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Lettere alla Redazione di TNT-Audio - settimana 15/06/2013 - 22/06/2013

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  1. Re: Scelta diffusori con 300€
  2. Re: Lunga sul prezzo della musica
  3. Ascolto a basso volume
  4. Analogico deludente
  5. Restauro o sostituzione?
  6. Primo impianto: ampli & casse con 5/600€
  7. Diffusori per Musical Fidelity A1
  8. Re: Lunga sul prezzo della musica - 2
  9. Risposta in frequenza e adattatori
  10. Ho visto anche degli audiofili felici

Re: Scelta diffusori con 300€
Gentilissimo Direttore,
credo di aver capito quello che mi
ha spiegato, e credo anche che agirò di conseguenza. Ho la possibilità di restituire il finale al diretto propietario in cambio degli stessi soldi spesi tempo fa (ribadendo così la buona fede del privato da cui mi sono rifornito :-) e di ripartire da zero dalla mia condizione: stessa stanza, stessa musica e stessa sorgente, con 400 euro in più (l'ultimo concerto ha fruttato qualcosina :-). Continuando a documentarmi online e presso alcuni negozi di HiFi credo di aver però capito che sotto gli 800 euro è difficile trovare un'accoppiata integrato + diffusori che non mi facciano pentire della mia scelta, considerando appunto che credo (ora come ora) di ascoltare a un livello qualitativamente dignitoso (per ora entro nelle casse di mio padre, delle Technics SD-HD50A); mi sono documentato sui diffusori che mi aveva gentilmente consigliato nella prima risposta, e purtroppo per ora non sono riuscito a trovare un rivenditore nei paraggi che potesse farmeli ascoltare, ma sono fiducioso; il modello più economico che sono riuscito a trovare in negozio è stata un'accoppiata Indiana Line Puro 800 con delle Diva 255, e il tutto mi piaceva molto (anche se sforava di un bel po' le mie finanze).
Il succo è che mi sto lentamente facendo convincere dal fatto che credo dovrò aspettare e investire più soldi (spesi meglio) per un risultato più soddisfacente, anche perchè credo che nella primissima fascia entry-level ci sia poco o niente, ma rimanendo su prezzi abbordabili per le mie tasche (aggiungendo quindi un 2/300 per tutto) si aprano davvero tantissime porte, che pensavo fossero riservate a cifre ben più alte.
Essendomi quindi ipoteticamente liberato del finale, su cosa mi consiglierebbe di orientarmi per acquistare un ampli a wattaggio più alto a cui associare una coppia di diffusori dal suono caldo, che valorizzino la musica che ascolto?
La ringrazio della pazienza e della cortesia con le quali mi ha sempre risposto,
Federico - E-mail: dedescaglia3 (at) hotmail.it

LC
Caro Federico,
recuperare i soldi avventatamente spesi in un finalino autocostruito da 6 watt per canale è davvero una bella notizia! Visto che il budget totale sembra sia dunque salito a 800€ le cose cominciano a farsi molto interessanti. Intanto metterei da parte 150-200€ per un buon DAC USB, in modo da saltare la scheda audio del tuo PC e assicurarti una qualità sonora, già in partenza, ben più elevata. Ne abbiamo recensito molti, c'è solo l'imbarazzo della scelta, partendo dai vari Fiio, passando per i ProJect, i Trends e arrivando al Musical Fidelity V-Dac.
Una volta sistemata la sorgente, io investirei il più possibile nei diffusori, perché per l'ampli te la cavi egregiamente coi 100€ necessari per il Dayton DTA-100 o per il PopPulse T-Amp 2070 (circa 170€). Hanno una potenza sufficiente per pilotare la maggior parte dei diffusori che potrai prendere in considerazione, suonano bene, non hanno i problemi tipici delle valvole che si esauriscono...e sono persino rivendibili!
A questo punto ti avanzerebbero circa 500€ per i diffusori e con questa cifra, anche stando sul mercato del nuovo, puoi acquistare qualcosa di assolutamente dignitoso, che ti consentirà un salto qualitativo, rispetto alla tua situazione attuale, semplicemente siderale. Sto parlando di torri da pavimento come le KEF C-5 o persino C-7, le Indiana Line Tesi 542 o 560, le Wharfedale Diamond 10.4, le Mission M34i o le Klipsch F-1. Nell'usato recente, poi, le possibilità si amplierebbero ancora di più. Non farti prendere dall'idea che per ascoltare meglio di ora ti servano chissà quali componenti sofisticati e costosi. Anche ammettendo che quel finale valvolare autocostruito sia straordinariamente buono, non dimenticare che a monte e a valle ci hai messo due colli di bottiglia mica da ridere: la scheda audio del tuo PC e le economiche casse Technics di tuo padre. Per fare meglio di così, credimi, basta veramente poco. Farai fatica a riconoscere i tuoi dischi...e tutto senza neppure una valvola :-)
Spero di esserti stato utile!
Lucio Cadeddu

