Lettere alla Redazione di TNT-Audio - settimana 13/10/2018 - 20/10/2018

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  1. Re: più bassi da un Pro-ject 1
  2. Re: Nuovi diffusori e nuovo amplificatore
  3. Musica liquida
  4. Re: diffusori da cambiare
  5. FleXy Table per impianto
  6. Grammatura dischi
  7. Aggiornare impianto vintage
  8. Nuovi diffusori da pavimento per sostituire le Minima
  9. Filtri subsonici
  10. Ho visto anche degli audiofili felici

Re: più bassi da un Pro-ject 1
Caro Lucio,
ho letto il Tuo gentilissimo commento alla mia lettera “
più bassi da un Pro-ject 1”; alle foto avevo pensato anch'io, ma non essendo un esperto d'immagini digitali non volevo rischiare di "incasinare" la Tua casella inoltrando una mail con degli allegati troppo pesanti. Potesse piacere e/o servire per uno dei prossimi numeri, ecco una vista dell'insieme e qualcun'altra, rappresentativa dei dettagli e/o materiali messi all'opera.
Grazie di tutto quello che fai - veramente ammirevole - e un cordialissimo saluto.
Luca - E-mail: lucagarbarino (at) virgilio.it

[Modifiche a giradischi Pro-Ject]
[Modifiche a giradischi Pro-Ject]
[Modifiche a giradischi Pro-Ject]
[Modifiche a giradischi Pro-Ject]
[Modifiche a giradischi Pro-Ject]

LC
Caro Luca,
grazie per le foto esplicative, spero servano da ispirazione per qualcuno in vena di tweaking su giradischi analoghi al tuo. Certo che quei coni con la punta verso l'alto li trovo abbastanza inquietanti e, in tutta sincerità, non ne comprendo appieno la funzione :-)
Grazie per il feedback e buon ascolto!
Lucio Cadeddu

Re: Nuovi diffusori e nuovo amplificatore
Buongiorno direttore, la ringrazio per i
consigli dati ne farò tesoro. Mi dispiace ma dovrei approfittare ancora un po' della sua gentilezza, in quanto in questi mesi spero di non aver commesso qualche danno irreparabile. Purtroppo casse da terra non posso prenderle, perché avrei il letto che me ne impedisce l'ascolto.
Forse lasciandomi consigliare male spero di non aver fatto un danno irreparabile, in quanto al posto della Indiana Line ho preso un paio di Dynaudio emit 20. Da premettere che le Dynaudio le sono andato a sentire con un Cambridge A60 e secondo il mio modesto parere mi sono piaciute. Mia intenzione è prendere dei piedistalli per “elevarle” al di là del letto. Adesso il cambio amplificatore sempre alquanto necessario, certo per almeno 40/50 ore dovranno far rodaggio. Il momento è abbastanza critico...devo cambiare amplificatore e ne devo prendere uno in grado di pilotare le Dynaudio che so essere abbastanza “toste”. Mi hanno consigliato amplificatore Hagel oppure andando sulla fascia di prezzo più alla portata, un Cyrus One. Alcuni “esperti” mi hanno bollato il Cyrus One come di classe D = schifezza. Mia intenzione era prendere proprio il Cyrus in quanto ho letto avere buona potenza in grado di pilotare le Emit 20. Rimango in attesa di una sua risposta, con la promessa che questa volta aspetterò e sarò più paziente, al fine di evitare di fare danni.
Grazie ancora una volta per la sua cortese gentilezza.
Francesco - E-mail: francescosanges (at) hotmail.com

