Lettere alla Redazione di TNT-Audio - settimana 28/4/2018 - 5/5/2018

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  1. Dubbio Amletico
  2. Milano high fidelity
  3. Variazioni di velocità
  4. Consigli primo impianto e ambiente
  5. Nuovi diffusori
  6. Diffusori e analogico
  7. Upgrade per giradischi
  8. Voglia di vivacità
  9. Piccola consulenza per un audiofilo incompetente
  10. Ho visto anche degli audiofili felici

Dubbio Amletico
Carissimo direttore,
buongiorno. Sono tormentato da un paio di dubbi amletici e cerco di venire subito al punto. Attualmente ho due impianti così composti. Primo impianto:

L'ambiente nel quale è inserito l'impianto è pressoché quadrato di circa 28 mq, altezza soffitto 3.00 mt e buona libertà di posizionamento dei diffusori rispetto le pareti laterali e di fondo, correzioni acustiche apportate con tappeti, librerie e tendaggi vari.
Secondo impianto: L'ambiente nel quale è inserito l'impianto è 7.50x4.00 mt, altezza soffitto mt.2.70 buona libertà di posizionamento dei diffusori dalle pareti laterali ma limitata dalla parete di fondo (max 80-90 cm dal tweeter), Porta finestra doppia sul lato lungo a destra (di qui la limitazione per il posizionamento rispetto la parete di fondo) coperta da pesante tendaggio correzioni acustiche con tappeti librerie e tendaggi vari.
Dopo vent'anni passati amabilmente con le SF vorrei passare ad un diffusore a pavimento per avere una gamma bassa un po' più presente ma mantenendo precisione ed armonia nella media ed alta, il budget a disposizione di 1500 euro oltre il ritiro delle mie SF (mi vengono valutate sui 1000 euro). Entro questa cifra quali diffusori potrebbero andare bene (ascolto tutti i tipi di musica ma con una spiccata preferenza per il jazz)?
Tra le varie opportunità vi sarebbe anche quella di acquistare da un caro amico delle Totem Sttaf del 2014 perché lui vuole passare a diffusori superiori sempre della stessa casa. Potrebbe essere una soluzione da prendere in considerazione? E nel caso come vedrebbe il trapianto delle SF nel secondo impianto?
Ringraziando anticipatamente porgo cordiali saluti.
Marco - E-mail: marco.muttinelli (at) gmail.com

LC
Caro Marco,
io prenderei in considerazione qualcosa da pavimento di ProAC o ancora Sonus Faber, per non allontanarti troppo da un'impostazione sonora che apprezzi già. Con il budget a disposizione prova a cercare qualcosa nel mercato dell'usato. Le Totem Sttaf del tuo amico sono molto belle, ma forse stai cercando qualcosa con un basso ancora più evidente e profondo. In ogni caso, visto che sono diffusori “a portata di mano” non lasciarti sfuggire l'occasione di ascoltarli nel tuo impianto e ambiente.
Per quanto riguarda il secondo impianto, non credo di aver capito bene. Se ti fai valutare e poi vendi le Minima a 1000€ come fai a metterle nel secondo impianto? A mio parere senza la vendita delle Minima non riesci ad acquistare qualcosa che sia contemporaneamente più generosa di queste e altrettanto raffiata. Pertanto la vendita delle Minima è, secondo me, obbligatoria. Ovviamente starebbero bene anche nel secondo impianto, ma io punterei ad avere il massimo dal primo impianto, che ritengo essere quello principale.
Infine, sai bene come la pensi sui secondi impianti: o sei un recensore, e allora ti potrebbe essere utile, altrimenti sono tutte risorse in meno per godersi al meglio l'impianto principale. Pensaci.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Milano high fidelity
Buongiorno direttore,
volevo semplicemente condividere con lei le mie impressioni dopo la mia forzatamente breve visita al Milano high fidelity.

  1. nonostante tutte le sale avessero evidenti problemi acustici, in pochi si sono sbattuti un minimo per cercare di tamponarli. Ed è un peccato, perché alcuni impianti avrebbero meritato. Com'è ovvio, equalizzatori non pervenuti, e sarebbero stati utilissimi. Multiamplificazione attiva questa sconosciuta;
  2. giradischi a gogo, alcuni interessanti (il Technics SL-1000 su tutti), altri costosissime minestre riscaldate;
  3. con grandissimo disappunto ho notato che quasi nessun impianto utilizzava lo streaming, nonostante esistano servizi di alta qualità (tidal e qobuz). La scusa: nell'hotel non c'è wifi. Il mio telefono era collegato alla rete wifi gratuita del Melià; inoltre nella sala Goldmund la sorgente era un mac su cui girava Tidal. Neanche si dava la possibilità di poter collegare un pen drive, tranne qualche lungimirante. Posso capire la paura dei virus, ma far girare un antivirus porta via un minuto. Così agendo si sarebbe permesso a un potenziale acquirente di testare i prodotti con la musica che normalmente ascolta;
  4. quasi bandita qualunque cosa diversa da cameristica, jazz o agghiaccianti rivisitazioni jazzate di classici del rock (tra le quali una orribile versione acustica di "Stairway to heaven" e un'altra jazz leccato di "Message in a bottle") e Pink Floyd. Nel 2018 ancora si provano gli impianti con l'elicottero di "The wall" e con "Money". Ho quasi litigato per questo...che palle! Pop e rock sono vocaboli sconosciuti;
  5. l'impianto che mi è piaciuto di più? Elac argo. Due cassettine amplificate a tre vie con medio alto coassiale. Impressionanti;
  6. ovunque la diffusa e insopportabile abitudine di parlare a voce alta nelle salette; spesso erano gli stessi espositori a intrattenere queste conversazioni. Quasi impossibile farli smettere. Unica eccezione: ancora Goldmund, che regolarmente zittiva le persone;
  7. tanti dischi a prezzi folli.
  8. menzione ad Angstrom, disponibilissimo e molto cordiale. il suo ampli cuffia "stella" è uno spettacolo, ed è uno spettacolo il prezzo...
In definitiva, visita come sempre utile solo per vedere dal vivo le novità. e come sempre, gli impianti supercostosi non erano per definizione i meglio suonanti.
Buona giornata,
Davide - E-mail: mistermiele (at) gmail.com

