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Lettere alla Redazione

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I volumi della posta precedente

  1. Ambiente e progresso
  2. Ulteriori sottopunte DIY
  3. Tecnicaglie, upgradite e polemiche
  4. Musica e bicicletta
  5. Chiarimenti
  6. Primo impianto
  7. Ah, il sughero!
  8. Cavi Pirelli ScreenFlex: dove trovarli
  9. HiFi Usata
  10. Cairn Fog

Ambiente e progresso
Caro Direttore & Carissima Redazione,
Grazie per la passione con cui portate avanti il vostro lavoro, e per la capacità di trasmetterla ai vostri lettori.
Di recente ho cambiato casa e finalmente ho realizzato una stanza dedicata esclusivamente alla riproduzione sonora, dopo aver trovato la posizione migliore per i diffusori ed il punto di ascolto mi sono dedicato alla correzione dell'ambiente per mezzo dell'utilizzo di trappole acustiche autocostruite, il risultato di 4 mesi di lavoro è stato notevole, i diffusori sono letteralmente spariti, la scena sonora si è allargata ed ha assunto una notevole profondità, l' emissione è diventata più trasparente e naturale, tutto questo non ha modificato le caratteristiche dei vari componenti, ma ha loro permesso di esprimersi al meglio (ho documentato le varie fasi del trattamento, e nello spirito dell' editoriale sull' open source vorrei chiederti di pubblicare un mio articolo su tale esperienza).
In termini di vile denaro, ritengo che il raggiungimento di un simile risultato con la sola sostituzione dei componenti sarebbe costata una cifra molto al di fuori della mia portata.

Consentimi ora di aggiungere la mia voce alla discussione sui nuovi formati audio. E' innegabile che ci siano notevoli interessi economici dietro all' introduzione dei formati ad alta risoluzione, ma d' altro canto il progresso tecnologico è permesso solo dal fatto che coloro che investono in ricerca possano avere un ritorno economico dall' innovazione tecnologica, sono poi gli utenti finali (in poche parole noi) a decidere il successo di un formato (es. VHS) o di relegare alcune innovazioni al solo mercato professionale (es. DAT) e spesso siamo noi utenti di massa a promuovere il prodotto peggiore.
Il formato CD-AUDIO ora ha raggiunto la maturità, dalla sala di registrazione alla riproduzione domestica possiamo dire di essere allo stato dell'arte, la potenza di calcolo disponibile agli odierni microprocessori consente un completo trattamento in tempo reale del segnale PCM 16 bit 44.1 Khz, ma ci sono voluti 20 anni suonati per raggiungere questi livelli; al tempo dell' introduzione del CD-AUDIO si sono dovuti accettare dei compromessi dovuti alla massima densità di informazione registrabile sul supporto ed alla capacità di elaborazione del segnale; ora siamo pronti per un nuovo standard che ci porti al passo con i tempi, ciò richiederà un adeguamento dei sistemi di registrazione, specialmente per il formato SACD che utilizza master DSD rispetto al formato DVD-A ancora legato al PCM, il raffronto noi audiofili non lo dovremo fare con materiale storico (es. la versione SACD delle Variazioni Goldberg di Glenn Gould), ma da nuove registrazioni allo stato dell' arte, cercando di capire in maniera oggettiva pregi e difetti dei vari formati; di sicuro poi non getteremo alle ortiche la nostra intera collezione di LP e CD (per chi volesse farlo sono disposto a curare personalmente e senza onere alcuno lo smaltimento di tali raccolte) ma ci limiteremo a ricomprarci ciò che ne vale veramente la pena.
Grazie per l'ospitalità e Buoni Ascolti.
Tiziano Costa - E-mail: rodela@iol.it

LC
Caro Tiziano,
finalmente una conferma del fatto che senza curare l'ambiente d'ascolto è inutile spendere soldi in componenti molto costosi. Spesso ci si dimentica di questo "piccolo" particolare. C'è anche da dire che molto spesso l'ambiente d'ascolto è del tipo "non esclusivo" per cui i compromessi da accettare sono tanti ed insuperabili.
Però, per ogni cosa, deve esistere il giusto compromesso ed il buon senso: ancora troppo spesso ricevo lettere di persone che credono di poter ottenere buone prestazioni "accontentandosi" di posizionare la casse su scaffali ad altezze da canestro di basket :-)

Per quanto riguarda i nuovi formati, sono d'accordo con quel che dici, il vero problema è che qui ci si vuole convincere che i lettori "leggo_tutto_io_anche_il_formato_Braille" siano migliori di qualunque lettore CD anche nella lettura degli stessi CD.
E' probabile che il DSD sia un migliore standard di registrazione...ma quanti master DSD ci sono sul mercato?
Grazie del contributo,
Lucio Cadeddu

