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Lettere alla Redazione

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I volumi della posta precedente

  1. Mancanza di impatto con Klipsch
  2. Linea dedicata
  3. Quesiti analogici
  4. Classica imprigionata nei monovia
  5. Ancora sul SACD
  6. Diffusori attivi
  7. Una questione di metodo
  8. Diffusori con 5000 €
  9. Upgrade sorgenti (analogica e digitale)
  10. Upgrade sorgente digitale

Mancanza di impatto con Klipsch
Gentilissimo Lucio,
siamo un laureando in fisica ed un laureando in ingegneria informatica.
Ascoltiamo molta musica, scegliendola tra tutti i generi; in prevalenza elettronica, pop, rock pesante ma anche voci femminili vellutate, jazz e classica.
Dopo numerose esplorazioni tra recensioni ed ascolti - abbiamo letto numerosi articoli nel vostro giornale - abbiamo acquistato un paio di Klipsch RF-5 ed un integrato ibrido Audio Analogue Verdi 70. Il vero tallone d'achille è la sorgente, rappresentata ora da uno dei soliti lettori multiformato economici prodotto dalla Sony.
Per i cavi di potenza siamo ricorsi al cat.5 pensando al TNT-FFRC mentre per quelli di segnale dobbiamo ancora decidere. L'ambiente - riccamente arredato - si presenta come unione di due rettangoli 4,5 x 5,5 m e 2,5 x 4 m, dove i diffusori si trovano nella linea di giunzione dei due vani - il lato di 5,5 m del primo congruente a quello di 4 m del secondo; l'ambiente d'ascolto è quello più piccolo...
Il risultato è notevole, ma in qualche modo un po' inferiore alle aspettative: il suono non pare profondo o tanto esplosivo quanto promettevano i diffusori. Per suonare bene sembra necessario sfruttare a fondo l'amplificatore, tanto da raggiungere la sua saturazione (compaiono come degli schioppettii misti al suono).
Pensiamo che la responsabilità sia da imputarsi in larga parte alla sorgente e ai collegamenti. Con una disponibilità momentanea di alcune centinaia di euro siamo indecisi se acquistare una sorgente usata, un DAC sfruttando l'uscita coassiale digitale del lettore posseduto, costruire un DAC con il rinomato Philips TDA 1541, rimandare l'acquisto a budget migliori oppure demolire una parte di casa ricostruendola ad hoc!
Le chiediamo quale possa essere per Lei la scelta più sensata, se può indicarci una serie di prodotti in linea con la qualità dell'impianto e se l'impressione che abbiamo pare ragionevole - può una nuova sorgente restituire all'ampli e diffusori il carattere mancante? Accettiamo volentieri qualche consiglio anche riguardo ai cavi di potenza e di segnale.
Forse ci aspettiamo troppo? La ringraziamo anticipatamente per la disponibilità concessa, la cortesia, porgendo veri complimenti per l'idea e la gestione di questo progetto.
Grazie!
Enrico & Stefano - E-mail: kuchler (at) iol.it

LC
Cari Enrico e Stefano,
c'è qualcosa che non quadra, in effetti. Le RF5, anche con pochi watt, dovrebbero suonare in maniera più che esplosiva. Il fatto poi che l'ampli sembri andare in affanno ed addirittura si sentano degli scoppiettii (mica normali!) suggerisce un'indagine più approfondita. Non è facile, da remoto, ma ci provo. Un possibile imputato è il cavo di potenza. Suppongo sia stato realizzato meticolosamente secondo istruzioni, ovviamente. In ogni caso, è altamente probabile che l'Audio Analogue non gradisca affatto l'alta componente capacitiva di questi cavi. Proporrei di provare un collegamento con cavi assolutamente normali, di buona sezione (4 mmq o più). Se il problema dovesse persistere - ripeto, non è normale - proverei con un altro ampli, di qualunque tipo esso sia, giusto per capire se quello in vostro possesso sia difettoso oppure no.
L'upgrade della sorgente ha un senso ma la stessa non può essere ritenuta colpevole dei problemi segnalati. Proporrei comunque l'abbinamento con un DAC esterno, da scegliere tra quelli dall'alto rapporto qualità prezzo oggi sul mercato (ne abbiamo recensito diversi ultimamente) oppure tra qualche modello con diversi anni alle spalle. Il miglioramento sarebbe comunque significativo. Infine, per i cavi di segnale, provate qualcosa di autocostruito, visto che la teoria e la pratica non dovrebbero farvi difetto :-)
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Linea dedicata
Buona sera, sig. Lucio.
Mi chiamo Giancarlo e vorrei se possibile un consiglio da lei. Vorrei dedicare una linea elettrica al mio impianto; il problema che avrei due soluzioni da adottare ma non so quale dei due.
Le spiego, la prima sarebbe quello di stendere, contatore enel-presa, semplici cavi con sezione 2,5mm o più nelle canaline dentro le pareti. La seconda, visto che ho dei cavi schermati 2x1,5mm, vorrei eventualmente utilizzare creando delle canaline esterne (visto la loro sezione non permette il passaggio nei tubi dentro le mura)per far correre il cavo fino a destinazione.
Avrebbe senso usare quello schermato visto che passa esternamente? E' il caso? O basterebbe la prima soluzione e dormire sonni tranquilli?
Ah dimenticavo, è necessario il cavo massa visto che le apparecchiature ne sono prive?
Impianto composto da cd nad 521 bee e ampli integrato nad c372.
Le sarei grato per la sua risposta.
Grazie e sempre complimenti per ciò che fa.
Giancarlo - E-mail: terranovagiancarlo (at) virgilio.it

