Lettere alla Redazione di TNT-Audio - settimana 8/6/2019 - 15/6/2019

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  1. Feedback su Larsen 4
  2. Danni al tweeter?
  3. Cambio testina giradischi
  4. Re: B&W DM6
  5. Segnale digitale sgarruppato
  6. Elac e Denon
  7. Casse che gracchiano
  8. Re: Musica liquida
  9. Re: Migliorare l'ascolto in cuffia
  10. Ho visto anche degli audiofili felici

Feedback su Larsen 4
Direttore,
ho comprato di corsa le
Larsen 4.2 e mi sto godendo dettagli mai uditi prima. Ora però mi viene il dubbio che il Marantz PM6005 non sia un partner abbastanza vivace per queste piccoline. O forse sono abituato al suono delle Tannoy Revolution Signature e cerco brillantezza dove non dovrebbe esserci. Mi do una calmata, invece di continuare a spendere come il nababbo che non sono?
grazie ancora e buona domenica
Alberto - E-mail: auprivave (at) gmail.com

LC
Caro Alberto,
a volte voi audiofili mi lasciate letteralmente di stucco. Eh sì, perché uno non può comprarsi le Larsen, dopo aver letto la mia recensione, e poi aspettarsi un suono “vivace”. Non suonano vivaci, sono fatte per un tipo di ascolto di altro genere, credo di averlo scritto molto chiaro. Cito letteralmente dalla mia recensione: “[Il suono] non lo definirei eufonico, perché non ho notato particolari arrotondamenti della gamma alta ma di sicuro non lo definirei vivace”. E, come se non fosse abbastanza chiaro, ho pure aggiunto: “in certi casi, con qualche accoppiamento sbagliato, potrebbero risultare troppo scure, ma la somma di qualità rende la performance complessiva equilibrata e ben poco criticabile.”. Ora mi chiedo cosa ci sia di poco chiaro in queste frasi. Qui su TNT-Audio non scriviamo recensioni dove per capirci qualcosa bisogna leggere tra le righe, per la serie “cosa avrà voluto intendere il recensore?”, ma ci vantiamo di dire e scrivere sempre esattamente le cose come stanno (secondo noi, ovvio).
Quindi no, le Larsen non hanno un suono vivace in gamma medio alta, ed è proprio questo aspetto che le rende così maledettamente godibili a lungo termine. A far aumentare le mie perplessità poi scrivi “mi sto godendo dettagli mai uditi prima”. Quindi trovi le Larsen molto trasparenti e dettagliate! Allora...si può sapere cosa stai cercando? Se è un suono iper-dettagliato e vivace, scordati di poterlo ottenere con un altro amplificatore. Suonano così, prendere o lasciare. Tutto ciò premesso, ritengo anche che il Marantz PM6005 non rende completa giustizia alle potenzialità delle 4.2, ma questo è un altro discorso. Se si tratta di semplice vivacità, credo che il tuo Marantz ne abbia da vendere. Comunque, se ti capita la possibilità, ascoltale con un Rotel di pari prezzo o superiore. Prima, però, mettiti d'accordo con te stesso ;-)
Questo genere di irrequietudine, tipicamente audiofila, porta a spese inutili e impianti mal suonanti. E tanta frustrazione.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Danni al tweeter?
Ciao Lucio, ti riscrivo a distanza di qualche anno per un consiglio. Attualmente il mio impianto e così formato:

Nel complesso sono soddisfatto del risultato, normalmente ascolto a volume basso (sottofondo) e a volume medio, qualche giorno fa ascoltando un disco dei Pink Floyd Wish you were here ho alzato il volume decisamente più in alto circa ad ore 12 il suono che percepivo non era distorto né affaticante tanto che avrei potuto alzare ancora il volume.
Finito la sessione di ascolto con il giradischi volevo ascoltare qualcosa in FLAC scoprendo che il dac era fuori uso, così ho messo un altro disco e ho sentito un tweeter che gracchiava se alzavo un po' il volume, ho provato invertire i cavi di segnale da destro a sinistro e il problema rimane nello stesso tweeter. Ho fatto qualche ricerca pare sia andato in distorsione il tweeter e l'avvolgimento danneggiato crea questo suono sgradevole.
Secondo te è collegato il problema del dac con il tweeter o è una strana coincidenza? Una volta riparato il tweeter avrò paura di alzare il volume, pensavo di sostituire il Naim xs con un Naim NAP 250 collegato ad un Cambridge Audio Azur 851N (i dischi posso ascoltarli in un altro impianto) Secondo te sono elettricamente compatibili? Le Thiel CS 1.2 sarebbero adeguate a tale aggiornamento o mi conviene sostituirle con un carico più facile, lasciando al suo posto XS aggiungendo un più economico CAMBRIDGE AUDIO CXN V2.
Ti ringrazio per l'attenzione e per la risposta che spero ricevere quando avrai tempo, ti faccio i complimenti per la tua rivista.
Daniele - E-mail: danielepostaweb (at) gmail.com

LC
Caro Daniele,
così impari ad ascoltare a volume basso! :-) È assolutamente possibile che si sia deformata la bobina mobile di un tweeter, probabilmente non ha retto il carico di lavoro extra (cui non era abituato) e, stante la non trascurabile età, ha dato forfait. Si tratta di un fatto assolutamente normale e non c'è da preoccuparsi. Fai riparare il tweeter e stai tranquillo. Riparatori tipo Canini Altoparlanti sono in grado di rimettere a posto tutto, in condizioni pari se non superiori all'originale. È possibile che anche l'altro tweeter sia sul punto di cuocersi, io li spedirei entrambi per una verifica. Le casse certamente meritano di essere riportate in vita e tenute ancora per tanti anni.
La tua idea di prendere un finale NAP250 è assolutamente fuori luogo, non ne avresti alcun beneficio sensibile. Il Nait XS è già assolutamente adeguato (se non addirittura sovrabbondante) rispetto alle esigenze delle Thiel 1.2, casse che conosco molto bene, per aver fatto parte - per qualche anno - del mio impianto B. Non è l'ampli che ha bruciato il tweeter, questo è defunto di morte naturale. Una volta riparato (e magari verificato anche l'altro), potrai alzare il volume senza alcun timore. Ho visto le 1.2 digerire grandi quantità di watt senza scomporsi. Come forse sai, non sono uno che ascolta musica di sottofondo ;-) né soli quartetti d'archi.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Cambio testina giradischi
Caro direttore,
mi ripeto e rinnovo i complimenti a lei e alla redazione per il tempo, l'impegno e la professionalità che ci dedicate. Negli ultimi due anni ho cercato di pensare più a godermi l'impianto, la musica ed altre attività ludiche più che a pensare ad upgrade (come suggerito anche da lei dopo la mia ultima lettera per un upgrade dell'amplificatore). E' vero, ho fatto anche un semplice upgrade (passando da cavo scettico a cavo scettico ma un po' meno): ho acquistato dei Tellurium ultra blue come cavi per i diffusori (Elac BS 314) e ho messo dei cavi Ricable Magnus sia tra DAC (Ps Audio Nuwave) ed ampli (primare I30) che tra giradischi (Project RPM9 Acryl) e prephono (Lehmann black cube SE) e tra prephono e ampli. Direi che con questo ultimo intervento sui cavi ho raggiunto un livello che mi soddisfa molto, in pratica da audiofilo felice o molto molto vicino. Vorrei fare solo un ultimo intervento per cercare di far esprire al massimo la parte analogica. Credo che il giradischi Project in abbinamento al Black Cube SE possa gestire testine di livello superiore alla Grado Gold 1 che ho in questo momento (e forse è anche un po' "affaticata" dalle ore di lavoro che ha svolto fino ad ad oggi).
Come dischi ho più meno un centinaio di rock/pop, una quarantina di jazz/soul, e una decina di musica classica. E come suono mi piacerebbe mantenere l'equilibrio della Grado Gold avendo più di agilità/velocità/dinamismo e dettaglio. Come budget vorrei stare max sui 500/600 € (anche MC purché senza necessità di step up). Il braccio pesa 11,5 grammi. Su cosa mi potrei orientare? A me è caduto l'occhio sulla AT OC9 III. Mi hanno consigliato tra le varie anche Ortofon Quintet Bronze, Sumiko Bluepoint EVO III, Nagaoka MP 200/300 e volendo spendere un po' meno anche la AT 740 ML (forse non molto meglio della Grado Gold 1, forse meglio come velocità/brillantezza).
Cordialmente,
Salvo - E-mail: savino_miraglia (at) hotmail.com

