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Lettere alla Redazione

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I volumi della posta precedente

  1. Voci "sparate"
  2. Upgrade di un impianto anni '80
  3. Nirvana Audiofilo
  4. Mezzo impianto con 500 €
  5. Tripath a tutta / 4
  6. Upgrade post-laurea
  7. Ancora diffusori con 1000 €
  8. Pregiudizi
  9. Martin Logan ed ambiente
  10. 400 € per il rock

Voci "sparate"
Caro Lucio, complimenti per la tua passione e per TNT.
Ho un impianto composto da: diffusori Relco Audio Vertis Three (visibili sul sito del produttore) di cui sono innamorato per il tweeter "chirurgico" dal punto di vista del dettaglio. Le frequenze medie sono discrete (ovvia pecca del sistema ibrido) e le basse sono sufficentemente calde e profonde. Ampli Audio Analogue Puccini S.E. che mi sembra ben bilanciato e caldo e un NAD 541i. Cavi segnale Monster Cable Interlink 400 e TNT di potenza. Cavo alimentazione "buono".
L'ambiente di ascolto è il mio salotto, tutto ricoperto di legno (anche il soffitto) e il pavimento è in moquette nella parte dove c'è l'impianto. Sono soddisfatto del suono, ma vorrei migliorare alcune frequenze e il bilanciamento del tutto soprattutto quando ascolto Battiato (che canta con la bocca attaccata al microfono) o pezzi impegnativi nelle medie frequenze.
L'effetto sgradevole è lo stridore della voce che perde spessore, dettaglio e sembra "gridata". Ho solamente avuto l'occasione di sentire un CD Vincent senza cambiare null'altro e il suono è migliorato. La voce era più naturale e dolce mentre il resto della banda sonora (compreso il dettaglio alle alte frequenze) rimaneva buono come prima.
Sarei grato se tu potessi propormi qualche modello di lettore che possa sostituire il Nad, nel caso sia esso il responsabile di "sparare" certi pezzi della mia cara musica.
Cordiali saluti,
Stefano - E-mail: stefanorigoni (at) hotmail.com

LC
Caro Stefano,
non so se sia il NAD il responsabile per questa aggressività in gamma media. Certo è che se con il lettore CD Vincent la situazione è migliorata qualche indizio lo abbiamo già acquisito. Non conosco il lettore che hai provato ma le alternative di sicuro non mancano: tutto dipende dal budget a tua disposizione. Partirei con il valutare un Audio Analogue Paganini, tanto per restare "in casa" o un vecchio Maestro usato. Poi passerei a Rega (Planet o Apollo), passando per Naim CD5 (se le finanze lo permettessero) o Linn Genki o Ikemi, eventualmente guardando nell'usato. Secondo me, in ognuno di questi casi, il salto di qualità sarebbe sensibile.
C'è tuttavia da fare un discorso generale: certe riprese microfoniche, se cariche di effetti o rovinate da microfoni troppo vicini o da tecnici del suono che vogliono la voce "grande" a tutti i costi, non c'è verso di ascoltarle "bene".
L'impianto deve riprodurre ciò che c'è inciso sul disco: se la voce è incisa male, si DEVE sentir male. Visto che li citi, i dischi di Battiato non hanno mai brillato per qualità d'incisione ma non erano neanche terribili. Ad esempio, Fisiognomica su vinile suonava discretamente bene. La voce del Padrone su CD era invece nettamente peggio.
Buon ascolto!
Lucio Cadeddu

Upgrade di un impianto anni '80
Egregio sig. Cadeddu,
la tentazione di darle del tu è grande, visto che mi sembra di conoscerla da tanto, sulle pagine della sua rivista online, ma mi inpedisce di farlo la stima che ho per lei.
Mi permetto però di importunarla per porle un quesito sul quale da qualche tempo mi interrogo. Ho costituito il mio impianto alla fine degli anni '80, quando le mie conoscenze in fatto di hi-fi erano nulle, mi sono così rivolto a un negoziante di Torino, segnalatomi da un amico, al quale ho chiesto di supportarmi nell'acquisto, per il quale non disponevo di un budget troppo elevato.
Ho così acquistato un giradischi thorens td 318, usato, sul quale ho montato una testina akg p15. Un ampli mission cyrus one e dei diffusori kef c35, cavi di potenza mission con bananine. Per qualche anno mi sono goduto il mio impianto ascoltando i miei dischi in vinile, poi qualche anno fa ho acquistato in un altro negozio (quello di Torino nel frattempo ha chiuso) un lettore cd Onkyo dx-7711 con cavo di segnale van den hul 502. Mi perdoni se mi dilungo, vedo di concludere, ora non possiedo la competenza per valutare quale elemento del mio impianto valga la pena di sostituire per ottenere un miglioramento, credo che il braccio possa essere uno, purtroppo anche il secondo negozio si è messo a vendere telefonini e la persona che mi ha venduto il cd non c'è più. Quindi non mi resta che chiedere a lei come orientarmi, mi sono già servito di consigli della sua rubrica per disposizione delle casse, stands ecc. ecc.
Grazie per il suo prezioso tempo,
Fabrizio - E-mail: fabrizio.milia (at) alice.it

