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Lettere alla Redazione

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I volumi della posta precedente

  1. Upgrade completo o parziale?
  2. Incredulità
  3. Ricablaggio diffusori
  4. Primo impianto con 800 €
  5. Ampli cinesi
  6. Il coniglio nel cilindro...
  7. Re: CD audio e CD rom
  8. Primo impianto
  9. Progressive...HiFi
  10. Primo impianto II

Upgrade completo o parziale?
Gentile Direttore,
ho deciso di cambiare il mio impianto HI-FI (acquistato 15 anni fa) attualmente così composto:

La stanza dove è posizionato misura 4m X 4m. Ascolto quasi esclusivamente musica classica e jazz. Ho fatto diverse ore di ascolto presso un nuovo (per me) negozio di HI-FI. Alla fine sono giunto a questa prima soluzione: Il costo (con il reso) è di circa 8.200 Euro. Le chiedo pertanto di rispondere gentilmente a queste domande (sono un grande appassionato di musica, ma non mi intendo affatto di HI-FI):
  1. Come Le sembra questa combinazione, anche rispetto al vecchio impianto? Mi risulta difficile il confronto tra i 2 impianti (vecchio e nuovo) dato che le stanze dove sono collocati sono piuttosto diverse (nel negozio l'acustica è più asciutta e la sala è più grande). La differenza sembra esserci (il suono è più bello e musicale), ma vorrei capire se gli 8.200 Euro di differenza ci sono tutti.
  2. Volendo mantenere uno dei tre elementi del vecchio impianto (per motivi di budget), quale terrebbe ? Da quel poco che ho potuto capire, l'elemento debole del mio impianto è il lettore Marantz; inoltre, l'amplificatore AUDIO ANALOGUE mi sembra più chiaro, definito e musicale rispetto al Luxman, del quale non ho mai completamente apprezzato lo stratagemma del loudness, utile sì per rendere il suono più intelligibile alle frequenze estreme, ma tutto ciò a discapito della bellezza del suono, un po' troppo ovattato. Per cui la mia seconda soluzione (quella più economica) sarebbe: IKEMI + AUDIO ANALOGUE + PARVA FM3. Che ne pensa?
  3. Sono totalmente in confusione? Mi consiglia altre strade e quindi altre ore di ascolto?
Grazie molte per l'aiuto che vorrà darmi e tanti complimenti per la rivista telematica che ho scoperto da pochi giorni.
Un caro saluto.
Francesco - E-mail: info (at) gmicamerino.it

LC
Caro Francesco,
ti consiglio di tenere le Parva FM3, che possono ancora "dire" qualcosa, e di sostituire ampli e CD player. Sono sostanzialmente favorevole alla coppia Ikemi + Audio Analogue Maestro e certamente tante altre potrebbero essere le alternative, tutto dipende da cosa riesci a provare realmente. Con le Parva sotto braccio (si fa per dire :-)) dovresti farti il giro di almeno due o tre negozi per valutare le proposte che ti fanno.
E' abbastanza importante che nelle prove ci siano le tue casse. Per loro, infatti, ci vedrei bene un amplificatore vivace e tendente al chiaro, un po' per bilanciare il carattere "soft" delle Parva. E' vero che l'ambiente fa grandi differenze, però l'impostazione timbrica generale dovresti essere in grado di coglierla comunque (del tipo: troppo chiaro, troppo scuro).
Non lesinare troppo con la potenza (escluderei, quindi, un piccolo ampli a valvole) e, magari, stai su marchi di provata "fiducia".
Non dimenticare i cavi di collegamento, facendoti consigliare dallo stesso negozio dove acquisterai le elettroniche.
I tuoi vecchi componenti dovresti venderli con relativa facilità anche su Ebay.
Tienimi aggiornato!
Lucio Cadeddu