LC
Caro Francesco,
non credo tu abbia fatto alcun danno, acquistando le Dynaudio Emit 30. Inoltre, il cambio di amplificatore non è così urgente come pensi. Fai rodare i diffusori, prendi dei supporti adatti e ascolta a lungo il “nuovo” impianto. Solo così potrai capire quali aspetti dell'impostazione sonora ti piacciono e quali, magari, intendi modificare leggermente con una scelta oculata dell'amplificazione. Per ora, quindi, non acquistare alcun amplificatore. Lascerei anche perdere gli “esperti” che bollano gli amplificatori come buoni o cattivi a seconda della tecnologia che utilizzano. Fosse così facile! I signori mi piacerebbe bendarli e sfidarli a riconoscere la tipologia di funzionamento di un amplificatore basandosi semplicemente sull'ascolto. Sono sicuro che ci sarebbe da divertirsi come matti. Credo che potrebbero pensare che a suonare siano delle valvole mentre invece ci sono dei classe D “morbidi” (alla Hypex, per capirci) oppure immaginare dei classe A quando a suonare ci siano dei Classe D super raffinati (tipo NuForce). Insomma, alla larga da chi crede di avere già tutte le risposte.
Aggiorniamoci, dunque, al momento nel quale i diffusori avranno suonato per un bel po', sui propri stands. A quel punto avrai capito, forse, quali aree migliorare rispetto all'onesto Denon attualmente in uso.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Musica liquida
Buongiorno direttore, è un po' che non ci sentiamo e volevo porle nuovi quesiti in merito alla musica liquida. Ho cambiato di recente il Dac acquistando un Lector Digitube S -192 e ho un mini-pc della Intel (Windows 10) dedicato alla musica (collegato in Usb asincrono). Ho in mente (come regalo di Natale) di prendere il Vault 2 della Bluesound ma nel frattempo il mio dilemma è inerente alla tipologia di formato da usare con JRiver. Ho tutti i cd originali salvati in formato Wave, ma facendo una prova con Eac ho l'impressione che si sentano meglio i Flac. Inoltre mi trovo costretto ad usare come impostazione audio Kernel streaming (da JRiver) perchè se utilizzo Wasapi l'audio salta (nonostante il Dac e JRiver lo supporti). Faccio questa premessa perchè vorrei riprodurre in maniera fedele l'audio salvato nel pc (16 bit - 44,1 kHz) perchè Asio lo "trasforma" in 32 bit. Avrebbe qualche consiglio in merito?
Come sempre la ringrazio per la disponibilità e le auguro una buona giornata,
Elio - E-mail: arletti.parquet (at) gmail.com

LC
Caro Elio,
in linea del tutto teorica i FLAC e i WAV dovrebbero essere perfettamente identici, visto che contengono le medesime informazioni, bit a bit. Alla peggio, dovrebbe essere il FLAC a suonare peggio, visto che il file subisce comunque un processo che il WAV si evita. Pertanto, mi vien difficile da credere che il FLAC suoni meglio del WAV! Decenni fa c'era chi sosteneva che la musicassetta suonasse meglio dell'LP dal quale era stata registrata! Per quanto riguarda i bit (da 16 a 32) non vedo problemi: l'informazione presente nei CD non può essere aumentata passando a una risoluzione più elevata. Quindi il passiaggio a 32 bit (se inevitabile) non produce alcun peggioramento della qualità sonora. Anzi, sono in molti a ritenere che l'upsampling (fino a DSD!) possa in qualche modo essere benefico. A mio parere l'unico vantaggio, sempre teorico, sarebbe relativo alla possibilità di utilizzare filtri digitali a pendenza più blanda e pertanto con rotazioni di fase più contenute in banda audio...ma è tutto da dimostrare! A breve la recensione di una meccanica di lettura che upsampla il segnale CD fino a DSD.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Re: diffusori da cambiare
Ciao Lucio,
Nel ringraziarti della
risposta sempre gentile e professionale, faccio seguito alla tua richiesta inviandoti uno schizzo dell'ambiente di ascolto. L'ho fatto a mano, perdona la poca precisione. In breve:

Ascoltando musica spesso nn da un punto fisso, ho sacrificato l'avere il divano di fronte alle casse pur di mettere quest'ultime al centro di un lato della stanza (l'alternativa sarebbe di metterle ai lati del mobile sul lato opposto del divano, quindi decentrandole rispetto al lato della stanza). Spero ti sia utile per confermare o eventualmente integrare quanto da te risposto.
Grazie ancora,
Maurizio - E-mail: maudibattista (at) gmail.com
[Sala d'ascolto]

LC
Caro Maurizio,
non riesco a capire quale sia il punto d'ascolto, visto che di fronte ai diffusori non vedo né divani, né sedie, né poltrone. Va bene fare acrobazie per rispettare le simmetrie, ma non è che per mettere le casse al centro di una parete poi sei costretto ad ascoltare di lato! Ti dirò, se così fosse, saresti veramente nei guai. Meglio un triangolo d'ascolto purché sia, anche coi diffusori non al centro di una parete, piuttosto che un abominio del genere! Non faccio fatica a credere che in questa condizione ambientale il suono possa non essere soddisfacente. Avevo ragione, quindi, ad assolvere i tuoi diffusori Triangle. Le Klipsch che vorresti prendere, in questa situazione, sarebbero inascoltabili, a mio parere. Quindi no, bisogna ripensare a tutta l'installazione, a costo di spostare il divano e sfruttare la parete cui questo è appoggiato, per posizionare l'impianto. Osservo inoltre che l'ambiente è abbastanza vuoto, impossibile che suoni bene. La stanza è grande, di possibilità diverse ce ne sono tante, sia per gli arredi che per la disposizione dell'impianto. Prima di acquistare altri componenti, trova una sistemazione differente. In questa situazione qualunque altra considerazione o acquisto sarebbe del tutto fuori luogo. La prossima volta, però, impegnati di più con la piantina... :-)
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