LC
Caro Fabrizio,
avrai notato come su questa Rubrica il "tu" sia d'obbligo. Corro il rischio di mancare di rispetto ma alla fine preferisco così, in fondo siamo tutti qui a condividere la stessa Passione.
A Torino qualche buon negozio di HiFi dovrebbe essere sopravvissuto (ad es. Ambience), potresti chiedere al gruppo di audiofili torinesi della nostra
TNT Piemonte, mailing list di discussione "regionale".
Nel tuo impianto, se davvero avessi voglia di upgrade, potresti valutare una nuova coppia di diffusori. Il resto è certamente di livello superiore ed in grado di fornire prestazioni migliori. Potresti valutare qualche buon usato (magari qualcuno del gruppo ha qualcosa che potrebbe andar bene) oppure tramite la selezione di materiale second-hand di qualche negozio.
Qualora fossi orientato su diffusori da supporto come le tue attuali C35 potresti valutare qualche modello recente dello stesso costruttore inglese oppure concentrarti su qualche prodotto italiano. Nel settore dei diffusori da supporto le Aziende italiane sanno fare prodotti eccellenti. Non troppo distanti da Torino, tra l'altro, dovresti trovare sia Indiana Line che Acoustical/Aliante. Fissa un budget ed inizia a guardarti intorno, poi magari sentiamoci di nuovo.
L'altro componente sul quale dovresti concentrarti è la testina. Se è rimasta tale e quale da allora sino ad oggi ed è stata usata regolarmente, è possibile che abbia lo stilo consumato, anzi defunto. Potresti, alternativamente, o cercare lo stilo di ricambio (anche in rete) oppure pensare ad una testina nuova (ad esempio Grado, Sumiko, ProJect...). Pure in questo caso sarebbe utile fissare un budget di massima.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Nirvana Audiofilo
Egregio Signore,
dopo aver letto per circa 5 anni alcune lettere, molte inserzioni, tutte le prove, Le porto il mio personale e sentito ringraziamento per avermi aiutato a raggiungere il Nirvana Audiofilo: nella confusione più totale della novità dell'ultim'ora, nella follia dell'home theater, nei listini impazziti come i caffè in piazza S. Marco a Venezia (supplemento musica 36?) me la sono messa via e non voglio più ascoltare null'altro se non musica.
Da 25 anni amo toccare i vinili, trovo commovente vedere il cassetto del cd che si chiude e va a farsi una lampada. La mia passione è incrollabile visti i personaggi che mi sono trovato di fronte: venditori analfabeti che mi misurarono per i (pochi) soldi che avevo spegnendo ogni velleità futura (loro).
Avevo pochi soldi e tanta passione, ora per mia fortuna, e, soprattutto meriti, ho parecchi soldi e neppure uno speso presso quei punti vendita presso i quali mi dissero: o mi dai un acconto, oppure non ti faccio sentire più nulla. (pochi minuti di riproduzione in 3- 4 visite).
Grazie a voi ho raggiunto con cognizione di causa quello che desideravo e sono soddisfatto. Da 10 anni dormo sonni tranquilli con 2 finaloni mono, con alle redini un pre valvolare, fantino un ottimo DAC e l'ippodromo sono delle incredibili torri italiane acquistate e tweakkate dopo aver letto la vostra rececensione: Indiana Line Arbour 5.20 con pesante zavorra al posto del basamento, sabbia dentro, piedini fatti al tornio et voilà reggono lo scontro con la musica da camera e il jazz che preferisco.
Grazie e viva la musica.
Davide - E-mail: davide.facchin (at) gasai.it