LC
Caro Giancarlo,
vista la sezione inadeguata del cavo schermato, opterei senz'altro per il cavo non schermato da 2.5 mmq. Se fosse possibile, proverei a "twistarlo" prima di inserirlo nella canaletta. Farei passare anche il cavo di terra, intanto perché è obbligatorio e poi perché in futuro potresti acquistare elettroniche necessitanti della terra. Ovviamente, il cavo di terra serve SOLO se questa è fisicamente presente nel fabbricato o nel condominio. Deve cioè esserci un paletto nel terreno, installato secondo le norme vigenti. Avere un cavo di terra scollegato non solo è inutile ma potenzialmente pericoloso (correndo vicino alla fase c'è la possibilità di una certa "induzione").
Infine, sempre se possibile, metterei due linee separate, una per la sorgente ed una per l'amplificazione, ognuna col suo magnetotermico dedicato. Volendo esagerare si potrebbero usare anche altri due salvavita indipendenti (io ho fatto così, in un probabile eccesso di zelo :-)).
Per questioni di sicurezza e normativa tutto il lavoro andrebbe fatto da un professionista in grado di certificare l'impianto come "a norma".
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Quesiti analogici
Cara redazione, prima di farvi alcune domande, vorrei farvi i miei complimenti per la bellissima rivista on-line. E' bello sapere che avere una passione non sempre vuol dire spendere soldi, almeno per tenersi informati. Leggendo i vostri articoli mi è venuta voglia di sistemare un po' il mio impianto, prima di tutto il mio giradischi Thorens TD166 MKII che ho comprato di seconda mano qualche mese fa.
L'ho comprato un po' di istinto senza informarmi prima delle qualità e dei difetti e vorrei sapere cosa ne pensate. Dato che non sono molto pratico e non ho la manualità per certi lavori, pensavo di portarlo in un'assistenza autorizzata per far sistemare alcune cose.
Il ragazzo che me l'ha venuto mi ha fatto notare che impostando la velocità a 45 giri non va alla velocità corretta, ma continua ad andare a 33, potrebbe essere (dico potrebbe dato che sono ignorante in questo settore) un discorso di cinghia. Inoltre vorrei far cambiare la puntina e magari anche la Testina. Attualmente monta una Stanton D51 (credo sia un modello base). Il mio Budget di spesa è di massimo 150 Euro (sia per testina che puntina) e spero di trovare qualcosa di decente per ascoltare un po' di tutto (Rock e Jazz principalmente). Voi cosa mi consigliate?
Un amico appassionato, con lo stesso giradischi, mi ha detto di provare le Shure, ma dato che il mercato offre anche altre possibilità sarei curioso di avere un vostro parere. Il braccio che monta è un Mission, con 2 tipi di regolazioni (una posteriore e una laterale), sinceramente non saprei neanche dove incominciare per il settaggio, ci sono delle regole da seguire, oppure si va a tentativi finché non si trova il suono che più soddisfa? Si rischia per caso di rovinare i dischi in questo modo?
Navigando su internet ho potuto notare che tutte le foto del modello Td166MKII presentano nella parte destra la levetta per alzare e abbassare il braccio, mentre il mio ne è sprovvisto (non c'è neanche il buco). Vuol dire che di questo modello ne sono uscite due versioni?
Un'ultima domanda, probabilmente stupida (chiedo scusa in anticipo), ma vorrei sapere se un qualsiasi vinile 180 grammi (che ho ascoltato spesso al Top Audio su impianti direi "esoterici"), ha una buona resa anche su un impianto discreto come il mio (Amplificatore Rotel RA- 940 BX e casse B&W DM600), nel senso c'è una differenza sensibile nell'ascolto tra un 180 grammi ed uno vinile classico su un impianto normale?.
Vi ringrazio sin da ora.
Un vostro caro lettore
Tommaso - E-mail: tommaso.visioli (at) fastwebnet.it