Ulteriori sottopunte DIY
Ciao Lucio,
innanzitutto i doverosi ringraziamenti e complimenti: forza ragazzi continuate così!
Mi è venuta la prima idea balzana da audiofilo pazzo squattrinato: ho appena comprato delle bellissime punte in ottone, dopo mesi di attesa, ma i sottopunta ancora non erano arrivati al negozio, così arrovellandomi sono giunto alla seguente conclusione: I TAPPI METALLICI DELLE BOTTIGLIE DI OLIO (Sapio nel mio caso).
Pensaci un attimo:sono perfetti, non c'è bisogno di usare il trapano come nelle monetine (per fare il buchino), perchè tempo 1 giorno si forma un incavo naturale nel metallo che costituisce i tappi, abbastanza profondo da non far scappare le punte ma non abbastanza per eliminare l'"effetto punta", inoltre basta riempirli con una palletta di blue-tak per avere un effetto smorzamento e perfetta aderenza alla superficie d'appoggio. Per dargli un effetto meno agricolo e più hi-end basta colorarli con un pennarello nero e dire che sono di titanio.
Nel caso la mia idea fosse originale mi permetto di battezzarli "TNT-Mediterranean Blocks" (in onore agli stone-blocks). Un saluto a tutti i tweakers e viva la cucina italiana !!!
Antonio Marsicola - E-mail: amarsicola@hotmail.com

LC
Caro Antonio,
carina e simpatica l'idea. Quando dovessi provare i sottopunta "normali", prova a riferirmi di eventuali differenze. Se puoi, una PICCOLA foto digitale del sistema potrebbe essere utile.
Grazie anche a te per il contributo,
Lucio Cadeddu

Tecnicaglie, upgradite e polemiche
Caro Lucio,
mi accingo a scriverti vincendo la mia ritrosia verso la parola scritta e il timore di partorire una delle lettere che tanto avversi. C'è anche una piccola, non tanto, polemica quindi scusa la lunghezza.
Il mio impianto è così costituito:

Un impianto decisamente entry level e l'ho descritto solo per spiegare da dove parto e cercare di capire dove arrivare. Il Phono Box è l'ultimo arrivato, il che spiega lo strano cablaggio. Acquistato usato a 50 &Euro; suona meglio dell'ingresso phono del NAD anche nelle condizioni non ottimali in cui è messo.
Tutte le elettroniche sono state appesantite e smorzate, i piedini sostituiti dapprima con economiche punte d'acciao dopo rimpiazzate da piedoni smorzanti fatti con gomme da cancellare molto morbide, i cavi di alimentazione sostituiti col TNT Merlino CD. I risultati sono stati molto positivi.
Il tutto è posizionato su un mobile autocostruito tipo audio-video in mogano marino e abete troneggiato da un televisorone 32", con ai lati le casse su economici stand Ikea che una volta smorzati con sabbia si sono rilevati abbastanza efficaci. L'impianto è in soggiorno, con dietro una libreria aperta sul lato corto di un rettangolo di 5x7,5 metri con una rientranza a metà del lato sinistro. La posizione è obbligata, trattamento acustico della stanza solo se desidero il divorzio.
Ho un po' di carne al fuoco e per iniziare qualche piccolo chiarimento tecnico, vorrei costruirmi dei cavi TNT shield, specie dopo aver letto critiche non eccelse al MIT 5.
Per esso consigliate l'uso dello stagno al 2% di argento, ma tra Verona, dove vivo, e Bologna, dove sono nato, l'ho trovato solo due negozi che, uno con prezzi da gioielleria, l'altro ha prezzi più equi, ma vende rotoli da 500g e non so con chi dividerlo. Esiste internet, ma con la spedizione torniamo dal gioielliere.
Ora al di là del costo, spenderei per le saldature quanto per tutto il resto del materiale di tre cavi e mi seccherebbe molto scoprire che il mio vecchio e povero saldatore è in grado di produrre solo strani grumi informi con un simile materiale facendomi buttare stagno-connettori-cavo alle ortiche. Mi piacerebbe quindi sapere se lo stagno all'argento è più o meno difficile da lavorare di quello normale e quanto la sua assenza, o presenza, influenza il suono dei cavi.
Sono inoltre stato colpito da sindrome da upgradite senza però essere affetto da gonfiore al portafogli, malattie che bilanciandosi permettono una esistenza tutto sommato tranquilla.
Vorrei cambiare CD e Ampli cercando di migliorare soprattutto immagine e dinamica. Il budget orientativo è di circa 300-350 &Euro; a pezzo, che potrebbero aumentare di un 100 &Euro; l'uno diluendo le spese nel tempo, ma solo se il primo budget è proprio insufficiente per un sensibile miglioramento.
Ora so che la cosa migliore è ascoltare, ma con simili cifre non credo di avere una grande attenzione ne' lunghi tempi di ascolto nei negozi Hi-Fi, inoltre spesso sono poche le marche a disposizione in ogni punto vendita e non ritengo di avere l'orecchio così allenato da riconoscere differenze tra un NAD ascoltato a Verona, un Denon a Bologna, il tutto da confrontare con l'impianto vecchio rimasto a casa. Vorrei partire già con qualche idea e limitare il numero di variabili su cui lavorare.
Innanzitutto prendendo in considerazione l'ipotesi di un acquisto in due fasi, penso che dovrei sostituire prima la sorgente, ma vorrei sapere se penso male o bene. Invece per un cambio in parallelo dopo attente letture di prove su diverse riviste (anche la vostra sorella in lingua inglese) su cui ho trovato nuove prove di apparecchi NAD, per facilitarmi la ricerca ho pensato ad alcune abbinate monomarca per la precisione in ordine di prezzo Marantz CD 5000 PM6010 ose (o PM7000), NAD CD 521i C 320BEE, DENON DCD 1450Ar PMA 1055R, del 6010ose in realtà ho solo letto qualche commento positivo in qualche newsgroup.
L'essenza della questione è se con questi oggetti avrò un sensibile miglioramento o rimarrò deluso, e se al di là del prezzo (per esperienza non credo più all'equazione maggior prezzo maggior qualità) sono comparabili o offrono prestazioni decisamente diverse.
So che non ami le domande del tipo suona meglio questo o quest'altro, però oltre alle difficoltà di ascolto prospettate prima, vorrei introdurrei un po' di polemica.