Re: Lunga sul prezzo della musica
Carissimo Lucio,
faccio riferimento alla
posta ultima scorsa ed in particolare alla lettera in oggetto; mi sembra che nella discussione venga ignorato il fatto che alcuni, io per esempio, hanno comperato i CD e abbandonato gli LP, pur consapevoli del costo maggiore, in virtù del fatto che, a ragione o a torto, erano convinti di fare un acquisto definitivo.
Io per esempio, ero stanco di dover ricomperare gli stessi dischi, perché bene o male, dopo un po' di intenso utilizzo si deterioravano: click-clack, perdita sulle alte frequenze, aumento del fruscio; e inoltre mi toglievo di torno i vari problemi: rumble, wow and flutter, anti skating, regolazioni, tarature, pulizie,etc, etc.
Per evitare, almeno parzialmente il problema riversavo in bobina ed ascoltavo il nastro, aggiungendo naturalmente un sacco di problemi e di spese.
Insomma, sborsare di più mi sembrava tollerabile a fronte dei vantaggi percepiti. E così ho fatto. Ora approfitto dei costi di realizzo e compro molto di più, col sorriso sulle labbra.
Devo dire che di tutti i dischi acquistati ne ho perso solo uno, purtroppo introvabile, che pur avendolo trattato bene è divenuto quasi illeggibile.
Quindi se potessi "tornare indietro" rifarei esattamente le stesse cose.
Sperando di aver almeno minimamente contribuito ti saluto.
Cordialità,
Roberto - E-mail: roberto.dellacqua (at) gmail.com

LC
Caro Roberto,
il CD, indubbiamente, aveva (e ha) dei vantaggi rispetto al vinile, che sono innegabili: praticità, durata (anche se meno clamorosa di come ce l'avevano venduta), portabilità e minor ingombro domestico. Era giusto pagare di più per questi vantaggi? Non saprei, probabilmente no. I padroni del vapore avevano cavalcato l'onda emozionale e avevano gonfiato i prezzi a dismisura, alla lunga è stato un giochetto che gli si è rivoltato contro. Passata l'ubriacatura iniziale sempre meno persone hanno acquistato CD, molti li copiavano e poi è arrivata la rete a sistemare tutto. Il resto è storia.
Oggi non è mai stato così facile acquistare dischi e ascoltare musica. I CD si trovano a prezzi ridicoli ed è una vera manna per chi è appassionato di musica, un'occasione d'oro per rimpolpare le nostre collezioni. Proprio in questi giorni IBS ha messo online tantissimi titoli a 5€.
Non c'è dubbio che le case discografiche ci proveranno in tutti i modi a proporre un nuovo supporto fisico (vedi editoriale di questo mese su Blu Ray audio, sic!) ma ormai la stalla è desolatamente vuota, i buoi sono scappati tutti. È rimasto giusto qualche pollo ma alla gran massa delle persone non gliene importa niente dell'ennesimo dischetto argentato: o scarica la musica dalla Rete o, se proprio desidera il feticcio del supporto fisico, ritorna al vinile. Questo è ciò che sta accadendo e che, umilmente, noi avevamo già previsto in tempi non sospetti, quando tutti remavano ansimanti verso il SACD.
Il supporto fisico digitale, in qualunque salsa lo si voglia riproporre, è destinato al fallimento, per il semplice motivo che ormai non esiste più neppure in campo informatico. Quando dobbiamo copiare qualcosa su un supporto usiamo le penne USB o le schedine di memoria, altrimenti, meglio ancora, i vari servizi di storage condiviso (es. Dropbox) o di cloud. In quest'ottica continuare a pensare che alle persone possa apparire tecnologicamente attraente un accidenti di disco argentato che gira, fa rumore, si può graffiare e occupa spazio supera ogni mia capacità di comprensione!
Grazie per il feedback,
Lucio Cadeddu

Ascolto a basso volume
Sign. Cadeddu buonasera,
E' già trascorso un anno da, quando mi dava i suoi preziosi consigli (
vol. 621 629) e nuovamente sono a ringraziarla. Lei mi a fatto riscoprire il piacere di ascoltare musica.
Ora consultando sempre il suo forum e con amici che condividiamo la stessa passione, mi sono cimentato nell'autocostruzione di cavi di segnale e di potenza, con cavo Cat 5 e 5e con risultati molto soddisfacenti, risultato gamma media e alta molto migliore e bassi più controllati e il tutto molto più aperto.
Ma ora veniamo al motivo della mia richiesta dei suoi preziosi consigli. Il mio impianto (come da lei consigliato) ora è composto di lettore Arcam cd 17, amplificatore FMJ A18, diffusori Mordaunt Short mezzo 8 e vecchio giradischi Technics LD 303 con testina Goldring 1020 che ora non uso.
Il suono è molto piacevole mai stancante, una sola cosa non mi soddisfa, a volume accettabile a livello condominiale, con regolazione del volume a circa al 30% della potenza dell'A 18, perdo molto in qualità del suono alle varie frequenze solo, quando porto il volume dal 50 al 60%, o una buona risposta a tutte le frequenze (non capisco questo problema che a basso volume o più potenza a disposizione).
Ora vorrei migliorare il tutto e cercando anche più dinamica. Navigando su vari forum, leggo che aumentando la potenza dell'amplificatore dovrei raggiungere il mio scopo. Dal sito della Arcam e dalle istruzioni del mio Arcam A 18 da 50 Watt, è possibile abbinare anche il finale P 38 da 105 Watt come biamplificazione, ma così facendo l'impianto mi sembra molto sbilanciato con costi molto superiori anche per il raddoppio dei cavi, che anche lei sconsiglia.
Non volendo cambiare marca (anche sì ma non cambiando molto in musicalità o tipo di suono), forse sarebbe meglio un nuovo A 28 da 75 Watt o addirittura A 38 con i suoi 105 Watt? ma da un prezzo abbastanza elevato.
In riferimento al giradischi, sarei disposto anche alla sostituzione, ma purtroppo da inesperto non sono in grado di districarmi e capire quali differenze fra base, braccio, testina, automatico o semiautomatico, senza dover spendere una pazzia. Potrei andare anche sull'usato, ma essendo molto inesperto o paura di qualche fregatura, o posso migliorare il mio vecchio Technics cambiando solo la testina?
Confidando nella sua esperienza per un consiglio, resto in attesa.
Cordiali saluti,
Elio - E-mail: elio4878 (at) gmail.com

