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Lettere alla Redazione

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  1. Crossover, condensatori, stabilizzatori e cavi
  2. Analogico, sempre meno analogico :-)
  3. Preampli valvolare con controlli di tono
  4. Ambiente d'ascolto e nuovo impianto
  5. Autocostruzione del cavo Shield
  6. Vecchie casse fanno buon brodo? :-)
  7. Bassi...e sporchi :-)
  8. Ampli bollente
Crossover, condensatori, stabilizzatori e cavi
Caro Lucio,
ho realizzato un sistema di diffusori (satellite in configurazione D'appolito con Kef B110, vecchi ma buoni) e sub woofer con SIPE AS250.100 (a sospensione pneumatica ultra smorzato con sfuttamento delle "risposte delle pareti" per recuperare energia in basso) che pilotato con un Rega Planet e Pre + Finale AM Audio A50 MKII mi sta dando considerevoli soddisfazioni (almeno finchè il palato non si abitua).
Vorrei però migliorare qualcosa su filtro sub/satellite.
Mentre per il filtro dedicato al satellite ho potuto sostenere, essendo il loro valore ragionevole, il costo elevato dei componenti del filtro (almeno per la via interessata dal passaggio del segnale utile), ho incontrato qualche problema sui condensatori da utilizzare per il filtraggio del Sub (sezione passa alto e passa basso).

Per quest'ultimo ho scelto un III ordine sul passa basso e un II ordine sul passa alto. Considerando che ho tagliato intorno ai 140 Hz (sempre in relazione al rinforzo delle pareti) mi vengono dei condensatori da 500 e 300 microFarad rispettivamente per le due vie.
Dopo un rapida analisi, capacità di questi valori con tensioni di 100 V non polarizzati e di alta qualità comportavano costi che da soli potevano eguagliare il costo degli altoparlanti.
Quindi ho utilizzato, per ora, economici condensatori da 100 micro Farad da 5000 lire cadauno parallelizzati (nonostante ciò il costo del filtro del sub, considerando anche bobine da 10mH a bassa resistenza, mi è costato ben 280.000 lire).
Vorrei provare a sostituirli (e vedere l'effetto che fa) con componenti di maggior pregio:

Mi puoi aiutare con qualche indicazione?

Secondo punto (se non ti sei già stancato). Ho rimediato un vecchio stabilizzatore TV 220/220. Vorrei utilizzarlo per alimentare CD+pre (non penso che ce la faccia per il finale) ed ho già una ciabatta autocostruita con filtro Shaffner. Vado incontro a problemi più grossi di quanto ne voglio risolvere? (la tensione domestica varia nella giornata da 225 a 240 V).

Spero che la Tua linea editoriale ti consenta di ripondere a questi quesiti estemporanei.

PS. Appppproposito. Durante i miei viaggi all'estero mi sono imbattuto in una ditta ben nota per gli indumenti ma meno per i cavi (almeno ai più dal momento che è largamente conosciuta nei laboratori per la realizzazione di cavi a capacità costante fino a 60 GHz): la GORETEX.
Sono riuscito a farmi dare uno spezzone di cavo che forniscono per il settore HI-FI e che mi hanno voluto per forza attestare (con WBT 0101) in relazione alla criticità che l'attestazione ha sul risultato finale.
Il cavo è targato SUNWIRE ed ha una tripla schermatura (foglio+2 calze contro intrecciate), 2 conduttori in rame argentato a sezione rettangolare. Devo dire che l'effetto è stato dilaniante (in verità sono un po' scettico quando sento le differenze ma non riesco a legarle ad una prova oggettiva: le alchimie servono solo ai venditori): i fiati, le trombe in particolare sono letteralmente esplose e in complesso si è bilanciato l'insieme (non voglio fare i discorsi sulla fase perchè secondo me validi solo se si condidera l'intera catena dall'esecutore all'orecchio).
Hai mai sentito parlare di questo cavo? In Italia non è distribuito, le riviste a cui ho telefonato non mi hanno dato notizie e il sito della Goretex non lo riporta. Se trovi qualche notiziola ...ti ringrazio.
Ciao
Valerio di Biase - E-mail: vdibiase (at) endeavour.sirius.it

LC
Caro Valerio,
l'autocostruzione è una bella cosa, purchè i costi siano giustificati/giustificabili dai risultati.
Già la soluzione da te adottata per filtrare il sub non mi pare economicissima, tenuto conto del costo intrinseco (e quindi della qualità) dell'altoparlante...andare oltre significa cercarsi guai :-)
Quindi ecco il mio consiglio DRASTICO: o lasci tutto così com'è oppure fai una piccola rivoluzione che ha il vantaggio di apportare benefici sonori di vari ordini di grandezza superiori alla semplice sostituzione dei condensatori nel filtro del sub: il filtraggio attivo.
Un bel crossover elettronico, con frequenze di taglio e pendenze selezionabili a piacimento ed il gioco è fatto. Sentirai che miglioramento. OK, costa di più perchè magari ti serve un secondo finale...ma il salto di qualità, in termini di dinamica e di trasparenza sarebbe di quelli che non lasciano adito a dubbi.
Qualche nome? Bè, intanto la stessa AM Audio, visto che hai già la coppia pre+finale, produce dei crossover attivi a prezzi intorno al milione. Per meno puoi trovare anche altri marchi: Cabre e Chrisalys, ad esempio.
Come dici? Così si spende troppo? No, devi vederla in prospettiva: un crossover elettronico ed un secondo finale ti consentiranno di avere un sistema definitivo anche in futuro, se deciderai di progettare un sistema di diffusori di livello più elevato e SENZA crossover!!!! Meglio di così!
Lo so che non è ciò che volevi sentirti dire ma, credimi, probabilmente non ne sarebbe valsa la pena. Avresti potuto ottenere risultati migliori con un filtro magari più semplice ed un altoparlante di livello più elevato.

