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Lettere alla Redazione di TNT-Audio

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I volumi della posta precedente

  1. Sulla compressione dinamica
  2. Sulla superficialità
  3. Impianto entry-level
  4. Musica liquida
  5. Un impianto per l'heavy metal
  6. Amplificatore vintage?
  7. Re: Autocostruzione estrema
  8. Ancora sulla compressione
  9. Suono freddo e con poca immagine
  10. Ho visto anche degli audiofili felici

Sulla compressione dinamica
Direttore, la seguo da un paio d'anni e tutto sommato trovo il sito piuttosto interessante, ma su una cosa mi trova pesantemente in disaccordo: questa ossessionante lotta alla compressione. Non capisco: i compressori, limitatori, equalizzatori, preamplificatori microfonici etc. rendono migliore la qualità di una registrazione. L'evoluzione nel mondo della registrazione musicale esiste, perché tornare indietro? Come in tutte le cose bisogna solo cercare di utilizzarle con equilibrio.
Concordo perfettamente con lei quando critica il mastering di alcuni dischi che risultano essere talmente compressi da limitarne la dinamica, ma da qui a dire che "Questo rafforza in me la convinzione che il vero danno della musica moderna è rappresentato dai tecnici di registrazione e dai mastering engineer i quali, pur di giustificare i loro cachet, devono a tutti i costi manipolare pesantemente i suoni, di fatto rovinandoli, distruggendo freschezza, realismo e, in ultimo, dinamica" ce ne passa.
E poi quel ridicolo software DR... ma che significa? Che ora si valuta la bontà un disco in base a quel programmino? Davvero folle. Una registrazione può essere perfetta e bellissima anche priva di dinamica (e magari prodotta volutamente in quel modo). E poi scusi ma io sono andato a sentire questa famigerata registrazione del ns.
Vitelli e le assicuro che è fatta veramente con scarsa perizia. Un po' come paragonare un filmino amatoriale a Titanic... che per carità magari anch'io preferisco quello al colosso hollywoodiano, però si limita solo ad un fattore di gusto personale... ho delle registrazioni fatte in sala prove col mio gruppo che a mio avviso suonano altrettanto bene, ma per noi sono solo provini: demo tape.
L'attrezzatura elencata (behringer, m-audio delta 66 etc.) è davvero entry level, per niente paragonabile a quello che utilizza un qualunque, serio, tecnico del suono. Non metto in dubbio che possa piacere, ma siamo cmq lontani da una registrazione professionale.
Diciamo che era una scusa per dire che le è piaciuto questo disco, ma lasciamo stare la qualità, a suo dire eccelsa, dell'incisione. La saluto cordialmente e mi riservo di contattarla per un upgrade del mio impianto (peraltro HT) :)
Fabio - E-mail: lfsbuzzi (at) yahoo.it

LC
Caro Fabio,
che ti devo dire...hai ragione da vendere! Al di là dei miei giudizi d'ascolto che lasciano veramente il tempo che trovano, trascurabili di fronte a così tanta esperienza sul campo (accidenti, non ho mai inciso un demo-tape! Me tapino!) ho fatto un pensierino ai nomi che ci sono dietro al software DR: principianti ed inesperti a voler usare dei termini gentili. Per non parlare di quel Presidente del Fraunhofer-Institut for Digital Mediatechnologie, dove è stato inventato l'MP3, un vero pischello. Chissà, poverino, se ha mai inciso dei demo-tape? Forse no, glielo devo chiedere. Magari possiamo fare un lavoro a due mani (Real Stereo), io ho delle basi di mia figlia che canticchia al microfono, lui magari fa un po' di boom-box, due sample azzeccati ed almeno si parte con qualcosa di serio.
Guarda, è proprio così, la Pleasurize Music Foundation è un'accozzaglia di ragazzini improvvisati che si mettono insieme per produrre un software ridicolo...perdigiorno che non sono altri. Demo-tape a manetta, ecco quel che dovrebbero fare, almeno si fanno le ossa su qualcosa di serio e possono formulare giudizi con un minimo di esperienza sul campo!
Scusa, aspetta un attimo...ah, ora leggo che qualcuno di loro (tal Ronald Prent dei Galaxy Studios) ha fatto da sound engineer per David Bowie, Elton John, Faith No More, Pointer Sisters, Robert Palmer, Sade, The Police ed altri. Accidenti! Lui sì che ne ha fatto di demo-tape strafichi!
Infine, per l'upgrade del tuo impianto HT temo di non poterti aiutare, non forniamo più questo tipo di consulenza da molti anni, ormai, non ne siamo in grado. Sono tuttavia abbastanza fiducioso del fatto che un esperto di ascolti quale sei tu - tutti quei demo tape ti avranno un po' forgiato, riesci persino a valutare la qualità tecnica di un'incisione ascoltando un MP3 ipercompresso! - possa cavarsela tranquillamente per conto suo.
Grazie per lo spunto di riflessione, ne sentivamo tutti una pressante necessità.
Lucio Cadeddu

Sulla superficialità
Ciao Carissimo Direttore,
dopo averti disturbato varie volte per chiederti consigli, questa volta approfitto della Rubrica della Posta per una piccola riflessione riguardo ad un problema che affligge il "nostro" mondo: la proliferazione, sulla rete, di "santonichehannocapitotuttoeglialtrisonotuttistupidi".
Lo spunto mi è venuto la settimana scorsa, quando ho collegato il mio nuovo lettore DVD Oppo 981HD alla mia vetusta, ma ancora soddisfacente, catena HiFi (Rega Planet, Rega P25/RB600/Exact, Audible Illusions 2D, Sumo 9+, Proac Responce 2,5).
Ebbene, ho collegato il DVD al'impianto con il cavetto RCA in dotazione, ho rodato il lettore per un giorno intero e poi mi sono messo all'ascolto. Un disastro! Il suono che usciva dalle Proac era piuttosto confuso, con alti fastidiosi e poco definiti, bassi orrendi. Ho cambiato vari CD ma il risultato è rimasto lo stesso. Ho deciso di sostituire il "triste" cavetto con un vecchio VdH 502 (adatto alle sorgenti analogiche, ma avevo "libero" solo quello) e il suono finalmente ha preso forma: un suono piacevole, superiore a tutte le sorgenti economiche (l'Oppo l'ho pagato 159 euro) che avevo provato fino a quel momento.
Passo all'ascolto del mio fido Rega Planet. Quest'ultimo, pur non essendo un fulmine di guerra, suona in maniera molto diversa dall'Oppo. A me piace di più, è meno "digitale" e c'è molta più "aria" tra gli strumenti. Non aggiungo altro sulle differenze di suono: la cosa fondamentale è che ... ci sono, evidentissime!
Strano. Tutto molto strano, visto sulla rete ho letto prove di ascolto di "santoni" che affermano che gli Oppo suonano in maniera identica a mostri sacri come il Naim CD5x. Conosco questo lettore ed ha un suono inconfondibile, non può essere associato a quello, pur eccellente, dell'Oppo.
Spesso leggo in rete che i cavi "sono tutti uguali" e che non ha senso spendere soldi per cablare un impianto. Anch'io non amo spendere molti soldi nei cavi, ma è evidente che i cavetti RCA da due soldi mortificano il suono di qualunque cosa. Un "livello minimo" di qualità è indispensabile anche per i cavi.
Le persone "serie" ed "oneste intellettualmente", come te, dicono queste cose da sempre. Come è possibile che ci sia in giro gente che si diverte a spararle così grosse? Cosa ci guadagnano, questi personaggi, a fare "disinformazione pura"?
Scusa lo sfogo. Per farmi perdonare ti "regalo" una "chicca" di un musicista che ha sacrificato il successo in favore dell'onestà intellettuale: *Matt Johnson* aka *The The*. Spero ti piaccia!