LC
Caro Davide,
questa tua rientra di diritto nel nostro "Angolo dell'Ottimismo" e mi consente di fare una riflessione. E' vero che qualche negoziante offre l'ascolto solo in cambio di una "prova" di interesse vero del cliente. E' sgradevole, certamente, ma evidentemente tale pratica, anziché generata dalla scortesia e scarsa disponibilità, potrebbe essere motivata da esperienze pregresse con i tanti perditempo che affollano questo settore.
Credimi, ce ne sono davvero TANTI. Se ne riconosce qualcuno anche su questa stessa rubrica, che è un po' uno specchio della realtà che tutti i negozianti vivono giorno per giorno. Tanti sono gli "audiofili" che scrivono con 30 quesiti, anche i più improbabili, con liste della spesa prese copiando pari pari mezzo Annuario, con fantomatiche ipotesi di budget che vivono solo dentro ai loro sogni. E' così, bisogna pur prenderne atto, senza nascondersi dietro ad un dito.
Io ogni settimana faccio una grossa selezione e, ad esempio, rispondo privatamente ai deliri più insistenti. Ci sono persone che ci scrivono anche 3-4 volte al giorno ed ogni messaggio contiene un apparecchio diverso sul quale fornire il giudizio da Uomini Del Monte. Inutile dire che, a distanza di mesi (o più) l'acquisto non si concretizza mai. A me non costa molto rispondere ad un mail (adesso capite perché spesso sono ultra-sintetico) ma immaginate quei poveri negozianti che dovessero trovarsi davanti, ogni giorno, personaggi del genere. Alla fine bisogna pur vivere! E non li si può liquidare con un e-mail...
Tra l'altro, come ho amaramente notato, essere disponibili con questi personaggi è più che controproducente: più corda gli dai e più chiedono, con una insistenza che rasenta la paranoia. Così, mentre io non ci perdo nulla a mandarli ogni tanto al diavolo, un negoziante deve pur tutelarsi. L'idea dell'acconto per l'ascolto è brutta, inelegante ma talvolta funziona. Magari riesce a filtrare meglio i potenziali clienti. Certamente ne allontana alcuni seri, ma è anche questo il cosiddetto "rischio d'impresa".
Grazie per il prezioso spunto,
Lucio Cadeddu

Mezzo impianto con 500 €
Ciao Lucio,
seguo la tua rivista ormai da diversi anni e sono uno "sfegatato" dell'autocostruzione e del tweaking, forse perché sono uno studente fuorisede e non ho ancora uno stipendio da sperperare in apparecchiature esoteriche o forse proprio perché mi piace da pazzi smontare e rimontare e provare a riparare vecchi amplificatori e lettori CD.
Il mio primo progetto di autocostruzione sono stati proprio i diffusori
TNT Nues, e grazie a voi ho scoperto le strabilianti qualità del blue-tac o meglio stucco per idraulici (ben più economico ed ugualmente funzionale).
Dopo le casse sono venuti un paio di amplificatori in KIT ma la mia opera meglio riuscita, forse perché l'ho realizzata senza l'aiuto di nessuno (per le NUES mi ero fatto aiutare da mio padre falegname e da un amico più pratico con il saldatore) è stato un GAINCLONE.
Lo utilizzo ormai da 2 anni collegato a due casse Technics e al lettore CD Marantz CD63se nella mia cameretta e devo dire che non mi ha mai dato una delusione.
Certo ora che l'ho provato con le NUES sento che fatica un po' ma, l'ambiente di ascolto è diverso, una grande sala da pranzo a casa dei miei, e credo che dipenda proprio dalla differenza di dimensioni. Comunque vengo al dunque della lettera: il mio amico Giuliano, lavoratore (fortunato lui), mi ha chiesto di consigliarli un'accoppiata ampli + diffusori da mettere nel salotto per una spesa complessiva intorno ai 400-500 euro.
Io sono riuscito a farlo desistere dal suo primordiale intento di acquistare un compatto tutto in uno di buon livello tipo Teac o Yamaha in quanto un lettore DVD, CD, MP3 lo ha già e dunque perché non sfruttare quello che ha.
Certo è un lettore-masterizzatore di DVD della Sanyo e non avrà particolari caratteristiche sonore ma per iniziare, secondo me, va bene, c'è sempre tempo per aggiungere un buon lettore CD.
Per l'ampli avevo pensato ad un AERON A2 o A4, HARMAN KARDON, NAD, CAMBRIDGE AUDIO A3i, ONKYO A9211, DENON ma sembrano introvabili, sono stati tutti schiacciati dai sintoamplificatori A/V e l'unico modo di acquistarli (almeno nella mia zona, PISA) è rimasto internet. Navigando su Ebay ho trovato però qualche buona offerta ma il problema però più difficile sarà la scelta delle casse: lo spazio a disposizione non è molto ed al massimo la ragazza del mio amico potrà sopportare della casse da libreria di medie dimensioni.
Ora visto che la spesa per l'amplificatore si potrà aggirare (visti i prezzi) sui 200-250 quale casse mi consiglieresti di acquistare con i restanti 250-300 euro di budget?
Anzi visto che spesso nelle risposte vedo scritto che il più delle volte è meglio cominciare dalle casse, da quali casse partiresti e a quale ampli della fascia sopra indicata le abbineresti?
Premetto che il mio amico non ha particolari vezzi audiofili ma dopo anni di musica ascoltata o al pc o in auto voleva regalarsi qualcosa di valore e diverso da quello che si può trovare in ogni negozio di elettronica o elettrodomestici.
Ascolta per lo più musica leggera italiana e straniera ed un po' di rock, l'ambiente d'ascolto è di circa 5x8 metri e le casse andrebbero posizionate sul lato più stretto.
Grazie in anticipo per la risposta e complimenti per l'estrema chiarezza e ricchezza del sito.
Continua così...
Filippo - E-mail: tantini1977 (at) virgilio.it

