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Lettere alla Redazione

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I volumi della posta precedente

  1. Per qualche misero biglietto da cento
  2. Re: Pochi soldi per oggetti belli...un esempio da non seguire 1
  3. Re: un esempio da non seguire...2
  4. Re: un esempio da non seguire...3
  5. HiFi da... asporto
  6. Centrale e subwoofer
  7. Re: a ruota libera...
  8. Rogers LS3/5A sul pianoforte (!!!)
  9. Archivio HiFi
  10. Kit su TNT-Audio
  11. Lilliput!!!!
  12. Ancora coordinati???!!!
  13. Bose o....Bose???!!!
Per qualche misero biglietto da cento
Caro Direttore,
ognuno ha il diritto delle proprie opinioni, ma sono sconcertato e un po' sorpreso dai toni da Lei usati nella risposta a Dino Salomone, colpevole secondo Lei di avere "rubato" al negoziante presso il quale si è recato ad ascoltare dei diffusori che ha deciso poi di acquistare altrove, ad un prezzo assai più favorevole.
Ho ritrovato, nel tono e nel contenuto, lo stesso attegiamento che possiamo riscontrare nella Stampa specializzata italiana (proviamo a confrontarlo con la stampa anglosassone!), da sempre vicina al costruttore, al distributore, al negoziante e non al lettore, come si converrebbe.

Sarebbe evidentemente bizzarro colui che, entrato in un negozio per indossare una giacca e non trovandola di suo gusto si sentisse in obbligo di acquistarla ugualmente per non "derubare" il negoziante del tempo e della disponibilità concessagli per la prova!
Per quale motivo il signor Salomone avrebbe dovuto pagare 2800000 invece di 2250000 sudatissime lirette per il medesimo diffusore? Evidentemente Lei pensa che quei "miseri" biglietti da centomila non sarebbero stati altrettanto miseri se fossero finiti in tasca al rivenditore.
Caro Direttore, questa si chiama CONCORRENZA; il signor Salamone ha solo deciso di avvalersi del diritto di acquistare al minor prezzo, considerarlo per questo un ladro è francamente ridicolo.
Quando gli Italiani diventeranno furbi per davvero, assisteremo alla ristrutturazione del mercato hi-fi nazionale, e finalmente alla scomparsa dei distributori e dei marchi fantasma, al ridimensionamento dei listini prezzi, che sono in alcuni casi gonfiati all'inverosimile (un esempio? Magneplanar 1.6: in USA 1400$ pari a 2366000 al cambio attuale di 1690, in Italia 5900000, al cambio di 4214!! Applicando il medesimo tasso di cambio, un paio di blue-jeans made in USA verrebbe a costare 300000!), al mutamento della linea editoriale delle riviste hifi (zeppe di redazionali, con recensioni invariabilmente apologetiche, spesso sgrammaticate, generalmente inattendibili, di sedicenti "critici audio").
Il comportamento, a mio avviso plausibilissimo e assolutamente condivisibile, del signor Salomone è l'effetto e non la causa dello scempio determinatosi nel panorama hi-fi italiano, con l'irruzione di una pletora di apparecchi inutili, mal costruiti e peggio suonanti spacciati sulle riviste come il non plus ultra, con la comparsa e repentina scomparsa di marchi e relativi distributori, con il gonfiarsi a dismisura dei listini, spesso senza correlazione con il prezzo di origine degli apparecchi.
Analogamente sono sorti dal nulla negozi cosidetti "specializzati", condotti da sedicenti "esperti-appassionati", caratterizzati da un unico denominatore comune: una rigida politica del "prezzo di listino". Come appassionato di esperienza ventennale, ho una certa pratica dei cosiddetti "negozi specializzati" del nord Italia, maturata nel corso delle peregrinazioni alla ricerca del suono ideale.
Mi sono imbattuto in pochi, pochissimi (3, se la memoria non mi inganna) rivenditori realmente preparati, in grado di offrire una dimostrazione degna di questo nome, con impianti a punto, assemblati in maniera sensata; nella maggior parte dei casi ho dovuto constatare assoluta impreparazione tecnica, ciarlataneria, incapacità: in molti negozi visitati il rivenditore si dimostrava incapace perfino di posizionare correttamente i diffusori!
La sua equazione negozio specializzato=rivenditore serio, onesto e preparato non corrisponde nella mia esperienza alla realtà; naturalmente esistono le eccezioni, per le quali un sacrificio economico, effettivamente commisurato alla qualità del servizio offerto, può valere la pena.
Le sarei grato di una risposta, privatamente o sulle pagine di TNT, webzine che apprezzo molto e sulla quale mi riprometto di far presto pervenire un contributo (non farina del mio sacco, ma della "scuola" francese) sui cavi.
Cordialmente
Fabio Franco - E-mail: fabio.franco@numerica.it

LC
Caro Sig. Franco (o Fabio?)
la possiamo rigirare come più ci conviene ma il discorso rimane immutato: ascoltare un apparecchio in un negozio ed andarlo poi a comprare altrove significa approfittare disonestamente del tempo altrui. Provi a dimostrarmi il contrario. Eh già, perchè purtroppo l'esempio della giacca non regge neanche un po'. Io posso entrare nei negozi, misurare ( = ascoltare) quanto voglio ed essere liberissimo di non acquistare se la merce non è di mio gradimento. Questo è sacrosanto.
Diverso è il discorso quando la merce va bene, dove averla provata, e poi la si va ad acquistare dove costa meno (e magari non ce la fanno provare).
Inoltre, mi permetterà, ascoltare un diffusore non è la stessa cosa che misurare una giacca. Presuppone un'azione da parte del rivenditore: collegare i diffusori, allestire un impianto adatto, trascorrere del tempo con l'acquirente, assecondare le sue richieste (potrei sentire questo disco? E se cambiassimo ampli? E i cavi? E così via). Non solo ma significa anche rinunciare a vendere (o vendere sottocosto) almeno un campione di ogni prodotto visto che noi audiofili storciamo subito il naso non appena ci si propone di acquistare l'apparecchio appena ascoltato...lo vogliamo NUOVO di scatola, possibilmente sigillato!!!
Strano che non si faccia la stessa cosa con le giacche o i calzoni...e chissà quanta gente li ha indossati e provati prima di noi!!! (e a pensarci bene...che schifo.... :-) )
Il prezzo praticato dal primo venditore era GIA' scontato sul listino quindi non mi citi il caso di negozi che vendono "a listino" perchè non è ciò di cui stiamo parlando.
Qui si parla di un negoziante che, per ragioni che non conosciamo, non potendo permettersi lo sconto praticato da un negozio più grosso ha deciso di offrire un servizio ai suoi clienti.
Io non difendo nessuno se non, DAVVERO, gli interessi di noi audiofili.
Paradossale? No, se ci riflette bene. Un cliente serio ed onesto fa bene al mercato perchè troppe volte mi è capitato di vedermi rifiutata una prova d'ascolto semplicemente perchè il negoziante era stufo di far sentire gli apparecchi che il concorrente dietro l'angolo vendeva a scatola chiusa, ad un prezzo più basso.
Le racconto cosa succede(va) in un negozio di mia conoscenza: alla domanda "si può ascoltare il prodotto XY?" la risposta è "No, però vada dal negoziante ZK, lo ascolta là e poi viene ad acquistarlo qui da noi che le facciamo un prezzo più basso".
Questa, mi scusi, non è concorrenza, ma disonestà allo stato puro e complici altrettanto disonesti sono i clienti che si prestano a questo sporco giochetto.
Il risultato di tanta furberia sarà quello che il negoziante disponibile (non ho detto "competente", sia ben chiaro) sarà costretto a chiudere. Se vogliamo questo basta dirlo chiaro e siamo tutti più contenti. Io dico no, non è questa l'HiFi che voglio. Come deciderete l'acquisto? In base a quel che si legge sulle riviste? Ma non l'ha detto lei stesso che le recensioni non aiutano a scegliere?