LC
Caro Salvo,
sono d'accordo con te che si possa salire ancora un po' nella qualità della testina, per quanto la Grado Gold 1 sia una campioncina di rapporto qualità/prezzo. Se cerchi un'impostazione sonora un po' vivace, potresti effettivamente mettere nel mirino una Sumiko Blue Point EVO, probabilmente quella - tra le citate - che più si avvicina a questa tua esigenza. Ti suggerirei la versione Hi e non quella Low. Benissimo andrebbero anche le Goldring 2400/2500 e la Rega Exact. Non ti consiglio testine MC a bassa uscita perché a mio parere, in questa fascia di prezzo, le MM sono ancora vincenti, per semplicità d'uso, interfacciabilità elettrica e qualità generale.
Per quanto riguarda la tua posizione da cavo-scettico redento, sono felice che abbia affrontato il problema con serenità e ne abbia tratto giovamento. I cavi sono importanti e in un buon impianto non si può pensare di tenere quelli “di serie”. Senza credere alle meraviglie narrate da tanti audiofili sui benefici, talvolta raccontati come superiori all'inserimento di un componente importante come i diffusori, l'effetto di un buon cavo è indiscutibile.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Re: B&W DM6
Ciao Lucio. In risposta alla tua risposta datami su TNT
No. 886 riguardo alle B&W DM-6, ti dico che le ho comperate e portate a casa anche se non ho avuto ancora il tempo di ascoltarle, occupato come sono con le Yamaha NS-1000, che sono di una trasparenza incredibile, mai sentite le suonerie di "Time" dei Pink Floyd così chiare e dettagliate...
Ora ti chiederei, gentilmente, un altro consiglio, diciamo, motivato dalla tua risposta dove mi consigli di acquisire, per la mia collezzione di casse vintage, un coassiale Tannoy. Ebbene, chi cerca trova, ed ho trovato una coppia di Tannoy Arden in UK.... Però sono della seconda serie (non HPM), hanno l'altoparlante con il magnete fatto di ceramica, non in Alnico. Quindi, penseresti che ne valga la pena, considerando anche che il trasporto sarà "un dolore nel collo", come si dice qui... Oppure mi conviene aspettare di trovare qualcosa in Alnico?
Ti ringrazio in anticipo dei tuoi utilissimi consigli!
Antonio - E-mail: moronia.geo (at) yahoo.com

LC
Caro Antonio,
hai fatto benissimo a prendere le belle (e rare, ormai) DM6, vedrai che sarà un gran bell'ascoltare! E bellissime le Yamaha NS-1000, cui abbiamo dedicato un po' di articoli, tra storia, restauro e trasformazione in diffusori multiamplificabili. Per quanto riguarda le Arden, se il prezzo è basso, prendile comunque. Certo, sarebbe meglio prendere quelle in Alnico, ma anche queste andranno benissimo! Il trasporto di sicuro inciderà moltissimo, possibile che non riesca a reperire una coppia di Dual Concentric negli Stati Uniti? Dovrebbero essercene molti! Magari costano un po' di più che in UK, ma il trasporto overseas probabilmente rende l'acquisto in UK assolutamente poco conveniente.
Ti correggo sul nome della serie, è HPD (High Performance Duals) e non HPM (High Polymer Molecular), quelle erano le casse Pioneer! Tra l'altro, i modelli top della serie HPM hanno il loro interesse storico e musicale, da non trascurare e i prezzi stanno salendo, molto, forse troppo. :-)
Tornando alle Tannoy, oltre alle Arden, ti consiglierei di cercare anche una coppia di HPD Berkeley, che godono della fama di essere tra le migliori espressioni del Dual Concentric vintage di Tannoy! Un po' ti invidio, mi piacerebbe trovare il tempo per dedicarmi a queste battute di caccia, e se non avessi TNT da mandare avanti (e non posso recensire solo roba vintage di classe!) lo farei, gran divertimento!
Realisticamente, poi, non ci si rimette neppure denaro, perché alcuni di questi mostri sacri sono assegni circolari, li si rivende facilmente allo stesso prezzo d'acquisto (o persino superiore).
Ti avverto: ti stai candidando al posto di recensore di vintage di classe per TNT :-)
Tienimi aggiornato!
Lucio Cadeddu

