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Lettere alla Redazione

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I volumi della posta precedente

  1. Querelle SACD
  2. Upgrade SI o NO?
  3. Diffusori a prova di bambino ed altre cose
  4. Upgrade sorgenti con 500 €
  5. Fulmine a ciel sereno
  6. Ultimi solchi di un LP
  7. Ancora su SACD ibridi ed altre cose
  8. Sbilanciamento tra i canali
  9. I sonanti costi del suono
  10. Ancora casse in libreria

Querelle SACD
E invece le differenze tra compact disc e nuovi supporti è forte, lo dicono semplicemente le mie orecchie, lo conferma Giulio Cesare Ricci della Foné. Il quale produrrà solo superaudio cd e dischi in vinile, gli unici in grado di trattenere le "emozioni" di una esecuzione. Hai mai sentito il lavoro di questa persona, scegli pure il supporto che ti aggrada. Le differenze di qualità tra cd e sacd sono definite incredibili da questi.
Il compact disc è stato sempre insufficiente. Come puoi dire: è quanto basta per un ascolto domestico? Non è vero, e qui non parliamo di opinioni. Sto aspettando di ascoltare la tecnica XRCD della JVC.
Leggo anche livore verso questi formati da parte tua. Perché? Allora se devi attaccarli fallo dal verso giusto, non dal versante della qualità. A questo vorrei aggiungere: tali supporti costano come il cd (stesso materiale), solo incisi in linea con i tempi. Anzi: già si può fare di meglio (supporti ancora più densi: parlo del blu ray disc).
Il cd è un residuato tecnologico, è decrepito, è ormai avulso dallo sviluppo informatico, e digitale audio che lo circonda. Che cosa ti disturba? Affrontala di petto la questione, non di lato, a boicottaggio (sai quante persone ti leggono? E proprio tutte, una per una hanno lo spirito critico necessario? Questo non dovrebbe essere un elemento di forte responsabilizzazione, in merito a ciascuna affermazione?).
E' lo strapotere delle multinazionali? Cosa?
Non ti piace TNT? Un lettore di meno..non ci strappiamo i capelli. Per favore. Innescate una polemica: avanti noi siamo più cattivi. Puoi attaccare pure me per quanto mi riguarda, insieme al sacd (stai preparando un editoriale pirotecnico da quanto annunci). In fondo ho espresso una opinione diversa dalla tua. Dico bene?
Ti sono grato per la preziosa segnalazione sul T-Amp, è una notizia molto bella. Ne ho ordinata una unità.
Paolo - E-mail: paolo.di.nanna (at) virgilio.it

LC
Caro Paolo,
si intuisce dall'incipit come la tua lettera sia stata scritta di getto, dopo aver letto la posta della settimana scorsa dove un lettore (NON IO!) esprimeva perplessità sulla qualità dello strato CD del SUO SACD. Nessuno ha mai detto niente sulla qualità dello strato SACD, tra l'altro. Può essere superlativo o meno, non è questo il punto. Vorrei però andare con ordine ed esaminare passo per passo i periodi della tua missiva.

Dici che la differenza tra CD e SACD è forte, lo dicono le tue orecchie e lo dice Foné. Dovrebbe bastarmi/bastarci? E perché, se è lecito chiedere?

Ancora: dici che il CD è insufficiente e che non è una questione di opinioni. Vedi, è sempre una questione di opinioni! C'è persino chi trova superato il vinile. Non è che, con tutto questo fervore "tecnologico" che ti anima, tu eri proprio tra quelli che - al suo lancio sul mercato - osannava il CD contro il vecchio e malconcio vinile? Ti prego dimmi di no, dimmi che mi sbaglio!
Avrei voglia di farti un test: ad occhi chiusi, ti metto davanti ad un impianto sconosciuto e poi ti costringo ad indovinare - senza fare confronti - se a suonare sia un CD, un SACD o un vinile. Sei così tanto sicuro che il CD sia insufficiente? Potrebbero esserci delle curiose sorprese. Potresti trovare assolutamente sufficiente persino un CD! Fai il test anche da solo: vai ad una mostra (es. il prossimo Milano HiEnd), entra nelle salette senza guardare che sorgente stia suonando. Decidi se il suono è "sufficiente" o "insufficiente" e poi guarda che sorgente è stata usata.

Questione XRCD: per uno come te così tanto attento ai nuovi media...arrivi un po' tardi. L'XRCD della JVC esiste da anni, da MOLTO prima del SACD, strano che non l'abbia ancora ascoltato.Attento però, perché l'XRCD E' UN CD, accidenti! Quindi INSUFFICIENTE PER DEFINIZIONE, GIUSTO? Non può suonare bene, secondo il tuo credo.

Livore sui nuovi formati: ma quando mai, non è livore, è prudente diffidenza. Sai, non devo essere il solo, visto che, mi spiace deluderti, siamo in tanti a non crederci. Ti sei letto i dati di vendita del SACD, quelli ufficiali pubblicati semestralmente dalla RIAA? E' proprio su questi numeri (E NON SULLE MIE OPINIONI) che si baserà l'editoriale. Capisco che la cosa possa dar fastidio, dopo che uno ci ha creduto ed ha investito i suoi dané...ma il mondo, per una volta, non scondinzola dietro le Major.