Su TNT inglese nelle prove (recenti, maggio 2003) dei NAD CD 521i e C 350 è indicato un prezzo di listino rispettivamente di circa 100 e 200 &Euro; in meno che in Italia, che non sono pochi per prodotti costruiti in Cina e su cui non pesano quindi differenze significative sulle spese di spedizione.
Allora, di nuovo, al di là della spesa, che (supponendo differenze analoghe anche per il C 320BEE) per l'accoppiata NAD proposta è di 900 &Euro; contro meno di 700 &Euro; (con una differenza di 400.000 delle vecchie lirette), si ha la sensazione di essere presi per il naso, ma non è la parte anatomica che ho in mente. Sempre che in Gran Bretagna non ti facciano pagare a parte ogni ascolto di apparecchio Hi-Fi prima dell'acquisto oppure i negozianti guadagnano sulle mance come le cameriere dei fast food.
Sia ben chiaro che per me non è solo, come ama dire chi si vergogna dei soldi che non ha, una questione di principio, ma è invece sostanziale, io 650-700 &Euro; posso spenderli, faticando, 900 no. Ecco che internet e l'acquisto a distanza può diventare una nuova risorsa per chi non ha molte risorse, priva però della opportunità dell'ascolto e l'unica possibilità è fidarsi del marchio delle riviste o chiedere consigli agli amici, così entrate in gioco voi di TNT-Audio.
Prenderei anche in considerazione la possibilità dell'usato, ma quale deve essere una valutazione corretta per oggetti non più in produzione, ad es. Marantz Cd 67Le o 63Kis che sicuramente erano macchine su un altro livello rispetto alla mia, ma non so valutare rispetto alla produzione attuale.

Scusate la lettera lunga, forse noiosa sicuramente e un po' polemica e dalla prosa incerta, ma dopo aver visto i prezzi in UK dei prodotti NAD mi sembra che non siano solo i discografici che considerano gli amanti della musica vacche da mungere, e mi piacerebbe fare qualche acquisto pagando un giusto prezzo e non una sorta di gabella per la mia passione.
Sarei anche tentato di provare qualche altro qualche intervento più radicale sulle elettroniche, e aspettare per fare un saltino più in alto in futuro, ma ho paura di sopravvalutare le mie capacità e le potenzialità dei miei apparecchi.
Ringraziando per la pazienza e l'attenzione ti saluto cordialmente
Marco Maruca - E-mail: marucama@tin.it

LC
Caro Marco,
parto dalla questione dei prezzi. L'Italia non è mai stato un Paese conveniente dove acquistare l'HiFi...a parte quella....italiana. E' ben noto che all'estero i costi dell'elettronica di consumo siano SPESSO nettamente più bassi che da noi, Germania e UK in primis, per citare gli esempi più noti e...convenienti. Non so spiegarti i motivi di questo fenomeno, forse anche il volume complessivo delle vendite influisce sui prezzi, non so.
Una cosa è certa: a parità di condizioni, cioè SENZA PROVA D'ASCOLTO, è meglio acquistare all'estero, stando nella Comunità Europea per evitare dazi e tasse.
Noi pubblichiamo i prezzi dei prodotti nel Paese del recensore perchè solo così i suoi giudizi possono essere rapportati al costo dell'oggetto. Per capirci, se un apparecchio da 400 Euro è recensito in maniera estremamente positiva, probabilmente riceverebbe giudizi più tiepidi se il costo fosse doppio o triplo. Voglio dire: un apparecchio può essere un affare da cogliere al volo, ad un certo prezzo, e solo un apparecchio mediocre o mediamente buono, ad un prezzo molto più alto. I giudizi sono SEMPRE da rapportare al costo dell'eoggetto recensito e mai da prendere in "valore assoluto".
In conclusione del discorso, se dovessi comunque acquistare a scatola chiusa (pratica sconsigliabile sempre e comunque) tanto vale rischiare il meno possibile e comprare dove costa meno.

