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Lettere alla Redazione

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I volumi della posta precedente

  1. Upgrade o side-grade?
  2. Flessibile FleXy
  3. Impianto con 3500 Euro
  4. Lettura CD protetti
  5. Considerazioni sul fenomeno T-Amp
  6. Piattaforma antirisonanze autocostruita
  7. Diffusori nuovi per 500 €
  8. Impianto entry-level da studente con 1000 €
  9. Irriguardosa prova T-Amp
  10. Quasi un downgrade

Upgrade o side-grade?
Gentilissimo Direttore,
le scrivo per chiedere il suo preziosissimo consiglio. Sono in procinto di cambiare il mio impianto hi-fi così composto: ROTEL RCD-1072 con la sorgente MARANTZ CD-17 MKII 'M' o MARANTZ CD-17 MKIII o MARANTZ CD-17 MKIII K.I. Signature oppure se riesco a trovare l'occasione giusta, il MARANTZ SA17S1.
La mia indecisione sul modello di lettore cd è dettata dal fatto che dalle specifiche tecniche ho notato che: il modello 'M' ha il trasformatore toroidale, il telaio ramato: tutte cose che non si trovano nel secondo modello (MKIII) e per poter avere la stessa componentistica con il nuovo modello bisogna acquistare il modello MKIII K.I.Signature. Dico tutto questo da profano che ha notato ciò che si può notare. Ora, le chiedo: comparando i tre modelli, quale è il migliore? E comunque credo sulla carta che l'MKII 'M' sia migliore dell'MKIII.
Senza alcun impegno, le chiedo gentilmente il suo parere. Cosa mi consiglia? Faccio comunque un salto di qualità rispetto al mio ROTEL?

Poi vorrei cambiare il ROTEL RA-1062 con: MARANTZ PM17 MKII 'M' a cui aggiungere in un prossimo futuro il finale MARANTZ SM17 per potermi avvalere della bi-amplificazione e conseguentemente del bi-wiring (ho trovato degli ottimi prezzi sul sito www.magicsound.it). Attualmente ho i diffusori MISSION 783 che vorrei continuare ad utilizzare con le suddette elettroniche e come cavi di segnale ho dei VAN DEN HUL The Second terminati rca da 60 cm e come cavi di potenza ho dei VAN DEN HUL The Magnum Hybrid terminati VAN DEN HUL a banana. Come cablaggio, crede che possa andare bene ?(al di là dei gusti personali chiedo senza impegno il suo autorevole parere).
Dovendo fare la bi-amplificazione e quindi anche il bi-wiring sto pensando di permutare i The Magnum Hybrid con dei cavi singoli sempre della VAN DEN HUL. Al di là dell'ascolto, le chiedo senza impegno il suo consiglio per ottimizzare al meglio la resa delle elettroniche, che in bi-amplificazione saranno necessari due cavi di segnale uno da 60 cm e uno da 80 cm e otto cavi singoli della VAN DEN HUL.
E se dovessi acquistare il lettore Super Audio Cd MARANTZ SA17S1, il cavo di segnale dovrebbe essere lo stesso?
Con i suddetti componenti, quali mi consiglia? In alternativa alla VAN DEN HUL, quali cavi potrei utilizzare (forse questa è la domanda più sensata che io possa aver fatto sulla scelta dei cavi).
La ringrazio anticipatamente della sua disponibilità, competenza e pazienza con un appassionato audio che necessita dei suoi preziosi consigli per l'ottimizzazione di un impianto che credo mi darà ancora maggiori soddisfazioni.
Grazie.
Stefano - E-mail: stevencop (at) tiscali.it

LC
Caro Stefano,
credo che il mio consiglio non andrà nella direzione da te invocata ma....ti invito a tenere le due elettroniche Rotel. Credo che il cambio con i Marantz citati, sia sorgenti che amplificazione, sarebbe solo ed esclusivameente un side-grade, come si dice. Non un vero e proprio upgrade!
Potresti provare a sostituire i cavi, certo, ma dubito che otterrai, con cifre umane, salti di qualità veramente sensibili. Il mio consiglio è, pertanto, di fare "passi" più sostanziali, magari cambiando un solo componente alla volta, con qualcosa che rappresenti un vero salto di qualità.
In ogni caso, perché questa tua devozione a Marantz? Da quel che si scrivi sembrerebbe che tu non li abbia ascoltati, visto che ti limiti a estrapolare qualcosa dalle caratteristiche tecniche (esercizio sempre molto pericoloso...).
Il mio secondo consiglio è quindi quello di ASCOLTARE il più possibile, senza limitarti ad un solo marchio. I cosiddetti "esperti" non possono mai sostituirsi al tuo gusto personale.
Tienimi aggiornato!
Lucio Cadeddu