Dici che il CD sia decrepito, avulso dal progresso informatico. E il SACD cosa è? Ti risultano computer in grado di leggere i SACD in quanto tali? Hai chiesto ad un informatico se sia a conoscenza di questa "rivoluzione" digitale? Non è copiabile, quindi il mondo dell'informatica non sa che farsene del SACD. E' questo uno dei motivi per i quali il SACD non è decollato come si pensava.
Un po' diverso è il discorso sul DVD, invece. Sai quale è il futuro della media musicali, secondo la mia umile opinione? Le memorie di massa ed il download. Non un altro dischetto di policarbonato, che gira, si graffia e si opacizza, ma uno stream di dati, diretto...e possibilmente non compresso.

Questione responsabilizzazione: vedo che hai capito, è ESATTAMENTE per questo motivo che non mi sento di "spingere" il SACD. Non mi pare abbiamo bisogno di un nuovo formato che COMUNQUE costa un po' di più del CD (già carissimo) e che non posso duplicare per ascoltare la mia Musica in auto o a passeggio.

Le opinioni "diverse" sono sempre benvenute, specie se espresse con garbo e spirito costruttivo. Ti farà piacere sapere che il sottoscritto non è l'unico "paladino" ma è in ottima compagnia. Hai provato a vedere cosa pensa EnjoytheMusic.com, grande opinion-leader USA del settore, a proposito del SACD? E cosa hanno risposto ad un lettore che - come te - si lamentava dello scarso supporto fornito al nuovo...ehm....supporto? ;-)
Goditi il tuo SACD, comprane quanti più puoi (till supplies last), fai proselitismo, vai pure in pellegrinaggio a S.Acd ;-), apri un sito per magnificarne le doti, fai pubblicità, tutto ciò che ti pare...ma non prendertela se non riesco ad essere d'accordo con te...e se i dati di vendita - fatti non opinioni! - sembrano darmi ragione: un calo del 54% (cinquantaquattro) nel periodo Gennaio-Giugno 2004 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Da quanti anni esiste il SACD sul mercato? Decollo o atterraggio...di emergenza? Scegli tu.
Buon ascolto!
Lucio Cadeddu

Upgrade SI o NO?
E' da poco che vi leggo e devo dire che anche grazie a voi ho ritrovato una vecchia passione: l'alta fedeltà!! Già possessore di un impianto a mio giudizio discreto ho deciso finalmente di acquistare un lettore di CD (che non ho mai avuto)... fin'ora ascoltavo la musica con le altre sorgenti e i CD li sentivo ogni tanto collegando il computer portatile (non mi giudicate).
Dicevo quindi che grazie a voi (alla lettura delle prove) e dopo un ascolto comparativo tra prodotti, ho acquistato un CD Player Audio Analogue Paganini penultima serie (fine 2002) trovato nuovo a 800 Euro.
Devo dire che sono molto soddisfatto per il bel suono che produce tale macchina ma anche dal fatto che è costruita bene e che è ITALIANA. Veniamo al punto: partendo dalla sorgente (già comprata) vorrei aggiornare il mio vecchio impianto (se necessario) adeguando il resto dei componenti al mio recente acquisto.

Io credo che una buona idea sarebbe cambiare l'ampli magari con un Audio Analogue PUCCINI remote (per restare sulla cinquantina di watt per canale) -- Ne vale la pena secondo voi?
E delle casse?? Ho sentito le mie a confronto (nel negozio dove ho preso il CD player) con della Pro AC studio 125 .. sinceramente mi sembrava suonassero meglio le mie anche se ormai hanno quasi 20 anni!!!
Il mio ambiente di ascolto: sconosciuto!!!! nel senso che cambierò casa e non ho la più vaga idea di dove metterò l'impianto.
Saluti
Fabrizio - E-mail: fabriziofalconetti (at) tiscali.it

LC
Caro Fabrizio,
è molto strano che le tue Carlton-clone suonino meglio delle ProAC Studio 125. Davvero molto strano. Le hai ascoltate nello stesso negozio o hai confrontato a memoria il suono del tuo impianto con quello del negozio? A naso, ti avrei consigliato di sostituire le casse e tenere l'ampli. Infatti, l'acquisto del Puccini NON sarà un sostanzioso upgrade del buon Rotel RA 840 BX2. Potresti avere qualcosa di più se puntassi al Puccini SE o ancora un po' più in alto. Se il tuo budget ti consente, per ora, solo il Puccini base, ti consiglierei di aspettare tempi migliori e di fare altri esperimenti a confronto coi tuoi diffusori.
Tieni conto di un fatto: se per tanti anni hai sempre e solo ascoltato le tue casse è estremamente probabile che il tuo cervello si sia autoconvinto (lo fa sempre, mica solo nel tuo caso) che QUELLO sia il suono corretto. Ogni altra cosa "diversa" viene percepita come peggiore. Conosco il fenomeno, ne siamo affetti tutti quanti. Per "guarire" bisogna ascoltare tanto e fare tante prove, cercando di far ritarare l'orecchio su altri suoni. Ancor meglio sarebbe ritarare l'orecchio sulla REALTA' e non sul suono riprodotto, frequentando, ad esempio, concerti live possibilmente non amplificati. Così si capisce a cosa dovrebbero essere fedeli i nostri impianti :-)
Infine, per la testina, ritengo che una Rega possa essere una compagna ideale del tuo RB250. A te decidere il budget da dedicarci, ci sono modelli in ogni fascia di prezzo.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Diffusori a prova di bambino ed altre cose
Buongiorno Lucio,
ti ho scritto diversi mesi fa (Rubrica della Posta,
Volume 314, n 4 : "Un quesito musicale ed uno tecnico"): ti riscrivo solo per ringraziarti, darti un feedback e forse "allungare una piccola dritta" a qualcuno che ne avesse bisogno.
I ringraziamenti sono davvero sentiti e motivati: se ho restituito alla musica il giusto posto nella mia vita, e se ho realizzato un impianto che mi soddisfa, una buona parte del merito è di TNT-Audio. E' un vero piacere consultare l'archivio della posta, o leggere ogni settimana quanto aggiungete a questa vera miniera di formazione audiofila: continuate così, siete grandi.
Passiamo al feedback. Prima di scriverti avevo acquistato i diffusori EPOS M12.2, e dovevo aggiornare il resto dell'impianto: dopo numerosi ascolti, la tua risposta e molto studiare e ragionare, ho acquistato (tutto nuovo):

