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Lettere alla Redazione

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I volumi della posta precedente

  1. Ampli e North Star
  2. Upgrade di sorgente e cavi
  3. Provocazione sul multiformato
  4. Quad + Quad
  5. Lettera aperta di ringraziamento...
  6. Classe T multifunzione
  7. La classe nei preamplificatori
  8. Braccio autocostruito in legno
  9. Scelta diffusori con circa 1000 €
  10. Lettore CD vintage?

Ampli e North Star
Buongiorno Lucio.
A seguito di una serie imprevista di vicende ho recentemente acquistato un combo North Star meccanica e convertitore 192 (il piccolo, per intenderci). Vorrei farli suonare al meglio.
Attualmente ho un amplificatore Rotel 971 mkII. Il sistema (che include casse Aliante Tower, cavi segnale e digitale Stereovox, cavi alimentazione Transparent, cavi potenza Audio Note litz) non rende forse quanto le macchine NS si meritano ma mi sembra abbastanza bilanciato perché quando ascolto musica mi viene da alzare il volume. Ho però un dubbio:

Ad integrare aggiungo che con questo set-up e con le Soundcare sotto le casse (in arrivo le soundcare da mettere sotto ampli/dac) il sistema tende al clinico con perdita dei bassi. Domanda: Forse il problema non è tanto l'ampli quanto le casse?
Inoltre, sto pensando di acquistare un cavo IS2 per sostituire quello di serie che non mi sembra meglio del mio digitale Stereovox. Escludendo il White Gold da 1100 euro, l'offerta italiana è Megaride "The Voice", Neutral Cable "Avatar", Soulcable "Partenope" (da ciò che mi dicono ottimo e costa pure meno degli altri), negli States Revelation Audio Lab "Prophecy".
Ti ringrazio.
Francesco - E-mail: francesco.fabiano (at) libero.it

LC
Caro Francesco,
la coppia NorthStar è composta da una meccanica e da un convertitore. L'ultima volta che li ho visti da vicino mi sono sembrati componenti elettronici. Dubito che nel frattempo si siano trasformati in esseri pensanti e dotati di libero arbitrio. Pertanto, suonano comunque con tutti gli impianti che uno ci vuole collegare. Uno li accende e loro....suonano. Sic et simpliciter. Ovviamente, migliore è l'impianto a valle, superiore sarà il risultato finale. E siccome al meglio non c'è mai fine, ad un certo punto occorre pur fermarsi.
Perché questo lungo preambolo? Per farti capire che se il suono del tuo impianto ora ti soddisfa, faresti meglio a fermarti ed aspettare tempi "migliori" dal punto di vista del budget da destinare agli upgrade. Non esistono parametri tecnici da osservare per scegliere un ampli piuttosto che un altro, grosso modo tutte le prestazioni dichiarate sono simili.
Il tuo Rotel, rasserenati, è in grado di far passare molta dell'informazione generata dalla coppia NS. In ogni caso, un ampli MOLTO migliore del tuo Rotel si vedrebbe collegate ai suoi morsetti delle casse che potrebbero, a quel punto, rappresentare esse stesse il collo di bottiglia.
Per cominciare, eviterei di mettere troppe punte nell'impianto, vista la attuale tendenza al "clinico". Penserei anche all'ambiente ed alla disposizione dei diffusori al suo interno. Come vedi, non si finisce mai di upgradare ed ottimizzare. Il vero problema è che quando si acquista un componente di livello molto superiore agli altri, questo si trascina con sè una serie di conseguenze "spiacevoli", nel senso che gli upgrade dei partners cominciano ad essere costosi, molto costosi. Questa tua mi ricorda l'epopea di quel lettore che acquistò delle Thiel ad un prezzo stracciato e poi si dissanguò per acquistare componenti all'altezza.
Quindi: aspetta tempi migliori e, per il momento, non guardare in cagnesco il tuo ampli: è un tipo onesto...migliorarlo sarà un processo lungo e, temo, parecchio costoso.
Infine, al momento attuale e visto il resto dell'impianto, lascerei perdere i cavi "speciali" per i NS.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Upgrade di sorgente e cavi
Egregio direttore, subito i ringraziamenti a lei ed a tutta la redazione di TNT per il lavoro che svolgete. Vorrei, se possibile, chiederle un consiglio.
Posseggo da circa undici anni un piccolo impianto messo su seguendo i consigli, che tuttora considero validi, di un grande negoziante romano. Amplificatore NAD 302, diffusori Opera Prima, lettore cd Sony XE300 (inserito successivamente), cavi di potenza Bingo 2 X 2,5 QMM Silver made in Germany (ricordo che allora costavano 6000 lire al metro), cavi di segnale del tutto anonimi, di quelli che si trovano nella scatola insieme al lettore.
Mi chiedo se l'upgrade della sorgente e dei cavi possa apportare un miglioramento sensibile e rendere giustizia all'amplificatore e ai diffusori che credo essere i pezzi migliori. Pensavo al NAD 521 BEE, magari usato o anche a qualche modello precedente che suppongo essere di simile valore, e per i cavi di segnale e potenza ai modelli entry level di HiDiamond: HD Petit + e HD Power +.
Se lei volesse suggerirmi qualche altro nome gliene sarei grato. In caso non ritenesse utile la sostituzione dei cavi di potenza le chiedo se otterrei un miglioramento portando i miei dagli attuali 5 metri a 3.
Un'ultima domanda (veramente banale), quali estremi si prendono per valutare il diametro di un woofer? Sono sicuro di ricordare che le Opera Prima hanno un mid-woofer di 13 cm, ma, misurandone il diametro all'interno della sospensione esterna trovo 9,5 cm, considerando anche tutta la superficie mobile cono più sospensione ho 11,5 cm, arrivo a 13 cm solo considerando anche la parte di sospensione incollata al cestello; una curiosità.
Grazie per l'attenzione,
Simone - E-mail: simo.ambrosi77 (at) libero.it