Flessibile FleXy
Ciao! Innanzitutto complimenti per il bellissimo e furbo progetto: il
tavolino Flexy! Molti di noi non avrebbero mai pensato ad una cosa del genere. Vado con ordine. Mi presento: sono Giaime, appassionato di elettronica e di musica dei dintorni di Mestre, in provincia di Venezia. Ho (solo!) 18 anni e sono al mio primo impianto, in parte cannibalizzato da qualche residuo dei miei genitori, in parte ottenuto per vie fortuite, fino adesso senza spendere neanche una lira. Insomma giradischi Technics SL1200, puntina Stanton MkII (mi sembra sia una cosa da dj, magari quando ho i soldi la cambio), ampli integrato NAD3020 (si proprio lui! originale del 1981, argento con la scritta "Series 20"), casse AR18. Eh si, mi manca il lettore Cd... sto spulciando eBay... intanto mi hanno regalato una piastra cassette Technics 615, devo metterla un po' a posto, stiamo parlando di un pezzo del 1977...
Mi serviva un tavolino per mettere l'impianto, e inizialmente ero orientato verso quelli dei supermercati, tipo quelli con l'antina di vetro. Peccato però che quei tipi lì non si trovino più, adesso sono tutti bassi da televisione. Così, leggendo da tempo la vostra rivista on-line (che vivrà per sempre!!!) ho deciso di intraprendere la costruzione del tavolino Flexy.
Sarebbe stata la prima volta per me nella lavorazione del legno, così la cosa si faceva interessante. Materiali: il legno l'ho preso da Brico, è abete in listelli già incollati tra di loro, della dimensione di 5/6cm. Le tavole le vendevano già nelle misure che a me andavano comode: 40x60x1.8 e 30x60x1.8, rispettivamente per 7.50 euro e 5 euro cadauna. Ho preso quella larga 40 per il giradischi, e 3 di quelle da 30 per il resto dei componenti (troppe?). Totale 25 euro, rifilatura inclusa. Per la ferramenta sono andato in un negozietto piccolino nel mio paesino dove ho speso 35 euro tra barre filettate (ferro zincato), dadi e rondelle + dadi a calotta (tutto acciaio inossidabile), oltre a un pacchetto di rondelle di cartone (quelle da idraulica) per proteggere il legno dai dadi. In più la solita turapori trasparente e il flatting trasparente, pennelli e carta vetro (180).
La verniciatura è stata difficile: non avevo dove mettere le tavole, le ho dovute mettere ad asciugare in giardino appoggiate al muro, cosicchè mi è toccato fare una faccia per volta, con tutti i problemi connessi (la vernice che gocciolava dall'altra parte...). Alla fine mi sono accorto che i giornali su cui le avevo lasciate a seccare avevano ceduto loro del colore, formando macchie molto estese verdognole che anche con la carta vetrata non si toglievano. Ho detto "vabbè, vorrà dire che quello sarà il lato di sotto, che non si vede...". Alla fine, dopo 2 ore per montarlo (è dura girare una ventina di dadi su aste da 1 metro!) e per metterlo a bolla, il risultato è molto carino, talmente tanto che persino mia madre, restia ad accettare in casa una cosa autocostruita (grrrrr..... si tratta di fattore WAF) ha apprezzato molto, e mi ha chiesto subito di realizzarle una libreria (doh!).
Foto? Niente macchina digitale purtroppo. Ti rimane solo la testimonianza dell'ennesimo autocostruttore di tavolini. E adesso la domanda: il mio, senza niente sopra, balla, e non poco. Con la roba sopra diventerà più stabile o me lo devo tenere così? Penso che sotto le vibrazioni di un cd-player ballerà più di Carla Fracci...
Ciao! E grazie di esistere, TNT-Audio!
Giaime - E-mail: xgiaime (at) hotmail.it