Come ti dicevo, sono molto soddisfatto: il suono degli EPOS mi piace molto (evidentemente si è anche sposato bene con la sistemazione realizzata); mi sembra che l'integrato EXPOSURE sia adeguato alla loro richiesta di un pilotaggio musicale e "vivace"; infine il lettore CEC aggiunge precisione e neutralità (colmando così quelli che sono, secondo me, i punti deboli dell'ampli 2010); i cavi mi sembrano a livello del resto.
Il limite più evidente di questo impianto è la resa sui bassi profondi: il medio basso è veloce, rifinito e con sufficiente punch, ma sotto c'è poco; è il compromesso che ho dovuto pagare per la scelta (in questo momento obbligata) dei diffusori da scaffale.

E vengo infine alla piccola "dritta". E' un contributo pratico sul tema "audiofili e bimbi piccoli". Fanne pure l'uso che ritieni più opportuno (nel senso, pubblicala solo se la ritieni interessante).
Il soggiorno in cui si trova il mio impianto non è grande (4,60x4,20x3,00); questo, unito alla presenza di 2 bimbe sotto i 3 anni ovviamente vivacissime, mi ha imposto per ora di scartare diffusori da pavimento, nonchè gli instabili stand "seri" per i bookshelf: purtroppo per diversi anni i diffusori dovranno suonare per il 95% del loro tempo musica di sottofondo in posizione di "sicurezza", e d'altra parte non volevo assolutamente sprecarli appoggiandoli beceramente su una libreria... pensa che ti ripensa ho trovato un (ennesimo) compromesso, abbastanza soddisfacente da tutti i punti di vista: sulla parete (vuota) su cui andavano posizionati i diffusori ho realizzato una specie di "parete attrezzata", ovvero una libreria dal disegno estremamente leggero (ripiani di solo 15 cm di profondità, con gli spazi vuoti di circa 100x80cm, una specie di quadro svedese per capirci); in posizione acusticamente corretta ma ben integrata nel disegno della libreria, ho murato delle staffe estremamente robuste; alle staffe ho fissato dei "binari" estensibili, su cui ho ancorato saldamente dei robusti ripiani, su cui infine ho appoggiato i diffusori. Se non sei ancora inorridito... la "dritta" è che i "binari" sono delle staffe porta-televisore da camper, con blocco di chiusura e molto più rigide dei classici ripiani snodati per i televisori (e infatti costano circa 90 Euro l'una! Vecam.it, cercare "Porta TV").
Il tutto, in posizione di riposo (diffusori a 5 cm dal muro), risulta granitico e sicuro (e con alto WAF, grazie anche alla bellezza "oggettiva" dei diffusori; altra piccola "dritta" per chi ha questi problemi è che gli EPOS hanno la griglia in metallo, bella e soprattutto rassicurante con i ditini curiosi dei bambini). L'estensione dei binari per passare alla posizione di "ascolto serio" richiede pochi secondi, i diffusori si distanziano 50 cm dal muro, ed è superfluo dire quanto migliorino tutti i parametri sonori; le staffe diventano meno rigide, ma mi sembra che questo non sporchi il suono in modo significativo. Terminato l'ascolto (o ... se le cose si mettono male!), in pochi secondi il tutto può tornare "in sicurezza".
Sottolineo che è un compromesso, ma - dati i condizionamenti a contorno - l'alternativa era ascoltare SEMPRE musica degradata: quanti audiofili si trovano in una situazione analoga?? e invece con la soluzione descritta la resa sonora - con i binari estesi - è assolutamente soddisfacente, e del tutto assimilabile a quella sentita in negozio (per certi versi anche migliore).
Accetto con piacere qualsiasi parere e commento sulla soluzione descritta: se a qualcuno può essere utile, posso fornire ulteriori dettagli.
Ciao Lucio e grazie ancora.
Stefano - E-mail: stefano.piccoli (at) grtn.it

LC
Caro Stefano,
grazie per le belle parole e per il feedback. Su "bambini e diffusori da pavimento" come sai, non sono d'accordo. O è un caso particolare mia figlia (ma a casa vengono anche altri bambini piccoli) o sono molto fortunato. Posseggo due coppie di diffusori da pavimento (impianto A ed impianto B) e MAI una sola volta sono stati presi di mira o danneggiati. La mia Silvietta ascolta la Musica, cerca di guardare il "suono" che esce da dietro le griglie e si ferma lì. Ogni tentativo di infilare il dito dentro le griglie è stato bloccato in tempo. Basta dire che "così si rompono" e si blocca :-) E' bastato un paio di volte, capite le conseguenze, ha perso la curiosità. Però continua a sfogarsi coi tasti e gli sportellini dei miei registratori anni '70, i famosi "falsi bersagli" :-)
Tra l'altro, nonostante tutto il suo impegno distruttivo, non è ancora riuscita a romperli. Ah, le cose solide come una volta non le fanno davvero più :-))))))))))))))
Grazie del contributo ed un bacio alle bimbe,
Lucio Cadeddu

