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Lettere alla Redazione

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Il nodoso problema dei cavi...
Caro Lucio,
Ti ringrazio per aver pubblicato la mia ultima e-mail (sulle Magneplanar).
Dal momento che TNT è veramente una fonte inesauribile di informazioni e di idee e dal momento che l'ambiente mi sembra anche molto amichevole, direi quasi familiare, mi permetto di entrare in discussione su di un argomento che anche tu hai sfiorato nella tua risposta alla mia lettera: I CAVI.

Per puro piacere di discussione e non certo per polemica, vorrei sottoporti alcune mie considerazioni. Mi piacerebbe coinvolgere anche qualche altro lettore che voglia esprimere opinioni sull'argomento. Leggendo le note introduttive sul capitolo cavi dell'Annuario di SUONO ed.97/98, si può riassumere che:

  1. Non esistono parametri fisici misurabili che correlino con le differenze di ascolto
  2. I costruttori provano empiricamente varie soluzioni e poi le propongono al mercato
  3. I prezzi elevati sono ingiustificati e questo mercato è definito "bizzarro"
Circa il punto 1, mi pare che già racchiuda in se' tutta la filosofia del CAVO: "...secondo me, questo cavo permette migliori risultati, però non so per quale motivo, non so quale parametro sta influenzando se non la mia capacità di illudermi che vada meglio, non so se sul tuo impianto darà gli stessi risultati, provalo e fammi sapere".
Quanti sono i commercianti che ti lasciano portare a casa una coppia (o più di una) di cavi da uno o due milioni per una prova? E poi per provare che cosa?
Poniamo che il mio impianto sia troppo brillante sui medi. Forse che sul cavo c'è scritto "attenua i medi"? E allora cosa c'è scritto, che VA TANTO BENE sui bassi, sui medi e sugli acuti!
Poniamo invece che, come capita spesso, il mio impianto abbia i bassi lunghi. C'è il cavo che dice "accorcio i bassi..."?
Perdona l'ironia di proposito enfatizzata ma, voi che siete degli "opinion makers" a volte non considerate la confusione che potete generare nell'utente.
Io non ho la possibilità di ascoltare decine di cavi, di farmi un'idea precisa. Leggo le riviste e le idee degli altri. Tutto bene. Fin quando mi dici che un Threshold da 200 W. da 24.000.000 di lire pilota meglio i miei diffusori del Rotel da 3.000.000 ci posso anche credere, ma se mi dici che è giustificato acquistare un cavo come il modello Millenium della A.R.T., italiana, che costa 3.100.000 per due metri, che forse, non si sa perchè, non si sa cosa cambierà, ma migliorerà il mio sistema, consentimi di dissentire.
Esistono cavi come quelli della Digitex che costano poche migliaia di lire al metro e che forse nessuno ha mai provato e che magari sul mio impianto farebbero scintille!

Circa il punto 2, ti pare che in un qualsiasi settore tecnologico, si possa produrre un oggetto senza neanche sapere a cosa serve? Oppure vogliamo sostenere che il cavo serve a recuperare i difetti degli altri componenti (una specie di equalizzatore poco efficente). Allora dovrebbero dirmi quali difetti correggerò con il loro cavo. Altrimenti è un puro atto di fede. E giustamente, quando si tratta di fede...il denaro non conta.

Sul punto 3, direi che SUONO ha perfettamente ragione. un settore bizzarro, dove si spazia da cavi che costano 1000 L. al metro a quelli che costano 9.000.000 (Transparent Cable). Anche la Panda costa 12.000.000 e una Ferrari 280.000.000, ma vuoi mettere la differenza...
Bene, la mia idea attuale è che fra un cavo per HiFi e l'altro la differenza sia perlopiù scarsamente udibile. E se ho questa idea, non essendo per nulla prevenuto, è perchè nessuna pubblicità, nessun articolo su riviste e nemmeno alcun ascolto da me tentato, mi ha convinto del contrario.
Però, mi piacerebbe che tu mi fornissi argomenti razionali (per esempio che la capacità dei cavi influenza gli acuti e l'induttanza i bassi, o qualcosa del genere) per indurmi al "ravvedimento".
Altrimenti rimarrò con il dubbio che forse potrei ascoltare meglio cambiando dei cavi, ma quei soldi li spenderò per acquistare dei CD, o per cambiare il CD player e cercherò di disporre meglio i diffusori.
Complimenti ancora per le tua bellissima Rivista.
Diego Fontana - E-mail: savio@picohost.polito.it

