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Lettere alla Redazione di TNT-Audio

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I volumi della posta precedente

  1. Mi sento un audiofilo fallito!
  2. Acquisto diffusori e vinile
  3. C'è qualcosa di evidente da cambiare nel mio impianto?
  4. Impianto vintage?
  5. Ancora su lettore CD
  6. Pre + finale invece dell'integrato
  7. Primo impianto
  8. Ancora su primo impianto
  9. Scelta DAC
  10. Ho visto anche degli audiofili felici

Mi sento un audiofilo fallito!
Gentilissimo dott. Cadeddu,
Le scrivo nella notte preso da un profondo sconforto, sono veramente triste... Le spiego il perchè: 2 anni fa mi sono salassato non poco nell'acquisto di un lettore NAIM CD 5i 2, un'ampli NAIM NAIT XS e un paio di diffusori PRO Ac studio 110, impianto di cui sono molto contento, ma.... in questa serataccia di pioggia del 31 ottobre, mi è venuta la sciagurata idea di confrontare il mio vetusto lettore Pioneer PD 202 con il NAIM, lo ho collegato agli ingressi RCA tuner dell'ampli, ho inserito 2 cd di On a Island di D. Gilmour negli alloggiamenti (uno originale, l'altro masterizzato) e ho iniziato a riprodurre in contemporanea selezionando alternativamente i due ingressi... morale: mi sembra che suonino in modo quasi uguale!!
Il Pioneer lo sento leggermente un po' più aspro ma niente di più, la differenza sulla definizione mi sembra impercettibile e il vecchio PD addirittura mi dà l'idea di aver un briciolo di dinamica in più...ho invertito i cd negli alloggiamenti ma l'impressione è rimasta tale e quale. Mi sento un audiofilo fallito, mi sono crollate sulla testa tutte le mie velleità di intenditore di Hi-Fi... mi merito di vendere tutto e comprarmi un compattone da mercatone...
Mi scusi per questo sfogo, lo so che non ci può far nulla se ho il prosciutto nelle orecchie se non consigliarmi un buon otorino, lo so che la rubrica della posta non è il telefono amico dell'Hi-Fi, ma sono talmente affranto che ho dovuto mettermi in contatto con Lei che in questi anni è stato il mio faro, mi sento come un replicante che torna da chi lo ha progettato...
Mi scusi per averLa tediato... ora mi ritiro di buon ordine e le auguro una buna notte....
Danilo - E-mail: grazia_giordano (at) fastwebnet.it

LC
Caro Danilo,
avrei due ordini di riflessioni da fare. Prima di tutto, mi chiedo in quale maniera gli audiofili effettuino i loro acquisti, se a ragion veduta - e cioè previo ascolto, magari a confronto - o solo perché qualche esperto li ha consigliati. Ecco perché non mi stanco mai di ripetere la solita tiritera: andate e ascoltate, possibilmente effettuate più confronti possibile. Nel tuo caso, sarebbe bastato portarti appresso il tuo lettore Pioneer quando hai deciso di sostituirlo con qualcosa di meglio. Il negozio dove hai acquistato il Naim non avrebbe potuto negarti una prova comparativa. Se, in quel momento, non avessi sentito differenze sostanziali, avresti potuto decidere di NON effettuare l'upgrade.
Molti chiedono agli esperti cosa acquisterebbero al loro posto e questo è un colossale errore. Intanto perché non tutti i gusti sono uguali e in secondo luogo perché non tutti abbiamo la stessa sensibilità. Che senso ha acquistare un prodotto che è un significativo upgrade per l'esperto ma che noi facciamo fatica a percepire come tale? È solo il gusto di poter dire di aver acquistato un impianto come si deve?
La seconda riflessione che vorrei fare, anche questa già fatta più e più volte, riguarda le differenze tra lettori CD e, se vogliamo, anche tra amplificatori. Ripeto sempre che, contrariamente a quanto si pensi, esse sono PICCOLE, diventano percepibili soltanto su impianti estremamente rivelatori e ad ascoltatori esperti, che sanno cosa e come ascoltare.
Infine, permettimi di ricordare che l'orecchio è un senso che lavora in un modo del tutto particolare: non è rapido come l'occhio nel percepire variazioni istantanee, ha bisogno di un certo tempo, specie se non allenato. Confrontare due sorgenti in maniera rapida A-B usando il selettore degli ingressi porta a livellare tutto. Fai così: tieni il Pioneer nell'impianto per qualche giorno, meglio se un paio di settimane. Poi inserisci nuovamente il Naim. Se non percepissi ancora differenze significative sarebbe una gran bella notizia: potresti vendere il Naim e acquistare tanti dischi in più :-)
Mi chiedo come mai questa prova a confronto tu non l'abbia effettuata subito, appena acquistato il nuovo lettore...
Anzi, ne approfitto per consigliarlo a tutti: avete un lettore economico in casa, un CD portatile, un DVD da supermercato? Confrontatelo con il vostro lettore CD di classe: è sempre un'esperienza utilissima, aiuta a rivedere molti valori che abbiamo dato per scontati e mette le cose in una giusta prospettiva.
In ogni caso non preoccuparti, è la notte di Halloween e il tuo impianto, beffardo, avrà preferito farti uno scherzetto anziché consolarti con un dolcetto :-)
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Acquisto diffusori e vinile
Egregio direttore, La disturbo per chiederle un suo prezioso consiglio.
Possiedo un lettore CD Arcam CD73 (da lei consigliatomi circa 2 anni fa, del quale sono molto soddisfatto). Tale lettore è collegato ad un amplificatore Audio Analogue Puccini rev.2. All'amplificatore sono collegate 2 le casse AR 78LS (acquistate nel lontano 81, da questo può immaginare la mia età, sono oltre i 60). Alle casse sono state sostituite le guarnizioni di sospensione circa una decina di anni fa. Ora vorrei acquistare 2 MONITOR AUDIO GS 10 (le AR le tengo ancora perchè funzionano molto bene). Faccio presente che ascolto prevalentemente musica classica.
Le chiedo se la catena CD - AMPLIFICATORE - CASSE secondo il suo parere è ben amalgamata. Per quanto riguarda il vinile, possiedo un piatto TECHNICS SL 1700 MK2 (che lei certamente conosce, anche se datato) abbinato a una testina STANTON 681EEEMK2S. Desidererei avere un suo parere sulle casse e sull'accoppiata per il vinile.
Ringrazindola porgo cordiali saluti,
Rino - E-mail: sgar75 (at) teletu.it