Upgrade sorgenti con 500 €
Caro Lucio,
sono un quarantenne da sempre appassionato di musica, ascoltata con soddisfazione per molti anni, senza crearmi grossi problemi, fino a quando ho scoperto il tuo interessantissimo sito. La qual cosa, unita all'ascolto dell'impianto veramente super di un mio nuovo amico, ha cominciato a far nascere in me una miriade di molti, legittimi, dubbi ed interrogativi.
Dopo tanta navigazione nelle pagine della tua fantastica rivista, infatti, è cresciuta sempre di più in me la curiosità, quasi la necessità, di avere un tuo parere su quello che è il mio attuale impianto:

L'amplificazione e le casse credo siano di buon livello, anche e soprattutto grazie alla disponibilità di un negoziante davvero gentile ed umano, che fa il suo mestiere da molti anni, ormai più per autentica passione che per lucro (pre e finale sono usati, le casse nuove ma fortemente scontate per fine serie). Ho potuto fare diverse prove, anche a casa mia, sempre con la massima cortesia da parte sua.
Ci sono tante lamentele sui rivenditori, parliamo di loro anche bene, quando se lo meritano! Come avrai notato, c'è disparità fra le sorgenti ed il resto dell'impianto; i miei dubbi, ripeto, secondo me più che legittimi, sono questi: come giudichi l'attuale insieme, devo cambiare assolutamente giradischi e cd-player?
Per avere un sensibile miglioramento devo per forza spendere molti soldi oppure ci sono altre soluzioni? E' vero che con un CD sui 500-600 euro cambierebbe poco rispetto al suono del mio?
Mi piacerebbe proprio avere un tuo giudizio, perché la curiosità è davvero tanta! L'impianto è posto in una stanza di circa 18-20 mq., con le casse poste lungo il lato corto, a circa ml. 1,60 dalla parete posteriore, 60 cm. da quelle laterali e a 2,20 ml. fra di loro. A me il suono attuale non dispiace, ma so di poter ottenere molto di più dai diffusori Ruark; mi piace un suono pulito, arioso, profondo ed equilibrato, il genere preferito è di gran lunga il prog, Genesis vecchia maniera in testa.
Grazie per l'interessamento ed il tempo che vorrai dedicarmi e complimenti vivissimi per il lavoro, disinteressato ed utilissimo, che svolgi da anni con grande passione. Ciao!
G.Mario - E-mail: g.mario (at) aliceposta.it

LC
Caro G.Mario,
CD e giradischi possono essere migliorati. Parti dal CD, visto che con 500 Euro un upgrade per entrambi è impossibile. Se non ti disgusta l'usato, puoi fare un pensierino ai soliti Rega Planet, Linn Mimik, Marantz CD63 KIS, Naim CD3. Nel nuovo, invece, NAD C521 o forse anche C542 o ancora un modello base della Rotel.
Per il giradischi, con budget analogo, a scelta tra Rega P2 o qualche modello ProJect, se nuovi. Nell'usato, con una cifra del genere, trovi anche un Linn Axis con braccio Basik Plus o Akito. Il salto di qualità sia per il CD che per il giradischi, sarà consistente.
Certo, se potessi arrivare a cifre più interessanti sarebbe ancora meglio, perché il resto dell'impianto lo meriterebbe.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Fulmine a ciel sereno
Gentilissimo Lucio,
Le scrivo in un momento di gravissimo cordoglio con una storia che farà rabbrividire tutti gli audiofili.
Premetto che io forse non mi qualifico appieno come "audiofilo": sono semplicemente un grandissimo appassionato di musica classica e jazz. Possiedo un impianto costituito da un giradischi Linn LP12 con braccio SME e testina Clearaudio Aurum Beta, un lettore CD TEAC VDRS-10, un preamplificatore a valvole LS-5 della Audio Research, un finale a valvole VT-100 della stessa marca che guida un paio di casse ESL 989. Ho comprato tutto l'impianto intorno al 1994, e l'unica modifica che ho fatto sono le casse, in quanto le mie vecchie ESL63 si erano rotte e la riparazione era impossibile. Per il resto compro solo dischi...
Ero soddisfattissimo e non avrei mai pensato di cambiare niente dell'impianto, se non fosse che alcuni mesi fa un fulmine ha colpito l'impianto elettrico di casa mia distruggendo completamente il preamplificatore e l'amplificatore (per fortuna non le casse comprate cinque mesi prima...).
Per non rimanere senza musica ho "recuperato" un vecchio pre McIntosh C28 con ampli MC2125 ereditato da uno zio: è alla revisione e tra poco avrò comunque qualcosa di buono con cui ascoltare musica (altrimenti mi viene un attacco da astinenza). Purtoppo, nonostante io viva nei pressi di Milano, non è per nulla facile potere ascoltare un amplificatore con le proprie casse, non tutti hanno i prodotti disponibili, e anche chi li ha non sempre è disposto a farli ascoltare a casa quando non possiede diffusori identici a quelli del cliente.
Questo mi porterà purtroppo a limitare molto il numero di prodotti da valutare, anche perchè io non ho intenzione di acquistare nulla senza averlo prima ascoltato, comparandolo a quanto già ho, come feci anche per il precedente impianto.
Per questo le chiedo un consiglio, per iniziare da qualche parte e cominciare a farmi un'idea del suono dei prodotti disponibili. Diamo per scontato il T-amp. Viaggio spesso negli USA e come passo di lì me lo compro!!. Per il resto, tuttavia, tenga presente che (come penso tutti) a parità di suono preferirei i transistor e non le valvole; ma solo a parità di suono!
Giustamente mi chiederà quale sia il mio budget. Io le confesso che non sono un "audiofilo" nel senso stretto del termine, quanto un appassionato di musica, e l'impianto è solo un sostituto per i concerti e non il "protagonista" della mia passione: è solo un mezzo per sentire a casa una imitazione (ottima, ma sempre imitazione) di quello che si sente per davvero.
Se gli ARC non si fossero rotti li avrei tenuti altri venti anni essendo soddisfatto. Considerato che spero di non essere più colpito da fulmini, diciamo che non ho intenzione di farmi limitare dal prezzo, visto che poi terrei gli apparecchi per un tempo molto lungo e che me li godrei tutti i giorni. Certo, per spendere 20.000 euro in un amplificatore deve proprio darmi un suono che mi cambia la vita. Ma quando acquistai le prime ESL63, per le mie disponibilità economiche di allora, erano proprio una follia, eppure mai spesa fu più oculata di quella...
La ringrazio anticipatamente,
Leonardo - E-mail: leomarchetti52 (at) yahoo.com