Sul discorso poi della situazione del mercato HiFi in Italia, guardi che con me sfonda una porta aperta. E' da anni che dico e denuncio le cose che secondo me andrebbero sistemate. Però, ahimè, più che dirlo non posso fare molto senza andare incontro ad azioni giudiziarie.
Per quanto riguarda i prezzi gonfiati mi sembra che TNT (e la Rete in generale) stiano contribuendo a calmierare un po' il mercato. Avrete notato infatti che il prezzo degli apparecchi è sì, riportato in lire, ma basta andare sull'articolo in lingua inglese per leggere il prezzo REALE in dollari.
Cari amici, ricordiamoci che questa è una situazione normale in ogni Paese del mondo. Avete idea di quanto costino i diffusori Sonus Faber negli Stati Uniti? Informatevi.
Non voglio difendere nessuno e non c'è alcun bisogno di scaldarsi tanto. La Rete, grazie alla globalizzazione, consente a chiunque di conoscere il prezzo REALE di un bene nel Paese d'origine. Non solo, ma in molti casi, se si rinuncia all'assistenza post-vendita ed al servizio della prova d'ascolto, si può acquistare direttamente via Internet. Il mercato, piano piano, si adeguerà di conseguenza. Non c'è bisogno che ci scaldiamo tanto, il tempo lavora a nostro favore ;-)

Quanto alle riviste inglesi, cerchiamo di non immaginarci paradisi che non esistono. Conosco molto bene la realtà inglese dell'editoria (e non dal punto di vista del "lettore" ma da quello, un po' più realistico, dell'"editore") e le posso garantire che le cose non stanno esattamente nei termini nei quali le ha poste lei.
Intanto le riviste inglesi campano grazie alla pubblicità dei rivenditori...crede che abbiano voglia di inimicarsi la categoria? Secondo, e solo per darle un'idea del livello di attaccamento al "denaro" dei cugini d'oltremanica, le dirò che HiFi World (e così facciamo nomi e cognomi) si è rifiutata di citare TNT-Audio o di aggiungere un link al nostro sito semplicemente perchè non avevamo intenzione di PAGARE per questo. Questo nonostante noi avessimo già pubblicato una intervista ad uno dei loro redattori con tanto di link in bella evidenza.
Ne potrei raccontare altri di episodi così poco "puliti". Si ricordi sempre che dove c'è commercio (denaro, pubblicità e guadagni) ci sono spesso degli affari poco trasparenti sotto. E' inutile negarlo e pensare ad un mondo perfetto. Tantomeno nel campo dell'HiFi. Che ne pensa, ad esempio, del boicottaggio continuo delle pubblicazioni inglesi nei confronti dei prodotti italiani?
Secondo lei è solo per nazionalismo (strano, perchè sono zeppe di prove di apparecchi giapponesi...) o i motivi sono altri?

Infine, due parole sui rivenditori seri. Non esiste nessuna equazione negozio specializzato=rivenditore serio, non mi sembra di averla mai menzionata nella mia risposta. Il mio discorso è, ripeto, molto più semplice: se qualcuno ci offre qualcosa che altri non ci offrono trovo abbastanza logico che il prezzo del bene non possa essere lo stesso. Possiamo poi anche discutere sul fatto che il "servizio" debba essere compreso necessariamente nel prezzo ed infatti questo è proprio il caso del primo negoziante: pur offrendo un consistente sconto sul listino ha offerto la possibilità dell'ascolto.
Faccio osservare che, evidentemente, la prova d'ascolto è stata effettuata in maniera abbastanza seria e convincente se Dino ha deciso poi di acquistare i diffusori...a meno che non vogliamo dire che decidiamo di spendere oltre 2 milioni, a cuor leggero, in base ad una prova d'ascolto discutibile.

Mi spiace che il mio pensiero non sia condiviso (succede spesso, in realtà, e ciò mi consola, da un certo punto di vista) ma davvero la mia unica preoccupazione è proprio quella di aiutare gli audiofili, invitandoli nel contempo ad atteggiamenti seri e maturi. Non ha importanza se esistono negozianti disonesti, ciò non ci autorizza ad esserlo noi per riflesso.
Vedere che la maggior parte delle persone non indossa la cintura in auto o non paga le tasse non mi convincerà che si può ed anzi si deve "fare lo stesso".
Io cerco di vivere la mia vita in modo coerente e pulito, secondo coscienza, anche se ciò comporta, talvolta, dover pagare di più o rispettare una coda dove altri passano avanti. Mi limito a far notare il comportamento scorretto ma non faccio la stessa cosa per reazione. Il mio concetto di onestà prescinde dalla realtà che mi circonda. Altrimenti, paradossalmente, in una società di corrotti o di mafiosi, è "giustificabile" esserlo altrettanto. Scusi, ma non ci sto, proprio per niente.
Grazie per il tempo dedicatomi
Lucio Cadeddu

Re: Pochi soldi per oggetti belli...un esempio da non seguire
Caro direttore,
questa volta non Le scrivo per chiederle consiglio, anche se i Suoi sono sempre preziosissimi, ma per incoraggiarla a tenere duro.
Ho notato che questa settimana è stato costretto a rispondere per le rime a più frequentatori (occasionali fortunatamente) di TNT.
Io sono uno degli ultimi arrivati nella "famiglia" di TNT e ho fatto i miei sbagli, anch'io sono finito a fare domande, che ci aveva chiesto espressamente di non fare, tipo ho l'amplificatore X e le casse Y, che lettore CD ci metto?
Ne faccio pubblica ammenda e vorrei lanciare un messaggio a tutti i frequentatori:
Io fino circa un anno fa pensavo che il compattone della nonna fosse il massimo poi, piano piano, ho iniziato a cambiare radicalmente il modo di intendere l'HiFi.
Inizialmente ho cominciato a guardarmi intorno, il compattone ha iniziato a perdere il suo fascino, gli occhi si posavano sul vecchio ampli di mio padre, uno Scott A440 che, meraviglia delle meraviglie, collegato con due cassine autocostruite con woofer da 10 cm. e un cd (portatile!!!!!) davano un suono veramente incredibile neanche paragonabile con compattoni di amici anche da svariati milioni.
Da quando ho capito che le mie orecchie sono più sensibili di quanto pensassi e che le differenze si sentono moltissimo, tutto ha preso una dimensione nuova.
Quindi penso che chi si avvicina al mondo dell'alta fedeltà con questo spirito, quello cioè di voler ascoltare bene e "realisticamente" la musica (per realisticamente intendo che sappia ricreare delle emozioni) debba assolutamente essere incoraggiato.
Chi invece lo fa solo perchè vuole essere sempre il migliore, quello che tra gli amici ha l'impianto più potente e più costoso, e rompe perchè sia l'audiofilo a consigliarlo su come spendere.... allora a questi individui starà bene se verranno presi per il "naso" da negozianti che li convinceranno a spendere milioni in cavi ed accessori di marca, sorgenti ed amplificatori che verranno accesi due volte all'anno quando ci sono ospiti...
Tanto varrebbe al posto delle elettroniche incorniciare gli scontrini!
Un'ultima cosa su cui spero di trovarLa d'accordo, a tutti quelli che non sanno se avvicinarsi al mondo dell'HiFi io consiglio di guardare al mercato dell'usato.
I componenti elettronici non hanno praticamente deterioramento e di solito, usati, vengono venduti alla metà del prezzo di listino. Un maggior circolo di materiale usato può essere utile a tutti:

Io personalmente ho iniziato così, ho comprato un ampli usato, spendendo 500.000 Lire, in un negozio molto famoso e "blasonato" dove però, al contrario di tanti altri, sono stato sempre assistito con gentilezza nonostante non avessi speso milioni, e solo grazie a questa disponibilità che ora non mi preoccupo più di trovare il negozio più conveniente, con la gentilezza si sono conquistati la mia fedeltà e io so che ogni volta che compro qualche cosa nel prezzo c'è compresa anche la loro disponibilità.
Tenga duro!
Lorenzo Roncoroni - E-mail: ilnotaio@tin.it

LC
Grazie Lorenzo,
per tutto il supporto e per la chiarissima e acutissima lettera che ci hai spedito. Infatti uno dei vantaggi dell'essere "clienti seri" è proprio quello che alla lunga è un atteggiamento che paga. Il rivenditore comincia a fidarsi ed a poco a poco potrà anche prestare gli apparecchi a casa (so di alcuni negozi famosi che prestano apparecchi a casa ma solo ai clienti più "fidati", il che non significa "danarosi") e magari praticare via via sconti sempre più vantaggiosi. Alla fine ci guadagnano tutti: l'audiofilo, il negoziante e la comunità audiofila in generale: un rivenditore non "scottato" sarà molto più disponibile di uno che è stato fregato più volte.
Sul discorso dell'usato mi trovi perfettamente d'accordo tanto che uno dei primissimi editoriali di TNT ha trattato proprio questo argomento (vedasi l'elenco degli
Editoriali). La compravendita dell'usato aiuta tutti: sia gli audiofili alle prime armi che quelli più "danarosi" che vogliono cambiare spesso i propri apparecchi.
In chiusura ti ringrazio per l'invito a tener duro, non mi conosci, ma posso assicurarti che non sono il tipo che si abbatte facilmente :-)
Lucio Cadeddu

Re: un esempio da non seguire...
Caro direttore,
premesso che non mi sono offeso (conosco ormai la tua irruenza visto che seguo il benemerito sito quasi dagli inizi) e apprezzo la passione che metti nelle cose.
Un po' di tolleranza in più comunque non guasterebbe visto che nessuno, mi pare, abbia la verità in tasca.
Veniamo alla replica.