Segnale digitale sgarruppato
Carissimo Direttore,
salto a piedi pari i convenevoli ed i complimenti, visto che il solo scriverle per avere il suo parere, è già la miglior dimostrazione della stima e della fiducia che nutro per il suo lavoro. La mia domanda è relativa al mondo della musica liquida, ed, in particolare, sull'influenza esercitata in termini qualitativi dalla trasmissione del segnale via WI-FI. Prendiamo questo bell'impiantino :

Questa è la configurazione che utilizzo abitualmente, e ne sono ragionevolmente soddisfatto. In alternativa, non senza sofferti e dolorosi spostamenti di mobilio a causa di una certa distanza tra postazione computer e stereo, potrei optare per una variante cablata come segue : L'interrogativo naturalmente, va da sé: quale delle due varianti è in grado di offrire i migliori risultati in termini qualitativi (sempre che la differenza sia percepibile)? Per la verità, il dubbio non è che mi provocasse particolari tensioni, almeno fino a pochi giorni fa, quando ho posto incautamente la questione ad un sedicente tecnico all'interno dell'APPLE CENTER ufficiale della mia città. La sconcertante risposta è stata a favore senza dubbio della soluzione cablata, visto che “.la Apple dichiara una perdita di qualità variabile dal 10 al 15% per i collegamenti WI-FI in rete locale.” (???????)
Ma come? Da quel poco che so sui segnali digitali, ho sempre ritenuto che l'insieme delle sequenze numeriche che li compongono o arrivano a destinazione integri o non arrivano affatto, interrompendosi di colpo appena le caratteristiche della trasmissione diventano insufficienti. Basta fare la prova con una radio DAB portatile: muovendola per la casa, capita che si ammutolisca bruscamente quando la ricezione è ostacolata, ma mai e poi mai si sentiranno sibili, fischi o ronzii come quelli di una radio FM nelle stesse condizioni. Un 1 non può diventare 0,99, ed uno 0 ridursi ad un -98!
Ascoltando abitualmente senza problemi, mi ero sempre illuso che la musica mi arrivasse senza deterioramento alcuno. Colto da improvvisa diffidenza nei confronti del “tecnico” ho preferito tagliar corto, ho ringraziato e salutato.
Sono invece certo che un suo chiarimento riguardo alla perniciosità o meno dei collegamenti WI-FI possa far luce sulla questione, e mi illudo anche che la cosa possa interessare più di un appassionato.
Con gratitudine e tanta simpatia,
Sandro - E-mail: sangala (at) alice.it