FleXy Table per impianto
Caro Lucio,
avrei intenzione di costruirmi un
TNT FleXy Table per l'impianto. Un rack, in realtà, ce l'ho già ed è un Bergen 2 della NorStone, con i ripiani in vetro temperato. Prima domanda: credi che il FleXy apporterebbe dei miglioramenti per quanto riguarda lo smorzamento delle vibrazioni (e quindi alla resa sonora) rispetto al mio rack?
In caso di risposta affermativa ho già pronta la seconda domanda ;) Se utilizzassi dei ripiani in marmo o in granito, il FleXy potrebbe ospitare un giradischi? Te lo chiedo perché Mimmo Cacciapaglia, che ho già contattato ma non mi risponde, dice nelle FAQ che il progetto originale (con i ripiani in MDF o multistrato marino) non sarebbe tanto adatto a questo scopo. A prescindere dal costo superiore, non mi dispiacerebbe la realizzazione in marmo/granito: avrebbe un aspetto elegante e, soprattutto, mi risparmierebbe le passate di Black Blob e la verniciatura (sempre ammesso che il risultato sonoro funzioni!).
Un'altra possibilità sarebbe realizzare il progetto originale più una base in marmo extra per il giradischi, munita di punte d'appoggio, da sistemare sull'ultimo ripiano.
Cosa ne pensi?
Un caro saluto,
Marco - E-mail: marco.comin (at) gmx.de

LC
Caro Marco,
hai già un buon tavolino, tra l'altro simile al nostro FleXy, non credo potresti migliorare alcunché con la sua realizzazione, francamente. Il FleXy nasce dall'esigenza di consentire a chiunque, con capacità limitate nel fai-da-te e budget contenuto, di realizzare un tavolinetto flessibile da configurare, ben suonante e carino da vedersi. Puoi realizzarlo, certo, ma non ne vedo la necessità. Per limitare le vibrazioni la cosa migliore da fare sarebbe quella di dotare i tuoi componenti HiFi di piedini smorzanti come tanti di quelli che abbiamo recensito. Avresti un risultato di qualche ordine di grandezza superiore a quello che otterresti con un altro tavolino. Ah, per inciso, il termine “FleXy” non indica necessariamente che sia un tavolino flessibile, tutt'altro. È da intendersi flessibile nel senso che si può configurare come si vuole, con più ripiani, a distanze regolabili e modificabile a piacimento.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Grammatura dischi
Buona sera direttore e ben trovato dopo la meritata pausa estiva. Ho da poco effettuato un upgrade della parte analogica dell'impianto e a tale proposito avrei una domanda a proposito dei dischi. Il loro peso è una discriminante realmente importante, oppure tutto dipende dalla qualità intrinseca della registrazione, e magari dall'impostazione sonora che le varie etichette vogliono assegnare alle loro produzioni. 120, 140, 180 o 200 grammi offrono prestazioni diverse? Certi tipi di musica acquisterebbero qualcosa in più con una peso specifico......o stiamo parlando del nulla?
Grazie del tempo che potrà dedicarmi.
Alberto - E-mail: albazara79 (at) gmail.com

