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Lettere alla Redazione di TNT-Audio - settimana 22/2/2014 - 28/2/2014

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  1. Upgrade elettroniche con 700€
  2. Diffusori da pavimento con 1000€
  3. Restauro e musica liquida
  4. Stand in legno e un consiglio
  5. Nuova sorgente per un primo impianto
  6. Upgrade generale
  7. Gamma media enfatizzata
  8. Pochi bassi da impianto vintage
  9. Regolazione velocità giradischi
  10. Ho visto anche degli audiofili felici

Upgrade elettroniche con 700€
Caro Lucio,
mi permetto di darti del tu perché dopo anni di appassionate letture ormai qui su TNT mi sento come tra amici. Ti scrivo per chiederti un consiglio relativamente all'upgrade del mio impianto al momento così composto:

L'impianto è situato sulla parete più lunga di una stanza che misura 5,2 x 4 (la distanza delle casse dalla parete è di circa 70 cm) e i generi sono che ascolto sono prevalentemente rock e jazz.
Anni fa ho destinato circa la metà di quello che era il mio budget all'acquisto dei diffusori accontentandomi di elettroniche "entry-level", adesso mi piacerebbe fare un salto di qualità e in particolare vorrei un po' più di bassi e un suono tendenzialmente più caldo. Il budget a mia disposizione è di circa 600-700 euro (potrebbe aumentare lievemente se riuscissi a vendere sia l'amplificatore che il lettore Denon) ed ero indirizzato verso l'acquisto di un Nad c316bee e di un Nad C515 bee (in questa fascia di prezzo pare che il NAD sia quello con un suono più morbido e più caldo ma spero di poter ascoltare anche altro).
Ritieni che l'accoppiata Nad Monitor Audio sia abbastanza equilibrata? Pensi che sia opportuno sostituire entrambe le elettroniche o mi consigli di mantenere il mio attuale lettore cd e puntare tutto su un amplificatore di maggiore qualità?
Ti ringrazio anticipatamente per qualsiasi suggerimento,
Cordiali saluti,
Raffaele - E-mail: raffaele_raucci (at) libero.it

LC
Caro Raffaele,
concordo con te sulla necessità di migliorare le elettroniche del tuo impianto ma non sono d'accordo sulla strategia d'attacco al problema. Viste le cifre a disposizione, io per ora terrei fermo il lettore CD e sostituirei solo l'amplificatore. Tieni conto che le differenze tra lettori CD di prezzo non troppo diverso sono davvero minime, quindi meglio pensare a un upgrade soltanto quando si è sicuri di poter fare un passo avanti significativo. Ovviamente, se fossi disposto a cercare nell'usato il discorso cambierebbe radicalmente, ma non ne fai menzione, immagino desideri rivolgerti al mercato del nuovo.
Punterei dunque a un ampli integrato tipo il NAD C326 BEE o, in alternativa l'italiano
Vela, entrambi intorno ai 500€. Oppure, vista l'alta sensibilità dei tuoi diffusori e considerate le dimensioni della tua stanza d'ascolto (20 mq), potrebbe non essere un azzardo pensare a un integrato a valvole di potenza non elevatissima, ma sufficiente per un ascolto domestico che non includa le feste da ballo come opzione. Per il budget a tua disposizione trovi ottimi amplificatori come lo Jolida JD102 e l'Antique Sound Lab MG PIQ5, entrambi equipaggiati con un quartetto di EL84 che produce una quindicina di ottimi watt. Vista anche la tua voglia di ammorbidire un po' il suono del tuo impianto si tratterebbe di una possibilità tutt'altro che da scartare.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Diffusori da pavimento con 1000€
Caro direttore,
ho da quattro anni un'accoppiata NAD ampli 355 + lettore 542, cavi Mit avt 1 e Z-Cord II, tavolino Flexy. In tutto questo tempo, un po' per indecisione un po' perché le cose della vita ti portano a dover pensare ad altro, non ho mai comprato dei diffusori adeguati. Così mi sono accontentato di ascolti in cuffia (Audiotechnica ATH W1000) e orrore collegando delle piccole casse staccate ad un compattone...
Inutile dire che ormai sia giunta l'ora di collegare due diffusori da pavimento. Difficile descrivere la stanza per via di alcune complicazioni ma faccia conto che ho circa 15/20 metri quadri a disposizione. Anni fa avevo sentito le ProAC 140 ma adesso sono decisamente fuori dal mio budget. Con circa 1000 Euro, meno se possibile, vorrei una coppia di diffusori e dei buoni cavi di potenza che siano in linea con il mio impianto entry level.
Ascolto pressocchè esclusivamente musica jazz, le registrazioni hard bop di metà degli anni 50 mi sembrano significativamente migliori di molta musica commerciale di oggi. Vorrei quindi qualcosa di veramente "dedicato" al genere che corrisponda ad un concetto di nitidezza per cogliere le sfumatore di ogni singolo strumento. Lo so che per mille euro chiedo troppo e forse faccio meglio a fare l'abbinamento a qualche jazz club di Milano se sto cercando questo! :-)
Grazie di tutto e complimenti per il sito al quale ogni appassionato di musica prima o poi finisce per approdare.
Alessandro - E-mail: alessandro1905 (at) hotmail.it