LC
Caro Sandro,
la soluzione migliore è la seconda, perché il segnale subisce meno passaggi. È vero che 1 e 0 restano tali, ma ci sono altri parametri che possono influenzare la qualità, uno tra questi il jitter, una sorta di ritardo temporale che non è sempre gradito nelle connessioni tra sorgente digitale e DAC. Quindi, se possibile, utilizzerei la penna M2Tech e il cavo coassiale. Potrebbe anche darsi, però, che tu non senta alcun vantaggio, si tratta sempre e comunque di differenze...elusive.
Quel che dice il malcapitato tecnico Apple è vero, ma non c'entra niente con l'audio. Se misuri la velocità di trasmissione dei dati tramite cavo ethernet connesso a un modem e la stessa velocità una volta che il modem trasmette invece in WiFi, ottieni risultati leggermente differenti, sempre a sfavore della WiFi. È un fatto noto e credo dichiarato da tutti i produttori di modem. Quindi sì, il tecnico ha dato una risposta “vera”, ma errata nel contesto. Nel tuo caso la velocità di trasmissione dei dati non influenza la qualità dell'audio. Fai la prova con la connessione coassiale e fammi sapere se senti differenze.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Elac e Denon
Ciao Lucio,
mi perdonerai, spero, se ti scrivo a breve distanza dall'ultima lettera. Nella posta di TNT dello scorso maggio (
Vol. 886) mi hai risposto ad un quesito sulle Elac Debut 5.2, casse acustiche che, subito dopo aver letto la tua risposta, sono andato a sentire in negozio ed ho acquistato ad un prezzo abbastanza buono, 265 euro (non il più basso in assoluto). In negozio ho potuto confrontarle con il modello superiore, le 6.2, che costavano poche decine di euro in più, ma la mia impressione, non potrei giurarlo, è che il modello inferiore abbia qualcosa in più. La gamma bassa delle 6.2 è leggermente più piena, come è ovvio, visto il woofer leggermente più grande e il volume del diffusore, ma mi è parso che questo aspetto andasse a discapito della gamma media, più precisa e dettagliata nelle 5.2.
Alla fine ho preso quest'ultime, e dopo circa 10 giorni di rodaggio, ho potuto verificare che sono davvero un miracolo. Quelli che pensavo essere difetti del mio amplificatore Denon PMA720ae sono magicamente scomparsi, ora la dinamica è decisamente migliore, l'equilibrio timbrico è pressoché perfetto, e le note basse vanno molto più in basso (scusa il gioco di parole) e questo nonostante l'impianto non sia ancora installato nella maniera ideale, come tu mi avevi consigliato nella tua risposta, cosa che farò a breve, e mi immagino quali potranno essere gli ulteriori miglioramenti del suono.
Ora però, come a volte accade inserendo nell'impianto un componente migliore, e tenuto conto che le Elac sembrano davvero poter lavorare a proprio agio anche con apparecchi appartenenti a fasce di prezzo più alte della loro, mi sta venendo l'impulso di cambiare anche l'amplificatore. Forse è più una curiosità, un capriccio, che una reale necessità. Non potendo e volendo spendere grosse cifre, ed essendo fedele e grato al marchio Denon da diversi anni (mi trovo davvero bene), sto valutando le nuove uscite, il PMA800ne in particolare.
Quest'ultimo, però, anche se viene indicato come una evoluzione e maturazione del mio attuale, (con circuitazione diversa) è pur sempre un amplificatore della stessa fascia di prezzo (qualcosa in più ma siamo lì) e non vorrei trovarmi con una copia del mio, solo con qualcosa in più. Insomma non so se ne valga davvero la pena. Nel catalogo Denon, purtroppo, lo step successivo sarebbe il PMA1600, che però costa intorno ai 1400-1600 euro.
In conclusione, le Elac mi piacciono davvero tanto, confermo quanto di buono si dice su di loro in rete, e ridisegnano davvero il concetto di entry level in hifi, ma allo stesso tempo rischiano di far entrare in confusione, facendo venire dubbi e "pruriti" che andrebbero tenuti alla larga, per chi come me non ha un portafogli così capiente.
Grazie a te, e un caro saluto.
Giancarlo - E-mail: frondutog (at) gmail.com