Incredulità
Gent.mo Direttore,
innanzitutto grazie! Anche se ha un po' sconvolto i miei credo audiofili è stato emozionante, dalla lettura del suo articolo fino all'ascolto con il mio impianto. Credevo di aver trovato un suono perfetto per le mie orecchie, i miei gusti e le mie tasche ma ora devo un po' ricredermi. Avevo girato molto prima di scegliere l'accoppiata Rotel 971 e JmLab a torre Opal 615 unito ad un Rotel rcd 951 hdcd, il tutto con cavi Monstercable/lxtx.
Pensavo di aver trovato un suono tondo pulito. Contento da più di un quinquennio, ieri si è sbriciolata la mia credenza.
Acquistato per gioco per un impianto economico di un'amica il T-amp, provato sul mio impianto ha fatto arrossire più di una volta il mio Rotel, che al confronto ha sempre suonato più impastato.
Ebbene le prove sono state varie diverse, ma tutte precarie dato che con il Rotel usavo bi-wiring con le coppie di speaker direct e remote. Per cui ho dovuto "legare" le coppie di cavi e poi unirle al T-amp, in maniera precaria. Dopo nemmeno un quarto d'ora di riscaldamento, ho finalmente capito cosa vuol dire far suonare un tweeter a cupola rovesciata al titanio.
Non avevo mai sentito tanta definizione sui miei diffusori nell'estensione alta. La prima figuraccia del Rotel è stata su Private investigation dei Dire Straits dove ho udito dei particolari che con il Rotel si sentivano solamente accennati.
Seconda Prova Two hands of a Prayer di Ben Harper. Imperssionante l'estensione della scena e la pulizia dei vari strumenti, perfettamente separati, a differenza del Rotel che mi sembrano più raccolti e con meno spazio attorno; un leggero affanno col volume un po' alto quando bassi da un lato e piatti si risolvono nel crescendo, ma gurdando l'oggetto neinte da dire.
Passo alla prova voce e metto un pezzo noto di Rebecca Pigeon. Senza eufemismi i brividi scorrevano sulla pelle, tanto vicina e potente sembrava la voce dell'artista. Capito che sulla gamma medio-alta il T-amp, se in un chassis normale, avrebbe mandato in pensione il Rotel, passo alla gamma bassa, sperando che il toroidale giapponese potesse vantare i muscoli.
Traccia n.2 di Mezzanine dei Massive Attack e Killing in the Name dei Rage Against the Machine. Devo dire che a mio modesto parere qui il piccoletto si è difeso egregiamente, ma il basso del Rotel rimane ancora più profondo e meno aspro del T-amp, che però mantiene un equilibrio migliore nel gioco alti e bassi; il Rotel è forse troppo sbilanciato sulla gamma bassa che soffoca un po' la potenza generale dei pezzi in gamma medio alta.
Insomma, premesso che non ho questa esperienza in campo audiofilo e che l'orecchio non è così fino le differenze sono balzate all'occhio (cioè all'orecchio) in maniera quasi imbarazzante. Ho finalmente scoperto la vera potenzialità dei miei diffusori che mi sono piaciuti ancora di più nella loro gamma alta. Il problema è che ora ho una crisi di identità e devo cercare di modificare qualcosa nell'impianto (cavi di segnale, potenza) per far suonare meglio i diffusori in gamma alta. So che non ci riuscirò se non collegando la piccola bestia. Ma non mi voglio rassegnare alle mie certezze raggiunte in un lustro.
In conclusione grazie di avermi fatto provare tali emozioni ascoltando pezzi che pensavo di conoscere a memoria in ogni loro frequenza!
Pietro - E-mail: pijero (at) tiscali.it

LC
Caro Pietro,
essere increduli è buona cosa, al giorno d'oggi non si sa mai cosa ci viene "propinato" dal mercato (specie quello alimentare, sic). Dici di aver acquistato il T-Amp "per gioco"...e lui si è vendicato, perché giocattolo non è. Anzi, è un piccolo grande "fastidio" per tanti amplificatori di classe media, come hai potuto verificare.
Pur con tutti i suoi limiti (potenza, peso della gamma bassa etc.) riesce, a chi ha la mente sgombra dai pregiudizi (evento raro tra gli audiofili), a dare un'idea della impressionante definizione di cui sono capaci le nuove generazioni di amplificazioni in classe D. Credimi, il T-Amp è veramente solo un assaggio.
Ora, se vuoi ottenere lo stesso risultato ma contemporaneamente anche un po' più di dinamica e di gamma bassa, prova a passare in primis a due T-Amp, in biamping, uno per cassa, oppure direttamente a qualche kit di amplificatore sempre con chip Tripath, ma di potenza più elevata. Ne abbiamo
recensito 3, tutti molto economici ed estremamente interessanti. Oppure aspetta ancora, perché si parla di una nuova generazione di integrati con tecnologie simili, ad un prezzo molto contenuto, che dovrebbero fare faville.
Non ci saranno cavi in grado di restituirti quella definizione che il tuo Rotel non ha. Quel che è perso a monte, è perso per sempre. Il T-Amp ha quella "definizione" anche con cavi di bassa qualità, credimi.
Non è un problema del tuo Rotel, né dei tuoi cavi, ma di una tecnologia che ha ormai fatto il suo tempo, almeno nella fascia medio-bassa del mercato.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Ricablaggio diffusori
Buongiorno Direttore,
innanzitutto ancora complimenti per la sua attività e la serietà con cui la porta avanti, avrei voluto tanto essere anch'io al Roma Hi-End ma all'ultimo ho avuto un impegno e non sono potuto venire, mi sono consolato con il filmato dell'
intervista. Vorrei chiederle alcuni consigli sul ricablaggio dei miei attuali diffusori (Kef iQ9), avevo pensato ai FFRC visto che anche i cavi di potenza sono dei FFRC, un po' difficile da manovrare vista la rigidità ma forse può valere la pena visto che sui cavi di potenza ho ottenuto risultati davvero soddisfacenti, ma se ha qualche proposta ben venga, ho anche smontato i crossover dei miei attuali diffusori e vorrei sostituire i componenti con altri di migliore qualità poichè con i diffusori precedenti avevo ottenuto dei miglioramenti veramente significativi, ma poichè il circuito stampato originale è piuttosto piccolo avrei qualche difficoltà a montare i nuovi componenti che sono molto più grandi (ora ci sono condensatori elettrolitici e induttanze avvolte su traferro), magari alcuni componenti potrei portarli fuori dal circuito stampato o magari potrei optare per la sostituzione solo dei componenti più significativi, ho tirato giù lo schema e glielo allego.
Come posso riconoscere i condensatori e le induttanze più significative? Per le induttanze poi ho letto che bisogna stare attenti alla Rcc poichè solitamente passando da una avvolta su traferro ad una avvolta in aria si aumenta questo valore che è critico per il woofer.
Per i componenti avevo pensato a resistenze non induttive, condensatori al polipropilene Solen e induttanze avvolte in aria. Non sò fino a che punto valga la pena spingersi con la sostituzione dei materiali visto la qualità degli altoparlanti ma secondo me le Kef sono dei buoni diffusori dall'ottimo rapporto qualità/prezzo e con qualche modifica possono dare veramente molto e poi da partexpress si trovano componenti dall'ottimo prezzo e allora perchè non provare?
La ringrazio qualora voglia rispondermi e le auguro una buona giornata.
Saluti,
Damiano - E-mail: damiano.santinelli (at) imesaspa.com