Il problema che volevo sollevare con il mio intervento, non riguardava il fatto di essere stato furbo (oltre che italiano) o meno e di aizzare i lettori di TNT all'acquisto a prezzi bassi sempre e comunque, quanto piuttosto sulla congruità e "verità" dei prezzi applicati in generale dal sistema dell'Hi-fi così come lo conosciamo.

Se siamo daccordo sul fatto che ogni consumatore abbia il diritto di scegliere dove acquistare, sulla base di diverse considerazioni fra cui anche il prezzo (specie se come nel mio caso si tratta di un buon 16% che non è troppo alto da far pensare ad una truffa o a provenienza illecita, ma abbastanza da essere allettante), mi sembra un errore centrare tutta la tua risposta sulla "onestà" di comportamenti come il mio (ascolto, ti sfrutto, negoziante, e poi non compro).

Cosa è successo quindi? Che ho ascoltato da una parte per poi comprare da un'altra. Sarebbe stato lo stesso se avessi comprato nella mia stessa città da un altro con prezzi più bassi, no?
In realtà mi è sembrato che il prezzo alto, nella fattispecie, sia derivato esclusivamente dalla mancanza di una seria concorrenza, in una città pur grande come quella in cui vivo.
Cioè, il negoziante in questione su quella marca ha l'esclusiva, quindi il monopolio, quindi, come scritto in ogni testo di economia, si può permettere prezzi più alti.
Il servizio che offre (di ottimo livello peraltro) mi sarebbe stato offerto ugualmente se fossi andato presso il negozio che fa anche vendita per corrispondenza: cosa c'è di tanto sconvolgente? E' la concorrenza signori.
E' tutto qui, non mi pare si debbano scomodare altri aspetti (onestà, furbizia, o quant'altro).

Poi, se tu avessi ragione, non ci sarebbe il commercio, ma sostanziali e diffusi diritti di esclusiva: dimmi come si fa che invece di fare l'impiegato apro un negozio anch'io.
Per quanto riguarda la morte dei negozi "seri", mah, mi sembra un'affermazione forte. Nella mia città, come saprai, c'è una querelle su un noto rivenditore che, anche con pubblicità sui giornali specializzati, vende per corrispondenza e fa prezzi molto bassi (e ha sale d'ascolto, servizi aggiuntivi etc). Molta gente è soddisfatta e lui fa affari. Io ho comprato solo una volta da lui, e mai più, perchè non sono stato soddisfatto dell'accoglienza. Libero lui di trattare i clienti come vuole, libero io di non comprare, senza offesa, come sempre.

Chiudo dicendo che il rivenditore che mi ha tanto bene servito, era stato da me contattato per telefono, e che quindi la mia relazione con lui non è stata una pura transazione via fax, ma un contatto fra persone in carne e ossa (sia pure mediate da un telefono) e l'instaurazione di un rapporto di fiducia reciproca.

Tutto questo non conta?
Ciao Lucio, a presto rileggerti.
Dino Salamone - E-mail: psalamone@tim.it

LC
Caro Dino,
intanto i miei più sinceri complimenti per non esserti offeso, non era certo mia intenzione farlo. E' che nutro una seria allergia verso tutti i generi di furbizie....e come tutte le allergie che si rispettino, questa causa sempre qualche sfogo :-)
Inoltre, sai benissimo che non credo di avere alcuna verità in tasca, però difendo con forze le mie opinioni.
Le risposte le ho già date nelle lettere precedenti (e ancora in quella successiva), qui volevo solo precisare qualche dettaglio.
In parte ti sei dato una risposta da solo: se il negozio è in regime di monopolio può fare quel che crede. Giustissimo e sacrosanto. Visto che conosci questa legge di mercato sarebbe stato sufficiente che tu PRIMA ti fossi informato sui prezzi praticati da QUEL negozio e dal mail order e POI, semmai, avresti dovuto andare ad ascoltare il prodotto nel negozio che ti faceva il prezzo più basso. Mi pare abbastanza logico anche se, certo, molto più scomodo da parte tua ;-)
Infatti, caro Dino, nella tua lucida anaisi, commetti lo stesso errore del primo lettore: questa non è concorrenza: la concorrenza si instaura tra due attività che offrono lo stesso prodotto, purchè per "prodotto" intendiamo anche il diffusore, nel caso specifico, più la prova d'ascolto. Ora, non mi pare che il secondo negozio abbia offerto lo stesso prodotto ma semmai solo una parte di esso, privato del servizio.
Col tuo ragionamento, allargato un po', si potrebbe fare così: si va nei negozi italiani ad ascoltare ciò che più ci piace, con la pretesa di trovare massima disponibilità, e poi si acquistano i prodotti via Internet direttamente nel Paese d'origine, a costi spesso dimezzati (ed oltre).
Se vogliamo questo, ma dobbiamo dirlo, dovremmo rassegnarci anche all'idea che nessun negozio starà in piedi giusto per farti ascoltare qualcosa che tu comprerai altrove. Ti pare?
Infine non puoi paragonare il rapporto per telefono col secondo rivenditore alla pari del servizio dell'ascolto anche perchè senza quest'ultimo non ci sarebbe stato alcun contatto telefonico con nessuno, visto che non potendo sentire le casse non avresti potuto decidere di acquistarle. Mi sembra tutto molto semplice, ti pare?
Poichè questo argomento sta diventando un caso nazionale, se ti va, per non annoiare troppo i lettori, possiamo continuarlo anche per e-mail privata.
Ciao e a presto, birichino! :-)
Lucio Cadeddu

Re: un esempio da non seguire...3
Caro Lucio,
torno a scriverti dopo un po' di mesi e lo faccio a proposito della lettera pubblicata nel numero del 28 Novembre 1998 di Dino Salamone.
Brevemente faccio riferimento al Negoziante 'N' che vende un prodotto a 2.800.000 lire e al rivenditore (?) 'R' che vende lo stesso prodotto (via internet deduco) a 2.250.000 lire.
Premetto che tutto voglio meno che incoraggiare pellegrinaggi di negozio in negozio alla ricerca del prezzo più basso in modo da far perdere ore preziose ai negozianti senza che essi ne ricavino alcunchè, o navigate selvagge su internet alla ricerca del sito più conveniente. Trovo, però, che alcune considerazioni siano d'obbligo:

  1. Se 'N' offre (compreso nel prezzo) un servizio di Ascolto (di solito nella sua sala d'ascolto e non altrove, almeno a Milano) dei prodotti che ha in casa, 'R' offre una scelta presumibilmente più ampia (abito a Milano ma poter scegliere il colore delle casse anche in negozi forniti è spesso utopico, a meno di attendere settimane) oltre ad un servizio di spedizione a domicilio in tempi brevissimi (24 ore, se ho ben capito), il quale se assai meno prezioso dell'ascolto (almeno per un audiofilo) ha per 'R' un costo paragonabile a quello che 'N' deve sostenere per le prove d'ascolto, dal momento che il costo del commesso è ripartito su tutti i prodotti. E' vero che 'N' paga il servizio per tutti ed 'R' solo per il venduto, ma lo è anche il fatto che il consumatore, sulle vendite per corrispondenza, ha un maggior ventaglio di diritti (merce avariata o non corrispondente alle caratteristiche, ecc..) in caso di refuso.
  2. 'R', spesso e volentieri (almeno per i siti che frequento è così), dei prodotti offre anche misure dei parametri, curve di risposta in frequenza, impedenza, fase ecc... insomma una messe di caratteristiche tecniche (gli ingredienti) del prodotto che, spesso, presso 'N' non sono reperibili, o che 'N' si prende la briga di mettere a disposizione solo di chi compra, o è un cliente "affezionato" ('R' offre questo servizio a chiunque visiti il sito anche se non compra nulla).
  3. Si deve supporre che 'R' lavori per vivere e non per la gloria e, quindi, riesca ad avere un margine pur vendendo il suo prodotto a 2.250.000 lire. Tralasciando per un attimo il prezzo di listino (che non viene applicato quasi da nessuno senza uno sconto, almeno a Milano, ma credo in tutta Italia), le 2.800.000 lire (ben 550.000 in aggiunta ...per molti è mezzo stipendio...) che 'N' chiede sono poco meno del 25% in più sul prezzo praticato da 'R'. Onestamente, mi sembra un po' troppo. I conti tornerebbero se 'R' vendesse senza le opportune garanzie (e questo, in effetti, Dino non ce lo dice) o rifilasse prodotti difettosi (andando, però, contro il suo interesse, viste le leggi in materia) ai propri clienti. Dino, tuttavia, non solo sostiene che il prodotto è esente da vizi ma ci lascia intendere che l'imballo denunciava una cura ed attenzione che, forse, 'N' non avrebbe avuto.
Che conclusioni posso trarre da questo ? Forse Dino è stato un po' avventato a comprare in rete e forse ha rubato del tempo ad 'N' senza remunerarlo in alcun modo (ma questo, Dino, non ce lo dice), forse ha solo seguito la logica del "compro dove costa meno"; posso non approvare (anch'io rubo tempo a vari negozianti per ascoltare e/o provare e comparare i prodotti che vendono; devo dire che in questo caso se non li compro lì non esco comunque mai dal negozio a mani vuote); tuttavia non mi sento di condannarlo per questo.
Oramai progetto per conto mio ampli e diffusori, ho sentito il parere anche di altri progettisti (sicuramente più esperti di me) e, conoscendo i costi reali dei materiali impiegati (quelli di progetto, sul pezzo singolo, non sono granchè), ne deduco che 2.250.000 si avvicinano al valore reale dei diffusori in questione assai più dei 2.800.000 lire richiesti da 'N'; del fatto che vi siano più negozianti che applicano un prezzo vicino a 3.000.000 di quanti vendono ad una cifra vicina a 2.000.000 poi (se il prodotto funziona), me ne infischio perdutamente; 2+2=4 anche se lo dice uno solo, mentre altri 100 che sostengono il contrario.
Probabilmente Dino potrebbe essere più comprensivo nei confronti dei negozianti, ma 'N' potrebbe abbassare un po' i prezzi; se non ci riesce (quando 'R' lo fà), forse è meglio che cambi mestiere.

Spero che tu non sia troppo amareggiato e schifato da quello che ho scritto, ti faccio ancora i miei complimenti sul sito, che trovo ottimo non solo per i contenuti, ma anche per l'aggiornamento costante (so che richiede una mare di energie) e per il punto di vista centrato sul suono e non solo sulla tecnica (a noi autocostruttori, ogni tanto, fà bene). Continua così, ciao.
Giacomo Verneau - E-mail: verneaugiacomo@yahoo.com

LC
Caro Giacomo,
cercherò di essere sintetico. Intanto non è vero che il costo dell'ascolto è paragonabile a quello di una spedizione. Hai idea di quanto poco costi spedire un pacco tramite corriere quando si è abbonati? Nell'ordine delle decine di migliaia di lire. Non mi sembra una grande spesa, tant'è che normalmente i negozi mail order si possono permettere prezzi più bassi dei negozi convenzionali. Vediamo un po', secondo te dove risparmiano, visto che non regala niente nessuno?
Secondo, sui dati tecnici forniti ci sarebbe poi molto da discutere e non mi risulta che queste curve di risposta et simili siano state fornite all'acquirente il quale, giustamente aggiungo io, non saprebbe che farsene se non giocarsi i numeri al lotto (8 l'impedenza, 89 la sensibilità, 35 la risposta sulle basse...vogliamo scrivere una nuova Smorfia per l'HiFi? :-)).
Terzo, non puoi supporre che la stessa cura nell'imballaggio dei diffusori che ha avuto il secondo rivenditore FORSE non l'avrebbe avuta il primo. Cosa ti autorizza a pensarlo? Sai che gli imballi non li fanno i rivenditori ma i costruttori?

Infine, e concludo, secondo me Dino, nella vituperata transazione ha perso molto più di ciò che crede di aver guadagnato. La fiducia di un rivenditore, per il futuro, è qualcosa che non ha prezzo. Ricordiamocelo la prossima volta che ci viene rifiutata una prova d'ascolto.
Spesso, chi più spende, meno spende. Non stiamo parlando di banane ma di HiFi, merce che va VALUTATA attentamente prima dell'acquisto. La banana la si guarda, un po' ci si fida del fruttivendolo e del marchio, un po' ci si basa sulla propria esperienza, e la si acquista dove conviene di più.
Sarebbe ingiusto chieder di assaggiare una banana da un fruttivendolo e poi andarla a comprare dal concorrente a fianco (la stessa) perchè costa 100 lire di meno. La prossima volta che andate ai mercati generali, provate a farlo...
Come dite? la banana si...consuma e l'HiFi no? Come mai allora nessuno vuole comprare apparecchi da *esposizione*?

Siamo seri, suvvia! A tutti capita di fare delle ....@#$te ogni tanto ma almeno non cerchiamo di nasconderci dietro a un dito...OK?
Lucio Cadeddu

Hifi da... asporto
Caro Lucio,
sono Gianfelice Monno, forse ti ricordi di me, ti ho scritto per consigli tempo fa quando ho acquistato le Sonus Faber Concerto, e l'ampli Graaf GM100, e poi ancora quando ho ordinato cavi da Maplin...ma se non ti ricordi, è comprensibile, noi da questo lato della tastiera abbiamo verso di te una relazione M:1, occupiamo cioè solo una locazione con dentro scritto TNT-Lucio, tu relazioni con così tanta gente che sarà difficile tenere tutto a mente...lo scopo della mia, in ogni caso, è salutarti, vado per un annetto a lavorare a Madrid, e non so se e quando sarò risistemato, con una postazione e la possibilità di consultare ancora il mio amato TNT-Audio.
Con questi saluti vorrei ringraziarti, dirti grazie della disponibilità, dell'impegno, dell'ironia, della volontà.

A questo punto, ti chiedo un consiglio: ora vado a Madrid, dicevo, poi si mormora di mandarmi fra Parigi e Praga, ma in tutti questi trasferimenti certo non mi porto dietro 28 Kg di valvolare, e 22 Kg di casse. Oltre tutto, non voglio rinunciare ad un buon suono, vorrei evitare il "compattone", che certo può essere slim, ma suonerà schif.
E' un po' assurdo, lo so, chiederti se conosci componenti piccoli, leggeri e ben suonanti, anche perchè la sinergia fra i componenti...ma vedi, questa è la mia esigenza, ora come ora, e devo farci i conti.
Sapresti consigliarmi casse piccolette e che "suonino bene"?
Un integratino da mettere in valigia? Ad esempio, secondo te il Musical Fidelity X-A1, quello uscito di recente, ha dimensioni contenute? Vedi, quasi mi piange il cuore nel chiederti un consiglio mettendo al primo posto questi parametri, ma che ci vuoi fare?
L'alternativa è il mini-slim, e finchè si può evitare...

Non so se questa mia lettera possa interessare il pubblico, ma ti pregherei, se mi rispondi, di mandare la risposta a gianfelix@yahoo.com.