LC
Caro Alessandro,
le ProAC che tanto ti erano piaciute potresti tranquillamente cercarle usate e parlo sia delle 140 che di qualche modello leggermente più piccolo della stessa serie Studio. Nel nuovo, con la cifra a tua disposizione, potresti valutare KEF Q500, Rega RS3, Quad 23L o 25L o
Aliante Nova. Un'alternativa insolita potrebbe essere rappresentata dalle Duevel Planets. Non so consigliarti sui cavi di potenza, magari per ora sono sufficienti quelli che hai già.
Tieni conto che l'ascolto cui sei abituato (in cuffia) non è facile da replicare con dei diffusori tradizionali: realisticamente, sentirai il suono meno preciso e dettagliato, più povero di particolari. Guadagnerai, però, in termini di presenza fisica, impatto e ricostruzione tridimensionale dell'immagine, a patto di curare con attenzione la collocazione in ambiente. A proposito di quest'ultimo, dici che è complicato e difficile da descrivere...mi auguro che non sia questo il collo di bottiglia che non ti consentirà di godere appieno dei nuovi diffusori.
Infine, un cenno veloce alla tua osservazione che l'hard bop della metà degli anni '50 sia significativamente migliore di molta musica commerciale di oggi. Non so, buttata lì, mi sembra un'affermazione molto forte. Dalla metà degli anni '50 ad oggi è stata prodotta una quantità sterminata di dischi, sono nati nuovi generi musicali e tanti nuovi artisti con la A maiuscola. Liquidare tutto questo incommensurabile patrimonio artistico nel modo in cui hai fatto tu mi pare, francamente, eccessivo, anche perché dubito fortemente tu conosca tutta la musica esistente dagli anni '50 in poi :-)
Spero di esserti stato utile!
Lucio Cadeddu

Restauro e musica liquida
Ciao Lucio, rinnovandoti i dovuti complimenti volevo farti qualche domanda. Andiamo con ordine, ho visto che in alcune fiere audio venivano utilizzati dei correttori ambientali, ne sai qualcosa? Sono utili e quanto costano?
Se ti ricordi io ho della vecchie Revox Triton, se facessi un lifting al cablaggio e al crossover ne migliorerei il suono? Ne varrebbe la pena?
Infine avrei intenzione di attrezzarmi per la musica cosidetta liquida, considerando che sono ignorante in materia, potresti consigliarmi chiaramente da dove partire? Non ho idea della spesa ma sarebbe meglio bassa :-) tieni presente che dovrà essere la sorgente digitale primaria. Per semplificare il tutto avevo pensato al Cocktail 10 ma sono perplesso sulle qualità audio.
Ringraziandoti ancora colgo l'occasione per augurarti un buon anno.
Giulio - E-mail: giucam61 (at) gmail.com

LC
Caro Giulio,
non so a quali correttori ambientali ti riferisca, se alle trappole acustiche di varia forma e dimensione oppure agli equalizzatori digitali dell'acustica ambientale. Comunque sia, li reputo entrambi molto utili, ma prima di ricorrere a soluzioni così drastiche molto si può fare curando con attenzione gli arredi e la disposizione dei diffusori in sala d'ascolto. Trovi qualche consiglio preliminare sulle nostre
FAQ e negli articoli di Mark Wheeler sull'acustica ambientale.
Puoi senz'altro ringiovanire le tue Revox con un ricablaggio e con la sostituzione dei componenti del crossover con altri nuovi e di migliore qualità. Può certamente valerne la pena, la spesa non sarebbe eccessiva e il risultato abbastanza certo. Naturalmente, tieni conto che stiamo parlando di differenze piccole, nettamente percepibili se tutto l'impianto - e la sua sistemazione domestica - fossero al di là di ogni sospetto.
Per quanto riguarda infine la musica liquida, puoi senz'altro rivolgerti al Cocktail X10, macchina meravigliosamente versatile, che costa poco e suona bene. Peraltro, può essere migliorata in step successivi con l'aggiunta di un DAC esterno, ad esempio. Perché sei perplesso sulle sue qualità audio? L'hai ascoltato? Io sì, e ti dico che va veramente molto bene per quello che costa.
Spero di esserti stato utile!
Lucio Cadeddu