Carlo - E-mail: carlo_bergamini (at) tiscali.it

LC
Caro Carlo,
inizio dalla fine per ringraziarti del "regalo": Matt Johnson ed i The The (cioè di nuovo lui) sono stati tra i miei grandi amori di quel periodo. Ho quasi tutta la (breve) discografia, in vinile. Tra l'altro, si tratta pure si ottime incisioni. Ricordo in particolare il vinile di "Soul Mining" che suonava veramente bene. "Infected" poi, era semplicemente bellissimo. E doppiamente grazie, visto che Uncertain smile era una delle mie preferite in assoluto.
Venendo all'oggetto della tua riflessione, non ho molto altro da aggiungere. Spararle grosse è un modo per farsi notare, molti pensano che ciò sia sufficiente per conquistarsi un po' di notorietà e credibilità. Poiché però a spararle grosse sono in tanti, il bersaglio non viene quasi mai raggiunto, la freccia cade prima, miseramente, con un tonfo. Le motivazioni che spingono a tali comportamenti possono anche essere altre, ad esempio bisogna sempre chiedersi chi o cosa porti la michetta sulla tavola di questi signori ogni giorno. Dalla risposta dipende molta della buona fede. E della credibilità.
Per fortuna abbiamo un organo, che occupa lo spazio tra un orecchio e l'altro che, quando ben connesso e funzionante, si fa beffe di queste sirene. Basta usare il cervello e le orecchie, provare da sé e rendersi conto. I nostri progetti di cavi (e accessori vari) autocostruiti servono anche a questo: dare la possibilità a chiunque di sperimentare a costo quasi zero gli effetti di certi interventi sul proprio impianto, in maniera tale da essere ragionevolmente informati su cosa sia lecito aspettarsi da soluzioni eventualmente più sofisticate.
Sai quale è il guaio? Che tanti audiofili sono così insicuri che pur di non sbagliare - anche non sentendo alcuna differenza tra un cavo e l'altro (faccio un esempio) - acquistano comunque quello consigliato dal recensore o dall'amico esperto così, tanto per andare sul sicuro. Sarebbe molto meglio, invece, risparmiare denaro (ed investirlo diversamente) qualora non si sentisse alcuna differenza tra un accessorio ed un altro, tra un cavo ed un altro e, al limite, anche tra un componente ed un altro. Non tutti siamo sensibili allo stesso modo, non tutti abbiamo le stesse aspettative, non tutti - grazie a Dio! - misuriamo le differenze allo stesso modo. C'è anche chi (vedi prima lettera di questa settimana) giudica un disco da me considerato di livello audiophile ascoltando il file ipercompresso MP3 scaricato dalla rete (i .wav di quel disco non sono disponibili online!), immagino dal PC e con due cuffiette da 5 euro. Va bene tutto, basta non andare in giro a sparare sentenze, però. Siamo alla superficialità più totale eletta a regina di ogni opinione. Si tratta niente più che di writerz della Rete, con la differenza che quelli che colorano i muri spesso sono dei veri artisti.
Grazie per il feedback!
Lucio Cadeddu

Impianto entry-level
Salve signor Lucio sono un appassionato di musica che vi segue da alcuni anni ormai ma dal budget purtroppo ristretto. In ogni tipo di hobby non vedo di buon occhio chi si fossilizza sulle attrezzature e perde di vista l'anima vera del suo passatempo: c'è gente che spende un patrimonio in attrezzature fotografiche e poi sì e no scattera 100 foto all'anno, chi compra barche da 8-9 metri e in tutta la vita non riesce a prendere un pesce, e per finire ahime chi è orgoglioso di possedere un impianto hi-fi da 3-4 mila euro e spesso di più e poi se gli chiedi "chi sono i Beatles" solleva le spalle.
Non vorrei essere frainteso in questa premessa, il mio èsolo un urlo a chi spesso perde di vista fino in fondo il senso vero delle nostre ricerche e in ogni caso ben venga chi come voi serve da tramite per far scoprire più completamente la musica a chi era un po' distratto; spero di essere stato capito e complimenti altrimenti non sarei qui a scrivere.
Dopo questo preambolo che mi sentivo di fare eccomi ai miei quesiti: dopo anni di ascolto al compattone da supermercato ho deciso di fare un salto in avanti.
La mia musica preferita è: 70% leggera italiana tipo Alice, Stadio, cantautori vari, gruppi stranieri anni 80 e country; la mia sala di ascolto è circa 4x4 e non ascolto a grandi volumi. Possiedo già un lettore cd modello TEAC c-p1120 come ampli avrei pensato al T-Amp 2 Generation, ora il dubbio sul quale chiedo un suo consiglio sono i diffusori: avevo in mente Indiana Line Arbour 4.06 poi ho sentito anche che hanno un buon rapporto qualità prezzo gli Eltax monitor iii e per finire avevo trovato usati gli Indiana Line hc-204 a 70 euro; c'è qualcuno dei tre che non andrebbe per niente in buona compagnia col mio ampli o siamo un po' sullo stesso piano?
GRAZIE e buon lavoro,
Lucia - E-mail: luciafrancioso (at) virgilio.it