Per quanto riguarda invece il tuo desiderio di upgrade, io punterei tutto sulla sorgente, per ora, rimandando la sostituzione dell'ampli (che è buono) a tempi migliori.
Punta, ad esempio, al NAD c541i o a qualche modelo di pari prezzio di casa Rotel. In seguito potrai upgradare l'ampli.
Tienimi aggiornato!
Lucio Cadeddu

Musica e bicicletta
Buongiorno Lucio,
anzitutto mi unisco al coro di "grazie" per il bel lavoro che stai facendo con il tuo sito. Eppure, vorrei dirti un grazie per qualcosa di ancora più particolare, e per me forse più prezioso. Leggendo le tue recensioni ho imparato ad ascoltare in modo diverso, più attento, sforzandomi di cogliere sfumature che prima rimanevano in sottofondo e che ora emergono in modo più chiaro e preciso.
Insomma grazie a te una passione che prima covava sotto la cenere è emersa in tutta la sua piacevolezza, perchè ascoltare musica credo faccia parte delle cose belle della vita.

A proposito, ho letto sul sito la tua storia e le mille cose di cui ti occupi e davvero complimenti! a parte la musica (di cui peraltro sono un neofita) abbiamo almeno altre due passioni in comune: la bicicletta e la matematica. Ormai sono un ciclista solo amatoriale, purtroppo il mio lavoro non mi consente di più ma in passato ho fatto agonismo e credo che la bicicletta sia una bellissima maestra di vita, quasi una forma di meditazione (ti è mai capitato di pensare intensamente durante qualche uscita solitaria in bici?).
La matematica ho potuto coltivarla solo come strumento: sono un economista che di recente ha deciso di passare all'applicato dedicandomi ai mercati finanziari. A proposito, che tu sappia ci sono degli studi che applicano le serie numeriche di Fibonacci alla musica?

Beh, vengo al motivo della mia mail. Ti racconto una storia (giuro sarò breve!). Ho da poco deciso di cambiare il mio impianto diciamo entry level: amplificatore NAD 312 e cdp NAD 540, diffusori Mission bookshelf non ricordo il modello ma non recenti). Sono partito dai diffusori, cercando di orientarmi su unn prodotto italiano e alla fine mi sono piaciute le Opera Superpavarotti a cui ho pensato di abbinare l'amplificatore Unison Research Unico. Per cdp, armato di un po' di scetticismo sulla mia reale capacità di distiunguere il suono delle diverse sorgenti, ho pensato di portarmi in negozio il mio lettore NAD 540 da abbinare all'Unico e confrontarlo con il cdp Unico CD sempre della Unison Research.
Ebbene grande sorpresa, la differenza c'è e si sente in modo netto e definito, le Superpavarotti, che con il NAD rimanevano forse un po' "ingessate" specie sulle medie e alte frequenze, sembravano rinate, e hanno cominciato ad essere molto più precise.
La domanda è cosa pensi del cdp Unico CD? Lo hai mai sentito? Costa intorno a 1600 euro e in questa fascia di prezzo ci sono certamente alternative valide (anche se non so bene quali, una di queste forse l'oggetto della tua ultima recensione il Caim Fog V2). Posso chiederti anche cosa pensi di tutto l'insieme:

Ho una stanza di medie dimensioni (5 x 4).
Grazie davvero per il tuo tempo.
Alessandro Fabbri - E-mail: afabbri@fideuramsgr.it

LC
Caro Alessandro,
per i legami tra Musica e Matematica (e sequenza di Fibonacci) ti consiglio di fare un ricerca in Rete con parola chiave "Music by Numbers" e poi seguire tutti i link collegati. C'è parecchia roba interessante (anche software).

Per quanto riguarda il tuo lettore CD temo di non saperti dire molto, visto che non ricordo di averlo ascoltato. Ovviamente, siamo disponibili a provarlo (sia l'integrato che il CD) se il Costruttore fosse interessato (idem dicasi per le nuove Opera).
Visto il punto interrogativo sui cavi ti consiglierei, appena possibile, di pensarci. Sono dettagli, certo, ma in un impianto di buon livello come il tuo potrebbero fare una discreta differenza. Se non hai voglia di spendere altri soldi, pensa all'autocostruzione, sul nostro sito trovi diverse opzioni, anche di facile realizzazione.
In ogni caso, tienimi aggiornato sugli sviluppi!
Lucio Cadeddu

