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Lettere alla Redazione

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I volumi della posta precedente

  1. Consigli al femminile
  2. Problema elettrico
  3. De gustibus, alle orecchie non si comanda
  4. Collegamenti Ad...hoc (com)
  5. Impianto squilibrato
  6. Degradazione da transiente dei diffusori
  7. Vinile, vecchio-nuovo amore
  8. Cavi
  9. Salvavita TNT

Consigli al femminile
Egregi,
sto vivendo un periodo di grande euforia, prodotto dal fatto che dopo relativamente lungo penare, sono riuscita a lasciarmi vivere da sola. Con la ridefinizione degli spazi e delle cose ho acquisito il possesso di un impianto alta fedeltà, composto da un giradischi, da un amplificatore, da un sintonizzatore e da una coppia di diffusori.
L'assenza del giracd e il desiderio di tornare ad ascoltare i miei dischetti digitali, mi hanno fatto cercare in "rete" informazioni e consigli.
Quando vi ho trovati, a ennesima conferma della mia scelta (quella che mi ha portato a vivere da sola), ho pensato di avere intrapreso la giusta strada, colma di sorprese piacevoli (l'esaltazione continua).
Avidamente ho letto molti articoli, ma, al termine, ossia a oggi, rimango molto perprlessa, dubbiosa. Così, vi scrivo, elencando una serie di domande, nella speranza di ricevere risposte puntuali:

Per il resto, mi sento abbastanza sicura del tavolinetto su cui appoggiano il giradischi, l'ampli e il sintonizzatore, perchè molto pesanti, e la struttura in ferro e il piano in pietra.

In ultimo, prima dei saluti, vorrei ancora dire che ho prontamente votato la vostra rivista e che dovreste essere così gentili, pubblicando la mia e-mail, di non citare affatto il mio indirizzo di posta elettronica (ne' tantomeno il mio cognome e nome per estesi).
Per questo, vi ringrazia
Selene

LC
Cara Selene,
cercherò di andare seguendo l'ordine delle tue domande.

Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Problema elettrico
Egregio Direttore,
mi aiuti a capire il seguente problema. Premessa: io cerco di essere molto accorto anche su tutto ciò che concerne l'impostazione dei collegamenti elettrici dell'impianto, evitando il verificarsi di pericolosi grovigli di cavi, che sono tutti sistemati in perfetto ordine, seguo scrupolosamente la gerarchia della catena per l'accensione dell'impianto, una volta a settimana stacco tutti i collegamenti e pulisco dalla polvere cavi e ciabatta ma non uso liquidi e detergenti vari per la pulizia dei contatti.
Un giorno mi accingo all'accensione dell'impianto: prima il CD, poi il Pre, aspetto circa cinque minuti (sebbene il costruttore del pre dichiari un minuto), poi il finale e...bum! corto circuito (credo), scatta il salva vita di casa e si spegna tutto.
In dieci secondi mi è passato per la mente di tutto, recito il de profundis dell'impianto e già penso dove potrò trovare i soldi per riacquistare il tutto. Con il cuore in gola mi riorganizzo fino al dito tremante che deve riaccendere il finale, premo nuovamente l'interruttore e.... solito rumore sugl'altoparlanti (che in passato ho sempre sottovalutato, ma che si manifesta con intensità diverse).
Poi soltanto musica, tutto normale, nessun problema: sono stato miracolato penso. Nei giorni successivi idem, musica e basta. Una settimana dopo stessa identica fotografia, unica differenza un temporale nelle ore precedenti ma in quel momento solo una normale pioggia senza tuoni, lampi ecc.. Stavolta non me la cavo, penso, un miracolo va bene ma due! E invece, l'impianto tutto OK, le casse idem.