LC
Caro Rino,
le Monitor Audio che intendi acquistare si inserirebbero bene nel resto dellì'impianto, considerando che sia il lettore CD che l'amplificatore hanno tendenzialmente una timbrica calda e non affaticante. Si tratterebbe, però, di una deviazione abbastanza decisa rispetto al tipo di suono cui sei abituato, ti consiglierei pertanto di valutare bene l'acquisto, ascoltando con attenzione le nuove candidate. Due coppie di diffusori sostanzialmente diverse come impostazione difficilmente possono coesistere: alla fine si decide di optare per l'una o per l'altra soluzione. Le GS10 sono abbastanza avare in basso e molto aperte in gamma alta, mentre le AR 78 hanno un'impostazione profondamente diversa, quasi antitetica, direi.
Per quanto riguarda l'analogico non c'è molto da dire, il tuo sistema è un vero classico e se fosse ancora in buone condizioni operative lo terrei senza problemi. Si può migiorare, certo, ma occorre anche valutare se il gioco valga la candela. La testina, se datata, potrebbe avere un senso sostituirla, magari ancora con una Stanton 681, giusto per non allontanarsi troppo dai suoni cui sei abituato. Qualora non avessi già provveduto, controlla che tutto il set-up del giradischi sia stato effettuato in maniera corretta e rigorosa e mi riferisco alla messa in bolla, al peso di lettura, all'antiskating e alla corretta posizione della testina sul braccio, magari da controllare con l'ausilio di una dima.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

C'è qualcosa di evidente da cambiare nel mio impianto?
Buongiorno Direttore,
ho seguito il suo gentile consiglio di lasciare immutato il mio impianto in casa.
Ora ho a disposizione un locale con qualche vincolo in meno, e allora torno a chiederle consigli, per un percorso corretto verso un salto di qualità.
Il locale è 4 x 5 x 2,80, e l'impianto è da posizionare lungo il lato lungo del rettangolo... da una parte c'è la porta, quindi diciamo che ho a disposizione 3 metri scarsi.
L'impianto è composto da:

Ascolto rock jazz e classica, e principalmente in digitale (non ho tanti dischi, e non ne compro più). Ho potuto provare un po' di elementi alternativi, combinandoli in vari modi: La mia conclusione è che il suono dell'impianto del 1991 è quello che preferisco, anche in digitale, soprattutto per come gli strumenti si distinguono, e per la profondità. Dai vari confronti mi sono fatto l'idea che ciò dipenda dalle casse, e che in questo senso le Celestion siano meglio delle altre. Però sono sfondate, e in certi pezzi di sola voce il difetto di una cassa è evidentissimo, si sentono vibrazioni metalliche più che voce. Ciò che noto come altro difetto è che tutto suona spesso (non sempre, in verità) solo al centro.
Riponevo grosse speranze nella coppia TA 10 HC 206 (che ho in casa in libreria), ma devo dire che sono rimasto molto deluso, molti dettagli ma tutto piatto. (comunque il Creek suona più morbido, ma i dettagli non mi pare manchino).
Altre combinazioni non mi hanno dato nessuno spunto. Vengo al dunque:
  1. sono sordo io e dovrei apprezzare di più qualche combinazione di quelle ora possibili?
  2. se non è così, come faccio a migliorare?
Credo che l'ambiente ora consenta di spendere qualche soldo in modo intelligente (con un tetto di 2500 €); che la direzione debba essere quella di rimpiazzare ampli e casse, soprattutto queste ultime; che il DAC vada bene. Mi piacerebbe un ampli con ingresso phono ma non ne faccio un vincolo, posso sentire i pochi dischi che ho con i dispositivi che ho, se serve a utilizzare meglio i soldi. Mi sarebbero invece utili 2 ingressi linea, per un futuro CD.
Dove vivo (Rapallo) non ho molte opportunità di ascolto, né ho molto tempo per andare in giro, per cui una dritta mi sarebbe molto utile, così come qualsiasi osservazione/correzione su quanto sopra.
Ringrazio dell'attenzione, e saluto cordialmente,
Stefano - E-mail: Stefano.Brioni (at) elsagdatamat.com

LC
Caro Stefano,
evidentemente sei abituato a un certo tipo di suono e non intendi rinunciarvi. Questo non significa esser sordi, ma restare fedeli a un'impostazione che evidentemente ci soddisfa. Io resto dell'idea che un apparecchio che mi faccia percepire più informazioni (dettagli) sia più fedele (e dunque corretto) rispetto a uno che me ne fa sentire meno, ma è chiaro che anche la piacevolezza d'ascolto giochi il suo ruolo. Avresti dovuto ascoltare il Trends TA 10.1 coi tuoi diffusori, mi pare sia una prova che non hai effettuato. Potrebbero esserci delle sorprese.
C'è anche da dire che hai confrontato i tuoi Celestion con diffusori molto economici, non potevi aspettarti grandi stravolgimenti. Anzi, io non mi sarei aspettato niente di diverso da ciò che è successo. A questo punto, visto che ampli e casse hanno (avuto) più di un acciacco, io li sostituirei. Per non allontanarti troppo da questo tipo di suono che evidentemente ti soddisfa potresti valutare qualche integrato Audio Analogue, dotato di ingresso phono (es. Puccini, anche usato) ma anche NAD (purtroppo privi di ingresso phono) e diffusori Chario, ProAC, KEF, magari da pavimento, visto che il nuovo ambiente sembrerebbe consentirlo.
Mi rattrista un po' leggere che non acquisti più dischi, immagino e spero perché utilizzi spesso il PC per i download di musica liquida.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Impianto vintage?
Buon giorno Direttore,
da pochi giorni ho scoperto il tuo sito e mi è ripresa la voglia di assiemare un sistema Hi-Fi, dopo tanti anni nei quali mi sono accontentato di mini e micro all-in-one. Il mio scopo, per il momento, è di assiemare un sistema composto da giradischi, amplificatore, casse. Ti dirò che il vintage anni '70 / '80 non mi dispiace anche perchè, al momento, non voglio e non posso svenarmi con l'acquisto dell'ultima novità (ho passato l'età degli apparecchi "bells and whistels" e da alcuni anni ho riscoperto l'impareggiabile sapore delle cose essenziali quali le buone stilografiche).
Ma andiamo con ordine. Il sistema che vorrei è seccamente composto da piatto, ampli, casse. Sorgente: pensavo, tanto per iniziare, ad un giradischi Pioneer PL112D o PL115D. Qual'è la differenza tra i due e quale la differenza con il (credo) più vetusto PL12d?
C'è tanta differenza con i Thorens o con i Rega Planar (2 o 3) o, addirittura, con il Linn Sondek LP12? Ampli (che può essere benissimo un pre + finale): mi piacerebbe un valvolare (sia nel pre che nel finale) ma ben sapendo che "mangi come spendi", volendo inizialmente investire non un capitale, mi attesto ai vari NAD 3120, oppure NAD 3020, oppure Denon PMA350 (prima serie), oppure Pioneer A400, oppure Pioneer A8. Volendo, potrei prendere un pre NAD 1020.
Per la sezione amplificatrice ho veramente molti dubbi tra i tanti modelli che tu stesso citi nelle tue rubriche e, pertanto, mi serve un tuo consiglio illuminante.
Casse: sono un ignorante completo (tranne per il fatto che so che consigli le Wharfedale Diamond), e ti do l'indicazione che il mio ambiente è 3,5 x 3 (alquanto ammobiliato) e che le casse dovranno essere da libreria. Infine ti indico anche i miei gusti musicali che spaziano un po' in tutti i generi, eccezion fatta per la musica leggera tipo San Remo (con le dovute eccezioni). Diciamo che il buon rock e il pop di venti o trenta anni fa è il mio riferimento (ma non disdegno lo swing anni '40 e la musica classica).
Immagino che lettere come queste tu le riceva sino alla nausea ma ti prego di poter trovare due secondi di tempo per poter rispondere.
Grazie.
Enzo - E-mail: v.diguida (at) yahoo.it