LC
Caro Giaime,
complimenti per la dedizione verso la "causa" della vera HiFi, nonostante la giovanissima età! Detto questo, passo a risponderti: il FleXy, nonostante il nome, non deve flettere se non in misura minima. Sicuro che i dadi siano tutti ben serrati? A meno che per "ballare" non intenda una certa instabilità delle zampe...perché non a bolla. Visto che hai usato le tre barre originali, però, questo problema non dovrebbe esserci.
Il FleXy "balla" quando le zampe sono 4, per ovvie ragioni (ce n'è sempre una fuori "piano"). Quindi: ricontrolla tutta la procedura di montaggio e serra i dadi, se necessario.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Impianto con 3500 Euro
Gent.le Direttore,
sono in preda al panico del secondo acquisto, il primo a 20 anni, questo a 50. Complimenti per la franchezza con la quale risponde. Veniamo alla mia richiesta di aiuto; più mirata, poiché mi sono letto 24 volumi di risposte da Lei date ad altri.
Il mio scopo è di acquistare un impianto ben suonante, bilanciato entro un budget di spesa predefinito in 3.500,00 euro. Mi permetta prima di entrare nei dettagli alcune considerazioni di carattere generale; si dice che un impianto va provato a casa propria, ma Le assicuro che a Milano per importi di Euro.3.500,00 euro, ciò si è rivelato impossibile, nessun negoziante è disposto a concedere gli apparecchi. Addirittura non è possibile ascoltare le configurazioni scelte, neanche presso il negozio, perché non sono assemblati e collegati. Solo l'ascolto di ciò che è cablato con la centralina del negozio che fa funzionare tutte la casse ed alcuni Ampli e Lettori.
Non parliamo dei cavi, a cui lei da una importanza fondamentale ed invece i negozianti minimizzano, dicendo che sono cose da maniaci ed un cavo vale l'altro, quindi è inutile smontare tutto per riprovare con un cavo diverso.
Sui cavi poi c'è da uscire pazzi, sull'annuario vi sono ben 24 pagine di cavi e fare una scelta è pressoché impossibile. Veniamo al mio caso specifico.
Situazione ambientale: salotto/pranzo di 5x8 Tappeto 3x3 2 divani tende pavimento in legno libreria. L'impianto va posizionato su un mobile in legno nel lato corto del locale, con punto di ascolto a 3,5 metri. Il mobile è alto da terra 48 cm. E' molto robusto, è stato fatto costruire per contenere le elettroniche ed in appoggio le casse, da stand. Le casse al massimo possono essere distanziate dal muro di 45 cm. Spesa approssimativa per tutto (cavi compresi) 3.500 euro.
Musica Rock, jazz,soul.
Dopo lungo leggere riviste di settore, pensavo a 2 tipologie:

Dopo aver letto alcune delle Sue risposte: A proposito, nella distribuzione del budget, quanto in percentuale va riservato ai cavi? Non mi resta che avvalermi della Sua esperienza, da solo non riuscirei ad andare oltre. Non ho mai avuto modo di ascoltare le catene proposte insieme, solo i singoli componenti, in particolar modo le casse, ma pilotate da apparecchi ben più costosi di quelli da me presi in esame!!!!!!
Ringraziandola anticipatamente della eventuale risposta che vorrà darmi, le auguro ogni bene.
Massimo - E-mail: mfroio (at) biotek.it

LC
Caro Massimo,
capisco la tua difficoltà, comune a tanti altri aspiranti audiofili. E' chiaro che è difficile ascoltare tutto e nel modo che si vorrebbe ma almeno una scrematura sui diffusori, componente più caratterizzante dell'impianto, si dovrebbe poter fare. Non importa se pilotati da altre elettroniche, le differenze di impostazione saltano fuori comunque.
Che le elettroniche che li pilotano in negozio siano migliori di quelle che potrai acquistare tu è solo un bene, se si tratta di "scegliere" tra diversi modelli di diffusori.
I cavi, poi, non sono un grosso problema. Sono importanti, ma non ne farei una questione chiave, posto che sia raggiunto un livello minimo di decenza. Per il tuo impianto, 300 Euro di cavi, tra segnale e potenza, potrebbero essere largamente sufficienti. Non ha molto senso parlare di costi, ma è giusto per dare un'idea.
Tra le alternative di impianto che hai proposto e che quindi immagino tu possa ascoltare, salvo subito i diffusori Epos, davvero molto equilibrati ed interessanti. Intorno a questi, poi, le possibilità sono infinite. Come amplificazione, tra quelle proposte, vedrei bene sia il Primare che l'Audio Analogue. Tra le sorgenti, uno dei due CEC o un Audio Analogue Paganini, che dovrebbe essere disponibile nello stesso negozio che ha l'ampli Puccini. Se possibile, cerca di acquistare tutto nello stesso negozio: puoi avere uno sconto maggiore (oppure i cavi in "regalo") e potrai contare su una più facile assistenza post-vendita.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Lettura CD protetti
Ciao Lucio,
ti ho scritto qualche tempo fa per un consiglio su un lettore cd, ebbene sto provando un 300 cd krell usato proposto a circa 2500 euro, il resto dell'impianto è formato da pre Audio Research ls 7 finale Muse 100 e casse B&W cdm 9 con cavi di segnale e cassa Transparent super, cavi di potenza TNT Triple T e tavolino TNT FleXy con piani in mdf.
L'ottica del cd è nuova di pacca, ma c'è un fatto strano o forse normale su meccaniche un po' datate come quella del Krell in questione ma i cd protetti soprattutto quelli abbastanza nuovi vengono letti con fatica e più spesso non accettati proprio!!!!
Ti chiedo se conosci il fenomeno e se sai darmi certezza della mia teoria e se secondo te i lettori moderni e magari anche meno costosi possano avvicinarsi a questo livello di suono che è veramente affascinante e coinvolgente.
La mia passione per la musica non mi impedisce di spendere questa cifra ma siccome è per me quasi del sangue non vorrei fare un errore e se mi dai un buon consiglio sarà ben accettato.
Grazie mille.
Emiliano - E-mail: emilianopona (at) libero.it