LC
Caro Elio,
vorrei avere, per il gusto di evolverli in beneficienza, biglietti da 500€ (sì, ne ho sentito parlare direbbe il grande Totò) per ogni volta che ho trattato questo argomento, che può essere sintetizzato così: a basso volume sento male, ad alto volume va meglio. Dobbiamo farcene una ragione, il Creatore ci ha costruiti così: a bassi livelli d'ascolto perdiamo bassi e alti e riusciamo a sentire solo le frequenze medie. Questa asimmetria si recupera pian piano con l'aumentare del volume. Se non ci credete, chiedete a un qualunque otorino o fate una ricerca su questa stessa Rubrica con parola chiave Curve di Fletcher-Munson.
Secondo aspetto, l'acustica dell'ambiente d'ascolto. Talvolta la stanza ci mette del suo nell'acuire questo fenomeno, perché a basso volume si perde sia i bassi che gli alti. Il suono appare sgraziato, sterile, poco coinvolgente. Una soluzione semplice esiste e si chiama ascolto in cuffia :-)
Aumentare la potenza dell'amplificatore non ha alcun senso e mi meraviglio che qualcuno ti possa aver consigliato tale castroneria. La potenza del tuo ampificatore è già più che sufficiente, per i tuoi diffusori e per il tuo ambiente. Si può fare qualcosa? Realisticamente no, senza intervenire sull'acustica ambientale, magari provando a rendere la sala meno riflettente. Passare da 50 a 75 watt o da 50 a 100 watt non farà alcuna differenza, se non per il tuo portafogli (e per quello del venditore, ovviamente). Puoi sempre fare una prova però: non hai qualche amico che dispone di un amplificatore più potente? Uno qualunque, non importa se di buona qualità oppure no.
Il mio sospetto è che tu abbia bisogno di un suono più vivace e dinamico, parametri nei quali le elettroniche Arcam forse non eccellono, perché fanno della piacevolezza d'ascolto a lungo termine la loro arma migliore. Nella vita, soprattutto quando i budget non sono illimitati, bisogna pur saper accettare dei compromessi. In ogni caso, volendo a tutti i costi un suono più vivace, anziché cambiare amplificazione, proverei dei diffusori di differente impostazione, magari più sensibili, tipo Klipsch, Triangle e Focal. Vedi se ti riesce di ascoltare qualcosa.
Per quanto riguarda il giradischi, fissa un budget e leggi un po' di volumi della Rubrica della Posta: marche e modelli che consiglio, più o meno, si ripetono con una frequenza oserei dire imbarazzante. Che male vi hanno fatto i motori di ricerca? :-)
Spero di essserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Analogico deludente
Caro Direttore, riprendo a scriverti dopo diversi anni per chiederti gentilmente ancora un paio di pareri. Attualmente il mio impianto è così composto:

Primo: da qualche tempo il lettore CD emette un fastidioso ronzio che rende impossibile l'ascolto a basso volume. Sembra dovuto a eccessive vibrazioni del trasformatore perché, con le opportune cautele, ho provato a stringerlo in un morsetto e il rumore si è attenuato un poco. Ho provato a stringere le viti di fissaggio, ma è inutile sono a fine corsa. Che fare?
Vale la pena un intervento di riparazione, visto che non è proprio giovanissimo e di seconda mano?
Secondo: ho appena acquistato un giradischi Project Xpression III con testina Ortofon M Red. Ho eseguito il settaggio regolarmente come indicato in uno dei tanti tutorial che si trovano in rete. Collego all'amplificatore con deludente risultato. Non che suoni malissimo, ma mi aspettavo molto di più. Le frequenze estreme (soprattutto gli alti) sono un po' assenti. Insomma mi aspettavo un suono un po' più arioso. Premetto che i miei vinili (circa 180) sono quasi tutti in ottimo stato. Secondo te cosa non va? Potrebbe essere l'uscita phono dell'ampli non di qualità?
Mi ricordo ancora il suono del mio modesto Technics degli anni ottanta che ho ancora in cantina: era di gran lunga superiore! E non avevo certo le Concertino! :-)
Ti ringrazio anticipatamente della tua ormai proverbiale pazienza.
Con immutata stima,
Ezio - E-mail: ezio.amuro (at) tin.it

