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Lettere alla Redazione

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I volumi della posta precedente

  1. Nuovo CD
  2. Sindrome da upgrade?
  3. Re: ancora su SACD
  4. Fatica d'ascolto
  5. Testine per due giradischi
  6. Suggerimento per un finale
  7. Nuovi diffusori
  8. Flagello attivo
  9. Consigli al femminile
  10. Addio Home Theater!

Nuovo CD
Buongiorno Lucio,
innanzitutto complimenti per la "rivista", che ho scoperto da poco ma è già il mio link preferito su internet!
Mi sono deciso a scriverti per un consiglio su un lettore CD di cui non ho trovato grandi informazioni. Possiedo da poco un impianto basato su un Rotel RA02, casse B&W (su scaffale ma non appiccicate ai muri), CD Marantz CD 36 Tweakato (eh sì, ho smanettato un po' con le vs. indicazioni, ottenendo risultati NOTEVOLISSIMI!). Ascolto principalmente musica Rock, Country e POP.
Per restare nel budget, ho preso il CD usato, con l'intenzione di sostituirlo successivamente con un Rotel RCD02. Nel frattempo l'ho rivestito di blu tac, piedini nuovi, connettori segnale dorati e cavi autocostruiti, sia di segnale che di alimentazione. Ora suona più aperto e pulito, con bassi più definiti, pur mantenendo una certa "metallicità" e una immagine sonora molto centrale, oltre ad una dinamica appena sufficiente.
Mi è capitata l'occasione di acquistare un CD Rotel CD945AX a 100Euro (penso abbia 5 anni). L'unica informazione che sono riuscito a reperire (a parte che costava il doppio del mio Marantz (!)) e che è basato su meccanica e convertitori Philips, a differenza dei recenti modelli Rotel che hanno anche l'HDCD e componenti Burr-brown.
Secondo la tua esperienza, sostituire il Marantz con il Rotel in questione può portare ad un miglioramento interessante o suoneranno, alla fine, in modo simile? Il CDX945 può essere paragonato con i modelli della produzione attuale Rotel tipo l'RCD02 o è un prodotto di fascia economica tipo il mio Marantz (e con quindi i classici difetti che li contraddistinguono?).
Ultima domanda e poi finisco di disturbarti: cosa ne pensi di un lettore CD Docet Lector a 500 Euro? circa il 50% del prezzo di acquisto; si potrebbe tenere in considerazione come sostituzione futura al posto dell'eventuale RCD02?
Scusa ancora per il disturbo e grazie per la risposta.
Ciao
Davide Mayer - E-mail: mayer_d@excite.com

LC
Caro Davide,
il Rotel che citi è senz'altro un passo avanti notevole rispetto al tuo CD 36. Dirò di più, potresti persino cercare qualche modello più vecchio per una cifra simile (bellissimo il 965 BX, ad es.). Io farei il cambio senza pensarci due volte. Qualora il tuo budget potesse arrivare a cifre vicine ai 500 Euro ovviamente la Musica cambierebbe, e di molto. In quella fascia di prezzo non dimenticherei il buon, vecchio Rega Planet, ad esempio.
Infine, se vuoi sentire l'impianto esprimersi PER DAVVERO, tira giù le casse dallo scaffale e mettile su piedistalli. Non c'è cambio di componente che possa darti un miglioramento più sensibile di questo.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Sindrome da upgrade?
Caro Lucio,
ho 36 anni e ormai da quattro sono un affezionato lettore di TNT-Audio. Considero la tua rivista seria ed affidabile e ho sempre ammirato la passione e la pazienza con cui rispondi alle domande di noi audiofili più o meno alle prime armi, ma sempre in cerca di una Risposta Definitiva e del Sacro Graal del Suono...
Dopo aver faticosamente assemblato un impianto che mi sembra discreto, sono stato colto dalla temibile Sindrome da Upgrade e quindi ti scrivo per chiederti un consiglio.
Il mio impianto è il seguente:

La stanza è un soggiorno a forma di rettangolo su cui poggia un trapezio (i diffusori sono sulla base maggiore del trapezio, distanziati di poco meno di 2 metri da tweeter a tweeter e a un metro circa dalla parete di fondo), di circa 18-20 mq. e normalmente arredato. L'impianto genera una scena sonora abbastanza convincente anche se forse non amplissima (i diffusori potrebbero da manuale "sopportare" una distanza quasi doppia...) ma profonda e svincolata dai diffusori e mi sembra equilibrato timbricamente (forse, ma solo con qualche registrazione, un po' "frizzante" in gamma alta); l'unica pecca è forse un basso asciutto e ben articolato ma non particolarmente profondo, specie nelle registrazioni sinfoniche (ascolto TUTTA la classica, jazz e tutti i generi pop-rock tranne hip-hop e heavy metal e affini).
Avevo pensato di cambiare i diffusori ma ho paura che il rimedio sia peggiore del male (e se va in crisi la stanza?). I diffusori a cui avevo pensato sono Thiel CS 3.6, ProAc Response 2.5, Audio Physic Tempo III, da reperire tutti sul mercato dell'usato (budget massimo circa 2500 Euro); gli ultimi 2 li ho ascoltati (ma non nel mio impianto) e mi sono piaciuti molto; le Thiel mi pare abbiano una reputazione immacolata e ho visto che sul web in America si possono trovare usate a prezzi ridicoli (1800/2000 $) rispetto al listino italiano, e anche considerando trasporto e sdoganamento (il 20 % del valore dichiarato?) sarebbero molto convenienti.
Cosa mi consigli? Devo limitarmi a curare la Sindrome di cui sopra?
Ti ringrazio e ti invio un affettuoso saluto e un incoraggiamento a continuare così (ma dove trovi il tempo per tutto quello che fai???).
Alfredo Petrone - E-mail: a_petrone@yahoo.it