E veniamo alla stabilizzazione della tensione: gli apparecchi che si usavano anni fa per stabilizzare la tensione per i televisori mi hanno sempre fatto una brutta impressione...la prima cosa che devi fare è munirti di tester e misurare la tensione in uscita. Su uno di quei cosi avevo misurato circa 280 Volts, nonostante il cambiatensioni d'uscita fosse posizionato su 220. Quindi attenzione: non è detto che siano gli apparecchi adatti.
In ogni caso il loro utilizzo va valutato attentamente ad orecchio, come la prova degli stabilizzatori
Roland ST 700 ed ST 1500 (di ben altro livello) dovrebbe avervi insegnato.
La cosa più sensata è cominciare a provare un semplice trasformatore d'isolamento (1:1) schermato, sia sul CD che sul pre. Il finale lo lascerei così com'è, a parte collegarlo con un buon cavo d'alimentazione.
Inoltre, nel tuo caso, mi pare che la tensione non abbia grosse variazioni (15 Volts) e, per di più, si mantiene sempre abbastanza elevata. Più preoccupante sarebbe il caso di tensioni inferiori ai 220 perchè ciò potrebbe comportare una effettiva diminuzione della potenza d'uscita del finale. I tuoi 240 Volts massimi sono tranquillamente all'interno delle tolleranze previste dai Costruttori (in genere +- 10%) per cui non dovresti preoccuparti.

Infine i cavi Goretex. Ne ho sentito parlare ma non ti so dire niente di interessante perchè non li ho mai provati. E' confortante tuttavia la tua affermazione che, pur essendo scettico quando non trovi riscontro oggettivo alle sensazioni d'ascolto, non puoi rinnegare quello che le tue orecchie ti dicono. Questa dovrebe essere la filosofia giusta: chiedersi sempre il perchè delle cose ma arrendersi all'evidenza dei fatti, anche quando questi vanno oltre la nostra comprensione/conoscenza tecnica.
La relazione tra misure dei parametri dei cavi ed influenza all'ascolto è ben lontana dall'essere teorizzata in qualche modo, a parte le solite cose che mettono in relazione capacità con risposta alle alte frequenze etc. I parametri in gioco sono tanti e, evidentemente, ancora qualcosa, ma niente di magico, ci sfugge.
Ciao!
Lucio Cadeddu

Analogico, sempre meno analogico :-)
Caro Lucio,
ci conosciamo ormai da tanto tempo che posso permettermi di scherzare un po'.
Ho letto con molta attenzione l'articolo di Anna Logg sulla prova a confronto delle registrazioni su
CD, DVD e LP. Capisco che per voi "analogisti" sarà un duro colpo :-)
Dover ammettere la fine di una supremazia sonora tanto amata, riconosciuta da un gruppo di esperti qualificato (New Jersey Audio Society) e verbalizzata dalla Logg, (notoriamente "estremista" nelle sue preferenze per l'LP) sarà difficile da mandare giù :-)
Si lo so che adesso mi dirai che non tutti erano d'accordo......, che qualcuno dei presenti ha notato in certi passaggi........, che un certo fruscio di fondo serve a........ e che soprattutto non c'eri anche tu all'audizione con le tue orecchie.......
Resta il fatto che la parità tra DVD (guerre industriali permettendo) e LP è "quasi" raggiunta. Il "quasi" l'ho scritto per non infierire troppo. :-)
Quello che poi taglia la testa al toro è il confronto fatto utilizzando un apparato analogico da 7/8000 $ contro un lettore DVD da 400$ (anche se per la verità questo non è scritto chiaramente nell'articolo).
Spero che ora non continuerete a buttare i vostri soldi in ricablaggi di braccetti, sostituzione di testine, perni e cuscinetti vari. Lo so che la cosa che vi mancherà di più è l'appartenere ad una certa casta, una "elite" con un po' di puzza sotto il naso. :-)
Finalmente non leggeremo più lettere e articoli intitolati "Analogico ,sempre più analogico".
Finito lo scherzo diventiamo più seri.
La cosa che più mi ha sorpreso è la necessità di "aggiustare" sempre il Nastro Master anche da parte della Classic Record per i suoi famosi LP (il riverbero aggiunto, sempre, dà l'effetto ambienza).
Il Nastro Master così com'è (non remasterizzato) potrebbe non piacerci. Mi sento un po' preso in giro. Io ero convinto che loro e pochi altri fossero dei puristi nella registrazione e la qualità superiore dei loro dischi fosse dovuta proprio a questa "naturalezza". Forse sono un ingenuo.
Altra cosa, di conseguenza, essendo le incisioni digitali in DVD impossibili da remasterizzare, per questioni di bit, usando un lettore DVD avremo certamente bisogno di un equalizzatore per ricreare un suono più gradevole ....... .
Ma come, ricominciamo da capo !!!
Forse è troppo presto per porsi tutti questi quesiti altrimenti di che parleremo nei prossimi decenni ?! :-)
Ultima cosa che non ho capito se i dischi DVD hanno la stessa durata nel tempo (browning ed altro) dei CD o sono migliori.
Spero che non me ne voglia, ti saluto cordialmente
Adolfo Visocchi - E-mail: avisocc (at) pignataro.peoples.it