Stand in legno e un consiglio
Ciao Lucio, ti scrissi un paio d'anni fa per chiederti alcuni consigli che si sono rivelati preziosi. Grazie!
Tra le altre cose ti chiesi che ne pensavi della mia idea di sostituire le THIEL 1.2 con una coppia di Tannoy Sandryngham SE, tu rispondesti che era obbligo un ascolto, e così ho fatto. Le Sandringham sono ottimi diffusori, ma non ho riscontrato, ascoltandoli, una qualità superiore alle mie Thiel. Ho ascoltato anche PROAC d 15 e Diapason Adamantes 2, ma per il momento, rispetto ai diffusori ascoltati, reputo le Thiel ancora validissime.
Volendo fare un "SALTO QUALITATIVO NOTEVOLE" cosa mi consigli di ascoltare nell'usato intorno ai 2000-2500 euro?
Ho letto pareri molto positivi sulle Harbeth (hl5- compact 7 es3- monitor 30...) ma non le ho mai ascoltate. L'integrato che le pilota è un Nuforce IA7 v2.
Il secondo motivo per cui ti scrivo è legato alla realizzazione di due stand per le Minima FM 2, diffusori che uso in una piccola stanza e finora posti sopra una mensola. In un primo momento ho pensato di realizzarli in ferro, ma poi ho trovato l'idea! Mentre cercavo alcune tegole nel solaio di mio zio ho adocchiato 4 pacchi di parquet, listoni pesanti e belli che giacevano in un angolo da circa vent'anni.
Ne sono bastati 17 pezzi (cm 2x 10 x 90) per realizzare due stand che a me piacciono parecchio. La lavorazione che vedi non è altro che l'incastro, maschio femmina, per collegare un listone all'altro quando si posano. Li ho lasciati a vista perchè l'effetto è molto bello.
Anche il peso è notevole per stand in legno, 13 kg l'uno.
Gli stand verranno appoggiati su basi di marmo, mi consigli le punte e sottopunte (se sì, quali?) o è sufficiente del blue tack?
Ti invio anche un paio di foto, qualcuno potrebbe prenderne spunto...
Un saluto e grazie ancora.
Aldo - E-mail: primodio.one (at) libero.it

[Supporti per diffusori]

LC
Caro Aldo,
ti avevo, credo, avvertito circa la bontà delle tue Thiel CS 1.2, prodotto davvero molto equilibrato e dannatamente ben riuscito, che ha fatto parte del mio impianto B per diversi anni. Non ti consiglio di ascoltare Thiel più recenti perché hanno un'impostazione abbastanza diversa e, complice l'amplificazione Nuforce, potrebbero generare un suono non per tutti i gusti. Semmai, proverei ad ascoltare Spendor, Totem e Sonus Faber (già che possiedi le Minima!) per stare tra i diffusori tradizionali o qualche bel pannello Magneplanar. Per qualche motivo ho sempre assimilato il suono delle 1.2 a quello di questi bei pannelli, inoltre molti possessori di Magneplanar sono entusiasti dell'abbinamento con la solida trasparenza di Nuforce. A mio parere l'accoppiata potrebbe piacerti molto!
Ti faccio i miei complimenti per i supporti dei diffusori, davvero un bel lavoro, ingegnoso e ben realizzato! Puoi utilizzare sia punte che piedini morbidi (il blu-tac sarebbe schiacciato dal peso elevato). Tra diffusore e stand, invece, ci vedrei bene proprio questo tipo di materiale smorzante, che fisserebbe bene le Minima ai tuoi supporti. Tieni conto che, in generale, le punte tendono a ripulire un po' il suono, talvolta asciugandolo un pochino, mentre gli appoggi smorzanti tendono ad ammorbidire e a scaldare la performance musicale. Tutto dipende dall'equilibrio che desideri raggiungere...fai qualche prova in merito e decidi di conseguenza. Non è necessario acquistare delle punte per fare tali prove, bastano anche delle grosse puntine da disegno, per capire quale possa essere la loro influenza sul suono. Come appoggi gommosi andranno benissimo dei morbidi ed economici fermaporta. Una volta che avrai capito il suono che preferisci, potrai acquistare soluzioni meno caserecce.
Spero di esserti stato utile!
Lucio Cadeddu