Chiarimenti
Caro Direttore, ho 38 anni e le scrivo per chiederLe alcuni dei suoi preziosi suggerimenti.
Non possiedo ancora alcun impianto audio (non considerando tali i vari compatti :-)) , il mio ambiente di ascolto è abbastanza piccolo (circa 4x3 mt).
La mia intenzione sarebbe quella di creare un impianto entry level, buono sia per vedere i DVD sia per ascoltare della musica (non ho particolari preferenze musicali, ascolto dal jazz al rock fino alla musica classica) evitando di spendere cifre folli, diciamo che mi sono imposto un budget di 1200/1500 &Euro; (riservato solo all'audio + amplificatore).
Erano ormai diverse settimane che impazzivo fra i vari kit HT leggendo tonnellate di riviste e occupando tutto il mio tempo libero a navigare tra centinaia di siti internet (per fortuna che faccio anche il provider per cui la mia connessione è molto veloce e non mi costa una bolletta modello "copione di VIA COL VENTO") quando all'improvviso sono capitato sul sito di TNT-AUDIO (veramente splendido, chiaro e con risposte finalmente disinteressate).
Sono passato direttamente alla sezione delle lettere e fra le tante un lettore chiedeva consigli in merito ad un impianto HT (praticamente aveva più o meno il mio stesso problema), leggendo la sua illuminante risposta ho avuto come una folgorazione... ho finalmente capito che è molto meglio utilizzare due sole casse ma di buon livello piuttosto che i vari surround, centrale etc. di qualità discutibile!
Per tali casse avrei ristretto la mia scelta tra le Indiana Line Arbour 5.20 e le AR Status S40, mi recherò quanto prima ad ascoltarle in un negozio e poi deciderò. A questo punto le mie domande sono:

  1. Quale sintoampli mi consiglia di abbinare ai diffusori da me citati con quello che mi resta del budget?
  2. Gradirei una sua opinione sul cavo DeWire FLT in cui mi sono imbattuto sempre navigando e che sarebbe la soluzione ideale per il mio ambiente (eviterei di rompere i muri dato che mia moglie odia le canaline).
Mi scuso se sono stato un po' prolisso e ringrazio anticipatamente per le risposte che gentilmente mi darete.
Salvatore Coco - E-mail: s.coco@pcsn.it

LC
Caro Salvatore,
visto che hai ben pensato a due sole casse ma di migliore qualità, il passo più logico sarebbe rinunciare anche al sintoampli HT in favore di un più semplice ampli stereo. Ma, qualora volessi integrare in seguito le due frontali con un sistema completo 5.1, beh allora la scelta del sintoampli sarebbe più logica.
Ti consiglio di dare un'occhiata al catalogo Harman Kardon, ci sono ottimi apparecchi di buona reputazione "audiophile".
Le Indiana Line vanno benissimo, anche in previsione di un "completamento" con sub, centrale e posteriori della stessa marca e serie.
Per il cavo che citi non so che dirti, ammetto candidamente di non conoscerlo. Però intuisco anche dalla sigla che trattasi di cavo "piatto" da far passare sotto i tappeti. Non vedo controindicazioni particolari, vista anche la tua esigenza di occultabilità.
Tienimi aggiornato,
Lucio Cadeddu

Primo impianto
Caro Direttore, ancor prima di presentarmi non posso che cominciare manifestandole il mio più vivo e sincero apprezzamento per questa iniziativa editoriale, di assoluta qualità e completezza per come impostata, sia nella forma che nei contenuti. Davvero congratulazioni, è molto raro trovare un sito così efficiente, lineare e diretto. Direi a tratti geniale pur nella sua semplicità.
Mi chiamo Andrea e sono un giovane papà appassionato di musica, che si è da poco riavvicinato al mercato (e devo dire che senza TNT come guida sarei molto ma molto più confuso) dal momento che sto costruendo il mio primo impianto hi-fi (che sarà composto semplicemente da ampli, cd e casse, così da soddisfare le minime esigenze, un entry-level insomma).
Il mio problema è che mi piacciono le cose belle ed ascoltare musica alla carlona mi rattrista parecchio. Il budget è, ahimè, limitato, almeno sentendo una schiera di rivenditori (non spenderò più 1.000 euro nel totale, anche perchè ho da poco scoperto i prezzi di pannolini, pappine e cose simili e ... dolori!!!).
Ascolto diversi generi musicali, italiana, pop, jazz, blues e 3 o 4 volte all'anno anche classica.
Come strategia di acquisto, avrei deciso di orientarmi nel seguente modo: acquistare un cd nuovo e possibilmente di buon livello (pensavo un Rotel RCD-02), rivolgermi all'usato per l'ampli in modo da risparmiare qualcosina portando a casa un buon prodotto (alla ricerca di un Rotel 931 o magari di un HK-670, a proposito: tra i due?) e giocarmi infine la carta delle casse così: vedere se all'acquisto dei primi due elementi trovo qualche occasione da un rivenditore serio che mi fornisca anche una garanzia oppure cominciare con delle B&W dm600 S3 nuove.
Come detto, l'idea è quella di cominciare con pezzi che poi, in un'ottica di miglioramento nel tempo, magari abbiano un minimo di mercato (soprattutto ampli e casse). Dimenticavo, l'ambiente di ascolto è un 4,50x4, e anche se cambierò casa a breve, non penso proprio che avrò a disposizione uno spazio molto più grande. Ma non si sa mai.
Il punto di ascolto sarebbe il divano posto all'estremità destra del lato corto.
Secondo lei ho imbroccato la strada giusta per ottenere un insieme valido o mi sto perdendo in qualcosa? Acquistare l'ampli usato da privati, è un azzardo eccessivo per un inesperto come me?
Cordialmente,
Andrea Scarpino - E-mail: andrea@verbascripta.biz