LC
Adolfo,
ti ringrazio per questo utile e divertente spunto di riflessione.
Ma, credimi, non ci sentiamo di appartenere ad una *casta*, semplicemente amiamo ancora l'analogico pur essendo consapevoli che il futuro è digitale (da tempo, ormai).
L'avvento di un sistema digitale migliore non può che renderci felici da un lato, perchè significa che ci avviciniamo sempre più alla qualità del nastro master, dall'altro ci preoccupa anche un po'.
Non vorrei che per una continua voglia di rinnovare il *parco macchine* le multinazionali del settore ci obblighino ad uno standard nuovo ogni due anni, vedasi il settore dei PC, per fare un esempio.
Sarebbe triste assistere ad una *campagna rottamazione* anche in questo settore, dopo i danni enormi che quella per le auto ha provocato al patrimonio storico/collezionistico delle macchine d'epoca (sai quanti gioelli sono stati rottamati....).
Saremo costretti a rottamare il nostro lettore CD? Probabilmente si e vedo già delle campagne del tipo: ritiriamo il tuo obsoleto lettore CD per un polifunzionale e modernissimo DVD.
Che tristezza...e la Musica? In tutte queste considerazioni la Musica non è mai stata considerata alla stregua di un'Arte da rispettare e salvaguardare, quanto piuttosto una merce di basso valore.
Questo è l'aspetto di tutta la faccenda che mi dà più fastidio.
Sulla durata dei DVD, poi, nessuno può pronunciarsi ma attenti a non fare il gioco delle Case discografiche: nessuna di loro ha interesse a vendere un supporto eterno (anche se spacciato per tale), vi pare?

Passo all'aspetto più interessante della tua divertente lettera: la manipolazione del suono inciso nel/dal nastro master.
L'avvento del digitale ha aperto nuovi orizzonti alla manipolazione del segnale musicale (in produzione o in ri-produzione). E' chiaro che tutto ciò che con l'analogico era improponibile è diventato splendida realtà col digitale. Basta vedere (ed ascoltare) le incredibili cose che riescono a fare i preamplificatori/equalizzatori digitali come quelli da noi provati (il Sigtech AEC-1000 e lo Z-Systems RDP-1: si può arrivare a correggere, senza *inquinare*, la risposta di un diffusore in ambiente oppure una incisione venuta male (e quante ne sono...:-) ).
Queste procedure, in analogico, avevano una serie di controindicazioni e di limitazioni intrinseche che le hanno rese poco popolari presso la audiophile crowd.
Quindi, anche da questo punto di vista, dobbiamo rassegnarci ed anzi gioire per le nuove possibilità offerte dal digitale. L'importante è non essere ne' troppo tradizionalisti (e ottusi) ne' troppo rivoluzionari (e dimentichi del buon passato).
Quello che dobbiamo avere sempre in mente è il fine, non il mezzo.
Ciao!
Lucio Cadeddu

Preampli valvolare con controlli di tono
Gentile redazione di TNT,
Vi faccio anzitutto i complimenti per il vostro sito: mi sono avvicinato al mondo dell'HI-FI solo da poco tempo ed è da un anno che "navigo" in Internet per trovare nel mondo dei siti audio, ma il Vostro è in assoluto il migliore che mi sia capitato finora.

Ma adesso bando alle ciance: come dice anche l'oggetto della mia E-mail, sono da qualche mese alla ricerca disperata di una soluzione per il preamplificatore che voglio autocostruirmi e ho bisogno di un Vostro consiglio.
Cominciamo da capo: voglio costruirmi un pre a valvole con controllo toni (so che non è da puristi, ma purtroppo non lo sono neanche le mie casse, B&W DM602, e neppure l'ambiente d'ascolto, per cui vorrei compensare questa mancanza, soprattutto nei toni alti).
Dopo qualche elucubrazione e parecchie notti insonni, ero arrivato ad una soluzione, anche sulla base di un articolo di Costruire Hi-Fi (N16,"LINEA, DOLCE LINEA" di Diego Nardi), che tesseva le lodi dello SRPP.
Mi sembrava la soluzione migliore: stadio d'ingresso SRPP con ECC82, rete di controllo toni passiva tipo Baxandall (ricavata da vecchi schemi Mullard) con attenuazione in posizione neutra di 20 dB, stadio SRPP di uscita con 6SN7GTB.
Tutto bene, stavo quasi per cominciare, quando ho letto il Vostro articolo sullo SRPP, in cui si spiega come calcolare il guadagno e l'impedenza di uscita di uno stadio di quel genere: scopro così, facendo un po' di conti, che il mio pre guadagna circa 20 dB in totale e ha un'impedenza di uscita di circa 3 kohm.
Il tutto non mi va più: il guadagno è elevato, tenendo conto che il finale ha una sensibilità d'ingresso di 1,3 Vrms (non ha molto senso amplificare se poi si deve attenuare !!!) e l'impedenza è bassa ma non proprio bassissima.
Penso allora di sostituire lo SRPP di uscita con uno stadio ad inseguitore catodico: il guadagno totale è circa unitario e l'impedenza di uscita di poche centinaia di ohm ! E' la soluzione !!!
Ho però trascurato un problema: come polarizzo lo stadio a inseguitore catodico, visto che viene dopo la rete di controllo toni, senza modificarne le caratteristiche ? Qui le mie conoscenze di elettronica dimostrano tutti i loro limiti.
Perciò Vi chiedo un consiglio: potete propormi una polarizzazione per questa configurazione o una soluzione circuitale alternativa ?