LC
Caro Enzo,
l'idea di un impianto vintage non è disprezzabile, a patto che tu sappia bene a cosa puoi andare incontro. Per quanto riguarda gli amplificatori, ci saranno, con tutta probabilità, i consensatori d'alimentazione da sostituire, selettori e potenziometri ossidati e rumorosi. Per i giradischi...cinghie sull'orlo di una crisi di nervi, non sempre banali da rimpiazzare, motori stanchi, perni mal oliati e poco scorrevoli, articolazioni dei bracci un po' pigre, cablaggi ossidati. Per le casse: troverai sospensioni dei woofers da sostituire o, peggio, altoparlanti sostituiti con altri moderni non originali. Si tratta di aspetti che ti pregherei di valutare con attenzione.
Ciò premesso, vedo bene la scelta del giradischi Pioneer PL12 (in primis) e poi dei suoi successori più recenti. Bene anche l'amplificazione NAD, con preferenza verso il 3120 se dovessi trovarlo a un prezzo ragionevole (ne dubito). Per i diffusori secondo me è meglio vedere cosa si trova in giro di originale, magari di case storiche come KEF, AR, Celestion, Tannoy. Per questa scelta è meglio che sondi il mercato dell'usato e poi magari ci sentiamo nuovamente per una scelta finale.
Infine l'ambiente: è piccolo e, a quanto ho capito, molto arredato. I diffusori in libreria sono un grosso compromesso, in ogni caso.
Se devo essere sincero, in un ambiente così ci vedrei bene un piccolo amplificatore moderno (magari dotato di phono, tipo il Rotel RA04), un ProJect Debut e un paio di casse Wharfedale, Indiana Line, Mission o Monitor Audio. Lo so, al cuore non si comanda, e questa roba moderna non ha certo il fascino del vintage. Tuttavia, c'è il rischio concreto che suoni molto meglio dell'anticaglia, a parità di spesa. Pensaci, si ascolta con le orecchie, non con gli occhi.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Ancora su lettore CD
Caro Lucio, dapprima un sincero ringraziamento per la risposta di due settimane fa (
vol. 558): puntuale ed esauriente come sempre. Entrando invece nel merito dei tuoi suggerimenti, volevo sottoporti alcune riflessioni circa la segnalazione della sorgente digitale da associare al mio Virtue ONE, ovvero il Virtue Piano M1.
A questo proposito va detto che nei giorni successivi alla tua risposta ho provveduto ad effettuare le verifiche del caso sul sito aziendale Virtue Audio, verifiche che - con una certa sorpresa, non te lo nascondo - mi hanno portato ad acclarare quanto segue. Ovvero che:

  1. Dal momento della vostra recensione, nella sua configurazione base, il lettore Piano M1 è rincarato di 100 dollari passando da 599 a 699$;
  2. il costo della sua spedizione in Italia ammonterebbe indicativamente a 100$;
  3. i costi aggiuntivi riferiti ad IVA ed importazione comporterebbero un aggravio del totale di un altro 30% (300$ circa);
  4. tutto ciò condurrebbe ad un importo complessivo di 1,100$ che al cambio di oggi significano più di 800 euro.
A questo punto - considerate altresì le ulteriori incognite rappresentate dall'acquisto da effettuarsi a scatola chiusa, dalla spedizione transoceanica, nonchè dalla problematicità di un'eventuale assistenza - la domanda sorge spontanea: stanti gli aggiornamenti di cui sopra, l'M1 deve ancora considerarsi come un interessante best buy, oppure gli stessi possono indurre a far riconsiderare ulteriori autorevoli candidature? Nel caso, valutati anche budget e gusti personali (vedi puntata precedente), a tuo avviso quali altre potrebbero risultare le più adatte?
Prima di chiudere permettimi un breve cenno riferito alla questione diffusori: avendo iniziato la necessaria peregrinazione nei punti vendita per gli ascolti da te suggeriti (Focal e Dynaudio in particolare), mi è capitato di provare una coppia di Totem Arro abbinata a due elettroniche Exposure della serie 2010 S2. Il risultato dell'abbinamento, tenuto poi conto delle dimensioni estremamente ridotte delle casse, non mi è affatto dispiaciuto: tu ritieni che anche le Totem Arro potrebbero risultare adatte al set up dell'impianto che sto andando a configurare?
Ti ringrazio in anticipo per la pazienza e per tutti i suggerimenti che riterrai di propormi.
Un saluto cordiale.
Enzo - E-mail: menatwork (at) mawmilano.it