LC
Caro Davide,
nelle tue parole rivivo le mie stesse sensazioni di un anno fa, motivo per il quale le mie frequentazioni alle mostre HiFi si sono via via sempre più diradate. È un mondo chiuso in sé stesso, che ascolta ancora musica degli anni '70 o, come dici tu, improbabili cover jazzate di classici degli anni che furono. L'estinzione mi pare prevedibile, dati questi presupposti. Mi fa piacere che sia rimasto impressionato da Elac, la stessa cosa che accadde al sottoscritto due anni fa.
Per quanto riguarda i prezzi, se ci pensi, è tutto secondo logica. Chi ascolta musica degli anni '70 oggi allora aveva 20 anni. Oggi ha superato i 50/60 e, tipicamente, ha buone capacità di spesa. Tutto è confezionato su questa tipologia di acquirenti. Fra 10 anni si ascolterà musica anni '80? Mi immagino le fiere a suon di Wild boys, Like a virgin e Only when you leave :-D
Temo che, invece, si ascolteranno ancora i Pink Floyd e De Andrè. Perché qualcosa cambi temo occorra aspettare che il cupo mietitore si occupi di eliminare tutta una generazione di vecchi nostalgici dei propri 20 anni che non tornano più.
Grazie per il feedback e le tristi conferme delle mie sensazioni!
Lucio Cadeddu

Variazioni di velocità
Buongiorno Lucio,
scusi il disturbo, ma mi permetto di disturbarla poichè negli ultimi tempi ho un problema con il giradischi e non so come risolverlo. Da un po', non riesco più ad ascoltare un disco poichè la velocità continua a cambiare modificando ovviamente il suono e le musiche...può darmi qualche suggerimento? È un problema di cinghia o puntina?
Ho provato a cambiarle, modificarle, ma niente di niente.
Grazie mille,
Francesco - E-mail: checcontr (at) yahoo.it

LC
Caro Francesco,
se hai già sostituito la cinghia, con una delle stessa lunghezza, e il problema persiste, temo si tratti di qualcosa riconducibile al motore o all'elettronica che lo controlla o gestisce (dipende da come è realizzato il giradischi). Se mi avessi scritto che tipo di giradischi utilizzi avrei potuto essere più preciso. La testina, ovviamente, è incolpevole.
Hai controllato se il problema si presenta solo mentre il giradischi sta suonando, ovvero con la puntina sui solchi, o anche a piatto libero? Scaricati uno stroboscopio dalla rete, stampalo e prova a fare questa verifica.
L'ultima cosa che mi viene in mente è che, per qualche motivo, il piatto non sia libero di girare senza attriti, per una questione di lubrificazione del perno o perché c'è qualche parte che striscia. Hai provato a eliminare la cinghia e far girare il piatto, a mano, per verificare se ci siano attriti o rumori?
Fai queste prove e sentiamoci di nuovo,
Lucio Cadeddu

Consigli primo impianto e ambiente
Gentilissimo Direttore,
ascolto musica rock sin dall'età di 6 anni (il primo album che ricordo di aver ascoltato è The River di Springsteen su musicassetta originale!!) e, da poco tempo (circa due mesi), ho realizzato un piccolo “sogno” della mia vita ossia possedere un impianto hi–fi che desideravo da quando avevo 20 anni (ora ne ho 40!!), il cui acquisto mi ha portato anche a conoscere TNT-Audio di cui sono divenuto all'istante un assiduo (al momento vi sto leggendo quotidianamente per recuperare il tempo perduto!!) ed entusiasta lettore (complimenti anche per l'intelligente e sferzante ironia che traspare dalle Tue disamine la quale mi dona sempre alcuni secondi di buonumore).
A. IMPIANTO
Ho acquistato l'impianto nuovo dopo relativa prova di ascolto in un negozio hi – fi di Jesi (AN) per un prezzo complessivo di Euro 1.600 (compresi cavi Norstone di 3 metri ciascuno regalati dal negoziante) così composto:

B. AMBIENTE E POSIZIONAMENTO DELL'IMPIANTO
L'ambiente d'ascolto è una mansarda ed, in particolare, una camera da letto di circa 20 mq – anche se la parte effettiva dove risiede l'impianto è decisamente più piccola (circa 12mq: come si può intuire dalle FOTO ALLEGATE. Il tetto è spiovente e il pavimento è di parquet in legno. I diffusori poggiano sui gommini di serie inseriti sotto la base di alluminio e, dopo varie prove di posizionamento, sono attualmente posizionati nella parete più grande a mia disposizione distanziati di circa 2,50 m tra loro, circa 80 cm dalla parete posteriore e il destro a 70 cm dalla parete laterale.
Il punto di ascolto è a circa 2,60 m dai diffusori (triangolo equilatero) e si trova a circa 60/90 cm dalla parte di fondo. Purtroppo per ragioni di geometria e di spazio ho dovuto tenere il mobile Norstone “esse” tra i diffusori (sono pronto alla tirata d'orecchie!! ...ma penso che rebus sic stantibus si tratti forse di una soluzione obbligata al momento).
Ho inoltre ricoperto la zona di ascolto di tappeti (2 persiani di ottima fattura risalenti agli anni 80), divano e cuscini di varie dimensioni (due piccoli e quattro grandi al momento), mentre nella parte della stanza adiacente all'impianto si trova un letto ad una piazza e mezzo posizionato ad una distanza laterale di circa 70 cm dal diffusore sinistro.
C. SUONO
Nonostante l'ambiente “difficile” in quanto (come si può intuire dalle foto) la stanza è totalmente asimmetrica: addirittura forma ad “S”, il tetto è spiovente, l'ambiente è piccolo, la piccola parete di fondo è vicina al punto di ascolto, vi è sproporzione tra le distanze delle parete laterali rispetto ai diffusori ecc.) – e peraltro era questo il motivo principale che ha fatto si che negli ultimi anni ritardassi l'acquisto dell'impianto – il suono, con mia grande sorpresa (ero molto preoccupato al riguardo!!) ed entusiasmo, risulta godibilissimo e bilanciato, con una scena sonora centrata ed una grande dinamica (in particolare per quanto attiene alla dinamica con Breed dei Nirvana ho avuto il crescendo di palpitazioni cardiache con annessa vampata di calore corporeo che descrive Geoff Husbend nella Vostra sezione dischi ed ancora di più con Rearviewmirror dei Pearl Jam quando mi sono dovuto fermare per 15 minuti dall'ascolto data la fortissima emozione provata!! Giuro!!), oltre ad una crescente avvolgenza e diffusione del suono nello spazio con l'aumentare del volume.
L'ambiente per fortuna tiene senza andare in crisi anche ad alto volume considerato che ascolto a volume sostenuto (solitamente – 18/-20dB) o mediamente sostenuto (-20/-30 dB) che rappresentano tre quarti abbondanti di quello a disposizione che Ti assicuro nel mio ambiente piccolo rendono il suono “letteralmente” esplosivo sui pezzi tosti e profondo in quelli acustici.
Per esperimento ho anche provato a spingere il volume quasi a fine corsa (-8dB) e, per fortuna, anche in tal caso il suono non si distorce (anche se difficilmente ascolterò spesso a queste “potenze” sonore stante la mia posizione ravvicinata d'ascolto).
D. CONSIGLI E INFORMAZIONI
Tutto ciò premesso, considerando l'impianto hi-fi come una pianta da coltivare e l'ambiente circostante il terreno su cui essa cresce e si sviluppa (se ho intuito bene la Tua filosofia so che non ti dispiacerà questa metafora!!), ti scrivo per chiederti se cortesemente potresti darmi dei consigli che mi permettano in un futuro prossimo di migliorare l'ambiente e/o il posizonamente del mio impianto.
Nell'attesa continuerò a godermi la musica (la cosa più importante), ma al contempo vorrei già farmi delle ideee su come e in quale direzione intervenire in futuro per ottimizzare sempre di più il suono e vorrei iniziare a farlo sulla base di una consulenza di livello e spassionata come la Vostra di TNT-Audio, ovviamente se mi concederai la Tua disponibilità.
In particolare, per prima cosa vorrei capire anche il perché il mio ambiente, seppur così difficile sulla carta non suoni poi male nella realtà (sono consapevole che si tratta di un giudizio da neofita e che con il tempo magari mi accorgerò sicuramente di imperfezioni sonore che ora non riesco a focalizzare), ma il mio orecchio ha comunque decine e decine di esperienze di musica dal vivo nei più svariati contesti nonché penso che alcune delle senzazioni corporee che sto provando quando ascolto non mentano – almeno non totalmente).
In altri termini, oltre ai difetti da correggere se possibile (in quali punti specifici del mio ambiente devo posizionare tende, arazzi, eventuali librerie a parete?), vorrei capire con il tuo aiuto anche quali sono i pregi di questo mio piccolo ambiente secondo Te (ho già compreso leggendovi che l'irregolarità delle pareti e del soffitto è positiva per evitare le onde stazionarie) in modo da poterli valorizzare perché penso che i miglioramenti non passino solo dalla correzione dei difetti ma anche dall'implementazione dei pregi (Concordi?).
Inoltre, vorrei capire che influenza può avere il fatto che sono immerso nella campagna con zero rumori di fondo? Che i vetri delle finestre sono tutti doppi? Che tra il soffitto e il tetto vi è lana di roccia? Anche se tali caratteristiche dovrebbero avere effetti soltanto sull'isolamento acustico verso l'esterno giusto?
In ogni caso Ti informo che la prova del battito della mani è molto positiva in quanto il rumore di tale battito in tutte le pareti della stanza risulta completamente “sordo” e “secco” (mi scuso per i termini improbabili dal punto di vista tecnico ma naturalmente cerco di farmi capire in una materia non mia) così come durante l'ascolto - anche ad alto volume – riesco a sentire nitidamente la mia voce “cantare”.
Inoltre è “sordo” anche il suono sul soffitto e sulle pareti e le parti in legno che ricoprono le stesse.
E. CRITICITA' E CURIOSITA'
In vero le uniche lievi risonanze le ho sentite sulle porte di ingresso della stanza e del bagno che sono in legno compensato (unico materiale di cattiva qualità presente nella stanza). Tuttavia e per fortuna ho udito tali lievi risonanze soltanto quando mi sono poggiato con la schiena sulle predette porte (per esperimento si intende) ma al momento – e spero mai lo faranno – sono assolutamente impercettibili nel punto di ascolto che dalla porta d'ingresso in realtà dista più dei 90 cm sopra indicati data la rientranza della parete. Più vicina la distanza tra il punto di ascolto e la porta del bagno sulla sinitra che comunque tendo a lasciare aperta durante le sedute (in ogni caso sarebbe comunque utile e proficuo insonorizzare le porte? Se si come?).
Inoltre ho avuto un problema effettivo che era il seguente (fortunatamente superato): come potrai vedere dalle foto il divano “pesante” di colore verde acqua è ora addossato nella parete laterale nell'angolo destro mentre all'inzio lo utilizzavo in posizione centrale come (comodo) punto d'ascolto. Ho dovuto procedere con questo spostamento (ora ascolto temporaneamente su una poltrona bassa in acciaio e fasce di cuoio con seduta inclinata all'indietro che pone le mie orecchie da seduto perfettamente all'altezza dei tweeter delle Dali che tuttavia non troverai nelle foto allegate) perché il predetto divano assorbiva le frequenze basse portandomi ronzii (seppur leggeri ma in aumento con l'aumentare del volume) sulla sua superfice e, in particolare, i suoni dei tamburi della batteria e la gran cassa della stessa risuonavano addirittura anche sotto la seduta!!
Per fortuna mi sembra di aver avuto una buona intuizione e appena ho spostando il divano lateralmente nella posizone attuale l'effetto è completamente sparito e i colpi della batteria sono esclusivamente a loro posto nello spazio centrale dietro ai diffusori!!
Quindi, dal momento che la mia seduta attuale per l'ascolto è si funzionale ma un po' ingombrante in proporzione allo spazio, Ti chiedo cortesemente un consiglio specifico sui materiali e/o modelli di tua conoscenza per una nuova sedia oppure meglio due nuove piccole poltroncine adatte all'ascolto?
Rimane però il dubbio che togliendo il divano dalla stanza potrei perdere il suo effetto assorbente che lontano dal punto d'ascolto dovrebbe essere positivo (Sabglio?) Preciso che alcune volte utilizzo i cuscini dello stesso divano posizionato nella sala della mansarda open space appoggiandoli sugli angoli della porta d'ingresso). E quindi che fare?
Ora mi taccio e ti chiedo scusa per la mia prolissità. Ti assicuro tuttavia che ho fatto uno sforzo sincero di sintesi – mal riuscita lo so!! – ma le domande che ho in testa sono tantissime.
Me ne scuso ma ho cercato di dare (anche attraverso le foto) il quadro di informazioni più esauriente possibile.
Ti ringrazio in anticipo per tutte le risposte che vorrai darmi e per il tempo che spero dedicherai a questa mia lettera.
Grazie,
Un cordiale saluto,
Francesco - E-mail: francesco.michelangeli (at) avvocatiassociatislt.it
[Sala d'ascolto]