Caro Lucio, grazie, porterò all'estero la conoscenza del tuo sito, che ne diresti di una versione in spagnolo?
Un saluto
Gianfelice Monno - E-mail: giuseppe.monno@tlsoft.it

LC
Ciao Gianfelice,
certo che mi ricordo di te! Ti ringrazio dei ringraziamenti :-) e passo a risponderti, visto che l'argomento è interessante per vari aspetti.
Devi sapere che nella mia lunga (beh, ormai sono quasi 20 anni) carriera di audiofilo ho dovuto fronteggiare anch'io un problema come il tuo: cambio di sede ed impossibilità di spostamento dell'impianto. Accadde nel 1990 quando dovetti trasferirmi a Torino per il Dottorato di Ricerca. Il problema fu risolto come segue: coppia di minidiffusori attivi e CD portatile. Calmo, non ti sto proponendo quelle porcherie di plastica che si attaccano ai computers ma un vero sistema HiFi che può riservarti più di una sorpresa.
Intanto lo spazio: ci sta tutto dentro uno zainetto (tipo Invicta), è trasportabile ovunque e suona...come mai crederesti: si tratta della coppia di casse attive Wharfedale Diamond 7.A, in pratica le vecchie Diamond attive sono rinate, per la gioia di tutti coloro che non rinuncerebbero mai, in nessuna condizione ambientale, al buon suono HiFi. Sono, ne' più ne' meno che una coppia di Diamond, tipo quelle recensite (la versione passiva) qui su TNT-Audio con integrato nel mobile un piccolo finalino di qualità tutt'altro che disprezzabile.
Non sono riuscito a trovare il prezzo in lire ma un giretto sul
sito ufficiale della Wharfedale mi ha permesso di scoprire quello in sterline: 180 sterline inglesi (in lire, siamo sul mezzo milione). In Italia costeranno senz'altro di più, per via delle tasse e dei trasporti ma l'ordine di grandezza dovrebbe rimanere lo stesso, diciamo, realisticamente, intorno alle 600 mila lire. Se non le dovessi trovare in Italia potresti prenderle direttamente nella tua nuova sede lavorativa spagnola.
Sulla qualità degli oggettini mi permetto, per una volta, di metterci la mano sul fuoco, specie considerando la mostruosa comodità di un sistema di questo tipo...più Plug & Play di così!!!!
Potendo, io ci collegherei un lettore CD, magari anche economico (=leggero) che sicuramente darà risultati migliori del portatile....
Ci puoi collegare qualunque apparecchio, anche con uscita tipo minijack "cuffia". Credimi, non vedo soluzione migliore, più comoda, più ben suonante e più "portatile" di questa.
Esiste qualcosa di analogo della Cambridge Soundworks ma nel pacchetto, peraltro ovviamente più costoso, è compreso anche un sub...
Bene , questo è tutto, fammi sapere come risolverai il problema.
Quanto a TNT in versione spagnola c'era un lettore di Barcellona che mi aveva promesso avrebbe lavorato alle traduzioni nella sua lingua, costruendo un sito mirror di TNT proprio in Spagna...per ora, alle promesse non sono ancora seguiti i fatti...ma mi pare che questo sia un andazzo piuttosto diffuso....pazienza!
Un lettore italiano aveva promesso la realizzazione di una bacheca di compro-vendo per TNT...e ancora non s'è visto nulla. A parlare siamo tutti molto bravi, quando poi si tratta di poggiare il deretano sulla sedia e darsi da fare...il discorso cambia notevolmente.

Ciao e buona permanenza all'estero!
Lucio Cadeddu

Centrale e sub
Ho letto con molto interesse l'articolo relativo alla scelta dei diffusori, ho apprezzato la semplicità (non sono un esperto) e la capacità di saper cogliere e rispondere agli interrogativi più comuni (a volte considerati troppo banali dai rivenditori specializzati per essere degli di risposta) di colui che si approssima all'acquisto di un diffusore acustico.
Ero in procinto di acquistare dei diffusori Bose Acoustimass 10, non senza qualche dubbio (legato proprio alle dimensioni dei medio-alti) e senza qualche rinuncia in quanto il costo andava oltre quello che era il mio budget prefissato, ma pur di avere una buona qualità sonora ero disposto a rinunciare all'acquisto di qualche altro componente (DVD).
Vorrei a questo punto porle due quesiti; in realtà uno è un consiglio ed è ovviamente su quali diffusori orientarmi ad un costo attorno al milione e mezzo con sistema front, rear, centrale e subwoofer (possibilmente amplificato).
La cifra a mia disposizione non è certo elevata, lo so, ma non vorrei *buttarla* in un acquisto troppo superficiale. E' vero che l'ascolto è personale, per questo andrò ad ascoltare gli eventuali suggerimenti, ma è anche vero che spesso in una sala di ascolto alcuni accorgimenti (es. sistemazione sub) possono risultare vincenti per i prodotti "più cari" al rivenditore.
La stanza nella quale dovrei sistemare i diffusori (front) non ha pareti alle spalle (le pareti sono a 4 metri, invaderei uno spazio destinato ad altri scopi).

La seconda domanda è la seguente, il costo elevato dei diffusori, considerata la relativa facilità di realizzazione, è giustificato dal *semplice* impiego di materiali pregiati?

La ringrazio per aver reso disponibile su internet informazioni *preziose* per gli appassionati di a/v e per le risposte che eventualmente mi darà.
Distinti saluti,
Francesco - E-mail: speec3@hotmail.com

LC
Caro Francesco,
mi fa piacere che i miei articoli introduttivi risultino utili a qualcuno, sono stati scritti proprio con l'intento di non intimorire il neofita con termini complicati o troppo tecnici e cercando di dare risposte alle domande che più frequentemente ci si pone.
1.500.000 per un sistemo completo di diffusori certo non è molto...vediamo un po': per 1.300.000 (o meno) trovi il sistema Wharfedale (ancora! :-) ) Modus Movie 7, dotato di tutto ciò che ti serve. Ad un prezzo simile c'è anche il sistama Genesis AV3, ancora con 5 diffusori + sub. Un po' più caro, ma secondo me ne vale la pena, il sistema Infinity Micro 2 MCS (stessa tipologia, 1.400.000). Interessanti anche le proposte della Boston, che offre vari sistemi analoghi con prezzi variabili tra il milione ed i due milioni.
Restando in Italia invece potresti comporre un sistema con diffusori Indiana Line della serie TH (ad esempio i posteriori potrebbero essere gli ottimi
TH 210) e completare il tutto con un sub attivo tipo il TH SA. Oppure, sempre in Italia, le interessanti proposte di RCF, magari da comporre secondo le proprie esigenze.
Come vedi le proposte non mancano, basta non aspettarsi prestazioni da capogiro, tipo quelle che si sentono alle mostre Home Theater, per evitare di rimanere delusi. Tieni conto che a 1.500.000 per 6 (dico 6) diffusori è già un miracolo che si trovi qualcosa... :-)
Per quanto riguarda il costo dei diffusori *in generale* non saprei dirti. Certo è che con l'autocostruzione si risparmia (vedi i nostri progetti, ad esempio) ma il prodotto commerciale ha ovviamente una serie di costi aggiuntivi non indifferenti: stipendi del personale, marketing, margini dei distributori e dei negozianti etc etc.
Se si tratta poi di diffusori di un certo impegno vanno considerati anche altri fattori quali l'elevato costo di altoparlanti spesso realizzati e/o modificati su specifiche particolari, la qualità delle finiture etc.
Infine permettimi un'osservazione, forse banale: siamo sicuri che una Mercedes di classe medio-alta debba costare *davvero* quanto un appartamento? O, più in generale, siamo sicuri che i costi delle automobili (e dei ricambi) siano quelli pazzeschi (secondo me) che ci vogliono far credere? Come mai da quando è finita la campagna della rottamazione molte case hanno diminuito i propri listini anche di un buon 15/20%????? In certi casi si arriva a risparmiare oltre 5 milioni....ma nessuno dice niente. E allora, qual'è il vero prezzo dell'automobile, quello che paghiamo ora o quello pre-rottamazione? Per curiosità, andate a sfogliare l'ultimo numero di Quattroruote, ne scoprirete delle belle. Secondo te è normale che un paraurti, che è un pezzo di plastica sagomata costruito in milioni di pezzi, arrivi a costare anche 1 milione?
Materia per meditarci un po' su, non credi?, non pensiamo sempre all'HiFi, diamo ogni tanto un'occhiata alle follie ben peggiori del mondo che ci circonda.
Ciao!
Lucio Cadeddu

Re: a ruota libera...
Come richiesto, ecco puntuale la testimonianza di uno dei più fedeli lettori di TNT, anch'egli redento sulla via...dell'HiFi. La lettera fa riferimento a quella pubblicata la scorsa settimana a firma Giancarlo Arcari.