Legato a questo argomento c'è poi qualcos'altro che Vi volevo chiedere:
leggo dappertutto delle indubbie qualità dei condensatori carta e olio, superiori a qualsiasi altro tipo.
Ma dove sta la loro superiorità, per esempio a confronto con dei buoni condensatori al polipropilene ? Nelle caratteristiche elettriche, in quelle meccanico-costruttive?
Cosa significa che "suonano meglio"?
Ve lo chiedo perchè vorrei fare l'upgrade del mio finale a valvole, dove ora uso dei WIMA MKP10, ma non trovo dei carta-olio ad un prezzo decente: inoltre hanno spesso dimensioni 2-3 volte maggiori dei pari valore-tensione al polipropilene: ma ne vale veramente la pena?
Vorrei una Vostra opinione spassionata su questo tema e se possibile anche un riferimento per un acquisto ad un prezzo accessibile.

Vi ringrazio fin d'ora per la Vostra pazienza e continuate così: siete forti!
Saluti
Ennio - E-mail riservato

Risponde Giorgio Pozzoli
GP
Ennio,
il fatto che una dotazione di un amplificatore sia o non sia da puristi conta poco: l'importante è valutare accuratamente le proprie esigenze e poi andare in quella direzione in maniera sicura e senza ripensamenti: se si ha veramente bisogno di 6 barre di registrazione, filtro antirumble, filtro antiscratch, controllo bassi, medi, alti e 12 uscite linea bufferate, è giusto procurarsele: credo che ciascuno debba poter fare le scelte che vuole.
Ma anche pensare bene prima di dire che se ne ha l'effettiva necessità.

Comunque, non saremo certo noi a criminalizzare qualcuno perchè fa scelte diverse dalle nostre. Tanto per dirlo ancora una volta, anche la scelta di proporre progetti di autocostruzione valvolari, dipende dal fatto che spesso un sistema valvolare è intrinsecamente semplice ed è di solito composto da un minore numero di componenti, cosicchè diviene un modo molto efficace di ottenere un ottimo suono senza grossi problemi realizzativi.

Per quanto riguarda guadagno e impedenza di uscita, se hai un amplificatore con impedenza di ingresso maggiore di 30kohm non ci dovrebbero essere in realtà grossi problemi; in caso contrario... ce ne potrebbero essere!!

Nella soluzione alternativa (cathode follower) vedo due cose che non mi quadrano.
Secondo me 3 kOhm di impedenza di uscita sono assolutamente accettabili, soprattutto se l'amplificatore è a tubi. L'unico reale problema consiste nel guadagno, che effettivamente è notevole: se si mette il potenziometro a monte di uno stadio di guadagno si può avere facilmente un eccesso di rumore.
C'è, a proposito dell'impedenza di uscita, uno (strano?) fenomeno che ho potuto verificare direttamente nei test dei SIMPRE. In pratica il test avveniva confrontando il segnale diretto del CD Player con lo stesso segnale attenuato attraverso un semplice potenziometro semifisso e riamplificato dallo stadio di guadagno del SIMPRE, in modo che i due livelli fossero identici (la fase no, il SIMPRE è invertente, purtroppo...); il segnale selezionato fra i due a confronto attraversava quindi un altro potenziometro di volume (fra l'altro di valore non basso, 47kohm, vedi l'articolo sul PRESSIVE).
In pratica se si selezionava il SIMPRE si ascoltava un pre passivo, seguito da uno stadio linea attivo seguito a sua volta da un altro pre passivo; se si ascoltava il segnale "diretto", questo attraversava solo un pre passivo.
Indipendentemente da tutto, il SIMPRE suonava comunque meglio del "diretto" in TUTTE le configurazioni: molta più aria e un suono molto più musicale.
In effetti quasi tutti i valvolisti dicono che i pre passivi non funzionano, il che potrebbe spiegare perchè il segnale diretto era peggiore. Ma... anche il segnale del SIMPRE attraversava lo stesso pre passivo (anzi, in realtà ne attraversava uno in più...)!!! quindi la colpa non può essere del pre passivo! Impedenza di uscita del CD player? No, è di 10ohm, 100 volte più bassa d quella del SIMPRE!
Cavi di collegamento? Il fenomeno non scompariva neanche scambiandoli; Fase assoluta? Anche invertendo i cavi degli altoparlanti non cambiava nulla.
E la differenza era decisamente notevole. E allora?
Mi spiace, non so spiegarne il motivo, ma certo preferisco il SIMPRE al solo pre passivo....

Comunque questo dimostra che l'impedenza di uscita di un pre può essere relativamente elevata se il finale corrispondente ha una impedenza di ingresso adeguata.... e anche che non è sempre vero che uno stadio in più può solo danneggiare il segnale.

Secondo punto: il cathode follower. Non mi piace; non mi ispira; ne ho provato uno che permetteva di abbassare l'impedenza di uscita a 200ohm: attualmente prelevo il segnale dall'uscita dello stadio precedente con una impedenza di almeno 5k... Dà un suono un po' gonfio, meno secco, pulito. Preferisco gli stadi con guadagno.