LC
Caro Alberto,
a parità di incisione e di registrazione un disco più pesante suona meglio e dura più a lungo, perché meno sensibile alle risonanze, meno fragile e predisposto alle ondulazioni. Il problema è capire se il gioco valga la candela. Mi spiego: con questa moda dei vinili “pesanti” si è tentato di sdoganare per prodotti di alta qualità incisioni pessime, talvolta ricavate da file digitali compressi tipo MP3. L'appassionato, vedendo il packaging curato e il peso dell'album, è portato a pensare che si tratti di ottimo software, ed è persino disposto a pagarlo caro. Purtroppo non è sempre così, anzi. Alcune operazioni recenti (ristampe di vecchi album, che suonavano male pure all'epoca) sono vere e proprie operazioni di marketing che fanno leva sull'effetto nostalgia e sull'illusione di potersi portare a casa finalmente una buona incisione del proprio album preferito. Ho già parlato di questo fenomeno, in risposta a un lettore che chiedeva delle ristampe di alcuni dischi di De Andrè. Se ti è sfuggita, ti invito caldamente a
leggerla con attenzione.
Aggiungo anche una cosa: un disco in vinile non “pesante”, ben schiacciato sul piatto da un buon clamp premidisco, non ha niente da invidiare, dal punto di vista meccanico (e quindi sonoro) al suo equivalente da 180 grammi lasciato libero di saltellare e scivolare sul tappetino del giradischi.
E siccome prevedo già che chiederai immedatamente consiglio su questo ti dico che secondo me due clamp molto intelligenti sono quello Michell e il The Pig, a patto di reperirne ancora qualche esemplare. Hanno il vantaggio di essere semplici e leggeri. Un clamp pesante modifica la posizione del controtelaio del giradischi (ove presente) stressa il cuscinetto del perno e la cinghia o il motore all'avvio. Meglio un clamp leggero come quelli citati che si possano fissare a vite o a pressione sul perno del piatto.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Aggiornare impianto vintage
Buongiorno,
Siete sempre un punto di riferimento per chi cerca informazioni serie, grazie per il vostro lavoro e dedizione. Ho un impianto che ormai si può definire “vintage”, dato che è composto da un ampli NAD 3130, un cd Rotel RCD 945-AX, giradischi JVC QL-F61 (con Ortofon 2M bronze) ed una coppia di casse Kef C45. Di tutto sono il primo proprietario con l'esclusione del giradischi che comprai di seconda mano credo a fine anni 80. Ascolto essenzialmente rock (classic e progressivo) e jazz, poca classica e zero elettronica. Negli ultimi due anni ho dovuto far fare qualche “intervento” di manutenzione a tutti i componenti escluso le casse, e sto chiedendomi se può o meno valere la pena di sostituire un componente magari anche migliorando la qualità di ascolto (che comunque reputo soddisfacente già ora: mi piace il suono e sopratutto la bassa fatica all'ascolto).
Non saprei però da cosa cominciare, e sopratutto quanto spendere: ad esempio il Nad fu pagato circa 600000 nel 1986, corrispondenti più o meno a 600 euro di oggi (considerando l'attualizzazione)... è questo un paragone giusto da fare? Oppure, come sostengono molti, la nuova elettronica è più performante quindi si può spendere meno per ottenere risultati di livello ancora migliore?
Vi ringrazio in anticipo per la vostra attenzione.
Sami - E-mail: sami.barmada (at) unipi.it

LC
Caro Sami,
il tuo impianto è tutt'altro che da buttar via e infatti io lo terrei ancora per un po' di tempo, eventalmente sostituendo il componente che più di tutti potrebbe beneficiare di un aggiornamento, ovvero i diffusori. I KEF C45 erano buoni per l'epoca ma hanno un po' fatto il loro tempo. Qualora desiderassi restare sulla stessa tipologia bookshelf o da supporto ti consiglio di provare ad ascoltare la serie Debut di Elac (ora pronta la seconda serie, pare migliore della già incredibile prima serie) oppure altri diffusori di stazza simile, secondo me già con 500€ fai un bel salto di qualità. Stando in casa KEF (magari ci sei affezionato) potresti valutare le R100 o le R300 o, se hai problemi di spazio, le LS50. Se il posizionamento è su scaffale, addossato alla parete retrostante, ti consiglio di non trascurare le
Rega RS1, magari riesci ancora a reperire qualche esemplare di fine serie.
Il tuo amplificatore NAD non farà alcuna fatica a pilotare questi diffusori moderni come si deve. Il lettore CD Rotel non è malaccio e considera che ha un'uscita digitale coassiale! Questo significa che potresti migliorarlo molto facilmente acquistando un DAC esterno di buona qualità, magari già predisposto per la musica liquida. Ovviamente l'operazione avrebbe un senso se il lettore CD funzionasse bene e senza incertezze nella lettura, incertezze che potrebbero prima o poi manifestarsi a causa dell'età dell'unità ottica nella meccanica.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Nuovi diffusori da pavimento per sostituire le Minima
Ciao Lucio, le Minima sono belle e suonano bene, ma la mancanza della gamma bassa prima o poi si fa sentire. Ho provato ad ascoltare qualche diffusore e i due che mi sono piaciuti più di molti altri sono: Thiel 2.2 e IMF Studio Monitor. Il suono Thiel già lo conoscevo perchè ho avuto con soddisfazione le 1.2 e le 2.2 sono ancora meglio. Le IMF Studio Monitor mi hanno sorpreso non solo per la gamma bassa che è incredibilmente bella profonda e controllata, ma anche per quella medio-alta davvero notevole. Ciò che non capisco è come un diffusore che dovrebbe avere 40 anni suoni ancora in questo modo, forse qualcuno avrà aggiornato il crossover, ma questo non sono riuscito a verificarlo, magari tu puoi aiutarmi se ti invio un paio di foto.
So che apprezzi molto le Thiel e che il tuo consiglio si orienterà verso le 2.2, ma ti ripeto che le IMF mi hanno proprio sorpreso, naturalmente le andrò a riascoltare entrambe. Nel caso scegliessi le IMF come faccio a sapere se il crossover è da aggiornare? Ti ricordo che ho un ampli Roksan Kandy K2.
Per ultimo una curiosità, se non ti è già stato chiesto, non ho letto tutte le lettere pubblicate sul sito, ma tu che diffusori hai scelto per il tuo impianto?
Ciao
Aldo - E-mail: primodio.one (at) libero.it