Caro Giancarlo,
su cortese sollecito di Lucio, ti racconto la mia esperienza Hi-Fi.
Mi piace ascoltare musica da quando ero ragazzino, posseggo un migliaio di dischi ed ho sempre utilizzato degli impianti stereo del tipo Selezione, o al massimo un radioregistratorelettoreCD stereo portatile.
Volendo fare un salto di qualità, mi rivolsi a Lucio per chiedere un consiglio per l'acquisto di un sistema compatto, e in particolare su come collegare un giradischi al sistema, visto che quasi nessun compattone prevede questa possibilità ed io posseggo molti LP.
Lucio mi consigliò di cercare componenti separati, ed io comprai, dopo un ascolto attento (ero molto sprovveduto in materia e Lucio metteva in guardia dai negozianti che approfittano di chi è ignorante):

Spesi circa 700KL per ampli e casse, un milione per le sorgenti e 100KL per i cavi (tutto nuovo).
Inizialmente posi tutto nella libreria dello studio dove trascorro molto tempo immerso nella lettura, e già dai primi ascolti riscoprivo in modo entusiasmante dischi che conoscevo a memoria perchè ascoltati decine di volte: notavo particolari che mi erano sempre sfuggiti, la posizione degli strumenti nello spazio, ed ero assalito dal desiderio di riascoltare vecchi dischi ormai dimenticati.
Ma il basso a volte era fuori controllo, vibrava tutta la libreria con le elettroniche poggiate sopra, e l'effetto tridimensionale era appena accennato. Così, seguendo i suggerimenti di TNT, comprai due supporti per diffusori in legno multistrato della Chrisalys, alti 65 cm e li ho pagati 48mila lire + spese di spedizione (per la precisione) e 12 fermaporta in gomma molto dura con un chiodo incorporato a circa 2000 lire. Ho inchiodato 3 fermaporta su ogni lato dei due diffusori (tra cassa e pavimento e tra supporto e pavimento).
I supporti sono normalmente riposti in un mobile e quando ascolto li posiziono davanti alla libreria e poi ci metto su le casse.
Sono rimasto stupefatto dal miglioramento dei bassi e dell'immagine tridimensionale che ne è conseguita.
Sull'onda dell'entusiasmo, ho costruito dei ripiani antivibrazione TNT per il lettore CD e l'ampli, corredati con i suddetti fermaporte rigidi con chiodo, ho messo 4 fermaporte UPIM adesivi sotto il lettore CD ed un tappetino per mouse sul coperchio (tutti consigli TNT).
Ho costruito un ripiano per il giradischi e l'ho sospeso al muro con due grossi reggimensola, avvitando nei reggimensola dei bulloni appuntiti con una mola e corredati di due dadi, in modo da poter mettere perfettamente a bolla il ripiano e disaccoppiarlo ulteriormente dalle vibrazioni.
Tutto questo è stato fatto nel corso di un anno, con gradualità in modo da diluire le spese (molto minime, io preferisco spendere per i dischi) e apprezzarne i miglioramenti. Ho infine cambiato il cavo di segnale del lettore CD con un Interlink 300.

Il fatto che un totale incompetente in HiFi come me riuscisse ad apprezzare i miglioramenti nei toni bassi, nella focalizzazione degli strumenti e nella costruzione scenica dovuti a tutte queste banali, economiche e divertenti modifiche mi ha spinto a dotare il salone di casa mia, la stanza più grande della casa, di un altro impianto stereo di migliore qualità, e oggi ascolto tantissima musica con entrambi gli impianti. Infatti, la migliore qualità di ascolto alimenta l'entusiasmo per la musica e diminuisce drasticamente quello per la televisione.

Spero di non averti annoiato con il racconto della mia esperienza, ma di averti trasmesso l'entusiasmo di un appassionato di musica che ha scoperto, grazie a TNT,un modo nuovo e bello di ascoltare i dischi.
Ciao, Alberto.
Alberto Botte - E-mail: Alberto.Botte@tlsoft.it

LC
Caro Alberto,
grazie mille per l'esperienza che ci hai raccontato. Credo che servano molto di più queste testimonianze che mille discorsi da "esperto" (???).
Tornando al tuo problema, visto che ora ho una piantina di dimensioni umane, io ti cosiglierei di lasciare tutto com'è, posizione d'ascolto dietro il tappeto B (scusate per la comunicazione di servizio :-) ), magari meglio se lo allontani un po' dalla parete posteriore. I diffusori vanno benissimo dove stanno, secondo me. Questo è ciò he posso dirti "a distanza", un sopralluogo potrebbe aiutare di più...basta che sia compreso il promesso invito a cena!!! (scherzo, naturalmente).
Ciao!
Lucio Cadeddu

Rogers LS3/5A sul pianoforte (!!!)
Buongiorno direttore,
sono un collezionista di CD (musica classica con particolare attenzione alla produzione per pianoforte), e fino ad oggi tutto ciò che da studente potevo spendere in musica lo ho speso in CD (e sono a quota 800).
Ascoltavo il tutto su un trio (CD, ampli e casse) di prodotti ES della SONY, buono quindi il livello per quanto riguarda l'ambito SONY, ma non competitivo sul panorama HI-end.
Finalmente mi sono potuto permettere qualcosa di più: tenendo il mio vecchio CDplayer gli ho affiancato dei diffusori SPENDOR LS3/5a, un pre QUAD 34 e un finale QUAD 606 (questi ultimi d'occasione).
La scelta è caduta su quella coppia di casse (delle quali il rivenditore mi celebrò tanto le doti quanto i limiti) dal momento che la loro collocazione non avrebbe potuto essere ottimale (piccola stanza, molto affollata) e quindi (l'alternativa poteva essere la MICRA di Diapason, che ho sentito suonare stupefatto, anzi è stato proprio il titolare del negozio di Brescia che produce le Diapason a consigliarmi il vostro sito) una cassa esigente da questo punto di vista sarebbe risultata penalizzata.
Le prime esperienze di ascolto sono state notevoli, direi. Il salto dal mio vecchio impianto al nuovo è stato marcato e certe cose mi hanno fatto saltare dalla seggiola.
Ultimamente ho tentato un esperimento: le casse sono state piazzate (isolate con dei semplici feltrini) sul coperchio di un pianoforte verticale (purtroppo la collocazione secondo le proporzioni auree ne viene decapitata...). La qual cosa sulla carta ha fatto impallidire tutti i puristi che conosco: ma come? mettere un grosso volume risonante sotto una cassa? E' contro troppe regole! Come fai con le casse così vicine e alte? eccetera.
Ora, la mia perplessità è proprio questa: come mai in questa configurazione sento che il mio impianto suona meglio? E' suggestione mia nel credere che i registri bassi delle LS3/5a ne traggano giovamento? E' gusto distorto? Oppure i puristi consultati avevano ragioni sbagliate e la collocazione così com'è va proprio bene?
(Qualora ci fosse già una risposta nelle "pagine" di TNT audio chiedo scusa per la disattenzione, e proverò a cercare meglio)
Grazie per l'attenzione
Carlo Sottini - E-mail: hans_sachs@hotmail.com

LC
Carlo,
la tua soluzione in effetti è piuttosto bizzarra ma, secondo me, quel che senti non è affatto frutto di suggestione. Cominciamo col dire che le LS3/5A sono dei near field monitor, nate, sostanzialmente, per essere ascoltate in campo molto vicino come negli studi della BBC di Londra che infatti ne commissionò il progetto tanti, tanti anni fa.
Metterle vicine ed ascoltarle "da vicino" quindi non è una eresia completa. Così come non deve sembrarti strano che poggiate sopra al pianoforte abbiano più bassi...per forza! La cassa armonica del piano vibra e risuona (e fatta apposta!) insieme ai diffusori, rinforzando quindi l'emissione delle basse frequenze.
Ora, il problema è: quanto c'è di vero in quel basso? Probabilmente nulla, visto che è colorato artificialmente dalla cassa armonica del pianoforte. A te soddisfa di più così? Tanto meglio, sei tu che devi essere soddisfatto, non i puristi. Certo è che con quella sistemazione ti giochi buona parte della magia delle LS3/5A, cioè la gamma media (che andrà "sporcata" da coloriture anomale) e la ricostruzione prospettica dell'immagine stereofonica, per la quale il posizionamento su stands è condizione pressochè obbligatoria.
Quindi, in definitiva, il tuo posizionamento è sbagliato, e pure tanto, perchè sacrifichi due parametri fondamentali (pulizia ed immagine 3D) in favore di un basso artificiale che quella cassa non ha e che proviene tutto dal rimbombo del pianoforte.
Non sarò io a dirti di cambiare, se sei soddisfatto così, però un invito ad una prova non posso esimermi dal fartelo. Prendi due stand alti e rigidi (quelli della Micra vanno benissimo!) e posiziona i diffusori lontani da tutte le pareti, disponendoli ai vertici di un triangolo ideale il cui terzo vertice dovrà essere occupato dalle tue orecchie. Poi fammi sapere. Non arrenderti subito, prova per qualche mese, con continui spostamenti ed aggiustamenti...quando la scena sonora si materializzerà alle spalle dei diffusori e questi sembreranno invisibili, avrai raggiunto la posizione migliore.
A presto!
Lucio Cadeddu