LC
Caro Francesco,
quando le domande sono tante occorre fare una selezione. Sei un avvocato, mi pare, dovresti sapere che affinché l'attenzione del nostro interlocutore sia massima occorre dire poche cose, ben chiare, non sommergerlo di punti di domanda. La selezione non l'hai fatta tu, la faccio io.
Capisci bene che per me sia materialmente impossibile giudicare il suono del tuo impianto e della tua stanza. Sembri molto soddisfatto, e allora perché non pensare a goderti la musica? Siamo qui per questo, divertirci, non masturbarci mentalmente.
In sintesi: lascerei il divano al suo posto. Se fossi in vena di esperimenti prova con due sedie Poang di Ikea, che sono ottime dal punto di vista acustico e come posizione d'ascolto. Sono quelle che uso anch'io nella mia sala prove.
Per quanto riguarda l'ambiente non ho molto da dire, ti consiglierei di aggiungere una tenda pesante nella finestra dietro ai diffusori. Lascerei in pace le porte, francamente. Qualche quadro in tela, senza vetro, sulle pareti laterali potrebbe aiutare a correggere un po' le prime riflessioni. L'abitare in un posto silenzioso aiuta moltissimo la buona riproduzione: un tappeto di rumore molto basso aumenta la sensazione di dinamica percepita, perché i suoni deboli fanno meno fatica a emergere dal rumore ambientale. Un ambiente rumoroso costringe ad ascoltare a volumi elevati e, comunque, la resa dinamica non è mai pari a quella di un ambiente silenzioso.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Nuovi diffusori
Gentile Direttore, Le scrivo di nuovo per chiederle un consiglio. Quali diffusori potrei abbinare all'amplificatore Rotel 1570, potendo disporre di una cifra max di 2000 euro, in una stanza di circa 3.6 per 4 metri, arredata con librerie, tende e tappeti. Ascolto vari generi musicali e mi piacerebbe avere un bel suono aperto e chiaro.
Nel ringraziarla per la Sua gentilezza e disponibilità Le invio cordiali saluti.
Francesco - E-mail: frcarlino (at) tin.it