LC
Caro Simone,
certamente il passaggio dal Sony XE300 al NAD C521 porterà grossi benefici al suono del tuo impianto. Allo stesso modo, anche il cambio dei cavi di segnale sarà benefico, visto che ora utilizzi quelli "di serie", in genere fortemente limitanti la qualità sonora.
La scelta di orientarti verso potenza e segnale di casa HiDiamond la vedo una buona cosa, si tratta di prodotti dall'ottimo rapporto qualità/prezzo. In alternativa potresti considerare Monster, Supra, Audioquest, Van den Hul...
Accorciare i cavi di potenza potrebbe dare qualche differenza ma su un impianto tutto sommato entry-level dubito che questo intervento sia avvertibile in maniera sensibile. Se quei due metri in più non dovessero servirti, procedi pure con l'esperimento (e fammi sapere)!
Infine, soddisfo la tua curiosità relativa al diametro effettivo degli altoparlanti. In genere si misura da centro-vite a centro-vite. Mi spiego: normalmente i drivers sono fissati al mobile con viti a croce o a brugola, basta misurare il diametro centro-centro tra le viti che siano diametralmente opposte.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Provocazione sul multiformato
Ringraziandoti per i tuoi consigli che in questi anni mi hanno aiutato nell'incanalare questa bella passione nell'ascolto della musica, mi permetto di lanciare una piccola provocazione sul multiformato. Non intendo parlare di SACD o CD ma della convenienza (economica) o meno di utilizzare una macchina multiformato invece di due.
Mi spiego meglio. In un impianto rigorosamente 2 canali, da poco impreziosito da un Primaluna Prologue 2 con delle Monitor Audio Silver s10, spesso "ascolto" anche dvd musicali che ormai escono senza la replica nel formato cd.
Avendo un certo budget per la sorgente (1000 €) ecco la mia provocozione: invece di due macchine, cd e dvd, non è meglio una sorgente unica? La mia teoria, che resta tale e che mi piace sottoporti è che, fatte salve alcune eccezioni, nell'economia di scala delle produzioni industriali secondo me le macchine "solo CD" in realtà sono costruite su meccaniche multiformato opportunamente castrate.
In realtà mi resta il dubbio che comprando un lettore solo cd mi venga fornita una macchina multiformato debitamente castrata ma che ha le stesse caratteristiche di lettore dvd. Invece del solito discorso che a pari prezzo una macchina che fa tutto lo fa male mi piace rovesciare il concetto e dire che a parità di prezzo ti viene venduta la stessa macchina ma con più limitazioni.
Che dire, mi piacerebbe sapere cosa ne pensi.
Stefano - E-mail: ste (at) iogan.net