Nuova sorgente per un primo impianto
[Sala d'ascolto]
Caro Lucio,
prima di tutto vorrei ringraziarti (tu e tutti i collaboratori di TNT-Audio) perchè il sito è una miniera di informazioni date da persone appassionate e competenti e quando si mandano avanti progetti del genere senza scopo di lucro la passione è davvero autentica, complimenti.
Ho scoperto questo sito mentre ero alla ricerca di un amplificatore per fare un impianto "decente" in casa mia, senza spendere follie e non dover interdire il passaggio alle mie due pargole causa elettroniche del costo di un'automobile, la mia prima priorità, tempo permettendo, sarebbe "ascoltare" e non "spendere".
Ho suonato pianoforte e tastiere per diversi anni quindi l'orecchio (forse) c'è ancora, ma in casa mia non sono mai andato oltre un black pearl Kenwood M-76 del 1990 (ancora funzionante e, secondo me, neanche scandaloso), sono molto appassionato di musica, ho ascoltato spesso impianti di amici (dai più ai meno costosi) e la tentazione di un nuovo impianto è sempre stata forte. Ascolto principlamente classica/piano, cantautori italiani, Indie, Rock, Country, insomma praticamente di tutto tranne il Jazz, metal o disco.
Il nuovo impianto si sarebbe dovuto situare giocoforza in camera da letto, con punto d'ascolto proprio "zona letto" e casse liberamente spostabili davanti ad esso. La camera ha una finestra (tendeggiata) e una porta a vetri d'ingresso, tutto il resto (mobili e letto) è di legno, così com'è di legno il pavimento e i muri sono su due lati di mattoni pieni e sull'altro lato perimetrali di pietre e cemento spessi circa 1m.
Ho allegato piantina esplicativa, il soffitto è alto 230cm, i lati sono 4.5m x 3.5m (la piantina non è proprio in scala...l'ho abbozzata alla veloce). Mi rendo conto che non sia una situazione ideale ma non ho stanze dedicabili all'ascolto, quindi...nella stanza comunque le riflessioni sono minime (forse troppo?), i tweeter sono ad altezza orecchio, i woofer "scavalcano" (almeno direzionalmente) il materasso ma sui bassi dovrei lavorare (veloci e precisi ma non molto corposi).
Vengo al dunque: dopo aver lurkato decinaia di lettere/discussioni, il basso di qua, la superficie riflettente di là, dopo qualche prova di ascolto di impianti anche decisamente costosi (in un ambiente che non è quello finale) ho preso un Trends TA 10.2 e casse klipsch RF62 MKII. Sul Trends ero piuttosto deciso (da più parti ne ho letto qualità "audiophile", con i suoi difetti, per carità, ma "bensuonante" e costa pochissimo). Sulle Klipsch ho letto di tutto (o si amano o si odiano, esse sibilanti, se le metti in 12 metri quadri non le governerai etc etc) ma alla fine le ho scelte a scatola chiusa avendo trovato un prezzo molto favorevole e per la sensibilità da 97dB.
Per ora completano il quadro un lettore DVD Toshiba SD220E (non avevo altro...ehm, cmq ha un DAC interno 24/192) e cavi casse da ben 3 euro al metro, cavo segnale che già avevo (non penso costasse più di 20 euro...).
Beh...già così, posizionando accuratamente i diffusori, la ricostruzione tridimensionale è sorprendente, il basso delle Klipsch non è invasivo ma preciso (solo se le porto a scarsa distanza dal cassettone/muro di fondo il basso diventa più sfuocato). Il suono forse è talmente "preciso" da risultare un pelo freddo, ma a me piace molto, nonostante lo scarso rodaggio. Penso che senza il vostro feedback non avrei mai preso in considerazione il Trends TA10.2, è davvero sorprendente, la potenza (dilemma di molti) è largamente sufficiente, con 97dB di diffusore difficilmente credo di passare i 4W, davvero capisco l'entusiasmo nel recensire il Tripath e un impiantino del genere, in una stanza di certo "non ottimale" fa davvero miracoli.
Mi sono dilungato, vengo ai quesiti:

Grazie mille dell'attenzione, continuate così!!!
Fabio - E-mail: fabio (at) repetto.it

LC
Caro Fabio,
intanto ti ringrazio per le belle parole nei nostri confronti e per il prezioso feedback sull'accoppiata Trends + Klipsch. Come hai potuto verificare di persona, i giudizi che si leggono sui forum sono sempre da prendere con le molle. Tanti parlano (scrivono) solo per il gusto di passare per grandi esperti, talvolta ripetono a pappardella cose sentite da altri e non verificate, alimentando le solite leggende metropolitane (il basso fuori controllo di Klipsch, la bassa potenza del Trends etc.). È proprio per questo che non mi stancherò mai di ripetere che le cose vanno SEMPRE verificate sul campo, con le proprie orecchie e col proprio gusto personale.
La soluzione per il tuo problema si chiama Cocktail Audio X10, lo so, sono ripetitivo ma davvero non vedo altro che possa consentirti di suonare bene i CD (visto che stai già realizzando un DAC esterno, ancora meglio!) e di liquefarli su HD mentre li ascolti. In questo modo non avresti neppure necessità di multipli ingressi, sarà sufficiente collegare il
Cocktail X10 al tuo DAC (ammesso che suoni meglio di quello interno al giocattolino tuttofare!) e quest'ultimo all'unico ingresso del Trends, risparmiando denaro e mantenendo il più breve possibile il percorso del segnale.
Per quanto riguarda i cavi, ti consiglio di dare un'occhiata, visto che la manualità non dovrebbe farti difetto, ai nostri progetti di autocostruzione, sia per quelli di segnale che per quelli di potenza.
Lascerei perdere, infine, la voglia di leggere SACD o altri formati ancora meno maturi di questo, concentrati sui CD che ce n'è d'avanzo. Tra l'altro, ora si trovano a prezzi di vero realizzo. I miei ultimi acquisti, di produzioni recenti, sia commerciali che indipendenti, mi sono costati 3 euro a pezzo.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Upgrade generale
Caro Direttore buongiorno e buona domenica. Seguo da tempo la tua rubrica che trovo eccezionale e piena di spunti interessanti oltre che professionalmente ineccepibili. Mi sono deciso a scriverti dopo aver letto l'ennesima rubrica settimanale delle tue lettere alla redazione nella speranza che tu possa trovare spazio e tempo per la mia mail. Il mio impianto è così composto:

L'ambiente in cui tutto quanto sopra suona, è un salone come da foto. Le casse distano tra loro circa 3 mt e sono disposti in modo da distare dal punto di ascolto circa 3 mt. Punto di ascolto che come da foto consiste in un divano in pelle e che dista dalla parete posteriore circe 3 mt. Le casse distano dalla parete posteriore circa 60 cm anche se comunque tra loro c'è la classica parete attrezzata ed il televisore che so già non sono il massimo della compagnia. Qualche anno addietro, consigliato da un mio amico audiofilo, acquistai i cavi della Van Den Hul, ed il mio scetticismo fu demolito da una apertura della scena, l'innalzamento della stessa (era come se De Andrè che prima immaginavo cantasse "Le Tre Madri" da seduto, si trovasse invece in piedi davanti al mio divano) un dettaglio maggiore degli strumenti ed un suono più caldo ed avvolgente. La domanda che ti faccio adesso è: secodo te, l'amplificatore è adatto alle casse, o invece vedresti positivamente l'acquisto di un Rotel RA1520? Aggiungo che ascolto Jazz, Blues, Rock e Classica oltre al buon cantautorato italiano. Secondo te posso fare qualcosa per migliorare ancora l'ambiente di ascolto senza rischiare il divorzio dalla mia signora?
Spero di avere la tua attenzione e comunque ti ringrazio per il tempo che vorrai dedicarmi.
Buona giornata,
Luigi - E-mail: luigi.diluciano (at) cgilsiracusa.it
[Sala d'ascolto]
[Sala d'ascolto]

LC
Caro Luigi,
la disposizione del tuo impianto, come avrai visto da diverse foto che di tanto in tanto pubblico su questa Rubrica, è quella classica che la stragrande maggioranza degli audiofili può permettersi in ambito domestico, senza sala dedicata. Non vedo grandi spazi di manovra, francamente. Immagino che quel grosso tavolo tra diffusori e punto d'ascolto non possa essere rimosso :-)
Mi chiedi come sia possibile migliorare ancora. Non è facile, tenendo conto che il tuo impianto è costituito da componenti abbastanza omogenei per classe d'appartenenza. Tenendo fermi i diffusori, per ora, visto che mi pare sia soddisfatto dell'impostazione generale, io punterei maggiormente al lettore CD anziché all'amplificatore. Quell'integrato Rotel, seppur economico, può ben figurare in impianti anche più pretenziosi mentre il vecchio entry-level di Denon, onestissimo per carità, secondo me sta limitando le prestazioni del tuo impianto. L'amplificatore Rotel RA1520, del quale stavi programmando l'acquisto, costa circa 850€ ma io credo che con qualcosa di meno tu riesca a prendere un lettore CD che suoni molto meglio di quello attuale. Ad esempio, per circa 600€ trovi sia un NAD C546BEE che un Rotel RCD12, qualora volessi ammorbidire o vivacizzare, rispettivamente, il suono del tuo sistema. Entrambi questi lettori sarebbero un bel passo avanti rispetto al tuo Denon. Un altro passo avanti, ancora possibile con una parte del budget rimasto a disposizione, potrebbe essere rappresentato dai cavi di segnale tra lettore CD e amplificatore. Non forniamo più consulenza sui cavi, ma a mio parere sarebbe sufficiente un qualunque modello sotto i 100€ per migliorare le prestazioni del cavo di base che immagino stia utilizzando adesso.
Tutto questo, a mio parere, ti farà compiere un salto qualitativo superiore a quello della sola sostituzione dell'amplificatore e, simultaneamente, ti consentirebbe di tenere da parte ancora una piccola cifra, da far crescere piano piano fino a consentirti di acquistare anche un nuovo amplificatore.
Tienimi al corrente degli sviluppi,
Lucio Cadeddu

Gamma media enfatizzata
Salve Lucio,
Innanzitutto vorrei complimentarmi per TNT Audio... la bibbia xD
Volevo porle un problema che mi affligge da un paio di giorni. Sono neofita e ho appena acquistato un paio di diffusori JohnBlue JB3 dopo aver letto la vostra recensione ed averle ascoltate presso un amico. La mia catena è formata da:

Il punto di ascolto naturalmente è la scrivania del pc. Noto che le JB3 evidenziano la gamma media, sparando le voci (sopratutto di cantanti femminili tipo Celine Dion) e sembra di ascoltarle come ci fosse un effetto DSP tipo "hall", sopratutto nell'ascolto "liquido" (cd importati in FLAC). I diffusori ascoltati dal mio amico invece si dimostravano neutri, da notare che ha più o meno la stessa catena a parte che cavi commerciale e come ampli il T-Amp originale.
Certo il tutto è ancora da rodare bene ma mi sorge il dubbio: che sia colpa dei Triple T e/o dei Shield che enfatizzano questo effetto? I diffusori hanno "viaggiato" per tutta la scrivania e pur avendo trovato una posizione dove il fastidio si attenua, comunque resta...
Le chiedo alcuni consigli... so che quello non è il carattere di questi diffusori ma non so più di andare a parare, prima che mi venga un altro attacco di "UPGRADATITE CRONICA" :D :D
Grazie ed arrivederci.
Massimo - E-mail: maxmillo (at) tiscali.it