LC
Caro lettore (usi un e-mail al femminile ma poi ti esprimi al maschile...deciditi!),
è sempre un rischio giudicare quello che le persone fanno dei propri soldi, come se esistesse una morale universale alla quale attenersi. Anche perché, facendo il caso della Musica e dell'HiFi, si potrà sempre trovare qualcuno che giudica anche il tuo impianto entry-level come troppo costoso rispetto ai generi musicali ascoltati o al numero di dischi posseduti: basterebbe un appassionato di musica con migliaia di titoli e poco più che una fonovaligia per ascoltarli (e ne esistono!). Certo, le esagerazioni fanno sempre un po' sorridere, ma quest'idea della morale universale è una tentazione pericolosa.
Vedi, tutto dipende dal valore che ognuno di noi attribuisce al denaro e, in ultima analisi, da quanto se ne possiede. Potrebbe benissimo essere che chi ha speso 3000 € per l'impianto (che oggi, purtroppo, è una cifra abbastanza contenuta) possieda sufficiente denaro da considerare qualla somma alla stregua di quel che tu faresti con 30 euro. O 3 euro, come preferisci. Abbiamo già così tanti problemi da analizzare nelle nostre proprie vite, perché cercare a tutti i costi quelli degli altri?
Per quanto riguarda la scelta dei diffusori, sempre che tu non l'abbia già fatta, si tratta di prodotti equivalenti, sia come qualità che come sensibilità, che è poi il dato che più ti interessa per l'abbinamento coi pochi watt del T-Amp. La stanza non è enorme ed il fatto che tu affermi di ascoltare a volumi moderati mi tranquillizza un po' circa l'abbinamento tra i 10 watt dell'ampli e gli 89 dB di sensibilità di quei diffusori. Probabilmente la pressione sonora generata ti sarà sufficiente.
Magari potresti anche cercare qualche Klipsch, sempre nel mercato dell'usato, un paio di dB in più potrebbero sempre tornare comodi, specie con programmi ad alta dinamica.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Musica liquida
Salve Lucio, come va?
Torno a scriverti dopo un po' di tempo, ma seguo sempre con vivo interesse le pubblicazioni settimanali e le discussioni sul forum. Oggi posso sicuramente essere annoverato tra gli "audiofili felici" in quanto, grazie agli articoli di TNT, le recensioni e i preziosi consigli che elargisci con immutabile entusiasmo sono riuscito, dopo successive approssimazioni, a configurare un impianto ed una sala d'ascolto, che soddisfa più che sufficientemente le mie aspettative di appassionato ascoltatore di musica.
Solo recentemente sono stato incuriosito dalla possibilità di fruizione della musica liquida e quindi, dopo aver scaricato iTunes e rippato tutti i miei cd non originali sepolti ed inutilizzati all'interno di anonimi raccoglitori, ho potuto riconquistare il piacere di ascoltarli avendoli prontamente a disposizione in maniera molto più pratica ed immediata sul netbook (però nessuno potrà mai privarmi del quotidiano piacere di scorrere con il dito la cd-teca a parete per scegliere gli album da ascoltare o di fare il mio ordine mensile tra le novità dell'e-store).
Ma la vera fulminazione è avvenuta quando, sotto dritta dell'amico del TNT-forum, ho scaricato qualcuno dei brani in alta definizione offerti in demo gratuito sulla rete. E' impressionante cosa è venuto fuori soltanto collegando l'uscita della scheda audio del netbook al pre del mio impianto.
Una dinamica mai ascoltata, una ricchezza armonica nei suoni che rende gli strumenti musicali incredibilmente presenti, in altre parole una vera rivelazione sulle potenzialità che ha questo nuovo sistema di ascolto delle fonti in HD.
Ecco che a questo punto si è fatto strada in me il desiderio di spingermi oltre ed avrei quindi deciso di comprare un DAC, per predisporre il mio impianto anche all'ascolto di questo nuovo ed incredibile mondo audiophile.
Stabilito quindi il budget di 5-600,00 €, avrei individuato in rete due apparecchi che ovviamente non posso preventivamente portare a casa per ascoltarli nel mio impianto (pre+finali AM Audio A-5R + (2xA-80), diffusori B&W 805, cavi JPS Superconductor):

Mi piacerebbe conoscere quindi un tuo parere in merito, e ne approfitterei per chiederti ulteriormente una mia curiosità in merito a come si comportano i circuiti di sovracampionamento quando si presenta loro in ingresso un segnale che ha nativamente una frequenza pari o maggiore a quella di up-sampling.
Ti ringrazio per la disponibilità ed ancora auguri per la rivista.
Francesco - E-mail: Francesco.Saitta1 (at) tin.it