LC
Caro Stefano,
tutto dipende dalle priorità. Se per te il video è solo marginale allora meglio acquistare un DVD super-economico ed investire il resto del budget in un buon lettore CD. Una possibile alternativa potrebbe anche essere quella di acquistare un DVD player da usare come tale E come meccanica CD, collegato ad un DAC esterno di buon livello.
Non credo, per rispondere alla tua provocazione, che un lettore CD sia semplicemente un multiformato "castrato". Non dimenticare che nessuno regala niente! La meccanica potrà anche essere identica, ma la similitudine finirebbe là, tutto il resto sarebbe molto diverso. Se ci pensi, se tutto dipendesse dalla meccanica, tutti i lettori (CD e DVD) suonerebbero tristementi identici, da 50 € fino a 50.000 €.
Se poi vuoi autoconvincerti che un lettore multiformato sia la scelta giusta per te non sarò certo io a farti cambiare idea, neppure ci provo...
Potrai, certamente, avere buone soddisfazioni anche con un lettore multiformato da 1000 € ma, per tornare al discorso iniziale, è sempre e soltanto una questione di priorità e di aspettative. In fondo, la composizione di un impianto HiFi è sempre frutto di pesanti compromessi.
Buon ascolto!
Lucio Cadeddu

Quad + Quad
Caro Lucio,
scusa se approfitto ancora ed a così breve distanza di tempo: in realtà avrei sotto mano un paio di Quad esl 63 che mi sono piaciute da morire: ma le ho ascoltate con un pre e finale quad 33 + 303, mentre io vorrei tenere, dopo la tua risposta, l'Accuphase 303. Dici che sarebbero compatibili? Immagino mi consiglierai di provarle a casa: non credo sia possibile.
Puoi dirmi qualcosa, anche in merito al posizionamento?
Grazie ancora.
Lorenzo - E-mail: melantone (at) tim.it

LC
Caro Lorenzo,
le Quad ESL 63 sono dei grandi diffusori, un vero "classico" di tutti i tempi. Hanno diversi punti di forza (trasparenza, gamma media, pulizia) e qualche problemuccio (dinamica, gamma bassa, posizionamento). La loro scelta è un vero atto d'amore verso i loro pregi. Le si sceglie col cuore, non con la testa.
Il posizionamento, come tutti i diffusori che funzionano con principio analogo, è piuttosto critico, spero tu abbia abbastanza libertà di "movimento" nella tua sala d'ascolto per poter trovare la posizione migliore, il più convincente compromesso tra immagine, presenza, corpo della gamma bassa e pulizia della gamma media. In generale non gradiscono molto la vicinanza dalle pareti circostanti, ma dovrai armarti di santa pazienza e fare tanti, tanti esperimenti.
Dal punto di vista del pilotaggio, non vedo problemi particolari col tuo Accuphase. Una cosa è certa: la coppia di famiglia 33 + 303 non è esattamente il massimo per le signorine inglesi. Il pre, in particolare, è una delle cose meno riuscite di Quad. E' il loro primo pre a stato solido, si parla di un progetto del 1969, se non ricordo male, diciamo che i tecnici Quad avevano più dimestichezza con le valvole allora!
In definitiva: se te ne sei innamorato anche essendo pilotate dalla coppia suddetta, beh allora che aspetti a portatele a casa? Con un'amplificazione migliore suoneranno ancora meglio. Quel che mi preoccupa di più è che in una precedente lettera ti lamentavi del suono un po' "povero in basso" delle tue KEF 105. Temo che le ESL 63 di basso ne abbiano ancor meno...
Tienimi aggiornato su come evolve la situazione!
Lucio Cadeddu