LC
Caro Ezio,
sulla mia proverbiale pazienza qualche dubbbio ce l'avrei, comunque ti ringrazio :-) Per le vibrazioni del trasformatore del lettore CD puoi provare a smontarlo e interporre tra esso e il telaio delle rondelle di gomma, per poi fissarlo di nuovo. Qualcosa dovrebbe migliorare. Prova anche a girare la spina nella presa, talvolta il rumore si attenua (dipende dalla rete domestica). Prova anche a installare un filtro di rete a vaschetta, come
questo.
Per quanto riguarda invece il giradischi la cosa che devi fare è tirare fuori dalla cantina il vecchio Technics e mettere alla prova i tuoi bei ricordi. Sono sicuro che cambierai rapidamente idea :-)
Mi viene il sospetto che qualcosa nell'installazione non sia stata fatta a regola d'arte, ad esempio il peso di lettura. Se eccessivo, la gamma alta potrebbe risentirne un po'. Potrebbe anche darsi che le tue aspettative, a furia di sentir parlare di analogico magnifico, fossero un po' troppo elevate. L'analogico può suonare molto bene, ma anche insopportabilmente male, se mal regolato e se messo a suonare i dischi sbagliati.
Attenderei in ogni caso la prova del nove (il confronto col Technics) e un minimo di rodaggio della testina.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Restauro o sostituzione?
Ciao Lucio,
prima di tutto vorrei dirti che non mi ritengo un audiofilo anche se seguo con interesse il tuo sito da diversi anni ed ovviamente amo moltissimo la musica. Ti scrivo per avere un consiglio su un problema presentato dal mio ampli integrato che mi tiene compagnia da ormai 20 anni.
Il mio impianto è composto da un amplificatore Yamaha ax470, piastra Yamaha kx360, giradischi ProJect Debut II e lettore cd Marantz cd48. I diffusori infine sono dei Tannoy Mercury Mx1.
Da diverso tempo ormai il canale destro o sinistro dell'integrato produce il classico rumore tipico "da potenziometro sporco", imputabile credo al selettore di sorgente o al potenziometro del volume. In parole povere, una volta che si presenta il problema, cambiando ripetutamente la sorgente e alzando e abbassando il volume il suono torna ad essere "pulito". Metodo barbaro ma efficace! Ho provato a smontare l'amplificatore e spruzzare dello spray per contatti sia al selettore che al volume ma il problema si ripresenta ugualmente anche il giorno seguente.
Credi sia ora di mandare il mio vecchio amico in pensione? Ritengo che mandarlo in assistenza dopo tutto questo tempo non ne valga la pena a conti fatti. Continuo a provare col contact cleaner? Dovendolo sostituire su cosa potrei orientarmi visto anche il resto dei componenti?
Dove vivo ormai tutti i negozi hifi hanno chiuso da tempo, rimpiazzati dalle grosse catene ed io non saprei proprio su cosa orientarmi non avendo possibilità di ascolto. So che il T-Amp da ottimi risultati spendendo veramente poco, ma la mancanza di input adeguati e i pochi watt mi lasciano perplesso.
Spero di essere stato abbastanza chiaro! Grazie in anticipo!
Un saluto,
Antonio - E-mail: kraid80 (at) gmail.com

[Yamaha AX 470]

LC
Caro Antonio,
una accurata disossidazione dei selettori d'ingresso, del balance e del potenziometro del volume, eseguito con un buon spray disossidante dovrebbe funzionare o, comunque, dovrebbe essere benefica per un periodo di tempo più lungo. È molto strano che nel tuo caso non funzioni. O esegui male l'intervento o lo spray è inadatto. Spruzza e poi aziona ripetutamente i selettori e fai ruotare le manopole, l'ossido dovrebbe staccarsi. Portarlo in un centro assistenza non mi pare sensato, perché temo che la riparazone possa essere molto costosa. Chiedi un preventivo, eventualmente. Se riuscissi a stare intorno ai 50€ avrebbe ancora senso, per cifre superiori meglio pensare ad altre soluzioni.
Un eventuale sostituto, nella malaugurata ipotesi che non riuscissi a sistemarlo, dovrebbe essere un integrato abbastanza flessibile, con tanti ingressi e pure lo stadio phono. Un apparecchio che è ben costruito, ragionevolmente potente e dotato di tutte queste caratteristiche, più il telecomando e tante altre cosucce più o meno utili, è il Denon PMA520AE. Poco più di 200€ e sei a posto per un bel po' di tempo. Credo che dovresti anche fare un piccolo passo avanti in termini di qualità sonora, rispetto al vecchio Yamaha il quale, se riuscissi a sistemarlo in qualche modo, potrebbe fruttarti 100/150 euro nel mercato dell'usato.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Primo impianto: ampli & casse con 5/600€
Buongiorno direttore,
volevo innanzitutto ringraziarla dello splendido lavoro che il sito offre a dei semplici appassionati dell'ascolto come il sottoscritto; veniamo subito al dunque :-)
Sono un ragazzo e ascolto principalmente musica come Earth Wind & Fire, Incognito, Jamiroquai tramite il mio portatile mac su uno stereo integrato Panasonic di una decina di anni fa, un SA-PM21; ora vorrei fare un upgrade. Sono passato in negozio di Hi-Fi della mia città e il propietario mi ha consigliato, per la mia cifra, una coppia di Indiana Line Diva (di dimensioni contenute, le 255) insieme ad un amplificatore Puro 800, sempre Indiana Line. Sono rimasto molto colpito dai diffusori che sarebbero anche abbordabili per il loro prezzo, credo però di dover dire il contrario per l'amplificatore che per quanto ne capisca io offre più potenzialità di quanto in realtà necessiti io (ingresso phono e altro).
Mi chiedevo se per il mio budget potessi cercare su altre marche anche spostandomi dall'Italia, (sempre sul mercato del nuovo) per mantenere il suono caldo e armonioso delle Diva; esiste un buon amplificatore che resti sui 200 euro da accoppiare?
Altrimenti rivedrei la scelta ripartendo da zero. L'impianto si posizionerebbe sulla mia scrivania sul lato lungo di una stanza 6x4, dove ho armadi e tende (tra l'altro sottoscrivo che ascolto principalmente musica mentre studio o leggo e quindi non ad alti volumi e per questo mi hanno anche consigliato amplificatori valvolari, ma non so nulla sul'argomento e non ne conosco i prezzi).
La ringrazio.
Philippe - E-mail: pscorso93 (at) gmail.com