Quello che vorrei capire è perchè il mio finale (KSA50) provoca un corto e perchè solo nelle ultime settimane, visto che è in mio possesso da due anni. I suoi unici difetti, forse sottovalutati, sono sempre stati quel bum iniziale a volte più intenso e a volte di meno e la necessità di aspettare diversi minuti prima di spegnere il pre (Audible Illusion) pena un ulteriore bum.
I miei apparecchi sono sempre tutti sotto tensione su una ciabatta di buona fattura (Mivar) a cui è collegato un cavo di alimentazione della Cablerie d'Eupen, ma dopo il verificarsi di questi problemi ho deciso di tenere staccato il finale e di ricollegarlo solo al momento dell'accensione.
A questo punto mi chiedo e Le chiedo, cosa posso fare? Il finale avrà forse bisogno di una manutenzione che in due anni di mio possesso non ha mai avuto? In una precedente mail Lei mi ha cortesemente suggerito che fino a quando funziona non è necessario toccarlo. Ma adesso?

Un'ultima considerazione: ho sempre pensato che la rete elettrica della mia zona potesse essere non il massimo perchè a volte, in alcuni giorni feriali, all'ascolto dell'impianto noto una certa fatica che invece non avverto durante il sabato o la domenica, attribuendo forse a sbalzi di tensione questo fenomeno (sarà vero?).
Avrei voluto comprare un condizionatore di rete, ma non essendo sicuro ne' del problema ne' della soluzione, e considerando anche i costi proibitivi ho desistito. Avrò fatto bene? La ringrazio e la saluto cordialmente.
Stefano Ricci - E-mail: stefano.ricci@it.origin-it.com

LC
Caro Stefano,
è probabile che ci sia qualcosa che non va o nell'interruttore d'accensione del tuo finale o nel relais che connette gli altoparlanti. Probabilmente un po' di ossido che allerta il tuo salvavita. Meglio controllare o far controllare il tutto a chi di dovere. L'umidità nell'aria, dopo il temporale, potrebbe essere una concausa scatenante.
La tua rete elettrica non dovrebbe influire, almeno non su un problema di questo tipo, se tutto l'impianto è realizzato a norma (terra vera e funzionante, interruttore differenziale efficiente etc.).
Potrebbe invece influire sul suono, che non a caso migliora durante il weekend, quando le grosse utenze industriali sono spente. Potresti, è vero, prendere un condizionatore di rete, ma circa la loro efficacia molto si è detto. Tentar non nuoce, comunque.
Cerca di fartene prestare uno.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

De gustibus, alle orecchie non si comanda
Gentilissimo Lucio,
complimenti per questo universo che avete creato, vi leggo da pochissimo e purtroppo il mio impianto ha già raggiunto il limite massimo di spesa, comunque qualche lira per migliorare si trova sempre, avervi trovato prima mi avrebbe risparmiato qualche mal di testa!!
Il mio impianto è cosi strutturato sintoamplificatore Onkyo TX-DS474, lettore CD Onkyo DX-7222, casse frontali Bose Acoustimass 5 (sono pazzo lo so...) Frontale JMlab Tantal CC5, casse posteriori Wharfedale Valdus 100, la zona di ascolto è un quadrato di 3,5 metri per lato in una stanza di 7,5x3,5 metri a sinistra una grande finestra a destra lo spazio non utilizzato per l' ascolto, dimenticavo subwoofer in un angolo e casse posteriori a 3 metri di altezza ai lati del punto di ascolto.
In un primo momento dopo aver letto decine di vostri consigli mi sono dato del matto, i mini diffusori erano sconsigliati vivamente, la disomogeneità dei diffusori anche, insomma il mio impianto sembrava veramente un disastro, ma le mie orecchie erano soddisfatte, bassi potenti, chiarezza e nitidezza in tutte le gamme, un suono morbido ed avvolgente che coinvolge, spinto dalle vostre recensioni e consigli con la complicità di un amico che lavora in un grosso negozio, ho provato a cambiare i diffusori, Wharfedale Emerald, Mirage FRx Three, JMlab Chorus 707, risultato: preferisco la mia configurazione sballata.
A questo punto ecco la mia domanda, sono io che non so ascoltare, oppure nella mia inesperienza sono riuscito ad indovinare dei validi abbinamenti?
Grazie per l' attenzione.
Paolo Iellici - E-mail: iellici@cm-italia.it