LC
Ciao Diego,
e grazie per lo spunto.
Intanto non mi considero un opinion maker ne' voglio essere considerato tale. Semplicemente metto a disposizione degli altri la mia piccola esperienza e la possibilità di provare più componenti di quanta ne abbia l'audiofilo *comune*.
Se hai letto le prove d'ascolto sui cavi che sto pubblicando, noterai un certo sforzo nel far capire la personalità del conduttore in prova, personalità che si può estrapolare non da un solo ascolto in un solo impianto ma da diversi ascolti su impianti completamente differenti.
Se alcune caratteristiche si ripetono nelle varie prove allora significa che quel cavo ha una ben precisa personalità, che io cerco di raccontarvi.
Prova a leggere le ultime prove d'ascolto pubblicate (
Silver Tef mkII e JPS SuperConductor) e capirai cosa intendo.
Nessuno mi aveva mai detto che potevo generare confuzione con le mie prove d'ascolto. Se così è, cercherò di rivedere il mio approccio, però gradirei capire quali sono le frasi che *creano confusione*.

Sei sicuro che tutti i lettori di riviste automobilistiche siano in grado di capire il significato di sovrasterzo, sottosterzo, sottosterzo di potenza, controsterzo, stabilità, riallineamento, attacco e rilascio etc etc.? Io sono certo di no, anche perchè, frequentando il newsgroup it.discussioni.auto, sono tantissime le persone che chiedono ai più esperti il significato di questi termini.
Per non parlare di quelli che non sanno in base a quale principio funziona un catalizzatore o una sonda Lambda.
Ciononostante continuano a comprare le riviste specializzate ed a decidere gli acquisti in base ai giudizi SOGGETTIVI (lasciamo perdere i rilevamenti strumentali) dei tester. Senza sentirsi ne' presi in giro, ne' confusi etc etc.
Chissà perchè in HiFi debba essere per forza diverso. Chiusa parentesi.

Quanto poi al paragone tra un Threshold ed un Rotel io credo che saresti molto sorpreso nel provare a sentire la differenza tra un ampli da 10 milioni ed uno da trenta. La differenza di prezzo è tanta...quella sonora molta meno...
E allora? Perchè gli ampli possono avere prezzi ragionevoli ed i cavi invece sono furti?
E l'Audio Note Ongaku da 490 milioni allora? Se è vergognoso il cavo Transparent da 9 milioni altrettanto dovrebbe esserlo l'Ongaku, ti pare? O credi che tra un ampli da 50 milioni ed uno da 500 milioni ci sia così tanta differenza?
Sarebbe interessante fare una prova a confronto.
Hai mai capito in che modo le misure elttriche si rapportano alle sensazioni all'ascolto? Credi che leggere il grafico della risposta in frequenza o la TriTIM dell'Ongaku spieghi perchè costa così tanto o suona (se) così bene?
Molte misure, le stesse che tu vorresti per i cavi, non sono in grado di spiegare NULLA sul suono di un apparecchio, però sembra perfettamente plausibile che un Threshold da 24 milioni suoni meglio di un Rotel da 3 milioni...mah.
O credi che un giradischi da 100 milioni suoni molto meglio del Linn Sondek LP12 che ne costa appena 2 e che comunque è da oltre 20 anni un vero riferimento?
E, ovviamente, potrei fare decine di altri esempi anche in altri settori.
Come vedi non sono i cavi ad essere esageratamente costosi, ma tutto può esserlo, anche una penna, una macchina fotografica o una camicia (mai visti i prezzi delle camicie Versace?).
Il problema che poni è: non è che i cavi economici poi alla fine suonano come quelli costosi? La risposta è no. I miracoli non riescono ancora a nessuno.
I Costruttori di cavi sanno bene cosa fare per ottenere prestazioni migliori e sanno anche che parametri misurare e come ottimizzarli per arrivare ad un certo risultato. Ti consiglio di leggerti le due interviste illuminanti (di cui una anche molto tecnica, come mi pare sarebbe di tuo gradimento) a Tommy Jenving della Supra ed a George Cardas della Cardas cables.
Altre sono in programma.