LC
Caro Philippe,
per la cifra da te stanziata le Diva possono andare più che bene. Possibili alternative di pari categoria e prezzo possono essere Quad 9L2, Wharfedale Diamond 10.2, Mordaunt Short Aviano 2, Monitor Audio BX-2. Se lo spazio dovesse consentirtelo, valuta anche le
Pure Acoustics PRO838, un po' più ingombranti delle altre citate ma più generose in basso e meno costose. Tieni presente che la musica che ascolti è sempre abbastanza ricca di basse frequenze.
Per quanto riguarda l'amplificatore, visto che avresti una sola sorgente e ascolteresti a basso volume anche qualcosa tipo PopPulse 2070 o Dayton DTA-100, per cifre intorno ai 100/150 €. Hanno potenza sufficiente per pilotare bene anche i diffusori meno sensibili tra quelli che abbiamo elencato.
A proposito, come possa l'ascolto a basso volume richiedere un amplificatore a valvole resta per me un mistero, fatto sta che chi consiglia l'integrato a valvole salta fuori sempre, anche nelle situazioni più incredibili. Ma dico, uno ha un budget di 500€, ci deve far rientrare amplificatore e diffusori e il consiglio è...prendi un ampli a valvole? Pazzesco.
Semmai, rinunciando a un po' di potenza, potresti valutare la possibilità di risolvere due problemi in un colpo solo, con un amplificatore dotato di DAC USB, come il NuForce Icon. Ancora, potresti valutare dei diffusori attivi, magari gli M-Audio BX5, fratelli minori dei BX-8 D2 che ho recensito qualche settimana fa. Con una soluzione integrata come questa riusciresti a risparmiare un bel po' e ti avanzerebbero i soldi per un bel DAC USB da affiancare al tuo Mac.
Infine, al di là di tutte le possibili soluzioni che ti ho prospettato, tieni conto che disporre i diffusori sopra la scrivania è il modo migliore per castigarne le prestazioni. Possibile che in 24 mq non hai lo spazio sufficiente per due stands o per due piccole torri da pavimento?
Spero di esserti stato utile...
Lucio Cadeddu

Diffusori per Musical Fidelity A1
Buonasera direttore, ho letto la interessante ed esaustiva recensione sui diffusori della
Pure Acoustic modello pro 838; vorrei solo un consiglio, vista le sensibilità non elevatissima dei diffusori (89 dB), basandosi sulla Sua esperienza, su un eventuale abbinamento con il famoso integrato Musical Fidelity A1 in una stanza di 15 mq. In alternativa sarei orientato su:

Sono tutti diffusori aventi anch'essi impedenza a 8 ohm. La sorgente è un lettore cd Arcam Alpha 9. Non avendo la possibilità di sperimentare effettuando delle prove sul campo, diventa azzardato individuare l'abbinamento migliore basandosi solo sui dati forniti dal produttore o su pareri espressi a naso nei vari forum, anche perché in alcuni casi il Musical Fidelity A1 entra in perfetta simbiosi anche con diffusori che teoricamente non avrebbero la caratteristica dell'elevata sensibilità (vedi Tannoy Mercury m1 - 88dB), per cui questo mi fa pensare che potrebbero intervenire anche altri parametri a me sconosciuti.
Non mi sorprenderei se mi indicasse proprio le Linn Index plus, quelle con la sensibilità più bassa.
Saluti,
Angelo - E-mail: riplei2002 (at) yahoo.it

LC
Caro Angelo,
questioni di impedenza più o meno critica a parte direi che tutto si giochi principalmente sull'abbinamento potenza dell'amplificatore/sensibilità dei diffusori/dimensioni dell'ambiente/pressione sonora che si desidera raggiungere. Nei tuoi 15 mq i 20 watt del Musical Fidelity possono essere sufficienti anche con diffusori non troppo sensibili, a patto di non pretendere pressioni sonore da festa da ballo. Diciamo che per ascolti condominiali di potenza ce n'è quasi d'avanzo, anche se i diffusori avessero una sensibilità medio-bassa, come gli 86 dB delle Linn Index Plus. Nel lotto dei candidati hai inserito diffusori insoliti e non certo facili da reperire, oggi. Le Index Plus restano pur sempre degli ottimi diffusori, ma pagano un po' in termini di risposta e potenza della gamma bassa. Per capirci, non si avvicinano neppure lontamente al basso profondo e potente delle Pure Acoustics PRO838, tanto per parlar chiaro. Le Klipsch sono di tutt'altra stoffa: carattere vivace e sensibilità elevatissima, le eviterei se la stanza fosse semi-vuota e/o molto riflettente.
Purtroppo mi mancano alcuni parametri per indirizzare meglio il consiglio, ad esempio, generi musicali preferiti e gusto personale nel tipo di suono ricercato. A naso, poiché possiedi l'A1 e il lettore Arcam mi vien da sospettare che tu sia un amante del suono tipicamente British e allora ben vengano le Index, specie se puoi disporle vicine alla parete posteriore. Un diffusore forse meno British ma molto, molto divertente e generoso potrebbe essere proprio il Pure Acoustics PRO838. Le Klipsch le prenderei in considerazione solo se amassi ascoltare a volumi molto elevati e preferibilmente rock/pop elettrico in un ambiente acusticamente corretto. Le Gale e le Mordaunt Short sono dei rare birds, eventualmente molto difficili da rivendere.
Fai le tue valutazioni sulla base di queste osservazioni e decidi di conseguenza.
Spero di esserti stato utile!
Lucio Cadeddu