LC
Caro Emiliano,
abbiamo affrontato più volte il problema dei CD protetti da "copiatura". Di fatto, si tratta di dischi che non rispettano lo standard Red Book dei CD Audio. Pertanto, è abbastanza normale che i lettori pre-avvento di tale "trovata" possano avere qualche difficoltà nel leggere questi CD.
Come comportarsi? Ci sono due possibilità: pretendere il cambio della merce e la restituzione dei soldi (il CD non è un vero CD Audio, ma qualcos'altro) e/o aggiornare il lettore CD ai nuovi standards. Esistono case costruttrici che si sono fatte carico del problema ed hanno proposto ai clienti un aggiornamento dei propri lettori, per renderli compatibili con i CD protetti. La prima che mi viene in mente è Naim Audio, che consente l'aggiornamento per tutte le macchine "vecchie" ancora in circolazione.
Non sono informato circa la politica di Krell ma potresti chiedere lumi al distributore italiano oppure direttamente alla Casa madre negli Stati Uniti. Tieni conto che NON NECESSARIAMENTE tutti i lettori CD moderni riescono a leggere i CD protetti e, onestamente, non credo esista da alcuna parte un elenco di lettori "copy-protected" compatibili.
Quindi, se ti piace il Krell, informati circa la sua eventuale aggiornabilità ai nuovi standards. In alternativa, cerca qualcos'altro, ma accertati prima che i tuoi dischi protetti siano ben accetti.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Considerazioni sul fenomeno T-Amp
Caro Lucio,
ti seguo con piacere e attenzione come sai da svariati anni, quasi dall'inizio della storia di TNT. Ho sempre altamente apprezzato la tua coerenza nella scelta "drastica" di coltivare questo hobby ad alti livelli senza cercare di ricavarne profitti, mantenendoti nelle condizioni di fornire recensioni senza subire condizionamenti di sorta.
Ci ritrovo, fra parentesi, parecchio del carattere sardo più positivo e a me più caro, ma sono altri discorsi...
Dopo aver letto la tua recensione sul T-amp e, devo dire, anche quella su "six moons", altro sito che mi piace molto, ho deciso di procurarmene due esemplari. Beh, per farla breve, condivido in pieno quello che hai scritto e sentito tu e oggi ascolto prevalentemente le mie nuove Proac 125 con loro in biamplificazione, muniti ciascuno di un trasformatore 13,8 v 3A, tenendo i 2 Arcam da 70 w "titolari" perlopiù spenti. Non che mi dispiaccia il suono degli Arcam, tuttavia trovo più veloci in generale e raffinati sulle voci (ma non solo) i piccoletti.
Comunque, il tema di questa missiva sono altre recensioni che ho avuto modo di leggere e che non rispecchiano la realtà che sperimento nelle mie orecchie, ma soprattutto il fastidio di osservare in riviste quali Suono e Video HiFi, un sistematico tentativo di ridimensionamento e di declassamento dell'oggetto e del suo suono da parte di tutti i recensori, senza nessuno, o quasi, che si distacchi da questa linea.
Linea che rappresenta, ai miei occhi, un evidentissimo tentativo di (auto)protezione di un settore commerciale che potrebbe essere messo in seria crisi economica da nuove tecnologie a basso costo. Questioni come il tempo di rodaggio, l'accostamento a diffusori adeguati, l'uso di connessioni di qualità, diventano improvvisamente secondarie di fronte all'urgenza, sembra quasi alla parola d'ordine, di sminuire. Personalmente, trovo questa esperienza illuminante sulla caratura di molti che scrivono di HiFi; come conseguenza diretta, penso che non acquisterò più Suono, almeno non con questo direttore.
Dal punto di vista del consumatore, l'abbassamento dei costi per ottenere livelli qualitativi elevati è da salutare con entusiasmo, a meno che non si appartenga alla categoria degli snob, purtroppo più frequente di quel che si creda anche tra persone "insospettabili". In questo senso mi pare positivo l'articolo sul Venerdi di Repubblica.
Ciao Lucio e buon lavoro,
Fabio - E-mail: fabio.barbato (at) casaccia.enea.it