LC
Caro Francesco,
con 2000€ potresti prendere in considerazione qualcosa di questo breve elenco: B&W 704S2, Triangle Gaia EZ, Monitor Audio Silver 8, Focal Aria 926, Rega RX3/RX5 (più neutre). Naturalmente spero sia conscio del fatto che già il tuo amplificatore abbia un carattere abbastanza aperto e che abbinarci diffusori con le stesse caratteristiche potrebbe essere un passo eccessivo, che porterebbe ad esasperare alcuni parametri a scapito di altri. Per fortuna la stanza sembra acusticamente adatta, altrimenti non mi sentirei tranquillo nel consigliarti diffusori come quelli elencati.
A scanso di equivoci, se puoi, porta il tuo amplificatore presso i negozi dove potrai ascoltare i diffusori in questione. Meglio limitare eventuali sorprese per quanto possibile. Anche un ascolto in negozio, senza il tuo amplificatore, potrebbe darti un'indicazione su cosa aspettarti, specie se fosse possibile confrontare almeno due modelli diversi. Non è semplice, per me, intuire il giusto peso e il contesto nel quale tu utilizzi l'espressione suono aperto e chiaro. In genere, con questi aggettivi, si intende un suono con una gamma medio-alta ben presente, ricca di dettagli. Cosa intenda tu, e con quale livello di intensità, non è dato sapere.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Diffusori e analogico
Buongiorno direttore, innanzitutto complimenti per il sito ricco di informazioni, recensioni di prodotti dall'ottimo rapporto qualità/prezzo e consigli per upgradare col faidate il proprio impianto, continuate così. A tale proposito la infastidisco per avere dei consigli per allestire il nuovo impianto.
Ascolto prevalentemente musica jazz, blues e vocalese in una stanza di mt 5 x 4 x 3 (L x P x H) il salotto di casa arredato come tale, l'impianto è sistemato sull'estremità della parete più lunga, e sarà oggetto di cambiamenti.
Gli attuali punti fermi sono amplificatore integrato Exposure XV, giradischi Thorens TD 160 braccio Roksan Tabriz primo modello e testina MC Audiotechnica AT F7, il primo consiglio che le chiedo è relativo allo step up da utilizzare per consentire alla F7 di esprimersi al meglio. Al riguardo ho stanziato una somma tra i 300/500 euro, cosa mi suggerisce al riguardo.
Per quanto concerne i diffusori la scelta naturale sarebbe LS 3/5a (a tale proposito che stand suggerisce) ma sono tentato da una coppia di Spica TC 50 o visto l'ingombro con gli stand si potrebbe pensare a delle torri da pavimento, a tale riguardo mi potrebbe consigliare qualche modello tra l'usato da ricercare, secondo la sua esperienza quale soluzione sarebbe la migliore tenendo presente che nell'ascolto prediligo la restituzione di una scena sonora ampia e profonda con ottima resa delle voci e degli strumenti, a tale proposito avrei stanziato al massimo 1000,00 euri.
Infine vorrei acquistare un CD a tal proposito ho trovato tra l'usato le seguenti occasioni Meridian 506.20, Marantz CD 84, Shengya CD S10, Rega Planet o cos'altro consigliate per una spesa massima di euro 500,00.
Nella speranza di leggere una sua risposta al riguardo la saluto cordialmente,
Carmine - E-mail: skoda72 (at) libero.it