Archivio HiFi
Caro Lucio,
sono pochi mesi che visito, seppur saltuariamente, TNT e vorrei farti i miei complimenti sopratutto per l'idea di realizzare una rivista di Hi-Fi che vive esclusivamente sul Web (e che sia priva di pubblicità!!!).
Per quanto riguarda i contenuti trovo che coprano piuttosto bene tutti i vari rami di interesse relativi all'Hi-Fi ma, se posso permettermi un suggerimento, credo che bisognerebbe dare più spazio e quindi più informazione su quei sistemi che permettano di avvicinarsi all'Hi-Fi senza spendere cifre da capogiro.
A parte i complimenti il motivo per cui scrivo è questo:
possiedo un sintoampli ed un paio di diffusori (Technics) acquistati a fine anni '70 e di cui ho smarrito i libretti con le relative caratteristiche; penso "faccio una ricerca su Internet, mando una e-mail alla casa costruttrice e avrò tutte le informazioni!". Niente. Sembrano apparecchi mai conosciuti o costruiti.
Allora lancio la domanda e aspetto qualche parere:

se non esiste, non sarebbe una operazione degna di riguardo la creazione di una sorta di archivio storico delle apparecchiature Hi-Fi attraverso il quale rintracciarne le caratteristiche e, soprattutto, tracciare una "piccola" storia della riproduzione sonora?
Capisco che è una operazione impegnativa ma secondo me degna di rispetto.
Secondo la tua esperienza interesserebbe qualcuno o sono semplicemente matto?
Cari saluti e buon lavoro,
Antonio Micheli - E-mail: md0761@mclink.it

LC
Caro Antonio,
l'iniziativa che proponi è estremamente interessante e lodevole, tanto che ti nomino ipso facto responsabile capo del progetto! Io direi di cominciare dagli anni 60 fino ad arrivare ai giorni nostri. Certo, ti costerà un po' di fatica ma vuoi mettere la soddisfazione?
Attendo con ansia il primo decennio 60-70. Ah, mi raccomando, di ogni apparecchio venduto in Italia in quegli anni (anche se sarebbe meglio estendere la ricerca anche all'estero, ti pare?) vorrei foto, scheda tecnica, indirizzo del produttore e prezzo dell'epoca in lire. Meglio ancora se riesci a mettere insieme un elenco di tutte le recensioni di ogni apparecchio. Possibilmente già scritte in HTML. Ci conto.

Due parole sul maggiore spazio che chiedi per i sistemi che "avvicinano" all'HiFi e che non costano un occhio. Non ho capito esattamente a cosa ti riferisci, se per sistemi intendi i coordinati monomarca multifunzione dovresti sapere ormai come la penso sulla loro reale utilità. Se invece ti riferisci ad apparecchi entry level di vera HiFi mi pare che ne abbiamo parlato e ne parliamo molto spesso (NAD, Rotel, Marantz, Teac etc). Anzi, a ben vedere la maggior parte delle prove di TNT verte proprio su apparecchi entry-level.
Quindi, in definitiva, scusami, ma non capisco cosa intendevi dire.
Ciao!
Lucio Cadeddu

Kit su TNT-Audio
Vorrei rinnovare completamente il mio attuale impianto: diffusori autocostruiti (2 vie Peerless), Ampli Rotel 930 BX, CDP Sony tutto in un ambiente di 25 mq per musica fusion soul e ogni tanto anche rock....
Sono molto attratto da amplificatori a valvole (di prezzo assolutamente entry level) e vorrei in ogni caso costruire da me i diffusori.
Vengo alle domande

  1. Ti ho già scritto una volta e rinnovo la richiesta di indicazioni su progetti di diffusori di fascia medio alta (non mi sembra pubblicità tutto sommato visto che già qualche indicazione del genere e qualche kit si trova sul tuo sito)
  2. Vorrei dei diffusori completi anche in gamma bassa: sono orientato su sistemi due vie con woofer da 7" o 8". Un due vie del genere non sacrifica un po' i medi? (a me sembra di sì e comunque non ho progetti validi).
  3. In alternativa mi sono piaciuti molto sistemi due vie con un sub integrato per canale. Il filtraggio attivo dei sub è davvero assolutamente necessario? (I prezzi salgono davvero troppo).
    Ho visto il tuo Trentino (interessantissimo) ma mi sembra che i problemi di *gestione* siano davvero tanti.
  4. Probabilmente con un sistema due vie e sub le valvole non avrebbero grande successo: penserei in ogni caso di costruire prima i diffusori e poi scegliere l'ampli *ascoltando* (chissà, a mosfet ho sentito qualcosa di veramente valido a prezzi ragionevoli).
P.S. Ho cercato di fare meno *nomi* possibile conoscendo la tua rivista però considero che per quanto riguarda la autocostruzione qualunque azienda la proponga meriti bene una pubblicità indiretta (se pure la vogliamo chiamare pubblicità).
Ciao e grazie....
Paolo Armento - E-mail: p.armento@tin.it

LC
Gent.mo Paolo,
sarò telegrafico.

  1. Ti ho già spiegato una volta perchè non troverai informazioni su KIT non progettati espressamente per TNT e non vedo ragione per insistere. Fai una ricerca in rete e vedrai che di KIT ne trovi a migliaia. Gli unici KIT che si trovano su questo sito sono NOSTRI e di nessun altro. Anzi, per quanto riguarda i diffusori, compreso il Trentino, i progetti non sono miei ma di Giuliano Nicoletti.
  2. Lo stesso Giuliano Nicoletti sta lavorando ad un KIT più impegnativo (in termini di costi e di...prestazioni) rispetto a quelli già presentati. Con un po' di pazienza verrà pubblicato qui su TNT, nella rubrica Officina del Tempio.
  3. Il filtraggio attivo del sub non è affatto indispensabile, tant'è che il Trentino è passivo...che più passivo non si può :-)
  4. Ottima idea quella di costruire PRIMA le casse e poi acquistare l'ampli.
Infine ribadisco che TNT non ha alcun interesse a pubblicizzare KIT di altre riviste e/o Aziende. Abbiamo persino provato a mettere qualche link verso Aziende che si occupano di autocostruzione (siti di componentistica e KIT) ma non abbiamo avuto alcun tipo di riscontro, nonostante un link reciproco sia stato chiesto più volte.
Se le cose stanno così, e tenendo conto del fatto che non ho scritto Jo Condor in fronte (per chi si ricorda la famosa pubblicità degli anni '70), ognuno si può coltivare pure il suo orticello. Che loro si tengano pure le quattro carabattole che propongono ai loro clienti/lettori, da parte nostra la partita è chiusa per sempre. Gli errori di (sotto)valutazione si pagano. Spero di essere stato chiaro.
Ciao!
Lucio Cadeddu

Lilliput!!!!
Grazie mille per la cortesia, ma soprattutto grazie per il progetto delle Lilliput.......... Ebbene si! Ascoltando il consiglio del gentilissimo Lucio ho smesso di inseguire l'ultimo Hz e mi sono fatto un bel paio di Lilliput.
Il risultato finale non è però identico al progetto: il tweeter è l'HT 262 (Ciare si intende) semplicemente perchè già ne possedevo una coppia e, appurato (sul catalogo Ciare) che l'efficenza e l'andamento dell'impedenza erano quelli giusti (coincidevano con quelli del tweeter prescritto per la ricetta Lilliput), ho deciso di riutilizzarlo.
L'impiego di un trasduttore per le frequenze alte più grosso (in dimenzioni) ha comportato anche un allungamento e assottigliamento del mobile (tutto d'un pezzo nella mia versione), ma ho rispettato le cubature.
Per il resto ho seguito il progetto passo passo. Il risultato: SONO SENZA PAROLE!.........
I bassi sono quelli che cercavo e, sarà per lo smorzamento inappuntabile, la mancanza di qualche Hz non si sente proprio! Per il resto concordo in tutto e per tutto con quelle che sono le considerazioni della prova di ascolto!!!!
Sono entusiasta......... grazie mille!
Avrei solo due piccole domande (senza impegno si intende):

Ancora grazie di tutto ........................ a presto!