Re: Lunga sul prezzo della musica - 2
Caro Direttore ha proprio ragione,
Leggendo la sua
risposta ad un lettore nella rubrica della posta dell'8 giugno mi accorgo di non essere il solo a fare certi ragionamenti riguardo l'ascolto musicale al giorno d'oggi. Accadono cose incomprensibili, sia per quanto riguarda la musica, sia per quanto concerne i mezzi per ascoltarla.
Qualche settimana fa mi è capitato di dare qualche consiglio ad un amico (su sua richiesta) per un impianto a basso budget. Gli ho fatto conoscere e ascoltare il mio secondo impiantino Scythe (1100 + Kro Kraft) e ne è rimasto incredibilmente sorpreso. Alzando un po' il budget gli avevo suggerito un amplificatore entry level tipo il Denon 520ae e magari di puntare su diffusori (tipo Indiana Line) a basso costo ma ben suonanti.
Era entusiasta ma alla fine ha preferito un "compattino" di cui non cito il marchio con le seguenti motivazioni: deve stare in salotto, è più bello esteticamente. Il suono è orribile. impastato. Si sono dimenticati i bassi. Anche a suo dire il sistema Scythe (che costava pure qualcosa in meno) suona molto meglio. L'estetica ha vinto sulla funzione.
Che musica ascolta il mio amico? Sembra un clichè ma...quello che passa la radio. Quando sento qualcuno che si dice appassionato di musica e poi dice di ascoltare "quello che passa la radio" metto mano alla pistola. Qui faccio un'altra riflessione.
Credo che le radio (quasi tutte, a parte poche eccezioni in singole stazioni o programmi) siano le grandi colpevoli del disamoramento del pubblico verso un ascolto musicale consapevole. Non sono un integralista e spesso mi capita in automobile di ascoltare la radio perché fa più compagnia, per sentire qualche notizia. Il livello musicale però è bassissimo e la varietà tendente allo zero. I 10 pezzi del momento in "heavy rotation" sono passati su tutte le stazioni in loop diverse volte al giorno. Vengono "pompati" come grandi successi brani e artisti che nessuno si compra mentre c'è una marea di musica bella, suonata e magari registrata bene, che nessuno conosce e resta negli archivi.
Io mi sto convincedo che la gente compra pochi dischi perché le viene fatta conoscere poca musica. Le radio (e la tivù) potrebbero fare molto per premiare gli artisti più bravi e originali e invece si riducono a fare da megafono per le etichette discografiche amplificando solo ed esclusivamente la roba che loro considerano "mainstream". Gli "audiofili" che conosco io, guarda caso, ascoltano spesso tutti altri generi musicali e altri artisti, gente che è sconosciuta al grande pubblico e che spesso le radio non passano. La passione per l'audiofilia nasce e cresce spesso con gli anni proprio per potersi godere meglio la musica. Parlo di gente come Nick Cave, i Massive Attack, Fink.
Io ascolto di tutto: da questi artisti alla classica, da Cristina Aguilera o Alicia Keys, passando per Springteen (anche artisti "commerciali" quindi). Ci sono canzoni spettacolari nascoste negli album e mi fa arrabbiare accendere la radio e sorbirmi 4 volte in due ore l'ultimo singolo di Biagio Antonacci o l'ultima canzonetta dell'estate. Non è una valutazione artistica la mia (o meglio, lo è, ma de gustibus...), non voglio cancellare gli uni per gli altri ma è possibile che con tutta la bella musica che c'è si debba essere ridotti ad ascoltare solo questi pochi pezzi "semplici" in rotazione? Temono forse che la gente sia spaventata da un arrangiamento appena un po' più complesso? Così facendo però promuovono e contribuiscono ad una cultura musicale povera e scarna e poi inutile lamentarsi se la gente non compra più musica (in qualsiasi formato).
In poche parole: non sarà che la gente compra poca musica perché gliene viene proposta poca, poco varia e spesso di basso livello?
Concludo questa lunga filippica con una bella scoperta che voglio condividere, per non passare per quello che odia le radio: andate su youtube e cercate KEXP. una radio americana di Seattle che mette online tutti i live che vengono suonati nei loro studio. Spettacolari. Gente spesso sconosciuta ma molto brava, che offre una gran varietà di ascolti e sonorità cui siamo poco abituati. Anche la qualità audio è abbastanza buona la consiglio a tutti quelli che siano in cerca di qualcosa di nuovo da ascoltare. Non è forse quello che dovrebbero fare tutte le radio?
Mi scuso per la lunga riflessione che spero possa interessare.
Giordano - E-mail: giovaneskywalker (at) gmail.com