LC
Caro Filippo,
fortunatamente la scelta di diffusori bookshelf in quella fascia di prezzo è molto ampia. Si va dalle Indiana Line 5.06 o 4.04, KEF Cresta 10, Tannoy Fusion 2, B&W DM600 o 303, Wharfedale Diamond 9.2, Klipsch RB-10. Nella categoria amplificatori la scelta invece è molto ristretta e lasciando perdere il T-Amp, soluzione forse troppo "estrema" per il tuo amico (la sala comunque è troppo ampia per i pochi watt del T-Amp), resterebbero gli entry-level di Denon (PMA 500 o 495), Yamaha AX 397, Onkyo A-9211. Nel nuovo non c'è praticamente altro.
Credo comunque che, a patto di curare un minimo la disposizione dei diffusori le soddisfazioni non mancheranno, specie se l'amico è abituato all'audio del PC!
Le casse, ad esempio, pur essendo "da libreria" sarebbe meglio che non fossero messe su questa ma su dei supporti adeguati. Lo so che lo ripeto sempre, ma è un aspetto al quale non si da mai sufficiente importanza.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Tripath a tutta / 4
Ciao Lucio,
ero rimasto in sospeso con le sperimentazioni sul Tripath, ed ecco l'ultima fatica...
Avevo già realizzato un pre passivo telecomandato ed un finale su Fenice 20 ed ecco l'ultima fatica, il finale di potenza basato su Fenice 100 di S3Shop e aliementatore / toroide di Moxied.
Dopo diversi mesi di acquisto "a formichina", sono riuscito a terminare il finale di potenza, basato sulla versione da 90+90 W su 4 Ohm del chip in classe T, il TA2022 di Tripath.
Dopo aver acquistato le necessarie minuterie da Audiokit, dove ho optato per 4 condensatori da 10.000 + 2 da 1.000 uF, ho messo insieme il tutto come da indicazione dei pazientissimi Bruno, Marco e Mauro rispettivamente di S3Shop, Moxied e Audiokit.
Avendo cura di NON risparmiare sui componenti, soprattutto su cavi (ho optato per Van Den Hul per i cavi di segnale e sul progetto TnT Star), il risultato è un amplificatore di gran classe. L'amplificatore conserva le notevoli caratteristiche di risoluzione spaziale della versione Fenice 20, avendo maggiore profondità ma leggermente minore localizzabilità degli strumenti (tieni conto che l'ampli è ancora da rodare, ha suonato davvero troppo poco). La maggiore potenza a disposizione assicura una velocità notevole nei transienti, quindi offre una godibilità maggiore (sempre rispetto alla Fenice 20) dei brani di musica classica, mentre rock / jazz sono sempre vivi, palpabili, come fossero davanti all'ascoltatore.
Il kit complessivamente non è proprio economicissimo (siamo sui 300 e passa euro), tutto compreso, ma il livello dell'amplificatore è davvero paragonabile a prodotti hi-end blasonatissimi che, nel frattempo, ho avuto la fortuna di poter ascoltare.
Per chi volesse cimentarsi, ecco i link ai produttori dei singoli componenti:

Carlo - E-mail: cconsoli (at) iol.it

LC
Caro Carlo,
ti ringrazio per l'aggiornamento continuo sugli esperimenti Tripath. Per tutti gli appassionati di classe D posso anticipare che a breve dovrei avere in prova altre amplificazioni "finite" con buona potenza e qualche ingresso in più. Inoltre, sto ascoltando proprio in questi mesi una nuova incarnazione del TA2024 (il chip del T-Amp) montato su un circuito di concezione audiophile, con alimentazione già disponibile "di serie", buoni connettori ed un cabinet persino più piccolo dello stesso T-Amp (!!!) Tale ampli sarà confrontato con il Super T-Amp e naturalmente col T-Amp in versione "liscia". Da quel che sto sentendo i risultati sembrano molto, molto promettenti. Ed i costi sono sempre incredibilmente bassi (meno di 90 € tutto incluso).
In effetti, quel che più mi attrae delle nuove amplificazioni "digitali" è il fatto che tale tecnologia possa rendere disponibili ottimi apparecchi "finiti" a prezzi bassi. I kit di autocostruzione NON possono essere considerati valide alternative per tutti, ci sono moltissime persone che non hanno mai preso in mano un saldatore!
Buon ascolto!
Lucio Cadeddu