Lettera aperta di ringraziamento...
...a tutti coloro che mi hanno aiutato!
Orbene, queste sono le considerazioni di un "musicovoro" soddisfatto, che finalmente tira le somme dopo un percorso durato parecchi mesi alla ricerca del sistema più adatto ai suoi gusti e alle sue... tasche.
Non mi considero un vero e proprio "audiofilo", e non certo per snobismo intellettuale, ma perché per me l'hi-fi è un mezzo per arrivare alla musica. E soprattutto perché non ho né la competenza tecnica né una sufficiente conoscenza dei prodotti sul mercato per considerarmi un audiofilo.
Certo questo comporta un certo handicap nella scelta dei componenti. Ci si può fidare, è vero, del proprio orecchio, ma avendo tempo e risorse limitate, non si possono provare tutte le combinazioni di cavi-casse-ampli-lettori che ricadono nel proprio budget.
Ho potuto constatare sulla mia pelle che assemblare un sistema hi-fi decente è un'attività dispendiosa anche in termini di tempo. Se lo si fa - come me - con il solo obbiettivo di tornare a curare il Software e dimenticarsi dell'Hardware, può risultare persino un po' frustrante in certi momenti. Ma sempre comunque interessante.
E così bisogna anche imparare a fidarsi, oltre che del proprio orecchio, almeno di "alcune" persone, allenandosi a discernere fra ciarlatani/improvvisati e seri appassionati/professionisti.
Spero di aver imparato almeno qualcosina, per esempio che non sempre (come qualcuno afferma) i commercianti sono nostri peggiori nemici, che si possono cogliere buoni consigli da parecchie persone, che la buona fede e il buon orecchio non sono caratteristiche necessariamente coincidenti, che basta un cavo sbagliato per vanificare un investimento elevato, che non esistono marche sacre e intoccabili.
Per questi e altri motivi, desidero ringraziare tutti coloro che, in un modo o nell'altro, mi hanno aiutato a giungere ad un risultato che ritengo pienamente soddisfacente, perlomeno in rapporto al mio budget e al mio ambiente di ascolto (sotto riporto la descrizione del mio impianto, consapevole che avrei ancora margine di miglioramento con qualche accessorio aggiuntivo).
Non so se, in una lettera aperta di questo tipo, sia opportuno fare nomi e cognomi, perché si rischia di cadere nella propaganda. Ammetto che la tentazione di listare "buoni" e "cattivi" è forte, ma cercherò di resistere. Se ho rischiato di farmi ammaliare dalle prediche di qualche guru mono-marca, non posso mica incolpare loro, semmai la mia iniziale ingenuità.
Sto scrivendo tutto ciò a TNT perché sono certo che i suddetti "buoni" che ho avuto la fortuna di incontrare, la leggano e si riconoscano in questa lettera.
Ecco dunque il risultato dei miei sforzi e anche della vostra consulenza, componenti quasi tutti acquistati usati o ex-demo:

Una volta Lucio mi scrisse (me lo ricordo bene) che l'accoppiata Thiel + NuForce "non concede nulla all'eufonia fine a sé stessa". E' verissimo, ma aggiungo una constatazione per me molto importante: è un sistema per nulla schizzinoso, digerisce bene qualunque genere musicale e mi ha fatto letteralmente riscoprire anche registrazioni che ritenevo datate o mediocri. Se è vero che mette in luce ogni difetto in maniera impietosa, allo stesso tempo riesce a tirare fuori il meglio da (quasi) qualunque cosa.
E io - ognuno ha le sue perversioni - amo il suono un po' naif di certe registrazioni anni '60 e '70, anzi lo sto apprezzando sempre di più.
Adesso, spero per un bel po' di tempo, mi godrò la mia musica, senza pensare che per giungere al mio orecchio attraversa tanti componenti e fili. Credo che finalmente mi sarà facile. Grazie ancora a tutti, TNT-isti e non :-)
Paolo - E-mail: pa_gho (at) hotmail.com

LC
Caro Paolo,
grazie per la preziosa testimonianza e per la conferma di quanto ho scritto nella recensione dei
NuForce REF 9: trasparenti fino all'estremo ma PROPRIO PER QUESTO incredibilmente musicali.
Sono contento che il tuo impianto ora ti soddisfi, in parte mi sento "responsabile" di alcune delle tue scelte, forse di quelle più "sostanziali" (ampli + casse). Adesso dedicati all'ascolto della Musica, vera Musa ispiratrice di sentimenti ed emozioni per tutti noi. Un buon impianto ci permette di sentire la sua ammaliante voce un po' più vicina a noi...
Buon ascolto!
Lucio Cadeddu