LC
Caro Fabio,
ti ringrazio per lo spunto e passo a scriverti la mia sensazione: non è il T-Amp in quanto tale a dar fastidio, quanto la messa in discussione del "ruolo" che fino ad oggi hanno avuto le riviste HiFi: quello di incanalare, possibilmente in direzioni predeterminate e precise, gli interessi degli audiofili. Il fenomeno T-Amp scardina questo sistema e mette TUTTI gli audiofili in grado di valutare da soli la qualità di un oggetto HiFi. Direi che la stragrande maggioranza degli audiofili ha espresso un verdetto inequivocabile. Le riviste che altro possono fare se non tentare di chiudere la stalla ora che il "gregge" è uscito dal recinto? Magari provano a salvare il salvabile, tenendosi buoni quei pochi che ancora sono incerti e/o non hanno abbastanza autostima per esprimere opinioni diverse da quelle "istituzionali".
Se ad una rivista viene a mancare il ruolo di "guida" essa perde il 90% del suo valore aggiunto. Se una rivista non riesce più ad indirizzare i propri lettori gli stessi inserzionisti potrebbero cominciare a chiedersi se sia utile o meno investire i propri denari negli spazi pubblicitari. Se passa il principio che le cose interessanti si possono leggere ed apprendere "altrove", sui forum o su siti REALMENTE indipendenti (di FATTO e non di nome), mi dici perché mai uno dovrebbe più acquistare le riviste?
E' questo il principio che fa paura, non il T-Amp. Se ricordi bene, le riviste non si erano certo tirate indietro quando ci fu da parlar bene di un oggetto che HiFi non era, come la Tivoli Radio! Però ci si è lamentati perché il T-Amp ha un solo ingresso e non ha neppure il telecomando! E l'
:nlf AMP-02, venduto tramite il servizio E-Fi della rivista Suono allora cos'è??? Anche questo ha un solo ingresso linea e non ha il telecomando!!! Due pesi, due misure? E costa 10 volte tanto....in vendita DIRETTA online!
Comunque, nonostante l'ostracismo, la voce si è sparsa e ne parlano tutti: basta andare in un negozio anche tipo MediaWorld con un T-Amp sottobraccio per creare il cappannello dei curiosi (come riferitomi da un soddisfatto possessore di T-Amp). Ne parlano i giornali "tradizionali" che con l'HiFi non hanno mai avuto a che fare. E questo, se non è un bene per il settore, ditemi voi cos'è. "La Stampa", il "Venerdì di Repubblica", "Applicando", siti importanti del settore informatico (MAC-City ed altri) hanno dedicato ampio spazio al fenomeno. E' un modo per accendere i riflettori sul nostro settore di nicchia che DA TEMPO non attira più nessuno, neppure grazie alle standiste seminude al Top Audio.
Se, grazie al T-Amp, molti nuovi potenziali clienti si affacceranno a questo settore, ritengo che ci sarà da gioire per tanti. A rammaricarsene resteranno le "riviste" che si vedono defraudate del loro ruolo di "ammaestratori di audiofili".
Soltanto in Italia, però...sì, perché all'estero le cose stanno prendendo una piega molto diversa: già Image HiFi (Germania) e HiFi World (UK) si sono espresse nettamente a favore del piccoletto. Noi italiani, provincialotti e miopi come al solito, restiamo a guardare che il mondo ci scorra addosso, stando ben attenti al nostro misero orticello ormai rinsecchito.
Quel che più infastidisce, però, è un'espressione letta su una rivista italiana che si riferisce ad Internet come ad una realtà "senza controllo", come se ciò fosse un aspetto negativo. Per fortuna esiste un modo democratico per esprimere le proprie opinioni! Chi dovrebbe "controllare" le opinioni delle persone? Forse le riviste "ufficiali" che a loro volte sono "controllate" dai propri inserzionisti? Il "senza controllo" è, poi, sempre un'arma a doppio taglio: il popolo audiofilo avrebbe potuto tranquillamente dire che TNT-Audio ha preso un grosso granchio e che il T-Amp è una emerita porcheria.
Purtroppo per i "controllori", questo non si è verificato.
Il triste risultato di queste prese di posizione un po' ingenue è quello di aumentare il solco che separa il "mondo reale" dal "mondo ideale" delle riviste. Se già da diversi anni, ormai, la credibilità di certa stampa stava andando a picco (come le loro tirature mensili), con questo atteggiamento è stato inferto il colpo di grazia. Contenti loro...

Infine, una considerazione: cos'è che fornisce "ufficialità" ad una rivista? E' lo status giuridico o il fatto che abbia la pubblicità? Perché se è il primo...beh, TNT-Audio ce l'ha. E' registrata come pubblicazione periodica, esattamente come una qualunque rivista cartacea. L'unica differenza è il "medium" per la pubblicazione: carta o online, ma dal punto di vista "formale", burocratico e giuridico, non c'è alcuna differenza. Una rivista ufficiale DEVE avere la pubblicità? Faccio davvero fatica a capire perché :-)
Grazie per lo spunto interessante,
Lucio Cadeddu

Piattaforma antirisonanze autocostruita
Caro Lucio
ti scrivo per descriverti la realizzazione di una piattaforma antirisonanze per giradischi e lettori CD, ma anche amplificatori a tubi, di costo molto contenuto (circa 30 euro) e di elevata efficacia, almeno nel mio impianto. Il progetto è stato proposto da Colin Flood, sul sito www.enjoythemusic.com. Traendo spunto dal meccanismo di funzionamento del Vibraplane della Sound of Silence, una piattaforma antirisonanze molto valida, ma dal costo non proprio accessibile (1695 $ il modello gonfiabile manualmente, 4950 quello automatico), ha deciso di proporre una piattaforma fatta in casa, che ho realizzato anch'io.