LC
Caro Alfredo,
le casse che hai citato sarebbero un buon upgrade per il tuo attuale impianto. In particolare, mi sento di consigliarti le Thiel 3.6, ottime da ogni punto di vista, anche se piuttosto pretenziose in termini di pilotaggio (come quasi tutte le Thiel). Il tuo A50, tuttavia, non dovrebbe avere particolari problemi.
La spedizione dagli Stati Uniti è costosa, sia come trasporto vero e proprio che come tasse. Tuttavia, come giustamente fai osservare tu, i prezzi dell'usato Thiel negli US sono molto bassi (perchè molto più bassi i prezzi del nuovo) per cui alla fine ci si potrebbe stare ancora.
Tieni conto comunque che il passo che ti accingi a compiere è pericoloso, nel senso che sarebbe solo il primo di una lunga serie.
Infatti, con diffusori così trasparenti e rivelatori, prima o poi, sarai costretto (o quasi :-)) a cambiare sorgente, pre, forse il finale e magari anche i cavi d'alimentazione. Insomma, io ti ho messo in guardia, poi decidi tu :-)
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Re: ancora su SACD
Caro Lucio,
non so se deciderai di pubblicare questa mia mail, poichè sull'onda emozionale, ti scrivo per dare personalmente una risposta al sig. Roberto Privitera, che, aprendo la posta della scorsa settimana, cita, con un certo risentimento verbale, anche se in modo non esplicito, le argomentazioni della mia lettera della settimana prima.
Avrei certo preferito che il sig. Privitera si fosse rivolto personalmente a me e magari utilizzando termini differenti, ma tant'è, la discussione ed il confronto sono da sempre un terreno sul quale amo misurarmi.

Dunque, io sono un uomo molto tollerante, e appartengo a quella schiera di persone che può affermare "non sono d'accordo con te, ma lotterei sino alla morte perchè tu possa affermare la tua diversità di opinione" anche se, chiaramente, non apprezzo molto quando dall'altra parte l'atteggiamento non è speculare, poichè si alimentano discussioni che di costruttivo, sensato e coerente hanno ben poco. L'argomento, lo dico per tutti gli altri lettori, è il SACD.
Poichè, dunque, sono abituato a discutere con cognizione di causa e non sembrandomi corretta la chiave di lettura utilizzata dal sig. Roberto, mi permetto di ribattere alla sua missiva, utilizzando lo stesso sistema per punti, contestando le indirette accuse rivoltemi.
- Non posseggo 5 dischi da far ascoltare ai malcapitati amici, ma circa 1000 LP e 1500 CD oltre ad innumerevoli nastri bobina, alcuni dei quali sono preziose e storiche registrazioni dal vivo;
- L'Hardware è il frutto di 25 anni di cambiamenti e aggiunte dettate dalla passione e da piccoli e costanti sacrifici economici, ( per ogni cosa ci vuole sacrificio e pazienza);
- Non ho mai pensato in quella sede di "decantare le molteplici virtù" del mio impianto, l'argomento non era questo, la frase era strettamente connessa ad una personale valutazione sulla bontà della meccanica CDM 1 e della codificazione multibit rispetto alla monobit ; ( bisogna anche saper leggere cogliendo il senso, con l'aiuto della punteggiatura e dell'analisi grammaticale...);
- Sinceramente non mi "prude" alcunchè (ad eccezione forse di qualche puntura di zanzara che in questo periodo ha ricominciato a fare capolino dalle finestre aperte) se non la voglia di confrontarmi sul piano della dialettica, con persone che abbiano una passione "almeno pari alla mia";