LC
Caro Enzo,
ricordavo che la Virtue era distribuita regolarmente in Italia da AudioAzimuth/Playstereo, o almeno così recita ancora il sito della Virtue stessa. Ho controllato e nel sito del distributore italiano non v'è più traccia del prodotto americano, probabilmente non c'è più l'accordo commerciale. In Europa mi pare ci sia un distributore in Danimarca, niente di più. Questo ovviamente complica le cose e rende tutto più intricato e costoso. Certamente ci sono altri prodotti che puoi valutare al di sotto degli 800 € che ti costerebbe il Piano M1. Abbiamo appena recensito (per ora solo in lingua inglese) il lettore della rediviva Onix, il CD 10, provato a confronto proprio con il Piano M1. Costa 600 € di listino ed è regolarmente distribuito in Italia da Pacetech.
Altra macchina interessante è il fratello minore del lettore Astin Trew AT3500, il modello AT3000, che costa 850 € di listino ma si trova facilmente per 780 € e, di più, può essere upgradato alla versione maggiore (AT3500) in futuro. In alternativa, valuta anche Audiolab 8000CD (o il più economico CDE) e Opera CD120 Linear. Sono tutte macchine di regolare distribuzione italiana e di facile reperibilità.
Per quanto riguarda le casse da pavimento, le Totem potrebbero essere un'ottima scelta, non le ho proposte credendo volessi un'impostazione più generosa. A me il suono Totem piace molto, il basso è sorprendente per le dimensioni del cabinet e dei woofers utilizzati, ma si tratta quasi sempre di torri molti piccole, non volevo farti rinunciare a un approccio quantitativamente diverso. Se ti sono piaciute allora sciolgo la mia riserva e te le consiglio senz'altro!
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Pre + finale invece dell'integrato
Caro Direttore,
da poco ho sostituito gran parte del mio impianto hi fi, passando da un lettore Rotel RCD05 e ampli integrato RA05, a:

Ho tenuto i diffusori che già utilizzavo. La differenza è stata notevole, in tutti gli aspetti sonori. A guidarmi nell'acquisto un venditore di hi-fi/amico che mi ha trovato tutti i pezzi usati. Da qualche giorno mi ha proposto un'alternativa all'amplificazione Cairn, composta da un Pre Aragon 18k e un finale Musical Fidelity Elektra E30.
Li ho provati e la differenza è stata interessante, in termini di purezza del suono, timbrica e dinamica, insomma...tutto più realistico (io sono musicista non audiofilo). La domanda è semplice e addirittura banale: il pre Aragon - pur considerato un'ottima macchina - non ha il telecomando, e questo personalmente lo penalizza parecchio. All'inizio di ogni cd devo ogni volta alzarmi per regolare il volume, interrompendo l'ascolto. Ciò mi innervosisce parecchio. D'altronde però ho riconosciuto un livello di suono migliore rispetto all'ampli integrato che usavo prima.
Tieni presente che mentre l'integrato Cairn mi è costato 800€, pre-finale mi costerebbe il doppio (considerando che mi riprenderebbe l'integrato allo stesso prezzo al quale me l'ha venduto).
Sono molto indeciso sul da farsi. Anche perchè ho un grosso vincolo, la mia libreria può ospitare solo apparecchi con profondità totale (connettori compresi) di 39cm.
Sapresti consigliarmi un Pre a tuo parere simile all'Aragon 18k (per qualità prezzo e dimensioni) dotato di telecomando?
Scusa la banalità della questione, ma sono proprio molto indeciso sulla scelta ed ho bisogno di un aiuto.
Grazie,
Matteo - E-mail: matteocilloni (at) hotmail.it