LC
Caro Tommaso,
il tuo Thorens è vecchiotto, essendo un mkII, ma è ancora ottimo, specie tenendo conto del fatto che ha montato un braccio Mission. E' proprio per questo motivo che non ha la leva alzabraccio, dovrebbe averla "integrata" il braccio stesso.
Le due regolazioni che trovi sul braccio sono peso ed antiskating e vanno utilizzate seguendo la logica che trovi negli articoli introduttivi alla scelta ed al settaggio del giradischi, nelle nostre
FAQ.
Il problema della velocità è semplice: quasi certamente la cinghia non va nella seconda gola della puleggia del motore, probabilmente la levetta non si muove abbastanza oppure il controtelaio è mal regolato. Solleva il piatto e guarda che succede.
Per quanto riguarda la testina, una Shure andrà benissimo, ma anche una Grado o una Ortofon, da scegliere a seconda del budget.
In generale, vorrei fare un'osservazione, che magari a te non serve più ma può tornare utile per altri in situazioni analoghe: poiché sembri alle prime armi, non è stata certo una buona idea quella di acquistare un giradischi usato, pure a controtelaio sospeso. Avresti fatto MOLTO MEGLIO a prendere un giradischi a telaio rigido, nuovo. Avresti speso di più ma poi saresti stato tranquillo. Ora, invece, se non riesci a sistemare tu da solo, ti tocca trovare e pagare qualcuno che lo faccia per te. A peggiorare le cose c'è il fatto che molti tecnici non sanno metter mano sui giradischi e, comunque, il loro tempo è costoso. E' assolutamente probabile che alla fine tutto il "gioco" ti costi ben di più di un giradischi nuovo, già completo di testina e già tarato (ad es. Project Debut, Goldring GR1 etc).
Infine, due parole sul vinile 180 grammi. In genere si tratta di stampe di più alta qualità e quindi suonano meglio dei corrispondenti 70 o 90 grammi. Tuttavia, visto che stai iniziando, pensa ad acquistare chili di MUSICA, non GRAMMI di vinile.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Classica imprigionata nei monovia
Caro Lucio,
innanzitutto i miei complimenti per l'ottimo sito, poi vorrei porti alcune questioni.
Dunque, l'impianto è composto da:

Come vedi non è niente di particolare, ma riesce a suonare bene in un ambiente che è una taverna alta 2,50m e 8x5m mediamente arredata (casse sul lato lungo). Come saprai il "carattere" dei diffusori monovia in questione è particolare: resa "strepitosa" con pezzi acustici, buoni con blues e rock (da pelle d'oca con brani dei King Crimson e Pink Floyd), scompaiono facilmente e ricreano una buona scena.
Le note dolenti arrivano con la musica classica, il suono rimane imprigionato tra le casse, i pieni orchestrali non coinvolgono e mi sembrano compressi.
Chi è il colpevole? Conscio che i monovia sono messi in crisi da input complessi, e che un'amplificazione con più dinamica non sarebbe male, sarei orientato a sostituire le casse con le Indiana Line Arbour 5.02 in biamplficazione con due T-Amp (a proposito:meglio uno per canale o uno per i bassi e uno per gli alti?).
Spero in una tua risposta magari indicandomi i diffusori e/o l'amplificazione che secondo te potrebbero risolvere meglio la questione.
Grazie per l'attenzione, ciao.
Sergio - E-mail: monylab (at) tin.it