LC
Caro Francesco,
il primo problema cui occorre far fronte è la capacità della porta USB a nostra disposizione, ovvero, che tipo di segnali riesce effettivamente a trasferire. Se il collo di bottiglia fosse là, preoccuparsi di ciò che accade dopo avrebbe poco senso. Da quel che so, pare ad esempio che se non si dispone di USB 2.0 (ma le vecchie 1.1) i 96 kHz non si possano ottenere.
Ciò premesso, ci sono vari modi per tirar fuori il segnale digitale dal PC e farlo convertire esternamente. Potresti usare un DAC USB (e sono pochi quelli che arrivano a 192 kHz) oppure un sistema per convertire l'uscita USB in S/PDIF e, a quel punto, utilizzare un qualunque DAC tradizionale come quelli da te citati. Potresti utilizzare la pennina di M2Tech (la trovi
qui): il nostro Nick Whetstone dovrebbe averla in prova. E' una sorta di penna USB che in uscita offre un segnale S/PDIF su RCA coassiale, che arriva fino a 24 bit/192 kHz. A questa puoi collegarci qualunque DAC con ingresso tradizionale. Mi pare che anche la BelCanto faccia qualcosa del genere, ma a prezzi molto più elevati.
In alternativa, un bel DAC con ingresso USB, il mercato ne è ricco e diversi di questi li abbiamo già recensiti favorevolmente. Tieni poi conto che un DAC USB spesso possiede anche ingressi tradizionali, quindi sarebbe perfettamente riciclabile per l'utilizzo con una meccanica di lettura standard, un DVD o un CD player.
Per quanto riguarda la tua ultima domanda, non sono sicuro di aver compreso perfettamente. Diciamo che se il segnale originale è ad una frequenza più elevata di quella che può gestire l'apparecchio, normalmente questo effettua una sorta di downsampling. Quanto gli effetti di questa procedura siano udibili può ovviamente essere materia di accademiche e noiosissime quanto inutili discussioni.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Un impianto per l'heavy metal
Gentilissimo Direttore,
una premessa è d'obbligo: seguo da anni la vostra rivista rivista online, e credo che non esista nulla del genere nel panorama italiano. La cosa che apprezzo di più di voi è che nonostante la possibilità e la fortuna di ascoltare o possedere componenti milionari, non perdete mai il contatto con le persone (e di conseguenza gli impianti) "normali". Se c'é una cosa che mi infastidisce è quella sufficienza con cui vengono trattati tutti quei componenti considerati "economici".
Detto questo, poco tempo fa ho deciso di abbandonare per motivi di tempo e non troppa soddisfazione il mondo dell'autocostruzione, e ho stanziato dai 1000 ai 1500€ di budget per acquistare una coppia di casse e un amplificatore integrato. Il lettore CD non lo reputo necessario in quanto sono in possesso di un NAD C521i che credo sia adeguato, al momento. Il genere musicale che ascolto è prevalentemente il metal nelle sue varie declinazioni, sia vecchio che più moderno. Mi rendo conto che sono monocorda, ma se la musica è piacere, quello è il genere che mi da più piacere. Diciamo che possiedo qualche discreta incisione meno metal delle altre, ma si tratta pur sempre di Incubus, Red Hot Chili Peppers, Prodigy, Fatboy Slim, Chemichal Brothers.
La stanza di ascolto è una taverna di cemento armato completamente interrata, a parte una parete di mattoni che dà sulle scale per il resto della casa, di dimensioni 4,5 x 6,5. La posizione dell'impianto è su un lato corto. Alle spalle dei diffusori c'è una libreria a parete abbastanza affollata, sotto la libreria trova posto una TV LCD su un tavolino robusto abbastanza largo da ospitare due elettroniche affiancate.
La stanza è idealmente divisa in 2 da un divano a 3 posti che è anche il punto di ascolto, alle spalle del divano ci sono 2 bocche di lupo con le relative finestre, una batteria elettronica e una scrivania abbastanza grande con il mio computer. Il punto di ascolto si trova quindi a circa 3 metri dalla parete occupata dall'impianto. Ho la massima libertà di posizionamento dei diffusori e la mia taverna può ospirare anche manufatti molto ingombranti.
L'ambiente è abbastanza riflettente ma ci sto lavorando anche in funzione degli acquisti che farò.
Nei miei ragionamenti sono partito dai diffusori, senza guardare al prezzo di acquisto: tre alternative mi sono sembrate seguire la filosofia che cerco, che sono Cerwin Vega, Klipsch e JBL. Cerwin Vega mi sembra molto sbilanciata verso il quasi professionale, Klipsch ha delle ottime proposte (RF-82 e 83 su tutte) e JBL ha in catalogo le bellissime LS60 e LS80. Per il budget che mi sono fissato purtroppo JBL è irraggiungibile, quindi escluse, con Cerwin Vega temo di trovarmi in casa dei diffusori da palco e le RF-83 di Klipsch finiscono nella categoria fuori budget. Restano quindi le RF-82, che poi sono le nipoti delle RF-3 che proprio lei ha recensito qualche anno fa. Si trovano dai 750 agli 850€. Con questa scelta penso di andare abbastanza sul sicuro.
L'amplificatore: qui mi sono trovato ad avere molti più dubbi. Vorrei una cosa telecomandabile, con almeno 3 ingressi (CD, TV, Lettore DVD), se avesse l'ingresso Phono sarebbe un bel Plus, in quanto ho accesso una buona collezione di vinili non miei e la possibilità di un discreto giradischi Inkel a trazione diretta. Mi sentirei di escludere i vari integrati PWM (T-Amp, NuForce Icon e similari) per la poca birra disponibile... tendo ad ascoltare a volumi abbastanza elevati, e credo di aver bisogno di una certa quantità di watts. Il budget è dai 400 ai 500€. Ho guardato Rotel (RA-1062), NAD (C355) ed Harman Kardon (HK980). Quello che mi ha colpito di più, come costruzione per lo meno, è l'integrato americano, pur essendo il più economico: sulla carta sembra essere il migliore dei tre come capacità di pilotaggio e wattaggio, la sezione finale è completamente dual mono, e ha l'ingresso phono. Viceversa i due integrati inglesi mi sono sembrati molto economici, parlo sempre di costruzione, soprattutto il Rotel, che a fronte di un prezzo di listino di oltre 800€ offre una costruzione secondo me un po' cheap.
Lei avrebbe altri marchi da suggerirmi tenendo presente tutto ciò? A me parametri come immagine stereofonica e raffinatezza nelle voci interessano relativamente, a me interessano punch, dinamica, capacità di suonare in modo coinvolgente anche a volumi abbastanza alti.
La ringrazio per avermi dedicato parte del suo tempo e mi scuso per la lunghezza del testo.
Stefano - E-mail: s.mattiello (at) gmail.com