LC
Caro Matteo,
visto che ti è piaciuta maggiormente l'impostazione più neutra, anzi forse tendenzialmente più calda, della coppia Aragon - MF, io ti consiglierei di rivolgere la tua attenzione a un amplificatore integrato, da cercare nei cataloghi Musical Fidelity, Naim, Primare o Arcam che sia dotato di telecomando e di profondità opportuna.
Nel nuovo, potresti valutare il modello M3 di Musical Fidelity, ottima potenza, telecomando e un costo intorno ai 1000 € (profondità max 40 cm). Altrimenti valuta il Naim Nait 5i, circa 1200 €, telecomando e profondità limitata a 30 cm. In alternativa ci sarebbero anche sia l'Arcam FMJ A28, 1000 €, telecomando e 28 cm di profondità che il Primare I21, circa 1000 €, telecomando e profondità di 38.5 cm. Si tratta di ottimi integrati, dall'impostazione sonora non dissimile da quella della coppia pre-finale che ti hanno proposto e che soddisfano completamente i tuoi requisiti di comodità e di dimensioni massime.
Non disdegnerei il mercato dell'usato, magari stando su questi marchi ma - per la stessa cifra - puntando ai modelli più sofisticati. La soluzione pre-finale che ti hanno proposto non mi piace, è non omogenea, costituita da apparecchi che funzionano al meglio coi rispettivi partners di marca e, se non sbaglio, la Aragon è fuori dal mercato da un bel po' di anni. La rivendibilità (eventuale) nel mercato dell'usato di questa coppia di elettroniche sarebbe molto difficile. Non solo, ma fino a certi livelli di spesa la soluzione integrata continuo a preferirla: percorso del segnale più breve, meno cavi da utilizzare (e per non penalizzare le prestazioni della coppia tra pre e finale ci va un cavo decente) e maggiore semplicità operativa.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Primo impianto
Egregio Direttore,
non sono un esperto audiofilo, ho 27 anni e ho ordinato presso uno store online un Marantz PM 5003 e delle casse Indiana Line Tesi 260, ho preso un cavo digitale coassiale e uno di segnale "monster cable". È il mio primo impianto "serio". Vorrei un opinione su questi componenti di cui ho sentito parlare bene anche su queste pagine, ma soprattutto vorrei un consiglio sul lettore cd da acquistare, avevo pensato all' Karman Kardon 990 anche per il suo ingresso digitale che mi permetterebbe di utilizzare il suo DAC per elaborare il suono proveniente dal PC. Ascolto musica rock, pop, classica (Rossini), ma anche altri generi più particolari come la musica di "Vangelis" o gli "Air", anche musica heavy metal e tanti tanti film. La priorità va alla musica però.
I prodotti non mi sono ancora arrivati e aspetto un suo consiglio per il lettore, non ho la pretesa di essere pubblicato, ma sarei molto felice se potesse considerare la mia richiesta d'aiuto.
Cordiali Saluti,
Michele - E-mail: stevesenders (at) alice.it

LC
Caro Michele,
stai realizzando un impianto onesto e costituito da componenti di sicura qualità. Non sono un grande amante degli amplificatori Marantz, specie di quelli economici, ma il tuo 5003, per il prezzo che costa, offre tantissime cose: potenza, comodità d'uso, flessibilità operativa etc. Per quanto riguarda il lettore CD mi sembra ottima l'idea dell'Harman Kardon 990, più volte citato su questa Rubrica, ma francamente mi sfugge il suo utilizzo come DAC per la musica liquida: per poter collegare il PC al DAC interno a questo lettore è necessario che lo stesso PC sia dotato di uscita digitale coassiale, accessorio non frequentissimo e, mi pare, presente in schede audio integrate di un certo pregio, mentre è più consueta un'uscita ottica o, ancor più frequente, l'uscita USB. Il lettore HK 990 mi pare abbia ingressi sia ottici che coassiali, ma non mi risulta possa gestire una USB. Di conseguenza, se il tuo PC fosse sprovvisto di uscita digitale coassiale o ottica dovresti prelevare lo stream digitale dalla USB, convertirlo (con una pennina o un DAC USB) ed eventualmente inviarlo in ottico o in SP/DIF al DAC del 990. Infine due parole sui diffusori: si tratta di un ottimo prodotto italiano, caratterizzato da un rapporto qualità/prezzo molto elevato. Non dimenticare però che almeno il 50% del risultato finale dipende dalla stanza e dall'installazione dei diffusori all'interno di essa: se questo è il tuo primo impianto prova a partire col piede giusto.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Ancora su primo impianto
Buonasera,
ho visto il vostro sito e ne sono rimasto davvero colpito, spero di essere nel posto giusto per avere qualche consiglio su come realizzare il mio primo impianto hi-fi. Al momento sono riuscito a "recuperare" a basso budget un ampli Technics su-v600, 2 diffusori Celestion Ditton 25, un giradischi Sanyo tp-1020um, un lettore cd Technics sl-pg490, ma non sono molto convinto, sul mercato dell'usato avrei trovato un amplificatore Denon avc 3800 ed un amplificatore Revac dc 260 con pre sp-81, ma quale dei tre è più adatto ai miei diffusori?
Oppure intanto dovrei sceglierne uno ed in seguito abbinare dei diffusori adeguati?
Ringraziandovi anticipatamente colgo l'occasione per fare vivi complimenti a tutto lo staff di TNT-Audio.
Cordiali saluti,
Alessandro - E-mail: nibelungox (at) gmail.com