LC
Caro Sergio,
io proverei con un ampli più potente, magari una delle tante schede con Tripath che hanno ormai invaso il mercato. Avrai notato che ne abbiamo recensito diverse, con risultati piuttosto incoraggianti.
Con una spesa minima potresti così individuare con più facilità il "colpevole" e, comunque, avresti un amplificatore "spendibile" anche con diffusori meno efficienti, qualora decidessi che la colpa è dei monovia Fostex.
Vorrei però metterti una piccola pulce nell'orecchio: come sorgente usi solo il giradischi? Se così è, certamente la Shure M44 non è che sia esattamente all'altezza del resto dei componenti. Un certo impastamento potrebbe anche essere "colpa" sua: è una testina ottima per quel che costa, ma stiamo parlando comunque di una entry-level. Se non ricordo male è montata sul mio juke-box vintage Rock-ola (all'epoca era la scelta quasi d'obbligo per simili applicazioni).
Farei qualche prova con una sorgente diversa (magari un CD) per capire fino a che punto la M44 riesca a districarsi bene nei complicati solchi dei pieni orchestrali.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Ancora sul SACD
Buongiorno a tutti gli amatori di musica. Dopo i ringraziamenti per averci messo a disposizione uno strumento di scambio pareri come TNT, solletichiamo Mister Lucio con un argomento che son sicuro lo intriga.
Si parla di SACD. La risposta al lettore possessore (fortunato) di Linn Unidisk è corretta, a mio avviso.
Rimane il fatto che io, ben più modesto, ho scelto di acquistare un lettore DVD che suonasse anche gli SACD (in questo caso Philips 960 SA, mi pare), ovviamente usato.
Che cosa significa ciò ? Significa che, dal momento che tutti prima o poi debbono acquistare un lettore DVD, con poche palanche si può avere anche la capacità di leggere anche CD, mp3 e SACD.
Ragioniamo sul costo SACD: quelli che posseggo costano quanto i CD (da eBay germania) e sono tutti ibridi, quindi ascoltabili anche su lettore cd standard. Superato l'aspetto costo, i risultati / differenze ci sono?
Secondo me sì, se per risultati ci si aspetta un po' di qualità in più e non una rivoluzione sconvolgente.
Un esempio? Ok, gli improvvisi di Schubert: in questo caso la musica è talmente bella che merita la restituzione tutti i dettagli. Ebbene, l'SACD mi pare che faccia sentire meglio e più realmente il pianoforte, inteso proprio come mobile, diciamo: sembra che lo strumento sia proprio più nella stanza rispetto al cd, che pure rende bene come timbrica. E' una sensazione che si consolida man mano che si ascolta. Dopo quattro cinque ascolti dell'SACD tornare al CD fa mancare qualcosa, non a livello di timbro, a livello di coloritura, risonanza, armoniche.
Questa è la mia esperienza: sottolineo che la mia attrezzatura mi permette di ascoltare solo in stereo, ma l'SACD consentirebbe anche un 5+1, indubbiamente intrigante, specie nelle esecuzioni orchestrali.
Conclusione: accattatevello! Un lettore DVD (+ mp3 + cd) con possibilità anche SACD fa comodo a tutti e, senza richiedere schede RIAA come un giradischi, vi può far gustare della bellissima musica, riprodotta in modo egregio. Anche l'ultimo CD di Ashkenazy (Decca) di musiche di Shostakovich è un ibrido, costa la stessa cifra dei CD.
Cordiali saluti.
Domenico - E-mail: domenico.finucci (at) email.it

LC
Caro Domenico,
ringrazio anche te per l'accorata difesa di un formato che non ne vuol sapere di decollare, nonostante siano in moltissimi a spingere forte, da anni. Continua a rullare stancamente sulla pista. Non fartene un cruccio, ben altri - anche diversi "controllori di volo" - si sono cimentati nell'impresa senza alcun successo. Nella tua arringa difensiva purtroppo dimentichi di chiarire alcuni dettagli che aiuterebbero meglio ad inquadrare il tutto.
Parli di confronto tra SACD e CD: immagino stiamo parlando dello stesso disco, ibrido, suonato come SACD e come strato CD. Deduco quindi che nella singolar tenzone intervenga anche un semplice lettore di CD che, però, dimentichi di citare. Come mai? Oppure confronti strato SACD e strato CD sullo stesso lettore? Il confronto interessante sarebbe, semmai: disco CD letto da lettore SOLO CD e da lettore multiformato di pari classe. Infatti, nessuno credo abbia negato (sarà la milionesima volta che lo ripeto) che lo strato SACD possa suonar meglio di quello CD.
La domanda che mi pongo è: come suona un CD normale in un lettore mangia-tutto? E già, perché non vorrei che per sentir suonare un po' meglio i pochi SACD in proprio possesso uno debba sacrificare (cioè ascoltare PEGGIO) le centinaia di CD che magari possiede già. E' una domanda, un semplice invito alla riflessione.
Ed un'altra domandina, un po' cattivella lo ammetto, è: siamo sicuri sicuri che lo strato CD di un SACD suoni come un CD analogo, diciamo "solo" CD? Non è che per caso suoni peggio, così che il confronto tra i due formati avrebbe un vincitore sicuro? ;-)
Infine mi scuserai se sorrido al consiglio di acquistare il software SACD su Ebay Germania. Fino a questo punto siamo ridotti pur di reperire i SACD? I miei redattori tedeschi mi dicono che nei negozi teutonici i SACD manco sanno cosa siano. Si trova vinile, però, e pure tanto! E giradischi come se piovesse. Un po' come in Italia dove un negozio "storico" (anche per corrispondenza) come Nannucci tiene a catalogo 61 (DICONSI SESSANTUNO) SACD e ben 703 LP, un rapporto di oltre 10 a 1. Non c'è davvero partita, mi spiace.
Ciò non toglie che tu abbia fatto benissimo ad acquistare un multiformato economico per leggere tutto. Ad ognuno le sue esigenze. Sulla possibilità multicanale del SACD poi, non credono più neppure i suoi più strenui sostenitori, non scherziamo. La prossima volta che vai a teatro per un concerto di classica, chiedi agli orchestrali di disporsi tutti intorno a te, come in un fantastico quanto surreale 5.1.
Grazie per il contributo,
Lucio Cadeddu