In ogni caso non saranno ne' le spiegazioni tecniche di Jenving o di Cardas ne' tantomeno le mie recensioni a convincerti, dovrai essere tu a verificare di persona.
Io non so che prove tu abbia fatto, se non ti hanno convinto può darsi che si trattasse di condizioni di test non ottimali.
Perchè in un impianto ben ottimizzato (e conosciuto) la differenza tra un cavo ed un altro la sente pure un sordo.
Ti racconto cosa è successo qualche giorno fa: durante la prova del JPS SuperConductor era presente anche la moglie di un mio amico ed ho deciso di far scegliere a lei il cavo *migliore* facendomi spiegare anche i motivi della scelta.
Io cambiavo il cavo, rimettevo lo stesso brano senza proferire parola.
Alla fine lei ha scelto il cavo che IO avrei scelto, con le STESSE motivazioni. E il carattere degli altri cavi *non scelti* è stato evidenziato, magari senza l'uso dei termini raffinati che usiamo noi, ma in modo inequivocabilmente coincidente con le nostre impressioni.
Telepatia o differenze così evidenti che anche un ascoltatore casuale riesce a percepire dopo meno di un minuto di ascolto? A te la scelta!

Se, come dice Suono, i Costruttori di cavi ottengono risultati più per caso che per progetto e misure, dovrebbero spiegarmi come allora sia possibile che il cavo più costoso di un certo marchio suoni indiscutibilmente meglio di quello più economico, dello stesso marchio.
Evidentemente chi li progetta sa cosa e quanto modificare il cavo per ottenere migliori prestazioni. Altrimenti sarebbe anche possibile che il cavo più economico alla fine suoni meglio di quello costoso, essendo tutto frutto di *tentativi empirici*.
A meno che non si voglia credere che si costruiscano vari tipi di cavo e si decida poi il prezzo in base al risultato (quello migliore diventa il top della gamma etc.). Non credo.
Anche perchè i cavi top di gamma hanno normalmente una costruzione ed una qualità di materiali nettamente ed indiscutibilmente superiore a quelli economici, differenze che poi si riscontrano anche all'ascolto.
Questa insinuazione, e cioè che tutto sarebbe basato su tentativi empirici, scredita pesantemente il lavoro di ricerca di molti Costruttori seri, che vengono così paragonati a stregoni o poco più, quando magari di alcuni loro progetti detengono brevetti internazionali ottenuti dopo anni di ricerche scientifiche.
Che poi la ricerca scientifica sia anche fatta di tentativi nessuno lo può negare ma allora lo stesso si dica per gli amplificatori, i lettori CD e per tutto il resto.
I tentativi si fanno sulla base di teorie formulate su basi scientifiche, così si fa ricerca, non per caso.
Invito nuovamente a leggere l'intervista a Jenving, chissà che qualcuno non abbia a che ricredersi su come certi cavi vengono progettati.
Infine, e concludo, è vero che in questo settore molti improvvisati si sono buttati a pesce, costruendo cavi che di esorbitante avevano solo il prezzo, adescando così un branco di audiofili alla deriva, sempre alla ricerca di assoluti, possibilmente molto costosi ed *esoterici*.
Esattamente come è successo nel campo dell'amplificazione, dei minidiffusori, delle testine, delle meccaniche per CD, dei convertitori etc etc. dove, a fronte di prodotti commerciali minimamente cammuffati spesso si è chiesto cifre da capogiro...nella speranza che qualcuno abboccasse.
E allora perchè non dire che molte meccaniche per CD spacciate (è proprio il termine giusto, trattandosi di stupefacenti :-)) a decine di milioni altro non sono che le meccaniche dei lettori Philips o Pioneer da 500.000 lire? E i convertitori allora? Basati su circuiti standard ma con lo stadio d'uscita *esoterico* lievitano di prezzo anche di 1000 volte. Nessuno si scandalizza per questo? Io si, e molto.
Però cerco di non fare di tutta un'erba un fascio, le generalizzazioni sono sempre molto pericolose.
Così come non si può dire che poichè tra i Costruttori di cavi c'è qualcuno che fa il furbo, tutto il settore sia un grosso imbroglio.
La prova d'ascolto, seria, ponderata, eseguita in condizioni le più diverse, è l'unico giudice supremo.
Tutto il resto sono, ancora una volta, chiacchere da Bar dello Sport.
Mi piacerebbe saprere che prove hai fatto, con quali cavi , quale impianto e in quali condizioni, sono molto curioso :-)
Ciao!!!
Lucio Cadeddu