LC
Caro Andrea,
auguri per la tua condizione di neopapà, innanzitutto.
Per quanto riguarda l'HiFi mi pare tu parta col piede giusto e con ottimi propositi. Bene, dunque, il Rotel come lettore CD nuovo ed altrettanto dicasi per l'amplificatore (io starei ancora su Rotel). Ampli e casse, sono d'accordo con te, si possono acquistare usati senza troppi patemi d'animo, specie se da un rivenditore che possa offrire un minimo di garanzia e di supporto, anche logistico, per eventuali ascolti e prove a confronto.
Le B&W che hai indicato potrebbero, a mio modesto modo di vedere, dar luogo ad un abbinamento con una leggera tendenza al brillante, forse dovresti pensare a qualche altro marchio, magari italiano. Guardati un po' intorno e riferisci.
I 1000 Euro stanziati, specie se pensi all'usato, sono tutt'altro che pochi, non lasciarti forzare la mano da persone senza scrupoli. E' chiaro che spendendo di più si potrà avere di più dal punto di vista sonoro ma per cominciare (e starsene tranquilli per qualche anno) sono più che sufficienti. In fondo, hai spese ben più importanti ed urgenti da affrontare, spese che col tempo tendono a diminuire, non temere :-)
Più avanti avrai orecchie (e, probabilmente, portafoglio) che ti consentiranno upgrade più sostanziosi.
Spero di esserti stato utile e rimango a disposizione per valutare una possibile cernita di candidati. Non perdere d'occhio le nostre recensioni e questa stessa Rubrica, ogni settimana potrebbero esserci spunti di tuo interesse.
Lucio Cadeddu

Ah, il sughero!
Ciao Lucio, il sughero è proprio una gran cosa. L'occasione per sperimentare i mat per giradischi proposti da TNT e da te personalmente (vedi
TNT Janus) me l'ha data il recente acquisto di un Thorens 125 MKII che, come sai, ha un tappetino di gomma sottile con due sottili corone concentriche rialzate che tengono il disco sollevato, immagino per evitare che si impolveri!
Acusticamente una soluzione non proprio geniale, dato che il disco, sorretto da una parte minima del mat, tende a risuonare. In breve: il Thorens "nuovo" meccanicamente va benissimo ma acusticamente fa pena. Prima di rassegnarmi ad un acquisto malriuscito, mi viene in mente Janus e mi metto alla ricerca del sughero (non però dei fogli antirombo che proponi per costituire una delle superfici dello Janus, dal momento che la pesantezza del tutto mi manderebbe fuori registro le sospensioni del Thorens... e non mi va proprio di regolarle di nuovo).
Bene: alla Brico-san di Cassacco (Udine) trovo proprio quello che cerco. Una confezione di 11 fogli 30x30 cm., spessore 2 mm., prezzo euro 8,90. Taglierino, bostik ed ecco pronto un bel mat di 3 cerchi incollati di 6 mm. di spessore totale. Provo il tutto sostituendo il mat originale. Bene, molto bene. Certo meglio di prima.

Il suono però mi sembra un po' troppo esile, anche se decisamente più chiaro, preciso e trasparente. Allora provo un'altra soluzione: ricavo da un foglio solo due corone circolari da sovrapporre al mat originale, in modo da "riempire" esattamente quei 2 mm di spazio vuoto che restano tra disco e superficie. Ecco: questa è la soluzione giusta: i pregi di prima uniti a una corposità maggiore del suono. Un suggerimento per tutti i possessori di vecchi Thorens.
Il mat residuo di 6 mm. l'ho provato sull'altro mio Thorens, un 321 MKII, che ha un tappetino di gomma piena, liscia e pesante. Alla sostituzione di quest'ultimo non avevo mai pensato, giudicandolo più che soddisfacente e invece... anche qui un miglioramento. Meno evidente che nel primo caso ma sensibile: un guadagno di chiarezza nella gamma bassa, ora meno impastata e più veloce.
Bene, grazie a TNT, ora tutti due i giradischi sono insugherati (a proposito: è la Sardegna che ti ha ispirato il sughero?) e suonano meglio.
Ciao,
Giuseppe Marini - E-mail: giusmar26@libero.it