Diffusori attivi
Gentile Sig Cadeddu,
ho letto l'articolo "introduttivo" sui
diffusori attivi, mi ha molto incuriosito ma ne ho compreso solo una parte (i dettagli tecnici mi hanno un po' disorientato). Diciamo che però ne ho colto lo spirito: una specie di rivoluzione "copernicana".
Quello che secondo me manca è la "roadmap" per seguire questo nuovo percorso.
Per esempio siamo abituati a cavi di segnale "corti", qui si accenna a cavi di segnale, che necessariamente devono raggiungere l'amplificatore (che è nel diffusore), lunghi alcuni metri!
Ho sempre saputo che il segnale a bassa tensione che passa tra pre e finale è molto più sensibile di quello a più alta corrente che va dal finale ai diffusori: di questo non si accenna nell'articolo. Occorre utilizzare quindi solo cavi bilanciati (costosi)? Le connessioni sbilanciate RCA, che pur alcuni "studio monitor" hanno, preservano la qualità del segnale anche dopo un paio di metri? E poi: Che tipo di preampli ci vuole (attivo o passivo), basta che abbia uscite XLR ? ).
In conclusione, sarà anche vero gli audiofili sono conservatori, come dice l'autore dell'articolo, ma è anche vero che questa evoluzione andrebbe aiutata con percorsi "realistici" (i diffusori attivi recensiti costano alcune migliaia di sterline !!!).
Non sarebbe male cercare di trovare un approccio un po' più economico, e nel contempo spiegare come orientarsi in questo nuovo modo di approcciare la riproduzione sonora.
Le sarei grato se potesse indicarmi risorse (scritti, siti ecc.) riguardanti il discorso dei diffusori attivi.
Cordiali saluti,
Erasmo - E-mail: eraflace (at) libero.it

LC
Caro Erasmo,
mi pare improprio parlare di rivoluzione, visto che i diffsori attivi esistono sin dalla notte dei tempi. Hanno avuto sempre maggior fortuna in UK che altrove e non è dunque un caso che a parlarne nuovamente sia uno dei nostri redattori dalla terra di Albione.
Niente di nuovo sotto il Sole, dunque, solo l'invito a ripensare a questa soluzione che ha i suoi bravi vantaggi.
Gli svantaggi sono vari, in primis quello di non poter sostituire le amplificazioni o i diffusori senza sostituirli entrambi :-)
I cavi di segnale, poi, devono essere abbastanza più lunghi del solito anche se stando nell'intorno dei 2 metri ed utilizzando cavi con buona schermatura (magari semi-bilanciati) il rischio di degrado del segnale è molto basso ed in ogni caso compensato dall'eliminazione totale dei cavi di potenza!
Il tipo di preamplificatore da usare non è vincolante anche se con cavi di segnale lunghi ci vedrei meglio un pre attivo. La tipologia delle uscite è, ovviamente, dipendente dagli ingressi dei diffusori: se sono bilanciati XLR, meglio usare un pre con uscite bilanciate, così anche le interferenze - eventuali a causa dei cavi lunghi - sarebbero ridotte al minimo.
Per quanto riguarda l'approccio, abbiamo appena iniziato, come avrai visto il mercato non offre molto e spesso si tratta di materiale costoso. Cercheremo, nei limiti del possibile, di "scovare" prodotti più "accessibili" al grande pubblico.
Se riesci, cerca nell'usato una coppia di Wharfedale Active Diamond, due autentici gioiellini di basso costo e grandi prestazioni.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Una questione di metodo
Ciao Direttore,
Mi permetto darti del tu a seguito della scoperta di un'altra passione che ci accomuna (mi sono messo diligentemente a leggere TUTTE le lettere che hai ricevuto su TNT dal primo volume). Si anch'io sono un appassionato di auto d'epoca. Per dirla alla "audiofila":

Insomma una "catena" alfa romeo spider del 1975 :-))
Devo dire che in questo ambito mi sentirei di poterti dare qualche consiglio :-)
Ho atteso diligentemente una settimana prima di importunarti nuovamente per una (breve) serie di domande/considerazioni.
  1. Ho avuto modo di ascoltare altre combinazioni di impianti hifi ed ho deciso che il suono Naim (NAC62+NAP140 accoppiato alle B&W CM7) non mi piace: troppo "brillante" ed affaticante, mentre per la seconda volta il McIntosh (questa volta un MA6900 sempre con le CM7) mi ha convinto per la morbidezza e (credo) l'equilibrio.
    Ma in questo caso il budget che ho deciso per l'impianto impone la scelta di apparecchi più economici e quindi dovrò cercare ancora.
  2. Già, l'equilibrio nel riprodurre "tutta" la gamma di suoni di un concerto o di un pianoforte. Ma come faccio a sapere qual'è il "vero" suono che fa un pianoforte? E' ormai passato un po' di tempo da quanto ne ho ascoltato uno!
  3. Se l'obiettivo di un impianto hifi è di riprodurre quanto più fedelmente possibile un concerto, un'Opera, una sinfonia, per poter giudicare seriamente un impianto si dovrebbe "allenare" l'orecchio ascoltando veramente queste manifestazioni sonore.
    Qui sta il punto. Se avessi la possibilità di sentire dal vivo la Carmen, le variazioni Goldberg, le quattro stagioni di Vivaldi, che cosa me ne faccio di un impianto hifi? Sarebbe come decidere di comprare un simulatore di guida all'aria aperta in casa (20.000 euri?) quando ho un duetto in garage! (8-9.000 euri).
Ciao
P.S. Prova a visitare il seguente forum di fulminati (ops, volevo dire appassionati): www.codatronca.com/forum, il nome dice tutto!
Gerardo - E-mail: dandrea (at) pccom.it