LC
Caro Paolo,
mettiamola così: non tutti i gusti sono alla menta ma è vero che il gusto va anche educato. Imparare a riconoscere le cose belle potrebbe non essere automatico, dipende dalla sensibilità e dall'esperienza di ognuno. Questo per dirti che, probabilmente, ti sei abituato al suono che hai ricreato nel tuo ambiente ed ogni cambiamento lo percepisci come negativo.
Non c'è niente di male, anzi è abbastanza normale che sia così. L'importante è essere soddisfatti, in fondo, anche se le scelte non si possono certo chiamare ortodosse.
Non è escluso che, proseguendo negli esperimenti, non riesca a trovare qualcosa che ti faccia scattare quella malefica molla che spinge all'insoddisfazione e quindi al miglioramento. Questa è l'educazione al gusto: si ascolta tanto, fino a cominciare a capire cos'è che suona bene e cosa no.
Molti sono approdati qui su TNT-Audio pianificando l'acquisto di un compattone o ascoltando con bassi e alti a manetta. Con fatica, e non senza una certa riluttanza e sconcerto iniziali, hanno provato ad ascoltare in modo "diverso". Hanno intrapreso quella che ho appunto chiamato la strada all'educazione del gusto.
Difficile, tortuosa ma chi l'ha percorsa con successo e dedizione non è più tornato indietro.
Sia chiaro, il mio è un discorso generale e non può entrare nel merito del tuo impianto che, al di là degli abbinamenti più o meno fantasiosi, andrebbe ASCOLTATO prima di emettere qualsivoglia giudizio.
Ciao!
Lucio Cadeddu

Collegamenti Ad...hoc (com)
Ciao, sono ancora Sergio ed avrei un'altra domanda da fare.
Premessa.
Il mio impianto è così composto:

I finali Adcom hanno la possibilità di essere usati in mono o in stereo mediante un interruttore sul retro. In stereo danno 200W+200W su 8 Ohm mentre in mono danno 600W su 8 ohm (dati dal manuale). Attualmente li uso in modalità mono, per i canali sinistro e destro. Il collegamento con le casse è in bi-wire.

Domanda:
È pensabile (o consigliabile) sdoppiare il segnale stereo in uscita dal preamplificatore ed usare i due finali in modalità stereo usando un finale per gli alti e l'altro per i bassi??? Se si, come sdoppiare il segnale?

Ciao e congratulazioni per il sito (che seguo da anni)
P.S. Ho costruito il mobile porta elettroniche come da vostro progetto - eccezionale!!!
Sergio Falsfein - E-mail: falsfein@microcad.it

LC
Caro Sergio,
ti consiglio caldamente di tenere i finali collegati come ora. Quello che vuoi fare sarebbe un biwiring passivo, cioè i finali non sarebbero "uno per i bassi" ed "uno per gli alti" ma si troverebbero comunque ad amplificare l'intero segnale, con grande spreco di risorse.
Meglio, molto meglio uno solo per canale. Diverso sarebbe il discorso della bi-amplificazione attiva, per la quale avresti bisogno però di un crossover elettronico e di una discreta modifica alle casse.
In sostanza, lascia tutto com'è, è la soluzione migliore.
Comunque sia, per informazione, il segnale si può sdoppiare con i cosiddetti connettori ad Y: in pratica sono degli spinotti RCA normali ma con due uscite (femmine).
Ciao!
Lucio Cadeddu

Impianto squilibrato
Complimenti per la rivista che trovo interessante e gestita con passione ed un genuino interesse che mi sembra sia quello di diffondere la passione per l'hifi, apprezzo pertanto aspetti quali l'assenza di pubblicità e quindi la libertà dei conduttori di esprimere pareri personali, senza dover compiacere ad eventuali sponsor.

Vengo al punto, dopo parecchi anni di disinteresse verso hifi, mi sono riavvicinato abbastanza casualmente grazie (o a causa) ad alcune audizioni fatte in un negozio dove ho apprezzato delle casse che poi ho acquistato, si trattava delle OPERA CALLAS.

Hanno preso il posto di un paio di gloriose KEF CALINDA del 1979 (perfettamente funzionanti), le ho collegate ad un onesto ampli ROTEL 931, cavi di potenza OTR shf.sp (alquanto datati) ed un lettore cd SANSUI cd190 (trattasi di modello molto economico).