Bene, finora ti ho smontato tutte le idee?
A dire il vero non ho una soluzione pronta. Per arrivare a quella che ho adottato sul pre che mi sto costruendo (ovviamente una evoluzione del SIMPRE... molto evoluta!!!) ho impiegato mesi di prove di ascolto e chiacchierate con Thorsten ed altri.
Alla fine la soluzione è stata ovvia, non mi ero neanche reso conto che era la stessa adottata da Thorsten stesso sul suo mega pre...
Solo alcune indicazioni.
Non avere paura di abbattere il livello del segnale, se tieni bassa l'impedenza di ingresso ai tubi. Per il guadagno eccessivo, prova a mettere un partitore all'ingresso linea del pre, di valore resistivo più basso possibile: non dovrebbe dare alcun problema e ti riduce il guadagno di quanto vuoi.
Per l'impedenza di uscita, prova ad usare in uscita un SRPP di ECC88, con resistenza catodica bypassata con un bel condensatore elettrolitico (se vuoi strafare usa un Black Gate o un Elna Cerafine, ad esempio): ha un'impedenza di uscita molto più bassa, se non mi sbaglio, di quella dell'SRPP di 6SN7 che hai indicato tu.
Quanto al potenziometro, tenendo conto delle tue preoccupazioni sull'impedenza di uscita lo metterei fra i due stadi di guadagno, assieme ai controlli di tono.
Spero di averti dato qualche idea in più... lo so che abbandonare il sogno del "Linea dolce linea" è dura, quando si trova un progetto interessante ci si sogna su un bel po', poi lo si studia, lo si analizza, lo si riguarda, lo si coccola, lo si rilegge, lo si disseziona... ed alla fine viene fuori qualche cosa di completamente diverso!!!
Ah, se ti venisse voglia di sostituire anche lo stadio di ingresso, pensa ancora alle ECC88...

Altro punto: Condensatori. Discorsi difficili. Dipende anche dai gusti.
Thorsten ad esempio usa esclusivamente condensatori a film (Arcotronics, se non mi sbaglio).
Personalmente ho confrontato vari condensatori a film e dei carta e olio (anzi polipropilene in olio, probabilmente).
Posso solo dire che come condensatori di accoppiamento e RIAA attualmente utilizzo solo questi ultimi.
Per la cronaca come condensatori a film ho confrontato dei Philips (arancioni), degli ERO 1822 (se ben ricordo), degli Icel e dei Selecap;
come condensatori ad olio degli ICAR SR20, che sono le cenerentole della famiglia Icar ed hanno costi relativamente contenuti.
Mi confermano che ad esempio dai Jensen ci si possa aspettare di meglio...

Cosa vuol dire che suonano meglio? Maggiore velocità, maggiore dinamica, maggiore dettaglio: ti basta? La sostituzione di un condensatore a film con un carta ed olio è un'esperienza da fare: veramente sorprendente. Consigliatissima. Su un valvolare .... e anche che cambia totalmente le caratteristiche soniche del prodotto.

Le dimensioni sono un GROSSO problema, ma che ci vuoi fare...
Per quanto riguarda gli ICAR SR20, io li ho trovati da Roberto Allera a Torino (vedi l'articolo sul SIMPRE 88SE per tutti i riferimenti).
Costavano ben sotto le 10000 lire. Mi dicono che ancora a meno ci sono degli ITT presso Skyline a Bologna.
Ciao e buon lavoro!
PS. Fammi avere notizie sulla scelta che hai fatto!!
Giorgio Pozzoli

Ambiente d'ascolto e nuovo impianto
Ciao Lucio,
volevo chiederti un consiglio per il cambio Hi-Fi mostrandoti un filmato di camera mia, ma mi avevi risposto che qualche foto era più che sufficiente.
Veniamo al dunque:
Vorrei cambiare CD amplificatore casse e radio del mio Hi-Fi. Il registratore è un TEAC W-470 ed è di gran lunga il pezzo migliore.
Il giradischi è un Philips FP 362 semiautomatico.
Cosa mi consigli per sostituire un CD Technics, un amplificatore Philips e casse Philips?
Quali sono i pezzi col miglior rapporto prezzo-prestazioni?
Se mi dicessi solo un nome per CD (Marantz?), amplificatore (niente equalizzatore ma ingresso Phono), radio e casse (magari italiane) sarei contentissimo.
Lo so che questo è l'approccio del cretino e dovrei informarmi ma semplicemente non ho il tempo e i quattrini per farmi una cultura di Hi-Fi paragonabile alla tua.
Luca Marucchi - E-mail: jory (at) mdnet.it

LC
Caro Luca,
poichè ti dimentichi di dirmi quale cifra hai preventivato...cercherò di tenermi basso.
Prima di questo però vorrei invitarti caldamente a ripensare alla sistemazione delle casse. Se intendi posizionare le nuove come hai sistemato le vecchie (su mensole attaccate al muro) non aspettarti grandi miglioramenti sonori. Non hai un po' di spazio disponibile davanti ai letti?
Il posizionamento dei diffusori con almeno un po' di aria intorno è una conditio sine qua non per poter parlare di ascolto HiFi...anche le casse nate per essere addossate alla parete funzionano meglio ad almeno 10 cm da questa....
Poi consentimi una considerazione del tutto generale: la costruzione di un buon HiFi non può prescindere da una buona conoscenza delle problematiche collegate all'ascolto domestico. Non si può delegare un altro solo perchè non si ha tempo per *informarsi*. Non stai comprando un frullatore o una macchina fotografica compatta...l'HiFi è qualcosa di necessariamente articolato che richiede l'interazione continua dell'acquirente...altrimenti è meglio lasciar perdere.
Detto questo, passiamo ai consigli: per il lettore CD puoi vedere un Marantz CD 46 o un Rotel 930...senza dimenticare qualche modello Pioneer siglato PD-S + numero (meccanica Stable Platter). Se lo trovi anche un Teac di livello economico come quello recensito su queste pagine può andar bene.
Per l'ampli con ingresso phono non ci sono molte alternative: Rotel 931, NAD 312, Marantz PM 47.
Per i diffusori, volendo spender poco puoi pensare alle B&W DM 601/602, Infinity Ref 1i o, tra le italiane, Opera Duetto, Chario serie Syntar, Indiana Line serie Arbour.
Per completare degnamente il tutto cavi di qualità, sia per il segnale che per i diffusori, magari di quelli fatti in casa secondo i nostri suggerimenti.
Per il sintonizzatore spendi il meno possibile e prendi un modello qualsiasi di marca conosciuta tipo Technics, Pioneer, Kenwood etc.
Fammi sapere come procede l'acquisto che, ricordati, va sempre e solo valutato ad orecchio, per questo motivo ti ho dato più di un nome, sarai tu poi a decidere in base al tuo gusto personale. Anzi, se ci riesci, prova ad acquistare tutto nello stesso negozio, così avrai modo di valutare l'impianto completo prima di decidere.
Ciao!
Lucio Cadeddu