[IMF crossover]

LC
Caro Aldo,
posto che non ricordo come sia il crossover originale delle IMF, guardando la foto mi sento di dire che non sembra certo un crossover aggiornato. Avrebbe, come minimo, componentistica migliore e più recente, che non c'è. Neppure i cavi sembra siano stati sostituiti! Quindi, con tutta probabilità, è il crossover originale. Non è strano che questi diffusori suonino bene: i buoni diffusori del passato (dico, buoni, non la robetta che si spaccia oggi per vintage) suona bene anche secondo parametri moderni. Fossi in te prenderei le Thiel, oggetti facilmente rivendibili e per i quali l'assistenza non è un problema. Se, però, ti fossi innamorato delle IMF e fossi disposto a pagare il prezzo del rischio in caso di eventuali rotture o problemi, non sarò io a vietartelo. In fondo, alla fine, è il suono ciò che ci interessa di più.
Il crossover, se le casse suonano bene, lo lascerei così com'è, meglio non tentare esperimenti dall'esito incerto su diffusori gloriosi come questi. In futuro, poi, si vedrà.
Per quanto riguarda infine la tua curiosità sui miei diffusori...è lecita, ma preferisco mantenere un certo riserbo sul mio impianto di riferimento. Intanto perché è composto da più apparecchi, e a seconda del prodotto da recensire il riferimento cambia. In secondo luogo, non mi va di apporre il bollino blu sulle mie scelte che sono molto personali e che, rese note, diventerebbero per più d'uno degli acquisti “sicuri”. Troppo rischioso.
Tienimi aggiornato!
Lucio Cadeddu

Filtri subsonici
Salve Direttore,
innanzitutto un doveroso ringraziamento per le risposte ai quesiti precedenti. Sto attualmente pensando a un upgrade del mio pre-phono e avrei il piacere di un tuo parere relativamente al prodotto Lehmann Black Cube SE II, modello con alimentatore separato. Il perché della scelta di questo marchio ricade soprattutto sul fatto che è uno dei pochi produttori che utilizza filtri subsonici sui tutti i pre-phono. Purtroppo ho problemi con i woofer che vibrano, la causa mi è sconosciuta, un venditore mi ha detto che dipende dalla taratura del giradischi ma non mi ha convinto, pertanto ho necessità di rimanere su un prodotto che abbia questo accorgimento. Il Lehmann in questione ha addirittura due tipi di impostazione del filtro, 15 e 27Hz. In giro si leggono pareri discordanti sull'utilizzo di questi filtri, molti dicono che ci sia una perdita in termini di qualità, altri dicono che la riproduzione di frequenze al di sotto dei 20Hz sia del tutto inutile e probabilmente nociva sia per l'amplificatore che per i diffusori, ho letto poi di molti audiofili che se ne fregano allegramente. Lo scorso anno a una fiera dimostrativa di un impianto molto costoso ho notato che durante la riproduzione di un vinile i woofer delle Proac D30R vibravano veramente tanto!
Tra i vari prodotti avevo adocchiato anche Graham Slee, ho scritto al produttore inglese e mi ha risposto che non applicano alcun filtro sui loro pre-phono perché intaccano la qualità del suono.
Sembra insomma che ci sia poco interesse su questo argomento, resta il fatto che tutti i CDP, già a partire dai primi modelli prodotti negli anni '80, tagliano le frequenze al di sotto dei 20Hz; inoltre il mio amplificatore Pioneer SA7500II del 1978 ha un bel selettore sul frontale con scritto "subsonic filter 15hz", e in quell'epoca ascoltavamo solo vinili.
Ti espongo quindi le mie domande:

Il mio attuale impianto: Grazie Mille!
Massimo - E-mail: axismax (at) gmail.com

LC
Caro Massimo,
credo che il filtro subsonico, quando nell'impianto c'è un giradischi, sia un male necessario. Le frequenze subsoniche sono sempre in agguato, anche in presenza di giradischi e sistemi braccio/testina perfettamente tarati e interfacciati. Gli LP con leggere ondulature producono già da soli un bel po' di frequenze subsoniche. Queste non solo sono inudibili, ma succhiano un'enorme quantità di energia all'amplificatore e costringono i woofer a un superlavoro assolutamente inutile, se non dannoso. L'eventuale e tutto da verificare danno introdotto sul segnale dalla presenza del filtro è ampiamente ricompensato da un sistema che lavora in regime di assoluta tranquillità (elettrica e meccanica).
Per rispondere agli altri tuoi quesiti, ti posso solo dire che non si può che parlar bene dei Lehmann Black Cube, le recensioni sul nostro sito parlano da sole. L'alimentatore esterno è una garanzia in più di silenziosità e immunità dalle interferenze. I segnali phono sono estremamente delicati, per via del bassissimo voltaggio, più li si tiene lontani da fonti di interferenze e meglio è.
Ciò non toglie che ci siano ottimi pre fono con alimentazione interna, naturalmente. Il vantaggio pratico dell'alimentatore esterno si traduce in un'unità principale più piccola e pertanto posizionabile più vicina al giradischi, ad esclusivo beneficio del percorso del segnale.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Ho visto anche degli audiofili felici
Salve, in passato lei ha già pubblicato ben due mie lettere nel suo meritevole sito, ora ho deciso di scriverle ancora per portarla a conoscenza della strana evoluzione che ha subito il mio impianto. Prima di oggi esso era costituito da diffusori Klipsch b3, VdacII a cui avevo collegato un raspberry e un hard disk esterno da utilizzare con una distribuzione linux per ascoltare i miei files musicali, un lettore Blu-Ray collegato sempre al Vdac II tramite la coassiale per ascoltare i CD. Tutto funzionava perfettamente tramite lo smartphone comandavo il raspberry in maniera perfetta, a un certo punto però mi è venuta voglia di semplificare il tutto. Ho venduto il raspberry e il DAC e ho comprato una Chromecast video che ho collegato alla televisione alla cui uscita ottica ho poi collegato un piccolo convertitore digitale-analogico da una decina di euro (faccio fatica a chiamarlo dac visto il prezzo) per collegarmi all'uscita rca del t-amp 2024.
Sfruttando l'altra uscita coassiale del convertitore ho collegato il Blu-Ray per ascoltare i CD. Risulta ora chiaro che per ascoltare la musica devo accendere la TV, ma poi grazie allo smartphone posso inviare la musica che ho sul telefono (a cui ho aggiunto una micro sd da 64GB) alla Chromecast video o ascoltare le webradio (ce ne sono parecchie che trasmettono con una qualità più che discreta) in più adesso posso vedere, ma soprattutto sentire i video da YouTube grazie al mio impianto.
Per quanto riguarda la resa sonora, complice probabilmente i miei diffusori entry level e il mio orecchio, non ho notato nessun scadimento ed ho ottenuto quello che mi ero prefissato un sistema più semplice immediato e versatile.
Grazie e continui così!!
Riccardo - E-mail: riccardo.franco9756 (at) alice.it

LC
Caro Riccardo,
sono felice abbia trovato una soluzione più semplice e perfettamente confacente alle tue esigenze. Ti auguro tante ore di buon ascolto!

Suggerimento musicale della settimana

Musica nuova! Tom Morello è tornato con un nuovo singolo che preannuncia(va) l'uscita del suo primo album da solista, il 12 ottobre. Si tratta del brano “Every Step That I Take”. Tom Morello (ex Rage against the machine, Audioslave, Street Sweeper Social Club etc.) è un chitarrista/compositore dallo stile unico, che ama le contaminazioni tra diversi generi musicali.

Nel caso questo embedding dovesse essere vietato/disabilitato, potete visionare il video direttamente su YouTube. Buon ascolto!

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