LC
Caro Carmine,
per quanto riguarda l'analogico non penserei a uno step-up ma, meglio, a un pre fono esterno, che possa migliorare le caratteristiche dell'ingresso phono attualmente in uso. I nomi sono più o meno sempre gli stessi, con il classico Lehmann Black Cube Statement a comandare il gruppo (oppure qualche modello Clearaudio, Graham Slee etc, tra i tanti che abbiamo recensito). Cerca anche un Black Cube standard, usato. Sentirai come suona la tua AT-F7!
Per i diffusori, vista la stanza non esattamente piccola, lascerei perdere le LS3/5A, praticamente inesistenti in gamma bassa, e punterei su delle snelle torri da pavimento, tipo Totem, ad esempio. Belle, affascinanti ed esotiche le Spica TC50, sì, ma cosa faresti se avessi necessità di ricambi?
Infine, per quanto riguarda il lettore CD, non avrei dubbi nel cercare un Rega Apollo usato, o un Planet recente. Lascerei perdere le macchine anziane che hai citato, francamente. Problemi di ricambi a parte (laser, cinghie e meccaniche), anche il suono ha fatto un po' il suo tempo.
Spero di essserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Upgrade per giradischi
Buongiorno Direttore,
Le scrivo per farle un paio di domande alle quali non ho trovato risposta né da un tecnico al quale mi sono rivolto, né su internet. Quanto senso avrebbe cambiare il piatto ed il braccio di un giradischi?
A parere mio il piatto non ha particolare rilevanza sulla resa, a meno che non sia di metallo particolarmente risonante, ma in questo caso ci viene in aiuto il tappetino e bisogna considerare se dopo la sostituzione il motore mantiene la velocità di rotazione. Discorso diverso per il braccio, ed ecco la seconda domanda: cambiare braccio ha senso e, se si, è possibile installare un braccio di qualsiasi lunghezza?
Il mio giradiachi attuale è un vecchio Rotel rp 900 in ottimo stato. So che esistono due versioni di questo giradischi, una con braccio Rega rp250 e piatto in acrilico e un'altra versione con braccio non meglio identificato di forma ad s e piatto in metallo molto sottile, leggero e risonante. Io, ovviamente, ho ereditato la seconda. Sicuramente si dovrebbe cambiare la cinghia e il braccio non scende più in modo dolce e autonomamente. Stavo valutando se è possibile utilizzarlo come base e fare le dovute sostituzioni, braccio compreso, oppure spendendo la stessa cifra sarebbe più corretto puntare verso un prodotto più recente.
La ringrazio per tutto quello che fa per tenere in piedi questa realtà e per la passione che trasmette.
Dario - E-mail: dario.capitanata (at) gmail.com

LC
Caro Dario,
su un giradischi come il tuo io non farei mai interventi così radicali che, tra l'altro, rischiano di essere costosi e non necessariamente produttivi. Un po' di sano tweaking qua e là sarà più che sufficiente, e mi riferisco a piedini antivibrazioni, trattamento insonorizzante del mobile, tappetino in sughero (o altro), clamp premidisco, ricablatura del braccio o sostituzione dei cavi phono e di alimentazione. A proposito di tappetino, non vedo perché dovresti poi verificare il motore! L'unico problema, se il tappetino fosse un po' più pesante di quello di serie, sarebbe quello di un tempo di avvio leggermente più lungo, tutto qui. Una volta raggiunta la velocità nominale questa resterebbe persino più stabile, se la massa rotante fosse più elevata (entro certi limiti, naturalmente).
Ovviamente, alla fine di tutto, ci metterei una buona testina ben regolata, senza spenderci chissà quanto. Ogni altro intervento sarebbe un overkill, meglio tenere da parte quei soldi e provare a cercare qualcosa di meglio, magari nell'usato. Oppure tenere il giradischi e investire in un buon pre fono, che fa veramente una grande differenza, rispetto all'ingresso phono di un amplificatore integrato.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Voglia di vivacità
Gentile Dott. Cadeddu,
A distanza di qualche anno torno a chiederle aiuto per il mio strano miscuglio:

Ho dato sempre molta importanza a quel che esce dalle casse (...ovviamente :)) dando scontato che fossero il cardine su cui costruire il suono che volevo. L'abbaglio per le Tannoy l'ho avuto prima incontrando un paio di Stirling presso rivenditore, poi delle Kensington per caso, costosissime e spettacolari, anche in un ambiente acusticamente infame, quindi mi sono definitivamente innamorato di queste Cheviot sempre nel negozio delle Stirling, che però ho potuto riascoltare ed acquistare solo dopo qualche tempo.
Quel che mi piace: il suono grande, effetto stereo granitico, senza sforzo nella resa di grandi gruppi strumentali, naturali con vibrafono pianoforte ecc, bassi slabbrati ma...verosimili (dopotutto...suonano in poco più di 15mq!) e un'impostazione molto delicata direi, buona come il pane con l'elettronica più scabra, con le vecchie incisioni, col Soul e con tanta altra roba. Con queste premesse ti sembrerà una bestemmia parlare di filosofia del PRaT, che però mi ha sempre incuriosito...ho conservato un paio di piccole Totem Arro che ascolto ogni tanto in altro appartamento con pc, dac da 30 euro, un vecchio NAD 3020 e al netto di tutti gli aspetti che ho elencato in cui le Arro hanno grandi limiti, mi chiedo sempre se sia possibile trasferire un po' di quella vivacità e ritmo sull'altro impianto.
Ho già provato tutti gli incroci tra i componenti (tranne le Cheviot nell'altro appartamento in cui fisicamente non entrano) ritenendo comunque questa configurazione la migliore, per i miei gusti.
Le descrivo per quel che posso l'ambiente: la stanza è grossomodo un rettangolo irregolare 3,5x5,5m, le Tannoy sono sul lato lungo, spostate in un'area del rettangolo in cui è ricavato un salottino molto arredato. In questo piccolo spazio ho stipato librerie con tutti i miei libri, lp, cd, divano a muro, tappeto in lana spessa, casse ai lati di un triangolo con la mia testa 220x240cm, le casse a circa 80cm dal muro dietro, quella più vicina circa 50cm dalla parete....con un'acustica stranamente felice in rapporto alla media delle salette d'ascolto che ho visitato.
Nel tempo ho ascoltato bene qualche diffusore a torre Focal Aria, Dynaudio, Chario, System Audio tra i 2 e i 3000 euro mi perdoni non ricordo i modelli, molto diversi ma ho avuto sempre una percezione abbastanza netta di artificiosità nel suono (molto direzionali, quasi citofoniche le Focal) che mi ha sempre impedito di separarmi dalle mie amate Tannoy per un diffusore tower moderno.
Anche se la grande curiosità di sentire come suonano Totem più grandi come le Forest rimane (mai riuscito ad ascoltarle purtroppo...) ti chiedo consiglio tenendo in grande considerazione la tua preziosa esperienza audio, per mettere in ordine questo fiume di ragionamenti un po' confusi, senza grandi pretese hifi- audiophile, pronto ovviamente a ricredermi su tutto ciò che ho scritto. Nel caso, per i diffusori (anche usati) potrei dedicare non più di 3000-3500 euro ma per questo mi rimetto al tuo giudizio, promettendo di iscrivermi al più presto ad un gruppo anti-stalking per non infestare più la rubrica con essenziali domande sullo stereo :))
Charlie - E-mail: charlie.bucci (at) gmail.com

LC
Caro Charlie,
a mio parere la vivacità che ti manca è in larga parte “colpa” dell'amplificazione Accuphase, raffinata ma tendenzialmente calda e sorniona. Anche il lettore CD non aiuta in questo senso. La sorgente analogica, inoltre, a parte qualche pezzo “notevole”, basa la sua forza su una testina assolutamente inadeguata al resto dell'impianto. In altre parole, anche le due sorgenti hanno le loro belle responsabilità.
Proverei - per ora - con un'amplificazione più vivace, dinamica e aperta. Sto pensando a un bell'integrato di casa Naim, ad esempio, senza trascurare Norma, Musical Fidelity, Rega e, perché no, un buon classe D di casa NuForce, eventualmente da cercare usati. C'è anche da dire, naturalmente, che il confronto Totem con Tannoy è improponibile, perché hanno filosofie sonore completamente diverse. Le Totem sono agili, veloci, dinamiche, meentre le grosse Tannoy hanno un'impostazione più da “grande diffusore”. Potresti, è vero, tentare con delle Totem di più alto livello, ma prima proverei a far rendere al meglio le tue Tannoy. Intervenire sulle sorgenti è più complesso, ma di sicuro un nuovo lettore CD (magari ancora Naim o Rega) e una nuova testina di classe più elevata potrebbero dare un'ulteriore spinta nella direzione da te cercata.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Piccola consulenza per un audiofilo incompetente
Gentile sig. Cadeddu,
Leggo da qualche mese il suo ottimo sito sull'hifi, da quando ho deciso di comprare un vero impianto e, da amatore della musica incompetente sul piano della tecnologia, ho dovuto informarmi su come procedere.
Un dubbio mi assale da ieri (dubbio che probabilmente si può classificare nella categoria delle paranoie da audiofili, ma audiofili davvero stolti). Mi permetto di contattarla, perché leggendo la sua rubrica capisco che lei è un esperto del settore. Nel tentativo di testare un preamplificatore phono esterno, al posto di quello integrato del mio giradischi, ho attaccato la musica ad un volume ragionevole, dimenticando di spostare l'interruttore del giradischi da line a phono. Può immaginare il suono infernale prodotto.... Non assordante comunque, e per un massimo di 3-4 secondi. È possibile che abbia rovinato i diffusori (o qualcos'altro)?
La logica mi fa dire no, considerato che comunque la manopola del volume dell'amplificatore era a 1/3, e che i miei altoparlanti teoricamente possono sopportare fino al doppio della potenza massima erogata dall'amplificatore. Per completezza, ecco i dettagli del mio impianto:

Nella speranza di non averla importunata, le porgo i miei cordiali saluti.
Roberto - E-mail: dalessandroberto (at) gmail.com