La resa del tutto è lontana da quanto ascoltato in negozio, mi pare anzi che le vecchie KEF suonassero meglio delle attuali casse, ritengo che il problema sia da ascrivere alla fonte ed all'amplificatore: probabilmente è poco potente, soprattutto in termini di corrente erogata, la OPERA dichiara per le CALLAS un'efficienza di 85 dB!
Il suono non mi soddisfa, con il tempo è migliorato ma appare comunque come dire&aspro, ho anzi per al prima volta sperimentato la cosiddetta fatica di ascolto!
Dunque tenuto conto dell'importanza fondamentale dell'accoppiata casse ampli, cosa mi conviene acquistare? Con quali caratteristiche di potenza e di sonorità?

Ho ricevuto indicazioni molto diverse: alcuni negozianti mi hanno consigliato l'uso di un valvolare (ma io non posso spendere grosse cifre, max 1500000/2000000), un altro mi ha consigliato il Musical Fidelity da 50 W (mi pare si chiamasse XA1), un altro un Alkemist Kraken?! (sempre da 50 w), in ogni caso dovrei portare le mie casse per negozi, e fare prove in condizioni non sempre ottimali (vedi fenomeni di suggestione e pressioni esercitate dai negozianti che in fondo sono li per vendere!).

Cosa fare, non vorrei fare errori e pentirmi di essermi riavvicinato all'alta fedeltà.

Aggiungo che ascolto musica classica (barocca), leggera ( Enya, David Sylvian, Steely Dan ecc&) in una mansarda di ca.25 m dalla forma piuttosto irregolare (forma ad elle).
Grazie fin d'ora per l'interesse dimostrato.
Giuseppe Tarenghi - E-mail: gtarenghi@tin.it

LC
Caro Giuseppe,
non devi sorprenderti. Facciamo un esempio automobilistico: devi cambiare le gomme e te le fanno provare su una Ferrari (supponiamo delle Toyo Proxes T1s, tanto per fare un nome di gomma ad alte prestazioni). Ti piacciono e decidi di montarle sulla tua utilitaria. Ti accorgi che non vanno neanche lontamente come sulla vettura di prova. Ecco, più o meno è quel che hai fatto tu.
Le Opera Callas sono diffusori d'alta classe e per esprimersi al meglio hanno bisogno di un impianto adeguato. Ora, il Rotel 931 è un ottimo ampli e può anche farcela con gli 85 dB delle Callas, anche se l'ambiente non è piccolissimo...ma quello che non va è proprio il lettore CD.
Prima di cambiare l'ampli, cambia il lettore. Anche di seconda mano, non importa quale, ma che sia un apparecchio decente (i soliti noti, Marantz, Rotel, NAD, Arcam...). Fatto questo, potrai pensare all'ampli. Un partner che vedo ideale per le Callas è l'
Audio Analogue Puccini SE Remote, da noi recentemente testato.
Anche la versione precedente (quella NON Remote) può andar benissimo e lo trovi usato a prezzi abbordabilissimi. Altro "papabile", il Densen Beat 100. Con la cifra che hai stanziato ti porti a casa ampli e lettore CD (usati, s'intende).
Poi ci sarebbe da vedere l'ambiente, forse troppo riflettente. Prova ad aggiungere tappeti, tende e cuscini.
Sentiamoci di nuovo,
Lucio Cadeddu

Degradazione da transiente dei diffusori
Caro Lucio,
ho scoperto da poco TNT è mi è subito piaciuta moltissimo: sicuramente molto meglio dei vari Suono, Audioreview etc.. Sono un ingegnere elettronico ed audiofilo autocostruttore incallito.

Ti scrivo per vedere se riesci ad aiutarmi a risolvere un mistero che mi assilla da diversi anni: la degradazione permanente dei diffusori quando sottoposti a segnali transitori di tipo rapido.
Il primo caso riguarda una coppia di Mirage M5-si (due vie, reflex, bipolare) pilotate da un ampli autocostruito a transistor (50+50W/classe AB2). In seguito all'applicazione di segnali con transitori bruschi come:

  1. 1. scariche dovuti a CD rovinati
  2. 2. clipping breve dell'ampli (molto improbabile dati i miei livelli di ascolto...)
  3. 3. bumbs dovuti a buchi di rete ed altro
Ho notato una netta e progressiva degradazione delle caratteristiche del diffusore specialmente in termini di trasparenza del medio-alto, ariosità e soprattuto coerenza tonale ed immagine.
Disperato ho pensato che si fossero degradati i tweeter (le M5Si ne hanno uno per lato..) e tramite il distributore italiano ho provveduto a sostituirli: non ho ottenuto il miglioramento sperato e quindi ho pensato che si fosse danneggiato anche il cross-over . Ho sostituito i cross-over (tutta l'operazione mi costata più di un milione !!..) e stavolta ho notato un certo miglioramento. Purtroppo però gli episodi di transienti si sono ripetuti nuovamente per cui mi sono rassegnato.

La stessa cosa mi è successa recentemente con una coppia di AR Status S50 (tre vie bass-reflex), comprate l'anno scorso: ascoltanto un CD masterizzato c'è stato uno "scratch" abbastanza forte nella traccia (dovuto probabilmemte ad una cattiva copiatura): subito ho notato la stessa degradazione riscontrata nelle Mirage. Anche stavolta ho ritirato da ARCONA dei tweter nuovi, ma dopo la sosituzione non c'è stato un gran miglioramento.
Prima di farti le domande relative al problema tengo a precisare che il mio ampli, pur suonando benissimo, ha probabilmente (non ne sono certo...) dei problemi di stabilità specie su carichi capacitivi: il fattore di controreazione è abbastanza alto e ci sono dei circuiti di compensazione per i margini di fase e guadagno. A questo punto ti chiedo:

  1. In base alla tua esperienza un componente elettromeccanico come un tweeter (o anche un mid) si può "degradare" sonicamente in seguito ad uno stress, oppure si rompe e basta ?
  2. Cosa pensi invece a riguardo della possibile degradazione dei condensatori elettrolitici non polarizzati uitilizzati nei filtri di cross-over (c'è ne sono diversi sia sulle Mirage che sulle AR..). In particolare supponi che in seguito ad un transitorio brusco il mio ampli sovrapponga al segnale musicale una breve oscillazione a radio-frequenza (forse qualche MHz) di ampiezza moderata: che succede ai condensatori? Sugli elettrolitici ho letto le cose più strane come de-polarizzazione, bias, invecchiamento etc. etc.
  3. Pensi che dovrei sostituire tutti i condensatori dei cross-over: a tal riguardo ho notato che bisogna cambiarli "tutti" in quanto, siccome ci sono delle differenze di ESR, non puoi cambiare ad esempio il condensatore del Tw e lasciare al suo posto quello del Mid; quindi l'operazione richiede un lavoro lungo e delicato, considerando anche che dovrei restaurare "quattro" cross-over !!
Prima di imbarcarmi in questa operazione che può avere un esito molto incerto vorrei un tuo parere a riguardo: inutile sottolineare il fatto che sono molto amareggiato in quanto ho due coppie di diffusori entrambi, tra virgolette, rovinati.
RingraziandoTi anticipatamente
Ing. Claudio Pinnisi - Claudio.Pinnisi@marconi.com

LC
Caro Claudio,
il tuo problema è invero piuttosto insolito. Sono portato a pensare che il tuo ampli non sia molto tenero coi diffusori che ci colleghi. Gli altoparlanti si possono "rovinare" parzialmente in seguito a stress eccessivo, ad esempio può deformarsi (per eccessivo calore) la bobina mobile che quindi perderebbe le sue caratteristiche originarie.
Nei casi più disgraziati potrebbe non essere più libera di muoversi causa la deformazione.
Poi c'è il problema condensatori, da te giustamente osservato. Non a caso il fattaccio sembra risolversi con il cambio dei crossovers.
Puoi certamente sostituire tutta la componentistica passiva dei filtri (ma sarebbe un lavoraccio se i filtri fossero complessi) ma io farei controllare l'amplificatore e/o proverei ad usarne un altro.
Fammi sapere, sono molto curioso.
Lucio Cadeddu