Autocostruzione del cavo Shield
Mi chiamo Daniele Botto mi piace ascoltare la musica e per me il sito TNT-audio è una vera manna.
Vorrei cimentarmi in alcune autocostruzioni dei cavi che avete presentato ma non essendo molto ferrato ho alcuni dubbi che spero lei mi chiarisca.
Al riguardo dello SHIELD

  1. Sul catalogo RS i cavi per microfoni sono tutti isolati in PVC (materiale che Tommy Jenving non ritiene adatto per il suono) mentre lei parla implicitamente di isolamento in teflon dove dice "...per non fondere l'isolamento in teflon,...".
    Evidentemente non ho cercato nel posto giusto, mi può dire il numero di codice del cavo da lei usato (o altri analoghi)?
    Anzi sarebbe molto utile, specialmente per i neofiti come me, avere sempre il numero di codice del materiale che voi utilizzate (almeno quando possibile)
  2. Per realizzare il cavo, essendovi due conduttori, ho inteso che, e qui faccio riferimento allo schema (schermo) (polo +) (polo -), bisogna saldare il (polo +) con il (polo -) al pin.
    Ma allora perchè dice "...saldare la calza di schermo con il polo negativo da un lato..." dovrebbe essere indifferente saldarla al positivo o al negativo visto che ora sono collegati
PS. Sono conscio che i miei dubbi sono banali e non di interesse generale ma le sarei grato se potessi avere ugualmente una risposta (magari in appendice all'articolo citato senza apparire esplicitamente nella posta generale).
Grazie
Daniele BOTTO - E-mail: botto (at) polito.it

Risponde Mimmo Cacciapaglia
MC
Caro Daniele,
i tuoi dubbi non sono banali ma causati solo da un po' di disattenzione nel leggere l'articolo.
Lo
Shield è una proposta essenzialmente intesa come base di partenza per scavalcare i cavi standard ed entry-level, per dare l'idea, a quanti ancora non ne avessero considerato l'importanza, di un collegamento di segnale che superasse il classico coassiale ad un conduttore e di quali potessero essere le infinite strade percorribili in questo campo spinoso.
In più è la più semplice realizzazione che possa far sentire (chiaramente) come un cavo possa *suonare* in maniera differente da un altro.
Per lo Shield ho intenzionalmente evitato materiali *esotici* a tutti i costi: ho usato normali pin RCA dorati isolati in teflon e un normale cavo per microfoni C 128 (prodotto da varie case) e di facile reperibilità.
Sul catalogo RS il codice è 270-3824 pag.1/84 dell'edizione settembre 98 Gennaio 99, con guaina esterna in PVC e guaine isolanti interne in polietilene, ma ho anche usato un Monacor per microfono con guaina in neoprene che andava benino.
Vista la facile reperibilità, specie in città come Torino, acquistare da RS un rocchetto da 100 metri non ne vale la pena.

Per la realizzazione, come al solito, basta rileggere con attenzione l'articolo: dimentica per un momento la calza. I due conduttori interni NON VANNO SALDATI ASSIEME (tutti quelli che mi hanno scritto finora facevano questo errore, eppure lo schema è chiaro!) ma uno da positivo a positivo ed uno da negativo a negativo.
La massima cura va messa nella qualità della saldatura e dello stagno. L'isolamento in teflon che bisogna stare attenti a non fondere è quello posto all'interno fra il pin centrale e la parte esterna dello spinotto.
Terminato questo lavoro si passa a collegare la calza al polo negativo da un solo lato che sarà poi quello che si connetterà alla sorgente.
Ora un consiglio: completa lo Shield, dagli un buon rodaggio ed usalo cercando di scoprire quali erano le cose che il cavo precedentemente usato ti nascondeva.
Poi se ne hai voglia e se il tuo impianto merita qualcosa in più, fai il salto e comincia a pensare ai cavi proposti da Thorsten che ho realizzato e di cui ho anche scritto una prova d'ascolto.
Sono di costruzione abbastanza complicata ed i materiali di difficile reperibilità in Italia ma suonano che è un piacere ed ormai li trovo insostituibili nel mio impianto.
Ho invece destinato lo Shield al collegamento del registratore a cassette e a quello dell'audio di TV e VCR: inutile dire che anche in questa collocazione il miglioramento è tangibile.
Mimmo Cacciapaglia