LC
Caro Stefano,
volendo allargare - e non restringere! - la platea dei possibili appassionati è necessario parlare di impianti e prodotti entry-level, senza puzza sotto il naso e senza pregiudizi. Tra l'altro, chi ha grandi disponibilità economiche, di norma, ha anche la possibilità di ascoltare e valutare di persona tante alternative: se sei un cliente facoltoso stai pur certo che gli apparecchi da provare a casa non sono certo difficili da ottenere. Anche in negozio, poi, quando si intuisce il budget (se alto) all'improvviso molti commercianti diventano affabili e disponibili. E' la dura legge del commercio, non saremo noi a cambiarla. E' più facile avere a che fare con POCHI clienti senza problemi di spesa che con tanti clienti con il portafoglio quasi sempre al verde. Ricordiamoci che i negozianti sono là per fare profitto, non per fare apostolato o beneficienza :-)
Di conseguenza, un servizio di consulenza online è più utile a chi ha modeste cifre da investire, visto che spesso gli sono precluse le possibilità di prova personale di cui sopra.
Per quanto riguarda le tue scelte, vedo che comunque, anche da solo, hai identificato abbastanza bene i prodotti che potrebbero fare al tuo caso. Benissimo le Klipsch RF-83 o analoghe, se vuoi da cercare anche usate. Anche sul nuovo i prezzi possono essere molto variabili, fai un'attenta ricerca in rete e su Ebay.
Per quanto riguarda l'amplificazione, hai ragione a pretendere tanti watt: se vuoi ascoltare ad altissimo volume servono diffusori sensibili E amplificatori potenti.
Quelli che hai elencato, però, sforano il budget di 500 € che ti eri posto come limite. L'unico Rotel raggiungibile con quella cifra è il modello RA05 SE, dotato comunque di buona potenza e dello stadio phono che ti servirebbe per il vinile. In alternativa l'Harman Kardon HK980 che è molto più potente ed è anch'esso dotato di ingresso phono. Eliminerei il NAD che non possiede quest'ultima caratteristica per te indispensabile.
Alla fine la scelta si restringe a Rotel RA05 ed Harman Kardon HK980, quest'ultimo forse sarebbe preferibile per la maggiore potenza a disposizione. Forse il Rotel suona un po' meglio (nessuno regala niente, d'altra parte) ma per il genere musicale preferito forse ciò non è di fondamentale importanza. A proposito di questo, consentimi solo un appunto: non definirei "meno metal" i Chemical Brothers, i Prodigy o Fatboy Slim...con il metal questi non hanno niente a che spartire!!! Appena puoi, forzati, pian piano, ad ascoltare altre cose: il gusto musicale non è unico ed immutabile ma, come col cibo, va educato. E' così che si possono scoprire universi nuovi, altrettanto entusiasmanti.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Amplificatore vintage?
Caro Direttore,
frequento da qualche settimana il vostro sito ritrovandovi moltissime informazioni utili. Mi presento, mi chiamo Isacco, ho 25 anni e mi sto accingendo ad entrare nel mondo dell'alta fedeltà, al quale sono stato introdotto da un amico e collega. Il mio impianto è attualmente in fase di costruzione: inizialmente sono partito con l'idea di concentrarmi su un impianto studiato per ascoltare esclusivamente in cuffia quindi ho acquistato un paio di Grado 325, un lettore cd Exposure 3010, cavi Monstercable H1000 e sto valutando se prendere un X-Can v3 o v8. Quest'ultimo avrebbe già un convertitore digitale analogico integrato per la porta USB, quindi potrei ascoltare anche della musica in formato non compresso (FLAC, per intenderci..che poi, è VERAMENTE non compresso????)), successivamente però mi sono trovato per le mani un paio di Sonus Faber Concertino e non ho resistito, le ho acquistate di getto, avendo già avuto modo di ascoltarle ed essendomi state consigliate anche dall'amico sopracitato.
A questo punto mi vedo costretto ad un ulteriore sforzo economico per l'acquisto di un amplificatore, ma essendo oramai alla frutta nel conto in banca, stavo pensando di optare per una soluzione piuttosto economica. Attualmente stavo valutando due integrati: un Marantz 1090, vecchia gloria dallo stile estetico inconfondibile del quale sono innamorato (mio padre ha un 1200b, attualmente però in riparazione) e un nad 3020i: bruttino (penso proprio di poterlo dire) ma a quanto ho potuto leggere, anche in questo sito, abbastanza performante. Lei cosa mi consiglierebbe?
Ringraziandola anticipatamente per la sua risposta, saluto lei e tutti i frequentatori del sito.
Isacco - E-mail: isacco.bettin (at) testerndt.com

LC
Caro Isacco,
per quanto riguarda i formati audio, sgombriamo subito il campo da una frequente confusione: non tutti i file compressi lo sono in maniera irrimediabile. Così, mentre l'informazione che si perde trasformando un .wav in un .mp3 non è più recuperabile a posteriori (come da un'immagine .jpg non si può più recuperare il .bmp originale), in un file .flac l'informazione originale c'è ancora, TUTTA, completamente a disposizione nel momento in cui si decomprime, esattamente come quando un documento Word viene compresso in un archizio .ZIP. Quindi stai tranquillo: i file FLAC contengono TUTTA l'informazione originaria, non a caso non consentono di comprimere le dimensioni di un file quanto fa invece la codifica mp3, ben più potente ma, proprio per questo, distruttiva.
Per quanto riguarda l'amplificazione, se la scelta fosse ristretta davvero ai due citati io non avrei dubbi e prenderei il NAD 3020i, a patto che costi una cifra ragionevole (ne dubito). Il Marantz 1090 è carino, ma niente più di questo. E si ascolta con le orecchie, non con gli occhi. Capisco il fascino del vintage ma dopo che ti ci sei lustrato gli occhi per qualche mese, finiresti per ascoltarlo e basta e, francamente, il resto del tuo impianto merita ben altro che un collo di bottiglia come il 1090. Possiedo un 1060, il fratello immediatamente inferiore nella gerarchia Marantz di quegli anni: si lascia ascoltare ma è largamente inoffensivo. E non è un pregio. Anche il fattore estetico, poi, lascia il tempo che trova: se vintage ha da essere, almeno che sia sexy e lussurioso! (Sansui, Galactron, Pioneer serie 9000 etc.)
Qualora il 3020 costasse una cifra vicina ai 200 € (probabile) guarda anche qualcos'altro nell'usato recente, magari ancora di NAD e Rotel, ci sono buone possibilità che per una cifra analoga ti possa portare a casa un apparecchio che suona molto meglio.
Grazie per il feedback,
Lucio Cadeddu