LC
Caro Giancarlo,
sono felice che anche tu abbia trovato le piccole Elac Debut così maledettamente sorprendenti! È vero che possono suonare ben al di là di ciò che la loro fascia di prezzo consentirebbe, ma non è che abbiano bisogno di chissà cosa per esprimersi bene. Grazie anche per il feedback sul confronto tra 5.2 e 6.2, ho ricevuto opinioni contrastanti su quale delle due sia, alla fine, più “musicale”. Migliorare si può sempre, ma francamente non metterei un amplificatore da 1500€ ad alimentare le piccoline. Non credo che il nuovo ampli Denon possa fare chissà cosa, rispetto al tuo ampli attuale. E, visto che ti sei fissato con Denon (chissà poi perché) non mi lasci molta scelta. La risposta pertanto è no, lascia perdere. In alternativa, se ne avessi la possibilità, di nascosto dal tuo Denon (è permaloso), ascolta un integrato NAD o Rotel, della stessa fascia di prezzo, collegato alle tue Elac. Io dico che potrebbe vacillare la tua fede verso Denon. Capisco che nella vita possa essere bello avere delle certezze ma, ogni tanto, deragliare dalla routine può essere un esperimento da fare, soprattutto in HiFi.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Casse che gracchiano
Buongiorno Lucio,
purtroppo ho perso l'asta per il Naim Nait 5si, il prezzo dal 126 euro è salito a 615 euro + spese. Attualmente ci sono offerte per questo modello intorno agli 800 euro + spese. Il modello 5i può essere una alternativa? Oppure attendo tempi migliori e altre offerte per il 5SI?
Ho letto il suo articolo “Ho visto anche degli audiofili felici” e ci sono stati momenti in cui anche io qualche volta mi sento così, e ho provato senzazioni contrastanti su questa passione. Il mio obbiettivo è sentire un po' di musica la sera o nel fine settimana, continuo a sentire le casse che gracchiano. Ti riassumo l'impianto:

A parte 2 cavi comprati a parte intorno alle 20000 lire nel 1992 e 2 cavi per casse regalo di un amico audiofilo, composto ciascun cavo da una sezione a 4 file di rame spessi.
Avevo un cavo che non passava il segnale dal cd all'amplificatore, adesso ho cambiato il cavo e ripreso quelli in dotazione, ed entrambe le casse si sentono.
Adesso ogni tanto le sento gracchiare un fruscio, sempre sulla cassa sinistra e poi anche un poco quella destra.
Proverò a cambiare ingresso al lettore cd e metterlo in quello delle casse.
Ha qualche consiglio il mio impianto, cavi, aggiornamenti?
Il Naim Nait quale versione mi indirizzo?
La ringrazio in anticipo per l'aiuto.
Grazie,
Saluti,
Massimo - E-mail: mcrae10 (at) hotmail.com

LC
Caro Massimo,
mettiamo in chiaro una cosa: al di là del suono che può soddisfare o meno, un impianto HiFi non deve produrre rumori strani, né fruscii o altro. Se sono presenti disturbi c'è qualcosa che non va da qualche parte. Nel tuo caso o è un ingresso malridotto (provali tutti, phono escluso, quello è solo per il giradischi) o c'è ossido nel selettore degli ingressi o nel potenziometro del volume oppure, ancora, sono i cavi/connettori che non consentono un buon contatto. In ogni caso il cambio di amplificatore farà sentire tutti i suoi benefici e andrebbe benissimo anche un più vecchio Nait 5i. Prima di acquistare il nuovo ampli, però, ascolta il tuo impianto con loudness e toni esclusi. Nel caso li utilizzassi, ovviamente, visto che il Nait è sprovvisto di queste diavolerie che adattano il suono al nostro “gusto”. Se fossi abituato così, un periodo di disintossicazione è più che necessario, è obbligatorio. Serviranno mesi, temo.
Metto le mani avanti così evito che, acquistato il Nait, mi scriva lamentandoti che il suono coi vecchi amplificatori era più pieno, con più bassi etc. Ultima cosa: probabilmente hai sbagliato a scrivere ma “cambiare ingresso al lettore cd e metterlo in quello delle casse” non è una buona idea. Probabilmente intendevi “radio/tuner”. Tra l'altro, non vedo come potresti, visto che sono cavi completamente diversi e non compatibili.
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Re: Musica liquida
Buongiorno Lucio, hai ragione sono stato confuso (
Vol. 888): cerco di darti qualche chiarimento se avrai la pazienza di leggermi ancora. La mia fantasia era di ascoltare le mie incisioni preferite nel miglior suono disponibile semplicemente acquistando file Hi-res. In negozio ho ascoltato il cd (un quartetto di Schubert della westminster giapponese) prima col Metronome, poi il suo file rippato da un Innuos zenith mk2 collegato via usb al Metronome: il suono mi sembrava un po' più naturale e profondo, però non ho potuto provare altro.
A casa invece ho fatto le comparazioni tra cd e file hi-res senza l'Innuos e in nessun caso il suono dei file era preferibile. In sintesi la mia domanda era se per avere un suono migliore scegliere un network player di qualità, oppure cercare un ottimo lettore di cd-sacd tenendo conto che ho circa un centinaio di sacd e posso reperirne molti altri con le mie incisioni preferite.
Grazie della tua attenzione, a presto
Salvino - E-mail: salvo_ge (at) hotmail.com