Pulizia del vinile
A seguito lettura del tua articolo
La manutenzione degli LP, desiderando vivamente non rovinare gli LP, vorrei cortesemente avere un Tuo giudizio in merito alle operazione di manutenzione dischi in vinile.

  1. Utilizzando la bomboletta spray DISCO NET (della Universal Plastic di Inzago, prov. di Milano), vorrei sapere se è dannosa o meno. Qualora lo sia, cosa devo fare per ripristinare lo stato normale della superficie del disco? Da notare che il prodotto in esame riporta come sue caratteristiche quelle di pulire, demagnetizzare e proteggere i dischi dalla polvere liberandoli dell'elettricità statica (da usare 2 volte l'anno).
    Eventualmente, puoi indicarmi un prodotto più che valido allo scopo e la periodicità dell'operazione?
    Il dubbio nasce dal timore che tali sostanze possano "impregnare" i solchi rovinandoli.
  2. Come valuti l'uso di una spazzola di vellutino rosso, della stessa ditta, con spazzolina (a setole nere) incorporata per la pulizia testina?
    Il prodotto spray di cui sopra va posato sopra tale velluto.
  3. Ti chiedo un prodotto valido per la pulizia CD e la relativa periodocità di pulizia?
  4. Per la pulizia della puntina, è necessario farla passare nella spazzolina portando la spazzolina stessa verso di noi?
Ringraziandoti anticipatamente, Ti saluto
Luigi Ziccardi - E-mail: l.ziccardi@sir.interbusiness.it

LC
Caro Luigi,
non conosco il prodotto che citi quindi non posso esprimermi.
Insisto su quanto già detto in quell'articolo. La cosa migliore per la pulizia degli LP è evitare di sporcarli in primis, e secondariamente utilizzare prodotti volatili, come le varie soluzioni proposte tutte a base di acqua distillata ed alcool di vario genere.
L'acqua e l'alcool evaporano asportando lo sporco, senza *impregnare* i solchi.
La spazzola in velluto, specie se impregnata, a volte lascia dei pelucchi che si depositano sui solchi. Per la pulizia a secco la cosa migliore è una spazzola in fibre di carbonio e manico conduttivo per scaricare l'elettricità statica.
Per la puntina va benissimo la spazzolina passata nel verso di percorenza dei solchi, quindi, guardando la testina in faccia :-), passi la spazzola dalla coda verso la faccia.
Per i CD ho elencato e provato vari prodotti di trattamento e pulizia. Un sistema economico e che funziona piuttosto bene (e che non è permanente) è uno spray per mobili.
Colgo l'occasione per invitare tutti a leggere prima attentamente TUTTO TNT per vedere se magari le risposte alle vostre domande non siano già state date o sulla rubrica della posta (le vecchie lettere saranno sempre accessibili) o all'interno di qualche articolo, come in questo caso.
Capisco che leggere tutto sta diventando via via più complesso, soprattutto per i nuovi lettori però considerate il tempo che mi fareste risparmiare e che, quindi, potrei dedicare a fare altro (provare apparecchi, tweakings etc.). Confido nella vostra comprensione.
Ciao!
Lucio Cadeddu