Vecchie casse fanno buon brodo? :-)
Caro Direttore,
ho un vecchio impianto (1979), usato in verità molto poco, che non mi ha mai soddisfatto del tutto.
E' costituito da giradischi Jvc (modello imprecisato ma economico), testina Shure M 75 III, Ampli Pioneer SA 706 (70-80 cosi RMS x canale), casse Advent Loudspeaker.
Trascurando ammenicoli vari quali registratore a cassette, radio ed equalizzatore che provvederò prima o poi eliminare, vorrei aggiornare (prossimamente) la mia dotazione sostituendo alcuni componenti con ovvio riguardo al rapporto prezzo/livello-prestazionale.
Vorrei conservare il giradischi (magari facendogli qualche intervento manutentivo come consigli tu), sostituire la testina con altra equivalente nuova, acquistare un lettore CD (ordine di grandezza L. 1.000.000 seguendo le tue dritte), acquistare un ampli NAD o Marantz (sempre stesso ordine di grandezza economico e dritte) ed infine vorrei una tua opinione sulle mie casse.
Quando tanti anni fa le ho comprate, dopo opportuno prolungato ascolto e confronto sia dal negoziante che al salone HiFi di Milano, mi sembravano ottime e confrontabili anche con altre più care, ora (passati tanti anni) posso buttarle o almeno inizialmente posso provare ad accoppiarle ai nuovi acquisti.
Non sono convinto che nuove casse (abbordabili economicamente) siano necessariamente superiori alle mie.
Tu che senz'altro hai occasione di ascoltare a parità di condizioni molti impianti e componenti che ne pensi?
Spero che tu abbia avuto modo di sentire casse come le mie. Se sono solo degli armadi dimmelo pure che non me la prendo.
Ciao, complimenti per il tuo sito.
Dalla Costa Marco - E-mail: dallacos (at) tin.it

LC
Caro Marco,
mi sembra ottima l'idea di rinnovare l'impianto ed i presupposti per ottenere qualcosa di sensibilmente migliore a quello che hai già ci sono tutti.
Resta, appunto, il dubbio sui diffusori. Conosco le Advent Loudspeaker, anzi, confesso che uno o due anni fa stavo per acquistarne una coppia usata, se non fosse stato per il prezzo eccessivo (300.000) che il vecchio possessore richiedeva.
Avevo voglia di un paio di diffusori di quegli anni con quel suono tipico. Ma si sa, io sono un collezionista di HiFi anni '70.
Possono dunque ancora suonare bene? Certo, ma le casse moderne suonano tutta un'altra Musica, anche quelle più economiche. I progressi fatti sui materiali degli altoparlanti sono stati enormi e così oggi si possono trovare diffusori anche economici che in termini di dinamica, di velocità e di correttezza timbrica fanno impallidire anche costosi colleghi del passato.
Le Advent poi proprio costose non erano....quindi il mio consiglio è: tieniti le tue Advent per ora, cambia tutto il resto ed ascolta quello che riescono ancora a dare.
Se ti soddisfano, tienile pure. Però, per essere onesti fino in fondo, prova a farti prestare un paio di casse moderne di prezzo anche inferiore al milione (Opera Duetto, B&W DM 602/3, Sonus Faber Concertino, Aliante Spazio, Chario Syntar...) e ascoltale a confronto.
Se non riesci a fartele prestare a casa, chiedi di poter portare le tue in negozio, se vogliono vendere dovranno consentirtelo.
Siediti ed ascolta, possibilmente non per cinque minuti ma almeno per qualche ora. Infine decidi. Secondo me la differenza che sentirai sarà abissale sotto tutti i punti di vista: pulizia, profondità ed articolazione del basso, velocità ed impatto, dinamica ed estensione in frequenza...per non parlare dell'immagine stereofonica. Però esigo che sia tu a fare la prova ed a comunicarmi i risultati.
Attendo fiducioso...
Lucio Cadeddu

Bassi...e sporchi :-)
Seguo con attenzione il vostro sito hifi su internet e da qualche tempo ho un problema che mi angustia. Sono indeciso se comprare dei tube traps.
Purtroppo sto provando di tutto ma non riesco ad ottenere dei risultati accettabili.
La mia stanza è grande 3,80m X 4,30 X 3,00 di altezza, l'impianto che possiedo è il seguente: Musical Filelity A2, Diapason Prelude II, lettore cd Marantz CD53 SE, giradischi Thorens TD160 con testina Shure.
Ora mentre nella stanza in cui ero prima tutto andava bene (ed era più piccola), adesso per ragioni di lavoro ho dovuto traslocare.
Nella stanza ci ho messo due librerie alte 2 m ricoprendo metà della stanza (sono piene di libri), un divano a tre posti, nel tetto del perlinato, e del perlinato anche nella parete dietro allo stereo (per metà), inoltre c'è una scrivania un pc e qualche scatola, una tenda alla finestra e un tappeto ai piedi dei diffusori.
Il mio problema è che l'impianto ha adesso un basso sporchissimo, anzi a me sembra che abbia una timbrica sbagliata. Le alte frequenze sono ricoperte da questo basso incontenibile e smollato e anche spostando i mobili non ho ottenuto risultati soddisfacenti.
Ho scritto anche ad Acustica Applicata e quello che mi hanno consigliato è di comprare quattro tube traps (2.000.000) da piazzare nella parete anteriore.
Ora spero di non averla disturbata troppo ma mi piacerebbe avere anche il suo parere, perchè quelli di acustica sostanzialmente vendono e non ne sono troppo convinto (dei tube traps).
C'è qualche altra soluzione o quale è il problema?
Ringrazio anticipatamente.
Gianni Zucca - E-mail: mazucca (at) geocities.com

LC
Carissimo Gianni,
il tuo problema può essere essenzialmente dovuto a due cause:

  1. Ambiente d'ascolto. Il tuo ambiente, già piccolo in partenza, è stato reso un po' troppo assorbente (libri, perlinato, tappeti, tende) col risultato che le alte frequenze si sono perse ed i bassi hanno preso il sopravvento. Bisognerebbe anche vedere come e dove hai sistemato i diffusori, particolare importantissimo che ti sei dimenticato di scrivermi e che potrebbe spiegare almeno parte dei tuoi problemi acustici.
    Se il tuo arredamento non è modificabile, ai fini di rendere la stanza un po' meno assorbente, temo che non ci sia altra soluzione che una intelligente ed oculata installazione di Tube Traps.
  2. Amplificatore. Non è escluso che nella stanza più piccola, vuoi per volumi d'ascolto ridotti, vuoi perchè certe frequenze basse non *venivano fuori* a causa dell'ambiente ristretto, il buon Musical Fidelity A2 si trovasse perfettamente a suo agio con le Diapason Prelude ed ora, nell'ambiente più grande, magari fa fatica a pilotarle al meglio.
    Te lo dico perchè ho in prova le piccoline di casa Diapason, le Micra II, che sono tutto tranne che diffusori facili da pilotare: impedenza nominale dichiarata di 6 Ohm e minimo di 3,3 Ohms a 250 Hz. Le tue Prelude II dichiarano sempre 6 Ohms di impedenza nominale col minimo situato a 200 Hz (un po' più in basso) e di valore 3,6 Ohm. Inoltre lo sbocco del reflex è posteriore, il che può creare problemi di interazione con la parete posteriore se questa non è abbastanza lontana.
    Ora, evincere da tutto questo un comportamento critico è un passo decisamente azzardato però sono dati che dovrebbero far riflettere.
    Inoltre, almeno le Micra II che ormai conosco piuttosto bene (presto la prova d'ascolto su queste pagine), non sono certo diffusori dalla timbrica *sbagliata*: sono correttissime e con una gamma medio-alta di quelle da applauso...e se non sbaglio, le tue Prelude montano lo stesso identico tweeter...quindi...
Io sono più orientato a pensare che i problemi siano ambientali e magari dovresti, prima di ogni altro tentativo, provare a posizionare le casse in punti diversi.
Poi cerca di rendere più riflettente l'ambiente, se non puoi in altro modo prova a posizionare dei quadri col vetro e ad eliminare la tenda.
Ultima possibilità, fatti prestare un altro amplificatore, di quelli muscolosi che non temono alcun carico, non importa se timbricamente non sono corretti e musicali come l'A2 in tuo possesso, quel che ti interessa verificare è se si tratta di un problema di capacità di pilotaggio.
Prova magari con un Rotel RA 970 o 980/985, un Harman Kardon HK 660 o un AM-Audio e poi fammi sapere.
Attendo tue notizie...
Lucio Cadeddu

Ampli bollente
Caro Lucio,
desidero innanzitutto ringraziarti per la risposta alla mia ultima lettera e per i consigli che sto gradatamente (per potere apprezzare a fondo i miglioramenti) applicando.
Vorrei cortesemente chiederti un parere riguardo quello che mi è capitato.
Il mio impianto è formato da:

Circa un mese fa, mentre ascoltavo un CD dei Pentangle con volume a circa mezza manopola, si è ammutolito il canale destro, e dopo pochi secondi anche quello sinistro.
L'amplificatore era diventato talmente caldo da non poterlo toccare.
Fino a poco prima aveva suonato benissimo, nessuna distorsione e gli strumenti erano delineati in modo perfetto. Il CD in ascolto era di musica folk inglese, prevalentemente acustico e con uso intenso del contrabasso suonato con l'archetto.
L'amplificatore aveva una tendenza a scaldarsi parecchio anche con altri CD, ma non era mai diventato così bollente.
Ho portato l'ampli al rivenditore che ha constatato che i 4 finali erano in corto circuito, e lo ha spedito al costruttore per la riparazione gratuita (l'apparecchio è in garanzia).
Ora che ho di nuovo a casa l'ampli, ho notato che con CD audiophile (es. Reference Recordings) l'ampli resta freddo, mentre con altri CD, come quello dei Pentangle incriminato ascoltato con il volume a 2/3 (ad ore 10, ho abbassato per prudenza) riscalda abbastanza.
Vorrei chiederti se il riscaldamento dell'ampli lo posso considerare normale, oppure devo procurarmi un ampli più potente per pilotare i diffusori.
Ti ringrazio ancora per la tua cortese attenzione e ti saluto.
Alberto Botte - E-mail: Alberto.Botte (at) tlsoft.it

LC
Caro Alberto,
il tuo problema è piuttosto strano perchè se l'ampli scaldasse sempre non ci sarebbe da preoccuparsi, infatti ci sono integrati i cui stadi finali lavorano quasi in classe A (o in classe A fino a pochi watts) e che di conseguenza sono sempre bollenti, tanto da non poterci mettere la mano sopra...ma non si rompono, basta lasciare abbastanza aria intorno.
Che il tuo Puccini SE diventi bollente solo con certi dischi è un fatto anomalo, tanto più che le Opera Terza non sono dei diffusori particolarmente difficili da pilotare...io le ho sentite suonare anche col nostro finalino Insulto...Finale!!!
Non solo, ma le ho sentite pilotate anche da un Puccini versione normale, ben più limitato in termini di capacità di pilotaggio del suo fratellone Puccini SE in tuo possesso.
Può essere che il modello in tuo possesso soffrisse di qualche problema intrinseco (che so, polarizzazione troppo elevata...) e che magari è stato risolto con l'intervento dell'assistenza...altro non saprei dirti.
L'unica cosa che posso fare è mandare una copia di questa tua, per conoscenza, ai progettisti dell'Audio Analogue, che si sono sempre dimostrati molto disponibili.
Per il momento evita di far scaldare troppo l'ampli coi dischi incriminati...magari contengono massicce dosi di infrasuoni che mandano in tilt gli stadi finali...ora non ricordo se il Puccini ha un filtro subsonico in ingresso.
Ciao!
Lucio Cadeddu

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