LC
Caro Giordano,
ti ringrazio per il prezioso feedback. Non so se la gente ascolti poca musica perché quella che passa è scadente. Nessuno li obbliga a sintonizzarsi su quelle radio, esistono stazioni che trasmettono altro. Senza scomodare Radio3 dico che anche Virgin Radio e Radio Capital hanno un'eccellente programmazione. Volendo, quindi, si può evitare la musica usa e getta. Secondo me, però, non è neppure questo il vero problema...di fatto l'ascolto attento e dedicato della musica, da sempre, è stato circoscritto ad una ristretta elite, inutile far finta che non sia sempre stato così. Negli anni '70 - inizi '80 c'era un HiFi (un rack) in ogni casa semplicemente perché era di moda, non certo perché la gente ascoltasse più musica. Spesso infatti, i dischi che si suonavano erano quelli da classifica e tristemente sempre ridotti ai minimi termini.
Oggi, così come ha fatto il tuo amico, al massimo serve un coso per emettere suoni mentre si riassetta la casa o si fa altro e tale aggeggio deve essere piccolo e carino da vedere. Per questo motivo l'accoppiata Scythe non poteva essere adatta: troppo ingombrante e brutta da vedere, senza telecomando e senza radio o CD/mp3. Non mi meraviglia che alla fine il tuo amico abbia optato per il compatto che suona male, avrà anche dovuto mediare con le esigenze estetiche della consorte. Credimi, non è la prima volta che mi capita qualcuno che mi chiede consiglio (sull'HiFi o, che so, sulla scelta di una bici) ma poi alla fine, sentito il parere, fa comunque di testa sua. La verità è che partono con un'idea ben precisa, nella speranza che l'amico esperto li conforti. Quando ciò non accade, continuano imperterriti per la propria strada. Fossi in te non me ne cruccerei troppo, da sempre la capacità di apprezzare la qualità non è diffusa come si vorrebbe che fosse.
Grazie per il prezioso spunto,
Lucio Cadeddu

Risposta in frequenza e adattatori
Ciao Lucio,
come al solito evito i complimenti, non perchè non li meriti, ma perchè sono parecchie volte che ti ho scritto e sai cosa penso del tuo lavoro. Devo ancora una volta ritornare sul tema degli "Hz" riguardanti l'alta fedeltà. Come già ti dissi, sono un pianista che ha studiato in conservatorio e oggi sono un compositore.
Stranamente, sono un appassionato sia di Pro Audio, sia di Alta Fedeltà. Riguardo una lettera passata, tu mi dicesti di non preoccuparmi tanto delle basse frequenze perchè in ogni caso solo pochi e costosi produttori al mondo ci riescono. Quindi mi consigliasti delle ProAc, Von Schweikert e non mi ricordo quale altri.
In un tuo intervento però ti contraddici: Quindi....rassegnati: per scendere negli Inferi, servono woofers ed ingombri (e costi) molto, molto importanti. Certo, se ci si accontenta dei 30 Hz le cose cambiano molto e là ci arrivano tanti altri diffusori, diciamo così, normali. Tra l'altro, per scendere fino ai 20 Hz in flat servono anche amplificatori "capaci" e stanze non esattamente improvvisate.
Le ProAc hanno di solito "ingombri" modesti e woofer al massimo di 16 cm. Come è possibile avere un piccolo cono che riesce a scendere così in basso? Devo pensare quindi che quelle frequenze sono "eseguite" dal mobile? e non dall'altoparlante? Ripeto che non ci sto. Non è possibile che una cassa da 3.000 euro non riproduce lo spettro udibile. Non si può chiamare alta fedeltà! Anche perchè, se è il "mobile" a riprodurre quelle frequenze... significa che non è un suono Puro! Ma risonante...
Ma allora, come mi spieghi che molte cuffie (con ovvi microscopici altoparlanti) dichiarano range di frequenze che fanno impallidire mostri dell'HI-END? Parlo ovviamente di cuffie di 2.000 euro.
Un'altra domanda. Io posseggo una Focusrite Liquid 56 (scheda audio) e vorrei invece collegare l'impianto hi-fi con l'impianto pro. Avevo pensato a questo punto di comprare il Nad M51, come pensi che potrei collegarlo? In altre parole, come è possibile collegare un amplificatore diciamo tradizionale che ha connessioni coassiali con schede audio che hanno solo ingressi Jack? Mio fratello dice che ci vuole un "adattatore" che da un lato ha il jack e dall'altro il coassiale... ma ste cose non mi piacciono per nulla!
Secondo te, usando il NAD M51 (dac), attaccato al NAD c350 (ampli), e alla scheda audio (tramite SPDIF), posso continuare a utilizzare il MIDI (per comporre) della scheda audio e il convertitore (per ascoltare il suono) del NAD?
Spero che hai capito cosa voglio fare...
Grazie di tutto!
Roberto - E-mail: thriller87 (at) libero.it