LC
Caro Massimo,
proverei innanzitutto a mettere dei normalissimi cavi elettrici di buona sezione, magari anche quelli come da nostro progetto autocostruito
TNT Star per vedere se cambia qualcosa oppure no. Il tuo amplificatore potrebbe non gradire il carico capacitivo dei cavi intrecciati CAT5. Tuttavia, immagino che, essendo i diffusori sulla scrivania, i cavi siano anche molto corti, in tal caso l'eventuale effetto dannoso sarebbe comunque limitato. Già che ci sei, controlla di non aver sbagliato la fase di collegamento (positivo e negativo, talvolta si sbaglia!).
Mi sembra abbastanza strano che a casa del tuo amico, se la disposizione dei diffusori è la stessa e la stanza è quantomeno simile, questi diffusori possano suonare in maniera molto diversa. Avete ascoltato gli stessi dischi? Citi i dischi di Celine Dion...ebbene, quelli - almeno i pochi che conosco io - hanno la voce estremamente enfatizzata, un trucco dei tecnici di registrazione per portare ancora più in evidenza la doti vocali della Dion. Anche il rodaggio potrebbe essere in parte responsabile, ritengo che almeno una cinquantina di ore di utilizzo, ad alto volume, possa essere necessaria. Da ciò che scrivi sembra tu abbia acquistato i diffusori da un paio di giorni, forse è un po' presto per trarre conclusioni.
Puoi anche fare una controprova: porta il tuo impianto a casa del tuo amico e vedi come si comporta coi suoi diffusori, non dimenticare che l'ambiente, per quanto si possa ascoltare in near-field, dà sempre il suo contributo fondamentale, nel bene e nel male.
Spero di esserti stato utile!
Lucio Cadeddu

Pochi bassi da impianto vintage
Buonasera direttore,
intanto vorrei farle i complimenti per l'ottimo servizio offerto che, ciliegina sulla torta, è pure gratuito. Dopo il piccolo incipit mi presento e le espongo il mio problema: sono un neo audiofilo (o forse sarebbe meglio dire aspirante tale) che ha ricevuto dal suo fantastico suocero un apprezzatissimo regalo: un centinaio di vinili e un impianto costituito da giradischi Rotel RP1300 (probabilmente non il massimo, ma a caval donato...) ampli integrato Toshiba Aurex sb66 (per commenti, vedi parentesi precedente) e diffusori ESL LD70. Inizialmente la testina del giradischi era una Shure m92e che ho sostituito con una Goldring 2200, notando subito evidenti miglioramenti in dettaglio ed estensione sonora. Non contento ho voluto costruire degli stand per i diffusori seguendo il progetto Ernesto presente su questo sito, ai quali ho aggiunto delle punte coniche in ottone. Gli stand hanno un'altezza di 50 cm.
Qui arriva il quesito: a seguito del posizionamento delle casse sugli stand ho notato un miglioramento nel dettaglio della gamma medio alta, ma i bassi (seppur più asciutti) sono quasi spariti su alcune frequenze. Cerco di spiegarmi meglio. Alcuni bassi, come la grancassa della batteria, sono molto arretrati e (non so se sia o meno una conseguenza) le frequenze medie sono piuttosto invadenti: nelle parti più piene di strumenti con cantato, la cassa della batteria si sente a malapena e la voce sovrasta, rendendo l'ascolto un po' confuso. Non sono un amante dei bassi pompati, ma un po' ci devono essere...
Per quanto riguarda l'ambiente d'ascolto, si tratta di una stanza rettangolare di 480 cm x 340 cm. Le casse sono posizionate sulla parete lunga a circa 40 cm dalla parete posteriore e 30 cm da quella laterale. Dietro il diffusore sx c'è un'apertura di 95 cm che affaccia sulla cucina e, tra i due diffusori c'è un caminetto.
La distanza tra i due diffusori e tra questi e il punto di ascolto è 280 cm circa. Se può servire, all'interno della stanza c'é un divano (il punto di ascolto) con diversi cuscini (sulla parete opposta alle casse), un tavolino da fumo in massello dove stanno gira e ampli e una tv led appesa al muro (circa 60 cm sopra il tavolino). Il pavimento é in cotto e il soffitto ha travi e travicelli in castagno.
Chiedo scusa per i numerosi input, ma non sapendo cosa possa essere o meno rilevante, cerco di darle più informazioni possibile...
Detto questo, crede che il problema possa risiedere nei componenti dell'impianto (dei quali le chiederei il suo parere) o nell'ambiente d'ascolto?
Dimenticavo: in quanto ai cavi, sono autocostruiti seguendo il progetto FFRC. La ringrazio anticipatamente per il tempo che mi dedicherà e le rinnovo i miei complimenti per il sito TNT Audio.
Saluti,
Alessandro - E-mail: alessandro_verdigi (at) alice.it

