CD, DVD, Squeezebox e sintonizzatori digitali, quanto si è detto sopra non ha nessuna rilevanza; ma si capisce che a questo punto due soli ingressi cominciano a essere un limite non da poco.

Ancora una volta, se questo preamplificatore è utilizzato in un secondo impianto oppure in ufficio, tutto il discorso non vale; però, connesso a monte del T20 o di qualunque altro finale, la sua qualità vi farà desiderare di spostarlo nel vostro impianto principale anche al posto di preamplificatori di ottimo livello...

Il suono

Quando alla KingRex mi hanno offerto in prova il preampli, io li ho avvisati che avrei dedicato all'apparecchio solo una brevissima recensione, come quella del T20 all'interno dell'articolo sulle JB3, poiché pensavo di aver detto quasi tutto ciò che c'era da dire sul suono KingRex. La mia preoccupazione era quella di dover ripetere quanto avevo già scritto in relazione al T20. Qui porgo le mie scuse: KingRex, con questo preampli, ha fatto un lavoro straordinario che consente al T20 di cantare come da solo non sa fare.

Riporto qui sotto i miei commenti già espressi in calce alla recensione del T20.

"Non è aspro, granuloso o distorto; l'estremo acuto è palesemente dolce ed esteso, è solo che non ha il calore e il peso necessari a bilanciare quella gamma alta. Chiaramente queste sono opinioni personali dipendenti anche dagli abbinamenti, comunque, è una caratteristica timbrica propria dell'amplificatore. Curando gli accoppiamenti, tuttavia, il Kingrex è - come anche John ha detto - un favoloso ampli economico con vere e proprie qualità hi-fi. Considerato il suo prezzo è anche un vero affare."

Da sempre sono un convinto sostenitore dei preamplificatori attivi, e il pre KingRex ha dimostrato cosa può fare un componente di questo tipo se di buona qualità. Quel carattere tendenzialmente magro e analitico è sparito; al suo posto c'è un suono corposo, potente ed aggraziato che al T20 mancava se confrontato con il meglio della hi-fi. E tale carattere è stabile a qualunque livello di volume.

Lasciate che faccia un esempio: "White Wedding" di Billy Idol è un magnifico pezzo di grandissimo pop. La sua voce ha un'escursione dinamica impressionante (canto questo pezzo con un gruppo rock davvero forte, e no, non riesco a farlo): un minuto prima la sua voce è piena e profonda, e improvvisamente è un urlo. Un vero tour-de-force. Tale contrasto e potenza, con il T20 da solo, sono appena accennati; con il Pre, invece, mi vengono giù le lacrime. La linea di basso che spinge tutto il pezzo è commovente, e il contrasto con l'esplosività delle percussioni rende esaltante la cadenza del brano. La differenza tra il T20 "nudo" e in combinazione con il pre è grande: nel primo caso, le percussioni vengono enfatizzate a scapito dell'intero. Non fraintendetemi, il T20 è un buon ampli che mostra tutti i punti di forza dei T-amp della miglior specie, come un gran dettaglio, velocità e un palco virtuale molto largo - roba da far impallidire molti amplificatori - ma li ho sempre trovati un po' troppo analitici per i miei gusti.

Questa mia sensazione è ora svanita; il Pre-Amp mi ha fatto credere di essere di fronte a una costosa amplificazione valvolare (e voi sapete che io ne possiedo una), esso forse non eguaglia una configurazione single-ended da decine di migliaia di Euro, ma somiglia molto a un push-pull di 300b che ho avuto qui un po' di tempo fa, il cui costo era circa venti volte tanto.

La recensione del T20 era solo un dovere, è diventata un piacere quando ho portato quell'ampli nel mio studio dove non avevo un impianto; quella sembrava proprio la sua giusta collocazione. Nel mio impianto principale, anche se potevo ancora apprezzare i punti di forza di tale amplificatore, l'ho messo da parte dopo breve tempo e sono tornato alle mie valvole. Aggiungendo qui il pre KingRex, spesso mi sono scordato che dovevo recensirlo e questo mi sembra il miglior complimento che possa fargli.