LC
Caro Damiano,
il rewiring sarà certamente benefico e sì, sarebbe molto opportuno realizzarlo con il cavo FFRC. Se proprio non riuscissi ad utilizzarlo perché troppo grosso e rigido opta pure per qualcos'altro, ad esempio il Supra Ply che è facilmente saldabile (conduttori stagnati) e molto flessibile.
Per quanto riguarda il crossover o sei sicuro al 100% del dove mettere le mani e del COME sostituire i componenti o è meglio non andare troppo oltre. Lascerei perdere, ad esempio, le induttanze e mi concentrerei su condensatori e resistenze. Sono componenti molto significativi e coi quali è difficile sbagliare. Piuttosto, come dico sempre, attenzione che non sempre bastano componenti migliori per ottenere un suono migliore. A volte un diffusore è un delicato equilibrio di compromessi, andando a toccare alcune parti di esso si corre il rischio di rompere questo equilibrio, modificando alcuni aspetti del suono a scapito di altri. E' un rischio che occorre sempre mettere nel conto.
Per fare un paragone motoristico, è come quando si modifica la centralina elettronica di una vettura: grande soddisfazione nel sapere che si sono aggiunti 4 o 5 CV di potenza massima, grande delusione quando ci si accorge che per "prenderli" questi CV in più bisogna sempre stare vicini alla zona rossa del contagiri mentre nell'utilizzo "normale" il motore è più "vuoto" ai bassi regimi e quindi, alla fine, meno guidabile. Spero di aver reso l'idea.
Ultimo avvertimento: se fai una modifica così radicale (nuovi crossover) fai in modo che i vecchi si possano reinstallare esattamente come erano prima, in ogni momento. Non vorrei mai che non riuscissi a rivendere i tuoi diffusori perché pesantemente diversi dall'originale. Ok, il crossover non si vede, ma qualche acquirente potrebbe aver voglia di dare un'occhiata dentro :-)
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Primo impianto con 800 €
Buongiorno direttore,
le rinnovo per l'ennesima volta i complimenti per la sua splendida rubrica, e le chiedo ancora una volta un consiglio... anche se questa volta non è per me (in questo momento ho raggiunto la pace dei sensi con il mio attuale impianto!) ma per un mio amico che è stato contagiato come me dal demone audiofilo!
Siamo alle prese con la realizzazione di un primo impianto entry level, quindi partendo dal budget che si aggira sugli 800 euro avemmo bisogno di qualche suo consiglio per l'acquisto di ampli, casse e fonte analogica.
Le premetto che l'ambiente da sonorizzare è una stanza di forma regolare che misura all'incirca 6x4 metri e naturalmente stereo e diffusori andranno collocati sulla parete più lunga. Io avevo in mente una soluzione del genere:

Naturalmente la mia è solamente un'idea e sicuramente i suoi consigli saranno di gran lunga migliori.
La ringrazio e la saluto.
Federico - E-mail: fetrecc (at) tin.it

LC
Caro Federico,
la somma dei prezzi di listino dei componenti citati va molto oltre gli 800 euro preventivati. O avete trovato degli sconti pazzeschi oppure c'è qualcosa che non va. Più in generale, mi pare sbagliato dedicare così poca importanza ai diffusori, a meno che non ci siano problemi di installazione. La sala è abbastanza grande ed i 5.40 sono piccoli e fondamentalmente inadatti al compito. Spenderei una parte più consistente del budget su questi ultimi, puntando (come minimo) ai 5.30 o addirittura passando al modello da pavimento 5.20 o 4.20.
Risparmierei sul giradischi, prendendo il solito ProJect Debut, che peraltro non ha nulla da invidiare al Thorens e ripenserei all'ampli che, forse non ci hai fatto caso, è privo di ingresso fono, quindi avresti bisogno anche di un pre fono separato.
Meglio, a questo punto, scegliere un ampli già dotato di fono MM come ad esempio il Rotel RA-01. Resta comunque il problema del budget che, a meno di sconti folli, temo sarà sforato anche con questa soluzione. Per un consistente risparmio, senza rinunciare alla qualità, dovreste puntare su un ampli analogo, ma usato.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Ampli cinesi
Egr. Direttore,
mi permetto di disturbarLa nuovamente. Leggo TNT-Audio non troppo spesso per ragioni di tempo, ma l'apprezzo per la sua indipendenza. Ho 41 anni e non ho più seguito l'evoluzione della alta fedeltà dai tempi del mio primo impianto che è rimasto tale, se non con pochi aggiustamenti.
Il mio stereo è così composto: ampli Yamaha A-1 70W + 70W su 8 ohm, dual-mono (disegnato dall'arch. Bellini... una vera pietra miliare nel design, 1981), casse JBL L 150 da pavimento (1981), lettore cd Denon 1450 ar (2004), giradischi Thorens TD 126 mk III con braccio Mission e testina Stanton signature (ormai non più utilizzato), cavi di potenza Audioquest, cavo di segnale Xindac ac-02 (in arrivo dalla Cina).
E, proprio facendo riferimento agli ampli cinesi vorrei sapere la sua opinione sui vari Cayin 265 ai, Jungson JA-88d, Korsun o Dussun V6 (che pare essere il gemello del Redrose Music da ben 7000 dollari americani). In effetti del mio ampli sono soddisfatissimo ma due anni fa ho fatto sostituire i finali e, da qualche giorno comincia a ronzare nuovamente in maniera fastidiosa. Non vorrei che decidesse di lasciarmi nuovamente a piedi.
Tornando alla Cina, sembra, da quanto si legge che, oltre ad una indubbia qualità vi sia un prezzo oltremodo vantaggioso soprattutto se acquistati direttamente in internet (infatti il mio budget può arrivare al massimo a 1000 euro).
Non mi considero un audiofilo, mi piace ascoltare bene la musica, ma senza complicazioni, tant'è vero che ascolto in una stanza non dedicata di m. 3 x 4 circa, con quadri, divano, parquet e armadio.
Le sarei grato se riuscisse a darmi una mano...
Stefano - E-mail: Stefano.Seminari (at) bpmvita.it