LC
Caro Alessandro,
la ESB 70LD, come in tutta la serie LD di quegli anni, era un diffusore in sospensione pneumatica, con una gamma bassa non esattamente devastante, né per potenza né per estensione, nonostante il woofer da 26 cm. Trattandosi poi di un grosso bookshelf, si tendeva a posizionarlo a pavimento e questo rinforzava un po' la gamma bassa, riequilibrando il tutto. È chiaro che se tu le hai sollevate da terra di un bel po' il basso tende a svuotarsi e alleggerirsi troppo. Potresti tentare di correggere l'esuberanza della gamma media coi controlli di livello presenti sui diffusori ma temo si tratti di un intervento palliativo. Ricordo che la mia coppia di 45LD soffriva dello stesso identico problema. Il suono era, come diremmo oggi in termini anglosassoni, un po' shouty, ovvero strillato in gamma media. È altrettanto probabile che l'amplificatore non riesca a muovere i woofer in maniera adeguata, come potrebbe fare invece un apparecchio più moderno. Potrebbe persino non gradire il carico pesante offerto dai cavi FFRC, anche in questo caso proverei con del comunissimo cavo elettrico di buona sezione, per fugare ogni dubbio.
Che altro fare? O riporti i diffusori all'altezza del pavimento o quasi, oppure decidi di far felice qualche amante di HiFi vintage mettendoli sul mercato dell'usato. Potresti recuperare una cifra tutt'altro che disprezzabile, se fossero in buone condizioni. Oggi, per ottenere un'ottima quantità di basse frequenze, sono sufficienti anche woofer di piccole dimensioni, caricati in reflex. Capisco che andresti a inquinare la logica vintage del tuo impianto però alla fine deve pur piacerti ciò che ascolti e se i bassi non ci sono è davvero uno strazio, no?
Spero di esserti stato utile!
Lucio Cadeddu

Regolazione velocità giradischi
Grande Lucio, ti disturbo per avere spero un aiuto. Ho un giradischi Michell Gyrodec con alimentatore HR PSU che finora non ha dato problemi. Un mio amico venuto ad ascoltare dei dischi mi ha fatto notare che probabilmente il giradischi non girava ad una velocità corretta. Ho controllato con un disco stroboscopico, con lampada normale non al neon, ed in effetti le linee che dovrebbero essere ferme, avanzavano in senso orario (credo indichi + veloce). Ho quindi provato a regolare la velocità agendo sulla regolazione a vite posta sul retro dell'alimentatore, ma anche facendo più giri la velocità non varia. Ho provato a contare i giri in un minuto e con questa prova per fare 33 giri ci vogliono 65" quindi sembrerebbe lento (l'opposto della prova con lo stroboscopio, usato però con luce normale e non al neon).
Sono perplesso per il fatto pur agendo sulla regolazione in nessun modo è visibile una variazione di velocità. Secondo il solito amico, con buon orecchio, la regolazione non è possibile perché si tratta di una regolazione molto fine, ed essendo la differenza di velocità sensibile, non ce la fa. Può essere un problema di cinghia?
Tra l'altro se ho capito bene il funzionamento dello stroboscopio, mi sembra strano il risultato opposto rispetto alla rilevazione contando i giri. Sperando che tu possa aiutarmi ti auguro buon lavoro.
Cordialmente,
Piero - E-mail: ilbiffo (at) libero.it

LC
Caro Piero,
il controllo tramite stroboscopio va effettuato o con luce al neon o con luce a led, l'importante è che sia una fonte luminosa che pulsa a 50 Hz (si accende e si spegne 50 volte al secondo, anche se a noi sembra sempre accesa). Una lampadina a basso consumo, come quelle elettroniche moderne, non va bene. Ciò premesso, se le tacche dello stroboscopio procedono in avanti in senso orario significa che il piatto gira più veloce, altrimenti gira più lento. Accertati di aver utilizzato uno stroboscopio per rete a 50 Hz e non a 60.
Se il giradischi girasse più lento potrebbe essere che la cinghia sia lasca e tenda leggermente a slittare, facendo perdere un po' di velocità o potrebbe essere che l'alimentatore non fornisca la potenza sufficiente al motore. È molto strano e quantomeno sospetto che la vite di regolazione fine della velocità non faccia il suo dovere: per quanto il range di variazione possa essere contenuto, l'effetto si dovrebbe sia vedere sullo stroboscopio che sentire ad orecchio. Che fare? Controlla lo stato della cinghia, misura, se riesci, il voltaggio in uscita dall'alimentatore e, in ogni caso, contatta direttamente la Michell o il distributore italiano. Si tratta di un problema che, su un giradischi di tale livello, non deve verificarsi.
Spro di esserti stato utile!
Lucio Cadeddu