Classe T multifunzione
Salve, spero che abbiate tempo per rispondere a questa email e spero di non disturbare con domande sciocche. Ho letto tutte le recensioni sugli ampli T e ho navigato a lungo in rete alla ricerca di qualcosa che potesse fare al mio caso ... premesso che non sono un audiofilo, vorrei comunque avere un piccolo sistema multifunzione in alternativa ai classici 2.1 multimediali che onestamente non mi convincono molto ... pensavo ad un ampli con il famoso chip Tripath TA2020 ... purtroppo il t-amp non mi piace molto per l'assenza di entrate ... e non vorrei accoppiarlo ad uno switch ... per motivi di funzionalità e di trasporto ... oltre al lato estetico ... esiste un ampli con il tripath TA2020 con 3/4 ingressi analogici?
Meglio se con jack 3,5 ... che costi intorno ai 100 euro (senza alimentatore stabilizzato) e che sia discreto? L'ideale sarebbe 3 da 3,5 e uno rca vorrei collegare l'ampli a due casse Indiana Line TH 260 (vanno bene?) budget 150/200 max.
L'ampli suonerà in una stanza da 23mq e verrà usato con TV, DVD/Divx e ipod ... una cosa che ci tengo a sottolineare è che le casse saranno ai lati della TV nello stesso pianale quindi niente hi-fi, solo un sistema dove ascoltare buona musica e vedere film con audio decente chiedo troppo? Il budget finale non dovrebbe superare i 300 euro grazie mille per l'attenzione.
P.S. vivo a Barcellona (SPA)
Livio - E-mail: livio_meglio (at) hotmail.com

LC
Caro Livio,
non mi risulta esista un amplificatore integrato con più ingressi, dotato di chip TA2020, per il budget da te indicato. Almeno per ora. Ti consiglierei un T-Amp accoppiato ad un
T-Preamp. Come budget direi che ci rientriamo, le dimensioni sono quelle del T-Amp, più o meno, gli ingressi sufficienti a gestire più sorgenti.
Ha però gli ingressi RCA, non i mini-jack, ma puoi sempre usare degli adattatori! Per l'utilizzo che intendi farne e per le dimensioni della tua sala forse però i 6 watt del T-Amp sarebbero pochini pochini. Il fatto è che non ci sono alternative...se non quella di fartelo costruire da qualcuno: si prende un kit premontato con il chip più potente, si aggiunge un selettore di ingressi e si infila tutto nello stesso cabinet. Magari si riesce anche a farci stare tutto all'interno del cabinet del già citato T-Preamp.
Credo che "in ascolto" ci siano diversi amici audiofili che possano realizzare un aggeggio simile per te.
Altrimenti...rinuncia alla Classe T e prenditi un qualunque piccolo ampli integrato tradizionale....per quella cifra trovi degli onesti giapponesi entry-level che hanno tutto ciò che ti serve (e pure di più). Penso a Pioneer, Sony, Denon, Yamaha...
Ancora meglio, si trovano dei NAD, Rotel, Arcam o Cambridge di qualche anno fa, cercando bene nel mercato dell'usato.
Per quanto riguarda le casse, stando sul nuovo, non è che puoi fare di molto meglio. L'ideale sarebbe dare un'occhiata anche all'usato, magari.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

La classe nei preamplificatori
Buonasera,
volevo gentilmente chiedere informazioni a proposito della migliore compatibilità dei finali
Nuforce ref. 9 con i vari tipi di preamplificatori. In particolare per quanto riguarda la classe di funzionamento del pre, in rapporto al fatto che i Nuforce sono classe D o quasi, meglio evitare la classe A, meglio la AB o la stessa D?
Invece per quanto riguarda la tecnologia: meglio pre stato solido, o uno ottimo a valvole formando così un grande ibrido oppure assolutamente indifferente basta che sia tutto di qualità?
Se mi vuole fare anche qualche esempio di prodotti/marchi.......
Grazie
Roberto - E-mail: roberto.usardi (at) sammontana.it