Mettere le palle, ben compresse, nella cornice di legno (la cui altezza non deve superare quella delle palle) e sopra posizionare la lastra di granito, su cui verà posto il lettore CD, il giradischi o l'apparecchio a tubi. A differenza di quello che possa sembrare a prima vista, la piattaforma è molto stabile. Ti allego anche due fotografie della realizzazione.
Cordiali saluti
Leandro - E-mail: leandrolioce (at) libero.it

[Piattaforma]"[Piattaforma]

LC
Caro Leandro,
grazie per il feedback! L'utilizzo delle palle da tennis sotto le elettroniche è un'idea piuttosto vecchia, in effetti. E' interessante invece il modo col quale le stesse vengono "vincolate" ad una struttura.
L'unica osservazione che mi sento di fare è quella relativa alla stabilità nel tempo. Con un peso notevole sopra (lastra + apparecchio) le palle da tennis potrebbero alla lunga deformarsi e perdere pressione. Potrebbe essere una buona idea quella di farle "ruotare" di tanto in tanto e sostituirle quando ormai sgonfie.
Se ci pensi, non è altro che la nostra sospensione
TNT Aria realizzata con una camera di bicicletta. Il vantaggio della nostra soluzione è quello di poter regolare la pressione e quindi la frequenza di risonanza, dell'intera piattaforma. Non un dettaglio da poco.
Grazie,
Lucio Cadeddu

Diffusori nuovi per 500 €
Spett.le Direttore, vorrei innanzitutto ringraziarla perché la consultazione del suo sito ha riacceso in me la passione per la musica che avevo un po' trascurato negli ultimi anni durante i quali mi ero assuefatto ad ascoltare la musica tramite il computer.
Mi è sorta la voglia di riascoltare la musica con il mio vecchio impianto Pioneer (serie AX) ed ho anche capito perché avevo smesso di utilizzarlo. Il suo suono non mi piaceva più e mi provocava presto un senso di affaticamento. Così, dopo aver dedicato molte ore notturne alla lettura del suo sito, ho deciso che era giunto il momento di rinnovare il mio impianto cercando dei componenti che fossero molto musicali per il mio orecchio.
Con una iniziale disponibilità di circa 600 € ho quindi acquistato il lettore CD AZUR 340C e l'amplificatore AZUR 340C di Cambridge Audio. Per il momento sto utilizzando ancora le vecchie casse Pioneer S-X320 a sospensione pneumatica. Pur trattandosi di diffusori economici devo dire che il salto di qualità rispetto al vecchio impianto è stato enorme. Ora riesco nuovamente ad ascoltare la musica per notti intere senza stancarmi. Per la prima volta ho anche scoperto cosa sia la tridimensionalità nella musica. E tutto questo spendendo una cifra con la quale avrei potuto comprare a malapena un buon compattone in un ipermercato.
Siccome l'appetito vien mangiando, ora vorrei acquistare delle nuove casse che mi permettano di fare un ulteriore salto di qualità. Tenendo presente che l'aspetto che maggiormente apprezzo delle succitate elettroniche Cambridge sia la loro morbidezza unita alla capacità di riprodurre una scena tridimensionale credibile, gradirei avere un suo prezioso suggerimento su quali casse abbinare.
L'ambiente in cui l?'impianto verrà utilizzato è una stanza rettangolare di circa 3.50 m x 2.80 m. Visto che stiamo parlando di un impianto economico avrei deciso di dedicare alle casse una cifra non superiore ai 500 €.
RingraziandoLa per l'attenzione e per il Suo tempo prezioso che vorrà dedicarmi le porgo i più cordiali saluti!
Marco - E-mail: marco.meloni (at) tiscali.it

LC
Caro Marco,
la stanza adibita all'ascolto non è molto grande ma a mio parere una coppia di torri snelle da pavimento ci sta senza creare grossi problemi. I marchi ed i modelli che consiglio sono più o meno sempre gli stessi. Stando sul nuovo e sull'italiano (che è sempre una buona idea) direi Aliante CNM Tower: di listino costano di più ma si trovano per una cifra vicina ai 500 euro; Indiana Line 5.20: un altro "classico" di questa tipologia, suono molto generoso in basso, buone rifiniture ed ottima reperibilità. All'estero, invece: KEF Cresta 30, si trovano a meno di 500 € e, con un po' di fortuna, potresti arrivare a prendere le Coda 90. Ancora, sempre in UK, Monitor Audio Bronze B4 o Wharfedale Diamond 8.4 o la corrispondente della nuova serie 9.
Cura con attenzione l'interfaccia con l'ambiente e vedrai che il salto rispetto alla tua situazione attuale sarà "quantico" :-)
Tienimi aggiornato!
Lucio Cadeddu