Vede, Roberto, qui non è questione di essere sensati o no - ancorchè la Sua "tirata" mi ricordi molto i rabbiosi slogan che si strillavano in piazza, contro i padroni ed il capitalismo - il discorso è leggermente più sottile.
Ammesso che Lei possa essere in grado di stabilire (avendone i mezzi e l'esperienza) quanto di buono ci sia nel SACD, rispetto al CD, è un fatto che lo stesso sia un nuovo standard, e nuovo standard significa nuovo supporto di riproduzione e nuovo supporto significa nuovo hardware.
Nessuno vuole paragonare un utilitaria (quantunque 1500 Euro per un lettore non ne facciano un utilitaria ma una berlina di media cilindrata) con una Mercedes, ma DEVE esserci una giustificazione perchè si decida di cambiare il supporto principe con il quale riprodurre la musica! E la giustificazione quale sarebbe?
Quella di un nuovo tipo di standard che per poter essere apprezzato ha bisogno di una nuova macchina per la riproduzione, oltrechè di un nuovo acquisto dell'intera discografia? A parte ogni considerazione di ordine qualitativo, (che se avrà voglia potremo riprendere) è ovvio, non si tratta del "solo" SACD che acquisto oggi, sia pure a 2 o 3 "miseri" euro in più del CD alto prezzo (che sia detto per inciso, è esageratamente costoso, di conseguenza la questione è come dicevo, di pagare ancor di più, qualcosa di già troppo oneroso) ma del fatto che se voglio godere dei benefici della nuova tecnica, devo riacquistare ogni incisione che mi interessi, ( ammesso che, ne valga la pena ed ovviamente pagandola ad altissimo prezzo). Ma dove si scivola, me lo permetta, nel ridicolo è quando si afferma che "le case discografiche sono stanche di perdere introiti con la pirateria".
Poveri discografici, dopo un costante piagnisteo, iniziato 25-30 anni fa, quando, anche questo sia detto per inciso, i masterizzatori erano ancora di la dall' essere inventati, e l'unica forma di "pirateria" era l'incisione di una cassetta stereo 4 per uso personale, oggi si permettono di vendere CD e cassette a prezzi stratosferici, tanto i gonzi che vogliono acquistare musica, DEVONO farlo alle loro condizioni, ivi compresa quella immorale, indegna e legalmente inaccettabile, di "sporcare" i CD con segnali anticopia.
Provassero a vendere per esempio a 10 euro, cifra assolutamente commisurata per eccesso al valore del prodotto, ( ma poi sull'importo si potrebbe discutere ) i CD di ultima generazione, e non solo quelli del catalogo di 20 anni fa, chi mai rischierebbe di acquistare a 5 euro i CD contraffatti alla bancarella all'angolo e senza alcuna garanzia?
Quanti CD al mese i nostri discografici pensano possano essere acquistati dall'utente medio ed appassionato nonchè spesso padre di famiglia, al prezzo di 25 o 30 euro l'uno? Certamente che il SACD non ha ( non ancora, ma abbiate fede.. ) i files anticopia, tanto devo riacquistare la medesima incisione nel nuovo formato se voglio ascoltarla con i benefici della nuova tecnologia, ( ripeto sempre ammesso che ci siano e secondo me non ci sono ) avendo così, di fatto, acquistato due volte lo stesso prodotto, ( o tre volte se in passato si è acquistata la cassetta) ed allora giacchè ci siamo sforniamo due o tre nuovi standard, così acquisteremo due o tre nuovi tipi i macchine e due o tre nuovi tipi di supporti con la medesima musica incisa......."tanto per 2 o 3 miseri euro in più c'è ancora chi si domanda se valga la pena di?"...
Questo si che è scandaloso, altro che "hardware da nababbi"!
Ma non vorrei divagare, l'oscenità delle case discografiche e delle grandi Company è sotto gli occhi di tutti e non c'è bisogno che mi dilunghi sull'argomento, cercherò di rimanere in tema. E' una Sua libera interpretazione quella che qualcuno voglia allontanare i neofiti dal nuovo formato "a prescindere"?
Non è certo "stupido oscurantismo" quello di chi, mette sull'avviso tutti, ricordando che siccome in passato gli standard che hanno provato ( con le anzidette premesse ) ad affermarsi sono stati più di uno, con catastrofiche conseguenze per le tasche di tutti, è bene che oggi si proceda "con i piedi di piombo" per evitare, come diceva anche Lucio, che l'Hardware ed il Software della nuova tecnologia diventino fra qualche anno merce rara, buona solo per documentare i vari standard succedutisi nel tempo.
Questo si chiama buon senso!
Poi, ognuno è libero di spendere i propri soldi come vuole, ci mancherebbe altro, cosi come pure di ascoltare ciò che vuole con lo standard che vuole e con le "macchine da musica" che vuole, senza per questo sentirsi autorizzato a considerare gli altri come oscurantisti.
Per riprendere il parallelo con il settore automobilistico, ci sarà sempre qualcuno che valuterà (con quanta buona fede è tutto da dimostrare) 2 o 3000 Euro una Ferrari 250 GTO, la quale, e bene ricordarlo, vale almeno dieci volte tanto in condizioni di relitto!
La libertà è ancora uno dei beni di cui si gode in democrazia, ma lo svilire qualsivoglia oggetto, soprattutto dal punto di vista della valutazione, peraltro non supportata da argomenti convincenti, e figlia di quel malessere del mercato che porta poi al disinteresse ed alla caduta verticale delle vendite.
E l'introdurre nuovi standard con tutto il corollario di software in modo indiscriminato e senza argomenti convincenti soprattutto alla ragione dell'udito, solo per una miope politica di tornaconto commerciale, è discorso assolutamente analogo.
Perchè è di questo che si tratta.
O la nuova tecnologia è qualitativamente molto superiore alla precedente, così da renderla obsoleta "seduta stante" e tale da giustificare grossi investimenti personali nell'hardware e più ancora nel software, o è semplicemente un altro dei tanti esperimenti, buoni solo per far discutere gli appassionati ed indurli a spendere ancora.
Se, a suo tempo, un pregio ebbe il CD, fu giustappunto quello di "innovare" il modo di ascoltare, niente più macchinose messe a punto di giradischi, niente più testine "fragili" e, soprattutto, niente più dischi delicati, ( sebbene si sia capito che le ottimistiche affermazioni iniziali, secondo cui il CD poteva essere maltrattato, erano un tantino esagerate) solo silenzio tra una nota e l'altra condizione considerata come un grande pregio, ed una grande dinamica e praticità d'uso. Le pare poco?
Altrettanto si può dire del SACD nei confronti del CD?