LC
Caro Giuseppe,
ti ringrazio per gli utili suggerimenti e consigli. L'idea del sughero mi è venuta pensando a quanto ci avevo giocato da bambino, costruendo modellini di moto con pezzi intagliati di questo materiale, leggero, facilmente lavorabile e reperibile, almeno dalle mie parti. Poi è arrivata l'HiFi e tutti gli esperimenti possibili ed immaginabili :-)
Non ultimo, ebbi modo di sperimentare l'utilizzo del sughero in mescola con gomma nei nastri manubrio per le biciclette da corsa e nelle manopole dei manubri per mountain bike (prodotti ancora in commercio). Questo mi fece pensare che il materiale, leggero ed assorbente per le vibrazioni, avrebbe potuto essere utilizzato anche come tappetino per giradischi. Qualche anno dopo conobbi il RingMat, tappetino commerciale per giradischi, con anelli in sughero.
Buon ascolto e grazie per l'apprezzamento!
Lucio Cadeddu

Cavi Pirelli ScreenFlex: dove trovarli
Salve, dopo VARIE telefonate sono riuscito a parlare con un commerciale della Pirelli Cavi e mi ha indirizzato dal rivenditore di Agrate Brianza: Cesana, è situato a fianco della Galbusera appena fuori dal casello di Agrate.
Ho trovato sia il 2 x 1.5 che il 3 x 1.5 ( con il 3 x 1.5 in configurazione semplice spezzone per chi vuol semplificarsi la vita, si ottiene un cavo più asciutto del serpentone
TNT TTS ma comunque un buon aggiornamento di base).
Se ritenete publicate l'informazione sul sito.
Ciao
Fiorino - E-mail: fiorino.perri@hp.com

LC
Caro Fiorino,
grazie per la segnalazione. Spesso riceviamo richieste circa la reperibilità dei cavi in questione. Di norma reindirizzo tutti sul nostro Forum o sui nostri Forum regionali, dove solerti audiofili hanno già scandagliato tutti i depositi di materiale elettrico alla ricerca del cavo adatto per costruire i nostri progetti.
Grazie!
Lucio Cadeddu

HiFi Usata
Gentile Direttore,
le posto questa mail per raccontarle quello che sto cercando di fare, e in gran parte ho già fatto. Un mesetto fa ho deciso di provare ad assemblare un buon impianto con un budget di 500 Euro, il costo di un compatto, per un regalo.
Beh non è che sia così facile in Italia, se uno abitasse in UK potrebbe fare anche per meno, basta vedere su ebay.co.uk, solo che per noi anche comprando lì si deve aggiunge sempre il costo della spedizione che moltiplicato 3 (ampli-cd-casse, cavi esclusi quelli li faccio io da progetti TNT) vanifica quasi il risparmio, non parliamo degli acquisti in USA, dove poi in alcuni casi bisogna aggiungere il costo del trasformatore di tensione.
Comunque in circa un mese di ricerche sono riuscito a trovare qualcosa di buono anche se per i cdplayer è dura e mi ero quasi rassegnato a comprarlo in UK.
Le marche da cercare naturalmente erano 4 visto il budget: Nad, Rotel, Cambridge, AMC, in ordine di semplicità a trovare l'usato (a dire il vero nell'ebay inglese Cambridge spopola). Per i diffusori la scelta per queste cifre è obbligata, a mio gusto e parere, JPW.
Attualmente ho concluso per un AMC cd8b con meno di un anno di utilizzo a 250 Euro (quasi quasi lo tengo io e inserisco il mio 3D Lab cd12 nel regalo), il costo di 100 Euro mi ha fatto preferire un AMC 3000 (ancora in garanzia) al Rotel 931 MK II per il quale mi hanno chiesto 180/170 Euro, per le JPW dovrei rimanere sotto i 250 Euro ma devo ancora concludere il che mi fa andare un tantino fuori budget ma credo che con massimo 600 Euro (certi compatti costano di più) abbia ottenuto un discreto risultato.
Non ho ancora ascoltato tutto l'insieme ma separatamente conosco il suono dei pezzi, quando si cerca l'usato l'ascolto d'insieme è la cosa più difficile, però questi oggetti sono quasi sempre posseduti da appassionati e quindi tenuti con cura.

Mi piacerebbe avere una sua impressione sulla mia operazione, e se lei avrebbe fatto altre scelte (cito alcuni dei nomi dei prodotti disponibili oltre a quelli menzionati: ampli Cambridge A1, A500, cd cambridge D500SE, D300 e altri NAD della serie 300 che ora non ricordo), durante la mia ricerca ho "rotto le scatole" anche a due collaboratori di TNT, che si sono dimostrati disponibilissimi, come anche le persone della mailing-list che ho già ringraziato.
Ringrazio anche lei perchè i soldi che ho risparmiato sono, attraverso la cultura trasmessa da TNT, anche merito suo.
Cordiali saluti,
Francesco - E-mail: rhyme@libero.it