LC
Caro Stefano,
il tuo ampli certamente va conservato, visto che fa parte della serie disegnata da Bellini, si tratta di materiale praticamente introvabile. Dal punto di vista sonoro l'interesse è prossimo allo zero, quindi fai comunque bene a pensare ad un sostituto "moderno". Sugli ampli cinesi che citi non so dirti molto, salvo il fatto, come sai già, che si tratta di apparecchi spesso rimarchiati e rivenduti a cifre folli qui in Occidente.
Dubito che avrai sorprese dal punto di vista sonoro, le ultime cose che abbiamo provato provenienti dalla Cina sono di qualità molto elevata e dal rapporto qualità/prezzo sorprendente.
L'unico avvertimento che mi sento di darti è sulla eventuale assistenza post-vendita che, come puoi ben immaginare, è prossima allo zero, se acquisti direttamente in Cina via internet. Diciamo che è il prezzo "nascosto" da pagare. Se preferisci, un rischio calcolato: "spendo meno, spero non si rompa mai". A parziale consolazione, posso dirti che, comunque, gli amplificatori sono oggetti abbastanza semplici ed un qualunque bravo tecnico sa metterci le mani e lavorarci. La componentistica non è quasi mai "proprietaria" e si trova facilmente in qualunque negozio di elettronica.
Per districarti nella scelta degli apparecchi citati al momento non hai altra alternativa che fidarti di quel che si legge in giro, a firma dei vari appassionati che, come te, hanno deciso di rischiare.
Speriamo, a poco a poco, di colmare questa lacuna sulle pagine di TNT-Audio. Già la settimana scorsa abbiamo recensito il lettore CD
Cayin CDT8.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Il coniglio nel cilindro...
Caro Direttore,
vengo a disturbarla dopo aver acquistato un dac Wadia x32 prima serie, quello con i tastini quadrati tanto per intenderci. Non ho mai posseduto un dac in vita mia: la voglia di fare nuove esperienze e il prezzo allettante (380 €), senza pensarci troppo su, me lo sono portato a casa.
Appena tornato a casa, la prima delusione, perchè il Wadia non ne ha voluto sapere prima del mio Revox B226 comprato usato l'anno passato e successivamente di un lettore DVD JVC di nessuna pretesa. All'inizio ho pensato che il dac potesse avere dei problemi, poi quest'ultimi sono stati fugati quando l'ho provato con un lettore Onkyo di infima qualità di un un amico. Provi ad immaginare quanto livore io abbia potuto provare in quel momento ;-)!!!
Avrebbe per caso un bel coniglio da estrarre dal suo ricco cilindro per aiutarmi a trovare un degno compagno al Wadia ;-)) ??? Sono disponibile a valutare qualsiasi soluzione soprattutto nell'usato. Il resto della catena di riproduzione è composta da:

Il tutto è situato in una stanza di circa 17 m2 ed ascolto qualsiasi tipo di musica. Non ho indicato una cifra precisa perchè confido nella sua esperienza nell'indicarmi una soluzione consona al livello del resto dell' impianto. Se i suggerimenti fossero per il momento particolarmente importanti, aspetterò tempi migliori senza troppe paranoie.
Prima di salutarla, la ringrazio di cuore per il tempo che mi ha dedicato e per tutto quello che mi ha insegnato in cinque anni che la seguo (ascoltavo musica con il classico "compattone").
Ancora Grazie,
Michele - E-mail: headred (at) katamail.com