Devo confessarLe che mi sarebbe piaciuto di più intavolare un discorso sulle intrinseche potenzialità e qualità musicali del SACD, e lo spirito della mia precedente mail era appunto quello di poter scambiare opinioni con altri appassionati, ( il mio indirizzo è comunque a disposizione di tutti ) ma il malcelato fastidio che traspare dalla Sua missiva, mi ha indotto a ribattere alle Sue accuse che alla luce delle considerazioni fatte, ritengo essere infondate ed un tantino precipitose.
Il copione è quello a cui già anni fa assistemmo per il lancio del CD e si ripete immutabile, anche se, dopo anni si è capito che le macchine per ascoltare degnamente questa fonte sarebbero state necessariamente costose e raffinate, e che, non suonavano tutte uguali, così come pure le incisioni, che la distanza con l'analogico è rimasta di fatto "quasi" incolmabile, ( salvo pochissime eccezioni ) e non parlo certo della praticità, della dinamica o della silenziosità del CD, e non per questo chi preferisce l'analogico è certamente un retrogrado oscurantista, e chi preferisce il digitale è sicuramente un progressista senza orecchie...!
Le due tecniche convivono, così come pure le due "correnti" convergono in una unica e smisurata passione, quella del "ben riprodurre" la tanto amata musica.
E' in quest'ottica, dunque, che si dovrebbe lavorare, remando dalla stessa parte, sempre aperti al dialogo e pronti a tornare sulle proprie posizioni, se necessario, ma, con la ragione dell'udito e la forza delle logiche argomentazioni, non certo delle affermazioni apodittiche,( e mi creda, noi appassionati abbiamo più di un arma, prima fra tutte quella del travaso di esperienze ) diversamente, il Dio dell'HiFi, ci punirà senza pietà alcuna, collegandoci ad un "compatto" EUROPHON dotato di testina piezoelettrica, con una tragica cuffia di SELEZIONE legati ad una sedia, mentre in "repeat" il disco "Fin che la barca va" di Orietta Berti, si consumerà, e così avanti, fin che morte non sopraggiunga......
Cordialmente.
Daniele Fingo - E-mail: Daniele330@interfree.it

LC
Caro Daniele,
la tua lucida analisi credo non abbia bisogno di alcun addendum da parte mia.
Grazie per il prezioso contributo. Continuiamo a tenere le mani ben salde sui portafogli.
Lucio Cadeddu

Fatica d'ascolto
Carissimo e pazientissimo Direttore,
prima di tutto, colgo l'occasione per ringraziarLa per il consiglio risalente a circa un anno fa....grazie al quale ho risolto in gran parte le mie "pene" audiofile.....
Tuttavia, torno ad approfittare della sua pazienza perchè c'è ancora qualcosa che non funziona per il verso giusto.
Ma andiamo per gradi e, sebbene la cosa sia intrinsecamente antipatica, Le presento il mio sistema. Sorgente Marantz cd 17 kis (prima serie), pre Audioresearch ls 2, ampli Mark Levinson n. 29...e diffusori (sapientemente consigliati da Lei) Tannoy Stirling TW (quelle con il sughero !!). Cavi si segnale Madrigal (gel) e potenza YBA Diamond.
L'ambiente, di medie dimensioni, è trattato con tende, moquette e due colonne di tube traps posti negli spigoli retrostanti ai diffusori. Come potrà immaginare, per le peculiarità proprie del sistema, il suono è molto naturale tendente al chiaro e ben si sposa con la personalità dei diffusori.
Tuttavia restano diverse perplessità riguardo la gamma media e medio- alta, spesso e volentieri eccessivamente asciutta, vetrosa e, quindi affaticante...!! Spesso si ha l'impressione di una mancanza di amalgama tra le varie gamme di frequenze...come dire...da un lato le basse...da un lato le alte....Ho provato a sostituire l'unica valvola del pre.......diversi cavi....ma il problema di fondo resta......
Ma la sorpresa maggiore l'ho avuta collegando al mio sistema un........GIRADISCHI ANALOGICO e relativo pre fono......Ebbene........La fatica d'ascolto...E' SCOMPARSA.....lasciando il posto ad un suono caldo e neutro al tempo stesso, dinamico, reale.....insomma......tutta un'altra MUSICA!!!!
Lei dirà.......bhe.....la soluzione l'hai trovata da solo no?......Purtroppo non ho intenzione di passare all'analogico, anche in virtù della quantità di cd in mio possesso.....e per altri motivi lunghi da illustrare.
Comunque una cosa è certa......inizio ad avere GROSSE perplessità sulla qualità del lettore in mio possesso....anche per aver trovato in rete dei giudizi davvero pessimi (a differenza di quanti al tempo descrissero il cd 17 kis come una delle macchine più musicali sul mercato).
Lei che ne pensa? Cosa mi consiglia di fare? Possibile che sia solo questione di sorgente?......e nel caso...come muoversi? Ultimamente, soprattutto dopo aver sostituito su suo consiglio i diffusori, ho seguito poco il mercato e francamente non saprei come orientarmi per una intelligente (e non dissanguante) sostituzione del lettore.....
Distinti saluti.
Daniele D'Amico - E-mail: logika62@hotmail.com