LC
Caro Francesco,
non ho molta esperienza coi diffusori JPW quindi non posso formulare un giudizio sensato. Io, per budget estremamente limitati, consiglio spesso l'italiana Indiana Line, che fa ottime cose a prezzi molto bassi. Tuttavia, immagino la tua scelta sia stata oculata anzi, fatta ad orecchio :-)
Benissimo la coppia AMC, presa ad un prezzo effettivamente molto basso. Fare di meglio è difficile, le alternative che mi hai proposto erano più o meno equivalenti.
Due parole le voglio però spendere sugli acquisti all'estero. Spesso sono molto convenienti ma non occorre dimenticare i costi "invisibili": spedizione (molto costosa dall'UK) e transazione di denaro. Se si riesce a pagare con carta di credito tutto OK (ma sull'usato non lo fa quasi nessuno) ma siate pronti a sborsare almeno una decina di Euro per un bonifico internazionale (qualche banca può essere più conveniente di altre) e/o sul traferimento elettronico di contanti, come il MoneyGram, l'Eurogiro o la Western Union. I costi variano in funzione dell'importo e raramente sono inferiori agli 8 Euro (però sono rapidissimi, molto più del bonifico). Spedire denaro contante è un rischio.
Altrettanto ovviamente, per acquisti fuori dall'Unione Europea, c'è da considerare - oltre alla compatibilità elettrica - tasse, IVA e dazi doganali sul valore dichiarato della merce e sulla SPEDIZIONE (sembra assurdo, ma è così). Insomma, ben venga la ricerca senza frontiere, ma occhi sempre ben aperti.
Tienimi aggiornato sul risultato finale,
Lucio Cadeddu

Cairn Fog
Egregio direttore,
dopo aver acquistato, nel dicembre scorso, il
Cairn Fog v 2.0, ho spesso rimpianto di non aver modo di rendere pubblicamente omaggio alla più sorprendente macchina in cui mi sia imbattuto in oltre trent'anni di militanza hi-fi.
Sono, quindi, davvero lieto che vi abbia provveduto Lei (molto più autorevolmente di quanto avrei potuto), contribuendo a far conoscere il cdplayer a un pubblico più ampio di quello cui sembrava destinato (è francese, è distribuito da un negoziante, ...e chi se lo fila?).
Come Lei, anch'io (che, detto per inciso, non ricavo un bel niente dall'elogio del Cairn) sono convinto che il Fog, lontanissimo dallo standard digitale, ricordi molto la coppia NorthStar 192 (sogno proibito ai più).
D'altra parte, per dire (oltre a quanto da Lei sottolinato) quanto suoni "giusto", credo sia il caso di rimarcare che, ascoltando musica attraverso il Cairn, ci si ...dimentica del tasto-volume, cui, nell'era digitale, si fa ricorso nel tentativo (vano) di smorzare gli acuti e resuscitare i bassi.
Complimenti e grazie.
Andrea Piazzi - E-mail: durruti50@hotmail.com

LC
Caro Andrea,
mi fa piacere che le tue sensazioni d'ascolto, precedenti alle mie righe di recensione, collimino con le mie umili impressioni. Il Fog è davvero un piccolo gioiellino, che se fosse "curato" nella costruzione e nell'ergonomia quanto nel suono, mi avrebbe fatto gridare al miracolo.
Purtroppo, alcune delle sue particolarità "ergonomiche" mi hanno davvero fatto saltare i nervi ma, si sa, al cuore degli audiofili non si comanda...e quando c'è un bel suono, ci si dimentica del resto.
E' un peccato che non solo sia poco recensito (dico, anche all'estero) ma che alcuni audiofili non siano riusciti a coglierne il carattere così particolare e per certi versi magico. Forse è una questione di "sintonie" che non "scattano" nella testa di tutti, non so.

A questo punto posso permettermi di raccontarti un piccolo episodio relativo alle prove col Cairn. Molto spesso faccio ascoltare i prodotti in prova ad alcuni amici audiofili senza, ovviamente, dir nulla sulle mie sensazioni onde non condizionare in alcun modo il loro giudizio.
In questo modo ho la conferma o la smentita per le mie impressioni. Uno di questi, il giorno dopo aver collegato il Cairn al suo impianto di casa, mi telefonò stupito ed entusiasta, dicendomi che persino la moglie era andata in salone a sedersi per ascoltare Musica per ore, cosa che non era praticamente mai successa prima.
Tieni conto che la macchina "a confronto" non è che fosse poi malaccio, essendo un Marantz CD 6000 OSE, certamente più economico ma piuttosto ben considerato dal punto di vista "audiophile".

Insomma, il Fog aveva colpito e lasciato il segno.
Goditi la sua Musica, conscio del fatto che forse non è un suono per tutti ma che, per te che l'hai "scoperto", è in grado di accompagnarti per molto tempo, senza mai stancare.

Una precisazione finale: Cairn è ora disponibile in Italia grazie all'impegno di un distributore (non di un negoziante), lo stesso che distribuisce anche Triangle, ad esempio (B&B Audio, linkato nella recensione del Fog).
Grazie del feedback!
Lucio Cadeddu

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