Upgrade post-laurea
Salve mi scuso per la banalità ma mi sembra doveroso iniziare dai complimenti per la sua rivista.
Farò una breve storia del mio avvicinarmi al mondo dell'hifi. Tutto ebbe inizio quando ebbi l'intenzione di acquistare di un giradischi (le digitalizazioni non mi sono mai state simpatiche, in quanto in un processo di digitalizzazione, per definizione, c'è perdita di informazione. Anche se sono consapevole del fatto che le moderne digitalizazzioni, fatte su parecchi bit, dovrebbero essere affidabili).
Ho scoperto allora l'esistenza di TNT-audio e leggendo i suoi "consigli per gli acquisti" decisi di comprare un Thorens. Purtroppo il mio budget è estremamente limitato in quanto sono uno studente fuori-sede, così riuscii a comprare un td 115 che ho poi venduto per sostituirlo al mio attuale td 105 mk II (che venderò perché mi sono appena aggiudicato su un'asta online un td 280 mk IV). Dopo aver comprato il giradischi, col passare dei mesi e col budget sempre più limitato, ho comprato quello che attualmente è il mio modestissimo impianto formato da:

La mia camera è 4m x 4 m. Amo la musica classica, il jazz, e il rock. Problema 1: amplificatore: il kenwood nella sua sezione pre, ovvero accade che ogni tanto i bassi risultano eccessivi sulla cassa di dx ma se gioco un po' con i pulsantini (mono, tape a, tape b, filter low on, filter high on) il problema svanisce. Ho provato a mettere dell'antiossidante nei contatti ma se in un primo momento sembrava che funzionasse, dopo qualche mese si è ripresentato il problema. Sono indeciso su come risolvere il problema ed in prospettiva mi vengono in mente tre ipotesi:
  1. Acquisto un t-preamp, così del mio amp uso solo il finale (finale e pre sono separabili)
  2. Acquisto un pre di qualità in prospettiva di un upgrade futuro. (se mi consigli questa ipotesi, sappi che il mio budget è di circa 200,00 euro e che quindi peso sia dura)
  3. Cambio l'amplificatore, se così fosse cosa mi consiglieresti di guardare (il mio budget è sempre di circa 200,00 euro)
Problema 2: Diffusori: le mie casse non mi convincono per niente ma fortunatamente presto mi laurerò e pensavo di acquistarli nuovi con le laute mance che riceverò. Credo che avrò a disposizione un budget di circa 600 euro, su cosa dovrei orientarmi?
Problema 3: pensi che guadagnerei in suono migliore se sostituissi la mia attuale testina con una Sumiko Oyster?
La ringrazio per la sua attenzione.
Saluti,
Toti - E-mail: sullecordediaries (at) gmail.com