Re: Autocostruzione estrema
Caro Direttore, mi aggancio alla lettera
"Autocostruzione Estrema" nella rubrica della posta del 24 Gennaio 2010. Il lettore descrive la sua esperienza di autocostruzione riciclando un "Tokamak" e tu rincari la dose, consigliando agli audiofili che avranno la fortuna di risiedere vicino alle erigende centrali nucleari di richiedere un collegamento dedicato derivato dal circuito primario del reattore. Ora, per il lettore passi, ma quello che mi stupisce è il fatto che anche tu cominci a cedere a soluzioni semplicistiche: Sei forse stato contagiato dal virus dell'ipod e del tutto-e-subito?
Il problema, che entrambi fingete di ignorare, è proprio quello della natura "granulare" dell'energia prodotta con le reazioni nucleari, che si ripercuote inevitabilmente e percettibilmente all'ascolto. Come noto, all'interno dei reattori il numero di fissioni è altissimo ma non infinito e di conseguenza, anche considerando tutte le inerzie termiche e meccaniche della catena, la corrente arriva "a butti" togliendo un po' di lucido agli acuti setosi. Per intenderci, è la stessa differenza che intercorre tra un raso finissimo di manifattura comasca, tratta da bachi in grado di recitare l' "Adelchi" a memoria e lavato di fresco, e lo stesso tessuto lavato senza mettere il cucchiaino di aceto bianco nell'ultimo risciacquo: Semplicemente intollerabile.
Per questo mi sento di consigliare agli autocostruttori di realizzare come segue le alimentazioni: Recuperate un vecchio opificio di quelli percorsi dalla roggia d' acqua per I mulini. Realizzate una ruota idraulica tipo Poncelet di almeno 6 metri di diametro (meno giri = più silenziosa e la maggiore coppia conferirà graniticità ai bassi) e con questa fate girare degli elettrofori a vetro-e-pelle-di-gatto (estrema agilità del medio-acuto). Ottenendo una DC di almeno 20kV, la userete come anodica per lo stadio di amplificazione costituito da non meno di 200 tubi della FIVRE per canale (per minimizzare gli effetti granulari degli elettroni) scelti tra quelli che abbiano trasmesso almeno tre concerti diretti da Toscanini mentre operavano come modulatori AM.
Il tutto si chiderà su una tromba esponenziale Radiomarelli in alluminio ricavato da fornace (prima dello sbrigativo e grossolano processo elettrolitico, buono per il domopack). Detto trasduttore ha linearità ineguagliata nella banda concreta tra 400 ed 800 Hz, non curandosi di quegli estremi Boom-Boom-Tzin-Tzin fatti solo per farsi scegliere inter pares sugli scaffali dei mercatoni. La trasparenza dell'impianto è tale che imparerete a distinguere nettamente quando nella roggia scorre acqua di falda, acqua del disgelo primaverile, o la famosa acqua di temporale che il grande Faber magistralmente definiva "l'aegua de 'na rammÔ".
Come vedete, con l'autocostruzione si ottengono sempre risultati eccellenti recuperando in modo molto intelligente ed economico cose che gli altri buttano via, e senza farsi prendere dalle manie esibizionistiche per l'oggetto fine-a-se-stesso.
P.S. personale: mi fa piacere vedere l'ironia sulle pagine di TNT, che leggo da anni. Forse è stata solo una mia impressione, ma ho percepito per un periodo una sorta di "incupimento" del giornale. Forse, mi dicevo, Lucio si è stufato o ha altri più importanti impegni. Credo di aver capito che alla fine tutto è andato per il meglio, e la cosa mi fa molto piacere. Infatti, oltre alla piacevole lettura, le pagine di TNT non possono che suscitare stima personale: dal momento che nella vita fai il professore, credo che l'aggettivo "Chiarissimo" ti si addica perfettamente!
Martino - E-mail riservato

LC
Caro Martino,
grazie anche a te per il gustosissimo contributo e per l'apprezzamento. L'ironia è l'unica arma che abbiamo per difenderci dal ridicolo e questo settore, più di altri, sconfina nel ridicolo molto spesso e molto pesantemente. Dovremmo - TUTTI - usarla più spesso.
Se ti è parso che questa vena si fosse affievolita forse non avevi tutti i torti: quando la vita ti propone prove importanti è normale che il resto passi in secondo piano e che la stanchezza, per dover ripetere ogni settimana che il creatore manda in terra le stesse identiche cose a persone diverse, può prendere il sopravvento. Di riffa o di raffa siamo qui da circa 15 anni, capisci bene che un po' di nausea questo settore ogni tanto la provochi, con i suoi piccoli veleni, con le piccole (o grandi) invidie, le striscianti malizie e le sempre più grandi idiozie e maleducazioni. Abbiamo cercato di prendere sempre tutto con estrema leggerezza, nonostante tutto. Per la leggerezza, tuttavia, occorre una mente serena e sgombra da grosse preoccupazioni e questo, come immagino accada nella vita di tutti, non sempre è una condizione soddisfatta. Siamo umani, per fortuna, ma la forza di volontà, l'entusiasmo e la passione, finora, non ci hanno mai fatto abbandonato del tutto.
Grazie del feedback!
Lucio Cadeddu