LC
Caro Michele,
complimenti per il bel "salto": in cinque anni sei passato dal compattone a DAC Wadia, casse Aliante One...insomma, davvero una bella crescita. Sono contento che TNT-Audio abbia avuto un piccolo ruolo in tutto ciò (e poi si dice che roviniamo il mercato...mah :-)).
Il problema di alcuni DAC Wadia dei bei tempi che furono è che si aspettano di vedere in ingresso un segnale digitale proveniente da una meccanica Wadia. In certi casi non riescono ad "agganciare" il segnale di altre meccaniche. E' un fatto noto dovuto alle particolari specifiche di progetto. Potresti metterti a caccia di una Wadia WT3200, ad esempio, eccellente meccanica che monta una splendida CDM-1 Philips e, a detta di qualcuno, una delle migliori meccaniche mai costruite. In giro si trova, con qualche difficoltà, a circa 500 €. Potresti anche puntare più in alto, ad esempio ad una WT2000, ma ingombri e costi salgono di molto.
Il "guru" delle Wadia di quegli anni (e della 3200 in particolare) è l'italiano Roberto Borgonzoni della
Shat Audio. Esegue revisioni, riparazioni ed upgrade su tutte le meccaniche ed è particolarmente devoto alla Wadia 3200 :-)
Ogni tanto ha anche qualche usato interessante, magari prova a contattarlo e vedi cosa riesce a trovarti.
Infine, non è escluso che non si trovi qualcosa su Ebay, basta avere tanta pazienza ed aspettare.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Re: CD audio e CD rom
Caro Lucio innanzitutto desidero ringraziarti per l'interessantissima risposta alla mia precedente mail sulla
rubrica della posta del 3/12/2005. Ti scrivo ancora approfittando della tua disponibilità per una precisazione e per una proposta.

  1. Nulla da eccepire sulla questione della copia identica bit per bit come condizione necessaria ma non sufficiente per replicare il messaggio originale senza perdita di qualità. Il quesito che però ponevo (sicuramente non mi sono spiegato bene) è il seguente: perché col cd audio si ha sempre l'incertezza sul messaggio letto mentre questo non avviene sul cd rom? Io posso duplicare all'infinito una fotografia digitale ma avrò sempre la certezza che anche la n-esima copia sia identica all'originale e non per esempio leggermente sfuocata o sbiadita, così come non ho alcun dubbio che tu leggerai questo mio messaggio esattamente come io l'ho scritto (bit per bit). Così come ancora non avrò mai perdita di qualità audio se mi limito a duplicare un file *.wav in formato cd-rom.
  2. Riguardo alle tue considerazioni sulla opportunità di acquistare solo cd originali non solo siamo tutti d'accordo con te, ma pensiamo che sia una tua lodevole linea editoriale quella di scoraggiare la pratica della copia illegale. L'opportunità di poter acquistare ottimi cd a prezzi di circa 10 € dovrebbe poi scoraggiare definitivamente dalla tentazioni di duplicazioni illegali. Detto questo veniamo alle note dolenti: possiedo una collezione di circa 8000 cd, la maggior parte dei quali acquistati in edizione "nice price". Ogni tanto non disdegno però di acquistare le novità a prezzo pieno. Ultimamente è però sempre più difficile acquistare dei cd nuovi che non siano dotati di uno dei tanti sistemi antipirateria che rendono problematica la riproduzione musicale soprattutto su lettori cd di un certo pregio.
    Quando acquisto i miei cd in un negozio o centro commerciale evito quindi accuratamente di scegliere fra quelli dotati di tali sistemi di protezione. Spesso però gli acquisti li faccio in rete dove sovente non è possibile verificare se si tratti un vero cd "red book". Ecco quindi che, solo per restare nell'ultimo mese, mi sono ritrovato con i seguenti cd che presentano saltellamenti più o meno evidenti durante la riproduzione:
    • Moby Hotel
    • Max Gazzè Raduni
    • Carlo Verdone Interventi alla colonna
    • Skiantos Sogno Improbabile
    Tutti questi cd dono stati pagati a prezzo pieno e solo il cd degli Skiantos mi è stato, neanche troppo gentilmente, sostituito con un altro cd nuovo. Dal momento che noi consumatori non siamo tutelati a dovere arrivo a formulare la mia proposta che potrebbe sembrare velleitaria se non fosse per il piccolo dettaglio che è indirizzata al direttore di TNT-AUDIO che ha già ampiamente dimostrato col "caso T-AMP" di essere capace di imprese sulla carta impossibili. Penso ad un archivio pubblico in rete nel quale vengano riportate tutte le segnalazioni degli audiofili sui cd che non rispettano lo standard red book e che presentano problemi di riproduzione. Ciò potrebbe essere utile a tutti coloro che quando acquistano un cd vorrebbero avere la certezza di ascoltare la musica senza saltellamenti degni di una volgare copia illegale. Cosa ne pensi?
Concludo questa fin troppo lunga lettera ringraziandoti per il tempo che dedichi ai tuoi lettori e formulandoti, anche se un po' in anticipo, i più sinceri auguri di Buone Feste.
Ottavio - E-mail: otmelon (at) tin.it

LC
Caro Ottavio,
evidentemente non mi sono spiegato bene. La copia perfetta bit a bit è possibile e così pure la sua rilettura ESATTA, basta usare la stessa "macchina", ovvero un masterizzatore che ha scritto i dati su quel supporto. Se tu fai leggere questo "coso" (che NON è un CD Audio) ad un CD player tradizionale non puoi pretendere di avere la lettura perfetta. Si tratta di standard diversi e di modalità di lettura diverse: un lettore CD Rom leggi i dati e rilegge in caso trovi errori, fino ad estrazione perfetta, il CD player questo giochetto non può farlo, gli serve uno stream continuo di dati.
Quindi: si possono estrarre tutti i dati di un CD Rom e riprodurli, ma non è detto che questo si possa fare con una macchina (il CD player) che è stato pensato per funzionare in modo diverso, su supporti diversi.