Vinile, vecchio-nuovo amore
Gentile Lucio,
seguo da tempo la vostra rivista ed apprezzo la schiettezza dei giudizi e la presenza di recensioni su prodotti altrimenti introvabili. Proprio da articoli qui tratti ho approfondito la conoscenza del mondo dei giradischi, dalla scelta alla regolazione.
Oggi mi trovo ad avere la necessità di adeguare il pre-phono al resto dell'impianto composto da (scusa se mi tocca fare l'elenco) giradischi Michell ORBE SE, braccio SME 309, testina Van Den Hul MC Super One, pre-phono Rotel 970BX (credo!), pre Conrad Johnson PV12 AL, finale Conrad Johnson Premier Eleven e diffusori B&W Nautilus 805.
Il consiglio che ti chiedo, data la mia parziale esperienza di vinile (comunque amore a prima vista) riguarda la scelta del pre-phono in termini di valvole o stato solido considerata la catena di ascolto descritta.
Quali sono i differenti risultati che ci si potrebbe attendere in termini di resa sonora? Quali i pregi e difetti delle due soluzioni?
I miei ascolti privilegiano la musica jazz ed il buon blues ma non trascuro la classica ed ho un amore viscerare per Springsteen e Dire Straits (che c'entra? Li adoro e basta).
Considerato un budget di spesa tra i 3 ed i 4 mln hai qualche consiglio da darmi?

Grazie in anticipo per il tempo dedicatomi. Se l'argomento fosse già stato trattato ed io mi fossi distratto, mi scuso e ti chiedo come reperire il materiale in oggetto.
Buon ascolto a tutti
Roberto F.- E-mail: ilovethisgameit@yahoo.it

LC
Caro Roberto,
su una testina MC, seppure dotata di uscita non proprio bassissima come la tua, io metterei un pre fono a stato solido. Non voglio dire che le valvole non possano fare altrettanto bene, ma quando i fattori di guadagno debbono essere elevati, preferisco il rapporto segnale/rumore dello stato solido (adesso, non crocifiggetemi :-)).
Al massimo, uno stadio ibrido come alcuni pre fono Audio Research.
Tra quelli a stato solido ti consiglierei, oltre al solito Black Cube, gli apparecchi Clearaudio ed il Naim Prefix.
Ciao,
Lucio Cadeddu

Cavi
Caro Lucio,
ti ho scritto poco tempo addietro circa un consiglio (del quale ti ringrazio) sullo acquisto di un CD player. Nel sito TNT ho letto che i collegamenti fra le componenti dello impianto sono di fondamentale importanza e precisamente facevi notare che in un impianto tra pre e finale il collo di bottiglia può essere il collegamento tra i componenti stessi.
Se ho ben capito la funzione dei cavi è quella di trasmettere le onde elettromagnetiche che si generano. Per collegare il pre e finale ho comprato un metro di connettore da 4 mm (mi dovrai scusare se la terminologia che adotto non è proprio ortodossa) ed ho speso 45.000 L. Le domande che ti sottopongo sono le seguenti:

  1. In cosa consiste la differenza tra i vari cavi e connettori. Per esempio posta uguale la sezione del cavo perchè uno costa il doppio o il triplo o il quadruplo?
  2. Vi è una differenza di materiale costruttivo (rame, placcature in argento, oro, platino ecc.) o anche in questo caso a volte a prezzi alti non corrisponde materiale di qualità (il vostro sito docet).
  3. Alle casse TDL CF200 ho eseguito il biwiring con cavi identici (il rivenditore mi ha detto che sono buoni cavi)...però nel collegarli mi sono sembrati degli eccellenti cavi elettrici normali....
  4. Perchè alcuni cavi di potenza vengono indicati per le basse frequenze ed altri per le medio alte frequenze.
Insegno biologia e chimica pertanto puoi addentranti, se lo ritieni opportuno, anche nei dettagli.
Ti ringrazio nuovamente e scusami se ti importuno nuovamente (complimenti per il sito).
Enrico Vitali - E-mail: wenrico@virgilio.it