LC
Caro Alessandro,
intanto mi auguro che i prezzi pagati per il materiale che ti sei portato a casa siano molto bassi perché, eccezion fatta per i diffusori, assolutamente onesti, il resto non merita molta attenzione. Il lettore CD e l'amplificatore sono da rivendere subito, il giradischi può stare al suo posto ancora per un po', a patto che la testina sia in buone condizioni operative, pena il danneggiamento dei malcapitati vinili.
Allo stesso modo lascerei perdere l'integrato Denon AVC 3800, assolutamente inutile allo scopo che ti prefiggi, mentre non trascurerei la vecchia coppia Revac, invero molto interessante, musicalmente forse superata da amplificatori integrati più moderni ed economici, ma comunque dotata di un suo perché, storico, tecnico e, perché no, estetico. Se il prezzo fosse ragionevole (facciamo 300 € la coppia?) e il funzionamento ottimale potrebbe essere un buon acquisto. Tieni presente che, come tutte le elettroniche con una certa anzianità di servizio, alcuni componenti interni potrebbero essere da sostituire (consedensatori d'alimentazione) mentre selettore ingressi e potenziometri potrebbero essere ossidati. Se la cosa non ti spaventa, facci un pensierino. Si tratta di un primo impianto per un neofita, mi sentirei più tranquillo a consigliarti un amplificatore integrato, sempre usato, ma più recente (i soliti NAD, Rotel e Arcam, per capirci). Infine, i diffusori, come dicevo, per ora possono svolgere onestamente il loro lavoro ma, data l'età, dubito che siano originali al 100%.
Spero di esserti stato utile!
Lucio Cadeddu

Scelta DAC
Caro Direttore,
sono a chiederti lumi riguardo al fenomeno DAC, sia perchè mi incuriosisce parecchio, sia perchè il mio Rega Planet 2000 comincia a mostrare qualche sintomo di vecchiaia (il display non ne vuol più sapere di accendersi). L'affiancamento/sostituzione con un dac dovrebbe garantirmi circa quella che sembra essere l'evoluzione della musica riprodotta. Il resto della catena è formato da Parva FM4 e TA 10.1.
Ho preso come riferimento, senza peraltro averli mai ascoltati (se non molto brevemente gli ultimi due al recente Top Audio e senza ovviamente possibilità di distinguerli dal resto dell'impianto), quattro convertitori di diversa fascia di prezzo e di "nuova generazione" (da specifiche il North Star dichiara 32 bit):

Di più non vorrei proprio spendere. Sono ben gradite altre tue segnalazioni. Sento dire da molti che già con la riproduzione di cd rippati si sentirebbe un miglioramento rispetto alla riproduzione da lettore e con l'alta definizione la partita sarebbe improponibile.
Tu cosa ne pensi e, anche se mi rendo conto che la domanda è la classica a cui è quasi impossibile rispondere, a quale livello di costo questo comincerebbe a essere vero? (in confronto al Planet). In altre parole, questo sistema di riproduzione -pc o music server- è solo comodo o consente dei tangibili miglioramenti?
Seconda domanda (collegata): le differenze tra convertitori sono piccole, come fra i lettori cd, per cui val la pena spendere poco e caso mai effettuare qualche modifica alla componentistica o c'è un incremento prestazionale "sufficiente", anche se non proporzionale, in relazione all'aumento di prezzo?
Grazie e un affettuoso saluto.
Beppe - E-mail: bepi2 (at) libero.it