LC
Caro Leonardo,
consiglio sempre di dotarsi di qualche sistema di protezione anti-fulmine, di usare impianti a norma con messa a terra e di scollegare l'impianto in caso di brutti temporali. Mi spiace, hai tutta la mia solidarietà.
Per non essere "un audiofilo", come dici tu, hai un impianto mica da ridere :-)
Molti presunti "audiofili" affitterebbero la nonna pur di possedere un impianto come il tuo...
La prima cosa che mi viene in mente e che presumibilmente farei, al tuo posto, è cercare pre e finale identici, usati, tanto per non sbagliare. Visto che ti dichiari soddisfatto del suono che ascoltavi prima, perché perdere tempo e rischiare inutili esperimenti?
Sia l'Audio Research LS 5 che il VT 100 si trovano, in Europa, con una discreta facilità. In ogni caso, puoi anche "virare" per qualche prodotto analogo, sempre di casa AR, della stessa tipologia circuitale. I finali Classic, ad esempio, o i pre della serie LS ma "superiori". In questo modo conserveresti l'equilibrio raggiunto e potresti pure fare un piccolo salto come qualità sonora globale.
Negli States sarebbe ancora più facile reperire tale materiale, ma c'è il solito vincolo dei 110 Volts e della dogana.
Fammi sapere del T-Amp...qualcuno lo ha collegato alle ESL-63 e ne è rimasto colpito positivamente. E' un sacrilegio, specie poi se pensiamo alle tue 989, ma si può sempre "giocare"...
Buona caccia!
Lucio Cadeddu

Ultimi solchi di un LP
Caro Lucio,
tengo a complimentarmi per l'interessantissimo sito e per la competenza e l'obiettività con cui vengono trattati tutti gli argomenti. Premesso ciò, passo al quesito che mi arrovella da anni ormai, e cioè: è normale che ascoltando un disco in vinile, con un giradischi/braccio/testina di media qualità, la musica incisa sugli ultimi solchi verso il centro del disco tendano a distorcere sulle medie/alte frequenze?
Mi spiego meglio, il mio primo giradischi è stato un Yamaha (proveniente da rack, non ricordo la sigla) con braccio fisso non regolabile e testina ellittica della ADC; lo comprai usato ma sostituii subito la puntina. Al tempo non curai particolrmente il montaggio della testina allo shell, la regolazione dell'antiskating e il peso da applicare alla puntina, insomma seguii semplicemente le indicazioni della Yamaha per la messa in funzione del piatto.
Mi accorsi subito del problema suddetto ma "tirai avanti" fino a quando acquistai, nell'ormai lontano 1992, un Linn Basik (un po' essenziale ma abbastanza valido) con braccio CEC (ottima costruzione anche se un po' pesantino a mio avviso) e testina AKG 15S (bassa sensibilità ma riproduzione molto fedele e pulita). Il giradischi così composto è collegato al vecchio e fedele NAD 3240 (che considero ancora un buon integrato) il quale pilota 2 diffusori autocostruiti di mia progettazione.
Insomma, concludendo, il problema persiste, nonostante abbia seguito tutti i sacri crismi per il montaggio della testina e per la regolazione del braccio (dima, bilancina di precisione, etc.) e nonostante applichi tutte le cure per la pulizia degli LP (uso semplicemente la spazzolina in fibre di carbonio passandola in senso contrario a quello di lettura e per non oltre 1 giro sul disco, come consigliato su molte riviste audio).
Chiaramente il difetto si presenta su tutti i dischi, alcuni più di altri. Ho provato a "lavare" i dischi (con la soluzione suggerita nel sito TNT) dove il difetto era più rilevante: niente! Ho provato vari sistemi per scaricare l'elettricità statica (teppettino in fibra di carbonio, scaricatori piezoelettrici, spray, ...).
Ora mi chiedo se sia un fenomeno naturale o la causa sia da attribuire a una mia scorretta regolazione (che danneggia i solchi centrali), ad accumuli elettrostatici, ad accumuli di sporcizia o a qualche errata interfaccia tra i vari componenti.
Scusa la prolissità, ti ringrazio anticipatamente per l'attenzione,
Flavio - E-mail: f_pillan (at) peruzzoindustries.com