Impianto entry-level da studente con 1000 €
Carissimo direttore, mi chiamo Claudio, ho 20 anni e sono iscritto alla Facoltà di Fisica di Torino. Ho da poco scoperto la vostra rivista on-line e ho già iniziato a perdere preziose ore di sonno per leggere tutto quello che mi sono perso! Le scrivo per avere un consiglio in merito al mio primo impianto stereo entry-level che cercherò di realizzare entro la fine di quest'anno.
La collocazione dell'impianto sarebbe la libreria della mia camera (che misura all'incirca 3 x 4m). So che tale disposizione è, per usare un suo termine, "castrante", ma sono impossibilitato a fare diversamente. Il budget a mia disposizione è di 1000 euro ma preferirei restare abbastanza sotto questa soglia.
I miei gusti musicali propendono per il rock compreso tra il 67 e il 78, con qualche sconfinamento negli anni 60 puri (vedi Beatles, ecc..) e nei primi anni 80 (vedi Van Halen, Guns n'Roses, ecc). I miei gruppi di riferimento sono Deep Purple, Jimi Hendrix Experience e Led Zeppelin e il mio disco di riferimento è Made In Japan dei Deep Purple.
Dunque l'impianto che vorrei assemblare si troverebbe più soventemente a che fare con dischi rock anni 70, ma anche e sempre in più larga misura, con jazz anni 50 e 60 e fusion anni 70. Una precisazione importante è che io suono la chitarra e dunque ho la necessità imprescindibile di avere l'opzione A/B Loop nel lettore CD.
Fatta questa premessa, la mia ipotesi di impianto era:

Tuttavia valuterei attentamente l'opzione T-Amp. La ringrazio anticipatamente e Le chiedo, se possibile, di rispondermi anche se la mia lettera non venisse pubblicata sul sito, perchè considero importante la sua opinione.
Cordiali saluti,
Claudio - E-mail: claudio.accatino (at) gmail.com

LC
Caro Cluadio,
prima di tutto consentimi una precisazione: non credo esista una Facoltà di Fisica a Torino, al massimo esiste un CORSO DI LAUREA (o Corso di Studi) in Fisica, all'interno della Facoltà di Scienze. E' imbarazzante sentire studenti che non hanno ben chiaro a cosa si siano iscritti (ma è un errore comune, non temere) :-)
Detto questo, posto che non ho capito cosa accidenti sia l'A/B loop, mi sta benissimo il lettore Marantz da te scelto, visto che ha questa per te imprenscindibile caratteristica. Tuttavia, visto che sei giovane, ti piace il rock e studi in un corso di laurea "scientifico" mi permetto di consigliarti l'esperimento T-Amp, almeno in prima battuta.
Ci abbinerei dei diffusori ad alta sensibilità della Klipsch, adattissimi al genere musicale da te prescelto. Ad esempio, poiché la disposizione è a libreria (sic!) puoi pensare al modello Reference RB25, un bel bookshelf con woofer da 16 cm e sensibilità di 94 dB/w/m.
Con la potenza del T-Amp e la stanza non proprio enorme credo che potrai dare molto fastidio (o piacere, chissà!) ai tuoi vicini. Se poi la potenza del T-Amp non dovesse bastare potresti prenderne due per un biamping "serio" oppure rivenderlo più o meno allo stesso prezzo che l'hai pagato ed acquistare un ampli integrato più versatile e potente.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Irriguardosa prova T-Amp
[T-Amp + giganti]

Ciao Lucio,
ogni tanto mi rifaccio vivo.
Abbiamo fatto una prova interessante... allego la foto. E' il laboratorio di Lorenzo (Estro Armonico di Senigallia). I diffusori purtroppo non sono i miei ma di un fortunato cliente di Lorenzo...
Ne ho inviato una copia per par-condicio anche alla redazione di Videohifi poichè mi diceva Lorenzo che Bebo Moroni era affezionato al suono di quei diffusori. Forse li ha avuti o recensiti in passato, non so bene... spero abbia apprezzato anche se per ora tutto tace (forse si sarà arrabbiato vedendo l'irriguardoso accoppiamento, boh?!).
Alla fine comunque l'oggetto (l'intruso) si è comportato dignitosamente anche se non ha retto a volumi elevati. Gran parte del merito ai diffusori. Per quanto riguarda l'alimentatore del mostriciattolo presto avremo (sono anche io in attesa) delle belle novità. A proposito per far posto al T-Amp abbiamo messo da parte quegli inutili 4 finali mono che vedi poggiati sul pavimento in basso :-)
Sperando di aver fatto cosa gradita,
Un saluto,
Daniele - E-mail: Letydan (at) libero.it