LC
Caro Daniele,
se il cambio di sorgente, da digitale ad analogica, ha sortito l'effetto sperato...il problema è proprio il lettore CD. Non dico che sia cattivo (non lo è) solo che magari per un crudele incastro di personalità sonore non è la scelta più adatta per la tua catena. Personalmente, qualche perplessità me la fornisce pure il pre LS 2 ma di questo parleremo più avanti.
Ti serve un lettore dal suono caldo e morbido, mi pare di capire. Ebbene, ci sono tante possibili scelte, nell'usato. Un lettore Meridian, ad es., ha le caratteristiche che cerchi, così pure un Naim o un Rega. Questi si trovano anche nuovi, ovvio, ma a prezzi...alti (a parte Rega).
La vendita del 17 KIS, ancora piuttosto ricercato, dovrebbe darti margini di manovra abbastanza ampi. Non mi dici quanto puoi spendere quindi mi vien difficile andare oltre.
Per quanto riguarda il pre - SOLO IN UN SECONDO MOMENTO - opterei per un Mark Levinson, che sia degno compagno dell'eeccellente N. 29 (d es. il 26S). A dirla tutta, a me non piace neppure tanto il cavo YBA Diamond...ma si tratta di gusti personali e, comunque, di problemi assolutamente marginali rispetto a quello della sorgente.
In conclusione: guardati un po' intorno, vedi cosa riesci a trovare ed ascoltare e sentiamoci di nuovo.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Testine per due giradischi
Caro Direttore,
vorrei innanzitutto dirTi ancora una volta grazie per tutto ciò che fai per noi e per avermi ridato la voglia di ricostruire un impianto per sentire decentemente musica.
Sono quel lettore che possiede un Garrard Zero 100SB (perennemente in attesa di un amico che dovrebbe aiutarmi nel restauro), collegato ad un ampli Pioneer A-66X (disossidato e merlinizzato) e una coppia di casse Indiana Line 5/30; cavo di segnale Monster Interlink 3 MK2, cavo di potenza TNT-Star; ometto per brevità i dettagli delle altre sorgenti.
Sono abbastanza soddisfatto della parte digitale del'impianto; temo che miglioramenti sostanziali, ampli a parte, richiederebbero di traslocare in una casa con una stanza in più, perchè attualmente l'impianto è ospitato in una libreria, peraltro estremamente rigida e massiccia, zeppa di libri e con le casse in posizione "decente".
In aggiunta al Garrard è in arrivo un Grundig PS-2500, comprato su ebay.de su consiglio dello stesso amico analogista di cui sopra. I miei vinili includono musica sinfonica, da camera, rock sinfonico anni 70 e un po' di jazz, sia acustico che fusion, più tutti i dischi dei Beatles.
Che testine potrei montare sui due giradischi? Attualmente il Garrard ha una Shure M95, comprata con stilo HE e successivamente sostituito con un ED. Tra parentesi, ho comprato qualche tempo fa un'altro stilo di ricambio da Radio Shack, ma, a dispetto di quanto diceva il sito, ho purtroppo scoperto che non è originale Shure. Può essere una buona idea cercare il ricambio originale o è opportuno passare ad un'altra testina?
In particolare, ho letto della Tua raccomandazione per le Grado economiche (Prestige?), ma quale "modello/colore" scegliere? Nero, blu, rosso, argento? Avvicinandosi ai 100 euro, potrebbe essere preferibile la Shure M94 o altro?
In aggiunta, ci sono testine tra quelle citate che "preferiscono" giradischi a telaio rigido o sospeso? Mi scuso come al solito per le numerose domande e Ti ringrazio anticipatamente.

P.S. Tempo addietro Ti avevo scritto raccontando di una potenziale attività di TNT-Piemonte per costruire un cavo UBYTE-I e recensirlo. Volevo solo dire che la cosa è miseramente fallita dopo lunghe ricerche di un cavo sat appropriato; sto pertanto cercando di procurarmi un cavo Belden con isolamento in teflon/schiuma di teflon per fare qualche esperimento (è un progetto di Jon Risch).
Massimo - E-mail riservato

LC
Caro Massimo,
azzardo un consiglio non richiesto: a meno che tu non abbia impellente necessità di 2 giradischi (non credo faccia il DJ con Mozart :-)) perchè non venderli entrambi in favore di qualcosa di MEGLIO? Penso a qualche buon giradischi moderno, tipo Linn Axis, Rega Planar, Project....si trovano usati a cifre assolutamente umane e la vendita dei due rispettabilissimi cimeli potrebbe fruttarti qualcosa. Così, anzichè acquistare una seconda testina, avresti solo la spesa di un giradischi "buono".
Addirittura, arrivo a consigliarti un ProJect Debut II NUOVO. Equipaggiato di braccio e testina Ortofon OM-5 (da 35 Euro di valore) ti costa, già montato e regolato, circa 230 Euro.

Comunque sia, qualora restassi della stessa idea, per quanto riguarda i pick-up, puoi senz'altro orientarti verso la Grado Silver (110 Euro di listino). Il ricambio per la Shure, anche se non originale, non dovrebbe essere drammaticamente peggiore di quello marcato dalla casa.
Non mi risulta ci siano testine che preferiscano i telai sospesi al posto di quelli rigidi, diciamo che l'accoppiamento va fatto col braccio, non con la base. E' chiaro che, in seconda battuta, tutto il sistema entra in gioco (per una questione di risonanze) ma fossi in te non mi preoccuperei più di tanto, allo stato attuale delle cose.
Tienimi aggiornato,
Lucio Cadeddu

Suggerimento per un finale
Innanzi tutto vorrei dire che sono molto lieto di avervi trovato, trovo molto interessante i vostri "articoli" in merito a tutte le problematiche di un impianto hi-end.
Da quando ho iniziato a lavorare, ho iniziato ha cercare, ascoltare, provare (quando possibile) varie marche di prodotti per soddisfare la mia passione nella riproduzione musicale.
Dopo vari cambi in questi ultimi 15 anni ora il mio impianto è composto da un sistema Copland: cd 266, pre 301MK2 finale 515 cablato viper audioquest. Come casse, essendo un amatore della trasparenza, Martin Logan Ascent con cavi MIT Terminator 2 da 12ft. Come sorgente analogica recentemente ho preso un Wilson Benesch Circle con il suo bel braccio act0.5 e una testina Benz ACE H.
Ora.....L'impianto cosi composto suona abbastanza bene, ho passato diverse ore di ascolto per trovare la posizione adatta dei diffusori, e sono anche riuscito tramite dei q-damp della ART sotto le punte delle casse a far migliorare notevolmente il comportamento del basso ma sono sicuro che questi diffusori possano dare molto di più.
Recentemente ho provato l'integrato Krell kav 300il, sia come integrato sia come finale utilizzanto il mio pre e in questa ultima configurazione la resa sonora era migliorata sia come controllo dei bassi sia come dettaglio, sia come dinamica, non un miracolo ma meglio di prima si.
Ora credo di aver capito che per migliorare la resa dei miei diffusori devo sostituire il finale, ma con cosa? Potrei pensare di provare un Krell KAV 2250 nuovo, oppure potrebbe andare bene anche un kav 250a usato?
Magari un THRESHOLD T400 tutto in classe a? Oppure un CHORD 1200e?
Oppure un AM Audio 50 Reference, o magari una coppia di 80 reference? (Sono andato a Vigevano a sentire il 50 si, be, ma, di brividi pochini ma pensando bene a quanto costa....... magari dentro la mia catena...., purtroppo però non sono propensi ad far uscire delle macchine in prova, peccato).
La cosa ideale sarebbe di provare un po' di tutto a casa ma come si fa?
Non tutti sono propensi ad affidare una macchina di migliaia di euro in prova.
Quello che vorrei da voi è una strada da percorrere, una indicazione, un prodotto dal prezzo umano che faccia urlare i miei diffusori come meritano.
Lorenzo - E-mail: lorenzo.ravo@tin.it