LC
Caro Flavio,
per una ragione geometrica, gli ultimi solchi di un LP sono sempre i più difficili da tracciare. E' un problema col quale tutti gli appassionati di analogico debbono fare i conti. Detto questo, ci sono almeno tre strade percorribili, anche simultaneamente. Primo, acquistare un disco test, ad esempio quello di
HiFi News and Record Review, per regolare antiskating e tutto il resto fino alla minimizzazione del fenomeno. Secondo, testine migliori tracciano meglio. Sembra una banalità, ma è proprio così. Non conosco il braccio in tuo possesso, quindi non so consigliarti bene ma un upgrade della testina, entro un range di spesa ragionevole, potrebbe essere sensato.
Terzo, potresti allineare la testina per errore tangenziale nullo proprio nei pressi degli ultimi solchi. In questo modo peggiori un po' la lettura dei restanti (è una coperta corta) ma forse riesci a rendere ascoltabili gli ultimi.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Ancora su SACD ibridi ed altre cose
Caro Lucio,
a proposito della discussione sul remaster formato CD di TDSOTM dei Pink floyd, vorrei chiarire che il mio esemplare non ha solo un suono imperfetto, è semplicemente inascoltabile. Per questo ho riscontrato un bel passo avanti con il SACD ibrido. Non credo che il mio esemplare sia l'unico a funzionare male, perché lo stesso suono scadente l'ho trovato negli stessi brani tratti da una raccolta e perfino ascoltando una radio locale in auto! Il mio è un acquisto recente, forse versioni precedenti erano migliori.
Possibile che un master si possa "rovinare" da un'edizione all'altra? Misteri delle ristampe. Tutti gli altri dischi dei PF suonano in modo meraviglioso, da Meddle a The Wall.

Volevo approfittare per commentare la prova dell'AudioSophia I 50jm, che ho letto con grande interesse. Sembra che di questi tempi si stiano facendo largo amplificazioni in grado di rompere con il passato (vedi T-Amp) e incrinare il teorema che vorrebbe gli ampli suonare meglio al crescere del dislocamento (scusa il termine nautico, ma viste certe creazioni..) e del prezzo.
E' interessante dal punto di vista dell'audiofilo vedere marchi nuovi in grado di sorprendere e non far rimpiangere schemi consolidati. Personalmente ho scoperto per puro caso (grande delusione data da un prodotto di un marchio molto conosciuto provato in ascolto casalingo), un integrato Norma della nuova serie. Un prodotto di cui ignoravo totalmente l'esistenza, si è conquistato, alla prova dell'ascolto, un posto d'onore nel mio impianto, posto che penso manterrà per parecchio tempo vista la soddisfazione che mi dà.
Un saluto cordiale,
Fazio - E-mail: phatio (at) gmail.com

LC
Caro Fazio,
nulla posso aggiungere alla tua esperienza col CD suddetto, prendo solamente atto che suona male. Il perché, francamente, mi sfugge. Per quanto riguarda il discorso che fai sulle amplificazioni, ammetto di essere particolarmente favorevole ad oggetti che siano facilmente gestibili in ambiente domestico. La ragione è sempre la stessa: consentire a più persone di avvicinarsi all'HiFi. Spesso ingombri ed estetiche da nave da guerra tengono lontane dall'HiFi tante persone che vorrebbero un buon suono non svincolato da un'estetica gradevole ed una presenza domestica "discreta".
Inutile negare che il grande successo commerciale dei compattoni stia anche nel fatto che spesso sono di dimensioni ragionevoli (per abitazioni sempre più piccole) e dall'estetica piuttosto ricercata.
E' chiaro, tuttavia, che dal "nostro" punto di vista prima deve venire il suono (la funzione) e poi l'aspetto (la forma). Nel caso dell'ampli AudioSophia I-50jm, il connubio tra suono ed aspetto mi sembra particolarmente riuscito.
Buon Ascolto!
Lucio Cadeddu

Sbilanciamento tra i canali
Buongiorno Direttore!
Complimenti per tutto quello che riuscite a divulgare in campo HI-FI con la vostra rivista. Le scrivo nuovamente per avere un parere su una mia sensazione (magari è del tutto normale), ascoltando il mio impianto in stereofonia e focalizzando l'attenzione sull'effetto stereofonico mi accorgo che la voce non proviene esattamente dalla zona centrale ma è leggermente spostata da una parte, sono "in presenza" dell'effetto stereofonico o può essere qualche sbilanciamento dovuto alla non perfetta disposizione dei diffusori.
Anche spostando un po' la posizione degli stessi l'effetto rimane comunque.
Premetto che lo sbilanciamento non è sempre dalla stessa parte ma cambia a seconda dei brani o dei cd ascoltati, magari è un fatto di registrazione dei CD ma con CD originali provo fatica a credere che siano registrati male.
Nel collegare i miei diffusori in Bi-Wiring (Kef Q4) mi sono accorto che in un diffusore i morsetti +/- indicati per il medio-alto in realtà facevano suonare il basso e viceversa, in realtà internamente i filtri dovrebbero essere collegati correttamente altrimenti mi sarei accorto subito, forse è solo i riferimenti sulla piastrina ad essere sbagliati, magari è il caso di aprirle e dare un'occhiata anche se questo forse non ha niente a che fare con il problema sopracitato?
Damiano - E-mail: damiano.santinelli (at) imesa-spa.com