LC
Caro Toti,
permettimi prima di tutto una precisazione: "per definizione" non è vero che il digitale implichi una perdita di dati. Anzi, dal punto di vista teorico un campionamento a 16bit/44 kHz è sufficiente per ottenere la banda audio completa. Che poi tra la teoria e la pratica possano esserci discrepanze sono d'accordo, però....
Venendo ai tuoi quesiti: con 200 euro, nell'usato, trovi fior fiore di integrati "audiophile" di qualche anno fa che risolverebbero tutti i tuoi problemi alla radice. Penso ai Rotel della serie 9xx (ma anche i più vecchi 8xx), i vari NAD 3xx, purché dotati di ingresso phono, vari Arcam serie Alpha...insomma c'è solo l'imbarazzo della scelta. Il salto qualitativo sarebbe notevole.
I tuoi diffusori non li conosco ma dalle caratteristiche sembrano essere dei prodotti per il mercato pro, piuttosto economici. A volte riservano delle sorprese, quindi preferirei non pronunciarmi. Prova ad ascoltarli con un buon amplificatore, magari li rivaluti...o magari li rottami :-)
Nel frattempo prova a sentire qualcosa nella fascia di prezzo da te indicata, su questa Rubrica trovi facilmente liste di candidati da cercare sia nel nuovo che nell'usato.
Per ora non sostituirei la testina. La Sumiko potrebbe essere un upgrade non troppo significativo, meglio pensare a passi più "sostanziali". In ogni caso, aspetta a rivalutare il tutto con il nuovo giradischi in arrivo.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Ancora diffusori con 1000 €
Gentilissimo (e pazientissimo) Lucio...
Ho letto la tua sulla posta alla redazione... e... le cose non mi sono tanto tanto più chiare... Nella monografia "Come scegliere le casse" dicevi che "un tempo" si dedicava il 50% alle casse... ma sceglierle troppo buone significa anche averle molto rilevatrici del segnale a monte.
Ora mi dici di spendere 1000 euro per le casse e dedicare 500 euro sia all'amplificatore che al lettore cd.
Ok... ma mi sembra che con 500 euro, a prezzo di listino, non si riesca a trovare un granchè come qualità...
Tuttavia su internet ho trovato alcuni rivenditori che fanno forti sconti anche su materiale nuovo... ora ti dico... Iniziamo dalle casse... (ricordo che ascolto musica classica, jazz, voci femminili).
Ho letto, sia sulle lettere alla redazione che sulle recensioni, molte lodi su tantissimi marche di diffusori... certo, suppongo che una buona marca costruisca anche modelli appena sufficienti. Come scegliere?<
A questo punto, per fare una scelta, mi sono rivolto verso quelle che sono anche belle, oltre che buone. Tra i diffusori a torre spiccano le

Tra quelle da supporto sono abbastanza innamorato delle Tra quelle economiche (lo so, avevi detto di pagare 1000 euro ma alcune di queste, di listino, costano di più della somma richiesta): Se io riuscissi a pagare 600-700 euro delle casse del valore di 1000 (come le Aliante tower, le Dynaudio 72, le Xavian altea, xn125 o addirittura le MIA con lo stand) potrei spendere 1200-1400 euro per l'accoppiata lettore-amplificatore della stessa marca, come mi hai consigliato?
Certo è che, non so perché, le XAVIAN solo alla vista mi fanno innamorare!
Avrei già qualche idea ma qui, come dici tu, dipenderà dalle casse. Te le anticipo solo: Anche la Cambridge audio mi risulta faccia elettroniche dall'ottimo rapporto qualità-prezzo ma sono così piene di facilities per me inutili, come il sistema Incognito, che mi fannno arrabbiare!
Caro Lucio, confido nella tua pazienza? :-) e, intanto, ti ringrazio!
Ciao,
Remo - E-mail: Remo.Checola (at) agenziaentrate.it

LC
Caro Remo,
nessuna confusione. Questa storia delle percentuali di spesa all'interno di un impianto HiFi non è da vedere come "tavola della legge" ma come regola elastica di puro buonsenso. Così, ad esempio, su un impianto molto economico non si può pensare al principio del "source first", la qualità dei diffusori sarebbe al di sotto del minimo sindacale. Con budget più elevati, invece, la teoria del "source first" riprende quota. Insomma, tutto dipende dal budget a disposizione. Nel tuo caso, a mio modo di vedere (altri ti diranno cose diverse, presumo) non è un'idea malvagia destinare circa metà della cifra ai diffusori. Inoltre, con 1000 euro una coppia di elettroniche decenti si trova eccome. La coppia Arcam che hai citato, ma anche in casa Rotel riusciresti a comporre una sana coppia ampli (con fono) + CD player.
Comunque sia, è chiaro che quando penso ai prezzi dei componenti, mi riferisco a quelli "reali", non necessariamente ai prezzi di listino. Per quanto riguarda i diffusori, più che l'estetica dovrebbe contare il buon suono. Nella interminabile lista che hai fatto ci sono molti diffusori meritevoli ed altri che non conosco. Non vedo preclusioni verso Xavian, viste anche le ottime recensioni qui su TNT-Audio. Tieni anche conto che per i diffusori da stand devi aggiungere il costo di una coppia di buoni supporti. In questa fascia di prezzo le torri iniziano ad essere piuttosto competitive. Per diverse ragioni mi piace di più il lotto delle prime da pavimento, includendo anche le Aliante Nova che dovrebbero essere una versione migliorata delle già ottime CNM Tower (le Nova saranno in prova su TNT-Audio a breve). Non ti resta che ascoltare qualcosa a confronto, magari con l'amplificazione che pensavi di acquistare.
Tienimi aggiornato!
Lucio Cadeddu