LC
Caro Lorenzo,
da un appassionato Copland mai mi sarei aspettato un giudizio così benevolo sul
Krell KAV 300 da me recensito qualche anno fa.
Non fraintendermi, è che si tratta di due scuole di pensiero (e di suono) MOLTO distanti tra loro.
Già che ti è piaciuto quel suono, cerca di stare con Krell. Escluderei i due finali KAV, di personalità un po' diversa rispetto all'integrato, e punterei su un vecchio KSA (50 o 100), ad esempio. Si trovano per cifre oscillanti tra i 2000 ed i 3000 Euro e sono, secondo me, tra le amplificazioni Krell meglio riuscite.
La frase con la quale hai chiuso la tua missiva mi ha però lasciato un po' perplesso...ricordati che le tue Martin Logan non devono URLARE, ma cantare. Forse ho capito male o ti sei espresso male....ma qualora fosse quello il tuo desiderio, certo non sarebbe Martin Logan il prodotto più adatto (e neppure Copland).
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Nuovi diffusori
Spett.le Direzione TNT-AUDIO
innanzitutto complimenti per il sito, sono oramai 3 anni che lo conosco e lo trovo sempre interessante. La mia catena d'ascolto è così composta:

Questo impianto non mi ha mai soddisfatto per i bassi, non precisi, non veloci, poco definiti, spanciati e un po' troppo "bassi" forse a causa del sub delle casse.
Del resto non mi ha soddisfatto neanche nei passaggi rock più impegnativi, corali, dove il suono risulta impastato, poco aperto.
Mi sono recato da un rivenditore hi-fi che ha individuato nelle casse l'anello debole dell'impianto. Mi ha consigliato l'acquisto delle "Totem Acoustic arro" sconsigliandomi altre casse più economiche in quanto "non ne varrebbe la pena". Mi ha altresì riferito che così strutturato l'impianto vedeva uno "sbilanciamento qualitativo" verso il resto dei componenti e mi consigliava perciò, con il tempo, la loro sostituzione con degli "Exposure serie 2010, ampli e cd".
Ora mi manca un suo autorevole parere su questo ipotetico nuovo impianto, posto in una stanza di M 5,20 x 4,80, altezza M3,40 ammobiliata su 3 pareti. Il nuovo impianto così composto sarebbe ben interfacciato??
Michele Bastianelli - E-mail: mi.bas@libero.it

LC
Caro Michele
pur col sospetto latente che tale insoddisfazione sui bassi sia causata da un non corretto posizionamento/interfacciamento con l'ambiente d'ascolto, non posso fare altro che confermare quanto detto dal commerciante da te interpellato.
Le Totem Arro sono degli ottimi diffusori, certamente di classe più elevata rispetto alle Chario Synthar 100T...d'altra parte stiamo parlando di 1660 Euro contro 660!!! A me piacciono, le trovo molto veloci, precise ed equilibrate. Per il mio gusto personale avrei preferito un po' di basso più profondo ma il woofer da 11 non può certo fare miracoli (e fa già tantissimo!).
Prova a chiedere un ascolto a casa tua nella tua catena.
Per quanto riguarda le elettroniche, certo prima o poi saranno da upgradare ma meglio non mettere troppa carne al fuoco tutta insieme, si rischia molto fumo e poco arrosto ;-)
Semmai, ascolta bene le casse, se ti piacciono prendile e convivici per un bel po' di tempo, poi si vedrà.
Tienimi al corrente,
Lucio Cadeddu