P.S. penso che il problema della resa estetica dei diffusori autocostruiti possa anche essere interessante, quindi perchè non rispondermi pubblicamente (magari senza disturbare il buon Lucio che penso abbia altro da fare che rispondermi per la terza volta quasi consecutiva)!? Insomma faccia di questa e-mail quello che le pare (compreso cestinarla se non ha tempo da perdere!)
Policardi - E-mail: policard@CLI.DI.Unipi.IT

GN
Gentile sig. Policardi, come vede non mi diverto a cestinare le lettere (per fortuna conosco passatempi migliori).
Mi fa piacere invece che lei sia rimasto soddisfatto del progetto, ed anche che abbia interpretato alcuni punti secondo le sue necessità. In fondo il gusto è proprio qui, e se si ha paura di commettere qualche atrocità è poi sufficiente chiedere qualche consiglio.
La modifica dei rapporti dimensionali interni sicuramente modifica qualcosa nella gamma media del woofer, così come le diverse dimensioni del pannello frontale. Il cambio del tweeter è però senza dubbio un ordine di misura più influente sul risultato complessivo, per cui se il suono la soddisfa è tutto a posto.
A proposito della finitura: se ha la pazienza di aspettare ancora qualche tempo io sto lavorando ad alcuni articoli sulla costruzione e la finitura di diffusori acustici che potrebbero proprio fare al caso suo (e spero di altri lettori).
Mille grazie per gli apprezzamenti!
Giuliano Nicoletti

Ancora coordinati???!!!
Scusa se ti disturbo.
Ho letto quanto dici a proposito dei coordinati.
Sono d'accordo su quanto dici delle lucine ecc. e sto cercando di farmi un idea se esiste un impianto midi che invece possa offrire la qualità.
Negozianti mi dicono, e anche la rivista Suono, che il Teac H 500 ha una qualità simile alla stereofonia tradizionale. In alternativa mi dicono anche Onkyo, ma ancora non ho capito quale.

Per me tutto è iniziato per via di una idea di aver hifi, tv e pc tutto insieme in una libreria da me progettata.
Capisci bene che lo spazio diventa importante (vorrei tutto in un unico posto, anche video cassette, cd, lp musicassette, cd del pc...).
Inoltre è la seconda volta che si rompe la mia piastra. Per me mitica! Aiwa 3700. Per farti capire che tipo sono aggiungo che l'ampli è un Yamaha A 500 casse Canton 530. Roba di circa 20 anni fa!
Che fare, rinuncio al mio progetto (e allora consigliami un'ottima piastra) o pensi che ci sia un midi accettabile?
Io non credo di avere un ottimo impianto, ma neanche pessimo e mi ha sempre soddisfatto! Se acquistare un midi vuol dire peggiorare sensibilmente acquisterò solo una nuova piastra (ma in questo caso ci tengo che sia buona).
Posso avere un tuo consiglio?
Te ne sarei infinitamente grato!
Grazie anticipatamente!
Maurizio Gigli - E-mail: maurgigl@tin.it

LC
Caro Maurizio,
il mio parere sui coordinati lo conosci bene. Non nego che non possano suonare bene (ma ancora non mi è capitato di sentirne uno decente....attendo smentite, ovviamente) dico soltanto che è la negazione stessa del concetto di HiFi (migliorabile nel tempo, upgradabile, sostituibile etc etc.).
Ora, se tu vuoi solo un aggeggio che suoni decentemente e che occupi meno spazio possibile, non hai da fare altro che recarti in un Centro Commerciale (Mediauno, MediaWorld, Eldo etc.) con qualche disco che conosci bene e chiedere un ascolto a confronto. Ho notato che i commessi, da questo punto di vista, sono sempre abbastanza disponibili.
Non sono necessariamente compententi ma questo poco importa, basta dargli corda e trattenere le risate per le amenità che raccontano :-)
A quel punto fregatene di ciò che dico io, di ciò che dice Suono etc. e decidi con le tue orecchie (e le tue tasche, naturalmente).
Quanto al tuo impianto, dubito che il tuo futuro coordinato suonerà molto peggio, e, comunque sia, dato che il tuo problema è lo spazio, non mi pare tu abbia delle alternative.
E' una questione di priorità e non posso decidere io al tuo posto anche perchè il mio concetto di HiFi è molto diverso da quello che hai tu. E' un po' come le auto: qualche anno fa pensavo che un'auto di 150 cavalli e 1000 kg fosse una bomba ad orologeria, ora, dopo averne posseduta una, capisco chi, avendo 250 CV a disposizione, la riteneva solo un'auto "brillante". E' una questione di scala dei valori, tutto qua.
Solo le tue orecchie e le tue necessità REALI potranno guidarti nella scelta, dopo che sarai andato a sentire quel che possono dare questi (stramaledetti :-) ) coordinati.
Certo, mi piacerebbe che, leggendo anche le altre lettere pubblicate sull'argomento (delle quali una proprio su questo volume di posta, vedi sopra) tu possa cambiare idea e destinare uno spazio decente all'ascolto della Musica, entrando a far parte della schiera (ormai abbastanza folta) dei "redenti" e strappati alla morsa mortale del coordinato :-)
Fammi sapere!
Lucio Cadeddu

Bose o....Bose???!!!
Gentilissimo Direttore le scrivo per chiederLe un consiglio.
Da circa 5 anni desidero acquistare 2 coppie di casse Bose 301, il cui suono mi gratifica come poche.
Oggi finalmente, ho la possibilità di coronare questo "sogno", ed intendevo amplificare le stesse con un Home theatre della Yamaha modello DSP-A3090. Premetto che intenderei ascoltare sia la TV, che l'Hi-fi.
Posto che l'amplificatore l'acquisterei ad un prezzo strepitoso, e non vi rinuncio, mi chiedo adesso se l'acquisto delle Bose avrebbe un senso, oppure no!
Qualora la risposta fosse negativa, le chiederei un parere circa l'acquisto di un paio di casse che mi diano l'assoluta fedeltà, affidabilità, e potenza come le 301, magari sempre della Bose.
Mi scuso per il disturbo e la ringrazio anticipatamente.
Carlo - E-mail riservato

LC
Carissimo Carlo,
che le Bose 301 ti piacciano mi pare superfluo sottolinearlo. Quel che vorrei far(ti) notare è la proprietà seguente:
Teorema
Non esistono al mondo casse con gli attributi che tu hai indicato: assoluta fedeltà (che vuol dire?), affidabilità e potenza (di nuovo, che significa?).
Dimostrazione
Dimostrazione per assurdo (scusami, ma sono un matematico ;-) ): supponiamo esista una cassa che abbia queste tre qualità. Supponiamo anche, senza ledere la generalità, che questa sia la tua idolatrata Bose 301. La Bose 301 costa 700.000 lire. Questo implicherebbe che tutti gli altri diffusori del mondo il cui prezzo P è maggiore (o uguale) a 700.000 lire non avrebbero motivo di esistere.
Contraddizione: esistono migliaia di diffusori (più costosi) migliori delle Bose 301. Perchè? Se così non fosse, tra l'altro, la 301 sarebbe il top di gamma della Bose, cosa che evidentemente non è.
Fine della dimosrazione.
Esercizio: definire il termine ASSOLUTA FEDELTA'.
Svolgimento: intanto bisogna capirsi cosa si intende col termine fedeltà. Fedeltà al suono dal vivo? Benissimo, quindi ASSOLUTA fedeltà significherebbe che il diffusore è in grado di ricreare lo stesso suono di un concerto dal vivo. Impossibile. Tanto più se costa 700.000 mila lire.
Esercizio: fornire esempi di diffusori affidabili.
Svolgimento: qualunque diffusore, portato alle estreme conseguenze, si rompe.
Esercizio: definire la POTENZA di un diffusore.
Svolgimento: i diffusori sono componenti passivi, trasformano in segnale acustico (onde meccaniche) un segnale elettrico. La potenza è un termine che si applica ad un qualche generatore....come l'amplificatore, ad esempio. Le casse non sono POTENTI, al massimo possono SOPPORTARE potenza (quella fornita dall'ampli). Le Bose 301 dichiarano una potenza massima sopportata di 75 Watts.

Infine, dici che vuoi un consiglio per un'altra coppia di casse, magari sempre della Bose. In verità non capisco: se ti piacciono tanto le 301 perchè vuoi la mia conferma? Potrebbe essere che i diffusori che ti consiglio io a te non piacciano. E non voglio questo genere di responsabilità, soprattutto in casi di innamoramento cronico (5 anni!!!) come il tuo.
Solo una domanda: in questi 5 anni ti è mai capitato di ascoltare altri diffusori? Se la risposta è SI allora il consiglio è: comprati le Bose 301 e vivi felice. Nella vita è bello avere qualcosa in cui credere.
Fammi sapere!
Lucio Cadeddu

ATTENZIONE!!! Pregasi leggere prima le Istruzioni per l'uso
Per le domande più generali leggete prima la rubrica Adeste Fideles!

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