LC
Caro Alfista Anonimo :-)
complimenti per la macchina e per la Passione per il biscione. I Duetto sono tutti belli, i codatronca in particolare, anche se preferisco gli "osso di seppia"!
Passando all'HiFi...le tue perplessità si risolvono tutte con una semplice domanda: tu che Musica ascolti? Già, perché se la classica o l'operistica non sono il tuo pane quotidiano è inutile cercare di giudicare gli impianti con questi generi. Da quel che scrivi "sembrerebbe" che tu non sia avezzo all'ascolto "live" di questi generi...pazienza! Giudica gli impianti con la Musica che ascolti di solito: quello che ti convince di più, come emozione e coinvolgimento, è l'impianto giusto! Se l'accoppiata Naim + B&W l'hai trovata troppo brillante, probabilmente è la timbrica B&W che non ti convince fino in fondo...perché i Naim sono tutto tranne che affaticanti. Forse dovresti cercare dei diffusori più morbidi (qualche idea: Sonus Faber, Chario, anche ProAC).
Quanto poi all'ultimo punto della tua missiva ovvero la necessità di un costoso "simulatore" di realtà...beh, l'impianto HiFi è proprio questo: ascoltare la Musica preferita come e quando ne abbiamo voglia. Ciò, ovviamente, è impossibile con la Musica dal vivo. Intanto non è detto che i concerti della Musica che ci piace siano disponibili vicino a dove abitiamo e poi...non dimenticare che molti autori sono scomparsi, molti gruppi sciolti. Se volessi ascoltare i Beatles...non c'è alternativa all'impianto HiFi! Non c'è bisogno di spendere cifre folli, basta cercare bene e con calma. Questo, tra l'altro, dovrebbe essere un concetto a te ben familiare: sai benissimo quanta pazienza ci vuole - talvolta - per trovare il "pezzo" od il ricambio giusto! Pensa che la mia GTV6 è un collage di pezzi che provengono da tutte le parti del mondo: gli adesivi originali del vano motore vengono dal Canada, la valvola sfiato vapori del serbatoio dall'Australia, l'adesivo originale "Aria Condizionata" da attaccare al lunotto viene da...Israele, mentre un motore di ricambio l'ho preso in Francia!!! Quindi: pazienza e metodo...i risultati arriveranno, probabilmente con cifre ben più basse di quelle che avevi preventivato.
Spero di esserti stato utile!
Lucio Cadeddu

Diffusori con 5000 €
Egregio Dott. Cadeddu,
Ho appena finfito di scorrere ciò che non dovrebbe essere assolutamente chiesto nelle lettere a Lei inviate e devo ammettere di esserne un poco intimorito. Mi affido al suo buon cuore affichè questa mia non venga cestinata.
Sono un vecchio appassionato di musica nonchè musicista che deve prendere atto che le proprie casse (25anni) sono definitivamente fuori uso e deve quindi riavvicinarsi al mondo dell Hi FI con non pochi problemi di informazione e competenza.
Non essendo uno sfegatato esoterico ciò che auspico è di ricevere un buon consiglio per spendere bene i miei sudati soldi. La mia sala di ascolto è di circa 43metri con la parete lunga di circa 6 metri sulla quale sono disposte le casse nei due angoli opposti della sala a circa 30cm dalla parete laterale. Ascolto musica classica, pop.
Sono in possesso di un ampli Yamaha A1 Gold e di un Pioner 717 (si lo so non sono esoterici....:-) :-)) con i quali in questi anni mi sono goduto i miei dvd. Pur essendo conscio che la qualità audio non era ottimale soprattutto per via delle casse (Bolivar ???) ho tirato a campare avendo di fronte altre spese proritarie.
Ora il progetto: cambiare le casse con diffusori di indiscussa qualità quest'anno e poi l'anno prossimo pensare semmai all'ampli e a come risolvere la (difficile) convivenza HT e HI FI.
Ciò pensato ho selezionato due coppie di diffusori fra quelli nella fascia di prezzo da me scelta (5/6K euro) SF Cremona da pavimento e Ursa Major Chario.
Ora, ho avuto l'opportunità di ascoltare le Sonus Faber Cremona da pavimento in abbinata all'ampli AA Maestro con una buona impressione soprattutto con musica classica, meno con musica pop, ma non ho riscontrato l'esuberanza nei bassi rilevata da altri lettori.. Anzi se devo proprio trovare un appunto ho avuto l'impressione di troppa definizione del suono riscontrando una mancanza di "corpo". Non so come spiegarmi è come se stessi ascoltando dal vivo tutti gli strumenti, li percepissi perfettamente in tutte le loro sfumature ma mancasse il "suono di assieme". Che ne pensa mi sbaglio?
Infine le domande che mi pongo sono queste:

  1. Nella prospettiva di abbinata SF+AA in prospettiva sto facendo la scelta giusta o c'è di meglio sia per le casse che per l'ampli?
  2. Sto mal spendendo i miei soldi?
  3. Non potendo ascoltare le Ursa, che tipo di sensazione potrei avere ascoltando le Chario in relazione alle SF (premesso che so bene che le sue orecchie non sono le mie)
Mi rendo conto della goffaggine con la quale ho esposto i miei dubbi e quesiti la prego di perdonarmi e di pazientare.
Grazie per l'attenzione,
Luca - E-mail: Luca.SarziSartori (at) pompea.com

LC
Caro Luca,
premetto che, con tutta probabilità, io mi sarei mosso diversamente, ovvero "spalmando" il budget su tutto l'impianto anziché su un pezzo alla volta. Il rischio, se così vogliamo dire, è che pezzi molto pregiati come i diffusori cui saresti orientato possano mettere in luce la qualità degli apparecchi a monte, apparecchi pensati per ben altri scopi (HT, non stereo 2 canali).
Le tue sensazioni all'ascolto della coppia Cremona + Maestro mi paiono quantomeno "strane" e forse trovano una spiegazione nella tua poca abitudine ad un suono "preciso" e trasparente come quello consentito dai componenti sotto esame. Un difetto tipico dei prodotti di più bassa qualità (o con molti anni alle spalle) è proprio quello di amalgamare tutti i suoni, rendendo una massa compatta ed informe che, ad un ascolto poco attento od esperto, può persino passare per "buono". Questo spiega come mai molti tecnici del suono realizzino incisioni dove si predilige il cosiddetto "wall of sound", qualcosa che può andar bene per ascolti casuali ad alto volume in metropolitana ma che con l'inganno "vero" dei sensi ha molto poco a che spartire.
Le Cremona non dovrebbero mancare di "corpo"! Piuttosto, potrebbe essere che l'ambiente fosse inadatto o la sistemazione fosse errata. Visto però che hai ascoltato SOLO questi diffusori e tenendo conto del budget (abbastanza elevato) torno al ragionamento di apertura: forse è meglio prendersi tempo ed ascoltare di più, magari pensando di acquistare "insieme" ampli e casse, quantomeno.
La risposta alla tua domanda "C'è di meglio?" non esiste: a certi livelli si tratta di scegliere la filosofia sonora di un marchio, l'impostazione che predilige alcuni aspetti a scapito di altri. Così, ad esempio, se è l'impatto (anche in bassa frequenza) che cerchi, Klipsch sarebbe il primo nome che mi viene in mente ma certamente Sonus Faber avrebbe dalla sua una grazia superiore. Se volessi trasparenza a tutti i costi penserei ai pannelli (Martin Logan, Magneplanar, Audiostatic, Quad...) mentre se cercassi dei diffusori con grande senso del ritmo ed estrema facilità di posizionamento...penserei a Linn e Naim (pensati per stare a ridosso della parete posteriore...ma allora addio immagine). Come vedi, ad ogni esigenza c'è la risposta giusta e l'immancabile compromesso...ma non esiste una risposta giusta "in generale". In conclusione: prova ad ascoltare un po' di più ed a capire QUALI aspetti del suono tu tendi a prediligere, poi sentiamoci di nuovo per un consiglio più mirato.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Upgrade sorgenti (analogica e digitale)
Egregio direttore,
vorrei chiederti qualche consiglio in merito ad un paio di upgrade che vorrei fare al mio impianto così composto:

Considerando che terrei come insostituibili l'ampli, il pre-phono (anni luce rispetto al tricord dino che utilizzavo prima) e i diffusori, upgrade 1 - miglioramento della sorgente analogica - sostituendo la testina secondo te potrei avere un suono più profondo (soprattutto sui bassi) e ampio (ricostruzione scenica)?
O dovrei sostituire anche il giradischi? E se si dovrei orientarmi su prodotti molto superiori (vedi gyrodec ,ecc...)?
Upgrade 2 - miglioramento della sorgente digitale - considerando che dopo la sostituzione delle valvole originali del jolida con nos telefunken il suono è radicalmente migliorato, con una spesa di €1500/1600 per lettori usati come ad esempio accuphase (entry level) , marantz cd15, ..... si ottengono prestazioni sensibilmente superiori?
Grazie,
Saluti,
Alessandro - E-mail: alessandro (at) fbisol.com