LC
Caro Roberto,
la "classe" dei preamplificatori è un discorso che affrontammo in dettaglio su questa stessa rubrica qualche tempo fa, grazie alla collaborazione ed alle precisazioni dell'Ing. Manunta di Audio Analogue (si veda Lettere alla Redazione Vol. 358). In pratica la maggior parte dei pre in commercio sono in classe A e quelli ad operazionali sono in classe B o C. La cosa ha, comunque, importanza prossima allo zero quando si tratta di scegliere un preamplificatore.
Il fatto che i finali NuForce siano in classe D non impone alcun tipo di restrizione nella scelta del pre...potresti usarne uno passivo, uno attivo a stato solido, uno a valvole....la scelta dipende evidentemente da altri fattori (prezzo, suono, comodità d'uso).
La stessa NuForce ha realizzato un suo preamplificatore (il P-8) che presto avremo in prova.
Quindi: qualunque pre di qualità andrà più che bene, l'importante è che sia sufficientemente silenzioso (buon rapporto segnale/rumore) altrimenti i REF9 potrebbero incattivirsi e mettere troppo in evidenza tutto il rumore prodotto a monte. Non mi dai un'idea del budget a disposizione, quindi non so fornirti una rosa di candidati. Fossi in te, però, aspetterei la prova del pre NuForce. Se tanto mi dà tanto...;-)
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Braccio autocostruito in legno
Ciao Lucio,
E' nato! Ho appena finito di montare il braccio ligneo, e mi pare funzioni proprio bene.
Come ben sai, l'idea me l'hai data tu quando mi hai detto di contattare Giorgio Pozzoli, cosa che ho fatto, ma senza avere risposta. E così mi sono chiesto se non ci fosse qualche idea nel WEB. Messomi alla ricerca in rete, mi sono imbattuto in tre differenti progetti, 2 tedeschi ed uno anglosassone. Uno dei tedeschi, un inventore pazzo, si era inventato un braccio veramente minimo, e veramente brutto. Partendo da quella idea ho iniziato a comprare i materiali:

Per la parte meccanica ho riutilizzato i componenti del braccio originale. Per fortuna il Lenco possiede una ghiera con due viti per alzare od abbassare la posizione di lavoro del braccio. Questa ghiera si adatta perfetamente al mio bisogno. bastato prendere un pezzo di legno cilindrico, piantargli al centro il cono di metallo, materiale di recupero, bucare per il passaggio del cavo e per l'alloggiamento dell'antiskating, e il gioco è fatto! Il braccio l'ho lavorato di carta vetro, ho scavato l'alloggiamento per la placchetta d'alluminio porta testina, l'ho bucato con trapano a colonna ed ho creato i fori per l'attacco del'antiskating e per il contrappeso.
Quando è stato pronto gli ho dato tre mani di mordente, ed una passata di lucido da scarpe color marrone in tubo, per raggiungere la tonalità rossa del mobile.
Ho poi montato il tutto. I bracci unipivot necessitano di una controbilanciatura laterale, e funzionano sul principio che il peso all'estremità sia più in basso del punto d'appoggio. Ecco perché i pezzi del Lenco sono essenziali. Infatti il contrappeso cromato, è forato asimmetricamente, e quindi si trova molto più in basso della punta che sorregge il braccio. Poi poiché è molto pesante, basta orientarlo un po' verso l'esterno che controbilancia lo Shell, spostato verso l'interno, in modo da ottenere un appoggio della testina perpendicolare al piatto.
Per calcolare il peso d'appoggio mi sono basato sul supporto originale, e poi ho controllato con una bilancina elettronica: Perfetto! Alla terza tacca sono esattamente 2 grammi. Adesso devo migliorare i collegamenti elettrici, poiché ho un fastidioso ronzio. Credo che monterò delle femmine RCA nel mobile distanti dal cavo d'alimentazione. Adesso i fili da avvolgimento passano radenti ai cavi di alimentazione del motore, e credo che quasto sia l'origine del problema. Ad ogni modo non ha avuto ancora modo di provare a fondo, ma mi sembra più arioso, aperto e dinamico. Staremo a vedere come sarà con i cavi nuovi.
Tanti saluti,
Massimo - E-mail: nippoletano (at) freenet.de

[Braccio Lenco in legno]
[Braccio Lenco in legno]

LC
Caro Massimo,
complimenti per la realizzazione! Per quanto riguarda il ronzio di massa non so che dirti, è sempre una gran brutta gatta da pelare nell'analogico. Il cavo che va dal giradischi all'ampli ha la sua importanza. Se quello non è schermato in maniera appropriata il ronzio c'è di sicuro! Non solo, ma se i cavi passano vicini al motore...non c'è da aspettarsi un rapporto segnale/rumore accettabile...
Presto pubblicheremo, spero al rientro da questa pausa estiva, il progetto del nostro braccio unipivot in fibra di carbonio, il TNT LongaManus! Inoltre, è prevista una sorpresa proprio per i possessori di Lenco L75...per cui stai sintonizzato!
Buon ascolto!
Lucio Cadeddu