Flagello attivo
Gentilissimo Direttore,
parto subito di slancio con qualche complimento per la Sua rivista e la redazione in toto, in quanto danno un qualche senso all'esistenza stessa di internet. Non lo prenda quale bieco tentativo di "captatio benevolentiae" nei Suoi confronti, ma come stima doverosa.
Doverosa in quanto è proprio grazie a Lei e alla sua attività che sono passato dalla scuola di chi sta a sentire a quella più rinomata di chi vuole ascoltare. Stiamo sempre parlando di Hi-fi..., però è indicativo di un approccio, più consapevole e intelligente, verso il mondo, che va ben al di là dell'alta fedeltà stessa.
Premetto che sono ancora giovane e inesperto, perciò chiedo venia per le mie ingenuità intellettuali nonchè per le mie miserie pecuniarie.
Prendo allora a narrare la storia di un ragazzo che una decina d'anni fa acquistò il suo primo vero impianto, formato da ampli Technics SU-V500, lettore CD sempre della stessa, modello SL-PD370 e diffusori Indiana Line 033. Come brillavano gli occhi suoi alla visione di tanta grazia non Le sto a dire...Ma passarono gli anni ed il ragazzo crebbe e maturò al sole delle tante ore trascorse ad ascoltare musica. Musica di genere pop (Ebbene sì, i famigerati Festivalbar), disco, country ( John Denver ), leggera in generale ( Eric Clapton, Lynard Skynard, Oasis, Bee Gees, ecc.), in quantità industriale.
Con il tempo mi sono accorto di quanto fosse però affaticante e in definitiva poco appagante quel tanto apprezzato impiantino di primo pelo. In una stanzettina 4x3.5 m, soffitti di 3 m, i bassi mi sembravano ridondanti e insistenti anche se potenti, una media frequenza a dir poco inesistente, nonchè alti metallici, striduli e artefatti.
Naturalmente una scena stereo penosa anche per un orecchio profano. Tuttavia diedi, per molti anni, la causa dei miei deludenti riscontri alle mie stesse orecchie, incapaci di capire il bel suono. Di recente però ho acquistato un paio di Wharfedale 7.1 pro, scandalosamente in offerta ad una cifra irrisoria in un ipermercato, e ho cominciato ad apprezzare le differenze, finalmente!
Di botto ho cambiato anche i cavi di segnale e di potenza, non ho idea se sono buoni o no, ma dal momento che qualche risultato l'ho verificato, sono sicuramente meglio dei precedenti. In un impeto di follia ho cambiato anche l'integrato, rimpiazzandolo con un Aeron A-4, ampli di cui tutti giudicano il prezzo irrisorio, nessuno lo ha mai visto ne' ascoltato ma di cui sono e rimango fermamente convinto: di sicuro è stata però una scelta rischiosa.
Tuttavia, ora come ora, riesco ad apprezzare la musica che ascolto come mai prima, finalmente un suono caldo, garbato ma vivo e coinvolgente. Dopo tutto questo sproloquio mordo il nocciolo: se l'evoluzione dovesse avere seguito dove potrei mettere, con giudizio, le mani?
Per avere una maggiore autorevolezza in gamma bassa, che le piccole inglesi non possono offrire, mi converrebbe paventare l'idea di un subwoofer attivo, cui peraltro l'ampli è predisposto (uscita dedicata con taglio selezionabile a 80/120 Hz)? Pensavo ad un Eltax Atomic 8...Oppure, dal momento che mi ingombrano ancora per casa le Indiana Line, sarebbe sensato pensare ad un ampli finale ( anche car-stereo ) collegato all'output per il subwoofer dell' Aeron che alimenti le mie vecchie casse prodighe di bassi?
In tal modo le verrei ad utilizzare come subwoofer amplificato, oppure ho detto una eresia e merito un flegello? Una sorgente CD "intelligente" potrebbe essere Teac CD-P1850?
La ringrazio ancora per la paziente attenzione che potrà dedicarmi,
Distinti saluti.
Maurizio Gaffoglio - E-mail: ilgaffo@hotmail.com

LC
Caro Maurizio,
fossi in te abbandonerei l'idea del sub attivo e delle Indiana Line usate come sub. La prima scelta non mi trova d'accordo perchè le 7.1 non hanno un basso molto profondo e, regolando il taglio del sub in modo da essere acusticamente invisibile, rischieresti di avere una risposta in gamma bassa tutt'altro che omogenea. Mi è capitato molte volte di sentire piccoli satelliti mortificati dalla presenza di un sub.
Semmai, meglio vendere le casse (le due coppie) e con la cifra stanziata per il sub acquistare qualcosa di più "robusto" in gamma bassa.
La seconda soluzione (casse usate come sub) è da scartare perchè il subwoofer è un'altra cosa. Non solo, ma l'adozione di un finale car (e relativa alimentazione ben dimensionata) è scomoda, costosa, poco pratica e pure mal suonante.
In alternativa, potresti tenere le Wharfedale in attesa di tempi migliori e sostituire il lettore CD con qualcosa di usato, ma migliore. Già con 400-450 Euro si prende un Planet prima serie usato, un Marantz CD 63/67 KIS lo trovi anche per meno e così un Rotel 930/955/956. Pensaci, fatti un giro per negozi o in Rete e tienici aggiornati sugli sviluppi.
Grazie per le belle parole sul nostro umile operato.
Lucio Cadeddu

Consigli al femminile

Salve Lucio,
esordisco con i più sinceri complimenti e ringraziamenti per il lavoro che Tu e gli altri elementi della redazione profondete ogni giorno nella rivista.
Finalmente si sono create le condizioni (complice anche la laurea) per poter pensare seriamente ad un vero impianto Hi-Fi. Con l'aiuto della tua rivista e di altre del settore, ho individuato alcune possibili scelte.