Pregiudizi
Gentile direttore,
le sarei grato se spiegasse il motivo del suo disprezzo per i marchi Technics e Pioneer. Nelle sue risposte ai lettori i due marchi sono regolarmente definiti catorci, il Technics 1200 prima della bellissima recensione di Werner Ogiers era sistematicamente da vendere nella migliore delle ipotesi.
Bisogna dire che anche i lettori non scherzano; quando nei loro impianti sono presenti i marchi nominati, stranamente dimenticano il modello...TRATTASI DI CATORCIO PUNTO E BASTA.
Renato Giussani afferma che la produzione nipponica degli anni settanta era per materiali costruttivi superiore a molta produzione statunitense e che il suo Sansui AU-8500 continua a suonare benissimo anche a confronto con i suoi ampli attuali.
Siamo nel 2006, la classe D avanza ma per molti audiofili i pregiudizi sono gli stessi Pioneer, Technics, Denon, Yamaha...etc = immondizia audio.
Paolo - E-mail: ethan10 (at) tiscali.it

LC
Caro Paolo,
ma perché gli audiofili devono sempre essere così drastici? Ho usato UNA SOLA VOLTA il sostantivo "catorcio" riferito ad un sintoampli Pioneer degli anni '70 ed automaticamente avrei definiti così TUTTI gli apparecchi nipponici? Ma per favore! Basterebbe leggere qualche volume in più delle Lettere alla Redazione per rendersi conto che molto spesso ho consigliato (e consiglio) prodotti di quei marchi (alcuni, mica tutti).
Per quanto riguarda il giradischi Technics SL1200 continuo a pensarla nello stesso modo: tra quello ed un Thorens TD160, ad esempio, continuo a preferire quest'ultimo. Per quanto riguarda la produzione nipponica degli anni '70, credimi, la conosco abbastanza bene. Mi spiace per l'Ing. Giussani ma possiedo il fratellone maggiore del suo Sansui 8500, ovvero il gigante AU-11000 che insieme all'AU-20000 rappresentava il top delle amplificazioni "nippo" del periodo, esclusivi e follemente costosi. Per essere bello è bello, ma quanto a suonare, temo di dovermi ripetere: dipende da cosa uno sta cercando. Se è fedeltà al suono originario (e non una sua piacevole interpretazione) allora proprio non ci siamo, a mio parere. Comunque, non mi permetto di giudicare i gusti degli altri, per fortuna che non a tutti piacciono le stesse cose. E se anche fosse un irrazionale attaccamento ad apparecchi che ci ricordano tempi migliori (professionalmente o anagraficamente...) andrebbe comunque bene. Sarebbe sufficiente rendersene conto.
L'AU 11000, rispetto all'onesto 8500, è una Ferrari confrontata con una Punto, dal punto di vista progettuale e delle "pretese" audiofile. Basta vedere quali quotazioni folli raggiunge tra gli appassionati, contro le ben più modeste cifre spuntate dall'AU 8500 e dagli altri fratelli "minori". Ad essere precisi, l'AU-11000 e l'AU-20000 non appartenevano esattamente alla stessa serie dell'AU-8500 o 9500. Facevano parte della più pretenziosa e prestigiosa "Professional Series" dove la Sansui espresse il massimo del proprio know-how disponibile all'epoca, senza limitazioni di prezzo.
Tornando ai tempi nostri, devi darmi atto che molto spesso consiglio prodotti Denon e Yamaha, ad esempio, specie per formare impianti "audiophile" con cifre molto modeste. Non è poi colpa mia se questi costruttori hanno abbandonato l'audio 2 canali, puntando TUTTO sull'HT. Non mi risultano amplificatori o lettori CD di livello alto nei cataloghi di questi Costruttori.
Infine, parlando di pregiudizi, forse sarebbe meglio imparare a scagliare la prima pietra (se si è senza peccato....). Basterebbe ascoltare un buon prodotto moderno a confronto con alcuni degli apparecchi citati per sgombrare VERAMENTE il campo da ogni pregiudizio. Purtroppo, spesso, tali prove nessuno si prende la briga di farle, tutti impegnati a nuotare controcorrente pur di distinguersi.
Buon ascolto!
Lucio Cadeddu

Martin Logan ed ambiente
Cortese dott. Lucio Cadeddu,
è la prima volta che Le scrivo e vorrei che mi aiutasse per un piccolo problema: ho già un impianto che mi soddisfa pienamente ma volendo acquistare un altro impianto (che non sostituirà il precedente) ho pensato di avvalermi, se possibile, della Sua preziosa esperienza. Vorrei partire dalle Martin Logan Aerius che posso prendere usate ad un buon prezzo. Poi vedrò che amplificatore che sorgente e che cavi affiancare.
La domanda è questa: la stanza dove collocare le M.L. è di dimensioni 3,25 x 4,10 mt. E la casse andrebbero sul fronte lungo a 1,20 mt dalla parete di fondo e a 1,20-1,40 mt di distanza da quelle laterali. Che tipo di resa acustica potrei avere?
una stanza troppo piccola per delle ibride come le M.L.? Ed eventualmente, considerato che mi piacerebbe avere un suono dove le caratteristiche principali dovrebbero essere la trasparenza e il microcontrasto, che diffusore mi consiglierebbe per l'ambiente sopra descritto e per un costo non superiore a 3.000-3.500 ? (Proac Response 1 SC)?
La ringrazio anticipatamente.
Marco - E-mail: barosini (at) uniroma3.it