LC
Caro Beppe,
la risposta a queste domande la conosci solo tu! Sei tu che devi decidere se hai voglia e tempo di trasferire tutta la tua CDteca su hard disk oppure se non vuoi/puoi rinunciare all'ascolto tradizionale tramite lettore CD. Io posso solo dirti che il passaggio, posto che sia fatto con tutti i crismi e con DAC adeguati, è vantaggioso anche in termini di qualità sonora. Quale sia il livello è difficile stabilirlo ma secondo me già un Musical Fidelity V-DAC può far meglio del tuo Rega Planet. È chiaro che si può sempre migliorare e che, purtroppo, spesso il miglioramento va in accordo con l'aumento di costo anche se la relazione è ben lungi dall'essere lineare: a piccoli aumenti di qualità, da un certo punto in poi, devono corrispondere elevati aumenti di costo. Non acquisterei un DAC troppo economico pensando che si possa modificare anche perché la cosa non è né facile né scontata. Fossi in te partirei con un sistema non troppo costoso (es. il V-DAC ma anche il Trends UD 10.1) e sperimenterei il nuovo territorio, poi sarai in grado di valutare da solo quanti e quali margini di miglioramento ci possano essere.
Valuta bene tutto il processo, dall'estrazione corretta al tuning del PC coi driver giusti fino alla necessità di accendere sempre il PC per ascoltare Musica e di non poter duplicare facilmente le funzionalità di un telecomando tradizionale. Sono tutti fattori che hanno pesi diversi a seconda della tipologia di ascoltatore, delle sue esigenze e di quanto sia disposto a sacrificare, soprattutto in termini di tempo, per liquefare tutta la propria collezione di dischi.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Ho visto anche degli audiofili felici
[Impianto Revox]
Gentilissimo Direttore, sono d'accordo, ci mancherebbe, sul punto fondamentale, prima la musica e poi tutto il resto. Ma visto che per mettere insieme tutto il resto bisogna pur scegliere un modo, vorrei raccontare il mio.
Tutto comincia quando, 30 anni fa vengo in possesso di un Revox A77. Bello da morire, anche se con il mio impianto di allora non ci azzeccava nulla. Passano gli anni (25) e con pochi soldi in più e sempre quel bellissimo "coso" davanti mi decido ad acquistare un Revox B780 per sostituire il vecchio ampli Yamaha ed un sinto NAD (molto economico). A seguire, Revox B225 e finalmente Revox B 790, Goldring Elektra, Ruark Prologue One. Tutto usato, tranne la testina.
Ho speso in tutto duemila cinquecento Euro ed ora ho in casa un impianto bellissimo. Più lo guardo e più mi piace. Usandolo si ha la stessa sensazione, parlo ad un appassionato di meccanica, che si prova nell'andare in giro con una vecchia BMW R69S. Una Jap sarà più facile, va sicuramente più veloce, consuma di meno ma vuoi mettere? In termini assoluti poi, senza entrare in valutazioni fuori dalla mia portata anche se ascolto buona musica da quando sono nato, la riproduzione dopo qualche piccola messa a punto con cavi, anelli di ferrite (ma senza violare l'originalità degli apparecchi), mi sembra più che buona ed assolutamente coinvolgente. Ascolto esclusivamente Musica Classica ed anche usando le cuffie (AKG 145 pro), mi perdo. Spero di conservare, se possibile per altri 50 anni (ne ho 60) questo impianto senza cambiare nulla. Conto di riuscirci; ho dato un'occhiatina dentro per cambiare qualche condensatore e il livello costruttivo giustifica ampiamente l' ipotesi.
G. Romano - E-mail: giurom (at) tiscali.it

LC
Caro G. Romano
certamente il tuo è un impianto molto bello e di elevata qualità, pur se datato. E comprendo perfettamente il concetto di utilizzare con soddisfazione oggetti costruiti in altre epoche, con criteri molto diversi dagli attuali. Ti seguo anche nell'esempio motoristico, da ex-possessore di Alfa GTV6 2.5 dell'epoca d'oro, auto che ho amato alla follia della quale, per esasperazione, ho dovuto disfarmi dopo averci rischiato la vita circa un anno fa. Anch'io credevo avremo trascorso insieme chissà quanti anni ancora, poi un'esplosione (benzina finita sugli scarichi roventi) mentre ero alla guida ha posto fine ai miei sogni. A malincuore, dopo anni di lavoro, di ricerche estenuanti, di passione sfrenata...ho messo la parola fine, la mia vita vale più di un bellissimo sogno.
Per fortuna questo discorso non si applica all'HiFi anche se, prima o poi, dovrai mettere in conto il fatto che questi oggetti possano guastarsi e non è affatto detto che si riesca a trovare i ricambi o qualcuno con le capacità giuste per metterci le mani, a prezzi ragionevoli. La passione per certi oggetti, comunque, continua a vivere nonostante tutto e ogni tanto tiro giù dagli scaffali qualche vecchia gloria per divertirmi un po' coi suoni di ieri. Non è il suono del 2.5 V6 dell'Ing. Busso, ma è un ottimo palliativo.
E a proposito di suoni di ieri, in onore al tuo impianto (e ai miei malinconici ricordi motoristici), ecco una dedica speciale: giusto dal 1980 una delle più evocative canzoni pop di sempre, quella Ride like the wind di Christopher Cross, qui in una recente versione live in coppia con il grande Michael McDonald. Più sotto, duplico con la più bella cover di questo brano, ad opera dei Saxon. Da ascoltare absolutely loud e con il tetto rigorosamente aperto...
Buon ascolto!

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