LC
Caro Daniele,
grazie per il feedback! Non chiediamo troppo al piccoletto, accidenti, non dimentichiamoci che sono 6 watt su 8 ohm!!! E' chiaro che va in clipping se si pretende troppo...ma lo fa anche l'Audio Tekne CK-2 che ha esattamente gli stessi watt e costa 14.500 Euro (quattordicimila e cinquento) :-)
Credo che nessuno oserebbe dire che durante una prova cotanto ampli è andato in crisi!!! Tutti gli audiofili griderebbero allo scandalo! Che razza di scellerato recensore collegherebbe cotanto ampli a diffusori troppo difficili o dalla sensibilità inadeguata? Se si tratta del T-Amp, invece, ogni illecito tecnico e logico è ben accetto, purché si riesca a trovare qualche pecca. E quindi: orrore!!!! Distorce quando portato al limite delle sue possibilità! E cosa volete che faccia? Ringraziarvi forse? O emettere profumo di legno di sandalo? Sapete una cosa? A casa mia riesco a far clippare anche finali grossi come una lavatrice ed altrettanto "potenti". E allora? Basta usare diffusori di buona sensibilità ed il problema è risolto.
Se potete, magari provate ad usarlo in biamplificazione, uno per diffusore. La potenza raddoppia ed il discorso clipping comincia a diventare meno "pesante".
Tienimi aggiornato circa le alimentazioni per il T-Amp.
Lucio Cadeddu

Quasi un downgrade
Salve direttore,
sono Sergio da Firenze, un vecchio lettore della vostra meravigliosa TNT; già più volte ho chiesto tuoi pareri ed oggi ne ho uno forse un po' inusuale: quasi un downgrade. Dunque il mio impianto: lettore Exposure 2010, Audio Analogue pre Bellini, finali Donizetti, diffusori ProAc 100, cavi Mit, V.dH.e di potenza Yba Cristal e subwoofer (che uso solo a volte) Indiana Line Arbour, in una stanza di circa 16 mq per un 3 di altezza.
Ne sono soddisfatto, solo che con musica rock, pop e simili trovo che sia a volte un po' compassato, un po' asciutto, quasi troppo neutrale; certo mi terrò Proac, però pensavo di affiancarci un'altra coppia di diffusori con queste caratteristiche: il più piccoli possibile in pianta, economici, a torre e musicalmente con un buon impatto, punch, dinamica, coinvolgimento.
Avrei trovato (fra usato e occasioni di nuovo, che però non posso ascoltare) intorno al mio budget di 350-450 euro: Indiana Line Arbour 4.20, Chario Syntar 100 T, Canton LE 107, JM Lab 714s, AR Status 40s, con una discreta preferenza, legata allo spazio minore occupato in pianta, per le prime due; od infine Aliante cnm Tower nuove a 580, ma qui sarei poprio fuori del mio budget e dovrebbe proprio valerne la pena.
Se potessi darmi un idea di quale o quali dei suddetti diffusori possa corrisponde di più alle caratteristiche che ho indicato, potrei forse insistere con i negozi per farmeli provare a casa.
Veramente un sentito grazie per una tua risposta e per il tuo notevole lavoro a TNT.
Sergio - E-mail: sergio_f (at) infinito.it

LC
Caro Sergio,
come forse sai già, sono filosoficamente favorevole al downgrade. Ne ho parlato più volte ma siccome è un concetto poco familiare agli audiofili italiani, spinti con insistenza, da più parti, a migliorare a ritmo incessante le proprie apparecchiature, senza sentirne né la necessità e, purtroppo, neppure i benefici, ho ritenuto sensato dedicare un editoriale all'argomento, di prossima pubblicazione. E, coerenza per coerenza, ho cominciato un downgrade audiofilo (del quale vi parlerò) ed uno motoristico, acquistando una sportiva vecchia (ehm, d'epoca) al posto del Coupé (che è, dunque, "for sale"!). Come preannuciato su queste colonne giusto qualche anno fa, ho finalmente messo le mani su una splendida GTV6. OK, bando alle divagazioni...
Quel che non capisco della tua richiesta è la necessità di disporre di un altro paio di casse di qualità inferiore, se intendi mantenere le Studio 100 nel tuo impianto. Comunque sia, saranno anche affari tuoi :-) quindi non indagherò oltre.
Tra le torri da te citate vedrei bene sia le Chario Syntar 100T che le Indiana Line Arbour 4.20. Ottime outsider anche le JM Lab. Piuttosto, hai mai pensato di vendere le Studio 100 e di acquistare una coppia di Studio 125 da pavimento? Avresti l'impatto e l'estensione in basso che cerchi con la gamma medio-alta non troppo diversa da quella delle Studio 100. L'impronta di famiglia sarebbe preservata. Si trovano anche usate con relativa facilità, tra vendita delle Studio 100 ed i 450 euro stanziati per le nuove torri secondo me una coppia di 125 la prendi senza sforzo alcuno.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

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