Per quanto riguarda la questione del copy controlled non c'è molto che si possa fare. Io sinora non ho avuto problemi di lettura anche con CD player obsoleti (fortunello?) ma so di alcuni lettori CD che si inceppano. In certi casi si può chiedere al Costruttore un aggiornamento del firmware (Naim, ad esempio, lo prevede) in altri non resta che chiedere i soldi indietro.
Siamo di nuovo al problema di prima: un CD Copy Protected NON è un CD Audio, quindi è normale che alcuni lettori non lo riconoscano o si trovino in difficoltà. La tua proposta di un database di copy controlled era stata formulata tempo fa, da un altro lettore, su questa stessa Rubrica ma tra il dire ed il fare...
Basterebbe mettere su un sito, in un server gratuito, l'elenco dei titoli ed un modo col quale gli utenti possano interagire segnalando, anche solo con e-mail o compilando un form, l'esistenza di copy control su un certo CD. Il database così si aggiornerebbe in tempo reale, in maniera praticamente automatica. Impossibile pensare che ce ne dobbiamo occupare noi: servono volontari con spirito di sacrificio. Non bastano le buone idee, servono i fatti :-)
Buon ascolto!
Lucio Cadeddu

Primo impianto
Buongiorno,
scrivo questa lettera con un misto di sentimenti che vanno dalla gioia (di aver scoperto questo fantastico mondo) al timore (di scrivere colossali stupidaggini). Cercherò di essere breve, ho 20 anni, e da poco mi sono avvicinato "attivamente" all'hi-fi, "attivamente" perchè sino ad ora non possedevo un MIO impianto. Io posseggo ora grazie a donazioni ed acquisti i seguenti componenti:

Il mio primo acquisto è stato la coppia di Bose, sentendo però il bisogno di una maggiore presenza di basse frequenze ho acquistato il Sub della Canton, con il quale erano in vendita anche i due diffusori. La mia prima intenzione era qualla di abbinare il sub alle mie Bose, ma sotto invito del negoziante ho deciso di dare una possibilità alle due Canton, che hanno effettivamente una migliore risposta sui medi ed a mio parere una migliore precisione.
Ora i miei dubbi sono i seguenti:
  1. Ha senso aggiungere al mio impianto un equalizzatore (anche questo usato come tutto il resto) per aumentare la presenza delle frequenze medio basse che mancano (secondo me anche a causa dei moderati volumi a cui sono costretto)?
  2. Avrebbe senso dedicare qualche soldo ai cablaggi, che allo stato attuale sono ridicoli?
  3. Sono in cerca anche di consigli a livello generale per poter rendere migliore il mio ascolto, dato che la mia esperienza è pari a zero magari tralascio qualcosa di fondamentale
Chiedo ancora scusa se gli argomenti trattati potrebbero risultare ovvi o errati, ma da qualche parte dovrò pur iniziare :-)
Grazie Mille,
Davide - E-mail: dprofico (at) fstwebnet.it

LC
Caro Davide,
mica male per essere un primo impianto di un ventenne! Ti direi, per ora, di non cambiare nulla, al massimo puoi vendere le Bose. L'equalizzatore è inutile se non dannoso, quindi lascia perdere. Le frequenze medio-basse le puoi recuperare con un po' di esperimenti di posizionamento sia dei satelliti che del subwoofer. Fai un po' di prove e vedrai che il tutto si riequilibrerà. In generale, avvicinando i diffusori alla parete posteriore, aumenta proprio il basso ed il medio basso. Potresti cercare il compromesso ideale. Anche l'altezza da terra ha una sua importanza (i tweeter devono essere in asse con le orecchie dell'ascoltatore seduto). Prova anche a dare un'occhiata alle
FAQ di questo sito per info su posizionamento ed altre cosette collaterali :-)
Per i cavi, pensa a qualcosa di molto semplice, magari usato o autocostruito secondo i nostri progetti facili facili. Se proprio dovessi pensare ad un upgrade, ma molto in là da venire, quello sarebbe il lettore CD essendo inferiore, come qualità generale, al resto dell'impianto.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Progressive...HiFi
Gentile Direttore,
vorrei cortesemente approfittare della sua conoscenza in materia di hi-fi/end per chiederle gentilmente alcuni preliminari consigli per la formazione di una impianto nella mia sala di 100 MC. Vorrei, però, anche renderla edotta su di un fatto che mi ha alquanto spiazzato di recente.
Nella "Roma hi-end 2005" dello scorso ottobre, dopo aver ricevuto l'assenso di un operatore nel poter ascoltare un mio cd sulla sua catena (valvolare con casse da supporto e di costo, tutto sommato, non elevato), con il fluire della "mia" musica (chitarra acustica, cantato e poi chitarra elettrica distorta metal: era il gruppo inglese degli Anathema con il cd quasi capolavoro "Alternative 4") ho notato che la gente (circa 15 persone) che prima era presente in sala ad ascoltare musica classica e jazz di cd dell'operatore, fuoriusciva lentamente, sgattaiolando subdolamente, dalla stanza, e nessuna persona di quelle fuori stanza entrava.
Alla fine, dopo 4 o 5 minuti, eravamo solo io e mia moglie, mentre anche l'operatore era uscito, con evidenti segni di impazienza nell'attendere che ce ne andassimo. Guardai perplesso mia moglie che si limitò a dirmi, nonostante ella non conosca proprio nulla di hi-fi/end: "però, rispetto al nostro impianto (chiarisco io, rack Verdi Onkyo del 1999 a componenti separati per 600 euro in totale, tuner compreso, più 50 euro per cavetti di segnale e potenza che comprai a parte) la musica sembra trascinata, è lenta e sembra che necessiti di qualcuno o qualcosa che la sospinga in avanti...", accompagnando le parole con eloquenti gesti con le mani. L'operatore muto, poiché gli avevo sgomberato la piazza, mentre in tutte la altre salette visitate successivamente, solo classica e una volta De André.
Mi chiedo e le chiedo:

  1. E' questa l'assistenza che gli operatori sanno dare? Se la musica non è la loro, quella che loro ritengono che si debba ascoltare nei "loro" impianti hi e qualche cosa per sentire le "sfumature", si sentono spiazzati. Come se non sapessero più dare consigli (alcuni operatori, in loro negozi, mi hanno anche quasi trattato da coatto. A me, funzionario dello Stato laureato in economia e con master) poiché l'altra musica, quella che ascolto, in particolare, sembra appiattire e livellare in basso anche impianti di decine di migliaia di Euro, al punto che anche il mio onesto Onkyo, seppur un po' freddo, potrebbe fare in confronto una tal bella figura da far balenare nella mente di non poche persone una probabile qualche idea su se siano effettivamente giustificabili certi livelli di prezzo. Boh! E' di questo che hanno paura?;
  2. Ascolto classica, antica e rock progressive. La mia cdteca ha circa 250 cd tra classica e antica/barocca e altrettanti di rock progressive, (compreso il metal progressive, svedese, nordeuropeo e americano in particolare). Pur non sembrandomi necessario disquisire sulla reale preparazione tecnica e musicale dei componenti di questi gruppi Progressive (posso solo dire che spesso ci si imbatte in musicisti molto preparati e le composizioni di questi gruppi sono spesso molto, ma molto complesse e con chiari riferimenti, perché è ciò che concretamente di ascolta nelle tracce, a elementi della cd. Musica Colta, classica, antica, barocca ecc..), né sulla qualità delle registrazioni (non ottimale e spesso appena sufficiente), cosa dovrei fare per dotarmi di un impianto migliore?
    Gettare nella spazzatura i cd Prog e ascoltare solo classica, per via della presumibile buona assistenza degli operatori, (o provare il Jazz), per trovarmi poi, forse, a spendere anche cifre folli in hi-fi/end in una sorta di Dipendenza da "Miglioramento Sonoro Acquisibile"?;
  3. Chiudo brevemente nel dire di essere un po' confuso. Se prima pensavo a meccanica, convertitore, pre e finali monoblock, tutto North Star, casse Harbeth (Monitor 40) o, scendendo, Canton Vento ecc., e cavetteria adeguata, ora mi sento fortemente indeciso nel procedere all'acquisto, che avverrebbe quasi a scatola chiusa, non potendo liberamente testare i prodotti ascoltando la mia musica. Non so se farei bene così o spenderei male i miei soldi. Peraltro, anche se parte della musica che ascolto è ad altissima richiesta energetica, non potrei comunque ottenere soddisfazioni con prodotti meno ambiziosi e, quindi, meno costosi?
    Confesso, infine, di aver pensato anche a confinare la mia cara musica Progressive all'ottimo Onkyo, da mantenere in parallelo con un altro nuovo impianto base (senza spendere molto e, quindi, limitando i rischi) calibrato solo per la musica classica/antica come, ad esempio, cd Lector o altro, ampli Audiovox Plastic 25, casse Epos M12 e cavetteria adeguata, con una spesa, al netto di sconto, inferiore ai 3.000 euro!
Cordiali saluti,
Antonio - E-mail: antobart.sbt (at) katamail.com