DIFFUSORI: Sonus Faber Cremona Auditor - AM Audio Rubini - Aliante ONE ZETA, ognuna con il proprio supporto dedicato. AMPLI-CD: AM Audio PA-25 Reference S2 + Rega Planet 2000 Silver
CAVI: Da valutare una volta rifinito il posizionamento in ambiente dei diffusori. Per ora autocostruzione (by TNT-Audio).
La sistemazione dei diffusori (in ROSSO) dovrebbe essere, in linea di massima, quella riportata in pianta; il soffitto è trattato acusticamente con intonaco fonoassorbente, la parete dietro i diffusori è resa meno riflettente con quadri dipinti su tela.
Prima di tutto vorrei chiedere la tua opinione circa la scelta fatta sul posizionamento dei diffusori. Pensi che le loro qualità possano essere in qualche modo mortificate dall'asimmetria "di condizioni a contorno" nella quale si troverebbero a lavorare (da una parte una parete vicina, dall'altra una lontana), pensi inoltre che siano compatibili con l'ambiente che li dovrà ospitare?
Quale tra questi vedi meglio con la combinazione Ampli-CD indicata?
Un ultimo consiglio riguarda la scelta Ampli-CD, pensi sia meglio invertire tra ampli e CD i budgets rispettivamente destinati (per esempio Audio Analogue PUCCINI S.E. (usato) + North Star Design Tranport 192 + North Star Design Model 192).
Ringrazio anticipatamente per i consigli, sperando (se questo mail venisse pubblicato nella rubrica della posta) che se pur riferiti in particolare alla mia situazione, questi siano utili anche ad altri lettori.
Valentina Forte - E-mail: valentina.forte@tin.it

LC
Cara Valentina,
la cortesia e lo stile pulito della tua missiva, unite ad una pianta dell'ambiente assolutamente perfetta per precisione, dimensioni e particolari, mi fa pensare che tu debba essere una donna per davvero, di quelle poche che si interessano di HiFi :-)
In caso contrario, la tua parte femminile sta avendo la meglio su quella maschile, occhio :-)

Gli apparecchi che hai scelto sono tutti di ottima caratura, lascerei al tuo orecchio ed al tuo gusto la scelta tra i tre modelli di diffusori. Per ampli e CD, vedo bene la scelta AM Audio - Planet.
Tieni conto che il Planet 2000 è stato appena sostituito dal Planet 3, quindi magari si può spuntare un prezzo più basso.
La posizione, lasciando fuori la parte più ampia del locale, dove tavolo e pianoforte potrebbero essere più d'intralcio che altro, non mi pare malvagia, a patto che la distanza dalla parete posteriore sia accettabile (almeno 50 cm).
L'asimmetria delle distanze dalle pareti laterali può causare un certo rinforzo nell'emissione del diffusore sinistro, rinforzo forse in parte addomesticabile con una certa dose di "toe-in", come il tuo disegno peraltro ha già previsto.
Infine, tenuto conto della caratura dei diffusori in gioco e della loro sensibilità all'amplificazione che li pilota, escluderei un downgrading dell'amplificatore in favore di una sorgente un po' migliore.
Tienimi aggiornato,
Lucio Cadeddu

Addio Home Theater!
Caro direttore complimenti per l'iniziativa editoriale, il suo è uno dei migliori esempi di pubblicazioni sulla rete e nn mi riferisco solo al settore in questione.

Da qualche giorno mi sento più libero e leggero! Non sto facendo una dieta, ho semplicemente smontato il mio impianto home theatre! Avevo il soggiorno "tutto tempestato" di diffusori, cavi, supporti, e il risultato? Qualche suono che proveniva da dietro!! Tutto qui!
Ho permutato il tutto con un ampli stereo Marantz PM 7200, diffusori B&W CDM1 se, supporti Solid Steel, e cavi.
Risultato : con solo due diffusori anche guardano i film l'audio è molto piu coinvolgente.
Ore vorrei porle un paio di quesiti.

  1. L'ampli può funzionare sia in classe AB (95 w ) che in classe "A" (25 W), ma a me pare che la potenza che esce dai diffusori, a parità di volume (manopola), sia la stessa sia in classe A che in classe AB. Possibile?
  2. Vorrei acquistare un lettore cd (usato?) spesa circa 350 Euro, cosa mi consiglia? La stanza è 5,5 x 4 e i diffusori sono sul lato lungo distanziati 2 metri e distanti 50 cm dalla parete di fondo.
Saluti
Roberto - E-mail: rbabbi@interfashion.it

LC
Caro Roberto,
vedo con piacere che più di una persona si sta rendendo conto che ciò vado predicando da tempo non è così "eretico" come sembrerebbe a prima vista. Meglio due canali "buoni" che 5 scadenti, anche per l'utilizzo Home Theater! Il vantaggio, oltre che qualitativo, è "quantitativo" nel senso che si riduce drasticamente la quantità di scatolotti e cavi presenti in sala, con grandi "plus" in termini di WAF e, perchè no, di inquinamento elettromagnetico. Tanta gente si fa paranoie infondate sull'uso dei telefonini e poi magari non si pone problemi a riempirsi la casa di cavi elettrici, magneti ed apparecchi elettronici...e tutto per vedere un film ogni tanto! :-)

Per quanto riguarda le tue domande: si, è abbastanza normale che, se non sfrutti tutta la potenza del tuo ampli, sia in modalità 25W che 95W il tuo ampli produca, a parità di posizione della manopola del volume, la stessa pressione sonora. Probabilmente usi, in media, solo una piccola porzione di quei 25 watt (che, comunque, non sono pochi). Questo la dice lunga sulla potenza effettiva di cui abbiamo realmente bisogno in ambiente domestico, con diffusori mediamente sensibili :-)
Per quanto riguarda il lettore CD, qualora riuscissi ad arrivare a 400 Euro potresti cercare un Rega Planet usato. In alternativa, i soliti noti di Rotel, Marantz, Arcam e NAD.
Non dimenticare i cavi, sia di segnale che ti potenza. Se non puoi spendere, pensa all'autocostruzione.
Buon ascolto e tienimi aggiornato sugli sviluppi!
Lucio Cadeddu

ATTENZIONE!!! Pregasi leggere prima le Istruzioni per l'uso
Per le domande più generali leggete prima la rubrica Adeste Fideles!
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