LC
Caro Alessandro,
per il digitale ti rispondo subito con un secco NO. Non avresti miglioramenti sostanziali con le macchine che hai individuato entro quel margine di spesa. Il tuo Jolida è un ottimo lettore...per fare di meglio temo che dovrai fissare un budget più elevato.
Per l'analogico il discorso è un po' diverso ed in effetti una testina più performante potrebbe farti fare un salto di qualità. Pur essendo la 10X5 una notevolissima testina, qualcosa di più si può certamente ottenere...però bisogna fissare un budget. Potresti, ad esempio, trovare qualcosa di interessante nel catalogo della stessa Clearaudio, il match con il tuo giradischi sarebbe perfetto. Individua un modello che rientri nei limiti di budget che ti sei posto e decidi di conseguenza.
Consentimi tuttavia un'osservazione a latere: trovo abbastanza strano che voglia a tutti i costi migliorare le sorgenti, addirittura entrambe, come se non fossi del tutto soddisfatto del suono del tuo impianto. Hai mai pensato che la natura di tale insoddisfazione possa risiedere altrove? Detto tra noi, le ProAC D15 non le vedrei benissimo con un single-ended di 845 (opinione personalissima).
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Upgrade sorgente digitale
Gentile Direttore,
apprezzo da tempo il suo lavoro e per questo le chiedo aiuto. Ascolto musica di diversi generi (ma relativamente meno musica lirica e per grande orchestra) in una stanza di circa 6,5 x 5 metri con i diffusori disposti sul lato corto a 1,2 m dal fondo e relativamente vicini tra loro (1,5 m). Ci sono tende, divani, tappeti.
Ascoltavo da anni con soddisfazione un impianto composto da un giradischi Thorens 150 aggiornato con Rega 300, un ampli Audio Innovations 500, delle Rogers LS3/5 su stands e un CDP Teac VDRS10.
Non ricordo gli anni di acquisto dei vari pezzi, ma il Thorens è del 72 e, come vede, non sono un ascoltatore inquieto, anche perchè credo di non avere la finezza auditiva necessaria per giustificare un comportamento diverso.
Tuttavia questa estate ho acquistato, non so bene perchè forse un vecchio sogno di qualche anno fa, una coppia Naim nac62+nap90 a cui qualche mese dopo ho aggiunto, sempre usato, un Hi-cap. E a quel punto un Linn Sondek+Akito+Adkit ex-demo è stato irresistibile.
Se prima ero soddisfatto, adesso sono, al di là delle mie aspettative, molto più soddisfatto.
Vengo al punto: mi piacerebbe migliorare la qualità del CD player. Sono indeciso se puntare verso un convertitore od un CD player integrato, anche se non ho le idee chiare su quali modelli. Alcuni suoi precedenti pareri mi farebbero propendere per un convertitore, ma le risposte sono del 2002. Anche se il mio è in definitiva un impianto anni 80-90 ritiene che sia cambiato qualcosa dal 2002 ad oggi?
Penso che una spesa fino ai 1500€ circa, anche cercando apparecchi usati, possa essere adeguata al resto dell'impianto.
Sperando di non essere stato eccessivamente zelante nell'evitare "telegrammi", la ringrazio, le rinnovo i miei sinceri complimenti per la rivista e la saluto cordialmente.
Marco - E-mail: lorenzimarco (at) libero.it

LC
Caro Marco,
tenendo conto della sorgente, dell'amplificazione e dei diffusori io proverei a non inquinare la filosofia molto British old-style del tuo impianto e cercherei un lettore CD Linn o Naim. Anzi, propenderei decisamente per un lettore integrato di Salisbury. Ad esempio, sul nuovo, potresti puntare al CD5i oppure ad un CD5 usato o persino ad un vecchio CD3.5. Volendo deragliare un po' dal family-sound ma restando comunque all'interno della logica sonora del tuo impianto, vedrei bene anche un lettore CD Rega, ad esempio il nuovo Apollo o un vecchio Planet 2000.
In casa Linn prova a cercare, usati (ormai fuori produzione) un Ikemi o un Genki.
L'idea del convertitore separato non è malvagia e pertanto, sempre per restare in "famiglia" cerca un bel Linn Numerik, ormai un classico intramontabile che si trova abbastanza facilmente per cifre estremamente basse (rispetto al costo "originale").
Se fossi pratico di acquisti online oltre confine potresti cercare tutti i pezzi che ti ho elencato in UK, dove normalmente sono più facili da reperire ed hanno prezzi sensibilmente più bassi che qui da noi.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

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