LC
Caro Salvo,
continuiamo a non capirci. Se hai confrontato un CD con un file estratto dallo stesso CD non è possibile che quest'ultimo suoni meglio. L'informazione contenuta nel CD non può in alcun modo essere migliorata. Se estrai il file wav e poi lo suoni, se ti va bene suona uguale al CD, ma potrebbe anche suonare peggio. Potrebbe però essere che questo “peggio” sia da te percepito come più gradevole, capita.
Pertanto: se lo scopo è rippare i CD nella speranza che suonino meglio del CD stesso, stai perdendo tempo. Non funziona. Se è per comodità, allora OK. Se, invece, volessi recuperare dei file ad alta risoluzione - nativa però! - delle tue incisioni preferite, allora la cosa potrebbe avere un senso. La domanda però è sempre la stessa: questi file ad alta risoluzione che provenienza hanno? Perché se il master originale era 16bit/44kHz come il CD, ci sono poche speranze di ottenere dei miglioramenti. L'operazione ha senso soltanto se tu possiedi un titolo in 16/44 ma il suo master era stato generato con risoluzione più elevata o, magari, era un buon master analogico. In questo caso è possibile - ma non è certo - che il file ad alta risoluzione, proveniente da un master ad alta risoluzione o analogico, suoni meglio del CD che, in questo caso, sarebbe una riduzione in scala del file originale creato in studio.
Con tutti questi “SE” capisci bene che l'impresa è tutto tranne che di sicuro successo. Il mio consiglio è, da sempre, lo stesso: anziché spendere soldi per ascoltare sempre gli stessi dischi in N-mila formati diversi, perché non investire gli stessi soldi per acquistare dischi nuovi?
Lo so, gli audiofili sono diversi.
Spero di esserti stato utile!
Lucio Cadeddu

Re: Migliorare l'ascolto in cuffia
Caro Direttore,
le scrivo di nuovo (
Vol. 869) perché tenevo a farle sapere che ho seguito i suoi consigli e, sia a livello di monitor, sia di cuffie, il risultato, per me, è davvero buono. Il Nuprime 9H è un bellissimo apparecchio che dà grandi soddisfazioni (compatibilmente con le condizioni in cui si può esprimere, ovviamente).
Quindi, grazie ancora per i suoi preziosi consigli (sono anche riuscito a vendere qualcosa, come lei mi suggerì) e lunga, lunghissima vita a TNT audio.
Con viva cordialità,
Enrico - E-mail: enrico.corbi (at) gmail.com

LC
Caro Enrico,
due audiofili felici in una sola settimana! Benissimo così, ne avevo bisogno, dopo tanti scontenti, indecisi, confusi, disperati e disillusi. Sono contento che il mio consiglio sul DAC Nuprime abbia sortito un effetto così benefico. Alla fine è così, bisogna armarsi di coraggio, vendere apparecchi e apparecchietti di dubbio valore e puntare a poche, pochissime cose, ma di qualità superiore. La sola semplificazione dei percorsi che il segnale compie fa già miracoli, tra l'altro. Quindi: coraggio ed eliminiamo un po' di scatolotti inutili! :-)
Spero di esserti stato utile,
Lucio Cadeddu