Ancora sulla compressione
Buongiorno Direttore, buongiorno a tutti.
Sono Antonio, un utente che solo di recente si sta avvicinando alla vostra rivista e che lentamente sta cercando di orientarsi nel mondo dell'HI FI. Non è mia abitudine scrivere richieste di aiuto senza aver cercato prima le risposte frugando qua e là, e trovando quasi sempre delle risposte che almeno in parte soddisfano i miei dubbi. Ma in questo caso non sono del tutto sicuro.
Faccio una brevissima premessa: sono figlio di un audiofilo evoluto, dunque ho passato tutta la mia infanzia ad ascoltare musica di qualità con strumenti di qualità, ma dopo la morte di mio padre da una parte ho trascurato l'aspetto dell'audio analogico, e dall'altra (essendo un fonico studente di musica e nuove tecnologie) mi son spinto molto avanti dal punto di vista della ricerca, ma soprattutto a livello digitale. Dunque computer, schede audio professionali con monitor da studio sofisticati, lasciando quindi il materiale analogico alla mia famiglia.
Di recente ho avuto in regalo un amplificatore (Technics vc4 Class AA) e delle casse (Rcf BR2043) interamente riconate dato che chi le aveva conservate purtroppo per inesperienza ha fatto sì che i coni si deteriorassero. E devo dire che collegando il mio portatile l'ascolto è davvero ottimo, complice il fatto che il soffitto della sala è particolarmente basso ma soprattutto è di legno e che la sala è di circa 12mq!
Dopo qualche anno di ascolto dal lettore cd o dal computer stesso, ho deciso di riprovare ad acquistare un giradischi. Ne ho preso uno molto economico (un Marantz TT185, sì lo so è un giocattolo) e in tutta sincerità mi si è capovolto il mondo!! Scherzo, in realtà il mondo si è spalancato! Ho risentito il gusto di una profondità che avevo perso. O meglio, per avvicinarmi a quelle sensazioni devo ascoltare le tracce con determinati software e con delle schede audio professionali ma soprattutto a 24 bit, dunque senza nessunissima compressione.
Non parlo ovviamente di una qualità solo legata alla pulizia del suono, ma alla sensazione che si crea in un ascolto a più livelli. Sentire gli strumenti dislocati nello spazio. Non so, probabilmente le produzioni di adesso, orientate solo a dare il "botto", hanno perso il gusto a dare una dislocazione spazio-temporale agli strumenti, e tutto viene infilato a forza, basta che suoni "a manetta". Mentre quando si producevano dischi in vinile c'era anche un certo gusto nel "disegnare" l'evento musicale che si andava ad ascoltare. Lo so sto entrando in un discorso molto delicato, che spesso è anche molto soggettivo, ma parlo a ragion veduta dato che ho lavorato in studio di registrazione, e spesso il lavoro fatto per dare un senso che fosse anche visivo sia in fase di registrazione degli strumenti che in quella del mixaggio del brano registrato viene mortificato da delle compressioni esasperate in fase di mastering, tale operazione poi appiattisce il tutto.
Dunque tutti gli strumenti escono al massimo, togliendo il gusto delle dinamiche e spesso annientando le spazializzazioni e il colore. Il risultato è ovviamente perfetto dal punto di vista della pulizia generale del suono, ma in realtà povero di personalità, non so è come se in un quadro tutto fosse con colori accesissimi, e non ci fosse nessun lavoro di chiari e scuri. Dunque alcune certezze che col tempo stavo acquisendo come vere in parte adesso vacillano, o comunque sono di nuovo in discussione.
Adesso il mio problema è che vorrei migliorare sensibilmente il livello qualitativo del giradischi. Cercando fra i vecchi cimeli ho trovato una vecchia Testina e puntina di mio padre (Audio Technica AT 125 LC), ho cercato un po' in rete e pare sia un'ottima puntina. Premetto che purtroppo ho un budget ristretto (intorno ai 100 €) dunque il dubbio è se comprare una puntina leggermente migliore per il mio attuale giradischi (attacco t4p, ho trovato delle Ortofon, delle Shure intorno ai 60/70 euro) ma ho già visto che c'è un mercato abbastanza limitato verso il medio alto, oppure se cercare un giradischi che sia adatto alla testina che già ho (in questo caso non saprei che giradischi cercare anche perché non so quale sia l'attacco), il che significa magari temporeggiare e mettere da parte qualcosa in più per prendere un prodotto di qualità leggermente superiore.
Dal punto di vista musicale purtroppo (o per fortuna) non ho limiti per la musica che ascolto, ma sicuramente amo in modo particolare la musica fine 60 primi 70 (Beatles, primissimi Pink Floyd, James Taylor Quartet, Janis Joplin, The Who, Lou Reed) da una parte e dall'altra la musica elettronica dei Massive Attack, dei Portishead.
Le chiedo infinitamente scusa per la lunghezza, e so già che potrei non ricevere risposta, ma qualora abbia dei consigli da darmi le sarei veramente grato.
Grazie per il tempo che mi ha dedicato
Saluti,
Antonio - E-mail: maciocco.antonio (at) tiscali.it

LC
Caro Antonio,
dev'essere la settimana dei fonici di studio! Dopo uno che sa tutto e crede di aver capito tutto, fa piacere incontrarne un altro che invece è pronto a mettersi in discussione e che sembra aver capito quel che vado predicando da tempo ovvero che il grande danno inflitto alla Musica moderna è principalmente colpa dei discografici (in primis) e dei tecnici di studio e dei mastering engineers in seconda battuta. Se i dischi moderni suonano per la maggior parte così male la colpa dev'essere per forza di qualcuno: gli artisti no, loro si limitano a suonare, le strumentazioni no, visto che sono sempre più sofisticate...restano i produttori e gli ingegneri del suono.
La compressione non è un male di per sé, anzi è necessaria, è l'abuso che se ne fa ultimamente ad essere sotto accusa.
Venendo al tuo problema, ovvero quello di ascoltare meglio il vinile, il consiglio che ti posso dare è univoco: aspetta ancora un po', fino ad aver messo da parte un budget di circa 200 €. A quel punto potrai acquistare un giradischi nettamente migliore, già dotato di testina decorosa. Penso ai soliti entry-level di ProJect, ad esempio. Visto che il tuo budget attuale per la nuova testina è di 100 € vale la pena fare un piccolo sforzo di pazienza per recuperare gli altri 100, magari programmando la vendita del tuo attuale giradischi che, realisticamente, dovresti riuscire a cedere per una cifra superiore ai 50 €. A quel punto il traguardo sarebbe ancor più vicino. Trovo abbastanza inutile migliorare molto una testina con attacco T4P, difficilmente riciclabile in un giradischi più serio con braccio ad attacco standard. Meglio tirare avanti ancora un po' e cambiare tutto radicalmente.
In ogni caso la AudioTechnica in tuo possesso (attacco standard 2 viti, come il 99.9% delle testine e dei bracci in commercio) potrebbe essere montata sul nuovo giradischi, se la stessa fosse in buone condizioni operative (puntina non usurata).
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Suono freddo e con poca immagine
Caro direttore,
la mia passione per la musica nasce nel liquido amniotico quando le vibrazioni delle sinfonie di Beethoven, di Mozart, di Brahms, il teatro contenuto nelle melodie di Verdi e di Puccini arrivavano filtrati dalla pancia della mamma riprodotte da un amplifictore Nikko, da un paio di diffusori autocostruiti e dal piatto Thorens di mio padre. Nel 1992 (o giù di lì) il piatto è stato affiancato da un lettore CD (un Sony CDP-415) e l'ampli e le casse hanno continuato a diffondere la musica fino a qualche mese fa quando il vecchio Nikko è andato in pensione sostituito da un T-progress F2A.
Mi sono detto: "Cambio anche le casse" e così mi sono orientato su una coppia di torri da pavimento (come dice lei: "Dove ci stanno dei bookshelf con supporto ci stanno benissimo anche due torri"-cito a memoria e spero che sia esatto!-), che avevo individuato nelle Indiana Line Arbour 5.02 (più o meno equivalenti alle 5.20 recensite su TNT nel novembre del 2002). Mi decido e vado in un noto negozio di Roma che le vende a buon prezzo. Entrando però vedo in offerta un paio di Magnat Monitor Supreme 1000 NUOVE ad un prezzo (299 Euro la coppia!) molto allettante e ben al di sotto di quello delle Indiana Line e compro quelle.
Le collego all'ampli ed è subito amore. L'accoppiata se la cava bene con la musica sinfonica ma dà il meglio con quella da camera dove riesce a restituire la ricchezza di particolari e la collocazione dei diversi strumenti (soprattutto quelli a corda) e gestisce con verve anche il pop ed il rock anche duro. L'unico difetto è rappresentato dalla scena sonora che sembra essere spostata un po' troppo avanti e sacrificata sul piano orizzontale e verticale, inoltre mi sembra di percepire una certa freddezza nella resa delle voci.
La mia domanda a questo punto è: guadagnerei qualcosa se mettessi un apparecchio come lo Yaqin CD Buffer a valvole come pre tra il CD e l'ampli? Oppure sarebbe meglio un Dac come il Superpro 24/192 recensito da TNT? Il mio lettore CD è dotato di uscite ottica e coassiale e potrebbe funzionare come semplice meccanica di lettura. La spesa, inoltre dovrebbe essere più o meno equivalente.
La ringrazio anticipatamente e le faccio i miei complimenti.
Enrico - E-mail: enricofontolan (at) tiscali.it