LC
Caro Damiano,
l'errata indicazione sui morsetti non credo possa influenzare in alcun modo il bilanciamento tra i due canali. Apri e controlla, per puro scrupolo. E, magari, fai una prova in monowiring. Controlla anche che la fase sia corretta (positivo sul "+" e negativo sul "-") magari anche avvalendoti di un disco test.
La voce non è sempre perfettamente centrata tra i diffusori, ma lo è nella stragrande maggioranza dei casi. Che un canale suoni più forte dell'altro è sempre possibile, soprattutto se la disposzione dei diffusori non è perfettamente simmetrica rispetto alle pareti circostanti. C'è anche da dire che molti di noi hanno un orecchio più sensibile dell'altro o diversamente sensibile a certe frequenze. L'avete notato sicuramente mettendo la cornetta del telefono in un orecchio piuttosto che nell'altro.
Quel che descrivi tu è però un caso diverso, visto che la sensazione di "cassa che suona più forte" non è fissa, ma si sposta da un canale all'altro a seconda dei dischi.
Devo pertanto dedurre che siano in effetti i dischi in tuo possesso ad essere sbilanciati anche se, ripeto, tra le migliaia di dischi che ho ascoltato non è che ne ricordi molti con la voce non perfettamente al centro, specie se solista.
In definitiva, non so darti una spiegazione, a meno che - AZZARDO - tu non soffra di ipoacusie (e/o acufene) temporanee su entrambe le orecchie, variabili nel tempo. Se l'effetto fosse molto fastidioso prova a farti fare una visita audiometrica.
Ampli e CD, di norma, non soffrono di questi problemi. Solo a bassi volumi, un potenziometro del volume non proprio "perfetto", potrebbe far suonare un canale più forte dell'altro...ma sarebbe sempre lo stesso.
Lucio Cadeddu

I sonanti costi del suono
Gentile Direttore Cadeddu,
intanto mi scuso per la cafoneria di non averle inviato neanche una riga di ringraziamento per la sua pronta risposta alla mia mail (sta nel
vol. 328 di TNT: Upgrade o side-grade?). Ho avuto qualche problema informatico recentemente... Dunque grazie per il consiglio "pragmatico" che mi sembra davvero molto ragionevole e contro inutili spese (la rimando alla mia mail iniziale per i dettagli).
E a proposito di spese, mi permetto una piccola considerazione proprio sui costi della HiFi (HighEnd??), visto anche il piccolo caso (i.e. casino...) da voi recentemente sollevato circa l'ampli Sonic Impact T-Amp (dovrei scrivere amply??? :-)
Come le scrivevo, volendo prendere un valido e non effimero lettore cd, la mia scelta ormai oscilla tra il nuovo CEC TL51ZX e il nuovo Audio Analogue Maestro 192/24, selezionati anche sulla base del suo parere e per ragioni di reperibilità, affidabilità tecnica e per la (presumo) tradizionale serietà di chi commercia e distribuisce questi marchi nella mia città.
Ora non le chiedo un parere da guru del suono, ma piuttosto il suo umanissimo punto di vista su questo aspetto: poiché in Italia entrambi gli apparecchi costano al dettaglio quasi la stessa cifra (non proprio modesta: circa 2400 euro), da un punto di vista commerciale dovrebbero essere pressochè nella stessa categoria; scopro invece (sito CEC ufficiale giapponese, non "grey market"!!!) che il CEC si vende nella sua patria d'origine a circa 1500 yen (circa 1600 euro). L'Audio Analogue si vende in USA a circa 2500-2700 $ (che è più o meno quello che costa qui da noi).
Come mai? Qui c'è qualcosa che non va; capisco i costi di importazione, distribuzione e vendita, il prodotto non è proprio di categoria consumer, etc., ma è possibile che questi facciano aumentare di circa 1000 euro il prezzo nel nostro paese del prodotto nipponico? (stessa situazione con gli Accuphase, che infatti voi consigliate di cercare usati), dico questo soprattutto in considerazione dei costi di produzione nipponici che, a confronto con l'AA, immagino dovrebbero essere più bassi data l'alta industralizzazione che credo accompagni la costruzione del CEC (dietro ci sono due colossi come Sanyo e Seiko). Insomma, mi sembra che ci sia un'incongruità da qualche parte; facciamo alcune ipotesi tenendo fermo un fattore che credo oggettivo e confrontabile: il prezzo dei listini dei mercati di origine (1500 yen (1600 euro) il CEC - 2500 euro circa l'AA):

Detto questo, dico anche che ho le idee ancora più confuse; confermo a scanso di equivoci che considero CEC e Audio Analogue case serissime e validissime (e infatti alla fine uno dei due prenderò) e che non intendo insinuare alcun sospetto su chicchessia, ma volevo solo esprimere una mia perplessità da semplice utente; come spesso anche voi ricordate (e aiutate il lettore nelle scelte), mi sembra infatti che nell'Alta Fedeltà ci siano un po' troppe zone d'ombra sul profilo dei (notevoli) prezzi d'acquisto (T-Amp, T-Rex...).
Caro Cadeddu, mi scusi lo sfogo (forse dovrei entrare nel vostro forum come sede più adatta) e la ringrazio comunque ancora della pazienza e dell'ospitalità.
Stefano - E-mail: stephfox (at) tin.it

LC
Caro Stefano,
abbiamo avuto una lunga discussione sul nostro Forum proprio su questo argomento. Devo dire che l'unico distributore che ha provato a spiegare alcune "incongruenze" dell'HiFi in Italia non è stato particolarmente esaustivo. Mi perdonerà se posso sintetizzare il suo pensiero in due punti chiave:

Ho espresso tutte le mie perplessità - che sono le tue - su entrambi i punti in quella sede, non voglio rinfocolare sopite polemiche. Se hai voglia, leggiti le discussioni di Gennaio sul nostro Forum. Si possono fare tante ipotesi e tanti discorsi ma, alla fine, bisognerebbe confrontare i prezzi degli apparecchi nei rispettivi Paesi d'origine.
Tra l'altro, se Audio Analogue costa negli USA quasi quanto costa in Italia, pur con il dollaro così debole nei confronti dell'Euro...possiamo anche trovare tutte le scuse di questo mondo, ma il dubbio forte ci rimane. E quando col costo di 1 apparecchio importato se ne acquistano 2 o 3 nel Paese d'origine, dazi, IVA e spedizione comprese, anche tutti i discorsi relativi all'assistenza "italiana" (non sempre efficientissima) cominciano a vacillare.
Posto che i guasti gravi sono rari, in apparecchi di pregio, c'è da dire che se a parità di costo ho la possibilità di acquistare due apparecchi anziché uno, se anche uno di questi dovesse implodere ci sarebbe pronto il "ricambio".