Ampli e casse?
Ciao, sono Alberto.
Mi auguro che mentre io ti scrivo queste righe tu ti sia già rimesso dall'incidente.
Approfitto, come al solito, per porti dei quesiti.
Nella prova dei diffusori Opera III dici che l'amplificatore Puccini non riesce a farli rendere al meglio. Ti chiedo se in linea di massima il Puccini SE potrebbe accoppiarsi meglio ai suddetti diffusori (fermo restando l'obbligo di ascolto).
Ti chiedo anche se i diffusori Sonus Faber Concertino potrebbero accoppiarsi al Puccini, o se quest'ultimo necessita di diffusori più potenti.
In definitiva, scusami l'ignoranza ma conosci la mia storia di neofita nel campo, mi piacerebbe conoscere il criterio matematico con cui accoppiare la potenza di un amplificatore (es. 2x50 W) a quella delle casse (es. 200W), prima chiaramente di procedere all'ascolto del tutto.
Dal tuo articolo in merito sembra che tutto dipenda dall'impedenza che è un fattore dinamico, ma in ogni caso mi piacerebbe conoscere la regola di base (tipo: la potenza dichiarata dei diffusori almeno doppia di quella dell'amplificatore).
Ti ringrazio sempre tantissimo per la tua disponibilità e ti saluto.
Alberto Botte - E-mail: Alberto.Botte@tlsoft.it

LC
Ciao Alberto,
e grazie per gli auguri. Ora va meglio, ho tolto il collare ma ho ancora dolori che mi rendono faticoso lo stare al calcolatore.
Quanto ai tuoi quesiti: si, il Puccini SE, grazie alla sua capacità di pilotaggio praticamente doppia rispetto al Puccini normale, si tratta senz'altro di un ampli più consono a dei diffusori non proprio semplicissimi da pilotare (specie in gamma bassa) come le Opera III.
L'accoppiamento Puccini standard + Concertino invece lo vedo decisamente più adatto, le Concertino non sono molto pretenziose.
E qui veniamo all'agognato criterio matematico. Non c'è un criterio matematico perchè troppe sarebbero le variabili da tenere in considerazione!
Inoltre si baserebbe su dati dichiarati dai Costruttori che spesso differiscono di molto sia per modalità di misurazione che per criteri di valutazione.
Tant'è che molti Costruttori di casse hanno smesso di scrivere la potenza nei morsetti posteriori (l'impedenza era già scomparsa da tempo) e ti giuro che non so cosa ci sia scritto dietro alle mie casse :-)
Diciamo che per rompere o le casse o l'ampli bisogna davvero andarci giù pesante e puoi star certo che, prima, o ti cacciano i vicini o ti si rovinano i timpani.
Non appena il suono si indurisce e comincia a *graffiare* le orecchie significa che o l'ampli è arrivato alla frutta o che le casse sono al limite. E mentre molti ampli sono pure iperprotetti da situazioni pericolose, le casse non lo sono, per lo più, e quindi sta all'orecchio del possessore evitare esagerazioni.
Io in vari anni di ascolti di tanti apparecchi non ho MAI rotto niente...e non credere che ascolti a basso volume...tutt'altro! Pensa che ho anche un impianto Home Theater...altro che basso volume!
Giorni fa, mentre facevo degli esperimenti con delle casse che sto modificando, ho messo su un disco di segnali test ed ho scaricato 20 Hz puri a tutto volume sull'incoscio wooferino da 13 cm in 5 litri... si è un po' scomposto, ha fatto capire che più di tanto non si poteva chiedere ed è finità lì.
Quindi mettiti l'anima in pace, la regola non esiste.
Dai retta solo alle tue orecchie. Se un parametro c'è da considerare è quello dell'efficienza dei diffusori, cioè della loro capacità di suonare più o meno forte con una data potenza fornita dall'ampli. Qui ci sono le vere differenze!
Diffusori da 84 dB per farli suonar forte abbisognano di tonnellate di watts così come altri da 93 dB si accontentano anche dei monotriodi da un watt e mezzo.
Ma anche qui puoi stare tranquillo: il 90% dei diffusori commerciali hanno una efficienza media compresa tra gli 87 e gli 89 dB, sufficienti a suonar forte anche con pochi watts, purchè di qualità.
Fammi sapere!
Lucio Cadeddu

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