LC
Caro Enrico,
l'inserimento di un buffer valvolare (di fatto un distorsore) te lo sconsiglio: a fronte di un probabile ammorbidimento generale andresti a perdere dettagli, trasparenza, precisione e peggioreresti il rapporto segnale/rumore. Certamente migliorabile è il lettore CD ma, in tutta franchezza, vedrei meglio una sua completa sostituzione piuttosto che l'inserimento di un DAC separato. Qualora il budget non fosse sufficiente per un lettore CD moderno ti consiglierei di attendere giorni migliori. Tieni conto che con circa 300 € puoi acquistare un Cambridge Azur 340C o un NAD C515BEE, senza contare il solito Oppo DV981HD. Nell'usato, con la stessa cifra, potresti persino trovare un vecchio Rega Planet. Il fatto che senta un suono un po' freddo e con una scarsa immagine potrebbe anche essere il solito problema di acustica ambientale inadatta (stanza spoglia e/o con molte superfici riflettenti). Fai anche qualche tentativo sul fronte del posizionamento dei diffusori, a volte bastano pochi cm o pochi gradi per fare grandi differenze.
Non descrivi né l'ambiente né il posizionamento (come se fossero ininfluenti) quindi mi è difficile essere più specifico. Infine, qualora utilizzassi ancora dei cavi di serie prova ad autocostruirti qualcosa di meglio seguendo le nostre
ricette a costo zero (o quasi).
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Ho visto anche degli audiofili felici
Caro Lucio,
ti leggo oramai con paicere ormai da qualche anno e trovo assai interessanti i tuoi editoriali, in particolare l'
ultimo quello sulla tragedia di Haiti. Forse ogni tanto dovremmo ridimensionare le notre ansie di perfezione hi-end e riuscire ad accontentarci di quello che abbiamo. A volte ho la sensazione che tendiamo a proiettare sul nostro impianto tutte le nostre ansie, dubbi e angosce, ricercando quella perfezione nemica del buono che afflige anche noi.
La ricerca della trasparenza e del dettaglio a volte può essere la ricerca di un ordine che internamente abbiamo perso. Il dubbio su di noi sulla nostra qualità di uomini può essere spostato nella ricerca dei difetti del nostro ampli o delle nostre casse, poggiando l'orecchio sui tweeter, avvertendo rumori impercettibili, come un ipocondriaco alla ricerca di qualcosa che non va, invece di godersi di quello che sta li fuori: la musica, la vita.
E poi l'ultima considerazione: l'alta fedeltà in senso stretto non esiste .... diciamocelo chiaramente! Fedeltà a che cosa??? Pensiamo davvero che un buon impianto si avvicini alla realtà di un concerto, ammesso che anche questa esista e non sia anche essa influenzata dall'acustica, per esempio, della sala ove lo ascoltiamo? Per me la risposta è la qualità della relazione che esiste tra noi e il nostro impianto e se noi siamo insoddisfatti cronici finiremo in rovina, non soltanto economicamente.
Meno attenzione allo strumento e al mezzo, dunque e più ascolto dell'oggetto della nostra passione.
Io mi sono fermato e ora ascolto, ho perso di vista l'impianto e ascolto, ascolto, ascolto.
Grazie di tutto,
Alessandro - E-mail: deiacobis (at) libero.it

LC
Caro Alessandro,
che l'alta fedeltà sia solo un grande inganno lo ripeto da sempre: è l'inganno dei sensi e questo ci basta, l'evento reale è un'altra cosa ma un buon impianto HiFi può arrivare ad essere molto verosimile. Più è verosimile e più i sensi vengono ingannati. Che questa ricerca della più elevata verosimiglianza possa sfociare in vere e proprie manie ossessivo-compulsive è scontato, in tutti gli hobby esiste un fenomeno come questo. Allo stesso modo, quando la ricerca diventa ossessione, il fine è completamente perso di vista e di conseguenza pure il divertimento ed il piacere. Tutto diventa doloroso, le delusioni sono cocenti e le cifre per porre fine alla sofferenza aumentano vertiginosamente, senza fine. Può essere questo fenomeno il sintomo di un disagio interiore che non riusciamo a manifestare? Può essere, ma potrebbe anche essere mania di perfezionismo fine a se stessa. Una possibile cura, drastica? Quella che ho proposto più volte: un sano e radicale downgrading: si torna alle origini, ad un impianto semplice ed economico, per riappacificarsi con la Musica e con questa Passione.
Uno degli aspetti più interessanti del T-Amp era proprio questo: far capire che talvolta il realismo è là, a portata di mano, con pochi spiccioli. No, non è la perfezione, ma è qualcosa con la quale si può anche convivere e, soprattutto, ritarare le proprie orecchie. Ricominciare a giocare per il puro gusto di farlo, divertendosi nel frattempo. E' un esercizio che pratico spesso, quello di tornare sulla terra con un impiantino entry-level, tanto per capire fin dove si può arrivare ma, soprattutto, quanto costa arrivarci. Spesso, chi è abbastanza coraggioso da affrontare questo percorso, si rende conto che quel vertice tanto faticosamente raggiunto non è troppo distante dal punto dal quale si era partiti. O, almeno, è molto meno distante di quanto si credesse durante la fase di ascesa.
Ti auguro buon ascolto! Visto che la settimana scorsa è stata la volta di un brano jazz/soul della grande Nina Simone, questa settimana mi permetto di inserire un Karl Richter d'annata che esegue magistralmente (e non poteva essere altrimenti) la celebre Toccata e fuga in Re minore di J.S. Bach. Non mi sento di aggiungere commenti personali.
Lucio Cadeddu

ATTENZIONE!!! Pregasi leggere prima le Istruzioni per l'uso
Per le domande più generali leggete prima la rubrica Adeste Fideles!
Potete anche unirvi al nostro gruppo di discussione sull'HiFi!!!

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