LC
Caro Marco,
le distanze dalle pareti che riusciresti a tenere mi paiono assolutamente ragionevoli, anche per le Aerius. Immagino avrai anche qualche margine di manovra per provare distanze intermedie, onde trovare il giusto compromesso per l'immagine tridimensionale. Ti consiglierei di non accantonare del tutto l'idea di sfruttare la parete corta, magari perdi un po' in immagine (ma non è detto) ma potresti guadagnare in gamma bassa...si tratta di fare qualche esperimento.
Potresti, è vero, rivolgerti a qualche buon diffusore da supporto ma se ti piace il suono del pannello Martin Logan sarà molto difficile trovare dei surrogati. Anzi, direi che è impossibile, viste le caratteristiche di emissione della membrana elettrostatica, confrontata con un sistema tradizionale.
Comunque, se ne avessi la possibilità, viste le caratteristiche del suono che cerchi, non perdere l'occasione di valutare i
Merlin TSM: non sono facili da trovare ma quanto a trasparenza ed immagine sono dei piccoli campioni.
Tienimi aggiornato,
Lucio Cadeddu

400 € per il rock
Spett.le Direttore,
Sono una ragazza amante della musica e sto muovendo i primi passi nell'ambito dell'Alta Fedeltà. Inutile dirle quanto è stata preziosa la sua rivista e quanti utilissimi consigli ne ho potuto trarre.
Ho acquistato un ampli Harman Kardon 3380 ed ora sto pensando all'acquisto delle casse. Purtroppo il mio budget non è molto alto (circa 400 Euro, diciamo pure che è piuttosto basso) e, per forza di cose, devo procurarmi dei diffusori da pavimento. Ho potuto ascoltare le Indiana Line arbour 5.02, le Jbl Northridge e80 e le Wharfedale Diamond 9.5. Le Jbl mi hanno colpito per la loro immediatezza e brillantezza, mentre le Indiana Line sono forse più "corrette" e meno "nervose". Le Wharfedale, francamente, non mi hanno impressionato più di tanto.
Ho anche scovato, su internet, una coppia di Klipsch rf-10 ad un prezzo molto competitivo (intorno ai 400 Euro). Ho letto le recensioni degli altri modelli della Klipsch su TNT e, dal momento che ascolto quasi esclusivamente musica rock, vorrei sapere se conosce le Rf-10 e che differenze di suono presentano rispetto ai modelli che ho potuto ascoltare. Se poi conosce altri modelli che rientrano nella fascia di prezzo che mi interessa le sarei grata se potesse suggerirmeli.
L'ambiente in cui posizionerò le casse è una stanza di 20 mq. piena di mobili in legno e con la carta da parati.
Mi scusi per il linguaggio tutt'altro che tecnico.
Grazie e complimenti per il suo lavoro,
Marina - E-mail: marina.1976 (at) libero.it

LC
Cara Marina,
acquistare senza ascoltare è sempre un grosso rischio. Certo, ci si può fidare del parere di altre persone ma alla fine della fiera molto deve dipendere dal nostro gusto personale, fatta salva una qualità di base minima. Se ascolti quasi esclusivamente Musica rock le Klipsch potrebbero in effetti essere adeguate (il carattere della serie RF è più o meno sempre quello) ma sarebbe forse più sensato basarti sui pochi ascolti che hai fatto. Tieni conto che ciò che in genere colpisce ad un primo ascolto, dopo qualche mese diventa affaticante.
Tra i modelli che hai ascoltato, visto che le Wharfedale 9.5 ti hanno lasciata indifferente, punterei verso le Indiana Line 5.02, versione aggiornata delle vecchie 5.20. Credo che potranno regalarti tanti ascolti piacevoli anche a lungo termine. Volendo proporre un'alternativa, da valutare direttamente però, ti consiglierei sia le KEF Cresta 30 che le Mission M33.
Cura con attenzione il posizionamento e, magari, fatti regalare dei cavi di potenza decenti nel negozio dove acquisterai i diffusori.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

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