Scelta diffusori con circa 1000 €
Caro Direttore,
Complimenti per il lavoro svolto e, soprattutto, per la professionalità con cui lo svolgi (a gratis).
Ho bisogno di un consiglio per mio suocero, un audiofilo di 72 anni che ascolta jazz da circa 50.
Finalmente sono riuscito a convincerlo a posizionare l'impianto su di un tavolino portaelettroniche come si deve (forse acquisterà Solid Steel) e, cosa più importante, a cambiare i diffusori (Bose Acoustimass). L'impianto è così composto:

Ora il problema che si pone è la scelta dei diffusori, considerando che andranno posti sul lato corto di un stanza (2x4.5 m) arredata con una libreria sul lato lungo (profonda 40 cm circa). Il budget che destineremo all'acquisto è compreso tra 700 e 1200 euro. Diffusori da stand o da pavimento?
Considera che lo spazio a disposizione non è molto per distanziare adeguatamente le casse delle pareti.
Puoi darci un consiglio anche sui cavi di segnale e di potenza? (Budget non superiore a 150/200 euro).
Ti ringrazio in anticipo per la risposta [ peraltro non obbligatoria :-}(]. Complimenti ancora per la rivista e per il lavoro che svolgi.
Giovanni E-mail: topoguzzi (at) yahoo.it

LC
Caro Giovanni,
opterei per dei diffusori a torre, dal forte sviluppo verticale e ridottissimo ingombro in pianta. Sono molti i costruttori che utilizzano questa tipologia, per certi versi "vincente" rispetto alla soluzione un po' ballerina di bookshelf + stand.
Mi permetto di ricordarti solo qualche buon esempio di casa nostra: Aliante CNM Tower, diversi modelli Indiana Line e Chario, Opera Platea (solo leggermente fuori budget). All'estero, invece, non dimenticatevi di valutare qualche modello Mission, KEF o Monitor Audio. La stanza è invero un po' piccola e dalla forma molto allungata: questo comporterà inevitabilmente, utilizzando il lato corto, una ridotta distanza dai diffusori. Se fosse possibile, proverei anche a disporre i diffusori sul lato lungo.
Per quanto riguarda i cavi valgono i soliti consigli: fatevi proporre qualcosa da chi vi venderà i diffusori, facendo solo attenzione a non discostarvi troppo da materiale di buon nome e dal buon rapporto qualità/prezzo. Siccome si tratta dei primi cavi in sostituzione di quelli "standard" eviterei esperimenti esotici. I cataloghi Monster, Supra, Audioquest e Van den Hul brulicano di prodotti dall'ottimo rapporto qualità/prezzo: difficile sbagliare se ci si affida a questi. Infine, non so se possa rientrare nei vostri piani, ma non disdegnate la possibilità di valutare qualche buon usato, ogni negozio di HiFi un po' fornito ha sempre una discreta selezione di apparecchi second-hand.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Lettore CD vintage?
Gentile sig. Cadeddu,
le scrivo per avere un suo parere sul futuro acquisto di un lettore CD. Ascolto con un LS16 ed un V70 ARC e, pensa un po', due Ditton 66. La mia nicchia d'ascolto è una mansarda con il tetto inclinato rivestita di legno, circa 3 metri per 4, con l'impianto nella parte bassa ed il punto di ascolto nella parte più alta. Fino a poco fa usavo due Aerius i; lamentavo un suono aspro ed esile e ne davo la colpa alla stanza piccola e di conformazione strana. O probabilmente la stanza non è adatta a quelle casse.
Avevo le Ditton in un angolo da anni ed ho deciso di provarle, scoprendo che pilotate da apparecchi di qualità hanno da dire la loro, eccome !! Pur con i loro limiti - bassi più lunghi, meno precisione di immagine e un poco meno di profondità - le preferisco per la naturalezza ed il corpo, insomma una certa schiettezza, più grossolana se vogliamo, ma più "viva". Del resto suonando il piano, ed avendo un mezza coda in casa, ho un reale riferimento, per certi aspetti. E veniamo al punto.
Al momento utilizzo un DVD Sony (sic!). Ho avuto in prova da un amico meccanica e convertitore Proceed, rispettivamente versione 1 e 2: naturalmente, e mi sarei stupito del contrario, la qualità era di ben altro livello: articolazione, profondità, chiarezza... Si percepisce tutto come se un velo di opacità fosse stato tolto.
Ho visto in vendita questa accoppiata, versione 3, a 1800 euro, ed il prezzo è certamente allettante. Ho però alcuni dubbi:

Voglio aggiungere che personalmente sono piuttosto diffidente verso la "cavomania", non perché non creda alle differenze da uno all'altro, anzi!! Più che altro mi sembra che il rapporto qualità-prezzo sia molto variabile. Ho l'impressione che a volte i cavi vengano venduti a cifre francamente esorbitanti - e non dubito della qualità dei materiali, della fattura, etc. - perché se costano tanto "devono essere per forza buoni". Purtroppo la suggestione influisce parecchio. Non vorrei che anche il "rodaggio", che certamente avrà una sua efficacia, non avesse principalmente l'effetto di abituare ad un certo suono, di cui al primo impatto percepiamo subito le caratteristiche diverse, e che poi con l'abitudine tendiamo a impostare come riferimento.
Inoltre confesso che i cavi aprendomi la possibilità di ritoccare, addirittura modificare il suono dell'impianto, mi rovinano la vita! Perché pensare che "mah, forse cambiando il cavo pre-finale avrei meno asprezza e più profondità", sciupa la tranquillità dell'ascolto.
Non vorrei diventare infatti, e ne conosco tanti purtroppo, un audiofilo di quelli che ascoltano l'impianto e non la musica. Perché se ascolto vecchie registrazioni di Michelangeli o di Rubinstein, tecnicamente schifose, emerge comunque la musica ed il resto scompare. Certo: bisogna puntare al raggiungimento di una qualità soddisfacente, ma credo che si debba fare attenzione a non trasformare una ricerca in un viaggio senza fine - dato che c'è sempre qualcosa di meglio dietro l'angolo - percorso senza guardarsi intorno, soltanto per camminare.
Per concludere, tornando al CD: questo apparecchio - il Proceed - ha una qualità superlativa (opinione del resto discutibile) raggiungibile soltanto da altri più "attuali" di classe molto alta e costosa, oppure con anche duemila - duemilacinquecento euro si acquista un lettore più recente, uno o due telai, che può essere al livello del Proceed? E qui mi chiedo: ci sono lettori DVD che abbiano una simile qualità, o per stare su certi livelli si deve puntare su apparecchi specifici? Nel caso ha alcuni candidati da indicarmi?
La ringrazio molto per la cortesia e per il suo tempo,
Cordiali saluti
Nicola - E-mail: morettinic (at) tin.it

LC
Caro Nicola,
il problema dei lettori CD vintage è la reperibilità dei ricambi della meccanica e, in certi casi molto sfortunati, di determinati chipset. Il due telai Proceed che ti hanno proposto è un'ottima scelta, il prezzo non è spropositato (anche se negli USA si trova per molto meno) e la qualità è sicura. Magari funzionerà senza problemi per una vita...magari no. E' difficile prevederlo e personalmente non voglio assumermi questa responsabilità. Posso però dirti che nel mio impianto c'è una meccanica CD abbastanza vecchiotta e pure un lettore integrato con molti anni alle spalle, insieme a cose più moderne. Finora non mi hanno dato problemi, a parte una necessaria ritaratura del gruppo ottico e della meccanica (spesa: un centinaio di euro).
Il discorso "due telai contro integrato" ha un senso, in effetti il cavo digitale ha la sua bella influenza. Se desideri semplificarti la vita, opta per una macchina integrata di buon livello. Con la cifra che hai a disposizione trovi sia macchine due telai che integrate meritevoli di attenzione, sia usate che nuove. Tirando le somme, forse una soluzione che taglierebbe la testa al toro sarebbe quella di acquistare una macchina integrata di ottimo livello, ma con un paio d'anni di vita: non avresti il problema del cavo in più o dell'assistenza e/o reperibilità dei ricambi. Possibili candidati, che dovrebbero essere reperibili usati per 2000-2500 € sono: Densen B400XS, Linn Ikemi, Meridian 588, Naim CDX e, magari con un po' di fortuna, qualche integrato Wadia.
Lascerei perdere del tutto il discorso del lettore DVD o multistandard.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

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