Ho visto anche degli audiofili felici
Gent.mo Direttore,
per la
terza volta e con molto piacere desidero condividere con Lei e con i lettori di TNT Audio la mia esperienza d'ascolto (e d'acquisto) relativa a un'apparecchiatura da Voi recensita.
Si tratta del Black Ice Audio (Ex Jolida) FOS SSX che ho acquistato direttamente dal costruttore tramite mio figlio che risiede in Canada. Le mie impressioni sono estremamente positive per quel quid di ambienza e di dettaglio che questo strumento riesce ad apportare a tutta la catena. E non è certo un quid infinitesimale, ma facilmente percepibile fin dal primo ascolto.
Primo ascolto che feci in piena notte a volume bassissimo. Anche così l'intelligibilità degli strumenti e il piacere globale rivelarono la genialità del progetto.
A volumi più realistici tutte le caratteristiche anzidette tendono a magnificarsi, riuscendo persino a tirar furori dalle Quad 989 (abarthizzate col supertweeter Monacor RVT 966Q - anche qui “Grazie TNT!”) un'indole un po' meno da romantiche donne inglesi e più da latine dal sangue caliente!
Sul rapporto qualità prezzo non mai esprimo, tanto credo sia lampante il fatto che, al prezzo di una coppia di cavi di categoria medio bassa, si ottengono dei tangibili miglioramenti e non delle sfumature nemmeno da tutti percepibili!
All'atto dell'ordine chiesi al costruttore alcune “dritte” sugli abbinamenti elettrici. Riporto di seguito le sue testuali parole:

“Regarding the best cables, we use OCC copper cables with very good results. Primarily the cables are quite neutral in sound, but good in getting all the information thru. If you have a tube amplifier silver is a good conductor but you have to use thick 16 to 18 gauge silver single strand which can be relatively expensive. A good copper single strand can be a good choice. Even, the lower cost Audioquest cables work well for us if your are working under a limited budget.”
Avendo la possibilità di acquistare a buon prezzo degli Audioquest Red River ho optato per questi e per il momento ciò mi basta.
Come dicevo l'altra volta, la felicità non esiste, tanto meno nel mondo dell'HiFi, ma solo più o meno duraturi appagamenti, finché non ci si imbatte in un articolo di TNT Audio particolarmente intrigante e stimolante...
Con i più cordiali saluti e complimenti.
Francesco - E-mail: francescogasparini (at) tin.it

LC
Caro Francesco, grazie per il prezioso feedback! Siamo felici di aver contribuito, coi nostri suggerimenti, all'aumento del tuo piacere d'ascolto. Certo che questo piccolo giocattolino, il Foz SS-X, continua a mietere consensi su consensi!
Per quanto riguarda i prodotti Black Ice Audio (ex-Jolida) sono in arrivo altre recensioni della primissima nuova produzione e persino un'intervista esclusiva! Buona lettura e buon ascolto!

Suggerimento musicale della settimana

Il cantautore Riccardo Sinigallia ha firmato, oltre che tanti brani portati al successo da altri, anche importanti colonne sonore. Ed è proprio dall'ultima di queste (film “Lo spietato” 2019) che ascoltiamo una cover semplicemente strepitosa e incredibilmente simile all'originale, un omaggio a una delle più oscure, intriganti e geniali canzoni dell'intera storia della musica italiana. Si tratta di Malamore di Enzo Carella (1977), accordi senza tempo e un testo dell'immenso Pasquale Panella, poeta, scritto e paroliere di Battisti nel dopo-Mogol. Il testo è così straordinario che lo riporto qui sotto per intero. Capolavoro assoluto di suoni incastrati alla perfezione nelle parole.

Dì che mi amerai di colpo o corruzione
Soffiando il cuore infiammandomi il polmone
Un segno sulla coscia la tua bocca migliore
E il cuore che divori come un pugno di more
Dì che bene mi amerai di malamore
Sì di malamore
Dì che mi amerai di febbre o consunzione
Prendi alla fronte il cervello fra il pallone
Baciami alla gola la tua bocca migliore
Ma è l'asma che mi cola come piombo sul cuore
Dì che bene mi amerai di malamore
Dì che bene mi amerai di malamore
Sì di malamore
Dì che mi amerai da pazzi o confusione
Stordendo il nervo il pensiero va in canzone
La mano nella pelle il tuo colpo migliore
E il fiore che si secca nell'occhiello del cuore
Dì che segno mi amerai di malamore
Dì che segno mi amerai di malamore
Sì di malamore
Dì che bene mi amerai di malamore
Dì che bene mi amerai di malamore
Sì di malamore

Nel caso questo embedding dovesse essere vietato/disabilitato, potete visionare il video direttamente su YouTube. Buon ascolto!

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