LC
Caro Enrico,
i cavi si differenziano per materiali, geometrie costruttive e qualità delle terminazioni. Ognuna di questa variabili può influenzare sia il costo che le prestazioni del cavo.
Cavi in materiali diversi (più o meno raffinati, selezionati etc.) possono avere costi MOLTO differenti tra loro, anche se a prima vista sembrano dei normali cavi elettrici. La geometria costruttiva (intrecci, presenza di calze, schermi, isolanti diversi etc.) ha una pesante influenza sul costo finale del cavo.
Idem dicasi per i connettori, realizzati con materiali più o meno buoni, anche se ad un esame visivo identici (difficile capire ad occhio se il connettore dorato è in realtà fatto di ottone placcato o rame o rodio). Poi c'è la precisione della costruzione e le tolleranze dei connettori stessi. Basta prenderne in mano due di prezzo molto diverso (ad esempio, il classico RCA dorato da 5000 lire ed un bel WBT con serraggio a vite) per capire che si tratti di due oggetti profondamente diversi, sia per costruzione, tolleranze e materiali utilizzati. Senza contare la finitura superficiale, che può essere più o meno di qualità. I connettori scadenti, dopo un paio di volte che attacchi e stacchi perdono la doratura, quelli buoni no.
Insomma, come dico sempre, la qualità si paga. Quanta di questa qualità influisca sul risultato sonoro è oggetto di grande discussione e preferirei non entrare nel merito. Dico solo che tutti possono sperimentare da sè se tali differenze esistano davvero o siano solo frutto di suggestione.
La costruzione dei nostri cavi "poveri" ha anche questo scopo "didattico": consentire di effettuare prove quasi senza spendere una lira.
Infine, la distinzione tra cavi per i bassi e per gli alti mi sembra un po' difficile da fare ed infatti pochi costruttori si avventurano in questo terreno minato.
Spero di averti chiarito le idee,
Lucio Cadeddu

Salvavita TNT
Egregio Signor Lucio,
mi chiamo Fabio e sono un neo appassionato di Alta Fedeltà grazie anche a TNT-Audio di cui sono un assiduo frequentatore: complimenti, siete fortissimi.

Ho intenzione di investire il frutto dei miei sacrifici (8-9 milioni) in un impianto Hi-Fi di buona qualità e mi piacerebbe poter avere un suo parere in merito, e perchè nò, anche dei suggerimenti su possibili alternative. Premetto che il amo il suono naturale, chiaro e ricco di dettagli; vorrei dei diffusori in grado di "sparire" dalla sala, e come genere preferisco il Jazz e la classica ma non disdegno assolutamente gli altri.

Gli elementi che ho individuato (da inserire in un ambiente di 3.4m x 4.4m, circa 15 m^2), sono i seguenti:

Mi spiace molto disturbarla con "consigli per gli acquisti" ma poichè finora non sono riuscito ad ascoltare tutti gli oggetti elencati ne' le diverse combinazioni, la sua è la voce più autorevole e disinteressata cui posso fare riferimento.

Spero di di ottenere in breve una risposta a questi quesiti, e di poterla salutare personalmente all'Audio Show di Roma.
Grazie mille,
Fabio Sangiovanni - E-mail: fabio.sangiovanni@systeam.it

LC
Caro Fabio,
non sarò al Roma Audio Show per ragioni di forza maggiore. Per noi ci sarà Stefano Monteferri.
I tuoi quesiti: tra i diffusori che hai citato, previo ascolto da parte tua, io mi orienterei verso i ProAC in prima battuta ed i Totem in seconda. Se ce la fai, prendi i Response 1.5.
50 cm dal muro sono pochini pochini, ma non dovresti avere troppi problemi.
L'amplificazione potrebbe essere il Puccini SE Remote, previo ascolto con le casse prescelte.
Lettore CD: bene il Paganini, se non fosse che sarà sostituito a breve con un apparecchio completamente diverso. Tra le alternative inserisci anche Arcam.
Cavi: vedi cosa riesci a trovare in giro, diciamo che vanno scelti solo ad impianto "deciso", in base al risultato sonoro che si vuole ottenere. Impossibile, da remoto e sulla carta, senza sentire la configurazione definitiva, dare un consiglio sensato. A naso, per non sbagliare, ci si potrebbe orientare su prodotti neutri come Supra ma, ripeto, la scelta va fatta con attenzione ad impianto completato.
Spero di esserti stato d'aiuto,
Lucio Cadeddu

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