Insomma, io credo che i tempi delle vacche grasse siano definitivamente finiti. Internet sta mettendo davanti agli occhi di tutti situazioni che prima erano note solo agli addetti ai lavori ed a chi poteva permettersi di leggere la stampa estera. Oggi, con un click su Google, si può vedere chi cerca ancora di approfittare di una certa situazione di, diciamo, "oligopolio" e chi invece si sta mettendo al passo coi tempi. E' la legge del mercato: la gente acquista dove, a parità di altre condizioni, costa meno. Certi meccanismi che funzionavano bene fino all'inizio degli anni '90 oggi mostrano tutte le loro pecche. Il mercato ha reso, fino ad oggi, l'Italia un Paese atipico, con prezzi anche triplicati rispetti ai Paesi d'origine. Lo stesso mercato, a poco a poco, sta distruggendo questo modo di "vendere". Non è un caso che i migliori clienti di negozi "cinesi" siano italiani. Chi non si adatta è destinato a chiudere.

Per quanto riguarda la tua scelta, temo che l'unico possibile giudice sia l'ascolto e nient'altro. Alla fine, il costo REALE di un oggetto deve sempre fare i conti con la prova d'ascolto.
Tienimi aggiornato!
Lucio Cadeddu

Ancora casse in libreria
Caro Direttore,
Ho scoperto casualmente circa un mese fa il vostro sito, e desidero innanzitutto complimentarmi con lei e con il suo staff per la completezza e la competenza che traspare dalla lettura delle recensioni.
Dopo esserne diventato, compatibilmente con il tempo a disposizione, un assiduo frequentatore, l'inevitabile risultato della lettura delle varie rubriche è stato quello di risvegliare in me il desiderio sopito da tempo di migliorare il mio non recentissimo e probabilmente non eccelso impianto stereo.
Pertanto vengo a cortesemente richiederle un aiuto su come intervenire con ipotesi migliorative/sostitutive sul mio impianto attuale. La stanza nella quale è posizionato l'impianto è un rettangolo di 5,5 m. X 4,2 m. per 3,3 m di altezza in una casa di Milano inzio 1900. La stanza è mediamente arredata con pavimento in parquet senza tappeti e con una libreria che occupa l'intera dimensione di una delle pareti lunghe (5,5 m).
Pertanto, e purtroppo, le casse sono e saranno ospitate dalla libreria ad una altezza di circa 2,2 m da terra.
L'impianto attuale è composto da:

La musica che ascolto è generalmente leggera (pop italiano e straniero) pur non disdegnando la classica e, raramente, la lirica. Il budget che metterei a disposizione per passare da mio impianto attuale ad impianto maggiormente da "audiofilo" è di circa 1500-2500 EUR. Ho ascoltato di recente diversi modelli di lettori CD Arcam e Rotel, l'impressione al mio orecchio, ma desidero anche un suo parere da esperto, è che l'Arcam renda un suono più "morbido" mentre il Rotel uno più "duro".
Spero di non averle creato troppa confusione e resto in cortese attesa di un suo prezioso consiglio su come investire al meglio il budget indicato.
La ringrazio in anticipo e saluto cordialmente
Giuseppe - E-mail: Giuseppe.Gangai (at) elsag.it

LC
Caro Giuseppe,
con le casse appollaiate a 2.2 metri di altezza su una libreria parlare di "HiFi" è arduo e, se devo essere franco al 100%, ti consiglierei di destinare i 2500 Euro del tuo budget ad attività più edificanti (acquisto di dischi, frequentazione di concerti dal vivo, corsi di Musica etc.).
In altre parole, farei il meno possibile. Questo, in soldoni, significa:

In chiusura...possibile che non riesci a mettere i diffusori in posizione consona al loro utilizzo? Nessuno si sognerebbe mai di mettere la lavatrice a 2 metri d'altezza e prendere la scaletta ogni volta per caricarla/scaricarla! La prossima volta che la vostra consorte (o chi per lei) vi dovesse chiedere di mettere le casse in posti improbabili, proponete di appendere la TV su staffe a 2,5 metri d'altezza. Chissà, magari recepiscono il messaggio. Insomma, sembra che per le casse di un HiFi qualunque sistemazione vada bene, "purché non diano fastidio". Le casse DEVONO stare ad altezza d'orecchio dell'ascoltatore (immagino seduto, non arrampicato su una scala) ESATTAMENTE come la TV deve stare in asse con gli occhi di chi la guarda. Mi sembra un concetto molto semplice da capire. Ogni altra soluzione è un errore, un controsenso ed...uno spreco di denaro.
Oggi esistono diffusori bellissimi, veri e propri oggetti d'arredamento, magari anche snelle torri da pavimento che in pianta occupano lo spazio della custodia di un CD o poco più. Possibile che ci si debba ancora ridurre ad ascoltare la Musica in questo modo così castrante? Perdonami lo sfogo ma davvero faccio fatica a capire.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

ATTENZIONE!!! Pregasi leggere prima le Istruzioni per l'uso
Per le domande più generali leggete prima la rubrica Adeste Fideles!
Potete anche unirvi al nostro gruppo di discussione sull'HiFi!!!

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