Ciò significa che dovevo ascoltare musica con questo pre al posto del mio. Dovete sapere che mettere da parte il mio preampli AudioNote - un apparecchio venti volte più costoso del KingRex e che "mangia valvole" regolarmente - era un pensiero piuttosto snervante e, onestamente, per un po' ho rimandato. Ma alla fine, riporto qui sotto le mie impressioni d'ascolto. Si consideri l'enorme disparità di prezzo!

1 - Per quanto riguarda il rumore residuo, era incontestabile che l'Audionote ne presentasse mentre il KingRex no, come volevasi dimostrare. Tuttavia, pilotando i miei finali Opera 300PSE, questi tendevano a sommergerli entrambi in ogni caso :-)

2 - Il preampli KingRex suona bene fin da subito e il suo riscaldamento influisce solo in maniera marginale sulle sue prestazioni; ebbene, se si considera che il pre Audionote assorbe qualche centinaio di Watt e gradisce di restare sempre acceso, sembra chiaro che il Pre-Amp si possa quasi definire "verde"...

3 - Al confronto diretto, il pre Audionote resta quello di cui mi sono innamorato qualche anno addietro. La sua capacità di ricreare sensazioni quasi tattili fa apparire il KingRex appena più freddo. Non è facile spiegare cosa accade esattamente, ma l'Audionote seduce con le voci femminili, stupisce con gli attacchi e, in sintesi, può far battere forte il cuore. Ma il Pre-Amp lo avvicina molto in tutto ciò, troppo per giustificarne la differenza di prezzo, e solo gli audiofili più ossessionati potrebbero trovare ragioni sufficienti per un tale esborso. Il KingRex non suona uguale, ma la sua presentazione setosa e la sua potenza potrebbero ingannarvi facendovi immaginare di sentire un apparecchio valvolare, senza possibilità di ricredervi mai; esso suona solo appena meno realistico rispetto a un musicista con un cuore pulsante. So bene che un confronto diretto tra un preampli come questo e l'Audionote M3 è una cosa tremendamente insensata, ma non riesco a comunicare altrimenti le qualità sbalorditive di questa scatoletta nera.

Si ricordi che in questa fase della prova, il pre KingRex, oltre a essere stato abbinato a dei finali 300b SE molto costosi, ha pilotato il mio sistema di diffusori principale - un paio di trombe Loth-x Polaris più subwoofer REL - un'accoppiata che solo un pazzo piloterebbe tramite un preampli da $400. Si tratta di un sistema full-range (scende fino ai 16 Hz), che mostra senza pietà qualunque squilibrio in qualunque area. Il Pre-Amp, anche assieme al T20, ha "spinto" il tutto ottimamente lasciandomi la sensazione che un abbinamento tanto assurdo fosse, in fin dei conti, sonicamente fattibile al 100% - e tale da permettermi di conviverci senza alcun dubbio - mentre con il solo T20 non potrei affatto.

Conclusioni

Avevo spaventosamente sottostimato le qualità del KingRex Pre-Amp. Esso, in partnership con il finale T20, mantiene la promessa fatta tre anni fa dal T-amp originale: il vero suono high-end anche per portafogli normali. Se potessi nominare personalmente un "prodotto dell'anno" questo probabilmente vincerebbe (dopo tutto siamo ancora in tempo...). Per quel prezzo è quasi impossibile trovargli un difetto; non tenendo conto del suo costo, esso rappresenta comunque un caso particolarissimo, se non per altro, per la sua convenienza indiscutibile. Ma se pensate che ultimamente io stia diventando un buonista, beh, sappiate che non lo ritengo perfetto (nulla può esserlo). Per la mia esperienza con questo componente, vi dico cosa desidero per il futuro.

Intanto mi piacerebbe che ci fosse almeno un ingresso in più, e che fosse disattivabile in modo da poterci collegare il pre fono (*). Vorrei anche la possibilità di escludere il controllo del volume nel T20, in modo tale che il segnale in uscita dal preampli non debba attraversarlo, mentre adesso l'unica cosa da fare è lasciare il potenziometro del finale al massimo. Infine, per favore, fate quel lettore... :-)

(*) KingRex mi ha comunicato che a breve sarà rilasciato un nuovo Pre-Amp con quattro ingressi e un alimentatore migliorato!

Componenti utilizzati

Copyright 2008 Geoff Husband - www.tnt-audio.com

[ Home | Redazione | FAQ | HiFi Shows | Ampli | Diffusori | Sorgenti | Tweakings | Inter.Viste ]