LC
Caro Roberto,
provo a spiegarmi meglio. Sei liberissimo di pensare che un diffusore che non riproduca TUTTA la gamma udibile non sia ad alta fedeltà ma così facendo escludi dal mercato più del 99% dei diffusori. Solo pochi riescono a scendere a 20 Hz (e non ci arrivano neppure in flat, come si dice) e sono, ripeto, progetti impegnativi, dotati di grandi woofers all'interno di grandi cabinet. I costi sono, pertanto, molto elevati. I nomi sono Wilson Audio, Von Schweikert e pochi altri. Non ho capito perché nell'elenco tu metta ProAC, certamente qualche modello, e non con woofer da 16 cm, si avvicina molto al limite ideale, così come riescono a fare tanti altri. Il fatto che ProAC abbia il vezzo di dichiarare risposte estese fino a 20Hz (senza specificare con quale attenuazione!) non risolve il problema. Ripeto ancora una volta: a 30 Hz ci si arriva con progetti anche meno impegnativi, ma scendere fino a 20 non è cosa semplice. Comunque sia, liberissimo di non crederci.
Se proprio desideri una risposta così estesa anche in basso (ma, ripeto, poi ti serve una stanza adeguata altrimenti sono guai seri) e non puoi spendere tanto, pensa a un bel subwoofer attivo, anche per utilizzo HT. È più facile trovare subwoofer che scendano così in basso ma, anche in questo caso, gli ingombri non sono esattamente contenuti.
Per le cuffie scendere in basso è estremamente più semplice, essendo direttamente accoppiate con l'orecchio! Non solo, ma lo spostamento d'aria che devono produrre per arrivare a frequenze così basse è minimo, considerando il livello al quale devono suonare. Hai mai provato ad ascoltare una cuffia poggiata sul tavolo, senza metterla sulle orecchie? Hai notato che non ha basse frequenze? Come mai?
Infine, e spero che questo chiarisca la questione (per te e per altri) una volta per tutte, fai confusione tra range di frequenza e risposta in frequenza. Posso dichiarare che il range di frequenze che un diffusore produce è 20-20 KHz e non ci sarebbe niente di strano né di truffaldino. Qualunque diffusore lavora in questo range di frequenze. La risposta in frequenza, invece, è ben altra cosa: dice esattamente a quale livello le frequenze sono riprodotte. Quindi: un conto è che i 20 Hz siano riprodotti 3 dB sotto il livello delle altre frequenze, un altro che siano 30 dB sotto!!! Senza specificare questo dato importantissimo si può affermare tutto e il suo contrario.
Resterebbe poi da chiarire perché tu aneli a una risposta così estesa, visto che ben pochi strumenti emettono frequenze vicine ai 20 Hz (organo a canne e suoni sintetici, in buona sostanza). Se vuoi capire cosa serve per riprodurre una grossa canna d'organo, ti consiglio di dare un'occhiata al nostro progetto di
subwoofer estremo, lungo 6 (sei!) metri e con tanti, tanti woofer belli grossi: ben 4 da 45 cm di diametro (testo in inglese, ancora non tradotto, a proposito, ci servono traduttori! :-)).
Per quanto riguarda invece il consiglio sul collegamento tra impianto pro e impianto HiFi, se puoi usare la S/PDIF non vedo problemi di sorta. La tua scheda audio mi pare abbia un'uscita digitale S/PDIF, quella dialogherebbe tranquillamente con l'ingresso S/PDIF di un qualunque DAC audio, a meno che non utilizzi protocolli di trasmissione particolari (non so, non conosco come funziona la scheda). Se volessi utilizzare le uscite linea, che mi pare siano jack, temo debba rassegnarti a un adattore, ma non è la fine del mondo. Ti sfido a riconoscere, alla cieca, eventuali differenze causate dalla presenza o meno di un adattatore nel percorso del segnale ;-)
E già che siamo in tema di sfide, sei sicuro di sentire fino a 20 kHz (senza attenuazione)? Potresti essere un caso importante da studiare in ambito medico :-)
Se quel numero 87 nel tuo indirizzo e-mail fosse il tuo anno di nascita, saresti già fortunato a sentire i 15 kHz in flat.
Rassegnati, neppure le tue orecchie hanno una risposta HiFi! :-)
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Ho visto anche degli audiofili felici
Ciao Lucio, mi chiamo Dario, ho 45 anni, leggo TNT-Audio da diversi anni e ti scrivo per la prima volta. Non ti chiedo una consulenza, vorrei invece porgere un sentito grazie a te e a tutte le persone che lavorano per TNT-Audio, a qualunque livello e ovunque si trovino.
Grazie al vostro prezioso lavoro: i tuoi consigli presenti nella Rubrica della Posta, le domande frequenti e le recensioni, ho messo insieme un impianto adatto alle mie esigenze, dedicato esclusivamente alla musica liquida e così composto:

Sono consapevole che gli anelli più deboli della mia catena di riproduzione siano il posizionamento dei diffusori nell'ambiente e l'ambiente d'ascolto stesso (come accade sovente in tante realtà), ma meglio di così, oggettivamente, non posso fare. D'altra parte tu ci ricordi che, in qualunque disciplina e a qualunque livello, si debbano pur sempre accettare dei compromessi. A mio giudizio, l'impianto suona dignitosamente, lontano da quella perfezione ideale che niente e nessuno ci può far raggiungere, tuttavia mi regala ore di buona musica e intense emozioni.
Grazie a tutti voi!
Con stima,
Dario - E-mail: dario.actis (at) virgilio.it

LC
Caro Dario,
ti ringrazio per il feedback! Hai messo insieme un bell'impiantino che, mi pare, ti sta dando delle belle soddisfazioni all'ascolto. Questo è, non mi stancherò mai di dirlo, la cosa più importante, al di là dei numeri (vedi lettera precedente) e delle chimere irraggiungibili: quando uno si siede davanti all'impianto e si sente appagato, lasciandosi trasportare dalla sua musica preferita, è il segnale di essere andati nella direzione giusta. Si può fare di meglio? Questo sempre, ma l'importante è passare per upgrade che lascino inalterato il livello di soddisfazione. Saper accettare compromessi è il modo migliore per riuscire a godersi il proprio impianto, ben consci che quella perfezione tanto ricercata non solo è irraggiungibile (perché indefinita) ma, di fatto, non esiste nella realtà. Perché? Molto semplice: quella perfezione sonora non c'è all'interno dei nostri dischi.

Questa settimana, per salutare una primavera grigia e piovosa, il brano Aqua (che altro?) di Ryuichi Sakamoto, 3 minuti e 40 secondi di emozioni intense raccontate con un pianoforte (tratto dal disco BTTB - Back to the basics del 1998).
Seguendo questo
link potete visionare il video direttamente su YouTube, nel caso l'embedding fosse disabilitato. Buon ascolto!

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