Ho visto anche degli audiofili felici
Caro Direttore,
grazie ai suoi preziosi
consigli ho restaurato l' AF 6240 sostituendo i condensatori elettrolitici di alimentazione (non di filtro, che paiono in buono stato). Via via che sostituivo i componenti riascoltavo l'apparecchio, constatando il progressivo miglioramento, finché, arrivato a uno degli ultimi passaggi, il caro integrato è precipitato al suolo da un tavolo, danneggiandosi in alcuni comandi (una tastiera interbloccata si è letteralmente disintegrata). La RCF mi ha mandato gratuitamente una tastiera di ricambio, sono stati davvero meravigliosi.
Ora sto rimontando faticosamente il tutto e raddrizzando il telaio e speriamo che il finale non abbia avuto traumi particolari. Nel periodo del maggiore sconforto, però, per rifarmi dell' amarezza, ho acquistato un AF6120, il 60+60 W della serie, che avevo già posseduto nella sua seconda serie (AF 6121). L' apparecchio era in ottimo stato sia estetico che funzionale, l' unico difetto era che il suono era proprio scadente. Ho sostituito il cavo di alimentazione tagliando quello originale e mettendovi una presa IEC volante, usando quindi il cavo realizzato su idea di TNT-Audio per il Naim NAP 90 che utilizzo, anzi utilizzavo normalmente, e sostituito alcuni condensatori a film di poliestere nelle schede dei finali con altri a tecnologia MKT, oltre a tutti gli elettrolitici presenti nei circuiti (non molti, data la notevole qualità della realizzazione).
Fatte queste cose, il 6120 ha tirato fuori una voce così bella e così ricca di armoniche, di dinamica e di informazioni ambientali, da eguagliare o superare il trittico naim NAC 62, NAP 90 e HI-CAP. Stadio phono compreso, che è di ottimo livello, e con un controllo sui diffusori veramente stentoreo. Lo sto dicendo dopo mesi di ascolto critico e la riprova l' ho avuta togliendo dalla catena l' HI-CAP: in questo caso l' RCF sopravanza in tutti i parametri il Naim.
Immagino il suo scetticismo e lo potrei condividere se non avessi davanti a me i termini del confronto, ma perché non dovrebbe essere possibile che un grande azienda italiana abbia saputo mettere a punto un progetto veramente valido, anche se poi si è persa nella messa a punto finale? Sta di fatto che il Naim ora è quasi sempre spento e sto seriamente pensando di venderlo.
Per la cronaca, il mio front-end è costituito da un lettore cd Marantz 5400 col cavo di alimentazione simile a quello dell' ampli, che, ascoltato nel negozio del rivenditore ufficiale Naim, ha fornito prestazioni di buon livello, non molto distanti dal lettore economico Naim. I diffusori sono due Chario Syntar 1 mk II, che nel mio ambiente rendono un eccellente servizio e attraverso i quali percepisco ogni minima variazione apportata alla catena audio. Poi ci sono i Thorens TD 126 MK III col suo braccio e testina Grado Gold e il TD 150 (quest' ultimo con braccio Helius Scorpio mk II e testina Denon DL 110). Nulla di eccezionale quindi, ma oggetti coi quali si può avere qualche soddisfazione.
Cordiali saluti e grazie per i preziosi input!
Lorenzo - E-mail: olianet (at) tiscali.it

LC
Caro Lorenzo,
posso credere che un RCF abarthizzato non ti faccia rimpiangere la coppia Naim 62 + 90, coppia che è velocemente passata nel mio impianto B (quando esisteva ancora) ed è andata via senza rimpianti. In particolare il NAP90 lo trovai un finalino senza infamia e senza lode, molto, troppo distante dalle vette del suo fratello maggiore NAP250. Anche il NAC62, in tutta franchezza, non mi entusiasmò. Quello che invece fatico a credere è che non abbia trovato differenze sostanziali tra il lettore Marantz CD5400 e l'entry level di Naim...o l'impianto non era sufficientemente rivelatore o non sei stato in grado di valutare bene, su un impianto immagino a te sconosciuto, le reali differenze tra le due macchine.
Comunque sia, vendi pure senza troppi rimpianti l'accoppiata Naim e goditi l'integrato RCF. Talvolta è davvero tutta una questione di sinergia tra componenti e tra questi e il loro proprietario. Se fossi soddisfatto così...perché tenere in casa dei componenti inutili che invece potrebbero trasformarsi in budget utile per qualche altro upgrade o, meglio ancora, per tanti dischi nuovi? Di musica nuova, in giro, ce n'è sempre tantissima, come il brano scelto per voi questa settimana.

Dopo un po' di musica del passato un bel salto in avanti con uno dei maghi del genere musicale dubstep. Si tratta di Bassnectar e della sua Timestretch, una traccia, come lui stesso definisce, da "amusement park of amorphous bass music". Se amate le nuove frontiere sonore (non sempre facili da ascoltare), le basse frequenze e avete un buon subwoofer...buon ascolto!
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