LC
Caro Roberto,
se tutto suona esattamente come prima, realisticamente non c'è stato alcun danno! I diffusori sono molto più robusti di quel che pensano gli audiofili e non è per via dei watt massimi sopportati, come erroneamente hai scritto tu. Paradossalmente si può bruciare un tweeter di una cassa data per 200 watt con un amplificatore da 10 watt spremuto al limite. È la distorsione e la corrente continua prodotta da un ampli al limite che può bruciare un altoparlante, la musica indistorta ad alto volume non ha mai fatto male a nessuno, a parte i vicini di casa.
Ho ascoltato diffusori piccoli fino al loro limite fisico, cioè fino al punto che il woofer arrivava a fondo corsa e...non si è mai rotto niente. Perché? Per il motivo di cui sopra: se il segnale arriva pulito e indistorto non cuoce le bobine degli altoparlanti. Certo, se si insiste troppo nel portare gli altoparlanti al limite questi si rompono ma ti garantisco che serve molto di più che qualche secondo ad alto volume. È la potenza continua elevata a fare danni, gli altoparlanti reggono picchi di potenza istantanea che non ci si immagina :-)
Per quanto riguarda altri danni (alle elettroniche) secondo me puoi stare ancora più tranquillo. Un circuito elettronico o funziona o non funziona, non è che si ammala...;-) Se non si è bruciato niente (e NON può essersi bruciato alcunché) credo che possa dormire sonni tranquilli.
Nel frattempo, magari, una lettura alle nostre
FAQ può essere utile, sezione “Le paranoie degli audiofili”.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Ho visto anche degli audiofili felici
Caro Lucio, ti ho scritto alcuni mesi fa (
vol. 818 - diffusori per Supernait) a seguito dell'acquisto, quanto mai affrettato e inopportuno, di un Naim Supernait, al quale avrei dovuto abbinare una coppia di diffusori che sarebbero stati fuori dalla portata delle mie tasche. Mi hai cazziato per bene e, aggiungo, a ragione, riportandomi sulla terra.
Ho ripensato agli acquisti fatti. Principalmente i diffusori, una coppia di System audio Saxo 30 e al perchè non ne fossi soddisfatto. Capisco che in un ambiente diverso dalla sala ascolto di un negozio abbiano un suono differente. Ma possibile che la differenza sia così marcata? Il suono così diverso da quello che mi era piaciuto, sebbene ad un ascolto non particolarmente attento?
Il mio è un orecchio molto inesperto e "ineducato", ma qualcosa non quagliava. Pertanto li ho portati in assistenza tecnica e, nel frattempo, ho visitato un po' di negozi hi fi (in Lombardia, fortunatamente, ce n'è in abbondanza) e ho ascoltato tanto.
La faccio breve: ho rivenduto il Supernait, i diffusori sono rientrati dall'assistenza con i crossover e un tweeter nuovi e hanno radicalmente cambiato suono, più aperti, precisi e con i bassi finalmente presenti, nonostante le piccole dimensioni del woofer. Alla fine, li ho tenuti, cambiando l'amplificatore. Dopo un sacco di ascolti mi è piaciuta molto l'accoppiata Yamaha 801/Saxo 30; ho acquistato un nuovo lettore e uno smart box con Spotify da colelgare alla TV e questa all'ingresso ottico dell'amplificatore e devo dire che il DAC dello Yamaha, per il mio orecchio, fa un lavoro davvero egregio.
Il problema grosso era l'ascolto a basso volume, soprattutto di sera (abito in condominio e inoltre la mia signora ha un orecchio assai sensibile al volume alto), ma giocando un po' con i controlli di tono e con la manopola del loudness, si riesce a ottenere un suono bello e con i bassi ben presenti. Nella mia ignoranza in materia, poi, trovo favolosa la scelta Yamaha di non agire sugli estremi della gamma sonora, esaltandoli, smorzando invece la gamma media.
Mi restava da fare ancora un ascolto: l'801 con una coppia di Indiana Line Diva (non ricordo il modello), ma per ora mi ritengo soddisfatto e ho deciso di soprassedere e godermi il piacere ritrovato dell'ascolto.
Nel ringraziarti ancora una volta per la passione e la pazienza che ci dedichi, ti illustro il mio impianto attuale (tralascio i cavi da pochi euro al metro. Mi ci dedicherò, prima o poi)

Ciao e grazie,
Mariano - E-mail: tempusfrangit (at) alice.it

LC
Caro Mariano,
sono felice che alla fine tu abbia trovato una soluzione più economica e appagante. Evidentemente le casse che avevi sentito in negozio non erano le tue, che a quanto ho capito necessitavano di un intervento tecnico sui tweeter e sul crossover.
Per ora goditi il tuo impianto così com'è, ci sarà tempo per altri esperimenti, non avere fretta. Buon ascolto!

Suggerimento musicale della settimana

All'età di soli 28 anni, si suicida Avicii, artista poliedrico, DJ, produttore e tanto altro ancora, che vantava collaborazioni con star del calibro di Madonna e Chris Martin. Questa sua Levels è solo un esempio del suo talento, che spaziava in generi anche molto diversi.
Nel caso questo embedding dovesse essere vietato/disabilitato, potete visionare il video direttamente su YouTube. Buon ascolto!

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