LC
Caro Antonio,
non possiamo biasimare gli astanti se al sentire Musica non piacevole (per le loro orecchie) decidono di abbondonare la sala. L'ho fatto io stesso più volte. E molti l'hanno fatto quando ho messo dischi miei (es. Prodigy e Massive Attack...non tutti hanno gradito, pur essendo incisioni di livello assoluto).
Una cosa è certa: se un disco è inciso male, non ci sarà impianto HiFi capace di farlo suonare bene. Si può tentare, certo, ma non chiediamo l'impossibile. D'altra parte, un "buon" impianto HiFi non è "tarato" su un genere in particolare, ma suona bene più o meno tutto. Alle mostre, poi, di impianti che suonano male (ma male per davvero) ce ne sono sempre tanti, troppi. Le salette che si salvano si contano sulle dita di una mano, in genere. Hai sentito la "tua" Musica solo su un impianto? Questo spiegherebbe la tua confusione. Ad onor del vero, non si sente solo classica e jazz alle mostre, ma anche rock, elettronica, blues, italiana o etnica. Bisogna vedere cosa gli audiofili si portano appresso per testare gli impianti :-)
L'ultima cosa che non mi è chiara è perché tu insista a volere apparecchi valvolari quando magari la tua Musica si troverebbe più a suo agio con buoni watt e diffusori ad alta sensibilità (es. Klipsch). Provoco: perché non provi un T-Amp con una coppia di Klipsch da pavimento? Vedrai che il compattone Onkyo farà una brutta fine! Sentirai cose dai tuoi dischi che neppure pensavi ci fossero incise.
Secondo me, devi ascoltare un po' di più, magari provando ad adeguarti. Se i tuoi dischi suonano male, non possono consentirti di scegliere un impianto. Tutto suonerà piatto, compresso e poco coinvolgente, se il disco è stato inciso così. Tanto per capirci, non userei mai un disco degli Oasis per testare un apparecchio, se non per capire quanto "meno" male può essere in grado di farlo suonare. Se ami il prog e vuoi un disco adatto per provare impianti...prenditi un lavoro qualunque degli Ozric Tentacles, ad esempio quell'
Erpland che ho recensito qualche tempo fa. Un piccolo capolavoro, tecnico e musicale.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Primo impianto II
Gentile dott. Cadeddu,
Mi chiamo Giorgio e le scrivo per un consiglio sull'acquisto di un hi-fi, diciamo livello base, per il quale ho raccolto vari consigli! Chiaramente alcuni contrastanti con altri. Premetto che non ho grande esperienza in materia. Dato il modesto budget di cui dispongo, mi sono state suggerite le seguenti alternative.
AMPLIFICATORE: Cambridge azur 340a oppure Rotel RA-01. Originariamente ero rimasto affascinato dal Cambridge, che tra l'altro costituisce l'alternativa più economica. Tuttavia alcuni rivenditori me lo hanno seriamente sconsigliato sostenendo che la Cambridge non offre più la qualità di un tempo e che il prodotto viene assemblato in Cina e parecchi acquirenti, dopo l'acquisto, l'hanno restituito per inconvenienti di vario tipo. Le chiedo se ritiene veritiere simili affermazioni e, al di la del fatto che il Rotel è senz'altro un ottimo ampli, quale amplificatore mi suggerirebbe di acquistare?

LETTORE CD: Lettore CD Denon DCD 485 oppure Cambridge 340c. Anche qui, per il Cambridge, vale lo stesso discorso. Ogni suo consiglio è ben accetto.

CASSE: Indiana Line th 400 oppure Celestion f20. Un mio amico possiede delle Indiana Line, che ho trovato particolarmente interessanti come suono. Interessante mi pare anche il prezzo, anche se tale criterio è senz'altro il meno indicato ai fini dell'acquisto di un buon hi-fi entry level.

DOPPIA PIASTRA CASSETTE: TEAC w 790r.
CAVI: riguardo tale materia, per me alquanto ostica, mi rimetto ad un suo consiglio. Ritengo che quando si parla di cavi si faccia riferimento a:

  1. cavi di alimentazione delle singole apparecchiature
  2. cavi rca di collegamento dell'ampli alle fonti audio (cd, piastra, tuner ecc.)
  3. cavi di collegamento dell'ampli alle casse. Cosa mi consiglierebbe in tutte e tre le diverse hp, tenendo conto che si tratta di un hi-fi entry level?
La ringrazio anticipatamente per l'eventuale sua risposta e colgo l'occasione per farle i miei complimenti.
Cordiali saluti,
Giorgio - E-mail: burngio (at) tiscali.it

LC
Caro Giorgio,
quest'incubo del made in China mi pare francamente ridicolo. Ho dovuto sostituire la lavatrice: mi hanno proposto di riparare quella vecchia (una Ariston) perché quelle attuali (pur sempre italiane) sarebbero fatte in Cina e si romperebbero subito. E bastaaaaa! La gran parte degli oggetti che usiamo tutti i giorni o sono fatti interamente in Cina o sono composti da parti realizzate in quelle lande. Non c'è scampo. A me non pare di aver notato un calo drastico dell'affidabilità. Solo un calo di prezzi, nella maggior parte dei casi. Quindi: se ti piacciono i Cambridge, comprali pure senza problemi. Tra l'altro, anche NAD e Rotel si fanno realizzare parti o apparecchi interi in Cina...quindi...
Per quanto riguarda i diffusori, sono da sempre stato favorevole al made in italy, specie per quanto riguarda la fascia bassa del mercato, dove i nostri Costruttori riescono ancora ad essere molto competitivi. Indiana Line, in particolare, ha sempre realizzato prodotti dall'eccellente rapporto qualità/prezzo, dall'eccellente assistenza post-vendita e da un customer care che è semplicemente straordinario.
Tuttavia, non acquisterei i TH400, quanto piuttosto qualche modello della più raffinata serie Arbour, ad esempio le 4.20 o le 5.20, entrambe torri da pavimento molto snelle ed eleganti.
Infine, per quanto riguarda i cavi, fatti consigliare qualche modello "entry-level" dallo stesso negozio dove acquisterai elettroniche e diffusori. Qualunque modello entry di Monster, VdH, Audioquest o Supra andrà più che bene, per tutte le tipologie (segnale e potenza). Per quanto riguarda quelli d'alimentazione, forse è un po' presto per cominciare a preoccuparsene.
Buon ascolto!
Lucio Cadeddu

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